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Veicoli Militari : Articoli : Autoblindo Ansaldo Lancia "Lince"
Inviato da Barbarigo il 13/9/2005 04:33:11 (2800 letture)

Veicoli Militari : Articoli
La “Lince” più che una autoblindo nel senso vero del termine è una vettura da ricognizione, copiata integralmente dallo scout car “Dingo” britannico catturato in Africa settentrionale e riprodotto dalla Lancia per la parte meccanica e dall’Ansaldo per la parte blindata.


La novità sostanziale, rispetto al modello originale britannico, era la presenza dell’armamento, una Breda da 8 mm su supporto a sfera inserito nel frontale della casamatta.
Purtroppo per le solite incapacità, che hanno contraddistinto tutta la produzione militare italiana, tale interessante veicolo alla data dell’8 settembre era stato costruito solo sotto forma di prototipo.
Dopo tale data fu prodotto per i tedeschi e utilizzato anche, in pochissimi esemplari, dalle forze armate della R.S.I..
Si hanno documentazioni fotografiche di mezzi con la radio, senza e anche con due apparecchiature radio, probabilmente con la funzione di centro – radio.
Sul numero totale di mezzi prodotti c’è ancora confusione, i tedeschi indicano un numero di 104 esemplari consegnati tutti nel 1944, l’Ansaldo indica 100 esemplari costruiti nel 1944 e 28 nel 1945, secondo la Lancia tra maggio e ottobre 1944 furono prodotti 122 autotelai e dichiara una produzione totale di 250 esemplari.
Come si vede esiste una notevole differenza tra le cifre!!
Ad oggi esistono tre modelli della “Lince” in discrete condizioni in Italia e uno in Croazia in pessime condizioni.
Di modelli in commercio ad oggi, ne esistono in scala 1/72 e in scala 1/35, ambedue in resina e prodotti da factory italiane.
Il modello in scala 1/35, quello da me costruito, è prodotto dalla CRI. EL. Model di Roma, con riferimento R 028.
Il modello si presenta bene, con pochissime bolle, almeno il mio, e stampato, come gli ultimi pezzi prodotti, in una buona resina, facilmente lavorabile e non vetrosa ( meno male, il buon Maurizio avrà cambiato finalmente lo stampista ? ).
Naturalmente, come recita il logo del sito CRI.EL., il modello si può montare così come è da scatola, la resa è buona e l’insieme soddisfacente ma, per chi come il sottoscritto, vuole avvicinarsi maggiormente alla realtà, rappresenta una buona base di partenza sulla quale sbizzarrirsi secondo i suoi desideri.
Per prima cosa bisogna decidere come si vuole costruire il modello, se aperto o chiuso, se con la radio o senza o con due apparecchiature, esaminiamo le modifiche da apportare.
Modello chiuso.
Il montaggio è molto semplice, in quanto le uniche modifiche da effettuare sono: costruzione delle maniglie sul cofano motore, aggiunta di un occhiello alla griglia corazzata del radiatore, svuotamento dei fari ed inserimento di lenti riprodotte in plexiglas o prese da macchine, costruzione dell’antenna rigida, inserimento di 3 bulloni all’interno della ruota di scorta, costruzione di due supporti sul portello non ribaltabile dove si appoggia il portello ribaltabile.
Modello aperto con radio.
E’ il modello che ho scelto di riprodurre, le modifiche descritte valgono anche per il modello senza radio (ovviamente escludendo la parte relativa all’apparecchiatura), mentre quello con due radio ritengo sia di difficile riproduzione, in quanto non sono presenti né fotografie dell’interno né disegni e, quindi, si dovrebbe procedere solo per intuito, un po’ poco per dei modellisti!.
Cominciamo con le modifiche.
Per le modifiche esterne ho seguito quelle elencate pocanzi, ho costruito con filo di rame le 4 maniglie del cofano motore che poi ho inserito nella resina dopo aver praticato dei piccolissimi fori, con del plasticard ho ricostruito il piccolo anello che ho sistemato sulla griglia del radiatore, aggiungendovi due rivetti come si vede nelle fotografie, ho svuotato i fari e poi ho inserito due lenti per le macchinine in scala 1/43 bombati, ho costruito l’antenna con filo di rame e inserita nell’attacco dopo averlo forato, per la ruota di scorta il discorso è più complesso perché nella realtà sulla piastra corazzata erano fissati tre perni dove si inseriva la ruota bloccata dai bulloni, poiché sul modello invece è presente un dischetto dove si colloca la ruota e non volendo eliminarla per la paura di rompere il tutto, ho scelto di inserire la ruota così come è e poi di aggiungere tre bulloni, posizionati a triangolo isoscele sui perni già presenti nella ruota. Non è il massimo ma la resa è discreta. Per la targa ho utilizzato due sottili strisce di rame per costruire gli attacchi e ho aggiunto il filo che collega il fanalino alla struttura.
Non ho modificato le sospensioni in quanto non intendevo impazzire e poi perché ho ritenuto quelle del kit più che sufficienti.
Avendo deciso di posizionare le ruote leggermente sterzate ho tagliato il perno di resina presente e lo ho incollato alla ruota, poi ho inserito un piccolo perno di rame nella ruota stessa e ho forato il mozzo, in questo modo ho potuto costruire un insieme solido dove ho potuto ruotare le ruote e contemporaneamente bilanciarle per far si che tutte e quattro le ruote toccassero per terra.
Ricordo che le ruote anteriori sterzavano sino ad un certo angolo, poi sterzavano anche quelle posteriori, quindi se uno vuole riprodurre un modello con forte sterzatura deve lavorare su tutte le ruote.
Passiamo all’interno.
Poiché ho deciso di riprodurre un modello con la radio cominciamo da qui; ho forato e inserito un sottile filo di rame che parte dall’accumulatore e sale dietro al serbatoio, quindi ho praticato un piccolo foro nella radio dove ho inserito un filo di rame da collegare all’antenna (detto filo sarà inserito solo quando si montano le pareti laterali). Quindi ho costruito la pedaliera, completamente assente nel modello, con filo di rame e plasticard, poi il piantone dello sterzo con sprue, quindi la struttura scatolare del piantone sul pavimento, questo sempre con plasticard, sono poi passato a lavorare un po’ con una fresetta i sedili per renderli più vissuti. Non ho ritenuto di fare altre modifiche al pavimento in quanto lo ritengo realistico.
Ho quindi modificato la Breda, tagliando la canna che spunta dal manicotto e riproducendola con un tubicino di rame, quindi ho forato il foro del cannocchiale, appena accennato sulla corazzatura sferica, che ho riprodotto all’interno con tubi di rame di due diametri inseriti uno dentro all’altro, poi ho riprodotto la struttura del poggiatesta, a questo punto la mitragliatrice era completata.
A questo punto ho messo mano alle pareti laterali e frontale, per prima cosa con del plasticard di 1 x 1 mm ho ricostruito tutto intorno alla casamatta la struttura di supporto dove si appoggiavano i portelli quando venivano chiusi, posizionandoli ad un mm dal bordo, anche qui bisogna prestare attenzione alle fotografie, in quando dove era alloggiata la Breda non c’era il supporto.
Poi ho costruito le leve di apertura dei portelli, non sono facili ma con molta pazienza si riesce a costruire qualcosa di decente, in pratica con della lamina di rame da 0,2 mm ho tagliato una strisciolina da 1 mm e poi con delle piccole sezioni ho ricostruito l’insieme dei beveraggi con la maniglietta in filo di rame da 0,4 mm, ogni leva è formata da 6 pezzi.
Quindi sempre con lamina di rame ho costruito una piccola struttura a U e una a L, ad essa attaccata, che poi ho incollato alle pareti laterali, sono gli attacchi delle leve e delle molle del portello non ribaltabile, piccolo errore alla fine mi sono accorto che le avevo incollate in posizione troppo arretrata. (ammetto che non le ho spostate, era troppo il lavoro da rifare).
A questo punto ho preso in mano i portelli, a quello ribaltabile ho aggiunto la maniglia interna, fatta con il solito filo di rame, quindi ai due vertici anteriori ho riprodotto con del plasticard e del filo quello che nella realtà dovrebbero essere dei moschettoni di chiusura del portello, più complesso il lavoro per il portello sollevabile.
Con filo di rame ho riprodotto il maniglione, che comandava il sollevamento e permetteva al medesimo di posizionarsi sopra alla sbarra posteriore dove si appoggiava, quindi ho riprodotto, con lamina di rame, i leveraggi e gli attacchi dei medesimi che fanno parte del sistema di apertura del portello, nella parte esterna del portello ho posizionato due supporti a U di altezza adeguata che servivano di appoggio al portello ribaltabile, che altrimenti avrebbe appoggiato sulla bombatura della mitragliatrice.
A questo punto ho incollato il portello ribaltabile sul fisso, poi ho posizionato il tutto sulla casamatta, quindi ho completato i leveraggi inserendo una strisciolina di rame tra il supporto ad U della parete laterale e l’attacco sul portello e una molla, costruita con filo di rame sottilissimo, tra l’attacco a L collocato sotto l’attacco della leva e il portello, completandoli con un rivetto. Mi rendo conto che a scriverlo è più difficile che a farlo, ma le immagini spero siano esaustive.
Con questo ho concluso le modifiche e il modello, arrivando finalmente alla colorazione.
Fatto salvo che la colorazione degli interni deve essere effettuata prima del montaggio dell’insieme, ho dipinto la radio e l’accumulatore in verde, sulla radio la piastrina con bordo argento e interno nero con riproduzione di sigle in bianco, cavi in nero, fondo in nero e metallo sporcato con terra, sedili in marrone, volante in nero, quadro comando con strumenti in nero e bianco e poi con del lucido per simulare i vetri, Breda in metallo, cannocchiale in nero come il poggiatesta, le pareti in bianco e avorio sporcato; il tutto poi ha subito un lavaggio in terra di siena e un trattamento a pennello asciutto, enfatizzando con grafite e matita argento le scrostature e i graffi.
Per l’esterno, avendo scelto di riprodurre un mezzo del Gr. Cor. “Leonessa”, della G.N.R., ho dato un giallo sabbia, le marmitte sono state invecchiate con tinta ruggine, solito lavaggio e invecchiamento, usando polvere di gessetto di varia tonalità fissata con acquaragia.
In conclusione un bel modello, alla portata di tutti ma, soprattutto, buona base per quei modellisti esperti che non si accontentano del prodotto nudo e crudo, ma sono sempre alla ricerca di quel livello di realismo che è lo stimolo principale che alberga in molti modellisti.

Qui il collegamento alla Galleria delle immagini

Carlo Cucut

n.b.
Purtroppo, quando il modello era finito, controllando altra documentazione ho scoperto che il sistema di scorrimento del portellone non si basa su leve posteriori diritte, ma curvate, sempre incernierate tra la parete laterale e il portellone, il cui sistema di sgancio era comandato dal maniglione. Il mio modello lo ho lasciato così come è, con le modifiche descritte, per chi volesse assemblare una “Lince”, tenga conto di questa nota.

Bibliografia
Storia Modellismo n. C 5
Motorii!! Le truppe Corazzate Italiane 1919/1994 – N. Pignato
Dalla Libia al Libano 1912/1985 – N. Pignato
Gli Autoveicoli da Combattimento dell’Esercito Italiano Vol. II° - N. Pignato / F. Cappellano
Mezzi dell’Esercito Italiano 1935/1945 – U. Barlozzetti / Pirrella
Storia dell’Ansaldo – AA. VV.
La Meccanizzazione dell’Esercito Italiano fino al 1943 – L. Ceva / A. Curami
Veicoli da Combattimento dell’Esercito Italiano 1939/1945 – C. Falessi / B. Pafi
Per le fotografie consiglio il sito della CRI.EL. Model, dove sono pubblicate decine di fotografie, anche dell’interno del vano di combattimento, nelle quali si possono vedere molti dettagli. www.crielmodel.it

 

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