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Luci e ombre : Articoli : La fanteria piemontese nella 1^ Guerra di Indipendenza
Inviato da erre il 31/8/2004 18:46:47 (2930 letture)

Luci e ombre : Articoli
Una rapida disamina sulle divise della fanteria sabauda nel 1848-49..




Nonostante il grande fermento riformatore che interessò l'esercito sabaudo nel periodo 1840-1850, Il fante piemontese che scese in campo contro l’Austria nella primavera del 1848 vestiva una divisa sobria che si mantenne sostanzialmente immutata e conservò i suoi colori cupi per tutto il periodo della 1a Guerra di Indipendenza. L'intera uniforme di truppa e sottufficiali era di colore turchino scuro con colletto, paramani e filettature del colore distintivo di ciascuna brigata; la tunica lunga quasi al ginocchio e chiusa da una doppia fila di 9 bottoni di stagno, era fornita di controspalline filettate nel colore distintivo e di spalline all'inglese di colore turchino per le compagnie di fucilieri, scarlatto per i granatieri e verdi per i cacciatori; tale caratteristica fu abolita nell’estate del '48.

Posteriormente, all'altezza della vita, un passante filettato agganciato tramite due bottoni era destinato a reggere la cintura, mentre le falde erano abbellite da una mostra a tre punte con tre bottoni. I pantaloni presentavano filettature del colore distintivo lungo la cucitura esterna, e la parte finale a volte veniva arrotolata a scoprire le ghette a righe bianche e turchine. Come copricapo era adottato uno shakot rigido rivestito di feltro nero con nappina del medesimo colore delle spalline, fregio in metallo (con inciso il numero del reggimento) diverso per ciascun reparto e coccarda turchina fino all’estate del '48, poi tricolore. L’uniforme era completata da un cappotto grigio chiuso da una doppia fila di sette bottoni, con falde lunghe fin sotto il ginocchio, colletto turchino alto con mostrina a tre punte del colore distintivo e controspalline, spalline e passante uguali a quelli della tunica.

L'equipaggiamento comprendeva un cinturino in cuoio nero, chiuso tramite una piastra in ottone ornata da una croce in ferro lucidato, con giberna per le cartucce applicata al fianco destro; al lato sinistro era applicata la borsa portasciabola con un passante a cui fissare il fodero della baionetta. Anche lo zaino e i relativi spallacci erano in cuoio annerito, con una cinghia sulla parte superiore per fissare la gavetta.

Tutti i reparti erano armati con sciabola mod. 1843, lunga 60 cm, con impugnatura liscia in ottone terminante "a becco" e crociera ad "s", e ornata con una cravatta in ciniglia del colore distintivo della compagnia. Granatieri e fucilieri furono dotati del fucile mod. 1844 in versione lunga (151 cm.) mentre i cacciatori ebbero la versione corta (142 cm.).

Prima della breve ma intensa campagna del 1849 furono intraprese diverse modifiche alla tenuta di fanteria, dettate in parte dall'esperienza acquisita sul campo e in parte dall’esigenza di ridurre i costi dell'equipaggiamento. La novità più importante fu introdotta dalla riforma dell'Agosto 1848 che prevedeva una nuova tunica ad un petto e priva delle tipiche spalline all'inglese. Il colletto venne ribassato e leggermente aperto e le maniche chiuse, con un paramano quadrati al quale fu aggiunta una pattina rettangolare a tre punte ornata da tre bottoni, mentre le mostre posteriori divennero a forma di "8".

Per il colletto e le varie filettature fu adottato da tutti i reggimenti il colore cremisi, tranne la Brigata Savoia che ebbe colletto e patte di velluto nero e tutte le filettature (compresi i pantaloni) scarlatte. I pantaloni, pur mantenendo il medesimo taglio dei precedenti, divennero grigio-azzurro con filettatura cremisi. Il cappotto fu sostituito con uno di colore grigio-azzurro a singola falda, con colletto rovesciato dotato di mostrina cremisi a tre punte. Al posto dello shakot fu adottato un kepì più basso rivestito di panno cremisi, con numero del reggimento in metallo e coccarda tricolore; in campagna veniva ricoperto da un'incerata nera con numero del reggimento dipinto in bianco.

Tutti i cuoiami dell'equipaggiamento, eccetto lo zaino, furono imbiancati e alla dotazione furono aggiunti un sacco-tenda e un caratteristico tascapane a bisaccia di tessuto bianco e turchino con cinghia di pelle nera, che rimase in dotazione per tutto il periodo risorgimentale.

Gli ufficiali vestivano una tunica simile a quella della truppa, ma realizzata con stoffa di migliore qualità e con bottoni in metallo argentato, ornata da spalline frangiate di metallo e dalla tipica sciarpa azzurra portata a tracolla da destra a sinistra e annodata con due ghiande frangiate; i pantaloni erano forniti di bande del colore distintivo. Avevano in dotazione una cappa o burnous in panno turchino con cappuccio ornato da un fiocco, foderato in cremisi, e chiuso da tre linguette per lato, che in campagna veniva portato arrotolato a tracolla. Il copricapo era come per la truppa, con cordoncini e gradi argentati e una nappina sferica in metallo. Il fodero della spada, in metallo nero per gli ufficiali inferiori e lucido per gli ufficiali superiori, pendeva dal cinturino in pelle nera chiuso grazie ad una piastra rettangolare dorata decorata con la croce in ferro lucido.

A partire dall'Agosto del '48 l’uniforme subì le stesse modifiche della truppa sia nel taglio che nei colori, mantenendo le spalline in metallo e la sciarpa.

Il kepì era ornato da una nappina sferica in metallo argentato ed i galloni di grado in tessuto argentato. Il burnous, inclusa la fodera, divenne del colore uguale a quello del cappotto per la truppa e la chiusura fu garantita da una doppia fila di cinque alamari. Inoltre in alta uniforme fu consentito l'uso di un cinturino in gallone d’argento, in precedenza esclusiva degli ufficiali superiori.

L'illustrazione raffigura un ufficiale della Brigata Savoia nel '49 con la tunica ad un petto filettata in cremisi e i pantaloni grigio-azzurri, il nuovo kepì ed il cappotto vecchio modello arrotolato con la fodera cremisi all'esterno, ed un fuciliere dell'11° Rgt., Brigata Casale, nella tenuta del '48.

Testo e immagini di Enrico Ricciardi - www.erregrafica.it

 

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