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Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
 
Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
Da AFV Interiors : Veicolo corazzato da soccorso e recupero M32
Inviato da Fabio il 20/4/2008 17:50:32 (4603 letture)

Da AFV Interiors
All'inizio del 1943 lo US Army Armored Board emise una raccomandazione secondo la quale venisse messo in produzione il veicolo di soccorso corazato T5 per sostituire le versioni basate su M3 Lee/Grant (serie T2/M31). Il nuovo mezzo era basato sull'M4 Sherman e fu designato ufficialmente come M32. Ognuna delle versioni principali dello Sherman (ossia M4, M4A1, M4A2 ed M4A3) fu oggetto di conversione e riclassificazione rispettivamente in M32, M32B1, M32B2 ed M32B3.


La maggior parte del lavoro di conversione fu fatto fra il giugno del 1943 ed il giugno del 1945 per passare poi alla versione successiva e migliorata denominata M74 verso la metà degli anni '50.
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale un discreto quantitativo di M32 è stato impiegato anche dal nostro esercito, successivamente affiancati e poi sostituiti dagli M74.
La conversione del carro armato Sherman in veicolo corazzato da soccorso e recupero consisteva nella rimozione della torretta, del suo cesto, dell'anello e degli apparati devoluti al brandeggio. La nuova torre aveva approssivamente lo stesso profilo di quella del carro ed era imbullonata allo scafo mediate i fori che servivavno originariamente al fissaggio dell'anello di torre. Questa era armata con una mitragliatrice Browning da 0,50 (12,7mm) per la difesa anti aerea montata su di una ralla posta anteriormente sul cielo della torretta ed era equipaggiata con un portello di accesso di dimensioni medie. L'armamento del veicolo era completato da una mitragliatrice sempre Browning ma calibro 0,30 (7,62mm) alloggiata nella parte anteriore destra dello scafo ed azionata dal secondo pilota/mitragliere e da un mortaio da 81mm per il lancio di granate funogene in torre, il cui munizionamento di pronto impiego era alloggiato in appositi vani ricavati in torre. Lo spazio resosi quindi disponibile nella parte centrale dello scafo fu sistemato un verricello GarWood da 60.0000 libbre (circa 27,2 tonnellate) con presa di forza sulla parte posteriore della trasmissione del mezzo.
 


L'equipaggio dell'M32 era costituito da sei uomini: pilota e secondo pilota/mitragliere erano alloggiati così come sui carri armati anteriormente al veicolo rispetivamente sulla sinistra e sulla destra, il capocarro e gli altri tre meccanici trovavano posto in torre su quattro seggiolini montati intorno all'anello. Il disegno a destra è relativo allo schema di lubrificazione dell'M32 (TM 9-738) e mostra il posizionamento del verricello e degli altri equipaggiamenti. La prua del mezzo è vero la parte alta dell'immagine dove sono parzialmente visibili i portelli ovali del pilota e del co-pilota. Il verricello è fissato al pavimento ed il comparto delle batterie è stato riposizionato, sempre sul pavimento, ma nella parte posteriore sinistra. Il tamburo del cavo del verricello è posizionato trasversale all'asse di movimento del mezzo su di un doppio supporto a forma di "A" imperniato a su ambo i lati. La trazione del verricello è assicurata da una trasmissione a catena che trae energia dall'albero di trasmissione (visibile nella parte alta del disegno). L'albero di trasmissione prosegue la sua corsa sotto al verricello poeìsteriormente fino al gruppo motopropulsore, anche se on compare nell'immagine.

Questa illustrazione tratta dal manuale da un'idea generale sul posizionamento delle componenti sopra descritte all'interno dello scafo. Il verricello Gar Wood Special 6M 814 era dotato di un tamburo in grado di alloggiare 200 piedi (oltre 60m) di cavo di acciaio del diametro di un pollice (circa 2,5cm) con due velocità in avvolgimento ed una in svolgimento. L'instradamento del cavo poteva avvenire secondo tre diverse modalità:
  • al di sotto del pavimento ed attraverso uno scasso presente sulla piastra corazzata frontale
  • da una piccola botola sul pavimento ed attraverso la puleggia sulla parte anteriore della torre
  • al di sotto del pavimento ed attraverso una puleggia e poi una botola posta sulla parte psteriore della torre
Un sistema di bracci a sezione circolare era fissato sulla parte anteriore del mezzo e se utilizzato in posizione arretrata consentiva il traino mentre in posizione anteriore il sollevamento.
L'illustrazione sulla sinistra mostra dei particolari interessanti quali ad esempio l'albero di trasmissione, il tamburo del verricello e la presa di forza anteriore. E' visibile anche la catena della trasmissione che va da questa alla ruota dentata davanti all'alloggiamento della trasmissione del verricello e quella più piccola che va dal predetto alloggiamento alla destra del tamburo del verricello. Sono visibili anche le due lunghe leve: quella sulla destra con il pomello è la leva del cambio del verricello e l'altra il suo innesto a frizione.

Osservando ancora una volta i comandi del verricello frontalmente, si vedono chiaramente la leva dell'innesto a frizione è montata sulla destra delle altre due leve di controllo (qui sulla sinistra) e le due catene di trasmissione. Queste ultime sono a rulli e simili a quelle in uso su biciclette e motocicli ma naturalmente più grandi e resistenti. Tipicamente la maggior parte di questi componenti è nascosta dalla pavimentazione sottostante la torre con i soli leveraggi visibili. Questi sono facilmente raggiungibili dal posto di pilotaggio (immediatamente sulla destra posteriormente al suo seggiolino) o da un altro operatore posizionato nella parte anteriore sinistra della torre. In prossimità dei portelli del pilota e del secondo pilota sul cielo delle rispettive postazioni erano montate due plafoniere, mentre le scatole di distribuzione dell'impianto radio/interfono cui andavano collegati i complessivi cuffia/microfono erano sempre sul cielo, ma fra i due seggiolini.

  Questa è la vista dalla parte del co-pilota verso le leve di comando del verricello dietro al sedile del pilota. La leva più piccola (quella dell'innesto a frizione della presa di forza) è ben visibile in questa foto tratta dal manuale, al pari di quella dell'innesto a frizione del verricello e di quella del cambio. Quest'ultima veniva operata spingendola in avanti o indietro lungo l'asse centrale del mezzo. Qui è ritratta o in marcia avanti o in marcia avanti ridotta. Una volta che che enrambi gli innesti (sia quello sulla presa di forza che sul verricello) erano attivi la leva del cambio poteva venire tirata leggermente indietro per mettere in folle il verricello, oltre per invertirne la marcia o, quando tirata completamente indietro e verso l'alto in avanti veloce. La velocità di trazione sul tamburo era determinata da quella dell'albero di trasmissione del mezzo (quindi il motore doveva essere necessariamente in moto) e quindi controllata dal pilota, mentre quella del verricello non aveva alcuna influenza su quella della trasmissione principale. Le due catene di trasmissione viste in precedenza erano protette da dei carterini metallici ben visibili in questa immagine.
 

Questa vista è relativa alla stessa zona, quella dietro il seggiolino del pilota (che nell'immagine è stato rimosso), ma vista dall'interno della torre dietro al tamburo del verricello e guardando verso prua. Anche questa è tratta dal manuale e più precisamente dalla sequenza di smontaggio delle componenti del del verricello ed è relativa alla rimozione del carterino a protezione della catena di trasmissione che è parzialmente rialzato per mostrare la catena sottostante. Sono visibili anche la parte terminale della trasmisisione (in alto a destra), l'albero di trasmissione con la presa di potenza del verricello e l'iposcopio di riserva del pilota nel suo alloggiamento sulla parete sinistra dello scafo.
La leva d'innesto della presa di forza è sulla destra di quest'ultima e quando tirata verso l'alto spinge un pattino contro una piastra a frizione per dare potenza alla ruota dentata che aziona la catena di trasmissione del verricello. Per poterlo fare il pilota prima doveva avviare il motore del veicolo in folle con la frizione innestata in modo da pemetterne il riscaldamento Poi si procedeva con l'nstradamento del cavo e l'aggancio del soggetto da trainare o sollevare. A questo punto il pilota rilasciava la frizione in modo da ingaggiare l'albero di trasmissione in folle, a veicolo fermo.
 

Con l'albero di trasmissione che girava lentamente veniva spinta completamente in avanti la leva del cambio del verricello per inserire la velocità ridotta. Si procedeva poi con lo pingere in avanti l'innesto a frizione del verricello il cui tamburo iniziava girare con il pilota che agiva leggermente sul pedale dell'acceleratore fino a che il carico non iniziava a spostarsi. Il cambio del verricello poteva venire messo in folle, in marcia bassa avanto o indietro in qualsiasi momento.Questa immagine mostra l'intero gruppo del verricello sollevato attraverso la ralla della 0,50 della quale si può notare il supporto (sulla destra).
Sotto al gruppo è visibile anche la feritoia per il passaggio del cavo tipica dei mezzi di produzione iniziale, molto più ampia su quelli successivi. Ai lati del tamburo del verricello si possono chiaramente vedere i due supporti a forma di "A" con i quali era fissato al pavimento del veicolo.In basso a sinistra nella foto si vede anche parzialmente il faro all'interno del suo alloggiamento. Si tratta del tipico faro dell'M4 azionato dall'interno del mezzo tramite la sua impugnatura. Vicino al faro si nota la scatola di distribuzione cui erano cablati il faro e le plafoniere.

Questa vista molto interessante mostra molto chiaramente come fossa montata la Browning da 0.50, in questo caso a circa ore 2:00. E' tenuta in posizione da due perni. Il supporto è assicurato ad una culla inserita nella slitta (Ring Mount M49) e monatata su cuscinetti is roller mounted e dispone di una maniglia a ganascia nella parte inferiore per il bloccaggio. Tipicamente l'alimentazione della Browning M2 da.0,50 avveniva da sinistra, ma poteva essere configurata anche per quella da destra.
Più internamente alla torre si possono vedere gli alloggiamenti per le granate fumogene con apertura laterale ed un pezzeto del seggiolino posteriore nell'angolo in basso a destra. Subito alla sinistra dei contenitori ci sono un paio delle clip circolari utilizzate nei primi M32 per alloggiare 11 granate da 81mm tutto intorno al bordo della torretta. Tutte le superfici principali degli interni della torre erano dipinte sui mezzi di produzione iniziale con lo stesso bianco utilizzato per gli interni dello scafo, ma sembrerebbe che torri successive fossero anche all'interno dello stesso Olive Drab degli esterni.

Nell'immagine sulla sinistra la prua del mezzo è verso la parte alta con il supporto per la 0.50 in basso e mostra tutte le piastre del pavimento montate. La piccola feritoia con la puleggia guidacavo è ben visibile. Questi scassi erano protetti da una protezione blindata incernierata quando non venivano utilizzati. Si vedono anche i due seggiolini ribaltabili, montati su perni e di forma circolare che venivano ripiegati durante le operazioni con il verricello. Tutti i seggiolini erano imbottiti e rivestiti in simil pelle di colore nero e gli schienali erano colorati in bianco e leggermente imbottiti e non garantivano una buona protezione dagli urti durante la marcia.
La scatola scura che si vede in alto a destra è la scatola di distribuzione radio/interfonica del mitragliere. Anche il capocarro ne aveva una nell'angolo in alto a destra sulla parete posteriore. I seggiolini degli altri due componenti l'equipaggio sono ripiegati verso il basso ed appena visibili nella parte bassa dell'immagine e non esarno montati su perni scorrevoli. Su entrambi i lati della torre sono presenti le clip per l'alloggiamento delle granate funogene da 81mm. Nelle torri successive le clip, dimostratesi fragili, vennero sostituite da contenitori più robusti. Sfortunatamente non sono visibili tutti gli altri contenitori per le dotazioni presenti sulle pareti interne..
Il pavimento è del tipo a doppio fondo nel quale erano alloggiati parte dei meccanismi del verricello ed all'interno del quale scorreva anche il cavo. Era presente anche un rialzo che consentiva al mitragliere di operare con l'arma . La piccola botola sul rialzo del pavimento del mitragliere consentiva il passaggio del cavo del verricello verso le feritoie in torretta.I due pannelli esterni del pavimento potevano essere facilmente rimossi per compiti di ispezione e manutenzione tramite dei dadi. Tutti i pannelli erano verniciati di bianco ed erano dotati del tipico antisdrucciolo a spina di pesce dei mezzi corazati americani dell'epoca.

Quando i pannelli del pavimento rialzato del mitragliere venivano rimossi erano visibili i vani sottostanti con le grappe di sostegno ed altri quattro pannelli inferiori, anche questi di semplice rimozione. La foto sulla destra ne mostra due. E' ora visibile il tamburo del verricello con il cavo avvolto ed un contenitore per le dotazioni su entrambi i lati con il destro per l'alloggiamento di due cassette di munizioni per la 0,30 (ognuna contenente un nastroda 250 colpi) e quello più piccolo sulla sinistra per le razioni da combatimento. In totale era possibile stivare 2.000 cal 7,62 ( di cui l'80% perforanti ed il 20% traccianti). Le altre cassette erano stivate vicino all'arma e le altre in dei gavoni dietro il sedile del co-pilota/mitragliere. Notare come entrambe le fiancate dello scafo sopra i copri cingolo fossero coperte di gavoni porta dotazioni . Sono anche visibili il caratteristico supporto ad "A" del tamburo del verricello ed i suoi leveraggi di comando.


Ecco come si presentano gli interni con tutti i pannelli rimossi na con alcune delle staffe di supporto ancora montare. La vista è angolata leggermente verso poppa e più precisamente verso la paratia frangifiamma che separa il vano di combattimento da quello motore con bene in mostra i due seggiolini ripiegati. E' chiaramente visibile anche l'albero di trasmissione che fuoriesce dal gruppo motopropulsore. Sul copricinglo, posteriormente sulla sinistra, è alloggiato un estintore in corrispondenza del generatore ausiliario presente sui carri M4 e non necessario su questa tipologia di veicolo. Sulla parte opposta dello scafo, fissate al pavimento, trovano posro due cassette di munizioni per la Brownign da 0,.50cal contenenti parte dei 660 colpi totali stivabili sul carro per la predetta arma (ancora una volta in raione dell'80% perforanti e del 20% traccianti). Altre tre cassette aggiuntive dello stesso calibro (da 50 colpi ciascuna) erano stivate in torretta ed un'altra in uno scaffale posizionato sul copricingolo destro nell'angolo in alto a sinistra.
Subito sopra le prime due cassette era presente un'altra cassa contenente le granate non di pronto impiego con apertura laterale, ognuna delle quali poteva contenerne quattro. La dotazione includeva 15 granate tipo WP M15 e 5 a frammentazione tipo MK II . Ricordiamo che latre due cassette per le granate erano presenti sulla parete posteriore della torre, una sopra all'altra. Le rimanenti quattro granate erano stivate in un'altra cassetta sempre sul retro della torre, ma nell'angolo in alto a sinistra. In basso a sinistra nel pavimento era ricavato un ampio vano per le batterie nel quale potevano essere sistemate anche dotazioni individuali dei componenti l'equipaggio come zaini e sacchi a pelo. I supporti del pavimento potevano essere smontati dalle pareti per essere rimossi, lasciando solo la saldatura visibile nella parte bassa dell'immagine sotto i seggiolini posteriori. Dalla foto sembrerebbe che si tratti di un M32B2 con la stessa motorizzazione di un M4A2 con due banchi ciascuno cun una coppia di motori diesel della General Motors.

I cassoni porta dotazioni presenti su ambo i lati dello scafo erano montati direttamente sui copricingolo e non erano identici. Sfortunatamente l'unica immagine valida che abbiamo a diposizione è quella tratta dal manuale d'uso e manutenzione ma riguarda solo il lato destro. I pannelli del pavimento rialzato del mitragliere sono stati rimossi perchè se montati impedivano l'accesso ai cassetti a meno che non venissero ripiegati verso l'alto (ragione per cui erano incernierati oltre che imbullonati). L'apertura in alto a sinistra bei cassoni era l'alloggiamento di una cassetta di colpi per la cal. 0,50. Proseguendo verso destra in basso è visibile una delle due cassette di munizioni sempre per la 0,50 di cui si è parlato in precedenza. Il comparto superiore ha un'ampia piastra incernierata e ribaltabile verso il basso e con dei fermi rappresentati da delle catenelle e poteva essere utilizzata come piano di appoggio e di lavoro ed oltre agli attrezzi conteneva i razzi per il bazooka.
Come detto nelle scaffalature in torre potevano essere alloggiate solo 11 granate da 81mm, mentre le altre 19 erano in uno scompartimento fissato sul copricingolo destro. Le cassettiere inferiori potevano essere close con delle barre di metallo a scorrimento che qui non sono montate. La trama antisdrucciolo dele piastre del pavimento si vedono chiaramente come le maniglie per il loro sollevamento. Anche l'allestimento della parte sinistra dello scafo era simile, ma alloggiava principalmente casetti di varie dimensioni e mancava del piano di appoggio/lavoro visto prima sul lato destro. Sull'astrema sinistra in bassoè presente un supporto per l'aggancio di una borraccia (una staffa gemella è presente sul lato opposto dello scafo). Non visibile nella foto ma localizzato alla sinistra della predetta staffa era presente l'alloggiamento per il treppiede della 0,30. Il seggiolino del co-pilota mitragliere è appena a sinistra, con la scatola per le due cassette di munizioni cal. 0,30 posizionate subito sotto al pavimento in prossimità della staffa per la borraccia.
 

La 0,30 di scafo era montata su du un supporto a semi-sfera orientabile nella parte frontale dello scafo (l'immagine si riferisce all'installazione in un M32B1). Anche questa era fissata semplicemente attraverso due perni sfilabili. Entrambe le armi (0,30 e 0,50) potevano essere smontate dal carro e montate su treppiedi per l'impiego a terra. La mitragliatrice non disponeva di un sistema di puntamento ed il secondo pilota/mitragliere doveva fare affidamento sull'iposcopio ed il flusso dei traccianti per dirigere il tiro. Sotto alla mitragliatrice è visibile la parte destra del gruppo di riduzione finale col la leva per l'azionamento del freno destro al centro. Il cappellotto è quello per la registrazione del freno, posizionato nel coperchio rettangolare a protezione del freno.
E' visibile anche l'alloggiamento del periscopio in basso a destra con la caratteristica scanalatura per il bloccaggio che avveniva stringendo la manopola a vite presente sull'iposcopio con la stessa modalità di fissaggio sul portello. Bene in vista ache il supporto per il montaggio veicolare degli apparati radio qui sull'estrema destra. Il secondo pilota/mitragliere era responsabile anche dell'impianto radio. Durante l'uso del braccio di sollevamento l'antenna della radio veniva generalmente smontata e riposta per prevenirne il danneggiamento. Il profilo metallico corvo che si vede all'estrema destra in basso nella foto è il blocco per la 0,30 in posizione di marcia.

Ecco il vano del pilota dell'M32 nell'immagine scattata da Tom Gannon all'interno di un veicolo conservato presso il museo di Latrun in Israele. I controlli sono gli stessi a disposizione su un M4 standard, con le due leve di direzione sistemate fra le gambe del pilota ed il cruscotto montato anteriormente sulla parete sinistra. Il sedile è nella parte bassa dell'immagine senza il cuscino e con le molle che ne aiutavano l'elevazione montate sulla parete dello scafo sulla sinistra del seggiolino. La leva del cambio è visibile in basso a detra ed è visibile anche il seggiolino sinistro anteriore della torretta, anche questo senza cuscino. L'IDF negli anni ha utilizzato un buon numero carri M4 modificandoli a seconda delle sue specifiche necessità. Questo mezzo probabilmente è stato rimotorizzato con dei motori Cummins a ciclo Diesel come la maggior parte dei veicoli in servizio nell'IDF, mentre tutto il resto dei controlli rimase originale, tranne chiaramente quelli relativi all'accensione dei motori e dell'acceleratore.

Guardando verso il basso all'interno della torre dello stesso mezzo è visibile parte degli interni e qualche dettaglio che ci permette di identificarne la produzione. Prima di tuto la presa di forza sulla trasmissione del veicolo completa della catena principale collegata alla ruota dentata per la trasmissione del moto al verricello priva del carter. Il pannelo sinistro del pavimento è stato rimosso così come le piastre incernierate cel pavimento rialzato del mitragliere. Questo veicolo appare equipaggiato con una torre di produzione tarda. Quelle iniziali avevano la parte frontale in piastre saldate, mentre quelle successive erano sagomate a pressione e richiedevano vani porta dotazioni appositi. Sotto al pavimento ancora intatto sono visibili parte del tamburo del verricello ed il supporto per la 0,50cal MG ancora sull'anello col la leva in posizione di sblocco. La puleggia è dell'ultimo tipo così come lo sportello per il passaggio del cavo sulla sinistra.
 

I motori che equipaggiavano gli M32 variavano a seconda degli scafi utilizzati per la conversione e sono in linea con quelli delle relative versioni del carro armato M4. Solo come referenza includo questa immagine del motore Ford GAA che era montato dagli M32B3. Per gli esemplari che servirono nell'Esercito Italiano tutti i motori vennero standardizzati sulla versione stellare, indipendentemente dallo scafo. Lo stato di conservazione del motore che si trova all'interno di un mezzo che fa da gate guardian ad un'associazione di veterani a Circleville in Ohio negli USA non è pessimo, mentre l'interno è stato danneggiato per far posto al pennone di una bandiera. Il portello di accesso posteriore al motore è aperto ed è ben visibile pa parte posteriore del motore. Il bocchettone per il rabbocco dell'olio e le relative tubazioni sono visibili in basso a destra, la pompa dell'acqua è direttamente davanti a noi, con la presa sul motore che serpegga dalla sinistra del blocco motore. I due tubi scuri che partono dalla pompa vanno verso i radiatori gemellli installati superiormente ma fuori dalla vista. Il portello è fissato con tre bulloni e monta il un'estensione per il gancio di traino posteriore installato sotto al portello, necessario per l'aggiunta di equipaggiamento extra sul ponte posteriore di tutti gli M32.
 

Questaa immagine è stata scattata guardando sotto la griglia del ponte motore dello stesso mezzo e mostra la parte superiore destra dell'imponente motore Ford. Guardando verso poppa si vedono le ventole immediatamente davanti ai radiatori. Sull'estrema destra c'è l'ampia bocca della presa d'aria per i due carburatori posizionati all'estremità del blocco motore. L'aria filtrata da due filtri abbinati montati nel vano di combattimernto entra nel condottosull'estremità opposta della paratia frangifiamma rispetto al punto di osservazione. Il condotto corre su tutto il fianco del propulsore subito sotto le prese d'aria. L'alloggiamento dell'albero a camme (con il coperchio cilindrico) è di colore verde scuro e lungo il copercio c'è una lunga piasta di accesso alle candele il cui sottile cablaggio si vede arrotolato sull'estremità del coperchio, con l'origine sui magneti più in basso sul lato opposto del motore.

Come è normale il deterioramento delle parti a causa dell'impiego operativo dei mezzi, rende a volte ardua una comparazione dei particolari dei mezzi erali con quelli presentati dai manuali ad essi relativi. In ogni caso questo genere di mezzi una volta raggiunto il teatro di operazioni venivano modificati, anche pesantemente, a secondo di specifiche necessità o delle abitudini o del gradimento degli equipaggi. L'immagine sulla destra ritrae l'equipaggio di un M32 appartenente alla 4^ Divisione Corazzata nei pressi di Nancy in Francia nel Novembrr del 1942.
Sfortunatamente non ci sono illustrazioni sul manuale d'uso che illustrino le modalità prescritte per lo stivaggio delle dotazioni all'interno della torre dell'M32. E' una strana omissione che ha portato nel tempo a molte supposizioni su cosa fosse esattamente stivato e come. Ad esempio il manuale degli M32 di produzione iniziale riporta una rastrellieraindicates per i colpi cal. 0,45cal del Thompson M1928A1 nella parte destra del cielo della torretta ma non ne ho mai vista una su tutti i mezzi che ho avuto modo di esaminare. In un altro scaffale doveva essere alloggiato verticalmente nella parte posteriore della torre un bazooka (con razzi da 2,36 pollici, AT, M1A1), ma non ho neppure mai trovato le caratteristiche staffe. Sulla parete sinistra, sempre della torre, avrebbe dovuto essere presenta un contenitore di foggia ovale per un binocolo nei pressi dell'estintore citato in precedenza. Nella parte anteriore della torretta avrebbe dovuto essere montata una sacca di tela contenente delle bandiere per segnalazioni (rossa, arancio e verde) così come tre badiere per lo staff che comunque difficilmente sarebbero state consegnate dopo il 1943, anno dell'inizio della produzione.
Probabilmente lo stivaggio veniva lasciato alla discrezione dell'equipaggio e modificato a secondo delle assegnazioni specifiche a seconda del tipo di impiego che potevano variare anche di frequente nella lunga vita di un M32. Se disponete di notizie certe e precise siete pregati di contattarci per poter integrare il presente testo.

Un particolare ringraziamento va a Mr. Lemons e Ms. Fuller del Patton Museum a Fort Knox nel Kentucky per aver concesso la consultazione della documentazione ivi conservata. Voglio ringraziare nuovamente Tom Gannon per aver concesso le immagini che ha scattato all'M32 conservato a Latrun.



Web Magazine
Questo articolo è una traduzione della versione originale pubblicata su AFV INTERIORS di Fabio d'Inzeo (aka Fabio), ed è stato cortesemente concesso per la pubblicazione su Modellismo Più da Mike Kendall ed AFV INTERIORS Web Magazine.
This article is a translation of the original English version from AFV INTERIORS, and is provided only by permission of Mike Kendall and AFV INTERIORS Web Magazine.

 

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