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Da AFV Interiors : Carro armato leggero M24 "Chaffee"
Inviato da Fabio il 27/12/2004 17:33:09 (5157 letture)

Da AFV Interiors
In questo articolo, analizzeremo gli interni delcarro armato leggero M24 "Chaffee", impiegato dai reparti statunitensi, inglesi e russi durante la II Guerra Mondiale sul fronte europeo e da molti altri eserciti, fra cui quello Italiano, negli anni immediatamente successivi al conflitto.



Il carro M24 arrivò in Europa alla fine del 1944, appena in tempo per fronteggiare l'ultima grande offensiva tedesca nelle Ardenne. Ma il Chaffee non avrebbe vissuto la sua ora migliore per ancora 6 anni fino al momento del suo impiego in Asia orientale. Durante il conflitto coreano il Chaffee fu uno del primi ed unici carri armati disponibili alle forze degli Stati Uniti di stanza in Giappone per affrontare i T-34/85 della Corea del nord nei primi attacchi verso Seoul nell'estate del 1950. Il piccolo M24 era inferiore per armamento ed altri aspetti, ma era rapido e agile e gli equipaggi hanno fatto il possibile per ritardare l'avanzata dei nord coreani verso sud. Le battaglie seguenti hanno dimostrato ancora che l'M24 era progettato in maniera eccellente ed una volta usato all'interno dei limiti imposti della sua corazzatura leggera, era nella sua categoria un veicolo capace e potente. Durante la ritirata degli americani lungo la penisola coreana, l'M24 ha combattuto in una serie di azioni ritardanti, spesso come artiglieria interrata che permisero a molte forzed terrestri incalzate e stremate di ritirarsi a Pusan. Durante la prima settimana di agosto, i pochi Chaffee rimasti furono finalmente raggiunti da rinforzi più pesanti, nella figura degli M4A3E8 Sherman e degli M26 Pershing. Da quel momento in poi molti degli M24s vennero ritirati ed alcuni furono successivamente ricondizionati in Giappone ad uso delle ricostituende forze di difesa giapponesi.
L'M24 deve il suo nome ad Adna R. Chaffee dopo la sua morte avvenuta durante la II GM, poichè Chaffee era ben noto come uno dei fondatori e degli artefici delle forze corazzate degli Stati Uniti. Originariamente, il mezzo è stato progettato come rimpiazzo per la celebre linea dei carri leggeri M3/5 Stuarti che lo US Armor Board decretò come obsoleta entro la fine del 1943, anche se in realtà i piccoli M3 lo erano già prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra. Il Board individuò i limiti della serie M5 nell'inadeguato armamento principale principale, nelle dimensioni limitate della torretta, nella scarsa impermeabilità, nella scarsa potenza del motore e nel raffreddamento inadeguato del propulsore.Il primo progetto sostitutivo (T7) iniziò nel 1943 presso la Cadillac, un'azienda del gruppo General Motors, che già produceva gli M5A1. Dopo il fallimento di questo progetto ed il suo conseguente abbandono, la Cadillac si concentrò su di un nuovo progetto che diede risultati decisamente migliori el il cui prototipo denominato T24 venne presentato nell'ottobre del 1943. I risultati delle prove furono così promettenti che ne fu immediatamente decretato l'acquisto in ragione di 1000 unità, successivamente portate a 5000 dopo l'adozione della denominazione di M24. Questa illustrazione mostra la disposizione di base degli interni del M24. A prima vista, il disegno di base differisce di poco da quello dei carri leggeri precedenti. La disposizione standard degli euipaggi statunitensi prevedeva primo e secondo pilota nella parte anteriore dello scafo (quello di destra addetto ad una mitragliatrice montata su si un supporto mobile nello scafo), tre uomini in torretta, al centro dello scafo, e un gruppo motopropulsore nella parte posteriore. Da notare l'assenza del cesto in torretta e la trasmissione, due trasmissioni in realtà, alloggiate nella parte posteriore del mezzoassieme ai motori e non nella parte anteriore fra i due piloti. Un altro concetto progettuale interessante era la decisione iniziale di avere solo quattro mebri d'equipaggio, con il secondo pilota che durante il combattimento era posizionato nella torre come servente. Alla fine questa idea venne abbandonata e si ritornò ai cinque uomini che, nelle loro posizioni tradizionali, hanno fatto equipaggio sul Chaffee per la maggior parte del tempo passato in servizio.
La maggior parte dei 48 colpi del pezzo da 75mm erano immagazzinati in appositi contenitori ricavati fra fra il fondo corazzato dello scafo ed il pavimento del vano di combattimento, nel tentativo di evitare problemi in caso di piccoli incendi che si potevano verificare all'interno. Questo a seguito dell'importante lezione appresa dall'utilizzo dei precedenti carri leggeri e medi precedentemente in servizio, dove un piccolo focolaio poteva evolvere in una catastrofe se le munizioni fossero state immagazzinate in scomparti aperti nello scafo e/o nella torretta. Gli scomparti del pavimento (quattro nella parte sinistra dello scafo e tre in quella destra) erano contornati da intercapedini contenenti acqua al fine di ritardare la diffusione del calore e la propagazione delle fiamme e sono ben visibili in questa immagine con la torretta rimossa. Ogni comparto conteneva 6 colpi in tre cestelli da due. Tali cestelli erano fatti di laminato metallico ed erano disegnati per essere sollevati e ruotati su loro stessi in caso fosse necessario accedere a quelli sottostanti. Siccome il mezzo manteneva la ruota motrice nella parte anteriore, l'albero che partiva dall gruppo motopropulsore/trasmissione attraversava tutto il veicolo lungo la linea mediana dello scafo.Entrambi i piloti disponevano di comandi completi comandi completi risultando così perfettamente intercambiabili in caso di necessità, un trait-d'union sia con il carro leggero M5 che con il caccia carri M18 Hellcat. Pilotare un Chaffee era molto più facile di quanto non lo fosse un M3/M5, perchè era richiesta una frazione della forza fisica per l'azionamento delle leve direzionali ed era inoltre dotato di cambio automatico. Altri particolari visibili nell'immagine sono la botola di emergenza sul fondo dello scafo (situata appena dietro alla postazione del secondo pilota) e la copertura di una delle 10 barre di torsione (radunate in cinque gruppi da due) che attravesravano il lo scafo per tutta la sua larghezza. Il diametro dell'anello della torretta di 60" (circa 152cm), era quasi di un terzo più largo dei 46.7" (circa 119cm) di quello degli M5/MA1, consentendo quindi l'alloggiamento di un armamento di dimensioni maggiori e ti tre membri di equipaggio.
Un ingrandimento della precedente immagine tratta dal manuale tecnico fornisce maggiori dettagli riguardo il posto del pilota del M24. Il differenziale occupa la zona prodiera del comparto ed era responsabile del trasferimento del moto dall'albero centrale del gruppo motopropulsore alle ruote motrici anteriori. Poiché si trattava di un'unità di notevole peso e dimensioni, venne prevista una piastra corazzata di accesso, imbullonata sulla parte anteriore delka scudatura dello scafo, al fine di consentire la manutenzione e l'eventuale rimozione di differenziale.Questa grande piastra esagonale è una della peculiarità che consentono l'identificazione a prima vista del M24. Ognuno dei sedili dei piloti disponeva del proprio set di comandi direzionali che consisteva in due leve, una per lato del sedile, e che partivano dal pavimento. Gli altri comandi visibili qui sono due pedali (la frizione su parte di sinistra e l'acceleratore sulla destra), la corta leva del cambio ed una leva di comando più lunga per l'inserimento o il disinserimento della trasmissione. Subito davanti ai due sedili, all'altezza del pavimento, è visibile una barra orizzontale. La levetta presente sulla destra dei sedili ne consente la regolazione in altezza tramite un sistema di molle. Con i portelli aperti, i piloti potevano guidare con la testa di fuori per ottenere una migliore visuale. Gli interni del veicolo sono interamente verniciati di bianco lucido mentre le imbottiture dei sedili appaiono nere.
Il manuale del M24 che abbiamo usato usato per la nostra esplorazione era vecchio e consumato, ma questa immagine della postazione del pilota è abbastanza chiara per illustrare i comandi di base. Il quadro portastrumenti nero, o più spesso il verde scuro, presenta nella parte superiore centrale il tachimetro ai cui lati ce ne sono altri due (uno per ogni motore). Gli strumenti più piccoli situati nell parte alta del cruscotto indicano la temperatura del motore, mentre le relative spie rosse ed un interruttore per l'illuminazione del pannello occupano la parte di sinistra del pannello. Sotto al tachimetro si trova l'amperometro ed alla destra è visibile l'interruttore principale per l'illuminazione, identico all'interruttore a sinistra, i pulsanti del dispositivo d'avviamento e gli interruttori doppi dell'accensione sono a destra più in basso. Gli strumenti erano in genere neri con le lancette, numeri e lettere bianche. I grandi spazi vuoti ai lati del tachimetro sono gli alloggiamenti per le per le lampadine di illuminazione del pannello. Appena sopra al cruscotto si vede la manopola per la registrazione di velocità al minimo, mentre in alto a destra si vedono i comandi per la selezione dei serbatoi di combustibile. A destra in basso c'è la lunga leva con il pomello per il didinserimento della trasmissione e subito alla sua sinistra si trova la piccola leva del selettore del cambio. Fra le due leve di comando direzionale si notano ancora una volta i due pedali cui abbiamo accennato in precedenza e subito al di sopra di questi è visibile l'alloggiamento dell'albero di trasmissione sul blocco del differenziale. Sono visibili anche le piastrine nere rivettate esplicative per l'avviamento, il movimento e la direzione del carro. La maggior parte dei carri americani avevano una sirena montata all'esterno sulla piastra frontale o sul parafango mentre il dispositivo per azionarla si trovava sul pavimento, alla sinistra del pedale della frizione. Appena distinguibile il sistema per il rabbocco dell'olio del differenziale.
Sul cielo dello scafo erano montati, fra le posizioni dei due piloti un grosso ventilatore ed una plafoniera per l'illuminazione. Il ventilatore, sulla destra, presenta un interruttore di grandi dimensioni per dirigere il flusso dell'aria verso l'interno o l'esterno del mezzo ed il controllo la velocità della ventola. Alla sua sinistra troviamo una scatola elettrica che contiene un interruttore per l'accensione di emergenza sulla destra e sulla sinistra un tasto di reset per il tergicristallo del pilota e la sua plafoniera. Questa è montata sotto la scatola ed è a sola luce bianca. Normalmente i piloti preferivano guidare con la testa di fuori in quanto detti periscopi offrivano una visuale molto ristretta.
Un'altra immagine sbiadita tratta dal manuale tecnico mostra altri dettagli del posto del pilota. Il portello è ora prominente, con il supporto rotante per il periscope M6 vuoto. Ci sono due leve per lo sbloccaggio del portello, una alla destra ed una anteriomente a sinistra anteriore. Nella parte suiperiore sinistra dell'immagine Il portello una volta sbloccato si alzava leggermente per permettere la rotazione verso sinistra ed aprirsi, ma solo dopo che il periscopio fosse stato rimosso. Il progetto del perno di apertura ha eliminato i problemi presenti nei carri leggeri precedenti quando la loro apertura non era possibile con la torretta in determinate posizioni. La leva di azionamento del portello si trova alla sinistra e poiché l'apertura dello stesso è assistita da molle l'operazione di sblocco ed apertura risulta semplificata. Le scritte sulla piastra frontale anteriore, sopra il quadro portastrumenti, ricorda al pilota che l'interruttore dell'accensione di emergenza si trova alla sua destra in alto, sulla scatola di distribuzione elettrica che abbiamo visto prima. Le stampigliature in nero sulla parete dello scafo al di sotto del portello è tipico per aiutare nel corretto stivaggio della dotazione interna del mezzo e sono caratteristiche dei mezzi americani. All'estrema sinistra troviamo le stampigliature per il posizionamento della lampada elettrica di emergenza.Sul M24 trovano posto quattro mitragliatori M3 "Greese Gun" che presero il posto generale sostitu the dei Thompson SMG a partire dal tardo 1944.
All'inizio del 1942 l'esercito degli Stati Uniti fece delle prove su di un certo numero diversi mitragliatori (SMGs), per compararli con la versione migliorata del Thompson M1A1 cal. 45. Anche se nessuna delle armi esaminate fosse l'arma che l'esercito desiderava, lo Sten britannico fu oggetto di molte attenzioni.Così, nel miglòior stile americano, furono prese le migliori caratteristiche dello Sten ed hanno e ne fu prodotta una variante denominata SMG M3 cal. 45. Una delle differenze consisteva nell'alimentazione, che consisteva in un caricatore verticale da 30 colpi, probabilmente derivato a sua volta da quello del MP40 tedesco. Anche se le truppe degli Stati Uniti erano inizialmente tiepidi riguardo alla nuova arma, questa ha guadagnato lentamente credito e la lunghezza contenuta unita alla sua leggerezzasi si dimostrarono perfette per l'impiego sui carri americani. Dalla metà della II GM, la nuova arma aveva sostituito la maggior parte del Thompson assegnati come arma individuale agli equipaggi dei carri ed i militari sui Chaffee erano fra quelli che avevano in dotazione il nuovo M3. Alla fine del 1945 furono prodotti oltre 606.000 M3 da un certo numero di ditte appaltatrici e subappaltatrici. Il tiro con gli M3 era soltanto automatico e non prevedeva il colpo singolo, con una celerità fra 350 e 450 colpi al minuto per un peso totale dell'arma di sole 8.15lb (3.7kg) rispetto alle 10.45lb (4.74kg) del Thompson M1A1.
Questa immagine mostra il supporto flessibile su cui era montata la mitragliatrice cal. 30 M1919 del secondo pilota all'interno dello scafo. Fissata a sua volta su di un semplice supporto a sfera corazzato, la mitragliatrice non è fornita di un dispositivo di mira, ma ha utilizza il periscopio M6 montato sul suo portello per dirigere il tiro con l'ausilio dei proiettili traccianti. Sui mezzi adibiti a posto comando, il secondo pilota svolgeva anche le mansioni di secondo radiofonista con una seconda radio SCR 506 montata direttamente di fronte a lui a lato della mitragliatrice cal. 30. Le radio principali del mezzo erano di norma contenute nella parte posteriore della torretta, come vedremo più avanti.Il veicolo poteva stivare oltre 3700 colpi cal. 30 (7.62 mm) per l'alimentazione delle mitragliatrici del secondo pilota e quella coassiale alla bocca da fuoco. I colpi per l'M1 erano stivati in un apposito contenitore capage di 250 colpi cal. 30. Sia le mitragliatrici Browning cal. 30 che cal. 50 potevano essere configurate sia per l'alimentazione da destra che da sinistra, ma nella maggior parte dei casi veniva utilizzato solo quello a sinistra. Alla destra del supporto a sfera si trova il collegamento per il gruppo ottico esterno, che poteva essere rimosso svitandone il bullone di fissaggio visibile nella foto e smontando i fanali dall'esterno. Il grande cilindro visibile nella parte inferiore dell'immagine è la calotta di protezione per gli organi di trasmissione, che partivano dal differenziale (sulla sinistra) per il trasferimento del moto alla ruota motrice di destra.
Il pavimento verde del vano di combattimento era di colore verde e consisteva di una serie di pannelli individuali montati su cardini, tranne che nella sezione immediatamente dietro al secondo pilota, che era lasciato libero per poter accedere alla botola di fuga di emergenza. Qui è visibile il particolare del portello della botola di fuga. Notare come i pannelli del pavimento che coprono gli scomparti del munizionamento dell'armamento principale presentino una superficie antisdrucciolo a spina di pesce. Ognuno di questi pannelli copriva un singolo vano di stivaggio e le manigle consistevano in un semplice tondino di metallo piegato che ruotavano all'interno di manicotti metallici saldati che ne consentivano il ripiegamento quando non in uso. Il botola di fuga veniva aperto agendo su una maniglia al termine di una lunga leva che liberava il portello che si apriva verso il terreno. La corazzatura del M24 è del tipo a piastre omogenee saldate; sulla parte anteriore dello scafo ha uno spessore di un pollice (2.54 cm) e sono inclinate in modo da offrire una resistenza pari a quella offerta da una corazzatura spessa 2.5 pollici (circa 6.5 cm). Il miglioramento progettuale dei tecnologico introdotto in questo periodo nei corazzati statunitensi è davvero notevole se consideriamo che durante il quinquennio 1939-44, le forze di terra americane sono passate dai primi M3 Stuart del periodo iniziale al M24 "Chaffee". La differenza nello sviluppo è altrettanto significativa di quella avvenuta per i carri medi dal M3 "Grant" (o persino dal M4 "Sherman") al M26 "Pershing". La guerra ha richiesto un grande sforzo al personale che progettava mezzi militari ed in particolare a quelli che si occupavano di corazzati. Purtroppo per le forze americane nella II GM, la guerra è iniziata su veicoli progettati negli anni 20 ed a volte, come nel caso del M26, molti progetti sono rimasti a prendere polvere sulle varie scrivanie prima di vedere la luce.
La paratia posteriore del vano di combattimento presenta un certo numero di portelli e di scomparti di stivaggio, per lo più aventi a che fare con il gruppo motopropulsore. Due grandi portelli imperniati permettono l'accesso ai radiatori dell'olio gemelli ed i radiatori di raffreddamento del motore, i cui fermi sono visibili in questa immaginje tratta dal manuele tecnico. A destra in basso è visibile un estintore fisso a CO2 dalle 10 libbre da cui si dipartono le tubazioni che entrano nello scompartimento motore, mentre lungo il pavimento posteriore ci sono i pannelli di accesso ai vani delle batterie e delle munizioni delle MG.Appena fuori dalla vista da entrambi i lati della piastra posteriore dello scafo ci sono due grandi scatole metalliche che contengono i depuratori dell'aria per entrambi i motori. Gli spazi sulle pareti laterali dello scafo sono state coperte di locazioni per lo stivaggio di dotazioni individuali e non quali armamento individuale, cassette per le munizioni cal. 30 e 50 ed un certo numero di attrezzi stivaggio. Entrambe mitragliatrici in torretta potevano essere smontate e disposte sui treppiedi immagazzinati all'interno. La richiesta di "Chaffee" era così alta che la produzione venne ripartita fra la Cadillac (Gruppo General Motors) e Massey Harris.
Le uniformi dei carristri americani non cambiarono significativamente durante i cinque anni fra la II GM e la guerra di Corea. In effetti, la maggior parte delle uniformi furono prese dagli stock rimanenti del conflitto precedente. In questa foto vediamo i tipici monopezzo e due pezzi da fatica, prodotti solitamente in un certo numero di tonalità di grigio-verde e verde oliva. Gli equipaggi dei mezzi corazzati protavano tipicamente il due pezzi da fatica utilizzato dalla maggior parte delle unità di esercito degli Stati Uniti, come visto in una delle immagini precedenti. Anche se i caschi di foggia II GM furono portati in Corea, questi uomini stanno portano il berrettino che veniva preferito quando gli equipaggi non erano in prima linea. Questi carristi di "Chaffee" (in posa per una foto ufficiale) starebbero presidiando un incrocio stradale dietro le linee nell'agosto 1950. Non tutti gli M24s vennero ritirati con l'arrivo dei più grandi carri medi in Corea; un certo numero di "Chaffee" fu ancora usato per svolgere compiti di polizia e di pattugliamento. Il carrista a terra tiene un ingrassatore a siringa M3, mentre quello sul portello del pilota è armato con una carabina M1 cal 30. Quest'arma è stata progettata dalla Winchester, che da allora ha dovurto ricorrere continuativamente al lavoro straordinario per far fronte alle commesse che la sommergevano.Alla fine del conflitto erano stati costruiti da varie società oltre sei milioni di queste carabine in tutte le versioni facendone l'arma più prodotta della II GM. Si trattava di un'arma estremamente "poplare" e anche se inizialmente ne erano dotati solo i reparti di seconda linea, trovò rapidamente la via del fornte nel 1943, compreso qualche equipaggio carri. Il M1A1, con il calciolo reclinabile progettato per uso da parte delle truppe paracadutate, divenne ancor più popolare grazie alle sue compattezza e leggerezza (soltanto 6.2 lbs - 2.8 kg).
Il cannone M6 da 75 mm ed il suo affusto dominano la torretta del "Chaffee".Quest'arma originariamente era stata progettata per il bombardiere B-25 Mitchell e fu scelta per il "Chaffee" visto l'elevato rendimento ed il peso contenuto.Questa immagine tratta ancora una volta dal manuale tecnico, anche se sbiadita, mostra un certo numero di particolari. Il cannone è montato su di un supporto con organi di rinculo concentrici M64, il primo di queto tipo utilizzato su un carro armato americano. Tale supporto contribuisce a risparmiare spazio, poichè la molla di rinculo ed il liquido idraulico circondano il pezzo e non richiedono l'impiego di altri organi elastici. Nel caso gli organi elastici non venissero manutenuti correttamente (perdite da guarnizioni o basso livello del liquido idraulico) si potevano verificare incidenti seri. Due dei primi tre "Chaffees" che affrontarono i Coreani del nord in 1950 avevano gli organi elastici difettosi ed al momento dello sparo le culatte rincularono sin dentro gli apparati radio ed in un caso addiritura venne addirittura danneggiata la corazzatura posteriore della torretta. Il diario delle operazioni riporta che i mezzi furono messi fuori combattimento da problemi "guasti meccanici". Alla destra del cannone era presente una mitragliatrice Browning cal. 30 coassiale, comunemente usata nei carri americani durante la guerra. Ancora verso destra troviamo un mortaio lanciafumogeni M3, di derivazione inglese, del tipo presente su tutti i carri inglesi del tempo e sugli M4 "Sherman" americani. Sopra il pezzo da 75 mm si trova il meccanismo di bloccaggio del pezzoal cielo della torretta durante la marcia su strada o la manutenzione mentre all'estrema sinistra è visibile il cannocchiale telescopico M71G del cannoniere completo della protezione del capo dagli urti. Il cannoniere disponeva inoltre del periscopio con sistema di puntamento integrato M4A1 che fuoriusciva dal cielo della torretta nella parte anteriore, che però non è visibile nell'immagine. Si tratta dello stesso periscopio utilizzato sullo "Sherman" ed carri americani. Anche il capo carro disponeva di un periscopio, ma si trattava di un M6 come quello del pilota e montato su di un supporto rotante sul suo portello.
Ancora un'illustrazione tratta dal manuale tecnico e relativa al cannone M6 ed al suo supporto ci offre unteriori dettagli degli apparati. Il pezzo da 75 mm era più leggero e di diametro minoore del M3 sempre da 75 mm previsto in origine per il "Chaffee", ma si surriscaldava più facilmente e di conseguenza aveva una vita più breve; d'altra parte il peso era di sole 400 libbre rispetto alle 893 del M3 e questo era quanto i progettisti stavano cercando. Questa volta la mitragliatrice coassiale non è montata e quindi abbiamo una buona visione del supporto del contenitore delle munizioni cal. 30. Entrambe le armi a disposizione del cannoniere erano munite di dispositivi elettrici di sparo; il solenoide di sparo per il 75 mm è visibile sulla destra della culatta. Il cannnoniere poteva brandeggiare la torretta tramite un controllo elettroidraulico o manualmente, a mezzo di un volantino. L'elevazione del cannone era invece solo a controllo manuale sempre a mezzo di un volantino. Il cannone disponeva, solo per quanto riguardava l'elevazione, di un sistema di stabilizzatore che ne incrementava le prestazioni, anche se gli equipaggi non erano molto a loro agio con la bocca da fuoco che basculava liberamente in caso di marcia su terreni irregolari. La culatta era del tipo semiautomatico orizzontale e, come sulla maggior parte dei veicoli da combattimento, l'alloggiamento, il supporto e gli organi elastici erano verniciati nello stesso bianco lucido degli interni della torretta, mentre la culatta ed il relativo anello erano verniciati in nero lucido.
La foto mostra la culatta di un M6 delle prime serie, con la bocca da fuoco rimossa dal supporto. Notare come la bianca di azionamento fosse fissata alla parte sinistra della culatta. Questo significava che il servente, dalla parte destra del cannone (il cannoniere ed il capocarro erano a sinistra), dovesse sporgersi sopra l'arma per poter azionare la leva ed aprire la culatta. Durante il tiro a ripetizione la culatta si sarebbe aperta automaticamente consentendo l'inserimento dei proietti senza dover effettuare manualmente l'operazione, ma ciò non toglie che la posizione della leva fosse scomoda. I serventi dimostrarono scarso gradimento per la loro dislocazione sulla destra del cannone, poichè veniva loro richiesto di usare la loro mano sinistra per caricare il pezzo. Le munizioni per il M6 erano dello stesso tipo usato nel M3 da 75 mm dello "Sherman"; i più comuni erano l'APC M61 (APCBC/HT-T) l'AP M72 (AP-T) e l' HE M48. La massima celerità di tiro era indicata intorno 20 colpi al minuto, ma tale cadenza avrebbe comportato un notevole accorciamento della vita del pezzo. La distanza massima d'impiego per i proietti M61 era indicata in 14,000 yard (circa 12500 m) così come per gli HE M48. Gli M61 APC potevano perforare 2.4 pollici (circa 60 mm) di corazzatura a 1000 yard (circa 890 m) e 2.0 pollici (circa 50mm) a 2000 yard (circa 1800 m), con piastre verticali e perpendicolare alla bocca da fuoco. Il rinculo massimo era di circa 12 pollici (circa 30 cm), considerato nella norma per pezzi montati su carri armati dello stesso calibro. La bassa velocità iniziale gli conferiva una scarso valore nell'impiego contro carri nel teatro europeo verso la fine della II GM dove dovevano fronteggiare i Tigre ed i Panther tedeschi, ma l'arma disponeva di colpi HE che risultarono ottimi per impiego contro fanteria o per gli obiettivi scarsamente protetti. D'altronde il cannone era stato progettato proprio per questi ultimo impieghi.
La radio principale del M24 era montata nel vano posteriore della torretta (un'altra lezione appresa dai Britannici) e generalmente veniva operata dal capocarro. Questa era di norma una SCR 508, anche se potevano essere usate anche la 528s e la 538s sui veicoli comando. Questa illustrazione ancora una volta tratta dal manuale tecnico mostra la 508 "classica". Come la maggior parte degli apparati radio americani, l'unità includeva anche un sistema di interfono per la comunicazione fra tutti e cinque i membri dell'equipaggio. A sinistra è visibile il trasmettitore BC 604, un'unità in FM che poteva funzionare su varie frequenze preimpostate selezionabili tramite alcuni tasti che si possono vedere sulla destra della prima grande scatola verde. Le altre due unità alla destra dei 604 sono delle unità riceventi, in questo caso queste delle BC 603. Le radio erano fissate ad un supporto anti-shock per apparati radio multi-uso, che a sua volta era imbullonato sul fondo della parte posteriore della torretta. L'antenna era fissata sulla sinistra sempre della parte posteriore della torretta, anche se in origine doveva essere montata su quella destra. Esternamente alla torretta, sulla destra, si possono vedere una piccola "ala" che avrebbe dovuto proteggere la base dell'antenna ivi montata. Da notare come il comandante disponesse di un cupolino con blocchi per la visione esterna mentre quello del servente fosse a forma di semplice romboide e che occupava la maggior parte dello spazio sul cielo della torretta;le grandi dimensioni di questo portello semplificavano le operazioni di caricamento delle munizioni per l'armamento principale ed alcune operazioni di manutenzione quotidiane dell'equipaggio. La progettazione del M24 era stata molto accurata e particolare attenzione era stata posta riguardo il comfort e la sicurezza dell'equipaggio nonchè alla semplicità di manutenzione. Questo era un concetto assolutamente per quanto riguardava i veicoli corazzati americani e che potrà essere apprezzato anche nei progetti del M18 "Hellcat" e del M26 "Pershing".
Questa vista dall'alto di un M24 di produzione mostra numerosi particolari dell'equipaggiamento del cielo della torretta. Questa foto ufficiale dell'esercito degli Stati Uniti (Aberdeen Proving Ground) mostra il cupolino del capocarro con l'alloggiamento rotante per il periscopio M6 al centro del portello ribaltabile ed i sei blocchetti per la visione esterna. Nella parte anteriore sinistra prospicente il portello del capocarro era installabile un proiettore aggiuntivo a luce bianca il cui cablaggio elettrico ed interruttore sono visibili all'interno della torre. Il proiettore potteva essere rimosso ed azionato a mano o per venire stivato all'interno del mezzo. Più avanti si trovava la calotta di protezione corazzata per il visore periscopico e di puntamento M4A1 del cannoniere. Esternamente sulla parte destra della torretta si trovava un'apertura oblunga per il lanciafumogeni M3 per il cui lancio era necessario il brandeggio della torre; questo venne eliminato subito dopo II GM, ma a quel tempo era l'unico modo per creare una cortina fumogena che oscurasse il carro. Sul cielo della torretta era installato un ventilatore simile nella forma ma di dimensioni inferiori a quello che abbiamo visto in precedenza installato fra i portelli dei due piloti, più precisamente posizionato anteriormente al portello del servente. Posteriormente a questo portello era saldato il supporto a treppiede per la Browning M2 HB cal. 50 per la difesa antiaerea del mezzo. Da notare il supporto dell'antenna nella parte posteriore sinistra della torretta ed il vano esterno per lo stivaggio di dotazione supplementare.
Questi "Chaffee" sono allineati nelle vicinanze di Kornelimunster in Germania, il 26 dicembre 1944, con gli equipaggi che danno una prima occhiata ai loro nuovi corazzati. La foto mostra chiaramente gli alloggiamenti rotanti per i periscopi M6 sui portelli dei piloti e la parte anteriore del cielo della torretta.E' anche visibile chiaramente una delle due maniglie di sganciamento bianche per il portello del pilota sia sul primo che sul secondo veicolo, così come la cupola corazzata a protezione del ventilatore situata fra i portelli dei due piloti. Dal lato del cannoniere è visibile il sistema di visione e puntamento periscopico installato nella parte anteriore del cielo della torretta del primo M24, con i due membri dell'equipaggio che fuoriescono a mezzo busto da entrambi portelli della torretta; il portello del servente è completamente aperto, con entrambi i fermi laterali sulla parte interna visibili. Anche se all'esterno dal veicolo venivano indossati i comuni elmetti metallici, una volta all'interno l'equipaggio indossava quelli da carrista che consentivano un corretto posizionamento dei complessivi cuffia-microfono-interfono, come si può notare per il servente. Il riflettore in questo caso non è fissato sul supporto alla destra della foto (sulla parete della torretta sotto il portello vi era un gancio per lo stivaggio della luce e del cavo). Un elmetto metallico è visibile sopra la tacca di mira del lanciafumogeni. Da notare inoltre notare la protezione in tela di canapa e cuoio che riveste la Browning cal 30 montata nello scafo.
Questa foto d'epoca ci mostra un M24 impiegato in Corea e ci fornisce dei particolari supplementari sui portelli della torretta e sulla parte superiore dello scafo. La maggior parte delle foto scattate in questo periodo mostrano il supporto della Brewning cal. 50 montato nella parte anteriore della torretta davanti al portello del capocarro ed è per questo che il supporto per la seconda antenna è saldato sulla parte anteriore destra del cielo della torretta. Nè il portello del capocarro nè quello del servente presentano imbottiture di protezionee sono entrambi verniciati nella stessa tonalità di grigio verde dell'esterno del mezzo.La dotazione standard del mezzo prevedeva un parabrezza dotato di telo impermeabile per la protezione del pilota dagli agenti atmosferici che si vede montato in numerose foto d'epoca; in questo caso è montato anche se non utilizzato. Il M24 era un veicolo di dimensioni ridotte e veloce ed il parabrezza veniva usato per fornire al pilota una certa protezione dagli eventuali residui sollevati dalla strada durante le marcia in colonna. Come accennato in precedenza il parabrezza era dotato di un cappuccio in tela di canapa che copriva l'apertura del portello. Questa immagine ritrae un mezzo della 24^ Compagnia esplorante della 24^ Divisione di fanteria con il pilota che guida a testa fuori. Anche se non visibile nella foto, sul lato posteriore destro della torretta era presente un portello per l'espulsione dei bossoli che si rivelava pratico anche occasionalmente per espellere altri oggetti. Detto portello era azionato da una leva a pistone che ne consentiva l'apertura.
Il gruppo motopropulsore del M24 era costituito da due motori Cadillac 44T24 gemelli. Detti motori erano a 8 cilindri a V di 90°, a 4 tempi, alimentati a benzina, raffreddati a liquido, che assieme erogavano una potenza massima di 220 HP a 3400 giri al minuto. La velocità era superiore ai 56 km/h sul strada con un'autonomia di circa 100 miglia (circa 160 km) con i serbatoi pieni di 110 galloni (circa 416 litri) di benzina a 80 ottani. La potenza combinata dei due motori era gestita da due cambi gemellari Hydromatic a 4 velocità. Combinate in un gruppo di trasmissione Synchromesh, il carro disponeva di quattro marce in avanti e quattro indietro e poteva raggiungere le 18 miglia orarie in retromarcia (oltre 28 km/h); questa caratteristica veniva spesso sfruttata poer sottrarsi al fuoco nemico più potente facilitando la ritirata del mezzo. In questa immagine tratta dal mauale tecnico si vedono i motori montati parallelamente nel vano motore con le due piastre di accesso sbullonate e rimosse. Le condutture dell'aria che vanno ai carburatori in testa ad ogni motore, partono dall'interno del veicolo e precisamente dai filtri montati sulla parete posteriore. L'albero che unisce i due carburatori è l'acceleratore e sono visibili anche i collettori ed i tubi di scarico nella parte posteriore (qualla più vicino noi). Ogni motore monta un grande generatore fissato alla parte posteriore che azionato da pulegge ed è dotato di un filtro dell'olio di colore chiaro e di grandi dimensioni che è fissato verticalmente vicino ai generatori orizzontali. I radiatori e le ventole non sono visibiliin quanto montati anteriormente ai motori.
Una volta rimossi dal M24 i motori si presenterebbero così come nella foto. A sinistra l'unità di base Cadillac, mentre a destra vediamo la stessa unità con il radiatore e la ventola montati, ma senza il generatore montato nella parte posteriore.Siccome le didascalie sono leggibili non mi dilungherò nell'elencazione dei diversi componenti.
Per la direzione del fuoco di artiglieria in Corea dalla torretta del suo M24 nel luglio del 1950, il giovane capocarro del "Rebels Roost" sta utilizzando il suo microfono tenendolo in mano ed indossa le sue cuffie senza averle fissate al casco da carrista. La cupola del comandante è molto simile quella del M4 "Sherman". I blocchetti per la visione esterna erano sostituibili, ma non durante il combattimento, in quanto potevano essere smontati solo dall'esterno del veicolo.Notare il semplice dispositivo di mira direttamente davanti alla cupola. Era un attrezzo utile soltanto per gli allineamenti rapidi della torretta prima di passare la regolazione finale del tiro al cannoniere. Il faro di ricerca anche in questo caso non è montato ed ora viene usato come supporto per reggere il cinturone. In foto simili si vedono spesso degli oggetti pendere da questo alberino poichè era una posizione molto comoda per il capocarro. Nella prima foto a colori da questo supporto pende un Thompson.
Durante la II GM furono assegnati a Inghilterra ed Unione Sovietica tramite il prohramma "Lend and Lease". Al termine del conflitto molti paesi hanno ricostituito le loro unità corazzate leggere con gli M24 provenienti dai magazzini statunitensi, specialmente in considerazione del fatto che ne furono costruiti oltre 4.400 la cui gran parte era ora in eccedenza. La Francia ad esempio ne ricevette circa 1200 come sussidio militare.Un certo numero questi operarono nel Vietnam fino al ritiro delle truppe francesi avvenuto nel 1955. I veicoli francesi qui illustrati mostrano lo stivaggio tipico delle dotazioni di scafo e di torretta del periodo. Altri paesi che hanno ricevuto gli M24 Chaffee sono stati: Austria, Belgio (130), Cambogia, Etiopia, Grecia (170), Iran (180), Iraq, Italia, Giappone, Laos, Olanda, Norvegia, Pakistan (282), Portogallo, Arabia Saudita, Spagna (180), Taiwan (292), Tailandia, Turchia (114), Uruguay e Vietnam del Sud. Alcuni di questi paesi continuano ad avere in servizio gli M24, aggiornati e migliorati. Il "Chaffee" si è dimostrato un fiero combattente e forse il miglior modello di carro leggero migliore prodotto nella II GM. I miei ringraziamenti vanno al Patton Museum di Fort Knox nel Kentucky per la loro assistenza e per aver fornito alcune di queste immagini.
 


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Questo articolo è una traduzione della versione originale pubblicata su AFV INTERIORS di Fabio d'Inzeo, ed è stato cortesemente concesso per la pubblicazione su Modellismo Più da Mike Kendall ed AFV INTERIORS Web Magazine. This article is a translation of the original English version from AFV INTERIORS, and is provided only by permission of Mike Kendall and AFV INTERIORS Web Magazine.

 

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