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Navi & C. : Visti per voi : LCM(3) Trumpeter
Inviato da sharpshooter il 20/7/2004 16:48:55 (5045 letture)

Navi & C. : Visti per voi
Prima di iniziare una recensione al kit in oggetto, desidero puntualizzare il mio orientamento sul modello. Non conoscevo i kit della Trumpeter pur avendone letto alcune impressioni, per cui il mio acquisto è stato dettato dall’amore per il soggetto più che da una ragionata convinzione all’acquisto. Sarebbe stato un acquisto destinato a fare polvere nel box come spesso accade ai nostri kit se l’amico Fabio non mi avesse spronato a lavorarci sopra. Le mie impressioni sul kit sono “mie” e sono “impressioni”, pertanto vi prego di considerarle confutabili e vi invito a criticamente accogliere i miei errori e nel caso commentarli.


Kit: LCM(3)
Scala: 1/35
Produttore: Trumpeter
Riferimento: 00347
Costo: € 38.00
Reperibilità: Buona


Documentazione
Ho utilizzato la seguente documentazione:
  • WWII US Landing Craft in action Warship Number 17 Squadron/Signal Publications
  • Les Navires du Debarquement 6 juin 1944 di Yves Buffetaut Marine Edition
  • Fascicoli 191, 393 e 731 Motozattere da Sbarco Associazione Navimodellisti Bolognesi
  • Vari indirizzi web
Considerazioni iniziali
Ci sono delle grosse discrepanze in merito alle dimensioni del modello: sul fascicolo Squadron viene riportata una lunghezza complessiva di 15.20m mentre la pubblicazione francese riporta una lunghezza di 15.94m. Una prima misurazione fatta molto grossolanamente ha dato una lunghezza di 15.05m, per cui ritengo che la ditta si è attenuta alle misure Squadron. La larghezza è praticamente identica in entrambe le pubblicazioni e coincide in scala 1/35.
Discorso a parte per l’utilizzo del kit come modello per realizzare una MTM in dotazione ai lagunari o al San Marco.
Confrontando le misure della ANB arriva una delusione: la MTM misura 17,068m, per cui c’è molto lavoro da fare per allungare l’unità. In particolare salta all’occhio una vistosa differenza all’esterno: lo scafo dello LCM(3) ha 4 costolature verticali e dalla 5^ partono le costolature orizzontali, mentre sullo MTM le costolature verticali sono 5 e dalla 6^ cominciano le costolature orizzontali. Non ho controllato se la spaziatura sia identica, comunque le costolature verticali con elementi orizzontali sono in entrambi i mezzi esattamente 7 e quindi sembrerebbe essere necessario un ridimensionamento delle costolature verticali per rispettare le proporzioni.Forse basta solo inserire un modulo per andare a misura e il gioco è fatto. Non è mia intenzione effettuare questa modifica per cui lancio l’idea e aspetto volontari.
Internamente le modifiche da fare sarebbero solamente aggiunte: gli MTM montano 4 passi d’uomo laterali mentre gli LCM(3) ne hanno 3 (sono le botole rotonde presenti sui pezzi A7 e A2; il fondo dello scafo presenta invece 6 portelli ispezione sentine e 2 passi d’uomo sugli MTM contro 4 portelli di ispezione sentina e 2 passi d’uomo sugli LCM(3). Insomma, niente che con del buon plasticard, un compasso tagliacerchi ed un “punch & die” non sia realizzabile.
Nota: il mezzo da sbarco MTM è da considerarsi corrispondente alla versione LCM(6) creata dagli americani nel 1943, di lunghezza superiore di 1.8mt (ed arriviamo a 17 metri) e capace di trasportare un carico utile di 34 tonnellate, esattamente quanto dichiarato nelle specifiche navali riportate dalla ANB.

Ambientazioni possibili
Praticamente tutte: Normandia, Europa Meridionale, Pacifico dove sono stati usati la prima volta a Tarawa. A voi il divertimento, io non so ancora come ambientarlo anche se il teatro sarà la Normandia. Il diorama che andrò a realizzare sarà oggetto di un successivo articolo. Il modello Aperta la scatola, appaiono uno scafo in pezzo unico dall’aspetto abbastanza robusto, 6 stampate in plastica (2 sono ripetute), un foglio di fotoincisioni abbastanza grandicello, un foglio di decal, fili e cavi vari. Un buon kit multimediale, insomma. Versioni possibili Le istruzioni forniscono indicazioni per realizzare la versione inglese degli LCM(3), ma sulla pubblicazione francese in mio possesso risulterebbe che la versione (3) non sia mai stata data agli inglesi o che perlomeno questi avrebbero preferito la costruzione del modello LCM(1), lungo “solamente” 13.60m, sulla base di considerazioni di carattere nazionale. Il fascicolo Squadron confermerebbe che in possesso degli americani vi fossero le versioni Mk2, Mk3 e Mk6 mentre gli inglesi avrebbero utilizzato le versioni Mk1, Mk4, Mk5 e Mk7. Suggerisco a chiunque volesse cimentarsi nella versione inglese di prestare attenzione e soppesare la correttezza storica delle fonti. Io penso che gli inglesi non avessero usato la versione Mk3, il produttore sembra dire il contrario e pertanto mi limito a riportare delle considerazioni documentali. In un momento successivo grazie alle indicazioni ricevute ho avuto accesso ad alcuni indirizzi web e quanto trovato mi ha consentito di catalogare molte foto. Fra l’altro grazie alle indicazioni ricevute sul forum ho potuto capire che nell’operazione di attraversamento del Reno nel 1945 gli inglesi avessero dei mezzi da sbarco anche della serie Mk3 ma le immagini non mi hanno convinto al 100%. Forse le versioni in loro possesso sono altre, su alcune si vedono delle scudature avvolgenti per i mitraglieri e nessun altro dettaglio interno e pertanto come non posso escludere che si tratti di Mk3 non è nemmeno da escludere che possa trattarsi di versioni Mk4 o Mk5. Seguendo le istruzioni non si dovrebbero nemmeno montare le mitragliatrici sulla versione inglese e quindi il casino aumenta. Se si volesse fare una versione inglese del mezzo una documentazione supplementare è necessaria o altrimenti si prenda per buono l’utilizzo di mezzi in prestito dagli americani.

Montaggio
  1. Assemblaggio del sottoscafo
    Saltato senza ritegno. Il modello è da rappresentare immerso. I pezzi li conserverò nella banca dei pezzi. Da notare che le mezzerie dei pezzi D35 (le carene di protezione degli alberi di trasmissione) risultano visibilmente disassate per un problema di allineamento degli stampi. Le eliche saranno poi utilizzate come scorta di bordo, insieme a varie dotazioni al momento di ambientare il modello. Non sono sicuro circa la veridicità del tipo di elica proposta nel kit, dalla Foto 1 riportata a pagina 33 del libro di Buffetaut appare una elica a tre pale in una foto d’epoca.
  2. Assemblaggio della cabina
    I pezzi B2, B3, B4 e B5 (le pareti della cabina di pilotaggio) sono troppo spessi e presentano dei riscontri di colata abbastanza profondi ( e numerosi…). Il produttore ha tra l’altro svasato le aperture delle feritoie dando loro una sezione trapezoidale. Niente da dire se la cabina fosse superiormente chiusa, ma non lo è. Per evitare di affinare le pareti con un lungo e tedioso lavoro di smerigliatura su di un foglio di abrasiva ho pertanto usato i pezzi come dima per realizzare in plasticard da 0.5mm le pareti stesse. Ho ricreato sempre in plasticard la mensola interna del pezzo B5, ho incollato i pezzi C32, B8 e C25 (seggiolino pilota e mensolina sul lato sinistro) oltre a ricreare il pannello di ispezione del banco comandi sul pezzo B5.Per il pannello di ispezione nuovo sono serviti un punch & die a teste esagonali per ricreare i bulloni di tenuta lungo il perimetro del pannello stessoIl pezzo C5 (la cornice superiore della cabina) va benissimo come è, usatelo tranquillamente. Non montate la ruota del timone se non dopo averla dipinta.Le Foto 2 e 2 mostrano come i pezzi appaiono da kit ed il risultato ottenuto.
  3. Assemblaggio della rampa di sbarco
    Questa fase ha comportato la mole maggiore di lavoro dando piacevoli soddisfazioni al termine delle modifiche. Suggerisco di cominciare il montaggio intervenendo sul pezzo C8, la rampa di discesa. Infatti su questo pezzo sono presenti delle nervature di rinforzo a sezione rotonda. Confrontando il modello della Verlinden Production e le immagini mi sono convinto della loro forma errata, pertanto ho rimosso quanto stampato sulla parte terminale della rampa e tenuto da parte i pezzi A3, A4, A5 e A6 (le liste della rampa di scarico). Li ho rimpiazzati con listelli Evergreen di 0.5mm.Il binario guida stampato sulle parti rimosse ha richiesto la sua sostituzione intera e pertanto ho eliminato anche la parte di binario sulla zona posteriore della rampa riproducendo il tutto con il solito listello Evergreen. Queste nervature dovevano sopportare il peso dei mezzi in discesa e pertanto erano soggetti a deformazioni, schiacciamenti e dissaldature sui mezzi più vecchi, oltretutto a contatto con acqua marina il cui potere corrosivo è elevato. Un po’ di effetto non guasta purché sia in corrispondenza delle zone effettivamente calpestate dai mezzi; per riprodurre l’effetto ho usato un tratto leggermente più lungo incollandolo sotto flessione.Le Foto 5, 6 e 7 vi daranno una buona idea dei risultati ottenuti lavorando il pezzo in questione. Ho incollato il pezzo B1 (il ponte di coperta) con alcuni punti di attack e successivamente facendo scorrere della colla per plastica in forti quantità. Il pezzo alla fine ha necessitato di una solenne carteggiata per eliminare i disallineamenti e per uniformare le zone dove ho incollato. Le saldature delle porzioni di scafo sono state rimosse e al loro posto ho incollato 6 listelli dio Evergreen testurizzati con colla per plastica e lama di cutter fino ad ottenere l’aspetto dei cordoni di saldatura, vedere la Foto 4. Una volta incollate le bitte di fissaggio delle funi (pezzi D6) il passaggio di coperta è finito. E’ ora possibile incollare le due semicerniere di tenuta della rampa e fissare la stessa con del nastro da carrozziere in attesa di decidere se la rampa sarà abbattuta o sollevata.
  4. Assemblaggio della coperta di scafo
    Il piano della cabina che fa da copertura al comporto motore presenta una buona finitura di piastra antiscivolo oltre ad una fila di bulloni per rappresentare il sistema di fissaggio del pannello di copertura del comparto motore. Ho provato ad evidenziare con una fessura scavata una linea di separazione che a logica dovrebbe essere presente, dato che il pezzo appare come un unico pannello con sopra dei bulloni inutili. Al termine del montaggio del modello tuttavia non sono rimasto soddisfatto dell’effetto ottenuto e consiglio a chi fosse interessato di sovrapporre un foglio di antiscivolo in fotoincisione tagliato a misura e decorato con bulloncini fustellati da un punch & die. Il motivo della mia insoddisfazione è data dal fatto che la linea di bulloni stampata risulta esterna al perimetro della copertura del vano motore, con poco senso logico. Pazienza, ormai me lo tengo così.Il cockpit, i dettagli e quanto riportato sulle istruzioni non ha subito variazioni. Non incollate la cabina adesso, prima va dipinta e sarebbe un casino dipingerla dopo averla montata nelle zone interne. Come riferimento visionate le Foto 8 e 9. Il vano di carico è stato montato come da istruzioni senza particolari accortezze fatto salvo un accurato controllo degli incastri e della messa in squadra delle pareti. Nonostante tutto mi sono ritrovato delle fessure tra il pezzo B10 (il piano di carico) e il pezzo C35 (la parete del vano di carico). Non ho montato le leve di sblocco del portellone C1 e C2 in quanto non in tutte le foto ne ho trovato traccia. Potrebbe darsi che inizialmente gli LCM(3) ne fossero sprovvisti e successivamente se ne sia sentita la necessità. I fori sulle fiancate e sulla rampa necessiteranno pertanto di una piccola dose di stucco per nascondere la loro presenza.
  5. Montaggio del vano allo scafo
    Nulla da dire, in questa fase ho montato anche i rinvii per le funi di rilascio della rampa. Dopo aver consultato le foto ho segnato una linea a matita usando come guida del nastro da carrozziere e ho segnato, su entrambe le fiancate, 4 posizioni per degli anelli in filo di rame dove idealmente appendere le dotazioni di bordo da parte dell’equipaggio (rotoli di funi, giubbotti salvagente, scope e quanto serve per la vita di bordo…. A voi sbizzarrirvi) come potrete vedere nella Foto 9. Gli ostacoli da spiaggia sono stati riposti per eventuali usi futuri.
  6. Incollaggio del ponte
    Nulla da segnalare se non che ho omesso l’estintore
  7. Assemblaggio dello scafo
    Anche qui nessuna modifica da fare, suggerisco di non montare i pezzi C6 e C7 (le carene dell'argano della rampa) se non alla fine del lavoro. Io conto di dipingerli dopo avere accuratamente ridotto l’altezza per farli adagiare sotto il ponte (a me risultano andare contro). In questo momento ancora non so come monterò la rampa da sbarco e pertanto giocoforza devo fare così. In questa fase ho aggiunto un listello, visibile nelle foto, per eliminare un gradino visibile tra il ponte e la paratia anteriore del vano motore, poco sopra i gradini sulla fiancata.
  8. Assemblaggio delle mitragliatrici
    Sono dei piccoli capolavori. Il produttore ha scomposto le M2 in maniera eccellente: cassa, coperchio, impugnature, grilletti e asta di armamento. L’arma dotata di cassetta munizioni (aperta o chiusa) è da montare su una piantana a crociera in fotoincisione e dotata di uno scudo fotoinciso assolutamente bellissimo. Suggerimento: non montate lo scudo ora, fatelo dopo avere dipinto lo stesso e l’arma.Devo confessare una cosa. Ero convinto che Trumpeter avesse copiato le armi del nuovo set della Academy dedicata alle mitragliatrici 0.50 e 0.30 ma mi sono dovuto ricredere. Sono diverse nelle dimensioni e nel dettaglio. Le impugnature presentano lo stacco tra il supporto metallico e la impugnatura stessa, mancante nelle armi Academy. Fori, bulloncini e dettaglio generale appare leggermente più grossolano nelle armi Trumpeter invece. Globalmente alla pari. Forate le volate della canna.
Colorazione
Al momento di sottomettere la recensione non ho ancora cominciato la fase pittorica. Il colore che andrò ad utilizzare è il codice 1719E della Testor Model Master, il più simile al FS 35044 Navy Blue, sicuramente utilizzato dalla US Navy nel Pacifico. Forse il colore non è esattamente aderente al colore usato dato che i mezzi da sbarco per l’operazione Overlord erano anche dipinti in Ocean Grey FS35164 ma ho deciso di prendermi una “licenza poetica” e di virare al grigio durante le successive fasi di pittura. Magari mezzi usati nel Pacifico ed inviati in tutta fretta in Gran Bretagna potrebbero essere stati utilizzati così come si trovavano.

Conclusioni Un kit molto buono secondo il mio punto di vista, con possibilità di interventi personali non eccessivamente difficili e alla portata di un modellista medio. Lo consiglio in quanto il rapporto prezzo qualità è molto vantaggioso. Il solo difetto di un modello simile è nelle sue dimensioni in quanto penalizzerebbe chi, con poco spazio a disposizione, volesse farne oggetto di un diorama. Ho sentito la mancanza, tuttavia, delle tipiche ancore di forma tubolare presenti in molte immagini dell’epoca e che facevano parte integrante della dotazione di bordo. Sarà mia cura prepararne una e mostrarla nella fase di realizzazione del diorama. Nella stessa fase saranno montati parabordi rifatti, gomene, cime e quanto di utilizzo comune sulla base delle foto disponibili. Le immagini non inserite nella recensione sono a disposizione comunque come riferimento per chiunque volesse provare a cimentarsi con il modello.
Conto di farvi avere le immagini del modello finito e possibilmente ambientato nel diorama in successivi interventi, per adesso ringrazio tutti voi di avermi seguito fin qui e “Happy Modelling” a tutti.

Foto 1: documento d'epoca


Foto 2: Paratie cabina


Foto 3: Cabina guida


Foto 4: Saldatura scafo




Foto 5-6: Rampa


Foto 7: Dettaglio rampa


Foto 8: Interno scafo


Foto 9: Coperta comando


Foto 10: Coperta cabina


Foto 11: Armamento


Foto 12: Coperta


Foto 13: Vista laterale


Foto 14: Vista frontale

 

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