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Inviato da starflyer il 30/10/2005 22:46:07 (9219 letture)

Aerei ed elicotteri : Articoli
Il primo successo dell'Industria Italiana dopo la guerra fu rappresentato da un piccolo aviogetto,il G91 della FIAT (progettato dall'ingegner Gabrielli), il quale vinse il concorso NATO del 1958 per un aereo da supporto tattico ravvicinato, capace di operare da terreni semipreparati e appogiandosi ad un minimo di attrezzature mobili di terra.






BREVE STORIA
La FIAT riceveva il 30 Luglio il contratto per 27 macchine di preserie e grazie anche all'intelligente decisione di basarsi sulla riduzione in scala di un velivolo ben sperimentato qual era l'F86, realizzava nel giro di un anno il prototipo con motore Orpheus 801 (B.Or.1) che volò a Caselle il 9 Agosto 1956, pilotato da Riccardo Bignamini.
Dopo numerosi voli, in una prova di alta velocità a bassa quota, l'insorgere di fenomeni 'Flutter' causò il cedimento dell'impennaggio orizzontale e la perdita del velivolo; corretto l'impennaggio, che ebbe superficie maggiore e adottata una pinna ventrale, un secondo prototipo iniziava le prove nel Luglio 1957; seguì subito un terzo,con motore Orpheus 803 e armamento completo.
I velivoli di preserie andarono tutti in carico al 103° Gruppo Caccia Tattici Leggeri per lo sviluppo operativo della macchina e l'addestramento dei piloti NATO. Nel 1964, 16 aerei vennero convertiti allo standard P.A.N. per la pattuglia acrobatica nazionale, conservando però l'armamento, per dare la possibilità ai piloti delle Frecce Tricolori (313° Gruppo addestramento acrobatico) di partecipare a gare di tiro, e tenersi allenati all'attivtà operativa. Mentre non ebbero seguito le versioni A (con ala ingrandita incorporante serbatoi stagni e alette sul bordo di attacco), S (con motore Orpheus B.Or.12,ala più sottile e con freccia di 38°) e N (con migliore dotazione di apparati di navigazione), veniva decisa la produzione della versione operativa, la R e di un tipo biposto per l’ addestramento avanzato, la versione T I primi 23 G91R differivano dalle macchine di preserie quasi esclusivamente per il complesso di macchine fotografiche alloggiato nel muso, che risultava meno appuntito; seguirono 25 R-1A dotati di radar Doppler, e quindi 50 R-1B con maggiore flessibilità di carico esterno, incremento nella dotazione di carburante interno e degli apparati di navigazione, carrello rinforzato, aereofreni ingranditi.
Per la Germania venne prodotto il G91 R-3, analogo all'R-1B ma con 4 piloni alari e con due cannoncini DEFA da 30 mm al posto delle 4 mitragliatrici. La versione R-4 (analoga a questa ma con l'armamento dell'R-1) era invece stata scelta dalla Grecia e dalla Turchia,che però finirono con il non adottare l'aereo, ed anche la versione biposto, armata con due mitragliatrici, venne adottata solo dall'aeronautica italiana (76 T-1) e dalla Luftwaffe (44 T-3).
Una riprogettazione totale portò poi al G91Y,che grazie alla maggiore spinta installata (63% in più),nuovi sistemi costruttivi ed una migliore aerodinamica, ebbe un carico utile aumentato del 73%, con un peso a vuoto aumentato solo del 24%, ottenendo così vistosi aumenti anche nell'autonomia e una riduzione della distanza necessaria al decollo a pieno carico. Esternamente riconoscibile per la linea meglio avviata, il doppio ugello e la pinna ventrale sdoppiata, il G91Y, il cui prototipo volò il 27 Dicembre 1966 , è dotato di un'avionica assai più completa del monomotore e dispone di un armamento più consistente e più flessibile.
L'aeronautica militare italiana ne ordinò 75 esemplari, mentre l'ordine svizzero per il quale fu predisposta la variante G91YS, con 6 anzichè 4 piloni ventrali non si materializzò.
Il modello di G 91 presentato in questo articolo, riproduce un G 91 R (prima serie) in carico al secondo stormo, riverniciato per commemorare la giornata di raggiungimento delle 200.000 ore di volo totali dei G 91 del 2° stormo. IL KIT Il Kit in questione è un vecchio ESCI a iniezione in 1/48.
Costruito durante l’adolescenza e quindi con tutti gli errori e carenze della realizzazione inesperta di quel periodo. Essendo il primo G 91 che ho realizzato, sono particolarmente affezionato al modello e non mi sentivo di accantonarlo, per cui è rimasto per un decennio nella vetrina. Oggi ho voluto fare un restiling per portarlo ad un livello qualitativo superiore e con una livrea più accattivante, per restituire luce al mio primo G91.

LA COSTRUZIONE
 Il lavoro inizia smontando completamente il vecchio modello facendo attenzione a scollare le parti senza danneggiarle troppo. A seguire, una lunga carteggiatura delle superfici con lo scopo di eliminare la vecchia vernice (Humbrol) e lisciare la superficie per uniformare tutti i pezzi del kit.

 



Successivamente al lavoro di ripulitura, è necessario reincidere pazientemente le pannellature, ormai inesistenti, tramite il classico nastro Dymo e un incisore.

 













Al termine del lavoro di incisione tutte le parti sono state spruzzate con primer Gunze (Mr.surfacer 1000) per restituire omogeneità ai pezzi del kit.

 











Contemporaneamente, i vani carrello e abitacolo sono stati arricchiti dei vari dettagli con le solite tecniche, in particolare la vasca dell’abitacolo è stata autocostruita in quanto nel kit era

 inesistente. Il seggiolino è in resina dell CMK.

 



Una leggera modifica al musetto è stata necessaria per riprodurre il classico muso a punto della prima serie di G 91, è stato utilizzato stucco tipo “milliput” per aggiungere la forma mancante.

 







Dopo tutte le operazioni di modifica e reincisione si passa a riassemblare il modello.

 



Avendo cura di stuccare bene tutte le giunzioni e livellandole con una serie di passate con carta abrasiva. Dopo questa operazione può essere necessario ripassare alcune incisioni rovinate dalla carteggiatura. Come fondo alla preparazione per la verniciatura, data la vastità degli interventi, per rendere omogenea la superficie, è necessaria una mano di primer Gunze Mr. Surfacer 1000. A questo punto, si può procedere con la colorazione che risulta la fase più impegnativa di questo lavoro. COLORAZIONE Il soggetto da riprodurre interessa un G91 special color in occasione delle 200.000 ore di volo del secondo stormo. Una livrea a bande rosse e bianche con il simbolo del cavaliere nero del 2° stormo su entrambe le fiancate della fusoliera. Non esistendo decal in commercio per questa livrea in 1/48 è stato necessario riprodurre la livrea tramite mascheratura.

 

Il cavaliere è stato ricavato da una fotocopia di un profilo di Richard J. Caruana (pubblicato sulla monografia relativa al G91 della collana Warpaint) e ricopiato su foglio “Frisket”, creando così una serie di mascherine da utilizzare nelle varie fasi di mascheratura.

 







La prima mano di vernice è stato il bianco come base a tutto lo schema della livrea, successivamente si passa a verniciare con il nero la sagoma del cavaliere tramite mascherina “Frisket” su entrambe le fiancate. Asciugata bene la vernice, la sagoma del cavaliere viene coperta con una mascherina identica ma leggermente più grande opportunamente preparata, in modo da lasciare un bordo bianco lungo i contorni della figura nera del cavaliere. Si mascherano anche tutte le bande e i filetti che devono restare bianchi sempre tramite mascherine “Frisket”.

 





Dopo aver posizionato con cura tutte le mascherine, si procede spruzzando il colore rosso, e dopo che la vernice essicca completamente si può togliere la mascheratura per apprezzare l’effetto della livrea. L’ultimo tocco di vernice riguarda la banda nera antiriflesso sul musetto e la livrea è completata.

 







Lo stesso trattamento di verniciatura sui applica ai serbatoi ausiliari, e aerofreni dove ho realizzato la scritta “200.000” e il numero di reparto “30” tramite dei trasferibili a secco.

 



Al termine della verniciatura il modello è stato verniciato con una mano di vernice “future” per preparare la superficie a ricevere il lavaggio ad olio che evidenzia le pannellature.

 

Il successivo lavaggio è stato effettuato con vernici ad olio “Bruno Van Dick” e “Nero di Marte”, senza esagerare ma semplicemente evidenziato le pannellature, in quanto dalle foto a disposizione, il soggetto reale non appare sporco trattandosi ovviamente di uno special color. Dopo la fase di lavaggio ho spruzzato una mano di “future” per fissare il lavaggio e uniformare la superficie, seguita da una mano mista a opacizzante Tamya (Base flat) per dare un aspetto semilucido come risulta dalle foto del soggetto reale. Al termine l’aggiunta di particolari, sportelli carrello, luci di posizione etc..etc.. conclude il lavoro.











Per i colori che ho utilizzato, questa è la tabella di corrispondenza: COLORE FS59b Gunze Vallejo Humbrol Testors Mixing Grigio interni 36375 050 Alluminio 17178 17178 Bianco 37886 H11 Nero opaco 37038 Nero Pneumatici H77 Rosso 31136 H327 Come tocco finale, ho provveduto ad evidenziare leggermente i contorni delle poche zone soggette a usura con una matita argento, per simulare un minimo di scrostamento.









CONCLUSIONI
I G 91 per me ormai sono una passione e aver realizzato questa inedita livrea mi ha soddisfatto particolarmente nonostante il grande lavoro di restauro che ho intrapreso. In onore al gruppo dei modellisti di Caltanisetta ho voluto donare il modello al club, in occasione della edizione “trofeo Ing. Gabrielli” del 2005.
Auguro buon modellismo a tutti.
Per chi volesse contattarmi per informazioni può scrivere a: starflyer5 @ hotmail.com
Buon Lavoro
Davide Splendore

 

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