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Storia : Moderna : Nebelwerfer: lanciarazzi tedeschi in Sicilia nel 1943
Inviato da lobox il 30/3/2010 23:45:57 (4157 letture)

Storia : Moderna

Nebelwerfer: lanciarazzi tedeschi in Sicilia nel 1943

Il mio primo incontro col Nebelwerfer fu negli anni '70, quando la mitica ESCI ne mise in commercio una riproduzione in scala 1:35. Il modellino del lanciarazzi tedesco si presentava in versione "invernale", accompagnato da serventi imbacuccati dentro spesse giacche a vento di colore bianco con strisce colorate identificative al braccio. Si trattava di operare una scelta "strategica", per contrapporre qualcosa di simile alle famosissime "Katyushe, o piccole Katty" sovietiche, anche se di dimensioni sproporzionate, vista la "portabilità" dell'uno rispetto all'altro, e naturalmente della grande differenza del numero di tubi di lancio; malgrado tutto, anche i tedeschi dimostravano di avere i loro lanciarazzi. Non mi sarei mai più interessato di queste armi fino a quando, facendo scorrere le ormai famosissime foto on-line del Bundes Archiv (grazie Wikipedia), mi sarebbe cascato l'occhio su uno di questi Nebelwerfer. La didascalia indica che siamo in Italia nel tardo 1943, ma i pantaloncini corti e la luminosità della foto mi dicono subito che i conti non tornano, e che molto probabilmente ci troviamo in Sicilia nei giorni dello sbarco (la differenziazione tra campagna di Sicilia e d'Italia è dello stesso Bundesarchiv). Incuriosito dalla foto inizio a "rovistare nel torbido", per far saltar fuori qualcosa dal web, ma la ricerca si dimostrerà tutt'altro che produttiva: una nube oscura accompagna la storia di queste unità "fantasma", tanto da essere indicate da chi in un modo e da chi in un altro, ... foto operative nessuna! (almeno per ora) - cercherò quindi di fare un breve riassunto di tutto ciò che ho trovato.

     Partiamo dicendo che i Nebelwerfer furono usati in gran numero in Sicilia, sia contro gli americani che contro gli inglesi. Tutti i racconti "alleati" concordano nel fatto che il sibilo della salva di razzi in arrivo fosse terrificante, riuscendo a paralizzare i nervi per la paura, se non addirittura a danneggiare irreparabilmente la stabilità psichica di molti combattenti. I colpi (specie quelli incendiari) che cadevano a raffica in mezzo alle file della fanteria avversaria creavano un effetto di "tabula rasa", di impotenza, di fronte ad un nemico distante chilometri che potevi solo immaginare.

     Ma cos'erano i Nebelwerfer? Sul nome "Lancia Nebbia" ci sarebbe da dire, secondo alcuni dato per coprire il vero scopo progettuale, secondo altri perchè il lanciatore poteva anche utilizzare proiettili chimici, incendiari o nebbiogeni: resta il fatto che fu usato principalmente come lanciarazzi.


 

21 cm Nebelwerfer 42   

      Si trattava di un'arma semplicissima: una serie di 5 o 6 canne da lancio legate insieme e sistemate sul carrello di un vecchio cannoncino, al fine di rendere il tutto facilmente trasportabile. I razzi venivano inseriti a mano nelle canne e lo sparo veniva eseguito attraverso l'uso di un congegno collegato con fili elettrici, il che permetteva all'operatore di stare ad una certa distanza di sicurezza durante il lancio. Era una specie di grande mortaio che aveva dalla sua manovrabilità e cadenza di tiro: sparare rapidamente tutti i razzi e poi spostarsi immediatamente, per non far identificare la propria posizione. I colpi si concentravano tutti in una piccola zona addosso al nemico, mentre le vedette in avanscoperta ne comunicavano coordinate ed effetti via radio.



Sopra, un Nebelwerfer 42 catturato dagli americani in Sicilia. Fonte: Rickard J., (18 settembre 2008)
http://www.historyofwar.org/Pictures/pictures_21cm_nebelwerfer_42.html

     In Sicilia (e Tunisia) vennero usate due varianti: il Nebelwerfer 41 che aveva 6 canne e sparava proiettili da 34 kg (150 mm) ad una distanza di circa 7 chilometri, ed il Nebelwerfer 42 con 5 canne da 210 mm che poteva sparare razzi da 114 kg ad una distanza di 8 km. Il 42 poteva sparare entrambi i tipi di razzi, grazie ad alcuni binari estraibili.

     Dove vennero usati i lanciarazzi tedeschi in Sicilia? Furono impiegati su tutti i fronti, almeno secondo quanto riportano i veterani alleati; è anche vero che il panico creato da questi "macchine infernali" poteva farli vedere anche dove non c'erano affatto. Sappiamo con certezza che il loro utilizzo in Sicilia contro gli americani ne meritò il nomignolo "Screaming Mimi", e "Moaning Minnie", a causa dell'aggiacciante rumore che emettevano i proiettili arrivando (forse collegato ad un famoso film dell'epoca in cui si sgozzavano delle fanciulle?).



(Fonte Bundesarchiv)

     Secondo alcune testimonianze americane il loro incontro con i Nebelwerfer avvenne il 22 luglio 1943 nella zona di Bompietro, sulla strada per Petralia, e fu un incontro terrificante, anche perchè inaspettato, e proseguì nei giorni seguenti sulla via di Nicosia e Troina. Almeno 32 furono i morti americani causati dai Nebelwerfer alle pendici del Monte Camolato che apriva la via verso Cesarò e Randazzo, (nella campagna siciliana la 1° Divisione americana perdette almeno 1.600 uomini). Esistono invece foto e verbali statunitensi in cui si analizza uno di questi lanciarazzi catturato in Sicilia, forse a Nicosia.

(Fonte: Bundesarchiv)

       Da parte inglese l'incontro avvenne a quanto pare nella zona del Simeto e del Gorna Lunga (vicino a Catania), dove i carristi del 44° RTR (Royal Tak Regiment) restarono impantanati per diversi giorni, a causa dei Nebelwerfer, delle zanzare e della malaria (!).

     Come erano inquadrati i reparti lanciarazzi? Si trattava di gruppi mobili, veloci, agili e motorizzati (grazie al peso ridottissimo del lanciatore potevano essere trasportati da qualunque mezzo). Organizzati in Werfer- Regiment si dividevano in Battaglioni e Batterie (come per l'Artiglieria), anche se l'identificazione esatta dei reparti operanti in Sicilia non è facilissima. Pare comunque che il Werfer-Regiment 71, che sarà annientato in Tunisia, avesse lasciato alcuni battaglioni in Sicilia (come successo coi carri Tigre), ed in particolare il II° (15 cm) e III° (21 cm) Abteilungen più la 22° Batterie (15 cm Sfl), ma altre fonti parlano anche di Gebirgs-Nebelwerfer-Batterie 6 (reparti di montagna), Nebel-Abteilung der Luftwaffe 8, 13ª Fallschirmjäger Nebelwerfer Kompanie (paracadutisti), Werfer-Lehr-Regiment 1 con 3 batterie da 15cm e 3 da 21cm, e di Werfer-Regiment ‘Sicily’ (Nebelwerfers).



(Fonte: Bundesarchiv)

E' anche possibile che reparti di diverse armi avessero ricevuto in dotazione alcuni di questi lanciarazzi, pur restando il mistero sulla carenza totale di foto operative in Sicilia, viste invece quelle africane della Tunisia e le moltissime del teatro di guerra russo. La probabile velocità di spostamento durante i giorni della "ritirata" siciliana ha forse reso difficile il lavoro ai fotoreporter di guerra, molti dei quali giunti in Sicilia insieme ai paracadutisti tedeschi nei giorni immediatamente seguenti lo sbarco alleato e restati spesso al loro seguito fino a Messina.
 

Lorenzo Bovi


 

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