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Aerei ed elicotteri : Articoli : CR 42 Falco “Visintini”
Inviato da starflyer il 11/12/2006 22:22:44 (11484 letture)

Aerei ed elicotteri : Articoli
Modello Italeri 1/48 By Davide Splendore






UN PO' DI STORIA
Il Fiat C.R.42 Falco è uno degli ultimi e più riusciti aerei da combattimento con formula biplana. Sviluppato dall'ingegner Rosatelli sulla scia del successo del precedente Fiat C.R.32 (dominatore incontrastato dei cieli spagnoli durante la guerra civile), volò come prototipo nel 1938, quando l'era dei biplani era ormai in procinto di tramontare.
Era dotato di una struttura interamente metallica, rivestita tuttavia in tela, e la cabina di pilotaggio era scoperta. Il Falco ottenne l'apprezzamento dei piloti per le sue doti di maneggevolezza, e se ne decise la produzione in serie, in parallelo con i nuovi caccia monoplani (Fiat G.50 e Macchi M.C.200, con cui condivideva il propulsore). Assieme al Gloster Gladiator britannico e al Polikarpov I-15 sovietico, fu l'ultimo caccia biblano a combattere nel secondo conflitto mondiale, e venne prodotto in 1.784 esemplari fino al 1944. All'inizio del conflitto equipaggiava più della metà degli stormi da caccia italiani, ma già dai primi scontri con i più moderni aerei avversari dimostrò tutta la sua inadeguatezza.
Pur reggendo bene il confronto con i Gladiator e cavandosela ancora nel combattimento manovrato e ravvicinato con gli Hurricane del primo modello, il Falco venne presto relegato a compiti meno impegnativi. Nel corso del conflitto le nuove serie vennero equipaggiate con travetti sub-alari per bombe e spezzoniere, filtro antisabbia per l'impiego in Nordafrica, apparecchio rice-trasmittente (C.R.42 AS). Alcuni esemplari, denominati C.R.42 CN, furono dotati di scarichi schermati, orizzonte artificiale e generatore eolico supplementare per l'impiego come caccia notturni.
Un'altra speciale variante a grande autonomia venne dotata di serbatoio supplementare da 1.100 litri (C.R.42 Egeo). Il Falco conobbe anche un discreto successo di esportazione, venendo acquistato dall'aviazione belga (che lo impiegò nell'aprile 1940 contro la Luftwaffe), dalla Svezia e dall'Ungheria, con i cui colori operò sul fronte russo.Alcuni C.R.42 Egeo operarono con i colori iracheni in Medio Oriente. IL KIT Appena Italeri ha immesso questo kit sul mercato, ho acquistato una scatola per realizzare il mio primo Cr 42. La scatola propone solamente la versione notturna tedesca, per cui non vengono fornite decal e profili per realizzare soggetti italiani (anche la presa d’aria sul ventre del cofano motore non è adatta per un soggetto da me scelto) Le stampate e il dettaglio sono buoni, eccetto per la riproduzione delle zone coperte in tela in cui l’effetto ondulato sia sulle ali che in fusoliera è abbastanza irreale.

 



Ottima la riproduzione del motore e le ruote sotto peso, con una mano esperta possono essere rifiniti con un dettaglio che ne aumenta molto il realismo.

 

I fori per il fissaggio delle squadrette di comando sul timone di coda sono esagerati così come le squadrette stesse. Le forme e le dimensioni del kit sono corrette. L’abitacolo è buono ma molto migliorabile. Mancando le decal per un soggetto italiano, nel mio caso in questo caso mi sono servito di un foglio decals prodotte in Canada dalla Stormodecal, specializzata in soggetti italiani.

LA COSTRUZIONE
Il modello è stato realizzato utilizzando alcune modifiche, autocostruzioni e fotoincisioni (Eduard) per renderlo ricco di dettagli. Il motore fornito nel kit è una ottima base di partenza, sono necessarie documentazioni approfondite per capire quali dettagli aggiungere al kit per migliorare il dettaglio. Per questo sono riuscito a reperire (grazie a Riccardo Trotta) alcune immagini e disegni originali


 







Per iniziare il dettaglio, ho migliorato i tubi di scarico con una fresa sferica.
 

Sul motore ho aggiunto (eliminando prima quelle del kit) le aste delle punterie per le valvole, utilizzando filo di rame . I terminali sono realizzati con tondini di guanina in plastica del filo stesso.

 



Ho aggiunto anche i cavi elettrici delle candele e i tubi del circuito olio che partono dalla pompa meccanica, sempre utilizzando filo di rame. Sui coperchi delle punterie ho simulato le viti di fissaggio, forando con una punta da 0.3 mm.

 

Successivamente sono passato alla verniciatura dei singoli pezzi. Curando l’invecchiamento e i dettagli di ogni singolo pezzo.

 



Al termine della verniciatura ho dato un leggero strato di vernice semilucida per fissare la colorazione e ho provato un assemblaggio a secco.

 

Verificata la possibilità di montaggio, ho aggiunto l’elica e l’ogiva per completare il lavoro.

 





Proseguendo con la fusoliera e le ali, ho modificato le zone ricoperte in tela, raschiando con una lama tonda e stuccando per dare un andamento più realistico alla zona.

 







Successivamente ho dettagliato l’interno dell’abitacolo, autocostruendo alcuni dettagli e la struttura interna, sono state utilizzate anche le fotoincisioni dedicate a questo kit della EDUARD, che sono risultate molto comode per il cruscotto e le consolle laterali.

 

















Per dare un tocco di movimento al modello sono stati tagliate le parti mobili di coda, per incollarle successivamente in posizione inclinata. Le parti mobili sono state assottigliate molto con carta abrasiva prima di essere incollate, perché risultavano troppo spesse e quindi poco realistiche.

 



Dopo l’assemblaggio della fusoliera, è stata modificata la carenatura del motore per lasciare aperti i pannelli di ispezione e rendere il motore stesso visibile a modello terminato. E’ stato necessario autocostruire la presa d’aria sul ventre della carenatura.

 







A questo punto sono stati incollati i montanti alari sull’ala superiore per favorire la verniciatura, in quanto questi ultimi erano dello stesso colore delle superfici inferiori. Questa operazione è risultata abbastanza difficile.

 







Rimane da aggiungere qualche particolare prima della verniciatura, come i tiranti alari, le squadrette di comando alettoni e piani di coda e si può iniziare la verniciatura. Per i tiranti alari, è stato utilizzato del filo da pesca in nilon sottilissimo, le squadrette invece sono n fotoincisione.

 

VERNICIATURA
Lo schema dell’aereo dell’asso Italiano Vsintini, è stato dedotto dalle pochissime informazioni reperibili, un paio di foto parziali e qualche notizia scritta sulla sua biografia e un profilo disegnato da Angelo Brioschi. Probabilmente l’aereo era dipinto con uno schema a tre toni tipico del periodo tre il 1939 e 1940, con macchie abbastanza sfumate e non eccessivamente fitte. I colori di questo schema dovevano essere per deduzione: Giallo mimetico 3 (fondo); Verde mimetico 2 (macchie); Marrone mimetico 3 (macchie); Grigio mimetico Sup. Inf.. Le pale dell’elica lato anteriore erano dipinte da fabbrica Fiat con un grigio azzurro chiaro mentre la parte posteriore era nero opaco. Per avvicinarmi molto ai Federal standard che dovrebbero corrispondere ai colori utilizzati dalla Regia Aeronautica, ho realizzato delle chips di colore delle varie marche disponibili, su un cartoncino per carta fotografica, confrontando le varie vernici e mescole che ho ricavato con le chips Federal standard e le chips delle “Vitocharts”, ho stabilito quali colori a mio parere corrispondono più possibile a quelli che dovevano essere gli originali. In base a queste informazioni ho iniziato la fase di verniciatura partendo dalle superfici inferiori, dipinte in grigio chiaro utilizzando il Gunze H306 (che tenderà a scurirsi dopo i vari lavaggi).

 

Mascherando le superfici inferiori in modo di non lasciare un bordo netto fra il giallo mimetico3 e il grigio, è stato spruzzato il giallo mimetico 3 ricavato da una miscela (Vallejo 033 + Vallejo 001 + Vallejo 912)

 





Successivamente confrontano la foto originale, ho spruzzato le chiazze in verde mimetico 2 ricavate da una miscela (Gunze 302 + Gunze 303)

 




Come ultima fase, sono state applicate le chiazze di marrone mimetico 3 appena sfumate.

 



Osservando il risultato finale, ancora qualcosa non mi convinceva del risultato ottenuto. Confrontando la foto originale e il mio lavoro, il mio senso modellistico non era soddisfatto.

 

Quindi ho riconsiderato di migliorare lo schema mimetico in modo più convincente per me. Ho spruzzato ulteriormente le chiazze verdi sfumando di più i contorni e aggiungendone un certo numero per diminuire la distanza tra le stesse. Ho spruzzato nuovamente sulle chiazze marrone per sfumare di più i contorni e aumentare il tono di colore.

 







Per avere una conferma della correttezza del lavoro, ho trasformato una foto del modello in bianco e nero, e ho verificato la somiglianza con quella originale, per vedere se la forma e dimensione della chiazze fosse similari. Ho notato anche che i toni marroni e rossi tendono a scomparire nel bianco e nero proprio come nella foto originale.

 



Dopo questo, il risultato mi è sembrato pienamente soddisfacente per cui si prosegue applicando uno strato di vernice acrilica lucida (Future) come base per la applicazione delle decals e dei lavaggi.

 



Come al solito per i lavaggi è stato utilizzato colore a olio (“bruno Van Dick” e “Nero di marte”) diluito in trementina. Applicando con un pennellino nelle scanalature del modello. E’ importante che il colore a olio sia diluito moltissimo per farlo scivolare nella scanalatura e per dosare la giusta quantità di colore. In funzione di quante volte si ripassa il colore nella stessa fessura, il contrasto della linea dei pannelli aumenta, quando si ritiene di aver raggiunto l’effetto voluto si può aspettare che il colore asciughi almeno per un paio di ore.

 



successivamente si pulirà il modello con uno straccetto appena inumidito di trementina per rimuovere il colore in eccesso sul modello. Il risultato finale sarà un modello con le linee perfettamente in contrasto e in evidenza. DECALS Il foglio di decals “Stormodecals Italian WWII Aces 1/48 Part-I”, in cui sono previsti 6 soggetti di famosi assi Italiani. Prevede anche l’aereo di Visintini.

 

La stampa è di alta precisione, e i colori sono ben riprodotti. L’unica cosa che a mio parere è mancante nel foglio, sono gli stemmi di fabbrica da posizionare sulle eliche, per tutti i soggetti previsti dal foglio. Il carattere della scritta relative alle matricole per il CR42 sembra essere troppo sottile. Sarebbe stato utile un foglio di istruzioni su come posizionare le decals sui soggetti previsti dal foglio, in quanto le coccarde e gli stemmi non sono tutti uguali, ma ciascuno destinato ad un soggetto ben preciso.

 

Il film adesivo è molto sottile, per cui scompare totalmente sotto un successivo strato di vernice trasparente e la capacità adesiva è ottima sulla base lucida del modello.

 



Anche la morbidezza del film trasparente è ottima e si adatta perfettamente alla superficie del modello.

 

Dopo aver sistemato le decals, si passa alla finitura trasparente finale, con uno strato di vernice trasparente opaca, in questo caso ho utilizzato la vernice vinilica Vallejo Matt. Successivamente ho invecchiato il modello con gessetti (pastelli) e scrostature nei punti necessari.
 

Ho ripassato anche alcuni punti con un postshading ad aerografo con un colore smoke (Tamya) estremamente diluito. La parte più complessa è stato l’assemblaggio delle due ali, per via del fatto che i montanti del kit sono approssimativi e non combaciano con i rispettivi incastri. Ci vuole un po’ di fantasia per trovare il modo di assemblare correttamente le ali.

 



Per fissare tutto questo lavoro di invecchiamento ho terminato con una mano di trasparente opaco estremamente diluito, a cui ho aggiunto una microgoccia di colore sabbia, per dare un colpo d’occhio di un aereo operativo in ambiente desertico. Per finire ho curato alcuni particolari, come i tiranti, qualche leggerissima scrostatura nei punti dovuti e piccoli ritocchi di colore e luci di posizione.

 



Il modello è finito è posizionato su una basetta con ambientazione di terreno africano, ecco il risultato finale:

 





































Alcuni dettagli ravvicinati

 







CONCLUSIONI
Un soggetto difficile da interpretare per la poca documentazione reperibile, ma proprio per questo velo di mistero e per la sua breve ma famosa storia resta un soggetto affascinante per gli appassionati di aerei Italiani. Il Kit Italeri è una ottima base, ma con la necessità di correggere l’effetto telatura sulle ali e fusoliera. La resa finale è ottima, il montaggio è semplice e gli accessori aftermarket aiutano molto.
Buon lavoro
Davide Splendore
email: starflyer5 @ hotmail.com

 

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