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zubdakabuz Re: GAZ-67B

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Alcune precisazioni:

La GAZ-64 non derivava dalla Bantam, ma era ad essa ispirata; infatti, i russi videro "dal vivo" le prime Bantam lend-lease (da loro sempre preferite alle varie MA/MB/GP ecc.) a partire dalla seconda metà del 1941 in poi, mentre la GAZ-64 venne pronta per gli inizi del 1941.

Riguardo a come nacque l'idea della GAZ-64, eccovi un breve siparietto che avevo pronto per altri utilizzi:

Alla fine del gennaio 1941 un giovane ma già famoso progettista dell’industria automobilistica sovietica - Vitaly Andreevich Grachev, allora in forza alla GAZ di Gorki (oggi Nizhni Novgorod) - ricevette una convocazione urgente per conferire, a Mosca, con il Commissario del Popolo Vyacheslav Alexandrovich Malyshev. Quest’ultimo era a capo del dicastero (il Commisariato per le Costruzioni Meccaniche Medie) dal quale dipendeva allora la produzione nazionale delle autovetture.
Grachev si recò immediatamente presso l’ufficio dell’alto funzionario (si trattava di un epoca in cui gli ordini andavano eseguiti senza esitazione), dove l’energico e razionale Commissario gli porse una copia di una rivista occidentale, stampata su carta lucida. Si trattava del periodico "Automotive Industries". Su una delle pagine della rivista spiccava la fotografia di un insolito veicolo scoperto, che si arrampicava su una scalinata. Malishev domandò: "potete costruire questa vettura?"
Grachev osservò attentamente l’immagine. Si trattava di un veicolo molto spartano, sul quale erano seduti dei militari americani, dal curioso elmetto "a padella" di tipo inglese. La didascalia lo indicava come una vettura da ricognizione Bantam BRC, e la scalinata era quella della Casa Bianca, percorsa a scopo dimostrativo per sottolineare le superlative capacità di arrampicata di quella che sarebbe diventata l’antenata della Jeep (oggi purtroppo sconosciuta ai piú).
Del veicolo erano fornite, sommariamente, anche alcune caratteristiche tecniche: massa, ingombro, potenza del motore, ecc.
Egli rispose: "possiamo fare di meglio. Già adesso abbiamo in produzione un modello piú potente di questo, con carreggiata piú ampia e quindi piú stabile."
"Di quale vettura parlate?" chiese sorpreso Malishev.
"Della GAZ-61." Si trattava di una berlina 4x4 costosa ed elaborata, allora in produzione - anche se in numeri limitati - per l’Armata Rossa.
"Non quella," replicò il Commissario. "Abbiamo bisogno di un veicolo fuoristrada semplice, in grado di superare ostacoli difficili, economico da produrre e sacrificabile - non dobbiamo preoccuparci di sprecarlo. Quindi," aggiunse indicando col dito la fotografia, "abbiamo bisogno di questo."
"Bene, sarà fatto."
"Di quanto tempo avrete bisogno?"
"Se avremo carta bianca, in quattro mesi dovremmo farcela."
"Se sarà necessario, interverrò personalmente a spianarle la strada," fece il Commissario in maniera risoluta. "Ma al momento il tempo è l’unica cosa che ci manca; c’è una guerra in corso in Europa. Il massimo che le posso concedere è un mese."
E’ facile immaginare lo sgomento provato dal progettista al pensiero di dover progettare e costruire un prototipo in soli trenta giorni. Ma bisognava ubbidire.

La guerra alla quale accennava Malishev era, chiaramente, la Seconda Guerra Mondiale, iniziata nel settembre del 1939 con l’invasione della Polonia da parte della Germania, e proseguita con la campagna di Francia del maggio 1940. L’esercito tedesco, la Wehrmacht, con le sue divisioni corazzate e la sua fanteria motorizzata aveva ridotto al silenzio due degli eserciti considerati all’epoca tra i piú potenti del mondo, e lo aveva fatto nel giro di poche settimane!
I vertici dell’URSS iniziavano a tremare sulle proprie sedie; è vero, nell’agosto del 1939 Hitler e Stalin avevano firmato il famoso accordo di non aggressione, il "patto col diavolo" che oltretutto aveva regalato all’Unione Sovietica metà della Polonia, tuttavia nessuno si sentiva al sicuro con l’esercito tedesco schierato alle porte di casa; quanto poi alle promesse del Fuhrer 
Per compiti quali l’esplorazione e il collegamento, l’Armata Rossa aveva all’epoca in servizio solo motociclette e poche vetture, tutte di derivazione commerciale e inadatte ad affrontare le difficili condizioni di terreno tipiche della Russia: ghiaccio, neve e gelo d’inverno, caldo e polvere d’estate, fango in autunno e primavera. Come già era successo all’esercito americano, l’Armata Rossa ora si rendeva conto di non avere un veicolo a ruote multiuso dotato di capacità realmente fuoristrada, e cercava di correre ai ripari.

Dopo il colloquio con il Commissario del Popolo, Grachev rientrò nel suo konstruktor bjuro alla GAZ, e iniziò con il suo team a progettare il primo fuoristrada sovietico della storia. Ci mise 51 giorni, venti in piú di quelli concessi, ma fu lo stesso un risultato impressionante. La nuova vettura, denominata GAZ-64, era una specie di Frankenstein, realizzata con i pezzi di altri veicoli già in produzione (come le vetture GAZ-M1, GAZ-61 e ZIS-101, e gli autocarri GAZ-AA e GAZ-MM), ma funzionava.
La carrozzeria era costituita da semplici fogli di lamiera poco elaborati, tanto che poteva essere (e lo fu, inizialmente) realizzata interamente a mano dai mastri lattonieri della fabbrica. Era una vettura economica, facile da produrre, anche se di aspetto antiquato; tuttavia, servì come tappabuchi finchè, nel 1941/42, non iniziarono ad arrivare le prime jeep americane della legge Affiitti e Prestiti.

La GAZ-64, evolutasi successivamente nella GAZ-67 e nella piú perfezionata GAZ-67B, costituì il banco di prova dell’industria automobilistica sovietica nel settore delle vetture fuoristrada militari, e nel dopoguerra portò - grazie alle preziose esperienze accumulate dai progettisti - alla nascita del piú importante fuoristrada dell’Armata Rossa, la GAZ-69, figlia ideale delle vetture del tempo di guerra. E tutto a partire da una fotografia trovata su una rivista, e al talento di un gruppo di giovani progettisti.

Fine del siparietto.

Per quanto riguarda il nome della fabbrica, se NAZ o GAZ, ecco alcune informazioni secondo le mie fonti:

Nel quadro del Primo Piano Quinquennale per lo sviluppo dell'industria sovietica varato nel 1928, l'anno successivo il Consiglio Supremo dell’Economia Nazionale dell’URSS (VSNH) firmò un contratto per la fornitura di parti di automobili/autocarri (e la relativa tecnologia produttiva) nientemeno che con l'apostolo del capitalismo Henry Ford. Le ragioni dietro questo accordo apparentemente paradossale risiedevano in un fatto molto semplice: l'Unione Sovietica era all'epoca gravemente in ritardo in tutti i settori dell'economia, e non disponeva di tecnici preparati in numero sufficiente per far fronte alle istanze di modernizzazione. Di qui la decisione di "comprare" la tecnologia occidentale.

Per l'assemblaggio dei pezzi venne costruita ex-novo una gigantesca fabbrica nelle vicinanze della città di Nizhni-Novgorod (regione del Volga-Vyatka); la progettazione degli stabilimenti e la supervisione dei lavori venne curata dalla Austin Company di Cleveland, che portò a termine l'incarico nel tempo record di 18 mesi (venne pagata, per questo, 60 milioni di dollari del 1930!).

La nuova fabbrica, denominata Fabbrica di Automobili di Nizhni Novgorod (NAZ), venne inaugurata ufficialmente il 1 gennaio 1932, e in quel mese uscì dalle linee di produzione la prima Model A assemblata in Unione Sovietica (da parti originali prodotte in America). In quello stesso anno la città di Nizhni Novgorod venne ribattezzata Gorki in onore del suo illustre concittadino e scrittore, e dunque anche la fabbrica modificò la propria designazione ufficiale in Fabbrica di Automobili di Gorki (GAZ).

Quando, nel 1935, terminò il "contratto diabolico" con la Ford, la GAZ iniziò a produrre le vetture e i camion americani per proprio conto, su licenza. Il Commissario del Popolo per l’Industria Pesante, Sergo Ordzhonikidze (che sarà "suicidato" da Stalin due anni dopo), ebbe a dire - e non senza sarcasmo: "le nostre fabbriche e miniere dispongono di attrezzature perfette e modernissime, superiori a quelle di qualunque paese. Come le abbiamo ottenute? Ma è semplice: comprandole. Da americani, inglesi, francesi. E’ grazie a loro che oggi possiamo dire di avere un apparato industriale che non teme confronti."


E' stata lunga, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.

Grazie a tutti per i preziosi contributi.

Saluti

Zubdakabuz

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» 10/11/2004 15:47 Profilo


zubdakabuz Re: GAZ-67B

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izzuB ha scritto:
Per la GAZ 67B esiste un volume della WWP che riporta un walkaround del restauro di una di queste fuoristrada: le fotografie mostrano tutte le fasi di questo restauro con dovizia di particolari, specialmente degli interni. Se ti interessa qualche scansione fammelo sapere. ciao Giovanni


Caro Giovanni,

grazie infinite per la disponibilitá !
Al momento sto cercando delle immagini d'epoca, ma non è escluso che in futuro, se dovessi mettere le mani su un kit, debba avere bisogno anche di fotografie walkaround per il superdettaglio...

Ti chiedo di farmi avere quelle scansioni, se veramente non ti costa troppo impegno. Grazie ancora.

Saluti

Zubdakabuz

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[ Modificato da zubdakabuz il 10/11/2004 14:59 ]

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» 10/11/2004 15:57 Profilo

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