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FRANCY.RITTER Re: help tigre

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Da: Parma


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Purtroppo del fronte Italiano ho pochissime foto e riferite ad particolari uniformi . A Parma è famosa la foto di semovente da 75/18 messo fuori uso a Barriera Bixio . Per quanto riguarda le foto di Wittmann a Reggio , non saprei dirti niente , ma sicuramente esistono foto di Joachen Peiper mentre sfila per Reggio Emilia e mentre si fa ritrarre alla guida di una fuori serie un'Alfa Pininfarina


A Parma il 09/09/1943 : si trovavano parte o integralmente i seguenti reparti della LSSAH : SS-Panzer-Artillerie-Regiment 1, LSSAH SS-Panzer-Grenadier-Regiment I° e II°. Batailon , LSSAH SS-Panzer-Div.Nachschub-Truppe 1 Abt (?), LSSAH SS-Panzer-Regiment 1 .

A Reggio Emilia : LSSAH SS-Panzer-Regiment 1 presente dgià dal 06/09/1943





Joachen Peiper a Reggio Emilia nei primi giorni del 1943



La foto a Barriera Bixio ..



[ Modificato da FRANCY.RITTER il 3/10/2007 16:20 ]

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» 3/10/2007 16:04 Profilo


stefanca Re: help tigre

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Francy il semovente in questione sai se su scafo M42? Oppure M41.

Gran belle Foto.

--
Stefano Ancarani
 
» 3/10/2007 16:09 Profilo


FRANCY.RITTER Re: help tigre

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Aggiungo una curiosità, alcuni meccanici militari quà a Parma ( ma penco comunque anche dalle tue parti) furono inglobati nella LSSAH, , visto che arraffarono decine e decine di veicoli Italiani nella mia citta , di conseguenza servia ( a loro) qualcuno che desse continuità (ed esperienza ) nel mantenimento in efficenza degl'Italici veicoli . Alcuni di loro finirrono in forza ai reggimenti di Panzer-grenadier finendo (alcuni ) per combattere sul fronte orientale .

--



» 3/10/2007 16:13 Profilo


FRANCY.RITTER Re: help tigre

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Per la conquista di Parma era stata approntata una colonna costituita da:

1° battaglione del 1° Reggimento Granatieri corazzati SS rinforzato da diversi plotoni delle compagnie reggimentali: 800 uomini

1° Gruppo del 1° Reggimento Corazzato SS con 3 battaglioni: 450 uomini

1ª Compagnia del Battaglione trasmissioni: 150 uomini

1° Plotone del Battaglione anticarro equipaggiato con 2-3 Marder III da 75 mm.



Il colonnello Frey si presenta al comando di Presidio intimando al resa al generale Moramarco con la minaccia di bombardare la cittá , il comandante di Presidio accetta la proposta del tedesco chiamando i comandanti del 33° e del 19° e comunicando loro le modalità della resa, agli altri reparti le modalità di resa sono comunicate dall'aiutante maggiore capitano Augusto Tonelli. Il comandante tedesco abbandona il presidio e si recò al suo posto di comando alla testata del ponte Umberto dal lato di viale Basetti.



Dopo l'allontanamento del comandante tedesco il comandante di presidio si pone in contatto con il comando di zona di Piacenza, comandato dal generale Assanti, che ordina di resistere con tutti i mezzi a disposizione. Vengono prese, tardivamente, tutte le misure di mobilitazione necessarie alla difesa della cittá .

I tedeschi, per prevenire le mosse della guarnigione avevano bloccato i ponti e dislocato i propri reparti in posizione davanti alle caserme ed avevano richiamato una batteria d'artiglieria in piazza Garibaldi.

Disponibili per le prime operazioni erano 500 uomini del 1° Reggimento Granatieri Corazzati con altri 1000 uomini di riserva nella zona via Spezia - Scarzara o presso il comando di Frey a Ponte Umberto.



Le ostilità iniziano alla sede centrale delle Poste dove 9 soldati agli ordini del sergente maggiore Ferdinando Scotti resistono alle intimazioni del plotone tedesco, richiesti rinforzi al proprio reparto che giungono al comando del tenente Cesare Ardrizzoia; questi ha radunato la forza in caserma cuochi, attendenti, scritturali e con lo scarso armamento disponibile (36 colpi e 2 bombe a mano per ogni uomo) si appresta a resistere. Alla centrale della TIMO vengono mandati di rincalzo 50 uomini della caserma della Pilotta.



La notte dell'8 settembre 1943 il servizio in Corpo di Guardia del Comune era svolto, come al solito, da un brigadiere e tre vigili allorchÈ si presenta un drappello di soldati tedeschi che, al comando di un ufficiale, prendono possesso del Corpo di Guardia e, dopo un attento controllo, occupano tutto il Comune. Dal Corpo di Guardia trasformato in avamposto delle truppe d'occupazione, i tedeschi intimano la resa al Presidio Militare, alloggiato nel Palazzo del Governatore, dando il termine perentorio di venti minuti per cedere le armi.



Nel frattempo fatti affluire rinforzi e circondate caserme e posti di polizia i tedeschi piazzano tre cannoni, uno all'imbocco di via Farini, uno nell'attuale via Repubblica ed un terzo in via Mazzini. Trascorso il breve periodo di tregua vennero sparate due cannonate contro il Palazzo del Governatore mentre gli uomini del Presidio non possono che rispondere a fucilate costringendo il Presidio alla resa. Nel combattimento perderà la vita il sergente Tragni.



Un plotone tedesco, con l'appoggio di un semicingolato, attacca il Distretto Militare, la forza impossibilitata a resistere - sono armati con moschetti mod. 91 arrugginiti che si inceppano uno dopo l'altro - fugge dal vicino convento e così si mettono in salvo anche i militari del magazzino militare, i tedeschi riusciranno a catturare solo una qualche decina di uomini. Alla caserma del Castelletto, comandata dal capitano Modesti, l'inesperienza e la titubanza dell'ufficiale permette ai tedeschi di completare l'accerchiamento e costringere alla resa l'intero reparto.



Un plotone di tedeschi, rinforzato da due semicingolati si ripresenta alle poste e tenta di scardinare la serranda di accesso. Immediatamente la reazione italiana, con le bombe a mano viene distrutta la camionetta ed un semicingolato prende fuoco, i tedeschi si disperdono mettendosi al riparo, Anche l'intervento di un mezzo corazzato non riesce ad avere ragione della resistenza italiana. Le poste cadranno in mano tedesca solamente con la resa della cittá . Alle tre e mezza mentre la situazione in Pilotta sta precipitando il comandante, col. Rocco, chiede l'intervento dei reparti di Fidenza per una operazione di OP (ordine pubblico). Il reparto di Langhirano, che avrebbe dovuto funzionare da rincalzo, non riesce ad essere raggiunto dal portaordini che è bloccato nella caserma ormai circondata dai tedeschi. Dei militari presenti in Pilotta solo 200 sono armati con moschetti e tre bombe, il tenente colonnello Musa fa approntare le 8 camionette per tentare una sortita ma i tedeschi riescono ad irrompere nella caserma e disarmano ufficiali e soldati alle 5,30 la caserma è in mano tedesca. Nel frattempo alcuni soldati riescono a fuggire calandosi dalle finestre verso viale Toschi e verso il Teatro Reinach.



Subito dopo, con tempestivitá , le truppe germaniche disarmano i carabinieri della caserma di via Garibaldi catturando una quarantina di carabinieri; alle quattro si sono impadroniti della Cittadella forzando l'accesso con un mezzo corazzato. Intanto il generale Moramarco, dal suo ufficio di Presidio, non ancora occupato cerca di coordinare la resistenza delle truppe riuscendo a collegarsi con il generale Ruggero a Milano che conferma le disposizioni di Assanti; Ruggero che aveva ricevuto la memoria OP44 e la OP45 avrebbe dovuto allertare per tempo i comandi territoriali per porli in grado di resistere.



La caserma di borgo Pipa è in stato di allarme, il maggiore Mori ha fatto disporre uomini armati sui tetti pronti a far fuoco, all'alba la caserma si arrenderà su ordine di Moramarco. I soldati fuggono nel convento di San Giovanni dove dalle finestre vicine vengono buttati abiti civili per permettere loro di travestirsi e sfuggire alla cattura; i tedeschi catturano tre-quattrocento uomini, durante il percorso di trasferimento in Cittadella numerosi soldati riescono a rifugiarsi nelle case ove vengono riforniti di abiti civili da persone che non hanno mai visto e posti in salvo.



Alle tre era iniziata l'operazione contro la Scuola di Applicazione dapprima dall'ingresso principale e, successivamente, dal lato di viale Piacenza. I centri di fuoco predisposti reagiscono violentemente tanto che i tedeschi chiederanno uomini di rinforzo appoggiati da un semovente ed un carro armato. Gli uomini si asserragliano all'interno del palazzo ove la resistenza dura fino alle sette quando il colonnello Ricci dà l'ordine di deporre le armi. Al termine della battaglia i morti italiani sono il capitano Franco Racchi ed il sottotenente Giuseppe Modugno ed i soldati Taglierini Dante e Maffei Antonio, anche il sergente Tragni morto nell'attacco al Presidio era in forza alla scuola di applicazione.



Le uniche forze ancora in campo sono costituite dalla colonna del 433° Battaglione complementi carri M costituito da volontari al diretto comando del maggiore Venceslao Rossi. Forti di un carro armato M15 e 7 semoventi da 75/18 armati con soli 5 colpi, cioè la dotazione da esercitazione, in appoggio alla colonna è aggregata la compagnia cannoni con 12 pezzi da 20 mm. montati su autocarri SPA "Dovunque", la compagnia carri è al comando del tenente Giuseppe Riservato e la compagnia cannoni al comando del cap. Pinotto Marogna.



Alle 5,30 la colonna parte da Fidenza con velocità di 25 km orari con l'obiettivo di raggiungere il ponte Caprazucca. L'ordine è di reagire al fuoco di qualunque provenienza. A Pontetaro è scomparso il posto di blocco della territoriale, poco dopo alcuni motociclisti tedeschi intercettano la colonna, la superano e ripassano in direzione di Parma. A Barriera D'Azeglio la colonna svolta per viale dei Mille, giunta a Barriera Bixio è fermata da una colonna di camion tedeschi che sfilano in modo da guadagnare tempo per la messa in batteria dei cannoni anticarro. I tedeschi sono pronti per l'imboscata agli italiani. Un plotone munito di mitragliatrice è sistemato dietro un muretto fra viale dei mille e via Volturno, un secondo plotone munito di cannone anticarro è posizionato tra via Villetta e via Solari mentre un terzo gruppo con un cannone anticarro è posizionato di fianco a Ponte Umberto. I carri sfilano a Barriera Bixio diretti per viale Caprera in formazione da esercitazione. I due ufficiali in motocicletta hanno visto i cannoni, Cornini si dirige verso via Solari, ma deve tornare indietro perchÈ è preso di mira dai tedeschi, Riservato prosegue la perlustrazione verso Ponte Italia ma qui è catturato dai tedeschi. Alle 6,30 il primo colpo di cannone centra il quarto semovente della colonna che si incendia, dell'equipaggio il sergente Jovino si lancia fuori dal mezzo ma è falciato da una raffica di mitragliatrice, il carrista Strapponi riesce ad uscire ma, ridotto ad una torcia umana, morrà di fianco al carro. Il capocarro, Grassi, esce dal carro ma si accascia ferito poco distante, sarà soccorso da alcuni civili. Un carro si avventa, le testimonianze sono controverse se è quello del s.ten. Semproni o del s.ten. Valente, contro l'anticarro spingendolo giú dalla scarpata. Il semovente comandato da Valente viene colpito al cingolo destro, e precipita nel torrente. Giavazzoli muore sul colpo, Semprini sviene e quando si riprende riuscirà a nascondersi fino a sera e, camminando lungo il greto, con il favore delle tenebre troverà asilo dalle suore delle "Piccole Figlie"; il terzo componente dell'equipaggio, del quale non si hanno notizie certe della sorte potrebbe essere identificato con l'uomo che da sotto il ponte - durante il combattimento - chiama: "mamma". I carri che attraversano indenni ponte Umberto e ad imboccare lo Stradone sono tre, quello del s.ten. Semprini, quello del s.ten. Bagnoli e quello del serg. Magg. Cavirani: Il primo si arresterà all'altezza di via Passo Buole, il secondo all'altezza di via Vitali ed il terzo poco prima di Barriera Farini, i tre capicarro, dopo che Bagnoli ha centrato un anticarro tedesco, decidono di raggiungere la caserma l Castelletto. Semprini verrà catturato col suo carro e portato in Cittadella, gli altri due sono centrati dagli anticarro tedeschi e gli equipaggi catturati dai tedeschi. Intanto a Barriera Bixio il maggiore Rossi è rimasto con tre carri superstiti che dispone in modo da poter battere via Spezia, via Solari e via Caprera, i cannoni da 20 mm. vengono posti in batteria attorno ai cancelli della barriera, nel frattempo i tedeschi hanno recuperato il pezzo anticarro dalla scarpata cui si sono affiancati i due semoventi gia in azione nella zona dello Stradone. Il tenente Cornini cerca di raggiungere il comando della Pilotta ma è ferito dai tedeschi. Intanto il maggiore Rossi ha ricevuto l'ordine di resistere, con un messaggio scritto di Boldrini, la situazione per gli italiani è piuttosto critica:n il semovente posto all'inizio di via Caprera è messo fuori uso, una cannonata - proveniente da via Solari - mette fuori combattimento un secondo carro piazzato di fianco alla Barriera, gli italiani continuano a sparare con i cannoni da 20 mm esposti al fuoco tedesco - i cannoni non sono scudati - e colpiscono il Marder immobilizzandolo. Nel corso dello scontro cade il s.ten. Villari ufficiale allievo della Scuola d'Applicazione che -impossibilitato a raggiungere la scuola - si è aggregato alla colonna dei carristi, viene mortalmente ferito il s.ten. Manazza della compagnia cannoni.. Alle 7,30 salta l'autocarro delle munizioni, alle 8 cessa lo scontro. L'ultima azione di disarmo operata dai tedeschi è quella contro l'aeroporto che poco dopo le otto viene sorpreso da due camionette della Wehrmacht ed il col. Sisti dà l'ordine della resa. Un centinaio di avieri si sono dati alla fuga, gli altri vengono condotti in Cittadella. L'episodio è ricordato da Mons. Loris Capovilla, allora tenente cappellano dell'aereoporto: "Ancora mi punge il ricordo dell'umiliazione dei nostri ufficiali, sottufficiali e avieri inquadrati in divisa, senza armi, in cammino verso la cittadella. Ma quante porte, specialmente in strada Massimo D'Azeglio, si aprirono ed inghiottirono numerosi ragazzi. Nelle case dei parmigiani, dal cuore grande come il mare, vennero rivestiti alla bell'e meglio da borghesi e salvati dall'internamento".





(Tratto da: Mario Zannoni, Parma 1943, 8 settembre, Parma, PPS editrice, 1997)



[ Modificato da FRANCY.RITTER il 3/10/2007 16:21 ]

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» 3/10/2007 16:17 Profilo


Stefano Re: help tigre

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Grazzzie mille per aver postato questa bellissima testimonianza...anche se a leggerla mi si stringe il cuore a pensare a cosa poi andarono incontro migliaia dei nostri poveri soldati....
Molto bella anche la foto di Peiper a Reggio Emilia...che se la spassa alla grande!!!...
Ma nn dimentichiamo che anche Rommell transitò per Reggio Emilia dopo l'otto settembre...
..tante per fare un dispetto a voi di Parma...aggiungo io!!!
Tempo fa poi ebbi modo di parlare con un paio di reduci della battaglia che si tenne a Mantova tra l'8 e il 9 settembre, con cessazione dei combattimenti il 10. Li gli italiani erano armati anche di cannoni, e molti di loro erano reduci dalla Russia e, specialmente intorno alla stazione ci furono accaniti combattimenti, con morti da entrambi le parti...ma poi come finì lo sappiamo tutti, contro i carri tedeschi nn c'era nulla da fare
Un'ultimo aneddoto: un anziamo meccanico del mio paese mi ha raccontato che un carro tedesco rimase in panne diversi giorni dopo l'otto settembre. In attesa di riparazioni rimasero a guardia circa 10 giovani soldati che si recavano in officina per qualche lavoretto di riparazione. I giovani portavano al petto il nastrino della campagna di Russia ricorda, e avevano in dotazione tre camioncini che nn aveva mai visto. Erano con un sedile unico davanti e il cassone dietro. Questi camion erano di origine inglese, gli spiegarono i tedeschi, che avevano catturato sul fronte russo e che ora usavano in Italia...
...della serie le vie del Signore...

Stefano

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Io non ho girato il mondo, ma il mondo ha girato intorno a me.
 
» 3/10/2007 17:01 Profilo


FRANCY.RITTER Re: help tigre

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Dalle nostre parti non avremmo mai potuto contrastare i Tedeschi ,il sacrificio di questi eroici uomini non è purtroppo servito, visto che stazionava in quel pqriodo una (parte) tra le piú potenti unità corazzate dell'epoca , costituita poi da uomini risoluti,fanatici e spietati , ma anche in grado di combattere eccellentemente e con coraggio .

Sotto due Swimmwagen della LSSAH fotografata in Emilia ma no è specificato se a Parma o a Reggio Emilia o altro paese/Citta .

Collezione Privata ....










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» 3/10/2007 17:54 Profilo

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