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/  FINITO - Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur
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Undicesimo FINITO - Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

Colonnello




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Partecipo con questo kit che fra le varie livree permette di realizzare quella dell'aereo pilotato da Tito Falconi; che poi è quella raffigurata nella scatola. Di seguito la storia e il profilo di Falconi altro pilota pluridecorato di cui io stesso se non fosse stato per questo speciale e per questo kit preso semplicemente perchè volevo averlo nella collezione forse non avrei saputo nulla di più .... Invece leggere di Falconi è stato emozionante oltre che molto interessante e dispiace constatare ancora una volta (come già fatto notare da altri partecipanti allo speciale) come a volte la storia si interrompe, non si sa cosa abbiano fatto dopo la guerra cosa la vita abbia a loro riservato dopo aver servito con onore l'Italia. Di Falconi non si sà nemmeno se è ancora vivo o se è deceduto (oggi avrebbe 112 ... mah). La sua storia si interrompe con la fine della guerra ... forse perchè aveva aderito alla ANR e quindi essendo personaggio di spicco fastidioso e quindi meglio dimenticare .... molti in seguito ebbero ruoli anche importanti nella rinascente Italia ... ma di lui nulla si sà ... peccato. Ecco ora la sua storia:

TITO FALCONI
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Tito Falconi (Beausoleil, 15 luglio 1907 – ?) è stato un aviatore italiano. Pilota di grande esperienza della Regia Aeronautica, pluridecorato, partecipò alla Guerra d'Etiopia, alla Guerra civile spagnola e alla Seconda guerra mondiale. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana, entrando nella neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana in seno alla quale ricoprì l'incarico di Ispettore Generale della Caccia italiana. Il 27 agosto 1933 stabilì il primato mondiale di volo rovescio tra Saint Louis e Chicago.

Biografia

Nacque a Beausoleil, (dipartimento delle Alpi Marittime), Francia, il 15 luglio 1907, si arruolò nella Regia Aeronautica, venendo ammesso a frequentare la Regia Accademia Aeronautica di Caserta, Corso Drago. Passato in Servizio Permanente Effettivo (S.P.E.) il 1º ottobre 1928, uscì dall'Accademia con il grado di sottotenente nel 1929. Si brevettò pilota militare su diversi tipi di aerei, compresi gli idrovolanti e i dirigibili. Nel 1931 fu assegnato al 3º Stormo Caccia Terrestre dove ebbe modo di mettersi in luce per le sue eccezionali qualità di pilota. Nel settembre dello stesso anno fu assegnato alla nuova Sezione Alta Acrobazia costituita sull'aeroporto di Bresso, equipaggiata con velivoli da addestramento Breda Ba.19. Nel 1932 avvenne il suo debutto nella gare di acrobazia aerea sull'aeroporto di El Aouina, in Tunisia.

Le National Air Races del 1933

Nel 1933, con il grado di tenente, andò negli Stati Uniti d'America per partecipare alle National Air Races tenutesi tra il 1 e il 4 luglio a Los Angeles. Sbarcato dalla nave a New York si trasferì immediatamente in California dove trovò altri grandi piloti acrobatici: Ernst Udet, James Wendell  Al Williams e Milo Burcham detentore del record mondiale di volo rovescio conquistato a spese dell'italiano Willy Bocola nel mese di luglio. Durante le World Fair tenutesi a Chicago ingaggiò una sfida con il pilota statunitense Burcham per stabilire il primato mondiale di volo rovescio.

Il 13 agosto decollò dall'aeroporto di Los Angeles a bordo di un velivolo Caproni Ca.113 (matricola I-ACCA), e volando sul circuito Los Angeles-Santa Barbara-Los Angeles per 1h 15' e 20" stabilì il nuovo record mondiale. L'americano Burcham si riprese subito il record volando rovesciato su San Diego per 1h 38' e 45”. Il giorno seguente egli stabilì un nuovo record, volando da Los Angeles a Santa Barbara in 2h 8' e 54”. Il 18 agosto Burcham si riprese il record portandolo a 2h 20' e 23”. Durante il periodo trascorso in California ebbe modo di conoscere numerose celebrità di Hollywood come le attrici Jean Harlow e Mary Pickford e l'attore Harold Lloyd. Il 27 agosto stabilì nuovamente il primato mondiale di volo rovescio volando da Saint Louis a Chicago (420 km) in 3 ore, sei minuti e 39 secondi. Sei mesi dopo Burcham tentò nuovamente di battere il record, ma stabilì solamente il nuovo primato americano con 3h e 15”, ma lo conquistò definitivamente nel mese di dicembre.

Dopo essere rientrato in Italia, nel 1935 partecipò alla guerra d'Etiopia come comandante della 103ª Squadriglia basata a Gura (Eritrea), equipaggiata con i ricognitori IMAM Ro.37 Lince. Al comando di questa unità eseguì numerose missioni di ricognizione strategica, ma partecipò anche ad attacchi al suolo contro le truppe abissine, compresa la presa di Sardò. Durante un mitragliamento sul campo d'aviazione di Addis Abeba rimase gravemente ferito alla mascella sinistra da due colpi di mitragliatrice. Prese parte poi alla guerra civile spagnola combattendo come pilota da caccia nelle file della 32ª Squadriglia dell'Aviazione Legionaria, ottenendo alcune vittorie aeree. Rientrato in patria riprese servizio nelle file del 3º Stormo, allora equipaggiato con i caccia Fiat C.R.32.

La seconda guerra mondiale

All'atto dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 10 giugno 1940, comandava il 23º Gruppo del 3º Stormo Caccia Terrestre, equipaggiato coni caccia biplani Fiat C.R.42 Falco, basato sull'aeroporto di Cuneo-Cervere. L'altro gruppo dello Stormo, il 18º Gruppo caccia al comando del maggiore pilota Ferruccio Vosilla, era distribuito sugli aeroporti di Novi Ligure e Alessandria. Il suo reparto prese parte alla breve guerra contro la Francia operando sul fronte occidentale. Il 15 giugno partecipò ad una grande operazione di attacco contro gli aeroporti francesi della Francia meridionale. Il 9 luglio il 23º Gruppo fu trasferito a Comiso, in Sicilia per operare contro l'isola di Malta. Il 7 settembre reclamò l'abbattimento di un caccia Hawker Hurricane del No.261 Squadron su La Valletta.

Il 16 dicembre il reparto, ora Gruppo Autonomo, fu trasferito a Tripoli, in Africa settentrionale. Il 5 gennaio 1941 venne promosso al grado di tenente colonnello. Il 1º marzo il reparto, ormai decimato dalle operazioni belliche ritorno in Italia, per riequipaggiarsi con i monoplani Aermacchi C.200 Saetta, ma verso la fine del mese il 23º Gruppo fu nuovamente trasferito in Sicilia per operare contro Malta. Nel corso di questo periodo egli effettuò alcune missioni di caccia notturna su Palermo volando a bordo di un C.200 dipinto di nero. Nel mese di maggio del 1942 assunse il comando del 3º Stormo, mentre il reparto iniziava a ricevere i nuovi caccia Aermacchi C.202 Folgore, e ritornava in Africa settentrionale, basandosi sull'aeroporto di Abu Haggag, per opere in seno alla 5ª Squadra aerea. Al comando del 3º Stormo prese parte alle fasi finali della campagna in Africa settentrionale, combattendo anche in Tunisia. Alla fine del mese di marzo del 1943 lo Stormo rientrò in Italia, riposizionandosi a Caselle Torinese. Con l'invasione del territorio nazionale lo Stormo fu rimandato in prima linea, schierandosi sull'Aeroporto di Furbara-Cerveteri, mentre arrivavano i primi esemplari del nuovo caccia Aermacchi C.205 Veltro.

Nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana

L'8 settembre dello stesso anno venne firmato l'armistizio con gli anglo-americani, e i piloti del 3º Stormo diedero alle fiamme i propri velivoli per non farli catturare dai tedeschi. Pochi giorni dopo ebbe un incontro a Roma con il generale di brigata aerea Arrigo Tessari (comandante del 53º Stormo), il colonnello Ernesto Botto (comandante della Scuola Caccia di Gorizia) e a vari altri ufficiali come il colonnello Angelo Tondi, pilota personale di Mussolini, sull'opportunità di costituire una "legione straniera aerea" al fianco della Luftwaffe che, sebbene vi fosse una diffidenza maturata da alcuni ufficiali verso i tedeschi che avevano già internato migliaia di militari italiani, tale opportunità era vista come l'unica possibilità per continuare a combattere le aviazioni Alleate che stavano bombardando il suolo dell'Italia. Aderì quindi alla Repubblica Sociale Italiana, ed entrò nella neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana, per cui nel mese di ottobre il Feldmaresciallo Albert Kesselring lo nominò Ispettore Generale della Caccia Italiana con il compito di costituire i primi reparti da caccia dell'A.N.R.

Dopo le dimissioni del colonnello Botto dalla carica di Segretario di stato per l'aviazione, il quale era entrato in aperto contrasto con il gerarca Roberto Farinacci e il comandante della 2ª Luftflotte, Feldmaresciallo Wolfram von Richthofen, venne nominato al suo posto il generale di brigata aerea Arrigo Tessari. Quest'ultimo era apertamente filotedesco e cercò di favorire l'annessione dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana in seno alla Luftwaffe, appoggiato in questa decisione sia da Falconi che dal colonnello Fagnani. Il 25 agosto 1944 von Richthofen diede il via alla Operazione Phoenix, che verteva nell'incorporamento dell'A.N.R. in seno alla Luftwaffe con la costituzione della Legione Azzurra. La strenua opposizione al progetto del nuovo Sottosegretario di stato all'aeronautica Manlio Molfese diede il tempo a Mussolini di ottenere da Hitler l'annullamento di tale tentativo. Il fallimento dell'Operazione Phoenix portò all'esautorazione di von Richthofen, e alla sua sostituzione, avvenuta il 6 settembre, con il generale di origine bavarese Maximilian Ritter Pohl.
 

Onorificenze

 

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia

 

«Pilota da caccia di grande perizia, combattente tra i più valorosi, sempre primo nelle imprese più difficili e rischiose, affrontava con serena audacia le maggiori insidie del nemico. Comandante di un gruppo da caccia, sapeva portarne l'efficienza ad un grado elevatissimo e farne uno strumento agile pronto che, durante un anno e mezzo di guerra, svolgeva intensissima, mirabile attività, recando un contributo notevole all'affermazione delle nostre armi sul nemico. Fronte occidentale, A.S.I- Fronte del Mediterraneo Centrale, giugno 1940-XVIII- novembre 1941-XX. »
— Regio Decreto 4 agosto 1942

 

Medaglia d'argento al valor militare

 

«Pilota di eccezionale valentia ed ardimento, comandante di gruppo da caccia dotato delle più alte qualità, preparava e conduceva i suoi piloti ai più aspri cimenti, conseguendo brillantissime affermazioni. In crociere su mare aperto, in accaniti combattimenti, in audaci mitragliamenti al suolo su munite basi avversarie, alla testa delle sue squadriglie, era sempre animatore, guida ed esempio di fulgide virtù militari. Cielo del Mediterraneo Centrale, luglio-novembre 1940
— Regio Decreto 11 febbraio 1941-XIX

 

Medaglia d'argento al valor militare

 

«Capitano pilota, comandante di una Squadriglia da ricognizione strategica incaricata di impedire il movimento degli apparecchi nemici nella zona di Dessiè, si spingeva con una pattuglia di cinque velivoli, dalla base avanzata sul fronte dancalo, sul campo d'aviazione di Addis Abeba e vi distruggeva due velivoli etiopici. Ferito al viso dalla violenta reazione antiaerea avversaria, si mantenava sul campo d'aviazione nemico per consentire che i propri dipendenti potessero ultimare l'azione. Stremato di forze per la forte perdita di sangue, affidava al motorista i comandi di pilotaggio del velivolo, che riprendeva, in uno sforzo supremo al momento della manovra di atterraggio sul campo di Sardò. Cielo di Addis Abeba, 4 aprile 1936

 

Medaglia d'argento al valor militare

   

 

Medaglia di bronzo al valor militare

 

«Pilota da caccia abile e valoroso, partecipava ad aspri combattimenti su munite e lontane basi nemiche concorrendo efficacemente alla distruzione di numerosi velivoli. Cielo di Hyéres e Cuers Pierrefeu, 13-15 giugno 1940.»

 

Croce al merito di guerra (2 concessioni)

   

 

Medaglia di bronzo al valore aeronautico

   

 

Cavaliere dell'ordine coloniale della Stella d'Italia

 

— Regio Decreto 29 novembre 1936

 

Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa Orientale

   

 

Medaglia commemorativa della campagna di Spagna (1936-1939)

   

 

Medaglia di benemerenza per i volontari della campagna dell'Africa Orientale (1935-1936)

   

 

Medaglia commemorativa della spedizione in Albania

   
 

Avanzamento per merito di guerra

 

— Regio Decreto 5 giugno 1941



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» 12/10/2019 12:42 Profilo


GP1964FG Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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 Sono rimasto a bocca aperta nel leggere le note storiche di questo pilota. Una personalità di primissimo piano, un combattente che, in nome di ideali quali Patria ed Onore, si schierò purtroppo dalla parte sbagliata.
Come molti piloti e uomini che in quei tragici eventi credettero di continuare a difendere l'Italia dal nemico "storico", evidentemente anch'egli subì quella sorta di "cancellazione dalla storia" per tanti anni inflitta agli ex appartenenti alla Repubblica di Salò.
Spero che, a distanza di quasi un secolo, si riesca a restituire il giusto rispetto per chi, in buona fede, combatté per l'Italia,  anche se dalla parte opposta della barricata.

Ciao
Gianfranco 


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» 13/10/2019 10:45 Profilo


syerra Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Soggetto molto particolare così come il personaggio di Tito Falconi, e poi il Nardino è sempre delizioso!


Quote:

GP1964FG ha scritto:
Sono rimasto a bocca aperta nel leggere le note storiche di questo pilota. Una personalità di primissimo piano, un combattente che, in nome di ideali quali Patria ed Onore, si schierò purtroppo dalla parte sbagliata.
Come molti piloti e uomini che in quei tragici eventi credettero di continuare a difendere l'Italia dal nemico "storico", evidentemente anch'egli subì quella sorta di "cancellazione dalla storia" per tanti anni inflitta agli ex appartenenti alla Repubblica di Salò.
Spero che, a distanza di quasi un secolo, si riesca a restituire il giusto rispetto per chi, in buona fede, combatté per l'Italia,  anche se dalla parte opposta della barricata.

Ciao
Gianfranco 


Una nota a mio avviso stonata, inappropriata e poco felice, è quella relativa "al purtroppo si schierò dalla parte sbagliata"... sbagliata per chi?! chi sa qual'era la parte giusta e quella sbagliata?!?... credo che le scelte dell'epoca, già molto difficili e personali, erano legati a valori su cui nessuno può arrogarsi il diritto di decidere "il giusto e sbagliato"!!! Quindi se ancora a distanza di tutti questi anni si parla di "scelta sbagliata" da un lato e dall'altro, evidentemente non si è riusciti ancora a trarre l'essenza profonda di alcuni valori, compreso quello della vita stessa! :-( :-(

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        un siculo saluto !!!
                                Gianni.


   



    
 
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» 13/10/2019 13:09 Profilo


Lamb Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Ciao Gianfranco,
Una precisazione scherzosa,  magari intendevi altro ma il nemico 'storico' degli Italiani, sin dai tempi della foresta di Teotoburgo, o piu' recentemente nelle guerre di indipendenza sono i popoli di lingua tedesca...
🤗

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» 13/10/2019 15:57 Visita il mio spazio Profilo


GP1964FG Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Da: Foggia


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 Oh mio Dio.... che casino ho combinato!
La mia intenzione non era assolutamente quella di esprimere un giudizio sulle scelte che vennero fatte in quei momenti così tragici e sicuramente confusi, ne quella di fare in qualche modo politica.
Non è questo il luogo e l'occasione giusta, indubbiamente; stiamo parlando di un modellino da fare e ricordando un pilota pluridecorato della Regia, che è lo scopo di questo GB.
Sicuramente per la fretta ho scritto in modo ambiguo e impreciso quelle poche frasi; di questo chiedo scusa a chi ho involontariamente offeso o indignato.

Io volevo solo dire che molti uomini, pur con una storia gloriosa alle spalle, pluridecorati e molto noti e celebrati in Italia e all'estero all'epoca dei fatti (addirittura in questo caso abbiamo un recordman, celebrato come un divo e fotografato a fianco a famose celebrità hollywoodiane), vennero totalmente dimenticati nel dopoguerra, per una scelta che si rivelò perdente. La storia, quasi sempre, è scritta dai vincitori...
E' quella che gli antichi romani chiamavano damnatio memorie, la condanna alla cancellazione di qualsiasi ricordo o testimonianza storica che riguardava una persona illustre (ad esempio, un imperatore...) ritenuta a torto o a ragione colpevole di gravi crimini contro il suo popolo.
Ripeto, non è mia intenzione giudicare se una certa scelta fosse in quel momento giusta o sbagliata, ma certamente tale scelta ha comportato, per decenni, una volontà di cancellare anche la memoria di persone o di cose successe, senza indagare le ragioni personali dei singoli e fare i necessari distinguo tra chi rischiò, e spesso sacrificò, la vita per difendere le case e la gente da chi commise delle nefandezze e dei crimini di guerra.


Riguardo al nemico "storico", intendevo con le virgolette ( e pensavo fosse chiaro dal contesto) far riferimento a quelli che erano stati i nemici fino all'8 Settembre 1943, ossia gli angloamericani. Non intendevo andare indietro con la storia così tanto, fino al Risorgimento o addirittura all'Impero romano!
Molti italiani che prima dell'armistizio avevano combattuto contro gli angloamericani, avevano perso un familiare o erano stati feriti loro stessi, improvvisamente si sono trovati a decidere se cambiare lato del fronte o continuare con i tedeschi, rimanendo fedeli alla precedente alleanza.
Non fu di sicuro una scelta facile, ma è evidente che chi scelse di continuare a lottare contro gli Alleati, ha poi subito le conseguenze negative della sconfitta.


Ciao
Gianfranco


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» 13/10/2019 20:46 Profilo


syerra Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Gianfranco premesso che non mi hai ne offeso ne indignato e che il mio non vuole essere un rimbrotto o far polemica o peggio ancora far politica in questo contesto... consentimi però il dubbio "di chi legge" che appariva come uno volersi schierare! Ad ogni buon conto sappiamo benissimo che in qualsiasi "duello" lo sconfitto ne subisce le conseguenze e su questo nulla di nuovo..."Vae Victis" come riportarono Tito Livio e in seguito anche Marco Porcio Catone nei loro scritti relativi il fatto e la frase enunciata dal barbaro Brenno!!!
Riguardo alle nefandezze purtroppo chi più chi meno durante qualsiasi conflitto armato si macchia di azioni davvero deplorevoli che, camuffati come normali fatti di guerra, nulla hanno a che fare con i "codici" che la regolamentano (ma questo è altro discorso ancora).
Sul nemico storico devo confermare che è appunto il teutonico Austro-Tedesco... ;-) Quindi concludendo, come soleva dire il buon Mike nazionale, anch'io concordo con te circa la "revisione" dei combattenti sconfitti... altrimenti a mio avviso i veri sconfitti saremo noi e le nostre future generazioni! Buon modellismo a te Gianfranco ;-)

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                                Gianni.


   



    
 
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» 14/10/2019 11:37 Profilo


Michele Raus Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Grazie per la esauriente presentazione storica e benvenuto nello Speciale con questo bel soggetto.



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» 15/10/2019 23:40 Visita il mio spazio Profilo Visita il sito Web


Undicesimo Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Eccomi qua con i primi aggiornamenti sui lavori ...
















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AndRoby Re: Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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Bel lavoretto!
Quando feci il mio gli tagliai gli scarichi inferiori per rifarli. Occhio anche al tettuccio e alle gambe del carrello.
https://www.modellismopiu.net/m+gallerie/main.php?g2_itemId=190840
Roby

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Undicesimo Re: FINITO - Tito Falconi - Nardi F.N. 305 - 1/72 - Azur

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A pochi giorni dal termine ecco le ultime foto del lavoro assieme alle foto finali del modellino:






























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