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/  Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito Italiano
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Pierantonio Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito Ital

Colonnello




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Lo spunto per la realizzazione di questo modello mi era venuto al momento dell’uscita del modello Takom dedicato al carro M60A1 RISE/PASSIVE ERA quando Fabio D’Inzeo aveva chiesto se e come era possibile convertire questo modello in uno dei carri utilizzati dall’Esercito Italiano che, come sappiamo, utilizzò solo carri allo standard iniziale, senza apportare alcuna delle modifiche introdotte dagli americani e riprodotte nel modello Takom.
La scatola di partenza è questa:



Della quale ho già parlato in altro articolo.
Ulteriore spunto per la realizzazione mi è venuto dopo una ricerca d’archivio in seguito alla quale ho reperito questa foto



La foto fu scattata intorno al 1986 e ritrae un carro del 7° Battaglione Carri “M.O. Di Dio” inquadrato nella brigata meccanizzata Garibaldi, posta alle dipendenze della Divisione Corazzata ARIETE (Stanag 5314 e targa EI 115407).
Come si può vedere il carro è stato dipinto con una mimetica improvvisata come in quel periodo avvenne per svariati reparti probabilmente nel tentativo fatto dall’esercito per ricercare una mimetica che potesse rivelarsi efficace.
Ho scelto questo carro anche perché dispone solamente dei retrovisori e non della fanaleria aggiuntiva già installata sui carri al suo fianco e ciò al fine di risparmiare alcuni interventi che qui non mi interessava riprodurre.
E’ evidente che se si volesse riprodurre dei carri nei periodi successivi è necessario installare la fanaleria aggiuntiva, i lanciatori dei fumogeni ed il trattamento antisdrucciolo come già riportato nell’articolo dedicato al modello dell’AFV.

Colgo l’occasione per alcune considerazioni sugli STANAG nel periodo in oggetto che seguono quelle già riportate nell’articolo dedicato alla versione ERA.

La prima importante variazione agli Stanag dei reparti si ebbe nel 1975 a seguito della prima grande ristrutturazione della forza armata che vide il mantenimento delle divisione, la creazione delle brigate e l’indipendenza dei battaglioni (orima inseriti in reggimenti a loro volta alle dipendenze delle divisioni). Questa variante rimase in uso fino al 1986 quando l’esercito subì un’ulteriore ristrutturazione.
Gran parte della descrizione ricalca quella fatta precedentemente in quanto la grande differenza era nel numerale presente.
Negli Stanag la parte superiore rappresentava lo stemma della divisione d’appartenenza.
La parte inferiore aveva come sfondo il colore d’arma o specialità (rosso/blu per i corazzati, rosso per la fanteria, cremisi per i bersaglieri, giallo per l’artiglieria e via dicendo), facevano eccezione i reparti di cavalleria per i quali lo sfondo era il colore storicamente assegnato al reparto (giallo per Genova Cavalleria (4°), rosso per Piemonte Cavalleria (2°), rosso/blu a bande orizzontali per i Cavalleggeri di Treviso (28°), nero per i Lancieri d’Aosta (6°), ecc.).
Su tale campitura era riportata una sigla contenente solo numeri oppure lettere e numeri.
Gli STANAG che iniziavano con un numero indicavano reparti dipendenti dai corpi d’armata per cui 3,4,5 rispettivamente per il 3°, 4° e 5° corpo d’armata mentre il numero 1 era assegnato ai i CC e il 2 all'artiglieria c/a.
Il secondo numero indicava la divisione alle cui dipendenze era posta la brigata
Per il 5° CdA, alle cui dipendenze era posta la divisione ARIETE, si aveva

Divisione meccanizzata Mantova 51XX
Divisione meccanizzata Folgore (*) 52XX (**)
Divisione corazzata Ariete 53XX
Supporti di CdA 50XX

(*) da non confondersi con l’omonima brigata paracadutisti
(**) il Comando Truppe Anfibie Lagunari era all’epoca alle dipendenze della divisione Folgore quale supporto divisionale ma manteneva nella parte superiore dello Stanag l’emblema di specialità e non quello della divisione.

La terza cifra indicava la brigata e per l’Ariete si aveva

brigata meccanizzata GARIBALDI 531X
brigata corazzata MAMELI 532X
brigata corazzata MANIN 533X

Facevano eccezione alla suddetta numerazione:
- i reparti di supporto divisionale che nell’Ariete assumevano Stanag 530X o 534X (tra i quali il GED, gruppo esplorante divisionale, sempre costituito da un Gruppo Squadroni che per l’Ariete era rappresentato dal Gruppo Squadroni CAVALLEGGERI GUIDE (19°) con stanag 5301,
- i BAR (battaglioni addestramento reclute) ed i battaglioni fanteria d’arresto (assegnati alle divisioni solo a fini amministrativi) che in questo caso assumevano stanag 536X

La quarta cifra identificava i singoli battaglioni delle brigate con il criterio d'ordine costituito dalla specialità prevalente dell'unità e l’anzianità di costituzione.
Riferendosi ai battaglioni carri dell’ARIETE (tutti dotati di M60A1) si aveva:

7° btg. cr. “M.O. Di Dio” 5314
3° btg. cr. “M.O. Galas” 5321
5° btg. cr. “M.O. Chiamenti” 5322
8° btg. cr. “M.O. Secchiaroli” 5331
10° btg. cr. “M.O. Bruno” 5332

La struttura tipica di una brigata corazzata era:
- Un reparto comando trasmissioni,
- Due battaglioni carri,
- Un battaglione fanteria meccanizzato (bersaglieri),
- Un gruppo artiglieria campale semovente,
- Un battaglione logistico,
- Una compagnia controcarri,
- Una compagnia genio pionieri.
La differenza tra la brigata meccanizzata e quella corazzata era nella presenza di un battaglione carri e due battaglioni meccanizzati invece di due carri e uno meccanizzato.

Venendo ora al modello premetto che la mia prima intenzione era quella di recuperare il maggior numero possibile di parti da un vecchio M60A1 dell’ESCI (ora Italeri/Revell) ma le considerazioni valgono anche per il modello Tamiya/Academy) ma alla fine, per motivi che poi indicherò, la cosa si è limitata praticamente alle sole ruote e qualche altro pezzo. Di fatto la conversione è possibile anche senza il modello ESCI ma non si è rivelata per nulla banale.
Vediamo i vari particolari iniziando con lo scafo.

RUOTE MOTRICI

Come già fatto per il modello AFV, per modificare le ruote Takom in quelle piatte dei carri dell’EI basta limarne la superficie.




GANCI DI ANCORAGGIO

I carri italiani avevano i ganci di ancoraggio verticali (primo tipo installato) mentre Takom propone quelli orizzontali adottati già negli anni ’60. I ganci sono proposti sia da Italeri che Tamiya ma, avendoli già utilizzati sul modello AFV, sono stato costretto a ricavarli da copie in resina di quelli di un M48A3 Tamiya. Nelle foto presenti su Ferrea Mole e qui di seguito si vede la loro posizione







RUOTE DEL TRENO DI ROTOLAMENTO

I carri italiani adottavano un tipo iniziale a costruzione mista alluminio/acciaio mentre Takom propone solo quelle adottate in seguito totalmente in acciao e identiche a quelle installate sul carro M48.
Per ottenere le nuove ruote si può operare in vari modi:
1) Acquistare il set della Panzer Art 35-129,
2) Adattare la ruota esterna Italeri/Tamiya a quella interna Takom dato che hanno lo stesso diametro. Il problema è che la forma delle due ruote è leggermente diversa e la parte interna risulta diversa da quella interna,
3) Adattare le ruote Italeri tagliando a 3,5 mm di altezza il tamburo di fissaggio. Qui il problema è tagliare alla giusta altezza il tamburo oltre al fatto che ci si ritrova un interno ruota non proprio preciso.
4) Realizzare un adattatore per collegare direttamente le ruote Italeri ai bracci della sospensione Takom.
Io, tanto per passare il tempo, ho scelto questa ultima strada realizzando gli adattatori con stampa 3D. Per il montaggio ho realizzato una semplice dima a tre griffe con dei mattoncini LEGO.













FILTRI ARIA

Takom offre l’ultimo tipo di filtro installato ovvero il modello blindato in acciaio con cartuccia a caricamento verticale secondo tipo (ATLAC - Armored Top Loading Air Cleaner) dotati del dispositivo ottico che indicava il livello di intasamento del filtro (Air Restriction Gauge), a sua volta protetto da una piccola struttura metallica (Air Restriction Gauge Guard).
I carri italiani ebbero invece sempre e solo sempre e solo la versione iniziale in alluminio non blindata con cartuccia a caricamento laterale e maniglia d’apertura semplificata.
La prima idea che mi era venuta è stata quella di utilizzare i filtri del modello Italeri previa sostituzione della maniglia d’apertura dato che la casa italiana (ma anche Tamiya) dà la versione immediatamente successiva. Purtroppo i filtri si sono rivelati 1,5 mm più stretti di quanto avrebbero dovuto essere per cui non potevano essere direttamente installati. Avevo iniziato la modifica degli stessi ma alla fine ho perso la pazienza a furia di incollare pezzi di plastica e così ho preferito riprogettare la struttura e farla stampare in 3D. Ho poi aggiunto i terminali lato motore di Takom ed alcuni particolari che non mi sono fidato di far stampare in 3D

















SUPPORTO PARAFANGO POSTERIORE E TELEFONO ESTERNO

Gli ultimi M60A1 dell’EI avevano il supporto posteriore destro diverso da quello dei carri precedenti e di tutti gli M60 che abbia visto. Avevo dimenticato di riprodurlo sul modello AFV ma qui ho provveduto. Data la sua forma con molti fori ho preferito progettare anche questo al CAD e farlo stampare in 3D anche per testare le capacità del server che utilizzo per il servizio. Il risultato è stato a dire il vero interessante.
Il telefono esterno va posizionato sul parafango, vanno ricostruiti i supporti ed il collegamento allo scafo.









SCARICO RISCALDATORE DELL’EQUIPAGGIO

Va ricostruita la protezione dello scarico, eliminata sui carri dotati di corazze ERA. Nelle foto si vede anche la nuova protezione dell’attacco dello scarico della pompa di sentina ed i supporti dei retrovisori.







PORTELLO PILOTA

Takom (ma anche Italeri e Tamiya) riproduce il portello adattato al visore notturno passivo ma i carri italiani ebbero sempre il primo tipo per il visore attivo IR. Qui c’è poca da fare: bisogna ricostruirlo dal nulla. Io ho seguito la strada di riprodurre con la stampa 3D la base e con una copia in resina del visore del servente del portello Italeri, la parte superiore.







I CINGOLI T97E2

Takom propone i cingoli T142 con maglia in acciaio e pattini rimovibili in gomma ma per i carri italiani è necessario installare il precedente modello T97E2 con maglia in gomma. Come fatto in precedenza utilizzerò quelli della AFV (codice FV35005) in commercio da anni e che avevo in deposito. In tal caso è necessario stuccare i segni degli estrattori presenti su ciascuna maglia. Ricordo ancora che, dato il tipo di plastica usato da AFV, è necessario usare per colorazione ed invecchiamento solo prodotti a base acquosa. Se usata prodotti a solvente i connettori si bloccheranno e non riuscirete più a piegarli. Tenete inoltre presente che non dovete assolutamente incollare la ruota motrice e quella di rinvio prima di averli posizionati perché se è difficile farli passare tra parafango e ruota di rinvio, è impossibile farlo tra esso e la ruota motrice.

Nella prossima parte dell’articolo affronterò l’adattamento della torretta.

Ciao
Pierantonio
» 23/2/2019 23:52 Profilo Visita il sito Web


GP1964FG Re: Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito

Generale di divisione aerea




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 Come sempre ti seguo con ammirazione ed estremo interesse. I tuoi W.I.P. sono dei veri corsi di modellismo.
Mi accorgo che oggi le tecniche sono diventate molto impegnative; il ricorso alla stampa 3D implica conoscenze di CAD e elaborazione grafica non da tutti, specie per chi, come me, ha davvero poco tempo da dedicare all'hobby.
Spero che prenda forza il mercato degli aftermarket, magari con ditte italiane che aiutino a realizzare i mezzi italiani fornendo i particolari necessari.

Ciao 
Gianfranco 

--
» 24/2/2019 09:50 Profilo


stephaneT Re: Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito






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 Sono senza parole . Questo è modellismo super professionale, un livello da me sconosciuto.  Anche non essendo un carrista seguiro i tuoi post con molto interesse. Complimenti 
» 24/2/2019 10:13 Profilo


Pierantonio Re: Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito

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Veniamo ora alla torretta. Ho sostituito quello del kit, non molto dettagliato, con quello in resina del kit Legend per il modello AFV. Per prima cosa è necessario forare la parte anteriore per far passare il cannone fornito da Takom. Il foro deve essere un po’ largo perché anche in questo caso la resina è realizzata per posizionare il cannone leggermente puntato in alto, probabilmente per consentire il fissaggio alla rizza posteriore, e quindi serve lo spazio per averlo ad “alzo zero” Per adattare la resina al modello serve solo un po’ di stucco bicomponente per raccordarla. La fotoincisione attorno al telo è quella Takom. Vanno ricostruiti i due perni di fissaggio del proiettore luce bianca/IR che Legend non fornisce dato che AVF li dà come parti separate. Attenzione al fissaggio dei due maniglioni di sollevamento anteriori dato hanno un verso preferenziale di fissaggio. I corrimano laterali sono stati realizzati con dei montanti in ottone e traversi in plasticard. I supporti dei cavi di traino provengono dal set Legend. Il supporto per il fustino dell’acqua è stato realizzato con la stampa 3D ottimizzandolo per le taniche di Tasca Modellismo così come il supporto posteriore del proiettore. Vanno poi ricostruiti i due blocchi che impedivano alla mitragliatrice del capocarro di sparare nella zona occupata dal proiettore. Il traverso del supporto posteriore è stato realizzato in carta. Trovate il PDF nell’articolo dedicato al modello AFV. Ancora con la stampa 3D è stato realizzato il supporto presente sul cesto posteriore destinato a supportare il dispositivo per i guadi profondi (mai acquisito da EI). Questa volta ho ottenuto risultati miglioro, ma non perfetti, nella realizzazione del cesto della torretta utilizzando alcune dime per mantenere verticali i montanti durante l’incollaggio dei traversi. Per facilitare il lavoro ho preventivamente eliminato le barre orizzontali dei montanti che creano solo ostacolo al fissaggio delle fotoincisioni. Ho anche eliminato le predisposizioni per l’incollaggio dei montanti alla torretta e dei traversi ai montanti. Non c’è verso di incollare la fotoincisione verticale in modo corretto perché resta sempre troppo rigida ed è necessario anche tagliarne un po’ i bordi per adattarla meglio. Per la torretta del capocarro ho utilizzato le parti Takom aggiungendo il telo del set Legend il cui adattamento è stato in verità molto più complesso di quello del telo del cannone e alcune parti interne sia Legend che autocostruite. L’interno serve solo a dare un’idea della sistemazione reale perché prevedo di inserire un figurino che dovrebbe nascondere un po’ il tutto.
» 3/3/2019 10:31 Profilo Visita il sito Web


Pierantonio Re: Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito

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Finalmente ho concluso la colorazione e questa sera ho applicato le decals per un carro del 7° Battaglione Carri M.O. DI DIO










» 20/5/2020 22:34 Profilo Visita il sito Web


Pierantonio Re: Conversione M60A1 ERA (Takom) in un carro dell’Esercito

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Ciao
Pierantonio




















» 18/9/2020 18:08 Profilo Visita il sito Web

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