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/  Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie
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GP1964FG Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Generale di divisione aerea




Registrato dal: 17/1/2009
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Da: Foggia


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 Chiedo l'iscrizione a questa bellissima iniziativa, proponendomi di realizzare un Macchi C202 della I serie Breda, pilotato dal capitano Giuseppe Pesola nell'ultimo combattimento da lui sostenuto, il 15 marzo 1942.

IL PILOTA

Il nome di questo pilota, mio parente (zio di mio padre), purtroppo non è molto noto agli appassionati di storia della Regia, e ancor meno ai suoi concittadini di Foggia, che passano ignari ogni giorno su una via a lui dedicata in una zona centralissima della città.
Eppure il capitano Pesola risulta essere il pilota più decorato della Capitanata, con 3 medaglie d'argento V.M., una di bronzo V. M. , una Croce di Ferro di II classe tedesca, e due ulteriori medaglie assegnate dopo la sua morte, oltre ad un encomio solenne e alla promozione "sul campo" al grado di capitano, per meriti di guerra.
La sua storia è stata raccontata ultimamente da Giovanni Massimello in un bell'articolo pubblicato su Storia Militare n.251 dell'Agosto 2014. Io cercherò di sintetizzare la storia il più possibile, rimandando chi fosse interessato alla lettura di questo bellissimo articolo.
Nato a Foggia il 25/5/1915, è il sesto di sei figli in una famiglia di condizioni modeste. Grazie comunque alla benevolenza della ricca e importante famiglia Pepe, il ragazzo riesce a studiare e a diplomarsi con ottimi risultati.
Ma il suo sogno è da sempre quello di volare, stimolato forse dalla vicinanza del grande aeroporto militare Gino Lisa e dall'eco delle grandi imprese aviatorie italiane degli anni '20 e '30 del secolo scorso.
Inoltre si dedica con feroce determinazione alla ginnastica, eccellendo nel volteggio agli anelli e sulle parallele, per "allungarsi".
Nel 1934 fa domanda di ammissione in Accademia a Caserta, superando brillantemente ogni prova e venendo ammesso al corso Pegaso. Alla fine degli studi risulta tra i migliori del suo corso, e viene quindi destinato direttamente all'eccellenza della Regia aeronautica, il 1° Stormo Caccia, 79^ Squadriglia, a Campoformido.
Pur non risultando ufficialmente tra i nomi dei piloti della pattuglia acrobatica del reparto, si mette in evidenza per la grande abilità nel pilotaggio e nell'acrobazia aerea, "pane quotidiano" per i piloti da caccia dell'epoca. Tutte le squadriglie partecipavano comunque alle grandi manovre ed alle esibizioni di quegli anni, esibendosi in voli in formazione stretta e in manovre acrobatiche di gruppo.
La sua squadriglia è tra le prime a passare dai biplani CR 32 e 42 ai nuovi Macchi C200, e in vista delle ostilità il 6° Gruppo viene trasferito in Sicilia per le operazioni contro Malta.
Allo scoppio della guerra, lo zio sarà il primo pilota italiano a combattere contro uno dei difensori dell'isola, in uno scontro (descritto su internet sulla base della relazione del pilota inglese "Timber" Wood) dal sapore di altri tempi....
Dopo un anno circa, il reparto viene sostituito e rientra a Campoformido per passare (ancora una volta per primi) sul nuovo Macchi C202. A Novembre 1941 lo Stormo viene mandato in Libia, operando in stretta collaborazione con i reparti tedeschi. Giuseppe Pesola viene promosso capitano, insignito di ulteriore medaglia d'argento e decorato anche con la massima onorificenza che i tedeschi assegnavano ai loro alleati.
Il 15/03/1942, durante un pesante bombardamento britannico sul campo di Martuba, riesce a decollare per attaccare a sua volta. Con un aereo che già sapeva avere un motore molto sfruttato e in cattive condizioni, riesce ad intercettare la formazione alleata e si scontra con la scorta avversaria, da solo. Non ci sono testimonianze, ma pare che sia riuscito ad abbattere un P40 e a danneggiarne altri due. Attaccato a sua volta, vola verso il mare e poi sul mare, a due metri dalla superficie, evitando le raffiche dell'avversario, che riesce comunque a colpire il radiatore dell'olio motore, prima di tornare indietro. Con il motore quasi fuso, si dirige nuovamente verso terra, e atterra senza carrello tra le dune di sabbia, in territorio nemico. Il giorno dopo verrà catturato e inviato ad Alessandria per la detenzione in campo di concentramento.
Riesce a fuggire con altri grazie ad un tunnel che fa scavare nella roccia, e per oltre un anno si nasconde al Cairo, cercando in ogni modo di rientrare in Italia e di tornare a volare. Viene tradito ed arrestato, e viene avviato un processo nei suoi confronti, sospeso però per l'Armistizio.
Si apre la possibilità di rientrare in Italia per combattere ancora, questa volta al fianco di nuovi alleati, e lui fa immediatamente domanda. Rientrato dopo circa un anno di attesa in Italia, viene sottoposto a indagini da parte di una commissione italiana per valutare il suo comportamento (ed è grazie a questo che abbiamo una vivida testimonianza di prima mano dell'ultimo scontro e della successiva prigionia, dalla relazione che lui stesso presento alla commissione d'indagine). Viene giudicato "incensurabile" e viene immediatamente assegnato ad un'unità della Aeronautica Italiana Cobelligerante, al comando della 93^ squadriglia del 5° Stormo, a Leverano. Ma deve fare il volo di "ripresa", dopo due anni circa di fermo forzato. Gli viene prestato un Macchi 202, una macchina con oltre un anno e mezzo di vita operativa, revisionata...come poteva essere revisionato un aereo nelle condizioni disperate della nostra aeronautica al Sud alla fine del 1944!
Si alza in volo e si porta sul vicino campo di Galatina, seguito dagli sguardi ammirati del giovane pilota Adelmo Rigoli, che descriverà con estrema precisione e commozione questo ultimo tragico volo.
Si può solo immaginare la gioia di un pilota che torna a volare dopo due anni, e soprattutto di un pilota che era stato un asso (non riconosciuto purtroppo ufficialmente come tale, per le regole strettissime valide in Italia ma non per altre aviazioni), ed un pilota di grande esperienza e capacità acrobatiche indiscusse.
Esegue quindi diverse figure acrobatiche, ma purtroppo durante una di queste il motore cede, e non c'è nulla da fare. Rigoli lo vede precipitare, corre lui e alcuni americani, ma non può fare nulla per salvare il pilota schiantatosi a terra, con l'aereo che va in mille pezzi e si incendia.
Muore così, il 14/11/1944, il capitano pilota Giuseppe Pesola, a soli 29 anni.

IL KIT

L'aereo che vorrei riprodurre è il 79-5 MM 7885, un Breda della I serie, che appare nell'articolo citato di Giovanni Massimello. E' l'aereo su cui volò in Africa, quello dell'ultimo scontro.
Utilizzerò il kit Eduard, riedizione dell'Hasegawa in 1/48, completo di tutti gli accessori e soprattutto con le istruzioni molto ben fatte, che dovrebbero consentirmi di lavorare con una certa tranquillità apportanto gli "aggiustamenti" necessari per ottenere un I serie. Parte delle decals sono di un foglio Skymodel, per le altre...mi devo arrangiare!

Grazie per l'attenzione
Gianfranco Pesola

--
   


» 10/1/2019 11:50 Profilo


Michele Raus Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Webmaster




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Grazie per averci riportato la storia di questo tuo prestigioso Zio.
Mette tristezza una fine così ingiusta, ma purtroppo non è l'unico.
Aggiungo subito il suo nome alla lista e ti auguro buon divertimento nella modellazione del suo aereo.



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» 10/1/2019 12:34 Visita il mio spazio Profilo Visita il sito Web


MG42 Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Generale di squadra aerea




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Da: Caput Mundi


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Storia molto affascinanti che coinvolge gli appassionatidel G.I.S., Rispetto e Onore al Capitano Giuseppe Pesola ad, al suo Nipote molto orgoglioso che ha condiviso questa bellissima storia con noi !!! Grazie !!!

Enrico


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enricoMariaMG42

Gallerie   MM 1289   

     

Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci !!!

» 10/1/2019 14:51 Profilo


GP1964FG Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Generale di divisione aerea




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 Grazie a tutti.
Il progetto di "fare l'aereo dello zio" ce l'ho da sempre; forse se faccio modellismo lo devo proprio ai racconti dei miei parenti delle vicende dello "zio pilota".
Ma la cosa più bella che ci ha lasciato in eredità è sicuramente un forte senso dell'onore, l'attaccamento al dovere e l'amore per l'Italia. L'8 Settembre 1943 tanti dovettero scegliere, e tanti gettarono armi e divise e tornarono a casa. Giustamente. Ma un piccolo gruppo di loro continuò a lottare, nel bene e nel male, con una sola idea in testa: salvare l'onore dell'Italia, e il loro onore. 
Sembra retorica e vanità da parte mia, ma credetemi, sono convinto che il senso più profondo di quella vita e delle tante vite spezzate da una guerra assurda e impari fu proprio questo sentimento di onore e dovere.
Un profondo grazie va a chi ha immaginato, voluto e realizzato questa iniziativa.

Gianfranco Pesola 

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» 10/1/2019 16:10 Profilo


Michele Raus Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Webmaster




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Da: Trento


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Il modo migliore per rendere onore a chi ha compiuto il proprio dovere in quel periodo, spesso sacrificandosi, è non dimenticarne le gesta.
Questo G.I.S. e in particolare questa iniziativa hanno questo obiettivo e spero che i 154 iscritti che si fregiano del nastrino del GIS della Regia Aeronautica si sentano in dovere di partecipare.



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» 10/1/2019 17:55 Visita il mio spazio Profilo Visita il sito Web


GP1964FG Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie INIZIO LAVO

Generale di divisione aerea




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Da: Foggia


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 Nonostante il poco tempo che ho ormai per il modellismo, e i tanti modelli che ho iniziati quest'anno e che spero di finire, non posso mancare a questa bellissima iniziativa.
Incomincio quindi con la presentazione del kit Eduard


















Le plastiche sono le solite Hasegawa, anche se la Casa giapponese distingueva i kit per i 202 early da quelli  per gli esemplari delle ultime serie, mentre qui c'è tutto (ad esempio, gli equilibratori sono dei due tipi,, compensati e non). Eduard fornisce, oltre ad un ricchissimo foglio decals per 7 esemplari delle varie serie, anche le fotoincisioni relative al cockpit (storico punto debole dei kit originali) e delle parti sostitutive in resina (prese d'aria con filtri antisabbia e normale, ruote con effetto peso,  ruotini di coda dei due tipi, antenna radiogoniometro....).
Io acquistai separatamente il set Brassin per il vano carrello principale; successivamente ho letto che in realtà quegli aerei non potevano non montare dei carter interni di protezione, soprattutto in ambiente sabbioso... c'è un apposito set per il vano carrelli con i "grembiuli", ma, da quello che leggo, si monta con difficoltà utilizzando anche il set correttivo di fusoliera ed ali della SEM Model....a questo punto, penso che farò un Macchi come il 99% dei modellisti ha fatto finora, ossia con le tubazioni in vista!

A presto
Gianfranco Pesola

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» 7/9/2019 10:21 Profilo


Andrea66 Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie INIZIO

Tenente Colonnello




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Da: Riva sinistra del Piave


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Grazie per condividere con noi le memorie della tua famiglia. Facendoci scoprire, almeno per me, fatti e personaggi della RA non conosciuti. Peccato che il nostro Paese non sappia, o non voglia, far tesoro di questa memoria storica.
Seguo interessato!!

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Andrea

» 7/9/2019 14:13 Profilo


Oberst_Streib Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

General der Flieger




Registrato dal: 19/8/2008
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Da: Livorno


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Molto molto interessante la storia che racconti, grazie Gianfranco!
E ottima idea quella di riprodurre proprio l'aereo che piloto' tuo zio.
Avere dietro un modello una storia cosi' ricca ed interessante e' veramente una soddifazione, bravo.



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Alessandro  ( Matricola M+ = 3315 )   

» 7/9/2019 14:38 Visita il mio spazio Profilo


Icepol Re: Il capitano Giuseppe Pesola - Macchi 202 I Serie

Generale di brigata aerea




Registrato dal: 29/6/2011
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Da: Ferrara


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 La storia che hai raccontato mi è piaciuta un sacco, grazie per averla condivisa...
L'aereo della eduard/hasegawa è sempre un'ottima base di partenza e tu lo renderai sicuramente bellissimo, ti seguo per quel che posso!!

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» 7/9/2019 22:05 Profilo Visita il sito Web

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