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Lupo Museo della Cecchignola: brutta esperienza

Brigadier




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E' sempre spiacevole non parlare bene di un museo, in particolar modo se di proprietà e gestito dalle nostre forze armate; ma ritengo che sia inutile nascondersi dietro un dito, e credo che sia giusto condividere le esperienze di questo tipo con gli altri appassionati. Sono appena rientrato da Roma (viaggio di lavoro). Ho pensato di approfittarne per una cosa che desideravo fare da anni: una visita al Museo storico della motorizzazione militare della Cecchignola. Premetto una cosa: il museo in questione, come saprete non è propriamente agevolissimo da raggiungere: chi lo fa è per forza interessato all'argomento e motivato. Arrivo all'entrata alle 10 del mattino, mi viene dato il "passi", e mi viene detto che dovrò seguire un soldato, che mi guiderà nella visita. Che strano modo di visitare un museo, mi dico... ok, siamo in una struttura militare, ma a Vigna di Valle (militare pure quella) i visitatori sono "liberi" di girare come gli pare... Vabbè, non importa. Passiamo un primo cortile, tenuto benissimo: da lontano, in un altro spiazzo, si vedono pezzi d'artiglieria , un carro M comando... Mi frego le mani, ma il soldato mi porta da un'altra parte: mi dico: evidentemente di là passeremo dopo. Giriamo un angolo e... lo scenario cambia. Gli spazi cominciano ad essere maltenuti; superiamo un capannone del museo, ma il militare dice che questo è chiuso e non visitabile: potremo vedere gli altri 3. Andiamo bene. Nel raggiungerli vedo di sfuggita (il soldato va veloce e non parla molto) un lungo cortile, molto trascurato , tra due capannoni: ammassati sotto due tettoie, o in mezzo ad erbacce alte un metro, ci sono Sherman, M36, M 75/18, più lontano il P40... di tutto! Ma si continua. Arriviamo al primo capannone, dove vengo "aggregato" all'UNICO altro visitatore del museo (del resto il soldato mi dice che di norma non si superano i 10 visitatori a settimana: e ti credo, dico io, già raggiungere il museo è un'impresa, aggiungiamoci che è aperto solo il sabato, per 3 ore...); il capannone è in ordine, ed ospita una bellissima collezione di auto d'epoca e di rappresentanza: dalle "Topolino" alla Flaminia presidenziale usata nella parata del 2 giugno, passando per molte, splendide, Alfa Romeo (io sono un alfista...). Bello. Il militare ci porta agli altri due padiglioni: questi sono decisamente messi peggio, per non dire trasandati: ed è un peccato, perché ospitano molti camion, motociclette, trattori, auto ed altro, in molti casi pezzi piuttosto rari: tra l'altro una bellissima Kettenkrad con la targa del Regio Esercito (ma le avevamo anche noi?); tutto però senza un filo logico storico, buttato lì alla rinfusa; l'unico carro è un L3/38, peraltro in una colorazione improbabile e mal fatta; a fianco un trattore Morris inspiegabilmente coperto per una buona parte da un telo mimetico e da un muretto di sacchetti di sabbia, in un incomprensibile (per non dire ridicolo) tentativo di diorama; a terra, qua e là, qualche "sghito" di piccione... delle bacheche con delle divise sono lasciate mezze aperte, senza che a nessuno venga in mente che ciò non dà una grande idea di cura ed ordine... per non parlare di due pannelli del soffitto caduti in terra, in un angolo vicino all'entrata: neanche in questo caso a nessuno è passato per la mente di pigliare una scopa o una pala per eliminare le macerie: e non sono appena cadute; sopra ci stanno altri "ricordini" piccioneschi ben stagionati. In fondo al capannone ci sono diverse bacheche di armi, sia pesanti che leggere: non c'entrano molto con la motorizzazione, ma sono sicuramente interessanti: peccato che siano letteralmente e semplicemente scaraventate dentro alle bacheche, tutte assieme, in mucchio: come sono cadute così sono rimaste. Armi italiane, tedesche, russe; tra i '91 c'è un Thompson, e, tra gli altri fucili WW2, un bel FAL. Qualche mortaio buttato in terra; un TOW didattico e, di fronte, una ricostruzione di una trincea della Grande Guerra. Modellini di navi (!). Mah. Comunque il materiale è interessante, anche se la sua gestione... vabbè, non sottilizziamo. Va bene lo stesso. Andiamo finalmente, dunque, a vedere questi benedetti carri, quello per cui sia io sia l'altro visitatore-highlander siamo giunti fino qua! Ma... il soldato, invece, ci dice che la visita è finita! Tre secondi di silenzio, e poi, all'unisono, esclamiamo: "Prego!? veramente ci sono i carri, dobbiamo fare qualche foto!" Non se ne parla, non si può. Insistiamo, gentilmente, dico che ho degli amici a cui le ho promesse: niente da fare. Lo prego di lasciarmi fare almeno UNA foto all'M36, era il carro di mio padre e gli farei una bellissima sorpresa: di nuovo no. Gli diciamo allora, almeno, di farci vedere i mezzi da vicino, senza fare foto, con lui presente: negativo. Ma diamine, E PERCHE'????? La spiegazione ci lascia basiti: il piazzale è "zona operativa". Nientemeno! Cari amici, credetemi: il piazzale in questione è visibilmente abbandonato da anni, verosimilmente frequentato solo da alcuni gatti tipicamente romani (ce n'era uno rosso, bellissimo); i carri, peraltro maltenuti, ruggini, sporchi, non vengono sicuramente spostati da chissà quanto, e l'unica ragione per non farci avvicinare ad essi, al limite, sarebbe stato il timore che le tettoie ci cascassero in testa; ma in questo caso non mi spiego come lascino entrare la gente nel capannone di cui sopra, con parte del soffitto caduto e macerie per terra, senza l'ombra di una transenna. Il militare fa per accompagnarci all'uscita per la via più corta, che non passa nemmeno davanti alla zona "operativa"; a quel punto sbotto "beh, almeno ci accompagni da quella parte, li guarderemo da 50 metri, senza uscire dal viale" (non sia mai che la zona al di fuori sia minata). Lui fa per fermarmi, ma io e l'altro siamo già partiti: ma dopo 3 secondi che siamo lì fermi a tirare il collo per vedere meglio, ci raggiunge e ci fa: "per favore, andiamo, E' VIETATO SOSTARE SUL VIALETTO". Dopo aver sentito questa, al sottoscritto cadono definitivamente le braccia, e lo seguo senza dire altro. Ecco. Vi ho raccontato questo solo per farvi capire lo stato del patrimonio storico del nostro esercito che è, lo ricordo, di tutti i cittadini. Non mi si tiri fuori la storia dei fondi: anche Vigna di Valle ha pochi soldi, ma andate a vedere come è gestito il museo dell'Aeronautica e come è messo questo, che di museo ha solo la targa all'entrata. A questo punto, secondo me, tanto varrebbe chiudere la baracca del tutto: si eviterebbe di far spendere soldi ai cittadini per raggiungere il museo (ci sono dovuto andare in taxi, ero lontano dalla metro...) e ci si risparmierebbero brutte figure negli inevitabili raffronti che gli appassionati finiscono per fare con altre strutture museali, non solo all'estero. Cari amici, un consiglio: se siete proprio nei paraggi bene, altrimenti a Roma ci sono tantissime altre cose da vedere...
» 8/5/2016 00:40 Profilo


Pierantonio Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Tutto vero ed è esattamente quanto è accaduto a me trent'anni fa quando era nella vecchia sede (visita con scorta armata perché eravamo in zona militare ma almeno quella volta il "naione" ci lasciava in pace perché per lui la scorta era una specie di esenzione dai servizi) e vent'anni e passa dopo durante una visita organizzata quando il direttore in persona mi riprese perché ero andato sotto una tettoia a fotografare lo Sherman M4A1 che hanno. Secondo lui non ero autorizzato ad uscire dalle zona concesse per la visita. Peccato che le zone non fossero per nulla segnalate e che in ogni caso, tra le decine di musei militari che ho visitato in tutta Europa, quelle fosse la prima volta che la visita era preclusa se non con la solita scorta e solo nelle zone che loro intendevano. Il bello è che un paio di idioti che erano con me gli hanno dato pure ragione invece di chiedere come mai la struttura versasse in quelle condizioni e che il compito di un direttore è proprio quella di renderla visitabile. Purtroppo chi nasce pecora, pecora resta a vita.
E' vero che parte dell'area assegnata al museo è usata anche per non ricordo quale scuola per cui la zona è "operativa" ma ho l'impressione che il tutto sia una via di comodo per trattare il cittadino che paga con le sue tasse tutta la baracca, come un suddito al quale è sempre più facile vietare che dare spiegazioni.
Io penso che il Museo della Motorizzazione sia una delle peggiori vergogne esistenti dell'Esercito Italiano, il quale è sempre pronto a riempirci la testa di inutili retorici e a volte risibili ricordi del passato ma non fa nulla per preservare tale passato e valorizzarlo come in altre nazioni sanno fare. Per carità di patria non faccio paragoni con Vigna di Valle altrimenti diventa come sparare sulla croce rossa.
In ogni caso mettevi bene in testa che gente come noi per loro è solo un fastidio perché abbiamo la bruttissima abitudine di non accontentarci delle solite chiacchiere ma di voler guardare e fotografare quello che per loro è sempre un segreto militare da custodire a sprezzo del ridicolo.
Sarei anche curioso di sapere se la situazione del museo possa essere di interesse da parte della magistratura (ovvio che non accade nulla ma la curiosità resta).
Ciao
Pierantonio
» 8/5/2016 08:08 Profilo Visita il sito Web


mkobau Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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ciao io fatto 6 mesi di naja a Roma tra il 1981 e il 1982 e divenni matto a vedere il museo, consolati che esiste un altro museo dei corazzati!, a Bracciano nella locale caserma. L'ho scoperto per caso lo scorso aprile mentre "gozzovigliavo" in zona dopo Vigna di Valle e in attesa di tornare in aeroporto con un gruppo di amici. Visto che la zona mostrava solo un castello, ci siamo inerpicati, e arrivati alla reception ci hanno candidamente detto "ah ma c'e' un museo nella caserma (a 1km). Visto che eravamo tutti appassionati militari abbiamo chiesto notizie, risposta? "sappiamo che esiste ma non vi possiamo aiutare!", ho fatto un giro di telefonate e il museo esiste basta chiedere di poter accedere. Un altro museo "nascosto" l'ho visto a Bellinzago Novarese, c'erano viali pieni di mezzi e cannoni, e che fine ha fatto l'L6/40 che vedevo spesso nella caserma di Legnano?. marco

--
» 8/5/2016 18:37 Profilo


Pierantonio Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Testimonianza diretta di persona che mi ha contattato in proposito: se uno chiama Bellinzago gli rispondono che non ci sono più mezzi (non è vero perché li hanno solo spostati sotto un capannone).
» 8/5/2016 19:28 Profilo Visita il sito Web


mkobau Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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quando c'era la mostra di modellismo all'interno della caserma di Bellinzago, nel percorso obbligato c'era parecchio materiale esposto "dove non potevi andare!", da cannoni a Sherman e non solo, sotto un capannone bello grande?, o demoliti?. marco
» 8/5/2016 21:01 Profilo


Lupo Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Quello che dite non fa altro che confermare che, come dice Pierantonio, per un certo mondo militare il "civile" altro non è visto che come una seccatura; l'appassionato deve esser tenuto lontano non tanto, a mio avviso, per troppo zelo: anche chi non brilla d'intelligenza non può, credo, pensare che fotografare uno Sherrman arrugginito sotto una tettoia che casca a pezzi costituisca un possibile pericolo per la sicurezza del dispositivo militare: questa è solo una scusa! La vera motivazione, secondo me, sta nel cercare di evitare che qualcuno, ficchi il naso in qualsiasi modo, per pura e semplice diffidenza (unita ad una certa dose di ottusità): non si sa mai che una qualsiasi interferenza vada a alterare il perfetto equilibrio di un mondo che, per qualcuno, funziona benissimo così! Questo è quello che succede quando non c'è necessità di fare le cose con intelligenza, perché in un certo mondo militare questa non è necessaria, per far passare la giornata: basta poter dire che si fa così e basta. Che bisogno c'è di usare il cervello? Infatti, a riprova di ciò, sta il fatto che dove c'è qualche persona più intelligente le cose non vanno così. Qualche tempo fa ho avuto l'occasione di entrare in una VERA base operativa dell'esercito, sede di Mangusta: io e i pochi altri seccatori civili siamo stati accolti con cordialità, gli interlocutori hanno risposto alle nostre domande senza fare storie, l'ufficiale che era con noi ci ACCOMPAGNAVA, non CONTROLLAVA. E qui si svolgeva un'attività reale, a pochi metri da noi gli specialisti facevano il loro lavoro sui velivoli tranquillamente; alla Cecchignola qualcuno pretende di far passare come "zona operativa" un piazzale con dei ferrivecchi, dove l'unico a svolgere attività operativa era il gatto rosso di cui sopra, che andava a caccia di topi. Ancora: la scorsa domenica, qui a Pordenone, si è svolta la fiera di collezionismo e militaria, di cui parlava Wanderer; ebbene, l'Esercito aveva portato alla fiera un M15/42 (non gli ho fatto foto perché tanto la settimana dopo sarei andato alla Cecchignola...) e un Centauro: erano lì. a disposizione di tutti, senza tante storie, forse perché a nessun colonnello è passato per la testa che qualcuno potesse rubarsi il Centauro e con esso marciare sul centro di Pordenone...ed è una consuetudine che si ripete spesso in occasioni simili, evidentemente qualcuno si rende conto che cose come queste non sono una minaccia per l'esercito, ma un'opportunità per farsi conoscere ed amare dai cittadini. Ma la cosa che dà più fastidio è questa: voi, che tutto potete, avete stabilito che dei carri di 70 anni fa, coperti di ragnatele, sono ancora delle armi segrete che non devono essere fotografate, per non svelare i nostri assi nella manica?! E sia. Allora mi volete spiegare perché in rete si trovano senza difficoltà fotografie scattate da privati in quello stesso piazzale, e a quelli stessi mezzi? Allora fare le foto si può!!! O, più probabilmente, può fare le foto solo chi conosce questo o quel maresciallo, che graziosamente ti concede di avvicinarti al catorcio in questione: in fondo anche questo, in una certa mentalità, è un piccolo modo di ristabilire, parafrasando Lussu (Un anno sull'altipiano), "la supremazia dell'autorità militare su quella civile (sia pure provvisoriamente)". Ancora: passiamo oltre anche a questo. Al museo ti viene detto che, appunto, il museo è costituito solo dai padiglioni coperti con quello che c'è dentro; il piazzale con i carri no, quello, appunto, è zona operativa, con quello che ci sta sopra, che non è guardabile né avvicinabile. E allora qualcuno mi vuole spiegare perché sulla pagina web ufficiale dedicata al Museo storico della motorizzazione militare c'è scritto che "il Museo annovera pezzi di grande valore ed importanza storica, nonché due aerei leggeri Piper L 18 e L 21 B, un carro M 15-42 e un carro P 40, una rarissima autoblinda Lancia Astura Lince del 1942", quando questi mezzi non sono assolutamente visibili? E ancora, perché vi si parla di "sei padiglioni espositivi", quando ce ne sono solo tre, visto che un capannone è chiuso da anni e Dio solo sa come e quando sarà riaperto (secondo me è più probabile che ne vengano chiusi altri, se i soffitti continuano a sgretolarsi...) e il quinto e il sesto non si capisce quali siano (immagino che si tratti del "piazzale operativo" e del prato che si intravvede dall'ingresso, a cui non ti fanno nemmeno avvicinare...)???
» 9/5/2016 00:12 Profilo


gidesa Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Io ho visitato il museo della Motorizzazione Militare il 4 novembre di una decina di anni fa. Non ci fu nessun accompagnatore, fui libero di fare parecchie foto (se vi interessa qualche soggetto speciale posso vedere se l'ho fotografato).
Ricordo che era tutto mezzo deserto (ma a me in verità la folla non piace :-). I veicoli erano in vario stato.
Tutto sommato fu una bella visita, in una bella giornata di sole.
E' vero, il museo non è proprio accessibile con i mezzi pubblici (a parte i terrificanti bus romani, da scartare per definizione :-).
Lupo e Pierantonio, mi dispiace che invece le vostre visite siano state funestate da "presenze" fastidiose. Può essere che i comportamenti dipendano da chi attualmente dirige il museo, oltre ovviamente al fatto che stiamo in una situazione di allarme generale ben nota. E' vero che "buttare la bomba" dentro ad un capannone abbandonato e deserto non appare propriamente probabile, ma è anche vero che c'è almeno quello con le auto di rappresentanza che è relativamente frequentato da personale vario per riesumare ogni tanto la Flaminia, se non ho capito male (cosa che dovrebbe avvenire tra pochi giorni per il 2 giugno). Quindi magari una precauzione eccessiva, tuttavia....
Aggiungo un episodio: davanti all'entrata delle sede centrale dell'Aeronautica, sempre a Roma (vicino all'Università la Sapienza) è esposto un bel caccia della serie 2000 (non saprei quale esattamente). Però si trova entro il cortile. Un anno fa chiesi se potevo entrare nel cortile per fotografarlo da vicino, ma mi fu risposto di no. Qui la cosa magari è più comprensibile, perchè ovviamente il palazzo è pieno di gente, nel centro di Roma, quindi un vero obiettivo. Magari sono in vigore norme di sicurezza generali,  che valgono per il caccia dentro alla sede centrale come per il capannone sperduto.
» 9/5/2016 09:46 Profilo


Lupo Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Veramente dentro alla caserma, oltre a me, l'altro visitatore, il soldato che ci accompagnava e il gatto, non c'era manco un cane. In effetti all'entrata c'era un foglio di carta con su scritto "livello d'allarme bravo plus". All'entrata di Viale dell'Esercito, c'è una garitta con la sbarra, che controlla l'accesso alla città militare. Arrivo lì, "buongiorno, vorrei visitare il museo". "Ah, si, sta in fondo alla via, mi pare". Silenzio. "Ma io posso andare allora?" "Si, come no, vada". Allora vado. Colto da un dubbio, dopo tre passi, mi giro e faccio: "ma siete sicuri che possa proseguire così, senza niente?""Si, vada, vada pure". Mah. allora vado. Faccio qualche altro passo, il militare esce dalla garitta e mi fa "Ma scusi, lei è un militare, vero?" "Io?!? Ma no, quando mai!" "ah, allora torni qua, dobbiamo prendere i suoi dati". Eccovi il vostro livello Bravo plus. In compenso il gatto sembrava fare ottima guardia. Non nascondiamoci dietro ad un dito: se in una caserma in un'altra parte d'Italia mi viene concesso senza problemi di salire su un Mangusta e farmi fare una foto ai comandi del giocattolo (e sia chiaro che non conoscevo nessuno nella caserma!) e in un museo mi si impedisce di guardare le cose che vi sono custodite (peraltro malissimo), e si intuisce che chi ti sta accompagnando non vede l'ora di liberarsi di te (sorvolo sul fatto che non sapeva nulla dei mezzi esposti), c'è qualcosa che non va. Se si decide di aprire e gestire un museo, bisogna aver quanto meno una minima voglia di considerare il museo come un museo, e i visitatori come delle persone che hanno il pieno diritto di goderselo.
» 9/5/2016 10:21 Profilo


gidesa Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Non so di preciso cosa altro ci sia nelle caserme dove c'è anche il museo "incriminato". Preciso anche che non sono neppure io militare, però all'epoca potei girare il museo liberamente.
Lasciami però fare due considerazioni: il fatto che la sicurezza in qualche caso sia presa sottogamba (in questo caso solo alla garitta, non dall'accompagnatore :-) non è che mi sembri un buon motivo per rilassarla ovunque (vedi Lancia Flaminia usata dal presidente della repubblica).
Poi è vero che mettere un museo dentro un'area operativa non è il massimo per facilitarne la fruizione. Vigna di Valle mi pare molto meglio messa da questo punto di vista.
Quanto alle foto al Mangusta, penso che ci fosse chi ti sorvegliava da vicino anche lì. La differenza è che la guardia nel museo è stata più "ottusa" di quell'altra. Magari perchè non ha fatto lo sforzo di interpretare il regolamento che certamente non specifica pignolescamente che il capannone A si può fotografare, il B no, il C forse...(poi si dice la burocrazia).
Ma forse sono così "buonista" perchè a suo tempo mi hanno fatto fare il comodo mio :-)
» 9/5/2016 11:01 Profilo


Pierantonio Re: Museo della Cecchignola: brutta esperienza

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Io ho da anni la granitica convinzione che quello italiano sia un popolo di pecoroni sempre pronto a scattare sull'attenti quando il capobastone di turno comincia a dare ordini e di conseguenza c'è sempre un motivo per cui l'autorità ha ragione. Oggi sono questioni di sicurezza (quali non si dice mai), domani saranno quelle della presenza di zone non agibili, dopodomani "manca la superiore autorizzazione" e così all'infinito tanto una motivazione si trova sempre per non lavorare.
Certo che se poi c'è la Lancia Flaminia dell'inquilino di turno del Quirinale all'interno allora capisco che si tema un attentato nucleare batteriologico (alla macchina eh! o al capofficina, mica all'inquilino) e che la gente debba essere tenuta lontana. Come si dice a Roma: me cojoni!
Invece io penso che i cittadini che mantengono tutta la baracca con i loro soldi abbiano diritto al rispetto da parte degli impiegati pubblici dato che tali sono i militari (sono un impiegato pubblico pure io, tanto per dire).
La verità è che è scandaloso che un museo sia all'interno di una base militare in zona definita operativa perché questo è un modo premeditato per costruire un impedimento alla visita. Io ho visitato musei siti all'interno di basi militari all'estero (anche Bovington, ad esempio, lo è)e mai ho avuto problemi perché sono in zone separate e al massimo ho fornito le generalità. Mai sono stato scortato o mi è stato contestato il movimento all'interno. Ad esempio al museo di Coblenza, il militare alla cassa, capendo che ero straniero, si è pure scusato che mi chiedeva i documenti ma dovevo comprendere che mi trovavo all'interno di una struttura militare e che ciò era la prassi. Non so se mi spiego!
Una volta pensavo si trattasse di problemi di sicurezza fisica dei visitatori ma all'epoca il direttore in persona disse che la zona del museo era condivisa con una scuola della NATO per cui era proprio vietato andare sotto i capannoni perché non si capiva dove finiva la scuola e dove iniziava il museo.
Tralasciamo poi il fatto che il museo riceve i reperti in buone condizioni e poi lo lascia alla pioggia (vedi Honest John).
A questo punto meglio chiudere tutto, mettere i mezzi in uno dei tanti capannoni vuoti e mandare il personale a lavorare.
» 9/5/2016 19:29 Profilo Visita il sito Web

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