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/  M60A1 dell'EI: un po' di tutto e anche il modello AFV
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GP1964FG Re: M60A1 dell

Generale di brigata aerea




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Da: Foggia


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 Ho fatto qualche ulteriore ricerca su internet (in effetti, perchè avevo capito male il discorso sugli scafi...). L'Esci è ancora valido, soprattutto è corretto come forme, scafo compreso. Come ha scritto giustamente Pierantonio, il livello di dettaglio è inferiore, ma anche il prezzo è molto più basso, e il montaggio è più facile...da evitare il Tamiya e l'Academy (copia del Tamiya), che addirittura, oltre che sbagliati e con dettaglio scarso, hanno ancora i buchi per il motore giocattolo, come si usava negli anni '70...
Per me, anche se effettivamente l' AFV è uno spettacolo, penso che mi terrò l'Italeri/Esci, pagato solo 20 € ad un mercatino...magari trovo delle fotoincisioni e lo arricchisco, o con tutto il materiale di questo bellissimo studio di Pierantonio riesco a ricostruire qualche particolare in scratch....

Grazie
Gianfranco

--
» 7/4/2016 19:20 Profilo


Lupo Re: M60A1 dell

Brigadier




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 Io sto costruendo un M60a1 Blazer Academyche giaceva da tempo in soffitta: è vero, è molto più giocattoloso rispetto all'ESCI. La cosa buona è che in questa versione le numerose piastrelle delle corazze reattive (abbastanza belle) coprono buona parte del carro nascondendone parecchi difetti; inoltre nella scatola ci sono alcuni particolari, come le ruote motrici "piatte" adatte ai carri italiani che non erano comprese nel kit italiano. Ho anche un M60A3 Revell/ESCI, e sottoscrivo tutto quanto hai detto tu. Tra l'altro l'A3 ESCI a ava di per se' alcuni particolari più corretti rispetto all'A1, come si diceva... Comunque questo è un post interessantissimo e utilissimo!
» 8/4/2016 09:00 Profilo


Pierantonio Re: M60A1 dell

Colonnello




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Prima di iniziare a lavorare sul modello due precisazioni.
Sul lato sinistro della torretta è presente una scritta (U245) che non era presente su nessun carro italiano. Nel caso vogliate riprodurre un carro assemblato in Italia dovete semplicemente togliere tutto. Se volete realizzare uno dei carri costruiti negli Stati Uniti sarebbe opportuno aggiungere la tipica marca di fusione che trovate anche sulle torrette degli altri modelli. Essa indica il fabbricante della torretta. Si trattava, nel caso degli M60A1, della General Steel Co. di Detroit.



Se avete acquistato il citato kit della Legend trovate la marca come parte in fotoincisione, altrimenti dovreste cercare di riprodurla in altro modo. Se avete dei dubbi, non fate nulla e lisciate le scritte presenti.
La marca è invece presente sulla parte posteriore dello scafo. Se realizzate un carro italiano dovreste toglierla, io l’ho lasciata perché mi piaceva così ma la scelta non sarebbe corretta.

Nella descrizione di come trasformare il carro in un RISE- PASSIVE ho indicato di installare la parte del kit Tamiya D20 (adattatore della mitragliatrice coassiale). In realtà questo pezzo è già presente nel modello AFV al numero E63 e va montata sopra il telone T2. Ricordate che questo accade solo per i carri dei Marines, non per quelli di US Army e tanto meno per quelli italiani.

Iniziamo quindi con analizzare la costruzione del modello.

- istruzioni passo da 1 a 6.

In generale la costruzione del treno di rotolamento è piuttosto lenta perché ci sono tanti pezzi e moltissimi devono essere puliti da sbavature e segni dello stampo. Ci sono anche un paio di ritiri della plastica sui bracci della sospensione che devono essere stuccati.
Le parti C91 e C92 sono indicate invertite destra/sinistra. I due elementi quadrati a fianco del gancio di traino (portelli di accesso alla trasmissione) sono le parti K22 e K23. Sono identiche e non so perché AFV le abbiano numerate in modo diverso.
Al contrario AFV ha numerato tutti i bracci della sospensioni come D4 ma fate attenzione che alcuni di essi hanno le predisposizioni per gli ammortizzatori idraulici e quindi devono essere tenute separate. A questo proposito faccio notare che le varie parti che compongono la prima, seconda e sesta stazione della sospensione sono tutte diverse per cui fate bene attenzione a non mescolarle.
Le barre di torsione entrano con grande fatica nei loro vani per cui è necessario alesare i fori e limare le barre.
Ho seguito le istruzioni come proposto da AFV con le seguenti differenze:
- posizionate le parti D19 subito dopo il passo 1 perché devono essere allineate e verticali per cui è opportuno avere spazio libero,
- non installate le parti D26. al loro posto dovete installare gli attacchi verticali che potete recuperare da in kit di altri produttori oppure autocostruire. Di seguito un’immagine di questi attacchi persi dal vecchio kit ESCI. Per autocostruirli sappiate che stanno in un quadrato di 5 mm di lato.



Per il montaggio del complesso sospensioni consiglio di seguire i seguenti passi:
1) montare la prima stazione e il supporto della ruota di rinvio come da istruzioni lasciando il braccetto compensatore della tensione del cingolo (C51+C38 e C52+C38) libero di muoversi sui due estremi.
2) Montare i gruppi D4+C16 e similari,
3) Installare a secco gli ammortizzatori idraulici sui supporti dello scafo. E’ necessario allargare un po’ i supporti altrimenti gli occhielli degli ammortizzatori non passano.
4) Installare a secco i bracci delle sospensioni e collegarli agli ammortizzatori,
5) Incollare il tutto verificando con un righello l’allineamento dei tre assi,
6) Tagliare i terminali delle barre di torsione delle altre stazioni in modo da lasciare i bracci liberi di ruotare,
7) Installare i rimanenti bracci, incollarli posizionandoli con un righello in allineamento con i bracci già installati.

Al punto 4 AFV dà la corretta colorazione delle luci posteriori. Ricordate che tale ordine (luce rossa solo in alto a sinistra) vale per tutti i veicoli americani dalla seconda guerra mondiale fino all’introduzione dei nuovi gruppi ottici. Questo perché è fin troppo diffusa l’usanza tra i modellisti di dipingerle nei modi più fantasiosi pensando magari alla propria automobile e non a cosa aveva in mente US Army sulla visibilità dei suoi veicoli
Per quanto riguarda i supporti dei gruppi ottici, montate tutto da scatola. Non ho mai visto delle parti così finemente stampate, le fotoincisioni qui sono veramente inutili.

Il risultato che ho ottenuto è il seguente (ho sistemato alcune sbavature e fresato i segni degli stampi sui bracci dopo l’incollaggio, voi fatelo prima)















Dato che la pareti dello scafo non sono perfettamente verticali ho inserito un puntone utilizzando il cofano come dima per regolarne la posizione. Questo a mio parere semplifica le cose quando si andrà ad incollare il cofano.




- istruzioni passo da 7 a 9

Per la realizzazione degli interni del posto pilota ognuno si regoli come preferisce. Io ho installato solo il minimo possibile perché alla fine posizionerò un busto di figurino a simulare il pilota.
Se volete installare tutto, fate riferimento alla seguente galleria per particolari e colori. Si riferisce ad un M60A3 ma il posto del pilota non variava.

[url= http://www.primeportal.net/m60a3_action_and_interior_shots.htm]M60A3 su Primeportal[/url]

Al punto 8 forate unicamente le predisposizioni per i gruppi ottici anteriori. E’ meglio evitare di installare il periscopio F1 perché non veniva usato sui carri italiani al contrario dei tre posti sullo scafo che spesso erano presenti anche con la guida a portelli aperti.
Lasciate libero di scorrere e ruotare il supporto del portello C31 perché in seguito sarà necessario regolare la posizione dello stesso in funzione della parte C55 (passo 19).

- istruzioni passo da 10

Preparate il portello C87 incollando la griglia C90 (passo 18).
Il cofano dovrebbe essere dotato dell’antisdrucciolo prima di essere posizionato, Ci sono vari modi per riprodurlo, io uso una sorta di vernice in bomboletta che dà un effetto di rugosità non troppo evidente (questo non è un carro israeliano!) prodotto dalla italiana Macota. Prima di spruzzare è necessario mascherare tutto il pezzi perché la rosa di spruzzo è molto larga.
Nelle foto seguenti ho aumento il contrasto perché si noti l’effetto finale in quanto, come scritto, molto delicato nella realtà











Sul cofano non forate la predisposizione per la parte B37 (passo 11) perché rischiate di dover stuccare poi il foro residuo rovinando l’antisdrucciolo. Meglio togliere il perno dal pezzo B37 e incollarlo in sede.
Installate il cofano B47 prima dei portelli C87 e C88 perché il cofano fa da riferimento per il corretto posizionamento dei portelli.
Quando incollate il cofano controllate la planarità dei punti di ancoraggio laterali (dove ci sono i tre bulloni) con i riscontri sullo scafo, in teoria il puntone sopra descritto dovrebbe bastare, eventualmente aggiungete qualche piccolo spessore all’interno per allargare ulteriormente le pareti dello scafo.
Prima di incollare la parte anteriore dello scafo segnate il profilo dell’antisdrucciolo perché in questa fase è più facile agire. La larghezza complessiva fatela di 14 mm posizionando i segni simmetrici rispetto alla mezzeria del carro



Le griglie vanno posizionate partendo dalla parte anteriore verso la posteriore proprio come nella realtà in quanto esse erano interbloccate (9)




(9) per evitare che le griglie potessero essere aperte in qualunque momento, esse erano interbloccate mediante una lama metallica saldata sul bordo di ciascuna di esse che, andando dalla prua verso la poppa, impediva l’apertura della griglia anteriore prima del sollevamento della posteriore. Quelle più vicine alla torretta (parti K6e K8) erano imbullonate allo scafo e venivano aperte solo se serviva togliere il motore, per aprire le altre bisognava svitare il bullone che bloccava l’ultima (parti C22 e C23) e poi iniziare a sollevare le griglie muovendosi verso la prua.

Per chi volesse acquistare il kit Legend, passiamo per un momento alla torretta M19 per illustrare l’installazione del telo. L’operazione richiede il taglio della parte AFV, cosa non difficile da fare ma è necessario prestare attenzione.
Innanzitutto levate la matarozza dal telo e pulite bene i lati.
Usando il telo come dima segnate le linee di taglio e poi procedete con un seghetto.
Nelle foto di seguito (a colori modificati perché si veda bene) quanto ho ottenuto. Come detto l’operazione è delicata ma l’effetto del nuovo telo è veramente ottimo.













» 10/4/2016 12:30 Profilo Visita il sito Web


macchianera Re: M60A1 dell






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Complimenti...e grazie Pierantonio!!! :-)
...con la tua guida realizzare correttamente il kit è una passeggiata di salute!!! :-D

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Teo
» 11/4/2016 11:49 Visita il mio spazio Profilo


Pierantonio Re: M60A1 dell

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Riprendo questa discussione dopo un po’ di tempo dedicato alla colorazione di un altro modello. Nel frattempo non sono stato fermo ho iniziato la realizzazione della torretta. In questa puntata ci soffermeremo però sulle ultime fasi di realizzazione dello scafo che porteremo a termine, pronto per la verniciatura.

Dopo la realizzazione dell’antisdrucciolo sul cofano, realizzeremo anche il rimanente per poi passare ai particolari che caratterizzavano i carri alla fine del loro impiego operativo, alcune delle quali andranno ovviamente omesse da chi volesse realizzare un carro dei periodo precedenti
In realtà il lavoro si limita ad un’attenta mascheratura che va a coprire i particolari non trattati. Fate attenzione alle mezzelune in corrispondenza delle maniglie di apertura della casse dato che sono i punti più ostici da mascherare. Sui parafanghi anteriori, esattamente al centro, vanno ricavati i rettangoli dove venivano posizionati i simboli di reparto (stanag) e al bandiera nazionale. Questi rettangoli sono posti ad in millimetro sopra le parti B28 e B30. Trovate nel seguente file PDF le sagome dei cerchi da cui ricavare le mezzelune e i rettangoli citati. Stampateli su carta adesiva e poi ritagliateli con un bisturi. Potete ricavare i cerchi seguendo il profilo con un normale cerchiografo che si trova in cartoleria.

PROFILI DI TAGLIO

Le foto di seguito vi possono aiutare per la forma delle mascherine.





Non è un lavoro difficile ma ci vuole un po’ di pazienza nel ritagliare ed applicare le mascherine. Alla fine il lavoro dovrebbe assomigliare a questo



Fatto questo si può iniziare ad assemblare i parafanghi seguendo alcune accortezze:
1) non utilizzare la fotoincisione GA14;
2) incollate le casse laterali ai parafanghi ma aggiungete i coperchi solo dopo averli fissati allo scafo;
3) fissate i maniglioni di sollevamento posteriori prima di incollare i parafanghi;
4) incollate le parti B28, B30 e B17 direttamente sui parafanghi;
5) quando posizionate i parafanghi, incollateli solo fino ai due riscontri , lasciando libera la parte anteriore che andrete ad incollare posizionando sullo scafo le parti B28, B30
Seguire questa sequenza è fondamentale perché, seguendo le istruzioni fissando completamente i parafanghi, a causa dei piccoli difetti di simmetria dello scafo, le altre parti non entreranno in contatto con lo scafo. Seguendo invece le indicazioni date potrete muovere tutta la parte anteriore fino a raggiungere il corretto allineamento. Potrebbe essere necessario limare la parte anteriore dello scafo per adattarlo al parafango.
Le fotoincisioni GA2 e GA3 sono errate nella forma ed errato è anche l’indicazione del loro montaggio.
In pratica si trattava di un foglio di gomma fissata con una lama metallica al parafango con il compito di eliminare lo sfregamento del parafango contro lo scafo. Quindi le due fotoincisioni non vanno piegate ma fate scorrere tra parafango e scafo (altro motivi per non incollare i parafanghi) ma prima bisogna tagliarle in modo che seguano i profili delle parti (devono essere trapezoidali e non rettangolari). Naturalmente io ho sbagliato e le ho piegate come indicato nelle istruzioni.
A questo punto è possibile assemblare le parti più piccole.
Prima però di passare alla fanaleria tipica dei carri italiani, è utile soffermarsi sulla scatola del telefono posteriore.
Quello fornito dal kit (passo 17) è un modello più tardo montato sui carri italiani solo su veicoli con targa 115XXX e nemmeno tutti. I precedenti avevano un telefono come quello sul carro di Jesolo con l’aggancio sulla parte superiore. La cosa però più importante da notare, ed io non l’ho fatto, è che sui carri con il telefono “secondo tipo” il supporto del parafango non aveva la forma di quello del kit (C72) ma quella che vedete nella foto seguente e che dovrebbe essere autocostruito.



Si noti che nella foto il fanale è montato rovescio.
A proposito di supporti dei parafanghi: chi vuole può sostituirli con le fotoincisioni, personalmente reputo che quelli della scatola vadano più che bene in relazione allo spessore della parte reale non proprio sottile per cui li ho direttamente utilizzati.

Per chi volesse posizionare la rizza del cannone in posizione aperta allego una foto che può essere utile



FANALERIA SUPPLEMENTARE ANTERIORE (riferimenti dimensionale negli schizzi già pubblicati)

Ci dedichiamo ora alla fanaleria installata dell’Esercito Italiano sul fronte del carro composta da:
- una lama a protezione posta a lato del fanale principale probabilmente con il compito di proteggere l’uscita dei cavi;
- una luce di posizione identica a quella del Leopard posta su di un supporto fissato al parafango;
- cavi elettrici di collegamento.
Io ho realizzato protezioni e supporti con un programma CAD per poi stamparli su carta, ritagliarli, piagarli e fissarli con la cianoacrilica. I profili li trovate sul file PDF già indicato. Sono riportate anche le linee di piegatura che è bene incidere un po’ con il bisturi per favorire la piega del pezzo.
Il fanale l’ho invece ricavato mediante alcune copie in resina dei corrispondenti fanali di un Leopard di Italeri/Revell leggermente modificato sulla parte superiore per simulare la leggera bombatura che avevano (dischetto in plastica come coperchio e goccia di colla vinilica per simulare la bombatura) ed eliminando il collegamento elettrico laterale che i Leopard avevano.
I cavi sono realizzati con filo di rame ma fate attenzione all’incollaggio sul lato fanale principale perché dovrete fare in modo che sia possibile fissare i due maniglioni D3.
Alcune foto dell’installazione conclusa:







Noterete anche i supporti dei retrovisori che ho realizzato con un listello di plasticard ed un tondino recuperate dalla guaina di un filo elettrico per computer. Ancora una volta il profilo del supporto lo trovate nel file PDF. Incollatelo a del plasticard con della colla da ufficio, tagliatelo e infine rimuovete la maschera con un po’ d’acqua dato che la colla è idrosolubile.

Aggiungete anche quattro bulloni per simulare quelli di fissaggio.

FANALERIA SUPPLEMENTARE POSTERIORE (riferimenti dimensionale negli schizzi già pubblicati)

La fanaleria posteriore utilizzata sui carri dell’EI necessita di un po’ di lavoro. Come ben si vede dalle foto è composta da un supporto per un catarifrangente rosso e da un fanale addizionale del tutto identico a quello di sinistra del carro.
Per la loro realizzazione vedete se utilizzare le fotoincisione della Eduard o fare copie di quanto fornito da AFV, personalmente ho ricavato i fanali con copie in resina di quelli di uno Sherman dell’Italeri mentre i loro contenitori e i catarifrangenti li ho ridisegnati con un programma CAD per eseguire poi una stampa 3D presso la ditta olandese Shapeways.



Nel file è compreso anche il supporto per i lanciafumogeni, ricavato dalle dimensioni reali rilevate sul carro di Jesolo.
Per chi volesse stampare queste parti vi allego il file STL che consente di stampare due gruppi identici a quelli illustrati (il file è ceduto solo per uso personale, ne vieto qualunque uso diverso)

FANALERIA STL

I tubi dei collegamenti elettrici sono ricavati da un ago di siringa e i cavi da normale filo di rame.

Noterete anche i supporti dei retrovisori che ho realizzato con un listello di plasticard ed un tondino recuperate dalla guaina di un filo elettrico per computer. Ancora una volta il profilo del supporto lo trovate nel file PDF. Incollatelo a del plasticard con della colla da ufficio, tagliatelo e infine rimuovete la maschera con un po’ d’acqua dato che la colla è idrosolubile.
Aggiungete anche quattro bulloni per simulare quelli di fissaggio.
Riguardo lo scarico del riscaldatore dell’equipaggio (passo 19) ho ritenuto adeguato quanto fornito da AFV con l’unica aggiunta della lama superiore di protezione. Le fotoincisione della Eduard sono errate per gli esemplari dell’EI e alla fine si può recuperare questa lama. Io ho aggiunto il suo profilo nel file PDF perché può benissimo esser ricavata ritagliando un foglio di carta. Con una fresa conica alesate il foro di scarico in modo da migliorarne l’aspetto.

Procedete infine con l’applicare le parti rimanenti

Questo alla fine il risultato

















» 30/5/2016 22:03 Profilo Visita il sito Web


macchianera Re: M60A1 dell






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ECCEZIONALE!!!
grazie mille Pierantonio!...dire che quello che scrivi è utilissimo è riduttivo! :eye:

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Teo
» 31/5/2016 12:25 Visita il mio spazio Profilo


Luciano Maffeis Re: M60A1 dell

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Ciao Pierantonio. Vedo che il tuo lavoro procedene alla grande. Anch'io mi sono fermato con l'M60 per lavorare, molto lentamente) su un progetto nuovo ma presto riprenderò in mano il Patton. Il mio lavoro relativo all'antisdrucciolo non presenta una finitura come la tua ma mi accontento e i lavori sulle "nuove" luci saranno basati su fogli e listelli di plasticard.
Grazie per i tuoi consigli e a presto.
Ciao,
Luciano
» 31/5/2016 14:57 Profilo Visita il sito Web


Pierantonio Re: M60A1 dell

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Con questo ultimo intervento riguardante la torretta si conclude il tutorial per la realizzazione del modello AFV.

Il montaggio della torretta richiede meno modifiche rispetto lo scafo perché, escludendo il gruppo lanciafumogeni, l’Esercito non effettuò alcune modifica rispetto il progetto originale. Purtroppo però si rivela più impegnativa a causa della complessità del cesto portabottino, come vedremo più avanti

Innanzitutto segnalo che nel mio modello la base della torretta (parte A5) presentava un vistoso difetto di iniezione della plastica che fa corretto con dello stucco epossidico.

SCUDO DEL CANNONE

Per chi decidesse di usare lo scudo originale basta seguire le istruzioni. Bisogna però cercare di eliminare il segno dello stampo sia sul telo protettivo che sul soffietto, cosa non facile da farsi visto il tipo di materiale.
Chi invece avesse utilizzato lo scudo prodotto da Legend si troverà con un cannone posto a circa 10 gradi d’elevazione. La scelta è probabilmente dovuta alla necessità di posizionare il cannone in modo che possa essere bloccato dalla rizza posteriore ma contrasta con la maggioranza delle foto dove il cannone è ad alzo zero. Per riportare la canna in tale posizione è necessario fresare l’interno dello scudo in modo da creare abbastanza spazio per poter abbassare la canna. E’ pur vero che così facendo lo scudo rimane comunque nella posizione di alzo ma non c’è nulla da fare se non ricostruire il tutto.
Per montar il cannone è necessario prima di tutto infilare dalla volata il soffietto (sia quello del kit o quello in resina) e successivamente installare l’evacuatore dei fumi tenendo presente che il bullone posto sulla parte inferiore della parte E46 è da eliminarsi (10)
Per posizionare il tutto sullo scudo AFV la sequenza è la seguente:
- Incollare alla torretta la fotoincisione GA1;
- Incollare lo scudo in resina stuccando eventuali fori tra questo e la torretta;
- Inserire il cannone per la lunghezza indicata nel set Legend;
- Fissarlo allo scudo con dello stucco epossidico e, utilizzando alcune dime posizionarlo ad “alzo zero” avendo cura di posizionare l’evacuatore con la parte eccentrica rivolta verso l’alto;
- Una volta asciugatosi lo stucco procedere con il fissaggio del soffietto avendo cura di posizionare la parte concava arso il basso.
Per posizionare i supporti del proiettore (mai installato sui carri italiani) è necessario forare quelli presenti sullo scudo in resina.

RETRO TORRETTA

Nella zona retrostante AFV (ma non solo lei) ha omesso due elementi caratteristici del carro: il supporto del faro e la protezione fissa ad impedire che la mitragliatrice di torretta lo colpisse.
Il primo è presente come fotoincisione nel set Eduard anche se la forma non è del tutto corretta. Io l’ho ridisegnato partendo dalle misure fatte sul carro reale per poi stamparlo su carta per poi, dopo averla irrigidita con la colla cianoacrilica, ritagliarlo e piegarlo. Il disegno lo trovate nel seguente file PDF allegato.

SUPPORTO FARO

Il secondo elemento è semplicemente ricavabile da un listello di plastica e da un elemento a C realizzato con filo in ottone da 0,6 mm. La sua posizione può essere dedotta dalle foto del carro di Jesolo. Le dimensioni in scala sono 10 mm di lunghezza e 5 mm di altezza.


CESTO POSTERIORE PORTABOTTINO

A mio avviso questa è la parte più complessa e critica dell’intero modello perché è di montaggio complesso e le parti sono estremamente deboli. Ha veramente messo alla prova la mia pazienza e le mie capacità modellistiche.
La prima cosa da farsi è staccare le varie parti dagli sprue stando attenti a non romperle, cosa non semplice da fare dato che la plastica è piuttosto fragile. Fate attenzione che le parti non sono intercambiabili per cui è necessario tenerle divise. In caso di rottura è consigliabile ripararle utilizzando colla cianoacrilica dato che la normale colla da modellismo non crea una giunzione sufficientemente forte.
Per il montaggio consiglio di procedere così:
- Incollare tra loro le parti E28, E48, E52, E53 ed E54 facendo in modo che i supporti siano perpendicolari alla base,
- Incollare la fotoincisione GB2 alla base E28;
- Incollare le parti E5 ed E76 alla torretta;
- Incollare le parti E79 ed E80;
- Incollare l’insieme alla torretta evitando di incollare le lame superiore delle parti E53 ed E54;
- Inserire la fotoincisione GB3 iniziando l’incollaggio dal lato destro perché sul lato opposto la rete non arrivava a contatto con la torretta, rimanendo distaccata da essa come ben rappresentato dalle foto disponibili e replicato da AFV.
- Fissare le lame superiori delle parti E53 ed E54 alla torretta
Nelle foto accluse noterete un difetto nella rete da me realizzata proprio perché, essendo erroneamente convinto che essa si collegasse alla torretta, l’ho sforzata troppo rovinandola, con il risultato di doverla sostituire in parte con quella della Eduard che non si adatta al cesto come quella originale.
Il passo successivo è quello di realizzare il supporto dei lanciafumogeni Wegmann da 76 mm che si possono recuperare da altra scatola dedicata a veicoli tedeschi moderni o tramite aftermarket. LE dimensioni del supporto e le sue dimensioni le ricavate dagli appunti inseriti all’inizio della discussione. Ricordatevi di inserire il portello di accesso ai circuiti elettrici posto al di sotto di esso. Questo portello dovrebbe essere complanare alla faccia inferiore del supporto. Io l’ho realizzato in rilievo perché il supporto era in un blocco unico di materiale non incidibile. Per posizionare i lanciafumogeni consiglio di far riferimento alle fotografie che ho reso disponibili iniziando dalla parte frontale.

Per concludere fate riferimento alle foto seguenti per individuare altre piccole modifiche utili a migliore l’aspetto finale del modello.








































NOTE
(10) Si trattava di un bullone a protezione di un foro introdotto dagli americani negli anni 70 con l’intento di rendere possibile il drenaggio dell’evacuatore senza smontarlo. Si rivelò del tutto inutile dato che gli equipaggi preferivano smontare l’intero evacuatore (operazione piuttosto semplice da farsi) per procedere alla pulizia.
» 26/8/2016 22:59 Profilo Visita il sito Web


macchianera Re: M60A1 dell






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:-D
BRAVISSIMO PIERANTONIO!!!

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Teo
» 27/8/2016 17:55 Visita il mio spazio Profilo


vista85 Re: M60A1 dell

Group Captain




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Ottimo lavoro Pierantonio, seguo e prendo appunti!
Ho anche io la scatola AFV in questione ed anche se vorrei fare la versione americana il tuo wip mi sarà di enorme aiuto ;-)

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» 29/8/2016 09:59 Profilo

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