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/  M60A1 dell'EI: un po' di tutto e anche il modello AFV
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Pierantonio Re: M60A1 dell'EI: un po' di tutto e anche il modello AFV

Colonnello




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Caro Teo,
ti ringrazio per il tuo intervento che mi consente fin d’ora di dare alcune notizie aggiuntive sui carri utilizzati in Somalia e prelevati dai depositi dei Marines.
Innanzitutto ti faccio presente, ma certamente lo sai già, che per la conversione è necessario avere anche il modello Tamiya dal quale prelevare corazze e qualche altro particolare.
Da questo è possibile ottenere anche i maniglioni di ancoraggio verticali che AFV non fornisce dando quelli orizzontali (parti D26) montati in epoca posteriore.

Il tuo collega ricorda molto bene, anzi benissimo (è per caso il Col. Parri o il Ten. Col. Esposito?). Lo stesso Parri in un lungo ed interessante intervento sulle pagine Facebook dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia precisò che ai carri appena sbarcati vennero oscurati tutti i seriali americani e questa decisione fu presa anche a ragione del fatto che i carri dovevano recarsi con i propri mezzi dal porto di Mogadiscio alla base di Balad (circa 30 km) praticamente disarmati dato che gli americani avevano fornito tutto l’armamento ausiliare ma questo era ancora stivato nelle casse. Era quindi necessario evitare che i somali potessero scambiare i carri appartenenti alle FFAA americane e reagire alla loro persenza.
A suo tempo i due ufficiali mi prestarono delle diapositive che avevano scattato all’epoca e che feci scansire in alta risoluzione (appaiono in bassa risoluzione su Ferrea Mole).
Da queste immagini e da alcune altre trovate nelle citate pagine di Facebook scattate da un altro carrista del quale per mio errore non ho registrato il nome, si nota che all’arrivo in Somalia i seriali vennero oscurati con del semplice nastro adesivo marrone da imballaggio per poi essere coperti con vernice nera.
Per quanto riguarda le targhe, contrariamente a quanto fino ad ora si credeva, queste vennero effettivamente dipinte con degli stencil neri sul parafango sinistro.
Sono praticamente certo che questo avvenne già negli Stati Uniti perché le foto di Esposito sono state scattate all’arrivo dei carri a Balad e già esse sono presenti.
Il fatto che nessuno prima le avesse notate, io l’ho fatto in questi giorni, è dovuto alla loro posizione difficilmente visibile da un osservatore posto a terra e dal fatto che furono ben presto coperte dalla polvere.
Si faccia riferimento alle due foto di seguito riportate e che appunto si riferiscono ai carri appena resi operativi con il montaggio della corazze ERA.





Riporto anche una foto dell’ignoto carrista del quale ho scritto e al quale chiedo scusa per l’uso della sua foto senza averlo avvertito.
Le foto da lui scattate non erano datate ma ritengo si tratti di un periodo abbastanza tardo perché i carri hanno perso tutte le insegne italiane applicate al loro arrivo (STANAG del 132° Rgt Carri e bandiera nazionale). Si noti la scritta riportata alla quale non sono riuscito a dare spiegazione non apparendo un codice americano o italiano.
Forse si tratta del seriale dello scafo dipinto dagli americani per le operazioni di stoccaggio. Non l'ho visto su altri carri perché le loro foto sono perse quasi sempre di fronte o sul lato destro che non presenta tali scritte.



Un altro modellista mi ha riferito di numero identificativi da 1 a 10 ma di questi non ho, o almeno io non sono stato capace di trovarla, evidenza fotografica. Sono in attesa di ulteriori informazioni che delle quali nel caso riferirò.
Risultava anche l’applicazione tardiva della scritta ARIETE in torretta ma anche di questo non ho evidenza.
A questo punto provvederò a riportare le targhe di tutti e dieci i carri (oltre ad eventuali nuove insegne scoperte) nel foglio decals che sto componendo.
Un caro saluto.
Pierantonio
» 28/3/2016 22:16 Profilo Visita il sito Web


soldier75 Re: M60A1 dell

Vice Questore Aggiunto




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molto utile e interessantissimo questo tuo lungo articolo, molte grazie, sono interessato al foglio decals in particolare a quelle per i mezzi in servizio presso Capo Teulada
» 28/3/2016 22:20 Profilo


macchianera Re: M60A1 dell






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Pierantonio, sinceramente non ricordo il cognome del collega (all'epoca era Capitano), mi venne presentato da un comune amico dell'allora 9° Btg Incursori ( Reparto in cui ero praticamente "adottato")...appena seppi che aveva usato gli M 60 RISE in Somalia lo spirito modellistico prevalse e gli feci un interrogatorio alla Perry Mason! :-D
...ricordo la sua perplessità dovuta al fatto che non riusciva a capire che cosa potesse fregarmene di queste cose!!!...era anche abbastanza sospettoso perché, essendo io "ufficialmente" in G.diF. penso temesse che le mie domande fossero finalizzate a qualcos'altro!(gli Ufficiali della G.diF. sono, tra l'altro, anche ufficiali di Polizia Giudiziaria Militare!)

--
Teo
» 29/3/2016 10:50 Profilo


Pierantonio Re: M60A1 dell

Colonnello




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Iniziamo con questo messaggio ad analizzare il modello AFV ma prima alcune note su del materiale di riferimento che può risultare utile.
Innanzitutto una guida alla catalogazione dei carri conservati utile al modellista per individuare le maggiori differenze esterne tra le versione dell’M60. L’unico appunto è che i filtri dell’aria a caricamento laterale sono scambiati nelle versione “early” e “late”. I carri italiani hanno sempre avuto i primi (3)

Segnalo questa fotografia

[url= https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xpf1/t31.0-/257374_1869812018138_7601486_o.jpg]M60A1 scingolato[/url]

che ritengo particolarmente interessante. Guardando alla sorta di cupola che si intravede sullo sfondo sono del parere che sia stata scattata all’estremità nord del poligono del Cellina-Meduna nei pressi di Sequàls (PN) dato che essa mi risulterebbe essere quella che si vede

QUI

(usate Street View dopo la localizzazione).
La particolarità è che il carro di testa ha le caratteristiche di un “finale” ma è primo del lanciafumogeni a differenza del secondo che li ha. Inizialmente pensavo ad una foto scattata in un periodo di transizione ma l’elmetto del capocarro del carro anteriore mi sembra uno di quelli più moderni per cui la foto dovrebbe datarsi negli anno ’90 quando tutti i carri erano stati modificati.
In ogni caso si nota che il secondo carro appare mimetizzato in torretta probabilmente con l’uso di fango, cosa che ho trovato anche in altre foto e che sembra fosse prassi abbastanza comune in esercitazione.
La foto rende anche l’idea di cosa potesse essere trovarsi un carro di quelle dimensioni cingolato, situazione che bisognava risolvere sul posto dato che era impensabile in quella situazione ed ambiente trainarlo fino alla caserma. Sostanzialmente il cingolo è stato smontato e disteso davanti al carro che verrà trainato dal primo sopra ad esso. A quel punto si doveva:
1) portare il rullo anteriore nella posizione che dava la minima tensione al cingolo per recuperare abbastanza spazio da poter successivamente agganciare le due chiavi che si vedono a terra vicino al telone,
2) legare delle corde all’estremità anteriore del cingolo, farle passare sulla ruota motrice e sull’ultimo rullo reggicingolo;
3) avviare il motore e iniziare il recupero del cingolo fino a che ingranava la ruota motrice,
4) sciogliere le corde;
5) continuare a recuperare il cingolo fino al contatto con l’estremità opposta;
6) agganciare i connettori con le due chiavi (una per lato),
7) stringere fino a poter inserire i nuovi connettori sui perni delle maglie,
8) togliere le chiavi e ripristinare la corretta tensione del cingolo agendo sul rullo anteriore,
9) controllare e regolare la tensione dopo aver iniziato la marcia del carro.
Certamente un lavoro di fatica non indifferente!

L’altra foto che segnalo si riferisce all’unica immagine nota di un carro dell’8° Btg Carri “M.O. Secchiaroli” dipinto con una sorta di “special color” su iniziativa del comandante di battaglione per un Natale alla fine degli anni ’80. Di questo carro molti sapevano e non sembra l’iniziativa avesse destato un gran entusiasmo. Purtroppo non ho preso nota del proprietario e con lui mi scuso per la mancata citazione.




IL MODELLO AFV

Quando nel 2015 AFV annunciò il nuovo modello del carro americano la comunità modellistica accolse la cosa non estremo interesse perché fino a quel momento il carro non aveva avuto un cattivo trattamento da parte dei produttori. Non che non mancassero i modelli ma avevano tutti lo stesso difetto di discendere dal decrepito Tamiya degli anni ’70 per lo scafo e dall’Esci degli anni ’80 per la torretta. La situazione era quindi di modelli con torrette certamente decenti ma scafi del tutto obsoleti. In particolare i difetti comuni erano:
1) eccessiva semplificazione del treno di rotolamento e della sospensione,
2) errata rappresentazione della parte posteriore del carro (griglia compresa);
3) mancanza generalizzata di dettaglio,
4) errato dimensionamento della parte inferiore dello scafo per ospitare i vecchi cingoli Tamiya (più stretti del dovuto) mantenendo la larghezza della parte superiore dello scafo corretta. Questo comportava che la sostituzione dei cingoli con altri di larghezza corretta, li faceva sporgere di più di 1 mm dai parafanghi con una resa complessiva del modello falsata.
La torretta è tutto sommato paragonabile a quella degli altri kit ma presenta dei particolari più finemente riprodotto (certo, corrimani , etc). Una certa perplessità ha destato lo scudo del cannone e la parte anteriore della torretta perché sembra un po’ troppo arrotondata. Io francamente non sono riuscito ad arrivare ad una risposta definitiva ed in ogni caso non volevo certo sostituirla per cui ho archiviato la cosa. Lo scudo è leggermente più largo di quello degli altri kit.
La parte superiore della torretta M19 del capocarro, oltre ad altri parti come i fanali, è stampata in plastica trasparente e per me questa è un pessima idea perché la cosa non aggiunge realismo al modello finito rispetto al dipingere i visori e costringe ad un lavoro di mascheramento assai fastidioso. Forse alla fine dipingerò il tutto.
Non voglio qui parlare diffusamente delle stampate perché tutto è già presente in rete ma il nuovo modello surclassa tutti i precedenti rendendo (tasche permettendo) il suo acquisto quella che ritengo una scelta obbligata. Possiamo però dire che il dettaglio raggiunto e la conseguente complessità oltre alla necessità di pulire dai segni dello stampo praticamente tutti i pezzi lo rende un modello inadatto a chi desidera avere il modello finito in brevissimo tempo.
Una cosa è da dirsi. Contrariamente a quanto previsto da AFV non è possibile riprodurre un carro dei Marines perché non lo ebbero mai in servizio con la configurazione basica proposta nel kit.
Una cosa estremamente positiva del kit è che contiene i pezzi adatti a riprodurre un carro di tarda produzione (filtri aria blindati a caricamento verticale e ruote in acciaio) il che è fondamentale per riprodurre già ora un RISE-PASSIVE. Le ruote vanno anche bene per sostituire quelle dell’M47 Italeri che lasciano parecchio a desiderare nel dettaglio.
Noterete anche che il modello è piano zeppo di predisposizioni per future versioni. Certamente si individuano tutti i riscontri per le corazze ERA ma la scomposizione del parafango sinistro fa pensare all’installazione del gruppo pompe della lama apripista M9 per la quale sono presenti anche le predisposizione per gli attacchi sulla piastra frontale. Un modellista americano ha notato anche alcune predisposizione per la versione del genio M728 CEV.
Andiamo invece ad analizzare alcuni particolari.

- finitura superficiale dello scafo

La cosa che ha destato maggiori perplessità del modello è la finitura superficiale dello scafo e di alcune altre parti che tenta di rappresentare un effetto fusione che sull’M60A1 non è mai esistito. Questo è stato veramente un brutto colpo per i modellisti perché costringe ad un facile ma noiosissimo lavoro di correzione.
Ho visto varie tecniche ma io ho optato per passare un paio di mani di Mr Surfacer 500 ben dilulito e poi livellare il tutto soprattutto usando delle penne abrasive in fibra di vetro (4).
Prima di tutto forate la plastica in corrispondenza delle predisposizioni per i corrimani della torretta, del cesto e dei supporti dei cavi di rimorchio perché dopo la lisciatura resteranno gli unici riferimenti per il loro montaggio.
Il risultato lo vedete nelle foto di seguito, si tratta di un lavoro solo noioso da portare a termine ma alla portata anche di un modellista di modesta esperienza.
Eliminate tutte le predisposizioni eccetto quelle delle seguenti parti:
- C5 e C6 - supporti ammortizzatore;
- C96 – supporti fanali posteriori;
- C10 e C11 – supporti gancio di traino;
- C94 e C95 – paraspruzzi (sono i due rattangolini vicini ai supporti fanali)



In questa foto ho cerchiato in rosso dove ho asportato il portellino (5) stampato dopo averne fatto una copia e pareggiato la superficie. Nei carri reali infatti il portello era praticamente a livello della corazza mentre AFV lo ha riprodotto leggermente incassato. Diciamo pure che ho voluto strafare. Se lo lasciate così come sul kit va bene lo stesso.
Forate le predisposizioni per la fanaleria anteriore.



Il mio modello presentava un difetto di riempimento dello stampo alla base della torretta che ho rifinito con dello stucco epossidico.


Stesso lavoro, ma questa volta spennellando della colla liquida, sui portelli e sul cofano motore. Io non ho trattato la parte superiore ma solo quelle laterali perché riprodurrò l’antisdrucciolo.

Sulla torretta M19 sono intervenuto solo con un po’ di stucco dato che l’effetto fusione è limitato.
Quello che invece deve essere rimosso è il rettangolo in rilievo posto sovrastante il terzo iposcopio partendo dal fronte in senso antiorario (6)



- cingoli
I cingoli sono del tipo corretto per carri italiani (M97E2 con maglia in gomma). L’unico difetto è la presenza della linea di separazione degli stampi sui connettori. Chi volesse sostituirli li troverà riprodotto sia in metalli che plastica. Dato che non sono un amante dei cingoli in vinile ho deciso di utilizzare quelli della AFV stessa (codice FV35005) in commercio da anni e che avevo in deposito. In tal caso è necessario stuccare i segni degli estrattori presenti su ciascuna maglia. Ho usato una piccola spatola da belle arti in modo da stuccarli ancora sugli sprue per poi staccarli e limarli. Anche qui un lavoro unicamente noioso ma alla portata di tutti.



- teli degli scudi cannone e mitragliatrice M85.
Nel kit sono riprodotti in vinile probabilmente per mantenere la possibilità di elevazione, almeno limitata delle armi. Non ne sono rimasto particolarmente entusiasmato dato il dettaglio piuttosto leggero ma soprattutto perché presentano alcune sbavature di stampo e nel soffietto i segni dello stampo. Tutte cose difficili da eliminare dato il materiale. AFV per il cannone fornisce lo scudo ma la configurazione “nuda”, a differenza degli M47, io non l’ho mai vista in nessun carro nel mondo.
Secondo me AFV avrebbe fatto meglio a proporre i teli nelle due soluzione: vinile e plastica rigida. Da questo punto di vista i modelli più anziani hanno resa superiore.
Proprio per migliorare la situazione ho acquistato il nuovo kit della Legend (codice

SET LEGEND

Francamente la qualità della riproduzione dei teloni è nettamente superiore a quella del kit e vengono forniti anche altre parti utili al miglioramento del kit e a quello di un RISE-PASSIVE. Legend propone però una soluzione veramente impraticabile per fissare il cannone ovvero quella di tagliare la canna in metallo fornita da AFV e incollarla al soffietto. Come la colla possa reggere lo sforzo indotto dalla canna è un bel mistero per cui ho provveduto a forare telone e soffietto in modo da far passare la canna attraverso di loro. Con un trapano e una buona fresa sferica la cosa è piuttosto facile da fare e basta un po’ di pazienza. Ricordatevi di lavorare con mascherina e in luogo areato perché la resina produce una quantità enorme di finissima polvere che non è salutare respirare.
Il risultato è questo



Le parti Legend si adattano perfettamente al modello AFV ma per attaccare il telo della M85 è necessario tagliare parte della cupola.

- ruota motrice
Le ruote motrici proposte dal kit sono di fattura allo stato dell’arte ma è necessario intervenire sulla corona dentata. AFV propone quella alleggerita usata a partire dagli anni ’70 ma i carri italiani ebbero sempre e solo quella iniziale completamente piatta. Per ottenerla basta limare quella del kit fino ad ottenere la forma corretta. La cosa è da ripetersi anche per quella posteriore.



- filtri aria
AFV dà un’ottima riproduzione dei filtri ma si tratta di quelli di tarda produzione (7) mentre anche qui i carri italiani ebbero sempre e solo quella iniziale dotata di maniglia d’apertura semplificata.
Bisogna quindi limare quella del kit ed aggiungere uno spezzone di plasticare 1x0.25 mm.



AFV erroneamente indicata di montare gli indicatori del livello di intasamento dei filtri (parti F32 e K7), accessorio mai installato sui filtri a caricamento laterale (7).

- fotoincisioni
AFV ha già incluso delle fotoincisioni nel kit e oltre a queste non vedo la necessità di acquistarne altre dato che nei vari set non si fa altro che replicare parti che a mio vedere sono già più che accettabili in plastica. Se decidete di acquistare un set allora prendete uno della Eduard come il 35725.

[url= http://www.eduard.com/store/out/media/35725.pdf
]ISTRUZIONI 35725[/url]

Questo perché a mia conoscenza Eduard è l’unica che propone il supporto posteriore del proiettore luce bianca/IR, parte che incredibilmente manca in tutti kit in plastica compreso l’AFV.
Se qualcuno volesse ricostruirlo, faccia riferimento alla foto pubblicate e alo schizzo seguente



NOTE

(3) questi appaiono anche nelle foto inserite nel manuale del carro pubblicato nel 1965 e che si riferiscono ad uno dei prototipi mentre tutti i modelli sul mercato (compreso l’AFV) riproducono i secondi. Chi volesse averli già pronti li trova nel modello Dragon dedicato all’M48A3.

(4) di solito sono usate in ambito elettronico e costano pochi euro. Se le usate indossate del guanti in lattice su una superficie facilmente pulibile perché nell’uso producono piccole pagliuzze di fibra di vetro che se si piantano sulla pelle diventano dolorose e fastidiose da rimuovere.

(5) il portello copriva il terminale di scarico della pompa di sentina usata in concomitanza con l’installazione del dispositivo per i guadi profondi (Deep Fording Kit) e ad esso veniva collegato lo scarico laterale (parte B4 al passo 19 delle istruzioni). Questo avveniva solo per i carri del Marines mentre in caso di guado senza preparazione bastava aprire i fori di drenaggio una volta raggiunta la terra ferma. I carri dell’EI non montarono mai il suddetto terminale. Naturalmente questo comporta il montaggio della griglia C90 al passo 18.

(6) si trattava della piastra alla quale andava collegato il supporto della Browing M2HB esterna che fu adottata sui primi M60 in attesa dell’ingresso in servizio della mitragliatrice M85 posta all’interno della torretta, il cui travagliato sviluppo la fece entrare in servizio quando il carro era ormai in produzione. La M85 fu sostanzialmente uno sfortunato tentativo di sostituire la M2 con un’arma più moderna adatta al montaggio all’interno dei mezzi corazzati. Si rivelò un’arma non all’altezza della precedente e alla fine venne abbandonata.

(7) i carri della serie M60 adottarono nel tempo due tipi di filtri, ciascun tipo in due versioni.
- filtri con cartuccia a caricamento laterale primo tipo: dotati di portello di accesso ai filtri con maniglia semplificata (usati sui carri italiani)
- filtri con cartuccia a caricamento laterale secondo tipo: oltre ad alcune modifiche interne erano riconoscibili per la diversa maniglia di apertura di disegno diverso in modo da rendere più agevole l’apertura.
- filtri con cartuccia a caricamento verticale primo tipo (TLAC - Top Loading Air Cleaner): modello in alluminio non blindato
- filtri con cartuccia a caricamento verticale secondo tipo (ATLAC - Armored Top Loading Air Cleaner): modello blindato in acciaio. AFV lo propone all’interno del kit.
Per vedere come erano fatti i due tipi di filtri a caricamento verticale fate riferimento a QUESTA IMMAGINE
Altra notazione è quella che in caso si realizzi un modello dell'M60A1 di US Army negli anni '70/80 è necessario verificare se i filtri sono blindati o meno tenendo ulteriormente presente che i Marines non ebbero mai carri con filtri a caricamento laterale perché ricevettero gli M60A1 dopo molti anni, quando questi erano ormai stati sostituiti.

(8) Con l’adozione dei filtri a caricamento verticale ci si accorse che essi erano molto meno efficienti dei precedenti e questo comportava, in modo del tutto asintomatico e incontrollabile da parte dell'equipaggio, l'improvviso intasamento del filtro e la conseguente ingestione di materiale esterno da parte del motore con avaria dello stesso. Tale avaria comportava lo scavalcamento del gruppo motopropulsore e il suo invio alla revisione generale. Alla fine, visto l'aumento esponenziale del numero di motori fuori uso, si ideò un semplice dispositivo ottico che riusciva almeno a dare un'idea del livello di intasamento. Denominato Air Restriction Gauge, risultava protetto da una struttura piccola metallica indicata come Air Restriction Gauge Guard. Mediante il semplice controllo a vista, l'equipaggio era tenuto all'immediata sostituzione delle cartucce non appena si raggiungeva un livello previsto dal manuale del carro. Si tenga presente che l’avaria improvvisa al motore non costituiva solo un notevole onere finanziario per la riparazione ma era anche considerata inaccettabile per la sicurezza dell’equipaggio dato che essa poteva comparire d’improvviso durate le operazioni belliche.
» 3/4/2016 16:06 Profilo Visita il sito Web


Luciano Maffeis Re: M60A1 dell

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Ciao Pierantonio. Grazie per le precise notizie e, soprattutto, per i disegni del supporto proiettore visto dovrò cercare di costruirlo. Per quanto riguarda la parte superiore della torretta del capocarro concordo con te sull'inutilità di farla trasparente: anch'io penso di dipingerla comunque e poi evidenziare i vetri dei visori.
Effettivamente non è un "instant model" anche qualora si decida di farlo senza interni.
Ciao,
Luciano
» 3/4/2016 18:06 Profilo Visita il sito Web


alcione Re: M60A1 dell

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Al fine di non perdere, nel tempo, questa utilissima
guida del carro si può rendere questo contributo al pari di un dossier da inserire stabilmente nel menù del sito ?
Grazie Pierantonio :-D
saluti,
Francesco :-)

--
     matr. n° 2660 -- GMT   beda bofors 001 Non lasceremo soli i nostri fucilieri

La va a pochi XXXI^ btg. Genio Guastatori
» 3/4/2016 18:47 Profilo


Pierantonio Re: M60A1 dell

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Quanto scritto in questa discussione sarà condensato in un file PDF che verrà messo a disposizione su ferramole.it insieme alla istruzioni per le decals. Non ho nulla in contrario che venga inserito anche su questo sito ma la decisione non spetta a me.

A proposito di decals, non mi sono dimenticato del foglio promesso e a dire la verità sarebbe già pronto a meno di alcune piccole modifiche.
Lo vedete qui sotto (degradate) e, come promesso ci sono anche le targhe per i carri RISE/PASSIVE.
A vederlo così sembra una baraonda inestricabile ma vi garantisco che esiste una logica nella compilazione. Ho inserito anche due targhe generiche EI 112… e EI 115… con due serie di numeri così uno può comporre anche targhe diverse da quelle proposte.
Sono presenti anche delle decals per un M60A1 del 13° Btg "M.O. Pascucci" che pensavo fosse transitato direttamente sui Leopard dagli M47 e che rimase nell'Ariete solo dal 1986 al 1989. Invece ho trovato una foto di un carro con gli Stanag di quel reparto.



Dato che ho praticamente terminato anche le decals per l’ARIETE che vi mostro in anteprima non ancora impaginate. Naturalmente ci sono anche le decals per i carri usati in Iraq dalla 1^ Compagnia Carri del 3° Btg “M.O. Galas” e quelle per l'unico esemplare mimetico in carico alla Scuola Trasporti e Materiali.



Pensavo però di fare un paio di fogli misti così uno spende i soldi almeno per due soggetti diversi.
Il prossimo passo è però mandare alla stampa i file attuali per vedere il risultato per cui ancora un po’ di pazienza.

Passiamo ora ad alcune note sui carri RISE/PASSIVE ceduti dai Marines e la cui storia è da anni presente su ferreamole.it. Desidero aggiungere una nota storico/tecnica. I carri erano praticamente sempre dotati delle corazze reattive solo che fuori delle zone operative, per evidenti motivi di sicurezza, ne montavano un tipo inerte, sostituito al momento del bisogno con quello esplosivo. Questo è il motivo perché i carri si vedono al porto di Mogadiscio con le corazze (foto n. 141 del recente volume “Mezzi corazzati e blindati dell’Esercito Italiano”) e poi si vede che le stesse vengono estratte dai container una volta che i carri sono giunti al campo di Balad.

Per i dettagli segnalo un “walk-around” sul Prime Portal

[url= http://www.primeportal.net/tanks/greg_smith/m60a1_rise_era/]M60A1 Passive[/url]

Vediamo passo per passo le varie modifiche da apportare al modello della AFV.
Prima di tutto serve il modello Tamiya codice 35157. Esiste analogo modello dell’Academy ma lo sconsiglio apertamente perché le corazze sono riprodotte in modo grezzo e mancano altri pezzi necessari alla conversione.
Non faccio qui commenti sulla riproduzione delle varie parti. Chi vuole potrà intervenire per migliorare il modello dove ritiene opportuno.

- utilizzare i rulli in acciaio presenti sugli sprue D;
- sostituire i cingoli con il modello T142. Non so se i cingoli Tamiya si adattano alle ruote motrici AFV. Da quanto ho visto in rete i cingoli Tamiya sembra mantengano l’errore del dente guidacingolo centrale alla maglia anziché tra le due contigue. Se è così allora a mio parere i cingoli vanno comunque sostituiti perché l’errore è grave.
- utilizzare le ruote motrici alleggerite (sprue I);
- installare i rulli reggicingolo part D30/D31
- montare i filtri blindati le cui parti sono sullo sprue B oltre alle parti K25, K26, K32 e F7,
- montare il telefono esterno secondo il passo 17 dove si usa la parte E21;
- installare il portello del pilota Tamiya (dotato dell’alloggiamento per il visore ad intensificazione di luce stellare);
- installare i contenitori del lanciafumogeni Tamiya parte E6;
- installare sul retro del cesto portaoggetti i contenitori dei fustini D37/D28
- installare i supporti posteriori dei cavi di rimorchio Tamiya parti H49 e H50 ( i cavi erano portati trasversalmente sul cofano motore)
- installare il terminale dell’adattatore della mitragliatrice coassiale Tamiya parte D20;
- installare le maniglie Tamiya H16;
- Installare i lanciafumogeni e il loro supporti E23 ed E24
- Chiudere l’attacco del cavo di alimentazione del proiettore come nel modello Tamiya (i Passive non avevano necessità del proiettore)
- Montare antenne radio di tipo americano.
» 3/4/2016 21:42 Profilo Visita il sito Web


soldier75 Re: M60A1 dell

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grazie mille
» 4/4/2016 12:13 Profilo


MG42 Re: M60A1 dell

Generale di squadra aerea




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Tutto molto interessante e, presentato con molta originalita'
io ho un vecchio Esci ma credo ci sia molto di sbagliato........


ciao
enrico


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enricoMariaMG42

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Un amico è uno che sa tutto di te e nonostante questo gli piaci !!!

» 4/4/2016 12:17 Profilo


Pierantonio Re: M60A1 dell

Colonnello




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Come al solito dipende cosa intende fare uno ovvero dal tempo e la voglia che ha e i soldi che ha in tasca.
Il modello ESCI (lo stampo era un progetto Italeri e ora il modello è venduto da questa e da Revell) è riconosciuto il migliore della "vecchia guardia".
Se uno vuole un modello veloce da costruire e che alla fine certamente somiglia ad un M60A1 allora la scelta è ottima.
Per fare un esemplare italiano bisogna quanto meno sostituire i cingoli. In linea di massima andrebbe anche sistemato il portello del pilota che è quello predisposto per il visore notturno.
Se invece uno cerca la correttezza del dettaglio allora senza dubbio la scelta va sull'AFV.
» 4/4/2016 16:55 Profilo Visita il sito Web

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