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/  segnalazione da JADAR HOBBY
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enrico campo Re: segnalazione da JADAR HOBBY

Colonnello




Registrato dal: 13/10/2004
Interventi: 805
Da:


Offline  

 Livello: 25
0 / 1571
1532 / 1532
39 / 73
grazie per i fiumi di parole e le dotte argomentazioni, che indicano che i modellisti hanno molto tempo a disposizione, (altrimenti non modellerebbero!), ma scomodare Keynes o Galbright, per quattro pezzi di plastica e/o qualche decina di euro/dollaro/zloty e loro equivalenze al cambio odierno, mi sembra eccessivo, ma non si risolverebbe il tutto con la facile equazione economica, peraltro rigidissima: comproindovesespennodemeno!! ?
cordialmente.
» 31/3/2009 14:16 Profilo


Fabio Re: segnalazione da JADAR HOBBY

Webmaster




Registrato dal: 26/4/2004
Interventi: 23447
Da: Fiano Romano


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 Livello: 84
0 / 54702
25844 / 25844
429 / 943
Giuseppe,
cerco di essere molto sintetico: mi riesce difficile chiamare con termini diversi da malafede e pratica commerciale scorretta l'operato di chi ricevendo a prezzi agevolati del materiale a fronte di un suo preciso impegno a non rivenderlo al di fuori dei propri confini pena il passaggio ad un listino standard, pubblicando sul proprio sito per anni che determinati tipi di prodotto non potevano essere venduti all'estero (se non voglio vendere una cosa in Francia non c'è nessuna legge che mi obblighi a farlo) mentre continuava di fatto a farlo ed una volta che in ragione di tale pratica gli viene applicato quanto promesso scrive che è vittima di un comportamento illegale contro il quale però legalmente non vi sia modo di opporsi mi fa sentire come quando mi si da dell'idiota se dico che pago sino all'ultima lira le tasse che devo pagare perchè è giusto che sia così :-( :-( :-(...
Per quanto riguarda la trasparenza del mercato non capisco a cosa ti ? Nel modellismo dove c'è di norma ci sono due passaggi intermedi dal produttore al consumatore? Nell'ortofrutta, ad esempio, se va bene ce ne sono sei. Se in Germania o in Francia il prezzo di un modello prodotto in Italia varia anche di un 10-15% rispetto a quello di qui, non è lo stesso se vado a comprare una Panda in Inghilterra? A parte la scomodità del volante alla rovescia con la differenza mi ci compro mezzo containter di modelli,,, Se in Germania o in Inghilterra un pezzo Dragon costa un x% in meno che qui a nessuno è mai venuto in mente che possa dipendere dal fatto che il loro mercato modellistico sia più del doppio del nostro e che quindi acquistando di più ottengano una scontistica migliore?
Non difendo i nostri commercianti nè i nsotri distributori, nel mio picolo cerco solo di evitare ai miei figli al prospettiva di lavorare fra una decina di anni per l'equivalente di quattro ciotole di riso al giorno per conto di indiani o cinesi (sempre ammesso che li vogliano) in quanto il loro illuminato padre per difendere il proprio orticello compra i modelli in Polonia, l'auto giapponese in Inghilterra, gli elettrodomestici in ungheria e che si darà a breve da fare (in accordo con ciò che dice il nostro Premier) per cercare senza stare con le mani in mano un lavoro che a casa nostra non c'è più...
Ciao
Fabio

P.S.: anche io ho la mia domanda senza risposta: perchè in Italia se uno vende con un margine giusto per ciò che paga un kit è un ladro ed un suo collega polacco che vende a 20 euro in più un kit di quanto non sia la media italiana per lo stesso pezzo non lo è?


--

Le infallibilità muoiono, ma non si piegano (G. Garibaldi)

Il saggio coltiva Unix e Linux, Windows si pianta da solo...
 
» 31/3/2009 14:33 Visita il mio spazio Profilo Visita il sito Web


sazabe Re: segnalazione da JADAR HOBBY

Capitano




Registrato dal: 16/10/2004
Interventi: 299
Da:


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 Livello: 16
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7 / 39
Non so, io continuo a ritenere che nel mercato italiano ci sa qualcosa che non va...

In primo luogo, io ho fatto l'esempio del mercato Giapponese perchè si tratta del mercato della seconda potenza economica mondiale, con un costo della vita molto più alto del nostro e quindi non è solo un problema della Polonia o dei paesi dell'est che sfruttano in maniera in proprio strane agevolazione.

Inoltre quello giapponese è soprattutto un mercato estremamente trasparente: su tutte le scatole dei kit prodotti in Giappone c'è il prezzo in yen IVA esclusa (su tutte!) e tale prezzo non può essere superato dal rivenditore ma solo ridotto, cosa che capita spesso... Da noi non è così, e basta entrare in un bar: i poster dei gelati hanno i prezzi ma sono sempre ricorti da adesivi con nuovi prezzi naturalmente più alti... Lo stesso è così per i modellini, basta guardare i prezzi del catalogo Italeri e vedere quale negozio li rispetta e gli Italeri sono prodotti a casa nostra... Certo in Italia i prezzi consigliati non sono vincolanti però... L'economia di scala, come ha fatto notare Fabio è diversa tra Italia e il Sol Levante, ma anche il mercato è differente, in Giappone c'è un mercato di milioni di modellisti ma ci sono anche migliaia di negozi che si spartiscono questo mercato, e quindi l'economia di scala si compensa, anche perchè in Italia non abbiamo 2 negozi che fanno oligopolio, ma qualche centinaio.

Ma il problema vero sono i prodotti importati, come già ho detto nel post precedente negli ultimi 2 anni abbiamo avuto una congiunzione favorevole con un euro molto forte, nonostante ciò non ho visto i prezzi dei prodotti importati scendere... Li ho visti invece salire appena l'euro ha perso un po' di smalto...

Altra cosa strana è che negozi on-line e negozi sottocasa non cambia nulla, un negozio on-line ha il vantaggio di avere costi di gestione nettamente più bassi di uno tradizionale, eppure questi costi non si trasmettono sui prodotti e quindi non si hanno prezzi minori... Tanto che spesso sommando le spese postali non conviene comunque acquistare nei negozi italiani on-line.

Se invece acquisto dai negozi on-line all'estero la situazione è differente... I prezzi seguono l'andamento del cambio e sono nettamente più bassi... Io penso che nessuno vende in perdita, se non in caso di definite strategie commerciali definite e limitate (promozioni), quindi se qualcuno fa regolarmente prezzi nettamente più bassi allora significa che comunque ci guadagna, quindi fa bene a farlo, questa si chiama concorrenza. Da noi invece concorrenza io non ne vedo. Ripeto alle fiere, dove ci sono un sacco di venditori si vedono prezzi più bassi? Si vedono tentativi di fare concorrenza? A me non pare...

Nel caso specifico io penso che Jadar non vendesse sottocosto e nemmeno Italeri vendesse sottocosto a Jadar, si trattava quindi di una situazione sostenibile, solo che l'Italeri ci guadagnava meno che da altre parti.

Ciao!
Beppe
» 31/3/2009 14:59 Profilo


pgdm Re: segnalazione da JADAR HOBBY






Registrato dal: 11/10/2005
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Da: Roma - Genova


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A me sembra che la discussione, che si sta facendo "calda", abbia un difetto di fondo.
Non si capisce quale sia l'obiettivo privilegiato della vicenda.
Il consumatore? Il commerciante? Il "sistema Italia"?
Perchè secondo me le risposte variano secondo il punto di vista che si prende.
Prendiamo il consumatore. In genere ha un budget limitato (nel senso che ha un limite) e non trovo strano che, stante l'indilatabilità di esso e stante il fatto che se aumenta ad esempio il prezzo del petrolio è sempre lui a "rimediare" pagando di più la luce, la benzina, i trasporti ecc., il consumatore si adoperi per comprare dove spende meno.
Soprattutto in tempi in cui i redditi sono quelli che sono.
Prendiamo il commerciante. Ha indubbiamente delle spese, dei costi che sono più gravosi a Roma piuttosto che a Campobasso, ma che sono forse meno gravosi in Italia che in Germania, ma più gravosi che in Polonia. Indubbiamente sui prezzi deve considerare un giusto margine di guadagno, e se le sue spese sono superiori a quelle del collega polacco, altrettanto lo devono essere i suoi prezzi.
Il "sistema Italia" poi dovrebbe essere tutelato nel nostro stesso interesse e nell'interesse delle future generazioni. Ma funziona come sistema? Se una ditta italiana produce ombrelli bucati, devo bagnarmi per non mettere in crisi la produzione e l'occupazione?
Tra l'altro la tutela del "sistema Italia" renderebbe necessaria una contrazione dei costi, anche in termini di retribuzione se non addirittura di occupazione. Ma se si tengono a bada questi termini si riduce ancora il famoso budget individuale per i consumi.
Certo, uno se la può sempre cavare come quegli imbecilli che dicono "siate fiduciosi e spendete di più" senza spiegare uno dove dovrebbe prendere i soldi da spendere se a malapena arriva a fine mese.
Insomma. Secondo me è proprio nel sistema il marcio.
La classe imprenditoriale si è buttata a pesce nelle nuove frontiere, esportando l'esportabile della produzione.
Il commercio non ha battuto ciglio, probabilmente sperando che la produzione a più basso costo significasse più ampi margini di guadagno.
Tutti e due, insieme a quelli che pensano che il mercato sia il sacro regolatore dei rapporti umani, hanno favorito politicamente la parte che ha più premuto per la "libertà".
Adesso si scopre che la libertà, quel tipo di libertà, non è tutto oro lucente ma ha un prezzo (che, beninteso, pagheremo anche noi) e anche caro.
Nel frattempo l'allegra Europa continua a fare leggi in favore dei furbi. E' di questi giorni la notizia che un'aranciata non deve più contenere, per legge, almeno il 12% di succo d'arancia, per cui potrò vendere l'aranciata anch'io, anche se nel produrla di arance non ne uso neanche una. Oppure, altra norma comunitaria recente, potrò vendere del vino "rosato" anche se lo faccio semplicemente miscelando vino bianco e vino rosso e non vinificando in bianco le uve rosse. E' da tempo ormai che l'Europa produce, soprattutto nel settore alimentare, una serie di leggi più truffaldine dei peggiori truffatori, comunque a danno dei consumatori.
E a fronte di queste norme il potere normativo interno è nullo.
Che fare allora? L'unica è sperare che il sistema salti, che la gente si svegli, si cominci a rendere conto che forse è ora di cambiare le cose e di cambiarle concretamente, non a furia di slogan.
Prima di tutto far saltare questa Europa raccogliticcia, costruita come se fosse una partita a Risiko, e o renderla una cosa seria e di garanzia per tutti o ritornare ai vecchi accordi multilaterali, salvando il nucleo delle nazioni omogenee.
Poi si vedrà.
Del resto da che mondo è mondo le rivoluzioni non si sono mai fatte scambiandosi pacche sulle spalle.



--
 
 
   
Paolo Del Manzo 
» 31/3/2009 15:25 Profilo


2S6M Re: segnalazione da JADAR HOBBY

Maresciallo




Registrato dal: 25/9/2008
Interventi: 6099
Da: Gallarate (VA)


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 Livello: 55
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6730 / 6730
77 / 330
Caro fabio,
Prendo atto del Tuo modo di vedere le cose, seppure non concordo con esso, ma mi ritengo molto più in linea con quanto detto da altri nei post precedenti e, sopratutto, da Paolo nella suo ultimo messaggio, veramente rpignante a mio avviso.
Se il sitema non mi convince, ovvero considero che sia marcio, io no faccio nulla per assecondarlo e difenderlo! Io, semmai farò qualcosa per sovvertirlo affinchè i miei figli possano vivere in un sistema migliore e più equo (so che il discoro è " di sinistra" e oggi non fa più alcuna presa", ma la penso semplicemente così) e non in nquello in cui siamo immersi, con le conseguenze che, oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Se i cari produttori (ovvero, come è anche probabile, i loro intermediari), intendono fare politiche differenziate per profittare solo degli aspetti positivi dei vari mercati, sperando di non pagare lo scotto dei risvolti negativi (tipo quello di cui stiamo parlando) , hanno una bella pretesa! In sostanza Tu dici che è chiaro e trasparente il fatto che esse vogliano comunque lucrare il massimo da ogni singolo mercato seppur nuotando in un mercato che non è diviso in settori separati (in sostanza vorebbero ristabilire una specie di dazio "privato" a priori laddove la UE , e gli stati .li ha eliminati applicandolo al consumatorie straniero che va acompare nel paese membro - un tantinellino poco pulito come disocro secondo me) ?Bene, a me non convince tale tipologia di trasparenza, E ciò sia ben chiaro non c'entra nulla con il singolo negoziante italiano il quale, molto probabilemnte è lui stesso una vittima di tale politica della casa costruttrice ovvero del distributori il qualei, una volta che gli imppone prezzi elevati lo costringe a sua volta aesporne di elevati. Ed a perdere clienti perchè non può vendere ad un prezzo che magari glieli farebbe riconquistare (senza perderci naturalmente).
Infine due notazioni:
1) io quell'avvisodi cui Tu parli sul sito Jadar non lo vedo (magari sono di "parte" e non lo voglio vedere), melo ricordo tempi addietro e riguardav solo la Dragon, ma poi fu eliminato Per cui oggi (ieri) che voleva quei prodotti poteva acquistarli correntemente senza limiti di residenza.
2) sulla Tua domanda è evidenzte che, mi scuserai e te lo dico così brutlmente , che essa e capziosa, Infatti il discosro che faccio io per il mercato italiano vale in tutto per tutto per gli altri mercati (mi ritengo uno che sbaglia coerentemente). Semplicemente il caso da Te indicato è un caso, non so se isolato o sistematico, che deve essere stroncato, (semplicemente non comprando quel modello da colui che lo vende a quel prezzo ( e non mi pare proprioe che sia jadar, almeno oggi, visto che quel modello non lo ha in catalogo). In italiaper me è divenuto, secondo me, un sistema, e come tale va altrettanto stroncato (a mio avviso, sempre). se in Polonia od in ogni altra parte del mondo mi vendono una cosa fuori mercato io non la compro, così magari si ravvedono e cambiano registro. NON continuo, e qui mi sto ripetendo, e sostenere quel sistema sbagliato, solo perchè mi piace o è quello che vige nel mio paese. Quest'ultimo è un discorso che continuo a non capire. Mi ricorda quello che si faceva anni fà quando le Fiat e le Alfa (le auto intendo) non le voleva più quasi nessuno perche eran fatte male, erano esteticamente non attraenti e cadevano a pezzi, ma si diceva, appunto, che bisognava comprarle lo stesso perchè erano Italiane, e perchè se non l'industria chiudeva. Beh mi pare che non comprandole la Fiat è sì entrata in crisi (ma non ha chiuso) ed il risultato finale è stato che ha cambiato radicalmente prodotti, li ha migliorati ed ha riconquistato il mercato interno ed esterno. Se tutti avessero continuato a ragionare come Tu dici dovremmo fare, avremmo ancora le dune, le bravo, brava 1° serie e le Arna. Bel risultato sarebbe stato, emagari le avremmo pure pagate care ,!.
Detto ciò, non è che voglio a sottrarmi alla piacevole (in qunato comunque stimolante ed intelligente) discussione, ma mi sembra che il discorso si sia fatto sin troppo lungo ed elaborato andando un pò fuori dagli scopi del Foum (scusa se mi permetto di fare il Tuo mestiere), come ha detto qualcuno, e che si stia lievemente intiepidendo :-P , per cui riterrei più utile tornare a parlare di modelli, dato che oltre tutto le posizioni rimangono piuttosto inconciliabili e i punti di vsta diversi.
Un saluto e alla prossima.


--
      
         
           

   Giuseppe 2S6M-Maria M+3391
"La vecchiaia incipit"




               
             
» 31/3/2009 17:36 Profilo

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