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/  Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizzazione?
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hueyfan Re: Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizz

Generale di brigata aerea




Registrato dal: 11/6/2004
Interventi: 1395
Da:


Offline  

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Penso che "i grandi occhi" e i "grandi fratelli" di cui si e' parlato siano ben altri. Uno per tutti: QUESTO, solo per fare un esempio.

Al contrario, gli strumenti software che rendono un determinato sito conforme alle normative che Fabio citava hanno un limite oltre il quale nessuno e' mai riuscito a portarli: sono stupidi, privi di intelligenza, e come tali vanno considerati.
Vanno di pari passo con i sistemi di traduzione automatica, dei quali vediamo le carenze ed i limiti ogni volta che traduciamo una pagina web usando i tool di Google o di Babelfish.
In ambito informatico, gira da almeno un quarto di secolo la barzelletta degli scienziati russi del KGB che per provare il loro nuovo sistema di traduzione automatico, basato su un altrettanto nuovo e mirabolante calcolatore elettronico, sottoponevano alla macchina il compito di tradurre la seguente frase:
"Lo spirito è forte ma la carne è debole."
Il risultato fu disarmante, e nella storiella costava trent'anni di gulag all'autore del programma di traduzione, perchè fu il seguente:
"la Vodka e' buona, ma la bistecca è flaccida"

La morale e' che possiamo far fare ai computer quello che vogliamo. Basta pagare. Tranne una cosa: quella di metterci l'anima, nelle cose che fanno.

Luca
LIN

--

          MM+ 248
» 30/4/2008 11:47 Profilo


Cloniglio Re: Siamo in parrocchia? E

Colonnello




Registrato dal: 12/3/2007
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Da: Roma


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Fabio,

sei stato molto chiaro nella spiegazione tecnica e l'accetto senza indugi.
Per quanto riguarda la sensibilità dei tuoi figli e non solo i tuoi, mi dispiace se nell'arco di un anno, poco più o meno, possa aver detto due o tre volte c***o in maniera esplicita e mi dispiace ancor di più che gli stessi debbano sopportare i nostri improperi perchè mai abituati a sentirli da te o dai nonni. Che devo dirti non tutti hanno la vostra educazione...siete delle mosche bianche, non v'è mai scappata una parolaccia, mi dici che le conoscete ma non le pronunciate.
In quanto a sensibilità... mi pare che mettere alla berlina a livello modellistico nazionale per aver citato tre volte il volatile in questione questo non preoccupa mai, e mi rifaccio anche alle volgarità che ho elencato sopra rispondendo anche a Paolo che vorrebbe approfondire l'argomento non so per quale motivo, il linguaggio è talmente chiaro che non mi sembra proppo difficile capire di che parlo, anche perchè Paolo a dialettica non è secondo a nessuno e molto perspicace.
Con questo chiudo e chiedo ancora scusa per i miei volatili...senza rancore. ;-)
» 30/4/2008 11:55 Profilo


pgdm Re: Siamo in parrocchia? E






Registrato dal: 11/10/2005
Interventi: 8204
Da: Roma - Genova


Offline  

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Cerco di spiegarmi meglio e di spiegare perchè questi sistemi non mi piacciono.
Innanzitutto distinguo questi software dalla censura, ritenendo tale un'operazione di correzione delle idee e non dei singoli vocaboli. Anche la correzione del singolo vocabolo può diventare censura se attraverso quest'operazione si altera il contenuto del pensiero. La differenza la fa il fine realmente perseguito.
Ribadisco che non considero espressione di libertà il poter dire le cosiddette parolacce o esporre immagini sconce, anzi l'esatto contrario.

Ciò che mi rende insopportabile la cosa è che da un lato la trovo completamente diseducativa e destinata a perpetuare proprio il difetto che si propone di sopprimere, dall'altro lato la vivo come un trattamento riservato ad un deficiente.

Chiunque abbia mai visto un bambino piccolo sa che è un “maleducato”: se ha fame piange e si mette ad urlare perché l’unica cosa che sa riconoscere è lo stimolo che gli manda il suo stomaco. Nessuno di noi si sognerebbe di addebitare alcunché al bambino, anche se si mettesse a piangere ed urlare durante un’importante cerimonia, perché non riteniamo quel suo comportamento imputabile a lui, ossia non addebitiamo il comportamento al suo modo di comportarsi, ad una sua scelta, ma semplicemente alla natura. Al più possiamo imputare al genitore che non provveda in merito (sfamandolo o trasportandolo in altro luogo dove non sia di fastidio agli astanti) una mancanza di rispetto per gli altri.

Se allo stesso modo si comporta un adulto allora sì che gli imputiamo la responsabilità delle urla e del fastidio che arreca e non troviamo affatto sconvenienti eventuali provvedimenti sanzionatori di un comportamento poco urbano.

Il linguaggio poco raffinato, da caserma come si diceva una volta, di per se non ha un valore assoluto. Per lo più lo si può vedere negativamente, tanto più negativamente quanto maggiore è il rispetto dovuto, in base alle convenzioni, all’interlocutore.

Talvolta assume una valenza anche positiva, quando vuol essere un modo, discutibile quanto si vuole, per comunicare ed offrire all’interlocutore familiarità, confidenza e affetto. Che sono valori positivi. Non che sia l’unico modo per farlo, intendiamoci, ma è un modo da secoli entrato nell’uso comune e funziona se è comune ai due interlocutori. Se uno dei due lo rifiuta evidentemente è solo fonte di figuracce.

C’è poi chi ama, per motivi suoi, esprimersi volgarmente, infischiandosene allegramente del disagio che può creare agli altri, o addirittura mirandoci. Questo è un chiaro sintomo di inciviltà.

Vi ricorderete senz’altro il discorso di quel dirigente Telecom che pensava che Napoleone avesse vinto a Waterloo. Lì la volgarità era addirittura ostentata, un segno di comando tipico di chi è privo di qualsiasi autorevolezza. Io a te la parolaccia la posso dire, tu a me no, se no ti sbatto fuori.

Questi sistemi software di “pulizia dialettica” sono secondo me diseducativi perché assolutamente deresponsabilizzanti.

Io scrivo tutte le volgarità che voglio, tanto poi il sistema mi ci mette le stelline ma chi legge intuisce ugualmente.

Ma io sono a posto e continuo a mantenere il mio comportamento, tanto al limite mi ci mettono le stelline e se non ce le mettono è un problema loro.

A me piacerebbe invece, e lì sarei d’accordo, per un sistema che lasciasse alla libera scelta di ognuno di saper esercitare il proprio libero arbitrio anche nella scelta dei termini, subendo però, come è giusto, le conseguenze delle sue scelte.

Mi rendo conto che non è possibile pretendere che qualcuno si legga TUTTI i post che vengono pubblicati a caccia delle parolacce.

Immaginate però se lo facesse un software e in automatico lanciasse un messaggio tipo “Caro utente XY, nel post numero ecc. ecc. sono stati rilevati termini non consoni ad un sito aperto a tutti. Se l’evento dovesse verificarsi un’altra volta saremo costretti ad escluderla dal sito senza ulteriore preavviso”.

A questo punto il nostro XY dovrà scegliere: o la smette o se ne va (meglio: viene cacciato). Fosse anche il Presidente della Repubblica. Dovrà, in altre parole, scegliere di adottare un comportamento.

Dovrà ragionarci sopra, rendersi conto. Forse non capirà, ma le conseguenze lo costringeranno quanto meno a prendere atto che i suoi comportamenti sono imputabili a lui e che quindi lui dovrà pagare le conseguenze delle sue scelte.

Se viceversa si ritroverà con una stringa di stelline non avrà motivo di preoccuparsi di alcunché: sia perché potrà continuare a tenere ovunque lo stesso comportamento, salvo vedersi qua e la sostituite le parole con le stelline, sia perché comunque almeno una parte dell’obiettivo l’avrà raggiunta, potendosi spesso leggere sotto le stelline il vero intendimento.

Ogni tanto parliamo del basso livello di civiltà del nostro Paese.

Non ci sono le sedi deputate ad innalzarlo. Non è compito di qualcun altro. Qualsiasi luogo è adatto, qualsiasi cittadino deve contribuire. Anche questo è un luogo adatto, anche noi siamo persone adatte. Ma non lo si può fare se non si passa attraverso la RESPONSABILIZZAZIONE delle persone, l’imputazione delle scelte fatte e la sanzione di quelle errate. A costo di sembrare retorico affermo che chi ama questo Paese, chi lo sente veramente Patria, deve in ogni momento contribuire alla sua crescita, soprattutto culturale.

E non lo si fa soffiando il naso a chi non ha voglia di farlo e se ne infischia dell’effetto sgradevole che può fare agli altri. Lo si fa spiegando i motivi per cui un certo comportamento è sconveniente, avvertendo e, se l’avvertimento si rivela inutile, sanzionando. Anche duramente.

Io voglio essere responsabile delle mie scelte, edotto del fatto che se faccio scelte sbagliate pago, sanzionato se decido di sbagliare, ma non voglio che qualcuno corra a soffiarmi il naso coprendo con le stelline le mie nefandezze. Lo gradirò, forse, quando sarò ancora più rimbambito di ora e di nuovo non più imputabile. Adesso ancora no. Almeno per dignità.

Scusate la lungaggine.

Ciao



--
 
 
   
Paolo Del Manzo 
» 30/4/2008 15:32 Profilo


Nono Re: Siamo in parrocchia? E

Tenente Colonnello




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Da: Messina


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Caro Pgdm,
sento di dovermi complimentare con te per la tua capacità di esprimere ciò che pensi, a prescindere dal carattere dell' argomento che si tratta.
Condivido pienamente il tuo pensiero in tema di responsabilizzazione, ma purtroppo sempre più spesso diventa più comodo in questo nostro mondo ed in questa nostra società dimenticarsene facilmente.

Ciao

Giuseppe

--
 
 
» 30/4/2008 17:21 Profilo


Mario Bartoli Re: Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizz






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Ciao Luca,

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La morale e' che possiamo far fare ai computer quello che vogliamo. Basta pagare.

Non proprio... secondo me basta pagare ma bisogna anche che chi viene pagato ci riesca, cosa per nulla garantita.
Ho smesso di fare l'informatico perchè non riuscivo a mandare avanti una rete di 20 postazione Windows NT4 workstation ... eppure mi pagavano per quello!:-)

Ma questo è un altro discorso che nulla ha a che fare con l'autocensore.

Saluti ...

P.S.: Quoto in toto l'ultimo intervento di pgdm, solo che io non sarei mai riuscito a scriverlo così bene.

--
Mario Bartoli
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» 30/4/2008 17:47 Profilo Visita il sito Web


Topo Re: Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizz






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Da: cuneo provincia


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Anche io condivido quanto dice Ergastolo, ma penso anche che, visto che il Webmaster ha previsto l'autocensore per necessità, sia una cosa con la quale tutto sommato possiamo convivere senza grossi sacrifici, porca pupazza di facili costumi! :-D

--

Matricola M+ n° 665
» 30/4/2008 17:58 Profilo


hueyfan Re: Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizz

Generale di brigata aerea




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Mario Bartoli ha scritto: Ciao Luca, La morale e' che possiamo far fare ai computer quello che vogliamo. Basta pagare. Non proprio... secondo me basta pagare ma bisogna anche che chi viene pagato ci riesca, cosa per nulla garantita. Ho smesso di fare l'informatico perchè non riuscivo a mandare avanti una rete di 20 postazione Windows NT4 workstation ... eppure mi pagavano per quello!:-) Ma questo è un altro discorso che nulla ha a che fare con l'autocensore. Saluti ... P.S.: Quoto in toto l'ultimo intervento di pgdm, solo che io non sarei mai riuscito a scriverlo così bene.


Ciao Mario.
Quoto anche te, come pure pgdm, pero' riguardo alle 20 workstation, se ci fai caso, chi pagava una sola persona per gestirle avrebbe potuto pagargli anche un aiutante. Altra opzione poteva forse essere quella di usare tecnologia Apple fin dal principio (così ti rimaneva libero ben altro che il tempo necessario a gestire la tua attuale occupazione ;-) ) oppure togliere M$ e mettere Linux
In ogni caso, va bene evitare gli sprechi, ma quando si tira al risparmio i risultati sono sempre proporzionali.

Luca
LIN



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          MM+ 248
» 30/4/2008 18:32 Profilo


roby67 Re: Siamo in parrocchia? E' iniziata la campagna di moralizz

Generale di C.A.




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Topo ha scritto: Anche io condivido quanto dice Ergastolo, ma penso anche che, visto che il Webmaster ha previsto l'autocensore per necessità, sia una cosa con la quale tutto sommato possiamo convivere senza grossi sacrifici, porca pupazza di facili costumi! :-D




Mi sembra la parodia della storiella del Il Re é NUDO....cristallina nella sua verità!
Bravo Topo
ciao


--
Quote:
l'intelligente sa tanto,el saggio sa poco...el mona sa tutto. 



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» 30/4/2008 19:15 Profilo

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