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Righettone Ansaldo AC 2 ...FINITO e imbasettato!!!

Generale di divisione aerea




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Ciao a tutti, eccomi in procinto di dare inizio a un nuovo wip

E' da tempo che mi propongo la realizzazione del modello di questo soggetto più volte ammirato visitando il Museo di vigna di Valle pur sapendo che il kit è introvabile o di difficile reperimento essendo stato stampato molto tempo fa dalle ormai scomparse ditte  Dujiin, e  Kp Models in 1:72.  Non molto tempo addietro consultando il sito della Choroszy Modelbud ho scoperto l'esistenza del kit del Dewoitine D 1 bis, nientemeno che con decals nipponiche, il che lo aveva sottratto alla mia attenzione, l'ho subito acquistato per realizzare appunto l'Ansaldo AC 2, versione italiana su licenza del velivolo francese, provvedendo a far stampare le decals.  Le informazioni in mio possesso  che lo riguardano, a differenza della versione AC 3 più diffusa e più documentata, le ho trovate contenute nel paragrafo del bel volumetto di Roberto Gentilli  Ed.A.I. s.r.l.  L'AVIAZIONE DA CACCIA ITALIANA 1918-1939 " intitolato "Gli Ansaldo Dewoitine" ( riguardante anche le versioni AC 3 e AC 4) nel quale in uno stralcio  recita:

     Pochi mesi dopo l'ordine del Ni. 29, nella primavera del 1924, giungeva a Montecelio assieme a un bombardiere Farman Goliath e a un ricognitore Breguet XIX il caccia francese Dewoitine D 1 ter. n° 10.  L'anno precedente una missione italiana si era recata in Francia ed aveva sassistito alla presentazione del nuovo e rivoluzionario monoplano francese effettuata dal collaudatore Doret nel corso della quale, oltre alle prestazioni ottime, aveva destato impressione il fatto che un incendio causato da un ritorno di fiamma al motore non aveva causato alcun serio danno all'aereo, dotato di ordinata parafiamma metallica.  Il Dewoitine fu valutato a Montecelio con un motore Hispano installato in Italia, confermando le sue ottime qualità (ma sulle prime la stampa riferì che "aveva dato prove insoddisfacenti" ) e fu deciso l'acquisto della licenza di costruzione per l'Ansaldo.  In altre parole per i caccia il salto alle nuove tecnologie del metallo sarebbe stato guidato  dai francesi non dai tedeschi                                                                                                                                                                                                                                                                Nel corso dell'anno l'Ansaldo si preparò alla costruzione del nuovo aereo acquistando in Francia presso la SECM le macchine utensili necessarie alla lavorazione del duralluminio.  Già nella primavera del 1925, con un notevole sforzo di addestramento delle maestranze e di acquisisizione di nuove tecniche di lavorazione, sotto la guida dell'ing. Brezzi, volavano gli AC 2, primi di 112 esemplari con matricole da 1160 a 1271 consegnati nel corso del 1926 per equipaggiare il nuovo VIII Gruppo a Mirafiori.   Con l'AC 2 il salto qualitativo compiuto dalla nostra industria era rilevantissimo: un solo aereo riuniva le qualità del monoplano di fusoliera capace, a sezione ovale, di ottima penetrazione, con quelle della costruzione a guscio in duralluminio.  La caratteristica fondamentale di questo genere di costruzioni non era solo di offrire strutture leggere, in cui ogni elemento di forma come il rivestimento non era un aggravio di peso ma contribuiva alla resistenza, ma anche di comportare elementi costruttivi ripetibili all'infinito e montabili con un sistema estremamente semplice, quello dei ribattini. In altre parole la costruzione in duralluminio richiedeva notevoli investimenti di capitale, per l'acquisto dei trafilati e delle lastre per i forni e per la tempera, per le presse e i rulli che formano i pezzi, per i trapani meccanici e snodati che preparano le sedi per i ribattini e infine per le rivettatrici.   Ma una volta organizzata la catena produttiva questa aveva le potenzialità di lavorare a ritmi elavatissimi, con pezzi formati e affidati non più a carpentieri, lattonieri e saldatori altamente specializzati ma ad una mano d'opera generica, come le migliaia di donne "Rosie the riveter" che nella guerra avrebbero riempito le sterminate officine americane.   I tecnici aeronautici italiani compresero  perfettamente che con l'AC 2 si passava dall'artigianato all'industria aeronautica ma la costruzione mista o lignea continuò ad avere i suoi assertori per un altro quindicennio e soprattutto molte industrie non ritenevano indispensabile un grande investimento di capitale con scopi innovativi da quando gli ordinativi ministeriali cominciarono a giungere in grande quantità, convenientemente distribuiti in maniera salomonica e con la concorrenza straniera bloccata alle frontiere.  Lo sfortunato AC 2 era un parasol con apertura di m. 10,80 con due semiali che si riunivano centralmente rette da una cabane a V rovesciata.  I due longheroni erano formati come due elementi scatolati, con due fiancate formate da strisce di duralluminio collegate da una lamiera piegata a serpentina  e con solette formate da altre strisce di dural sovrapposte, e inchiodate con cantonali.  I due longheroni erano collegati da puntoni in tubo di duralluminio e crociere.  Le centine erano formate da tubi in duralluminio collegati da attacchi in lamierino, e gli alettoni erano anch'essi metallici in tubo. La pianta dell'ala era rettangolare al centro e si rastremava in un trapezio alle estremità, passando da una corda di 230 cm. ad una di 155.                    Le due semiali erano rette da due coppie di montanti regolabili, l'anteriore in tubo d'acciaio e la posteriore in dural, carenati con lamiera, attaccati mediante pipe d'acciaio a piastre rinforzate ai longheroni e alla fusoliera.                Furono proprio dei cedimenti agli attacchi fra i montanti e la fusoliera a portare alla rapida scomparsa dell'AC 2.  Il rivestimento delle ali e degli impennaggi era in tela di lino.  La fusoliera era formata da 6 ordinate principali e altrettante secondarie su cui erano fissati quattro longheroni principali di profilato di dural con sezione ad U e correntini in dural e su tutto erno chiodate lamiere di dural di 20 x 100 cm. che formavano una struttura a guscio leggera e semplice.   Il motore Hispano Suiza 42 era montato su un castello di metallo, alimentato da un serbatoio principale in fusoliera, davanti al pilota, sganciabile in volo in caso d'incendio, e da una nourrice alare e raffreddato da 2 radiatori Lamblin tipo 1924 a persiana con parzializzatori, situati sulle gambe del carrello.  L'armamento era composto da 2 Vickers nella posizione tradizionale, semiaffogate sul dorso anteriore della fusoliera.        I piani fissi orizzontali erano regolabili in volo con un volantino, il carrello con 2 V di metallo collegate da un assale coperto da una carenatura portante, era ammortizzato con spire d'elastico mentre in coda vi era un pattino metallico a balestra. Se la tragica e rapida scomparsa degli AC 2 avvenuta all'inizio del 1929 dopo una serie di cedimenti in volo ha lasciato a questo aereo una fama sinistra, la carriera dell'AC 3 dimostra invece la validità della sua costruzione metallica che rimase in servizio operativo in reparto per oltre un decennio, ma questa fu un'altra storia di un'altro aereo.

A presto     Enrico

L'esemplare esposto al MUSAM di Vigna

Il kit e la sua box

Qualche foto d'epoca

Interessante questa foto che lo ritrae con l'effige del 1° ST.(?) su fascia tricolore


L'interno dell'abitacolo



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Matr. 3616       

G.I.S. Regia Aeronautica               


     


                                            

                                                       
                                                      
                                                   
                                                   In laboratorio Caproni CA 311             
                                                                                                                                                                                                               Un modello in scala, come una tela d'autore, va osservato a distanza debita per goderne l'effetto, non al microscopio, pena la delusione. Il modellismo, è ricerca e conoscenza, non stucchevole apparenza. 

La mia malinconia è l'assenza di una persona che non posso più avere accanto, ma che mi cammina nel cuore accarezzandomi  ogni giorno aiutandomi a sopravvivere. Colei che amo e che ho perduto non è più dov'era ma è ovunque io sia.                                                                                                                                   


» 23/8/2018 00:04 Profilo


ABC Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Generalleutnant




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Da: SEREGNO (MB)


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122 / 224
Ciao Enrico

Un' altro bel tributo alla Regia da seguire con massimo interesse.

Alessandro :-) :-) :-)

--


» 23/8/2018 21:16 Profilo


AndRoby Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Coordinatore




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Ecco,
mi accomodo sul divano assieme ad Alessandro (e un paio di birre).
Siamo in due a seguirti!
Roby

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AndRobyMaria
LA VECCHIAIA INCIPIT
» 24/8/2018 00:41 Profilo


Franz11 Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Generale di brigata aerea




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Una birra e uno spettatore supplementare.
» 24/8/2018 09:22 Profilo


Righettone Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Generale di divisione aerea




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Benvenuti, spero che la platea faccia il tutto esaurito

Sono consapevole che il settore che riguarda i velivoli della Regia nel periodo tra le due guerre susciti scarso interesse, malgrado esso sia denso di avvenimenti, di esperimenti e di numerosi soggetti anche molto belli esteticamente, ma che non si fregiarono di numerose e accattivanti mimetiche e delle azioni di quelli della ww 2  più affascinanti, ciononostante  le opportunità modellistiche che lo riguardano mi intrigano abbastanza da voler avere in collezione questi soggetti italiani molto poco trattati e riprodotti in massima parte da ditte dell'est europeo soprattutto in resina, kit spesso di qualità non eccelsa, ma comunque da averne nella scorta diverse scatole per continuare anche se saltuariamente a realizzarli.

Ordunque.....Ho ripulito dalle bave di stampa  i pezzi, invero non molti, per esaminarli meglio  in cerca di errori o mancanze da rivedere, e qualcosa è emerso, ma nulla di rilevante, in sintesi si tratta come prima cosa di aggiungere perché inesistente alle spalle dell'abitacolo l'anticappottata completo di poggiatesta, allungamento di 3 mm. del poppino, il frangivento da fare in acetato, alcuni dettagli da incidere sul muso come due griglie, suppongo per raffreddamento, altri elementi come i montanti alari, il pattino di coda, gli scarichi e altre piccolezze che vanno rifatti ex novo perché troppo fragili. I montanti alari, sia quelli piccoli della cabane che quelli principali vanno sostituiti con altri in tubo di rame, i primi da 0,5 mm. i secondi da 0,8 mm. ovalizzati tutti e dotati di perni metallici, da notare che sul modello giapponese, oltre alla mancanza dell'anticappottata, al posto dei montanti della cabane c'è un unico pilone pieno che va eliminato,  quanto al carrello, le ruote  sono non a raggi come sull'esemplare di Vigna, e non avendole  siffatte a disposizione le monterò così come sono,  del resto risulta anche da più foto. Per gli interni ritengo sufficiente quanto offre la casa. Gli alettoni e gli equilibratori vanno evidenziati incidendoli ulteriormente. Tutto ciò non prima di aver effettuato un controllo delle misure d'ingombro sul disegno quotato, fatto con esito soddisfacente. Un premontaggio a secco di verifica non ha evidenziato nulla di anomalo, salvo il fatto che la fusoliera abbisogna di riscontri e timoni e carrelli di perni metallici. Tutto quà, niente di più....per ora.

Ciao   Enrico



INTERVENTI PRELIMINARI



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Matr. 3616       

G.I.S. Regia Aeronautica               


     


                                            

                                                       
                                                      
                                                   
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La mia malinconia è l'assenza di una persona che non posso più avere accanto, ma che mi cammina nel cuore accarezzandomi  ogni giorno aiutandomi a sopravvivere. Colei che amo e che ho perduto non è più dov'era ma è ovunque io sia.                                                                                                                                   


» 24/8/2018 11:49 Profilo


gizpo Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Lieutenant General




Registrato dal: 20/3/2006
Interventi: 5348
Da: Senza fissa dimora....


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 Livello: 52
11316 / 11316
5772 / 5812
238 / 291
Ti seguo con piacere Enrico !

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Ciao Luca  





Very proud to be "not social"
» 24/8/2018 16:01 Visita il mio spazio Profilo


yago Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Colonnello




Registrato dal: 9/11/2014
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Da:


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 Livello: 28
2069 / 2069
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Ciao Enrico :-) :-) , un altra interessante puntata su un protagonista degli inizi dell aeronautica italiana.... sei l' Alberto Angela dell aviazione :-D Ti seguo , ciao Gianfranco :-)
» 24/8/2018 22:01 Profilo


AndRoby Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Coordinatore




Registrato dal: 22/5/2006
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Da: Castellanza (VA)


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...e invece, come puoi immaginare, il periodo Regia tra le due guerre a me piace più di quello WW2!
Mi stai tentando all'acquisto del kit Choroszy...
Ciao!
Roby

--
AndRobyMaria
LA VECCHIAIA INCIPIT
» 25/8/2018 18:18 Profilo


Patrizio Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Capitano di vascello




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Caro il mio Comandante, esaustivo come sempre, ottima introduzione di piacevole lettura, che contestualizza il modello che ti accingi a fare.
Riguardo le tue preplessità sul carrello e le ruote a raggi, non mi farei troppi problemi, saranno state sostituite per chissà quale oscura ragione che non sapremo mai e comunque nella seconda foto che ritrae il medesimo soggetto le ruote sono a cerchine pieno, quindi sei giustificato. Quello che c'è da notare è come nell'aereo di Vigna, ed appare evidente in entrambe le foto, il pattino di coda sia stato montato al contrario, stile aratro... ma... perchè fanno queste cose ??
Tu visto che devi riprodurre l'aereo di Vigna, lo metterai al contrario??

Non credo !

Buon Lavoro

Pat
 

--

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» 26/8/2018 20:18 Profilo


Franz11 Re: Ansaldo AC 2 di Vigna di valle

Generale di brigata aerea




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Concordo con Roby, il periodo tra le due guerre è il più interessante. E questo non solo in Italia (personalmente mi interesso anche al Giappone). Il problema, almeno per me, è trovare materiale, in particolare fotografico: poche pubblicazioni, difficili da reperire e quando esce qualcosa quasi tutte le foto sono sempre le stesse. E la parte bella sempre al mondo anglosassone.

Suggerimenti ?
» 26/8/2018 22:20 Profilo

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