Forum : W.I.P. Veicoli militari

Soggetto : Hotchkiss H35 FINITO pag.8

 Stiva :

20/3/2009 12:15
 Ciao a tutti.
Sto lavorando ad una infinita serie di mezzi, a vari stadi di lavorazione.
Alcuni sono rilassanti kit che tengo per i momenti di stanchezza serale all'insegna dell'"incolla un pezzo al giorno" senza dover piallare e fresare.... pochi comunque si montano da soli da scatola come il Churchill della AFV, quest'ultimo il primo modello della mia ultradecennale carriera a cui non sono riuscito a migliorare manco un rivetto...in assoluto il miglior kit che abbia mai visto.
Altri sono delle vomitevoli cose che offendono il buon nome del modellismo come ad esempio una Horch 830 della wespe, dove a forza di tagliare e buttare mi sono ritrovato col radiatore e pochi altri pezzi e finirò per buttare pure quelli...Gli errori di gioventù si pagano, mai più porcherie in resina....

Ero assente da un pò e volevo ricordarvi che esistono anche le stufe e non solo panzer-sherman...ma non sapevo cosa scegliere. Avevo persino pensato ad un "wip a richiesta" facendovi scegliere fra varie possibilità.
Pensavo ad un bel B1bis ma ho lasciato perdere, visto che ho osato montarlo snobbando gli inutili cingoli in metallo, le inutili impossibili fotoincisioni di decine di marche ma utilizzato solo pezzi da scatola, tranne le griglie tridimensionali della Lion Roar, unici aftermarket veramente utili.
Avevo pensato ad un rito satanico per riesumare il matilda tamiya annata 1970....
.....o a qualcosa di esotico tipo ha-go, chi-ha, o sumida....soprattutto dopo aver visto Yamato e For those we love (due film che vi consiglio caldamente) in lingua originale!
....oppure ad una nuova stufa della guerra civile spagnola.
Alla fine mi è caduto l'occhio su una scatola al fondo della pila che è stato il mio primo acquisto su ebay cinque anni fa alla folle cifra di 3 euro.

Un bell' Hotchkiss della Heller, comprato per farlo rigorosamente in beute tedesco o lanciarmi in qualcuna delle assurde conversioni fatte dai crucchi. Poi sono uscite le scatole cinesi e l'ho dimenticato.
Ma siccome per me modello comprato va fatto, non importa quanto faccia schifo, almeno sconti l'errore di averlo pagato, ecco l'occasione per la "vendetta della stufa".....
Vedremo chi vincerà..
Ebbi allora anche la fortuna di trovare il doppio set di fotoincisioni della On the mark per il Renault R35 e per questo mezzo. Un VERO set di fotoincisioni, ovvero non propone come usuale pezzi più brutti di quelli in plastica e impossibili da montare ma solo piccoli dettagli di vero miglioramento.
Indispensabili anche i cingoli modelkasten.
Utile un pò di documentazione:
French military vehicles of WWII ground power special december 03
Track story n° 3.
Commentate liberamente, mi raccomando, ma in questo caso queli che amano discutere a "centesimi" di millimetro per favore, pietosamente si astengano..grazie....
Qui non si tratta di creare un capolavoro ma dare un ultima speranza ad un modello obsoleto, dimostrando che un pò di modellismo si può fare anche dal nulla.....

Ho deciso di fare l'H35 vero simbolo dell'inutilità di un carro, vera stufa in fusione... ma realizzzabile con meravigliose mimetiche francesi rigorosamente a pennello!


Dunque inziamo.
Il modello è meno di un giocattolo, con stampate piene di vuoti e buchi di ritiro della plastica, Tutto il dettaglio superficiale va rimosso tanto inutile o errato. Quindi giù di pialla.
Con innumerevoli bestemmie si monta lo scafo scomposto in infinite parti NON combacianti tra di loro che necessitano infinite piallature e limature trattenendosi con meditazioni zen per non tentare di scioglierle nella trielina....
Messo insieme lo scafo del giocattolo si può iniziare a pensare a migliorarlo.
I singoli gruppi delle sospensioni vanno abbassati di circa 1,5-2mm quindi, spessori sotto. Poi va chiuso il vuoto tra sovrastruttura e parte inferiore con un plasticard da 0,75.



Sul retro andrà ricostruita la giunzione dei due gusci dello scafo e relativa bullonatura, poco evidente nel kit. Si noterà che manca un foro e raltivo bullone al centro, non so ancora se farlo dato che dovrebbe andare nascosto dal porta ruota di scorta.



I parafanghi vanno pure piallati ad eliminare tutti gli inutili "dettagli" superficiali e allargati per potersi adattare alla modificata sovrastuttura. Fortunatamente sono relativamente sottili e si possono utilizzare come sono, non c'è bisogno di danneggiarli o distorcerli tanto qusi tutti i carri francesi vennero disintegrati o abbandonati/catturati praticamente nuovi...
Qui basta una strisciolina da 1mm o meno.


La sovrastruttura va modificata aggiungento un anello attorno al foro della torretta in quanto la stessa sprofonda troppo nel corpo del carro e va rilevata leggermente. Noterete come sia storta, inutile curarla maggiormente in quanto è visibile solo nella parte anteriore sottostante al cannone quindi se ruoterete la torretta curate quella che sporge. Il pannello principale del motore ha una fessura di troppo e ha gli angoli troppo vivi che vanno leggermente arrotondati.
Totalmente errato il piccolo pannello a lato dell'altra griglia, va eliminato e re-inciso.
Notare la mia assoluta allergia allo stucco, chiudo le fessure con plasticard e colla, eventualmente con attack.


Nel mentre gli altri pezzi asciugano, non pensate di poter ignorare la oscena torretta e cominciate a considerarla, in fondo potrebbe essere anche peggio, fate uno bello sforzo ed immaginatela in resina ad esempio...

Dunque. Ci sono voluti due giorni di aggiustamenti per cercare di far combaciare le parti sopra e sotto. Per poi scoprire che tutti i visori,e portelli, ricchissimi di avvallamenti e ritiri, ballavano allegramente dentro i fori di alloggiamento. Per fortuna avevo i visori avanzati dal Renault R35 che essendo di una plastica simile al diamante (non si riesce a limarla...) non erano fallati e soprattutto chiudevano un pò meglio le fessure.
Questo non ha risparmiato vari litri di attack per chiudere le fessure e ore e ore di litanie nel carteggiarle...
Aggiunto un colletto alla base della torretta per non farla ballare nel buco e rifatto il cielo della cupoletta priva della caratteristica parte mobile.

Ora vado ad espiare per le bestemmie tirate e ne riparliamo tra qualche settimana...

 Simone1311 :

20/3/2009 15:01
 Gran bel carro, e molto bello anche il lavoro di dettaglio... ammiro molto i lavori di modifica così ben riusciti, a volte quando faccio delle modifiche faccio dei pasticci incredibili... difatti a parte aggiunte semplici è difficile che mi butti in modifiche estese...
E' per quello che mi voglio lanciare in una autocostruzione!

Io l'avrei fatto beute, ma si sa che io sono di parte! :-D e comunque la mimetica francese è molto più bella del panzergrau tedesco...

Per ciò che riguarda la resina sono d'accordo con te... meglio mille volte un modello in plastica.. il problema è che certe "primizie" si trovano solo in resina... e come fare a resistere?? :-)

Ciao Simone

:-)

 Stiva :

20/3/2009 15:14
 Simone, visti i tuoi lavori, mi pare che di pasticci non se ne vedano affatto...oltretutto nella scala da delirio in cui lavori ogni piccola modifica è da paura....

Dalle primizie non bisogna lasciarsi tentare...che spesso sono già marcie....

 Utente2662 :

20/3/2009 20:02
 rientrato al postaggio. Sono contento così tutti noi vedremo qualcosa di diverso e prelibato. Ovviamente non mi dilungo sul pregevole dettaglio e gli innumerevoli particolari rifatti..

facce sognà Marione !!!

Bob :-D :-D

 francisco :

20/3/2009 20:16
 ciao Stiva.....

Bel lavoro!!!!!!.....proprio uno di quei lavori che mi piacciono tanto!!! :-) :-)

Franco

 pittarofranz :

21/3/2009 07:07
 Bel lavoro Stiva..come al solito stupiscici! :-D :-D
Ho anch'io un Hotckiss da fare: è quelloTrupeter... lo conosci :-? ?
Com'è? Perchè se vale la pena di farlo, magari mi indichi dove trovare qualche profilo interessante e un disegno in scala........... ;-)
Ah, la Drole de la guerre!

 Simone1311 :

21/3/2009 08:05
 Stiva, non hai idea di tutto ciò che si nasconde dietro quelle modifiche... o forse si... ;-) ;-)

dopo aver fatto certe modifiche, se fossi credente e cattolico, avrei bisogno di farmi confessare, e come minimo, passerei un buon quarto della mia giornata a purgare i miei peccati... :-P :-P :-D

Per le primizie, bisogna sempre vedere da che campo le cogli... ci sono campi che danno ottimi frutti, altri che danno roba scadente! :-) ;-)

Ciao e grazie

Simone

 Topo :

21/3/2009 08:16
 Quote:
Sto lavorando ad una infinita serie di mezzi, a vari stadi di lavorazione.


Orbene, dov'è la relativa infinita serie di WIP?

Comunque lavoro interessante ed istrittivo come sempre!

P.S.
Perchè questa allergia allo stucco?
Esattamente che tipo di attak usi per stuccare? Gel,, liquido?
Da qualche parte avevo letto di chi usava, con l'attak, anche qualcosa tipo farina o simili come "riempitivo"; tu?

 Simone1311 :

21/3/2009 08:17
 Franz, se fai il Trumpeter, (che ho anch'io nella versione cannone d'assalto - non ho saputo resistere...)
mi sa che devi dare un occhio alle fessure sul cofano motore posteriore perchè sono troppo corte e vanno allungate fino a quasi il bordo laterale destro del carro... almeno così mi hanno detto...

Ciao Simone :-)

 pittarofranz :

21/3/2009 09:09
 Grazie Simo!!!!!!!!!!!!! Così vedrò di metterci mano.......... :-D

 stefanca :

21/3/2009 13:30
 Ciao Stiva ti preannuncio sin d'ora che il tuo Wip sarà per me di sicuro interesse, sopratutto per la colorazione a pennello vera sfida per un carro con le insegne francesi...

Io ho un Bronco (h38 credo) che dovrebbe essere un tantino meglio come dettaglio, ma comunque staro con gli occhi bene aperti.

 Lio71 :

21/3/2009 13:39
 Ma come...un carro...
E Francese per giunta :-? :-? :-? :-?

E io che m'aspettavo l'autocostruzione di un raro motocarro 3x3 prodotto in unico esemplare in una fabbrica moldava nel '22 attrezzato con spargitore di verderame e riutilizzato dai tedeschi come nebbioggeno... :-D

Skerzi a parte...la tua assoluta idiosincrasia verso l'aftermarket è un'oasi di modellismo felice ;-)

Bel lavoro!

 Topo :

21/3/2009 16:08
 Vero, per non parlare del Churchill! Che banalità... :-D

 Stiva :

21/3/2009 16:21
 Grazie a tutti...
dunque:
x PIttarofranz:
Ho elencato in alto due profili indispensabili, uno per i carri francesi in genere, uno per l'H35-39 in specifico.
Se poi vuoi fare un beute o hai una delle varie versioni con pak o cannoni vari, indispensabile il:
Beute-Kraftfahrzeuge und panzer der deutschen Wehrmacht di Spielberger Ed. Motorbuch Verlag

x Topo
Ancor grazie che faccio questo di wip. E poi come ho detto nella lunga premessa, degli altri c'era poco da wippare, il Churchill è da scatola, il B1 è "anti-aftermarket" e poi sono piccole inezie di modifiche, gli altri sono ancora ad uno stadio larvale....
Per chiudere le giunture, innanzitutto piallo e limo per ridurre al massimo le imperfezioni, il 75% di qualunque brutta giuntura si può ridurre studiando come combaciano i pezzi e limando di conseguenza.
Se proprio resta un vuoto, lo colmo con una strisciolina di plasticard adatta e sciolgo con abbontante tamiya tappo verde. Lascio asciugare 24 ore e poi carteggio. Se proprio resta ancora qualche piccola fessurina con la punta di una pinzetta colo qualche goccia di attack, quello liquido il gel è una schifezza!

x Lio
Chiamare "carro" questa scatoletta in fusione è un offesa ai veri carri....
E poi qui la sfida non è il mezzo in se stesso ma il kit preistorico....

x Stefanca.
Il colore di fondo sarà comunque ad aereografo, poi ci sono mimetiche a contorni netti e curiose macchie ad ameba a contorno nero che si possono solo che fare a pennello, come del resto erano nella realtà. Ma questo è facilissimo visto le superfici ridottissime e la mimetica semplice.
Tutt'altra cosa è invece il B1dove le mimetiche sono a forme fisse, fatte in fabbrica, tre colori con bordi neri, su un carro enorme....




 Stiva :

28/3/2009 13:43
 Rieccomi...
...sono impegnato con altri kit e non sono riuscito ad avanzare molto con l'H35, ma posto un paio di foto anche per riportare a galla il post.
Non mi stancherò mai di dire che i wip, che dovrebbero essere la colonna portante del nostro hobby, hanno poca visibilità e passano di vista troppo velocemente e si sa, siamo pigri, e non andiamo a cercarli nel resto del forum.
Immagino che lo staff sia anche fin troppo occupato a tirare avanti la baracca e non posso che aggiungermi al coro di applausi per il lavoro svolto. Mi permetto comunque di far notare che spesso, a sottrarre ulteriore spazio ai wip ci sono post che wip non sono, domande di altro genere, foto di modelli ultimati per cui ci sono altri spazi. Analogamente ci sono veri e propri wip che non vengono postati in questa sezione, perchè non spostarli?

Appena incollati i parafanghi sotto la cassa superiore e ancora da carteggiare. Sul davanti rimane un pò di vuoto da colmare con stucco per chi lo usa o plasticard e colla per me...





A presto...spero..

 skorpio62 :

28/3/2009 15:14
 E pensare che a leggere le recensioni....ora, come minimo, prima di 'aprire' il mio aspetto che tu finisca ;-) :-P :-P :-P
Stefano

 Stiva :

28/3/2009 15:27
 Skorpio, guarda che il mio è il preistorico Heller non roba cinese.....

 stefanca :

28/3/2009 15:56
 Quote:

Stiva ha scritto:

Rieccomi...
...sono impegnato con altri kit e non sono riuscito ad avanzare molto con l'H35, ma posto un paio di foto anche per riportare a galla il post.
Non mi stancherò mai di dire che i wip, che dovrebbero essere la colonna portante del nostro hobby, hanno poca visibilità e passano di vista troppo velocemente e si sa, siamo pigri, e non andiamo a cercarli nel resto del forum.
Immagino che lo staff sia anche fin troppo occupato a tirare avanti la baracca e non posso che aggiungermi al coro di applausi per il lavoro svolto. Mi permetto comunque di far notare che spesso, a sottrarre ulteriore spazio ai wip ci sono post che wip non sono, domande di altro genere, foto di modelli ultimati per cui ci sono altri spazi. Analogamente ci sono veri e propri wip che non vengono postati in questa sezione, perchè non spostarli?



Su questo argomento (almeno con me sfondi una porta aperta) io seguo i W.I.P. di Starflyer (che è un aeroplanaro e che quindi non dovrebbe interessarmi) proprio perchÈ lui ha la pazienza e la disponibilità di documentare tutti i passi, anche Fabio lo fa ed in effetti seguo molto anche lui, se lo facessimo piú o meno tutti avremmo quintali di documenti che potrebbero essere a disposizione... io spesso non lo faccio (cioè magari posto direttamente a montaggio avanzato) perchÈ non credo date le mie scarse doti di poter contribuire, alle volte ho provato a fare delle piccole recensioni... con scarsi risultati.

Chiusa la parentesi, pensi di fare un po degli interni oppure lo chiudi e buonanotte? (non credo che si veda molto anche con i portelli aperti)
Non so se hai visto Dragon ha fatto un set di carristi francesi che si arrendono a due Fanti tedeschi..

 skorpio62 :

28/3/2009 16:02
 "Skorpio, guarda che il mio è il preistorico Heller non roba cinese....."....e perchè il mio? :-P :-P :-P
Stefano

 Stiva :

28/3/2009 16:34
 No stefanca, niente interni, odio gli interni....i pupazzetti....non sono capace di farli.....

Skorpio! e chi ha il coraggio di fare recensioni del kit heller dopo trent'anni? e per giunta parlarne bene?...mi dirai..... parlano bene anche di modelli di ieri, che poi sono rumenta....

 skorpio62 :

28/3/2009 17:06
 " e chi ha il coraggio di fare recensioni del kit heller dopo trent'anni?"
Non lo so! :-P ....ho confuso la recensione con quella del Somua S-35....
Stefano

 Stiva :

28/3/2009 19:17
 ah....eh comunque anche il somua ha le sue (parecchie) magagne....

 Stiva :

23/4/2009 15:18
 ..avanti a piccoli passi.. tra un carro e l'altro riesco giusto ad attaccare qualche pezzetto al giorno anche perchè le minime cose sono le più difficili da fare, scomposte in vari pezzettini...

Sistemati i parafanghi e la giunta laterale, realizzata con sottile striscia di plasticard, inizia il dettaglio degli stessi, qualche decina di rivetti q.b......


Uno dei quattro complessi sostegni dei parafanghi, 5 pezzi ognuno, attacco alla cassa recuperato dal pezzo originale del kit, barra principale realizzata con un filo di stagno da saldature piegato ad S, piastrina bullonata in fotoincisione, lamina di stagnola da bottiglie a cavallo della barra, dado in plastica da pezzi di recupero.



Aggancio centrale dei parafanghi e luce di posizione (credo?) assenti nel kit rifatti in plasticard e fotoincisioni, occhio di sospensione rifatto in plasticard, quello del kit fa schifo.



a presto....

 stefanca :

23/4/2009 15:27
 Che invidia vedere fare certi lavori da certosino...

:-P

 pittarofranz :

24/4/2009 07:27
 E bravo Stiva..concordo con te sui W.I.P. e vedo che come al solito fai un ottimo lavoro...beh, per il resto lo sai che anhc'io sono appassionato del famolo strano e dei mezzi "handicappati" da recuperare a dignità modellistica.... ;-)
Ti seguo con molto interesse ed invidia!!!! :-P

 Stiva :

13/7/2009 17:24
 Dopo due mesi di lontananza dal modellismo, anche se speravate fossi scomparso, rieccomi qui con la vecchia stufetta in ghisa....
Intanto per riprendere subito la mano alle megabestemmie ho pensato bene di montarei cingoli...


Modelkasten costosissimi ed introvabili....'na m.....
Oh si le maglie sono belle ma non si incastrano e incollarle una ad una è un vero delirio.
Poi i geni della ditta han pensato bene di rifare la ruota traente perchè invero quella in plastica ha dei denti da tirannosauro... Bene direte voi...'na M....2... perchè l'han fatta in resina! quindi i denti sono tutti cariati ovvero da buttare! inutile!
Ma la parte centrale direte voi, è migliore di quella del kit dunque con un bel taglia e cuci si trapianta la cupoletta centrale sulla ruota di plastica e con lima tonda si rifanno tutti i denti riportandoli a misura decente.
E le bestemmie?... eh si non ce le siamo dimenticate.... perchè seguendo i consigli di alcuni "maestri" in rete, che suggerivano di alzare ogni singola ruota di 1,5 mm avete mandato tutto a  "passeggiatrici"....
Primo 1,5 NON basta bisogna abbassare le ruote ed alzare i parafanghi (ovvero tutta la cassa del carro) di almeno 2 DUE millimetri e spostare le ruote traenti e di rinvio, altrimenti col piffero passano i cingoli....
Ebbene è ovvio me ne sono accorto dopo, dunque montaggio maglia a maglia e ruota a ruota e ovviamente scordatevi di manternere un allineamento perfetto concingoli a due denti che NON entrano su nessuna ruota ...ergo se volete evitare il suicidio cercate di salvare la parte che si vede e non guardate se la parte sotto dei cingoli è peggio della statale del S. Bernardo.... da vomito appunto...



Sulla parte frontale intanto ho inserito i portelli del pilota, inutile dire che navigano nel buco e necessitano di spessori...
Ho rifatto la presa d'aria laterale che è di un tipo che naturalmente si vede su  una o due foto dei 400 esemplari prodotti... e non si capisce di che forma e dimensioni sia ma OVVIAMENTE  io ho scelto una colorazione che prevede QUELLA presa d'aria....
Aggiunti bulloni, rivetti ed amenicoli vari...

Intanto tra una bestemmia e l'altra ho finito la torretta: cannone tutto rifatto con pezzetti di recupero, vari dettagli rifatti in fotoincisione e plasticard, tutta la supeficie "ingrezzita" con pennellate di trielina e immediata ascigatura con straccio...se usate questa tecnica barbarica, ricordatevi di carteggiare altrimenti quando verniciate il carro sembra uno zerbino spellacchiato...













 stefanca :

13/7/2009 17:44
 Innanzitutto complimenti per la pazienza e l'abilità ( a me tremano le ginocchia al solo pensiero di usare i cingoli a sezioni figurati maglia a maglia) detto questo volevo chiederti come farai a verniciare il carro se hai già montato il treno di rotolamento con contorno di bestemmie....spero che tu abbia già verniciato il tutto....

Detto questo guardando il mezzo mi pare che le bestemmie siano finite ... che ti è rimasto da montare? Niente mi pare...

Vai di colore....

 Stiva :

13/7/2009 17:53
 Ciao Ste...
Come vedi dalle foto, niente di verniciato. Io monto tutto e poi vernicio dopo, dove arriva l'occhio arriva anche il pennello (o forse era il contrario...)
Nella stragrande maggioranza delle porcherie che mi sforzo di costruire il montaggio è sempre delirante, se verniciassi prima ruote o treni di rotolamento o cingoli sarebbe impossibile adattare l'insieme, cosa che necessita sempre molto maneggio e litri di colla quindi tutto il lavoro di pre veniciatura verrebbe una poltiglia....
Un paio di volte, con buoni modelli, mi sono sforzato di verniciare le parti prima perdendo un sacco di tempo a curare le gommature delle ruote...lavoro sprecato...una volta impolverato...non parliamo se fosse stato infangato anche leggermente...tutto il lavoro fatto era inutile ed invisibile.
Unico caso di forza maggiore è con quei rari carri, tipo i russi di grandi dimensioni dove i cingoli sono così larghi che non ti permettono di essere venciati dopo perchè il pennello non arriva!

No ste, non è affatto  finito, mancano un sacco di piccoli dettagli, marmitta, accessori, ruota di scorta, maniglioni, catene, attrezzi.....tutte piccole cose da autocostruire perchè indecenti nel kit...


 skorpio62 :

13/7/2009 18:49
 Io continuo a mettere 'da parte' le foto del tuo WIP....
Stefano

 Simone1311 :

13/7/2009 18:51
 Un lavoro stupendo! rimango stupito dal fatto che dipingi tutto a carro montato... io cerco sempre di suddividere tutto in più parti...

Son proprio curioso di vedere gli sviluppi!

 Stiva :

13/7/2009 19:45
 ...ognuno ha le sue tecniche e il dubbio è reciproco.... piacerebbe anche a me dipingere certe cose prima... ma di modelli che si montino bene per evitare di rovinare il lavoro fatto non ne ho quasi mai visto...
Di wip ne ho già fatti alcuni  e come avrete visto uso sempre lo stesso metodo...
Nei mezzi a ruote, dipingo (a mano) le parti sotto, telai, alberi motore, solo perchè sono poi molti difficili da raggiungere quando il mezzo è completo, ma è pura paranoia perche tanto non si vedono o vengono sporcate....
Non mi spaventa per nulla infilarmi col pennello nei più reconditi recessi e ritoccare spesso...la cosa è forse dovuta al fatto che lavoro moltissimo a pennello e ho lavorato a pennello per oltre 35 anni.
Ho dipinto per anni e anni soldatini 25mm, credo di averne dipindo ben oltre 10000 (ne possedevo più di 6000 e altrettanti ne ho fatto per gli amici) e ai miei tempi non si dipingevano con tecniche di "chiaro scuro" come si fa oggi, ma si dipingevano a "tutto tondo" ogni pezzetto un colore e facevo solo medievali  o napoleonici con decine di colori ciascuno...

 vittorio :

13/7/2009 19:54
  Veramente bello!!!!
complimenti! 
V.

 lucio :

13/7/2009 21:41
  Sono curioso di vedere come procede questa Printz blindata.
Leggendo il tuo ultimo post, mi immaginavo paperino alle prese col modelismo.

:-)

 Topo :

17/7/2009 08:02
 @Stefanca
Una volta ho provato a verniciare il treno di rotolamento prima del montaggio dei cingoli; poi però dopo la sporcatura ho capito che non ne valeva la pena.
Ora tendenzialmente monto tutto il montabile e vernicio tutto dopo.

@Stiva.
Sempre molto interessante, ma fai altre foto!

Piccolo OT:
Osservavo i tuoi modelli e notavo che è spesso presente un certo effetto di desaturazione (schiarimento? sbiadimento?) della vernice, molto bello e realistico, però non mi sembra fatto ad aerografo, ma posso sbagliare.
Come ottieni quell'effetto?

Saluti :-)

 MG42 :

17/7/2009 09:46
 

Questo tipo di wip passo a passo mi piace davvero.....mi viene voglia di mettere le mani sul Somua35.....ma devo resistere......devo resistere........
ricordo una volta un modello di carro francese...ma non ricordo il tipo,con una bellissima mimetica
che riproduceva il fusto degli alberi....davvero spettacolare.....
Ti seguo con interesse.

ciao
enrico 

 Stiva :

17/7/2009 09:49
 Grazie a tutti!

...bene Topo, mi fa piacere sentire un altro sostenitore del "tutto dopo"....che suona tanto come qualche strana pratica erotica...

Lo scolorimento...dunque io sono sempre stato un fedelissimo delle terre colorate (trad. per i giovani: pigmenti) ed essendomi dedicato alle colorazioni insolite ho spesso bisogno di ammazzare colori vivaci, comunque diventa vitale farlo anche su tinte uniformi come i verdi russi o sul dunkelgrau.
Ho scoperto tempo fa che la cenere è spettacolare per questo uso, la passo con un pennello grande (o un grande pennello? mah...) al centro delle pannellature strofinando energicamente, poi soffio via e di seguito accentuo angoli, giunte ed eventuali chiodature scurendole con una miscela di terra nera e cenere, poco nero perchè è estremanente potente. Con la cenere ammazzo tutti i colori medi e scuri, mentre, avendo osservato che nella realtà i colori chiari tendono a scurire (tipico il dunkelgelb) con l'usura e lo sporco, questi li bastono con la miscela di terra nera e cenere a varia intensità, meglio più passate leggere che scurire troppo il colore in modo irreversibile.

Quando invece devo completare mezzi  privi di basetta, che devono essere maneggiati, ad esempio per collocarli in un diorama, o mezzi utilizzati in situazioni di relativa assenza di polvere, invernali, infangati-bagnati-post pioggia, allora procedo con lavaggi di acrilico sugli humbrol, sempre a pennello.
personalmente odio estremamente l'aerografo, lo uso solamente per la verniciatura di di base e ritengo che certi effetti di sporcatura fatti a spruzzo non siano molto realistici.
Comunque non ho tecniche fisse e ripetitive, improvviso a seconda del mezzo, della colorazione, della situazione che voglio riprodurre.


 Stiva :

17/7/2009 09:54
 MG!!!
NON devi resistere, se hai queste voglie, lasciati andare e buttati in una vera sfida (sfiga) modellistica una schif...ehm bellezza come il Somua DEVE essere fatto, non sai che porta sfiga tenere certi modelli non costruiti nell'armadio....fanno ammuffire gli altri!

Il carro con la mimetica ad alberi era un B1bis, ma non si trattava di una mimetica era una specie di tela adesiva prestampata che venne applicata con colla alla superfice del carro e si rivelò un fiasco perchè se c'è un carro che si sporca a morte è proprio il B1 e dopo pochi chilometri era una tale schifezza che anche se fosse stato dipinto a farfalline non sarebbe servito a nulla....


 Topo :

17/7/2009 10:04
 Interessante questo uso esteso di terre, ceneri ecc.. Appena trovo il coraggio provo pure io.
La butto lì:
Visto che il tuo modellismo presenta diversi aspetti nuovi ed insoliti, perchè non scrivi due righe, tipo ad esempio, chessò:

"Dalla terra veniamo ed alla terra torneremo:
L'uso delle terre nel modellismo secondo Stiva"

Visto che ogni tanto esce qualcuno che propone qualcosa di un pò diverso dal solito "Drybrusha con salti e lavaggia con olii" dovremmo approfittarne.

Saluti! :-)

 Hoot :

17/7/2009 10:06
 Se vi interessa avete un altro sostenitore!
Tanto tra fango, pigmenti e cingoli....

 Stiva :

17/7/2009 10:22
 Scrivere???
già non mi ascolta nessuno quando predico al deserto, figuriamoci di far la fatica di leggere...
Il modellismo è fatto di pratica e sperimentazione, fatti non pugnette.
Ci sono cose difficili se non impossibili da spiegare che si imparano in tre secondi con un pennello in mano...i manuali lasciano il tempo che trovano...

Purtroppo parlare è l'unica cosa che possiamo fare se le distanze ci separano e ancor grazie che ci sono sti maledetti apparecchi che ci permettono di farlo...
Ma se ne abbiamo l'occasione, invece di chiuderci in casa a leggere riviste e manuali e dottrine dei maestri o peggio perdere tempo a litigare su queste pagine, o a leccarci a vicenda a fiere e mostre, alziamo le chiappettine e vediamoci tra di noi per scambiarci praticamente consigli e tecniche davanti ad un buon modello....ed una buon bicchiere di birra...oltre al modellismo ne guadagna l'amicizia ed il sincero rapporto umano....


 Stiva :

17/7/2009 10:23
 Hoot, benvenuto tra i pochi....noi fortunati pochi....noi banda di fratelli

 MG42 :

17/7/2009 10:38
 Quote:
Stiva ha scritto: Hoot, benvenuto tra i pochi....noi fortunati pochi....noi banda di fratelli



.......Perché colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello.....

ciao
enrico V

 Fabrizio1966 :

17/7/2009 11:08
 "Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati"

... anche e sopratutto perchè spessissimo prima montiamo e poi coloriamo... Anche se in una scala completamente aliena alla mia non posso che seguire questo interessantissimo Wip...
Fabrizio ;-)

 Stiva :

17/7/2009 11:35
 Chi è che formula un tal desiderio?
Sei tu, cugino Westmoreland?
No, mio caro cugino, niente affatto!
Se noi siamo segnati per la morte,
qui siamo già abbastanza
perché si possa dir che siamo stati
una perdita grave per la patria;
se poi siamo segnati per la vita,
quanti meno saremo,
tanta maggiore gloria per ciascuno.
Perciò ti prego, per l'amor di Dio,
non augurarti un sol uomo di più.
Io, per Giove, non son bramoso d'oro,
né mi son mai curato di sapere
quanti sono che campano a mie spese,
né m'ha giammai procurato fastidio
s'altri si sia vestito dei miei panni:
queste esteriorità non hanno posto
tra la cose che il cuore mio desidera.
Ma se è peccato aver sete di gloria,
io sono l'anima più peccatrice
di quante vivono su questa terra.
No, cugino, che non ti venga in animo
il desiderio d'un sol uomo in più
dall'Inghilterra. Ma, pace di Dio!,
neanche a costo di dannarmi l'anima
mi sentirei disposto a rinunciare
sia pure ad un millesimo di gloria
ch'io ritenessi di dover spartire
con un sol uomo in più di quanti siamo!
Per favore, non lo desiderare.
Anzi, sai che ti dico, caro Westmoreland?
Va' a proclamare per tutti i reparti
che se ci sia qualcuno in mezzo a loro
che non si senta di prendere parte
a questo scontro, se ne vada a casa:
riceverà il suo bel lasciapassare
e gli saranno messe nella borsa
le corone pel viaggio di ritorno.
Non vogliamo morire con nessuno
ch'abbia paura di morir con noi.
Da noi in Inghilterra questo giorno
è la festa di San Crispino;
chi a questo giorno sopravviverà
ed avrà la fortuna d'invecchiare,
ogni anno, alla vigilia della festa,
radunerà i vicini intorno a sé:
"Domani è San Crispino e Crispiniano",
dirà e, rimboccandosi le maniche
ed esibendo le sue cicatrici,
"Queste son le ferite
che ho toccate nel dì di San Crispino".
I vecchi sono facili all'oblio,
ma lui avrà obliato tutto il resto,
non però la memoria di quel giorno,
anzi infiorando un poco quel ricordo
per quel che ha fatto lui personalmente.
E allora i nostri nomi, alle sue labbra
già stati famigliari - Enrico Re,
e Bedford, Warwick, Talbot, Gloucester, Exeter,
e Salisbury - gli ritorneranno
vivi alla mente tra i boccali colmi,
e il brav'uomo tramanderà a suo figlio
questa nostra vicenda;
ed i Santi Crispino e Crispiniano,
da questo giorno alla fine del mondo
non passeranno più la loro festa
senza che insieme a loro
non s'abbia a ricordarsi anche di noi;
di questi noi felicemente pochi,
di questa nostra banda di fratelli:
perché chi oggi verserà il suo sangue
sarà per me per sempre mio fratello
e, per quanto sia umile di nascita,
questo giorno lo nobiliterà;
e quei nobili che in Inghilterra
ora dormon ancor nei loro letti,
si dovran reputare sfortunati
per non essere stati qui quest'oggi,
e si dovran sentire sminuiti
perfino nella essenza d'uomini
quando si troveranno ad ascoltare
alcuno ch'abbia con noi combattuto
il dì di San Crispino.


 MG42 :

17/7/2009 12:26
 ciao
enrico

 Stiva :

17/7/2009 13:05
 .......senza parole!
Non c'è 25 di ottobre che non me lo riveda....

....sarà l'effetto di terre, polveri, colla e vernici????


 MG42 :

17/7/2009 13:07
 No....penso una questione di cuore !!!

ciao
enrico

 Stiva :

17/7/2009 13:10
 ....eh si...viviamo davvero sospesi in uno spazio-tempo diverso....tutto sommato migliore.....

 MG42 :

17/7/2009 13:13
 ...hai ragione...io ne vado fiero !!!

ciao
enrico

 pittarofranz :

17/7/2009 14:19
 Quote:
Stiva ha scritto: Scrivere???
già non mi ascolta nessuno quando predico al deserto, figuriamoci di far la fatica di leggere...
Il modellismo è fatto di pratica e sperimentazione, fatti non pugnette.
Ci sono cose difficili se non impossibili da spiegare che si imparano in tre secondi con un pennello in mano...i manuali lasciano il tempo che trovano...

Purtroppo parlare è l'unica cosa che possiamo fare se le distanze ci separano e ancor grazie che ci sono sti maledetti apparecchi che ci permettono di farlo...
Ma se ne abbiamo l'occasione, invece di chiuderci in casa a leggere riviste e manuali e dottrine dei maestri o peggio perdere tempo a litigare su queste pagine, o a leccarci a vicenda a fiere e mostre, alziamo le chiappettine e vediamoci tra di noi per scambiarci praticamente consigli e tecniche davanti ad un buon modello....ed una buon bicchiere di birra...oltre al modellismo ne guadagna l'amicizia ed il sincero rapporto umano....



Come non concordare, caro Stiva? Personalmente sono uno di quelli che a leggere le prodezze degli altri capisce poco fino che non prova sua manu!
E leggo sempre con piacere i tuopi topic.... lavori favolosi ed invidiabili!
Insegnaci un  po'... sta' cenere che è? cenere di carbone o di legna o una tonalità di terra di colorificio?

 Stiva :

17/7/2009 14:44
 Ciao Pittà,
....insegnare insegnano i maestri....semmai mi spiego meglio...dunque, è cenere di legna, ora capisco che chi vive in città non è che ne trovi tutti i giorni....magari trovi qualcuno che ha il caminetto....non vale fumarsi sostanze strane o dare fuoco ai cassonetti per produrla e nemmeno dare fuoco al bosco per averne in abbondanza eh? Io penso che anche una terra colorata equivalente possa fare lo stesso effetto, purchè sia un colore grigiastro che produca solo un leggero scolorimento.

 pittarofranz :

17/7/2009 15:08
 Azz... ed io che volevo incendiare il comune durante il consiglio comunale (dopo aver ben sbarrato le porte) per ricavare un po' di cenere di quella giusta!!!!
Allora brucerò qualche tocchetto di legna o mi fiondo da un amico con caminetto!
grazie e buon lavoro...

 Utente2662 :

31/7/2009 11:35
 ho letto tutto d'un fiato il tuo 3d. non mi soffermo sulle tue capacità, sono ovvie e le foto lo dimostrano, non posso neanche fare commenti illuminati, non sono un carrarmataro (ma un aeroplanaro pentito), quel che mi piace, oltre al tuo stile modellistico che sa tanto di Artigianato, quello con la A maiuscola, è la tua inconfondibile cifra linguistica. Cosa voglio dire ? Ogni volta che ti leggo, che leggo le tue pacate invettive sulla tecnologia, sull'organizzazione dei wip, sulle bestemmie e gli improperi sui modelli in resina, mi pervade il buon umore. Non è una presa in giro, bada bene Mario, tutt'altro. Apprezzo molto l'aspetto umano, il tuo, e mi dispiace davvero che ci siano parecchi chilometri che ci separano, sarebbe bello conoscerti e parlare di modellismo con te, ci sarebbe sicuramente da imparare parecchio, e non solo sull'incollaggio dei pezzetti di plastica. Ora concludo tranquillizzandoti, sono e resto un etero convinto, e questa non è una dichiarazione d'amore, ma sicuramente di stima, e siccome Stima fa rima con Stiva, chiudo qui il "panegirico", augurandomi, un giorno, vicino o lontano, di incontrarti per una birra ghiacciata ( se d'estate), o per una buona grappa (se d'inverno).


a salùt

Bob senza violino ;-) ;-)

 Stiva :

31/7/2009 12:20
 Ciao Bob, ben ritrovato...
Ti ringrazio molto per la manifestazione di Stima-(Stiva)...una volta tanto fa piacere leggere commenti che esulano dalla tecnica modellistica ma altrettanto costruttivi.....

 Stiva :

13/9/2009 17:21
 Ciao a tutti!!!!

...tra una dozzina di modelli in costruzione e l'altra, (quest'anno il piano quinquennale prevede un modello al mese altrimenti siberia), ho deciso di farla finita con la stufetta-hotchiss...

ecco gli ultimi passaggi, freschi freschi di incollatura, non toccate lo schermo che ci restate incollati, se vedete qualche crosta di colla qua e la non lamentatevi, o le tolgo o vi faccio vedere il lavoro fresco fresco no?

Lato sinistro:




particolare della marmitta, usato solo il corpo del kit, il resto tutto rifatto con estremi sacramenti in quanto il posizionamento previsto dal kit è del tutto errato e poi ci deve pure stare il cricco sul fondo...
Sto maledetto cricco mi ha fatto uscire di testa...le foto non sono moltissime, ovviamente meno quelle scattate da dietro in cui si veda qualcosa, tanti i carri spappolati dagli amici crucchi, e varie le varianti, chi ce l'ha, chi non ce l'ha, chi ne ha un altro modello sul parafamgo opposto.... Ma proprio lì dovevano metterlo....e guardate che casino per farcelo stare e noi poveri modellisti a tentare di riprodurlo, ovviamente domani salterà fuori una bella foto con dettaglio.....



sempre lato sinistro, più avanti, attrezzi e agganci rifatti.




Lato destro, altri maledetti attrezzi....credo che se li lanciavano uno ad uno facevano più danno che con quello sparapiselli che avevano in torretta....



pala e piede di "cochon"....anche questi autocostruiti, quelli del kit sono ridicoli....



Picco autocostruito e simpatica catenella che fa tanto "carro francese" ma per metterla in posizione, ogni maglia, una bestemmia....



infne vista dal retro con pianetto porta ruota di scorta del kit, ma ristretto parecchio, e saccone, clonato in resina da non so cosa e la solita infame catenella nei suoi infiniti avvitamenti....

Appena ultimo qualche altro kit da dipingere in sabbia, passeremo alla colorazione....

 skorpio62 :

13/9/2009 17:43
 Complimenti per il montaggio, ora aspetto per vderlo colorato!!!
Stefano
P.S. mi sono scaricato TUTTE le foto :-D

 Riccardo La Barbera :

13/9/2009 17:43
 Ciao Stiva
un lavoro superlativo , con tutto quel super dettaglio il mal di testa è assicurato !!!
Complimenti per questa realizzazione ....... mi viene voglia di mettere mano al mio R35

saluti

 Stiva :

13/9/2009 18:30
 grazie Riccardo....questo è un giochetto in confronto all'R35.....
...abbiamo un comune amico che tempo fa ne fece uno...sono rimasto di sasso quando ho visto tutti i micro dettagli aggiunti....c'è sempre qualcuno da cui imparare...

 Stiva :

13/9/2009 19:06
 Skorpio, c'è un copyright sulle foto....per acquisirne i diritti DEVI fare un H35....Heller mi raccomando...

 stefanca :

13/9/2009 20:26
 Miiinn
fantastico.

 Lio71 :

13/9/2009 20:33
 Bèh..il francesino fa tutta un'altra figura dopo il trattamento "stiva"...
Deduco la livrea sarà monocromatica... ;-)

PS. quel piede di porco merita una basetta tutta per se :-P

 Stiva :

13/9/2009 20:53
 "monocromatico" a me non me lo ha mai detto nessuno....

eh eh...quando gli aerografi invecchiano, c'è sempre il caro vecchio pennello e per fortuna molte molte mimetiche dei carri oscuri degli anni oscuri erano fatte a mano....

Verde con macchie color sabbia bordate di nero per lo scafo, torretta solo sabbia con macchie vuote, ovvero solo bordi neri...

 t-28 :

13/9/2009 20:59
 Be' il lavoro e' come sempre superlativo...fantastico...ma vado un po' controcorrente....sò molto poco di questo mezzo,quindi le mie due osservazioni sono alla fine due domande...i ganci degli attrezzi erano proio cosi cioe' senza ganci di apertura/chiusura o ci sono e io non li vedo?...infine..la catena non e' un po' troppo grossa?

 Mario Bentivoglio :

13/9/2009 21:02
 Ciao Stiva
mamma che bel lavoro che hai fatto!!!!
complimenti?
ti posso chiedere una cosa? la cuplina del capocarro sulla torretta..come hai fatto ad evidenziare il 'coperchio' ? (scusa se uso termini impropri..)
salutoni
mario
:-)

 Stiva :

13/9/2009 21:27
 xT-28
I ganci degli attrezzi sono delle semplici staffe ripegate su i manici dei due attrezzi paralleli e al centro, tra un attrezzo e l'altro, bloccate con un bullone che le tiene ben pressate al parafango, semplice pratico e senza tante paranoie teutoniche..

Se guardi qualche foto degli hotchkiss noterai che le catene sono anche più grosse.
Oggigiorno avendo a disposizione leghe di maggiori qualità rispetto al ferraccio di una volta una catena di quelle dimensioni, usata doppia può portare anche 20 tonnellate, a quei tempi, decisamente meno, quindi per un carro da 12 tonnellate dovrebbe farcela, considerando che il traino non è mai come il sollevamento.


 Stiva :

13/9/2009 21:31
 x Mario.
Il "coperchio" si alza e si abbassa ma non credo si apra, non ci sono mappe, non è uno sportello, credo sia un visore o una presa d'aria, non so... in una sezione si vede che dentro c'è un volantino.
Comunque, ho tagliato un pezzo di plasticard della misura e poi ho cercato un oggetto dall'estremità emisferica, non ricordo cosa, e su di una superficie morbida ho pressato il plastcard sino a farlo assumere una forma di calotta sferica.

 Mario Bentivoglio :

13/9/2009 22:05
 Quote:
Stiva ha scritto: x Mario.
Il "coperchio" si alza e si abbassa ma non credo si apra, non ci sono mappe, non è uno sportello, credo sia un visore o una presa d'aria, non so... in una sezione si vede che dentro c'è un volantino.
Comunque, ho tagliato un pezzo di plasticard della misura e poi ho cercato un oggetto dall'estremità emisferica, non ricordo cosa, e su di una superficie morbida ho pressato il plastcard sino a farlo assumere una forma di calotta sferica.

grazie mille Stiva....
che 'ignorante'...pensavo fosse uno sportello....
quindi...non hai taglaito nulla....hai creato una 'cupolina'  tondeggiane nelal forma e ....gli hai inserito una specie di 'anelloì alla base per tenrlo staccato dalla cuopla originale del kit...ho inteso bene?
grazie ancora
un salutone
mario :-)

 Lio71 :

14/9/2009 07:24
 Ahahahah...ok ok, ritiro il "monocromatico" :-D

Insomma una tipica livrea "alla francese"...che poi era quella che i tedeschi s'inventarono per i loro Stanhelm durante la Grande Guerra...credo... :-? :-)

...mano ferma eh...con tutte quelle linee nere...!!

 Stiva :

14/9/2009 11:54
 x Mario, si hai capito, bene, ma sotto non c'è nulla, la plastica è spessa a sufficienza e e fa già il rilievo.

x Lio, si un mimetica francese doc, quella che dici te è un mix di tre-quattro colori, comunque ancora molto diffusa negli anni '30 in vari paesi.

 MG42 :

14/9/2009 12:09
  Bello  come il sole !!!

ciao
enrico

 Utente2662 :

14/9/2009 12:33
 chiedevo per l'appunto, a che step fosse sta stufa...ed eccomi accontentato. Se penso poi che il piccone è autocostruito, bèh, ti rinnovo i miei complimenti, davvero un super lavoro, peccato solo, che una volta dipartito, ti si schiuderanno le porte dell'inferno caro Mario, quindi non avremo modo di incontrarci in Paradiso, ma che dico, neanche in Purgatorio...ho fatto un conto sommario degli anelli della catena, e se per ognuno hai bestemmiato................................ :-D :-D :-D :-D :-D :-D


Bob, tuo clericale affezionato :-D :-D :-D

 Stiva :

14/9/2009 12:43
 Settimo cerchio, terzo girone, prima schiera: bestemmiatori, stanno distesi supini sul sabbione infuocato sotto una costante pioggia ardente....sarebbe il meno.... ma in giro, costretti a correre sotto il fuoco, ci sono i sodomiti, vuoi mai che uno si fermi....


 Utente2662 :

14/9/2009 13:03
 ...non era meglio un prodotto Amati ??? :-D :-D :-D :-D

Bob, simpatico altruista ;-)

 sandro :

10/10/2009 08:36
 Ciao Mario!
mi sono aggiudicato poco fa l'Hotchiss della Gunze Sangyo su ebay, hai idea di come possa essere?
So che ha i cingoli Modelkasten e che non è il modello Heller, tra me e un mio amico abbiamo tutti i modelli prodotti dalle case costruttrici e.... mancando il Gunze.... me lo sono aggiudicato a 15 euro circa.....
Ci hai dato un'occhiata forse? Mi sai dire se ho fatto un'acquisto strampalato?
Ciao e grazie
Alessandro

 Stiva :

10/10/2009 09:36
 Ciao Sandro,
...dubito che sia un kit fatto dalla Gunze dato che oltre all'Heller esiste anche il Trumpeter ed il Bronco ma non li ho mai visti e non ho elementi per giudicare.
Avevo l'Heller in casa da tempo immemorabile e non mi sono posto neppure il problema di cercarne uno nuovo. Non faccio modellismo col righello in mano ma anche ad occhio si vede bene che l'Heller ha svariati piccoli e grandi difetti, l'alternativa era tirarlo fuori dala finestra e non è il mio stile, magari ne butto il 90% ma cerco sempre di recuperare il possibile. In questo caso visto che i lavori non erano enormi ho deciso di farlo senza tanti problemi cercando di recuperarne almeno le sembianze...
  Se ne vuoi fare uno senza tanti problemi e che dia migliori risultati penso che il Bronco sia decisamente meglio.
A me oltretutto interessava la versione 35 e non credo che Bronco o Trumpeter forniscano i pezzi per realizzarla. Mi pare esista un set di conversione della Brach....
Qualunque kit sia, visto il prezzo hai fatto un MEGA affare visto che i cingoli modelkasten da soli valgono almeno 25-27 euro e non si trovano facilmente.

 izzuB :

10/10/2009 14:53
 E' un modello degli anni novanta su base Heller



ciao

 Stiva :

10/10/2009 17:30
 Bene, molte grazie Izzub...la cosa buona è che ci siano i cingoli, a quel prezzo regalati, vedo dalla foto che si tratta di un H38-39 e che c'è già la cupola modificata dai tedeschi. Sull' H-39, rispetto al 35, c'è un infinità in più di documentazione e dettagliati walkaround reperibili in rete, dunque non sarà difficile per Sandro apportare le piccole modifiche al vecchio Heller...

 sandro :

12/10/2009 08:09
 Grazie Izzub! beh avevo decisamente intenzione di farlo in mano tedesca, usato proprio qui dalle mie parti con funzioni di lotta antipartigiana.
Grazie ancora
Alessandro

 yamato01 :

12/10/2009 10:03
 Caspita che bel lavoro!

 Stiva :

19/10/2009 23:49
 Ecco il macinino finito:



















 skorpio62 :

20/10/2009 06:39
 Moooolto bello!!!
La mimetica differente è dovuta alla torretta di un carro montata sullo scafo di un'altro?
Stefano

 Furetto70 :

20/10/2009 08:21
 Complimenti davvero bellisssimo.....

  :-) :-)

 vittorio :

20/10/2009 08:30
  Ciao, complimenti per il modello.
se posso permettermi credo che dovresti insistere un po' di più con il drybrush (sabbia+bianco) sugli spigoli e con qualche lavaggio, aggiungo che sarebbe anche da lavorare con i colori ad olio sui manici degli attrezzi per riprodurre le venature del legno.
mi sono permesso, sperando di non offenderti, di segnare sulle foto qualche intervento che mi sembra opportuno.
ciao
Vittorio















 Fabrizio1966 :

20/10/2009 08:48
 Molto bello, davvero...quoto Vittorio per i manici in legno degli attrezzi...circa i lavaggi apro un parentesi un po' sacrilega...da generazioni noi modellisti usiamo i lavaggi per delineare i recessi ed il dry bush per schiarire i punti in rilievo e pertanto in luce. Ma si tratta solo di una convenzione, completamente errata. Prendiamo l'esempio di una testa di rivetto sporgente da una piastra. Il modellista fà una serie di lavaggi scuri alla base per farlo risaltare e un dry brush sulla testa del rivetto schiarendola...molto scenografico, ma completamente errato. Il carro , a meno che non sia un T72 tirato a lucido per la parata della rivoluzione d'ottobre, è un mezzo che si rotola tra fango e terra e polvere, e chiunque abbia visto un carro vero "in azione" noterà come accada esattamente il contrario...la polvere, il terriccio, lo sporco si accumula alla base del rivetto ( quindi più chiaro...) mentre la testa sporgente per l'azione del calpestio dell'equipaggio e degli attriti con l'esterno perde colore e scurisce...
pertanto, almento sulle ruote farei si un lavaggio scuro per dare profondità, ma subito dopo ne farei un altro con pigmenti chiari per simulare gli accumuli di polvere e terriccio... Sullo scafo dipende dal livello di usura che vuoi "infliggergli"...
Fabrizio :-)

 Stiva :

20/10/2009 10:00
 Grazie a tutti,
x Skorpio, da qualche parte ho letto che le torrette di colore diverso erano per distinguere i carri comando a che livello non ricordo.

x Vittorio.
Dunque, apprezzo molto le tue critiche, sarebbe demenziale offendersi.
Dalle tue osservazioni denoto però che abbiamo due metodi di approccio al modellismo decisamente diversi.
Il carro è stato volutamente lasciato poco usurato, visto che molti carri francesi sono stati catturati pressochè intatti. Comunque sia è consistentemente sporcato con terre, una velo generale di color sabbia su tutto il carro e colature e accumulo negli interstizi di terra nera mista a color sabbia.
La terra ha un difetto, nelle foto ravvicinate, con il flash, si nota ma in modo assai ridotto ed  in quelle generali con luce artificiale quasi sparisce. La riduzione delle dimensioni e risoluzione delle foto per poterle inserire in galleria comunque praticamente annullano molti dettagli tra cui le fini colorature e velature con pigmenti.
Se qualche mago della fotografia che legge, ha dei suggerimenti sarei molto grato, la cosa mi da parecchio fastidio visto che  è il metodo di sporcatura che uso prevalentemente.

Non applico drybrush che considero assolutamente innaturale.
Ammetto qualunque forma di sporco, usura, graffi, polvere, scolorimento delle vernici, sfogliamento, sempre nel limite del logico, ma il drybrush, sugli spigoli lo trovo assurdo. Se esasperato fa assomigliare il mezzo ad una pietra. Non mi riesce proprio di dargli una speigazione logica, come può vedersi uno spigolo bianco su di un carro dipinto in dunkelgrau?

Applico i lavaggi solamente quando si tratta di riprodurre un carro in ambiente umido o piovoso in modo da simulare terra e sporco accumulati dall'acqua negli interstizi e giunte. Una volta lo facevo sempre, poi mi sono reso conto che applicando le terre per simulare l'impolveramente il lavaggio sparisce, o se resta pare fuori luogo con l' impolveramento.
Vittorio, mi indichi punti di lavaggio sul treno di rotolamento che è in gran parte ricoperto di fango disseccato, non capisco cosa dovrebbero servire. In alcuni di quei punti ho applicato delle colature di grasso. mi pare si intravedano in foto...

Ho già discusso altre volte circa la colorazione dei manici degli attrezzi.
Per questo scopo viene solitamente utilizzato del frassino o comunque dei legni duri di pasta praticamente bianca e con venature di poco più scure che in scala sparirebbero.  Quindi non condivido la tendenza a dipingere gli attrezzi in colori rossicci (tipici dei legni esotici) e accentuare molto le venature. Utilizzando l'attrezzo inoltre, il legno assorbe lo sporco dalle mani di chi lo usa, specie se bagnate o infangate. Quindi io li dipingo molto chiari e insisto con le terre.

La marmitta potrebbe essere più arrugginita, ma volendo fare un carro ben conservato, non ho inistito, nelle foto se ne vedono di quelle ancora con la mimetica conservata.
Non mi piacciono comunque le marmitte troppo marce, si tratta di metallo molto sottile, se raggiungessero davvero il livelo di corrosione che applicano certi modellisti si sbriciolerebbero.

 Stiva :

20/10/2009 10:31
 x Fabrizio
Grazie per le precisazioni e considerazioni circa l'uso improprio del drybrush.
Fortunatamente l'era "verlinden-greenland" è ormai superata e molti modellisti hanno capito che l'effetto "carro di marmo" è eccessivo e innaturale.
Le ruote sono già in gran parte ricoperte di di fango disseccato, polvere e fango appiattiscono e non ho ritenuto opportuno fare altro, i lavaggi spariscono sotto la polvere...

Ecco qui una foto fatta in luce diurna senza luci artificiali, vedrete che il carro è già bello sporchetto e si notano bene le colature di nero sulla torretta, l'accumulo di sporco alla base della cupoletta e tra i pannelli

e questo è il manico della zappa che usa mio fratello tutti i giorni nell'orto. E' d frassino. Le venature ci sono ma sono finissime e a dieci cm spariscono, essendo molto usata con le mani sporche di terrà è già abbastanza scura.



 stefanca :

20/10/2009 12:36
 Chissà che buon caffè uscira da siffatto "macinino"...
Non mi avventuro in disquisizioni modellistiche che non mi appartengono...
dico solo "riuscissi io a farli così" considerando anche il pezzo di partenza.
Ottimo lavoro.

 Stiva :

20/10/2009 12:49
 Ste...
considerando che è francese la qualità a brodaglia è assicurata...
Perchè non ti appartiene? Sei anche tu su questa barca, e a forza di sentirne di cotte e di crude avrai pure anche tu un parere su certe tecniche, non importa cosa produci, si discorreva della realisticità di alcune tecniche...
Pensa che a me non piace...
Ci sono modelli che ti soddisfano altri meno.  e a volte quelli che non ti soddisfano piacciono agli altri e viceversa, sintomo che il gradimento estetico, aldilà del rispetto della storia e della realtà, è ben diverso per ciascuno di noi.
Questo, con tutto quel tondo e senza giunte mi ha impedito certamente di rendere al meglio nella finitura, ma il wip andava concluso...show must go on...

 Utente2662 :

20/10/2009 13:45
 innanzitutto ti dico che mi piace, e molto. Capisco le osservazioni di Vittorio e le tue, sono in qualche modo due modi di interpretare il modellismo, totalmente differenti. Il tuo lo apprezzo molto in quanto è la ricerca del realismo a tutti i costi, sacrificando magari l'aspetto scenico della realizzazione, obiettivo a cui tutti aspiriamo. Il sottoscritto, ad esempio, ancora bada troppo alla scenicità ed all'impatto diciamo scenico ed artistico del mezzo. Probabilmente con l'esperienza e la tecnica supererò questa fase. Capisco però l'esigenza assoluta di riprodurre il reale, così com'è. Interessante sarebbe una via di mezzo, senza esasperare finzioni sceniche (drybrush sparati ad esempio) concedendo qualcosa alla "spettacolarità". Almeno, io ci provo.

Concluso il pippone di cui mi scuso, il tuo modello lo trovo davvero ottimo, come al solito una livrea impossibile e poco "realistica" di per se, che però sei riuscito a rendere credibile e reale, non è facile.

Compliementi e...a quando uno Shermann ??? :-D :-D :-D :-D :-D :-D

Bob :-)

 Stiva :

20/10/2009 13:56
 VADE RETRO SARAGAT!!!!

Fino a qualche anno fa mi avessero detto di fare qualcosa di non tedesco gli avrei riso in faccia, ora faccio di tutto, russo, francese, inglese, cinese, persino israeliano, ma per favore americano no, magari un mezzo americano ma non in livrea olive drab....ho un paio di gmc...uno lo coloro con la livrea del circo....

I piccoli carretti francesi, li ho sempre amati, colorazioni da sballo  i simbili delle carte da gioco...andavano in guerra o al casino...mah....
....ma allo stesso tempo li ODIO perchè non hanno la spigolosità teutonica o la rusticità sovietica, quelle viscide ed odiose superfici liscie e tonde come uno.....Sherman!!!!!BBBBBBLLLLLEEEEEEEAAAAAAHHHHHH!!!!!!!  mi fa schifo solo a dirlo.....

Come dicevo a Stefanca, è per questo che a me sto carro alla fine non piace.

Per le visioni del modellismo sono daccordo.
Ho sempre ricercato quello che tu sottolinei, a discapito della "scenicità pittorica"...
  Ela cosa si è fossilizzata nel tempo non leggendo riviste e stando attentamente lontano dalle mostre e concorsi dove se porti uno qualunque dei miei modelli, potrebbe esserea anche quello vero ridotto in scala con chissa quale magia, nessuno lo considererebbe....

 sandro :

20/10/2009 15:27
 Ciao Mario!
mi accodo ai numerosi complimenti e ti posso dire che il tuo Hotchiss mi piace moltissimo.
Spero che le nostre discussioni sulla verniciatura ti siano state utili!
Ciao e vai così!
Alessandro

 Stiva :

20/10/2009 15:33
 Grazie Sandro,
quando metti mano al tuo?

 vittorio :

20/10/2009 15:46
 Bene!!!! questa è una bellissima discussione modellistica!!!!
Cerco di specificare il "vittopensiero"
1. per me il modellismo è anche un'espressione artistica e quindi ammette qualche licenza (penso al famoso quadro della carica degli scots greys a waterloo con tutti i colbacchi di pelo d'orso in vista.... da un punto di vista storico è sbagliato ma la resa....)
2. sui lavaggi chiari, anche io ogni tanto li faccio (vedi sherman) però credo si debba stare molto attenti perchè altrimenti si uccide il modello.
3. a livello "filosofico" credo che il realismo estremo debba essere coniugato con la resa pittorica. anche perchè lo scopo del mimetismo è far sparire qualcosa, lo scopo della colorazione modellistica è l'esatto contrario.
4. sugli attrezzi c'è un ulteriore problema, soprattutto in mezzi con scarsa vita operativa: a mio parere dovrebbero essere del colore del mezzo e non color legno, il legno è una licenza poetica.
5 il dry brush, è stato l'introduzione del modellismo moderno, però forse non è stato appieno compreso, cerco di spiegarmi con una foto, ecco cosa intendo per drybrush:


certo che se si fa con il pennello non perfettamente asciugato o con gli acrilici l'effetto sasso è garantito.
6. il lavaggio intorno ai bulloni del treno di rotolamento lo farei per non farli morire nel fango.
ciao e grazie a voi per la discussione costruttiva.
Vittorio
Ps
perchè tanta avversione verso i poveri sherman :-P

 Utente2662 :

20/10/2009 16:04
 caro Vittorio, penso che come dicevo prima, il compromesso è a metà strada tra la resa pittorica ed il realismo. Per chi come me, si ciba di immagini riviste e quant'altro, è ovvio che una certa influenza, i vari stili modellistici e pittorici, abbiano lasciato traccia. La cosa di cui peròdobbiamo tener conto, è l'effetto scala, come si comporta la luce sul modello e tanti altri parametri che dobbiamo ricostruire artificialmente. Sul Dry brush, concordo, se ben fatto aiuta, ma personalmente lo utilizzo sempre con parsimonia, sono anche contrario alla nuova moda di pitturare maniglie, bulloni e sporgenze in colori decisamente più chiari, trovo abbastanza discutibile l'effetto finale, ma è tutta sperimentazione, assimilare più tecniche mixarle e farle proprie è un gran divertimento, l'importante è non perdere di vista che stiamo rappresentando una cosa reale, e credo, che alla fine, le foto siano cibo sostanzioso per tutti noi, peccato che la maggior parte siano in bianco e nero.


chiedo scusa a Mario se sono uscito fuori dal seminato sul suo 3d.

Bob :-)

 MG42 :

20/10/2009 16:21
  Mi piace molto.....di la verita' la marmitta e' vera..........vero?

ciao enrico

 Topo :

20/10/2009 16:31
 Inutile dirlo, il modello di Stiva mi piace molto; forse in effetti rende meno di altre sue realizzazioni, ma credo dipenda dal soggetto.
Circa la interessante discussione innescata, trovo anche molto bello l'esempio portato da Vittorio (a proposito, è tuo?) però c'è da dire che spesso si finisce per abusare di drybrush e lavaggi.
Secondo me (come nell'esempio di Vittorio) questi effetti devono essere "percepiti" dall'osservatore, e non "visti".

Saluti!

 francisco :

20/10/2009 16:40
 Ciao Stiva.....

Molto bello il tuo "macinino".....mi piace davvero tanto!!!!
Bravo!!!!

Franco

 Stiva :

20/10/2009 16:50
 bene Vittorio,
apparteniamo certamente a  tendenze diverse ma è sempre utile il confronto, se non altro per chi ci legge che potrà sentire più campane e decidere cosa gli piaccia di più applicare.

Per me il modellismo non è una espressione artistica è un tentativo di riprodurre la realtà in scala, non mi interessa se il modello è poco appariscente, se appare piatto, se viene "ucciso", mi interessa riprodurne la vita operativa, ridar vita ad una foto o ad una situazione.
Se il treno di rotolamento è immerso nel fango non vedo alcun senso lavarlo o metterlo in risalto.
Fatta eccezione per gli spigoli ed i denti dei cingoli o le coste delle ruote, tutto ciò che per contatto o frizione impedisce l'accumulo della terra e tende a mostrare il metallo brillante in sitiazioni "asciutte". Semmai aggiungo grasso e colate d'olio che impregnano anche polvere e terra, sempre che nelle foto sono evidenti, perchè non conoscendo la meccanica a volte si fanno colature dove non vanno.

I lavaggi li utilizzo quando non impolvero e come detto li applico per simulare l'accumulo di terra e sporcizia causato dall'acqua, quindi possono essere sia chiari che scuri, perchè se l'acqua trascina negli interstizi terra, specialmente su di un colore scuro, fessure, pannelli, angoli, base dei bulloni, ecc...appariranno di colore più chiaro.
Solitamente uso acqua sporca di un mix di acrilici marroni e nero di tonalità più o meno chiara o scura a seconda delle superfici dove vanno applicati. Insisto con più passate se necessario, sia in lavaggio generale, sia che in selettivo. Su di un dunkelgrau ad esempio lavaggio generale con tonalità di terra più chiara, poi selettivo negli interstizi con tonalità più scura.
Non li uso per scolorire, a questo scopo uso solo cenere e terre. Usando solo Humbrol ed essendo essi molto opachi basta pochissimo pigmento per scolorirli pesantemente.
In questo caso non ne ho applicato avendo impolverato il mezzo. Solo terre scure o nere nelle pannellature per simulare qualche colatura di sporco.

Il fatto che il mimetismo serva a far sparire qualcosa è abbastanza discutibile. Sono state provate moltissime mimetiche, alcune soprattutto negli anni 30, come questa dell'hotchkiss, e tante altre multicolori con bordi e chiazze da futurismo, erano del tutto ridicole, dubito persino che contribuissero a qualcosa... Oltretutto ad una certa distanza qualunque mimetica diventa inutile, è la sagoma a far scorgere il mezzo.
Modellisticamente non so, si tratta di riprodurre la stessa colorazione e di ridurne un pò l'effetto vista la riduzione di scala. La mimetica strana solitamente ammazza il mezzo e i migliori risultati si ottengono certamente con colori uniformi, ma non possiamo sempre fare mezi in olive drab o dunkelgrau o sandgelb...

Del colore degli attrezzi molto si è detto e a mio avviso tutto e valido, se supportato da foto, si vedono attrezzi in legno naturale, esistono attrezzi verniciati e persino mimetici. Dipende da molti fattori, da come veniva allestito il mezzo, dalle colorazioni che subiva sul campo, se l'equipaggio li toglieva o no per riverniciare ecc...
Certamente nella maggior parte dei casi gli attrezzi erano inutilizzati.
Se uno dovesse manegiare a lungo una pala o un picco verniciato sono davvero dolori....

- Nella foto che hai inserito si vede un carro con una vasta area grigio chiaro, se questo è un drybrush non comprendo cosa voglia rappresentare, una briuciatura? uno scolorimento? non è troppo esteso? il colore di fondo non era rosso antiruggine?
Non scarto in toto la tecnica del drybrush, può dare ottimi risultati in alcune situazioni e molti modellisti lo usano, nelle dovute proporzioni, per ottenere gli stessi effetti che altri ottengono in modi totalmente diversi ed in  modo persino più vantaggioso. Un effetto di sporco in drybrush può essere maneggiato le mie terre no. Io stesso l'ho utilizzato più volte ad esempio per stoffe e teloni. Lo contesto perchè irreale se utilizzata per "mettere in luce" angoli, spigoli e rivettature .



 skorpio62 :

20/10/2009 17:13
 Mario credo che la chiazza grigio chiaro sia il whitewash che sta partendo, detto questo discussione INTERESSANTISSIMA!
Stefano

 Stiva :

20/10/2009 18:22
 Bob:
...che chiedi scusa? allora io dovrei mettermi in ginocchio sui rivetti e cospargermi di pigmenti… sul tuo 3d sono andato a parlare dei casi miei e del gulash….

Mg:
…maledetto!.... mi hai scoperto…è la marmitta (truccata ovviamente) della lambretta che usavo da giovane per correre su per i bricchi…

Skorpio:
grazie, ora capisco…allora il drybrush era lo sporco di fango-polvere nella parte bassa? ( oh son proprio duro eh?)

A tutti gli altri grazie per i complimenti…


 Topo :

20/10/2009 19:29
 ...si, duro sei duro!
Credo che quello che Vittorio ti ha portato ad esempio sia il lavaggio ed il drybrush che evidenziano i bulloni della cofanatura; e devo dire che l'effetto mi pare convincente, proprio perchè le due tecniche sono ben usate e non abusate.
Poi se ho detto la solita belinata, Vittorio mi correggerà.

P.S.

Queste sono le discussioni che fanno bene al modellismo!

 Stiva :

20/10/2009 19:42
 Ah si Topo?
Scusa non avevo il telescopio inserito....
....se sono i bulloni è lo stesso effetto che faccio con le terre, almeno visto da quaggiù sulla terra....
Comunque sia, per il poco che posso vedere, la cosa non sembra male, indice che se un effetto e realistico lo si può ottenere con qualsivoglia tecnica...

Queste discussioni fanno bene al modellismo se le si fa e non si dice sempre "bravo bravo" o non si sta zitti come i più, perchè, mi pare che poi a discuterne siamo più o meno sempre gli stessi...

 Riccardo La Barbera :

20/10/2009 20:27
 Bravo Stiva !!
un altro bel modello !!
...riguardo la discussione innescata direi che le due tecniche da voi esposte sono tutte e due valide e convincenti e vanno scelte a seconda di quello che si vuole ottenere , forse la tua la userei di più per un diorama mentre quella di Vittorio forse la userei per un carro nudo e crudo su basetta . Questa dicussione comunque deve indurre noi modellisti a osservare , osservare e ancora osservare tutto quello che ci circonda per prendere spunto dalla realtà e cercare di applicarla a i nostri modelli .

saluti

 Stiva :

20/10/2009 20:43
 Riccardo...
sante parole, l'osservazione delle foto ed il costante confronto con la realtà deve essere sempre alla base del nostro hobby!

 vittorio :

20/10/2009 22:36
  Ariciao!!
Magari quel sedere di t34 fosse mio   ;-)
è un pezzo di questo diorama di Fabio Marini:



l'ho postato perchè mi pare un bellissimo esempio di utilizzo di più tecniche che permettono di ottenere un risultato molto realistico ma anche ottimo dal punto di vista cromatico.
Quindi, a mio parere, il corretto utilizzo del drybrush e del lavaggio possono portare a risultati realistici.
ecco invece come non si usa il dry brush, lo posso dire perchè di tratta di un mio pezzo fatto subito prima di diventare socio dell'AMB (magari apriremo un altro 3d sull'utilità dei club):



evidente in questo caso che il mezzo ha le caratteristiche che Stiva prima descriveva, è pietroso ed innaturale.
Poi sono migliorato ed ecco un altro drybrush (in questo caso ho cercato di movimentare anche il fango):



ciao ancora e grazie dei vostri contributi.
Vittorio
PS
a me piace anche la tendenza ai diorami dinamici, che, sullo stile dei figurini colgono l'istante, tipo questo:

 skorpio62 :

20/10/2009 22:57
 Dato che ci siamo....cosa ne pensate della tecnica con colore schiarito, tipo drybrush, ma facendo linee nette e non sfumate?
Stefano

 stefanca :

21/10/2009 07:24
 
Quote:
Stiva ha scritto: Ste...
considerando che è francese la qualità a brodaglia è assicurata...
Perchè non ti appartiene? Sei anche tu su questa barca, e a forza di sentirne di cotte e di crude avrai pure anche tu un parere su certe tecniche, non importa cosa produci, si discorreva della realisticità di alcune tecniche...
Pensa che a me non piace...
Ci sono modelli che ti soddisfano altri meno.  e a volte quelli che non ti soddisfano piacciono agli altri e viceversa, sintomo che il gradimento estetico, aldilà del rispetto della storia e della realtà, è ben diverso per ciascuno di noi.
Questo, con tutto quel tondo e senza giunte mi ha impedito certamente di rendere al meglio nella finitura, ma il wip andava concluso...show must go on...


Umh aspetta che mi sono reso conto di non essermi spiegato...

Quando ho scritto che "non mi appartengono" non intendevo la diatriba sul Dry si o dDry no, intendevo proprio la padronanza della tecnica, cioè non ne padroneggio nessuna e nessuna è la mia favorita, non c'è nel mio scarsissimo bagaglio un unico modo per caratterizzare un modello, sperimento spesso con disastri,  generalmente con gli Sherman (vade retro lo so) provo  a schiarire il colore con l'aerogafo (quanche volta ci riesco come per il M4 Normandy ma poi copro il tutto con un'altra mimetica, pensa che triglia) altre volte tipo il con il Grigio panzer vado di drybrush, sono riuscito con un Sd.kfz 222 a farlo bene,  mentre con il dunkelgeb generalmente è un'ecatombe non riesco mai a dargli quel vissuto/usurato che vorrei...

Chiaro il gusto personale fa il resto anche se il modello magari mi è venuto uno schifo mi piace per svariati motivi...
De gustibus...

Ecco perchè secondo me, non si riuscirà mai a trovare un punto di intesa tra Dry sì e Dry no.
Spero di aver esplicitato meglio lo stefanca-contorto-pensiero.

 Stiva :

21/10/2009 12:14
 Ste,
io sono ben lontano dall'essere soddisfatto del mio operato, qualche modello mi riesce meglio qualche modello non mi soddisfa affatto. Però ho cercato di ottimizzare un paio di tecniche che mi riescono meglio e cerco di portarle avanti. Provare provare provare...nessuno nasce imparato....
Ripeto, qualunque tecnica è valida se ci avvicina alla reatà.

 pgdm :

21/10/2009 14:22
  Discussione interessante.

Io trovo che il modellismo sia una forma artistica (magari con la a minuscola :-)) e non trovo che la cosa sia smentita dal fatto che si tratti del tentativo, più o meno riuscito, di riprodurre una realtà concreta.

Se la seconda cosa escludesse la prima dovremmo depennare dal novero degli artisti chiunque, scolpendo o dipingendo, abbia riprodotto una realtà esistente. E l'elenco sarebbe lunghissimo e ben nutrito, con gente del calibro di Canaletto, Canova, Rembrandt e i fiamminghi in genere, Van Gogh, tutti i paesaggisti e via discorrendo.

L'arte visiva, nella quale secondo me può rientrare il modellismo, della riproduzione dal vero è un'arte fatta di inganni (nel senso buono del termine) ossia di far sembrare l'oggetto realizzato una perfetta riproduzione di ciò che esiste in realtà anche se in effetti, vuoi per la bidimensionalità dell'oggetto realizzato (si pensi ad un quadro), vuoi per la diversa proporzione degli oggetti tridimensionali rispetto al reale, l'oggetto reale e quello riprodotto sono oggettivamente diversi ed ognuno con le sue proprie pecularità.

Se è così, a me sembra che tutte le tecniche che portino l'artista e lo spettatore a “riconoscere” nel modello l'oggetto reale (non tanto nella sua realtà oggettiva, quanto nella realtà percepita dall'”artista”) siano valide. Quindi ben venga il drybrush se chi lo usa (a me per esempio non piace) ritiene che quel sistema consenta di riprodurre la realtà per come lui la percepisce. Per lo stesso motivo ben venga il rifiuto del drybrush per gli stessi motivi (parlo del drybrush per fare un esempio. Lo stesso si potrebbe dire dei lavaggi o di qualsiasi altra tecnica).

Ciò che non condivido è l'affermazione che quella o quell'altra tecnica diano un modello che non corrisponde al vero, e non lo condivido proprio perchè si tratta di un “vero” soggettivo, ossia dell'emozione che percepisce il modellista osservando il mezzo reale o una sua riproduzione fotografica (che a sua volta non è il vero :-)), emozione che il modellista cerca di comunicare agli altri e a se stesso realizzando ed esponendo il modello secondo la sua personale visione.

Sono invece d'accordissimo sull'idea di non fossilizzarsi su tecniche note come se fossero una sorta di “regolamento” su come si fa un modello da osservare ad ogni costo ma, al contrario, di sperimentare ogni volta che se ne abbia voglia tecniche nuove e diverse che consentano di esprimere al meglio la propria visione della realtà.

Detto questo aggiungo che il carro mi pare costruito benissimo, ben dipinto ma, ai miei occhi e attraverso un video (quindi con tutti i limiti del caso) alla fin fine mi risulta un tantinello “freddino”. Come se non riuscisse a comunicare l'entusiasmo di chi l'ha fatto. Però, ripeto, bisognerebbe vederlo dal vero.

 Stiva :

21/10/2009 16:18
 Pgdm,
l'attività modellistica è certamente una forma artistica perchè si usano tecniche, esperienze ed abilità che possono entrare certamente nella voce arte come il vocabolario la enuncia.
E come giustamente fai notare la riproduzione del vero fa parte a buon titolo dell'arte.

Quando ho detto che il modellismo non è una "forma artistica" intendevo denunciare la tendenza dilagante negi ultimi anni ad usare "effetti artistici" che accrescono la appetibilità del soggetto realizzato ma si discostano notevolmente dal vero. E come giustamente fai notare anche tu queste tecniche sono diventate una "regola" e chi non le rispetta sembra crei modelli di serie "B"...
Molti modelli, finiti con certe tecniche sono certamente opere d'arte ma spesso non riproducono fedelmente il vero, ma la nostra percezione è così abituata a vedere sempre applicate  quelle "espressioni artistiche" e quelle "regole" che si finisce per perdere la percezione della realtà....vedi il caso della "sporcatura del rivetto" a cui si accennava sopra.... si tendono a fare finiture che appagano di più ma che sono lontane dalla realtà.
Ecco che il vero diventa soggettivo ma non è più il vero...se un cingolo coperto di fango appare morto, dovrebbe essere riprodotto morto, comprendo perfettamente i suggerimenti fatti da Vittorio, le sue proposte renderebbero certamente "meno morto" e più accativante il soggetto ma certamente meno vero.

Morto, ammazzato, buio. sporco e cattivo me lo avevano detto in tanti......"freddino" però non lo avevo ancora sentito....visto che qui dal vero attraverso l'arte siamo finiti addirittura alle sensazioni, vorresti dirmi cosa ti fa provare questa sensazione? e cosa ti farebbe invece provare un modello "bollente" e come dovrebbe apparire....

...modellismo....per arrivare dove nessuno è mai giunto prima.....


 pgdm :

21/10/2009 17:25
 Difficile spiegare a parole e per iscritto la sensazione di "freddino".
Ci provo dicendo che così come lo vedo (ossia fotografato e visto a video, non dal vero) mi da l'idea di un modello poco "partecipato" da parte dell'autore, un po' accademico.
Il che non vuol dire che sia malfatto, intendiamoci, tutt'altro, ma solo che mi (e sottolineo mi) emoziona poco.
Insomma un po' la differenza che corre tra una cosa ben fatta per dovere e una ben fatta per il piacere di farla.
Mi rendo conto che non è una spiegazione esaustiva, ma più di così non riesco :-)

 Stiva :

21/10/2009 18:04
 Pgdm,
scelgo i modelli da fare solamente se mi piacciono come mezzi e mi attirano le possibili colorazioni.
Ci sono modelli che in passato mi attiravano e che ho comprato e per i quali ho perso entusiasmo, allora li vendo, li scambio, ma prima mi diverto a  trovarne ogni possibile utilizzo, sia anche il cannibalismo...
Sto persino ultimando una serie di modelli inguardabili in resina che qualunque mente sana getterebbe nel cestino, solo perchè ho trovato un possibile diorama in cui collocarli....un progetto che ho sempre sognato, tratto da una foto sul primo Panzer Colours che ho comprato nei lontani anni '70...sempre che qualche anima pia si presti a farmi scenario e pupazzi....

Il mio entusiasmo nel fare modellismo è esattamente lo stesso che avevo in quegli anni quando compravo le bustine dell'Airfix....

Questo era stato comprato per farlo tedesco ma da quando faccio ormai di tutto l'ho riscoperto nella colorazione originale francese e la cosa mi ha spinto a prenderlo in mano pur sapendo che era un modello obsoleto e con un sacco di difetti.
Una volta che metto mano ad un modello ci metto sempre lo stesso entusiasmo e lo porto a finire qualunque sia la difficoltà, mai lasciato indietro un pezzo, mai abbandonato un progetto in corso d'opera, semmai modificato ma sempre finito.
Semmai mi fermo per fare altro a seconda degli umori.
Modificare mi fa incassare ma sotto sotto godo come un porco quando vedo che sono risucito a fare cose che non avevo mai fatto.
Fare un modello da scatola, a volte rilassa, ma mi deprime, perchè non ci metto l'anima del modellista ma mi sento solo un incollatore di pezzetti... Ogni tanto un kit già ben fatto fa piacere montarlo, ma allora poi bisogna scatenarsi con qualche colorazione assurda...

Quindi ogni modello è fatto con lo stesso sentimento ed entusiasmo di vederlo ultimato come lo avevo pensato o visto in foto.
Non dovendo pubblicare su riviste, nè partecipare a mostre non ho alcun altro scopo che divertirmi nel costruire e colorare.
Poi a modello finito come ho detto, ci sono quelli che mi piacciono e soddisfano di più ed altri meno.
Questo mi soddisfa meno, non per il risultato tecnico, ma perchè alla fine non ha quei dettagli che lo rendono particolare, diverso, curioso....sempre meglio comunque di uno sherman o di un qualunque panzer...
Se non fosse stato per il wip non lo avrei mostrato in pubblico, ma sempre per una scelta soggettiva, è già successo che modelli per me poco significativi hanno riscosso gran successo e altri che per me erano particolari non se li è filati nessuno.....
Il wip era stato iniziato e credo che il valore di un wip, fatto passo a passo sia enorme, qualunque sia il risultato finale, soprattutto in questo caso dove ho cercato di dimostrare che ci si può divertire anche a costruire un modello superato e renderlo decente con poco sforzo.

Mi pare assai triste costruire modelli per scopi "accademici" e chi lo fa ( e cono convinto che ce ne sono molti) ha davvero perso il senso del modellismo....ma si sa che interessi lontani anni luce dal semplice divertimento ormai dominano e hanno corrotto una larga fetta di questo hobby....

Non mi hai detto come dovrebbe essere il tuo modello "caliente" ideale...

 Fabrizio1966 :

21/10/2009 18:20
 Quote:
pgdm ha scritto:  Discussione interessante.

Ciò che non condivido è l'affermazione che quella o quell'altra tecnica diano un modello che non corrisponde al vero, e non lo condivido proprio perchè si tratta di un “vero” soggettivo, ossia dell'emozione che percepisce il modellista osservando il mezzo reale o una sua riproduzione fotografica (che a sua volta non è il vero :-)), emozione che il modellista cerca di comunicare agli altri e a se stesso realizzando ed esponendo il modello secondo la sua personale visione.




No,un momento, daccordo su tutto ma non su questo...ora, io sarò un sempliciotto, sicuramente non sono un artista, però nel mio limitatissimo universo modellistico il vero "oggettivo" esiste, eccome. Se voglio riprodurre quel preciso  Sherman III che se ne è andato a spasso per le colline italiane devo vedere le foto. Se le foto me lo mostrano impolverato in ogni recesso,con la mimetica sbiadita e consunta e gli spigoli resi quasi lucidi dalla continua abrasione e dal calpestio, il tutto magari condito da tre ditadi fango secco sulle sospensioni, beh, non c'è trippa per gatti ... E se invece,poichè seguo alla lettera il verbo di Verlinden o Cocchi io lo facco con lavaggi scurissimi, spigoli sbiaditi dal dry brush e sospensioni con appena un velo di buff e pesanti lavaggi alternati a pennello asciutto, allora avrò pure fatto il più bello Sherman III del creato, ma, storicamente, è un falso ed è irrealistico!!!!!!... C'èuna tecnica perogni effetto, ed ogni effetto richiede la sua tecnica. Per questo motivo è secondo me fuorviante cercare di riprodurre ogni possibile effetto con una sola tecnica di base,mentre è fondamentale il discorso della sperimentazione, e su questosono perfettamente daccordo...

Fabrizio

 Stiva :

21/10/2009 18:28
 Fabrizio-santo-subito...

.....NONOSTANTE l'esempio fatto con uno SHERMAN....

 Simone1311 :

21/10/2009 20:41
 Finalmente uno di quei carri che piacciono a me!!!!
Un lavoro straordinario, l'effetto ruggine della marmitta è realistico come pochi.
La torretta è la "sua" o è recuperata da un altro carro?

Ciao SImone :-)

 Stiva :

21/10/2009 21:01
 Grazie Simone...
...un complimento da uno che fa cose come tu fai, e che sento molto vicino al mio modo di fare modellismo, mi fa molto molto piacere!

La torretta è la sua,  Zaloga dice che si dipingevano così le torrette dei carri dei comandanti di reggimento o squadrone.


 pgdm :

22/10/2009 07:15
 @ Stiva: non discuto neppure una parola di tutto quello che hai detto. Il "freddino", infatti, è riferito alle mie sensazioni e non alle tue motivazioni, che in quanto tali sono sacrosante ed intoccabili.
Modelliamo, credo, principalmente per il nostro divertimento.
Un modello per me (e quindi non oggettivamente) "caliente"? L'autoblindo spagnola che avevi costruito tempo fa, che trovo molto vissuta interiormente e molto "partecipata", che mi comunica (a me mi :-)) la voglia di mostrare al meglio qualcosa di insolito e di originale :-)

@ Fabrizio per sensazioni soggettiva non intendo certo il fatto che un carro verde oliva lo vedo rosso fuoco oppure che se è tutto scrostato lo vedo verniciato nuovo di fabbrica.
Mi riferisco al fatto che il modello è un falso, nel senso che è una mera rappresentazione della realtà percepita, nella quale si cerca di rendere le sensazioni visive ed emozionali che sono state colte sul modello reale o su una foto. Se devo rendere il modello infangato o scrostato lo farò non infangandolo o scrostandolo ma utilizzando tecniche pittoriche che suggeriscano a chi lo vede che quel mezzo è infangato o scrostato. Allo stesso modo, con adeguate tecniche, cerco magari di suggerire come il mezzo si staglia in una foto, quanto (e non solo se) sia usurato e così via. Ossia come l'ho percepito.
I bulloni di una piastra, tanto per fare un esempio, nel modello sono delle mere escrescenze di plastica, più o meno ben sagomate, ma non sono dei corpi separati dalla piastra come nel vero. Sta a me, se mi va, fare in modo, con la tecnica che ritengo opportuna, che si percepisca l'effetto giusto ossia che non facciano parte integrante della piastra ma siano pezzi aggiunti e congiunti.  
Altrimenti ogni volta che ci ispiriamo ad una foto in bianco e nero dovremmo riprodurre ciò che vediamo in foto, ossia in scala di grigi sia perchè non sappiamo l'esatto colore e la consistenza del fango che vediamo attaccato alle ruote (ad esempio) sia perchè l'unico oggetto reale che abbiamo davanti è la foto e non il carro (quindi a rigore lo dovremmo fare a due dimensioni).
In realtà ciò che cerchiamo di fare è di rendere l'idea di ciò che riteniamo dovesse o debba essere il vero, e questo, secondo me, è il vero divertimento. Poi fa parte del gioco che il mio modello appaia ben riuscito a Tizio e non a Caio.

 Fabrizio1966 :

22/10/2009 08:09
 

per Stiva: la ringrazio Sig. Stufa ( traduzione per non liguri/basso piemontesi) , ma come Lei ben sà con circolare del Ministro della funzione Pubblica  S.E. Brunetta Prof. Renato N. 126489542/ter/quater sono stati sospesi i procedimenti di beatificazione e santificazione di tutti i pubblici dipendenti... nulla osta, invece, a qualsiasi forma di martirio

:-D :-D :-D

...scherzi a parte, anch'io in passato ho fatto carri con tecniche che si sono rivelate poco realistiche oppure semplicemente a scopo "sperimentale", non ci trovo nulla di male...a patto, però che non si voglia a tutti i costi propugnare QUELLA  tecnica, anche se irrealistica, come l'UNICA  tecnica che và UNIVERSALMENTE bene... riprendo, solo a scopo di chiarificazione,  l'esempio di Vittorio: il T34 di Marini è assolutamente ( a mio parere) perfetto come è stato realizzato in quel contesto e con quella tecnica ( prussia Orientale inizio 1945, se non erro...)...ma se lo carico nella mia macchina del tempo modellistica e lo trasporto 11 anni avanti in Sinai, ecco che allora bisognerà cambiare radicalmente approccio alla colorazione e al weathering  (... preciso, a scanso di equivoci che sono convinto che Marini lo avrebbe anche in quel caso realizzato con enorme maestria ed un correttissimo invecchiamento...)

Per Paolo: discorso ineccepibile, però mi permetto di riportare il confronto su un piano diciamo un po' più prosaico. Vero, come dici tu che noi "interpretiamo" e imitiamo. Interpretiamo il colore, imitiamo polvere e fango, simuliamo ruggine e olio  laddove ci sono solo plastica e pigmenti sinteci     Vero che nel farlo mettiamo un tocco di personale sensibilità e stile ( vivaddio!) .. però...però dobbiamo vedere cosa stiamo modellando e come. Mi spiego. posso, riagganciandomi a quanto detto sopra, scegliere la strada che, dallo spunto iniziale di un modello di un carro realmente esistito, mi porta a provare, sperimentare  ed eventulamente anche interpretare con stile eminentemente artistico quel soggetto...Se scelgo questa strada ( e personalmente non ci trovo nulla di male...) allora ogni approccio tecnico può, più o meno essere giustificato ...
Ma se scelgo la strada della maggiore fedeltà storica possibile, allora le regole del gioco cambiano. Allora non sono più uno pseudo artista che interpreta ed inventa, ma divento un fac simile di archeologo che cerca di capire, scoprire, ricostruire....Innanzitutto anche se io parto da una foto in bianco e nero oggi come oggi ho gli strumenti per "interpretare quella foto. Tornando al mio esempio sullo sherman (...sorry Stiva...)  , oggi so che quel grigio più chiaro era un colore chiamato Ligth Mud, quello più scuro in quella unità era un blue black, in quell'altra l'olive drab originale del mezzo. so che il triangolo in torretta era rosso etc etc...quanto al fango e alla polvere, beh, basta anche osservare una comune ruspa in un cantiere per capire cosa accade e come si riduce il predetto fango dopo due giorni di sole piuttosto che tre giorni di pioggia...certo, ci sono diverse tecniche, ma, come ho detto, se devo ottenere quel risultato ( ergo riprodurre correttamente fango secco o fresco) non posso "inventarmi " che il mio feroce dry brush con il buff alternato ai lavaggi con terra di cassell scurissimo nei recessi lo simula, visto che le due cose non si assomigliano minimamente... Un minimo di oggettività secondo me ci vuole...
Fabrizio

 pgdm :

22/10/2009 08:55
 D'accordo ma, per riprendere il tuo esempio, quanto era rosso il triangolo in torretta di quel determinato carro? Quanto era più chiaro o più scuto l'olive drab, ammesso e non concesso che tutto l'olive drab prodotto sia sempre stato dell'identico colore?

Immagino che sarà la tua personale sensibilità, unita alle conoscenze tecniche, a determinarlo ed a a consentirti di riprodurlo nel modo che ritieni più corretto.

Del resto tu stesso parli di interpretazione delle foto, che è operazione che direi alquanto soggettiva, effettuata forse, il più delle volte (ma posso sbagliarmi) senza poter sapere se la foto è stata presa con una pellicola pancromatica o ortocromatica, se è stata esposta bene, se è stata sviluppata correttamente, se è stata stampata correttamente sulla carta di giusta gradazione ecc. ecc.

In qualsiasi vecchio manuale di fotografia si trovano esempi di come varia la percezione dello stesso identico soggetto, ripreso dalla stessa angolazione e con lo stesso obiettivo, semplicemente sovraesponendo più o meno o sottoesponendo più o meno il negativo. Variazioni che si moltiplicano col variare del grado di contrasto della carta usata per stampare la foto e si moltiplicano ancora sovraesponendo o sottoesponendo quest'ultima. Non parliamo poi degli effetti che ha sulla rappresentazione fotografica del soggetto reale la qualità della luce (naturale/artificiale/mista; diffusa/puntiforme; perpendicolare/angolare/radente ecc. ecc.).

A me sembra evidente che sapendo che quel carro era OD e guardando la foto in bianco e nero raggiungiamo una personale convinzione che quel particolare OD si presentasse in un certo modo piuttosto che in un altro.

E quella personale convinzione cerchiamo di rappresentare. A volte coincide con l'altrui convinzione a volte no.

Il fango (ma siamo sicuri che il tuo Sherman si sia rotolato nello stesso fango, di terra della stessa consistenza e granulometria? :-)) o meglio l'idea del fango (dato che di tutt'altro si tratta) tu la dai con la tua tecnica. Quell'altro con la sua.  A me che osservo sembrerà più plausibile l'una o l'altra secondo la mia personale convinzione.

Io credo che se si accettasse la teoria del modellismo come rappresentazione della realtà soggettiva (ovviamente nei limiti, non nel senso che sto montando un FW190 nella convinzione che sia uno Spitfire o del famoso Tigre viola a pallini gialli) e come visione soggettiva del modello, da un lato si eviterebbero molte discussioni, per non dire scontri, del tutto sterili sul come e sul quanto di un certo effetto e, dall'altro lato, si eviterebbero certi "regolamenti" su come e quanto si deve dare o non dare un certo effetto.
E, forse, si darebbe maggior possibilità a questo hobby di essere ciò che dovrebbe essere: un passatempo in cui ognuno dice liberamente la sua. :-)

A me, per esempio, il drybrush in genere non piace, perchè mi da l'idea di una rappresentazione fumettistica, nel senso di troppo calcata. Non nego che molte volte, nell'apprezzare un certo modello, ho visto come, senza quel drybrush, si sarebbe sminuito l'effetto positivo generale. Il che non toglie e non nega che un altro avrebbe apprezzato di più quel modello se non ci fosse stato il drybrush.
Come faccio ad affermare drybrush sì, drybrush no? Dipende... :-)


 Fabrizio1966 :

22/10/2009 10:53
 discussione interessantissima...  allora,  a grandi linee... innanzitutto noi conosciamo i colori che sono stati utilizzati e siamo arrivati ad averne una idea abbastanza corretta, almeno per quanto concerne la base di partenza...vero, verissimo di olive drab come di RLM 82 ne sono state riprodotte svariatissime tonalità, ma non posso utilizzare per riprodurre quell'olive drab  , per esempio, un Fs34102, che è marcatamente più verde ...lo so che il carro con il 34102 viene bellino ed è un ottima base per effettoni ed effettacci, ma non è un colore riconducibile  all'olive drab. Oddio, lo posso anche usare, ma che sia chiaro che è una scelta che si stacca marcatamente dalla fedele( quanto possibile..) riproduzione storica... e sopratutto, sarà pure vero che il mio sherman in olive drab potrà piacere a tizio e non a caio, che il suo lo ha fatto in 34102....però  francamente che caio, oltre ad aver toppato ( liberissimo di farlo..) spacci il suo come "fedele riproduzione" e pretenda dalle pagine di qualche rivista di fare da pietra di riferimento...beh, l'invito a spedirlo a dar via le terga sorge spontaneo....Io rispetto la sua scelta "artistica", lui rispetti però l'approccio più storico  Ed è quello che in alcuni casi succede, laddove abbiamo interpertazioni assolutamente fantasiose di mimetiche tedesche a fronte di foto CHIARISSIME al di là del bianco e nero, oppure dove si pianta un mezzo in un contesto in cui non è mai stato utilizzato etc etc...Non so se mi sono spiegato Paolo, non dico che non ci sia spazio per l'interpretazione soggettiva, anzi...io stesso  tornando all'olive drab della discordia lo "taglio" con del buff come suggerito da Zaloga poichè su un mezzo in 1/72 risulterebbe, per via delle ridotte dimensioni troppo scuro... ma resto su tonalità di olive drab, non vado su altri verdi per quanto invitanti "artisticamente". circa il discorso del fango, ok, ne esisteranno svariatissimi tipi.... ed esisteranno svariate tecniche per riprodurlo e variarne la profondità ma, se io prendo il mio amatissimo sherman ( scusa ancora, Stiva...:-) e lo calo nel deserto di El Alamein, mi consenti di dire che non c'è scusa interpretativa che tenga se a questo gli faccio dei lavaggioni scuri della madonna e non ci metto un filo di polvere.... sarà irrealistico, punto e basta, perchè le foto, al di là di ogni discussione,  ci mostrano carri dall'aspetto ben diverso... idem per il fango o la pioggia o al polvere, che si accumula in modi ben precisi e non al centro della piastra o sulla punta del bullone....
Insomma, io sono daccordo ad applcare la propria sensibilità e interperetazione, però teniamo ben fissi dei paletti, come peraltro hai scritto tu, e rendiamoci conto che dobbiamo cercare di adattare le nostre tecniche alla riproduzione della realtà, e non la realtà alla portata delle nostre tecniche... oddio, possiamo anche farlo, ma che allora sia ben chiaro che si è un po' "deviato"...
Fabrizio
P.S. comunque ne stiamo facendo una questione di lana caprina, a mio parere essenzialmente siamo più "vicini" di quanto appaia dalle nostre kilometriche disquisizioni :-)

 pgdm :

22/10/2009 11:20
 Infatti non siamo affatto lontani.
Io non prendo in considerazione l'ipotesi di un colore invece di un altro oppure del Tigre ambientato nell'invasione della Polonia, oppure del fango in ambiente desertico o accumulato sopra la canna del cannone. Tutto ciò lo trovo ovvio oppure manifestazione di puro divertimento fantastico.
Parlo del modo di riprodurre il fango in un contesto in cui il fango è corretto che ci sia. Quello è soggettivo.
Tagliare l'OD col buff per esigenze di scala è un artifico artistico che nulla ha a che fare con la realtà perchè l'OD non veniva tagliato :-) ma ha molto a che fare con la nostra voglia di mostrare un colore che suggerisca quello reale, secondo la nostra personale percezione. Di questo appunto parlavo io. Oltre che del modo di "leggere" le foto.
E in questo senso non si può, secondo me, stabilire a priori se il drybrush vada fatto o no, oppure i lavaggi o quel che si vuole.

 Topo :

22/10/2009 11:31
 ...vedo che ancora una volta mi tocca illuminarvi con la luce della mia sapienza, opportunamente riflessa e diretta dalla mia lucida mente (!) a dipanare le tenebre nelle quali annaspate.

Penso abbiate ragione entrambi tutti e tre (trentrambi?); infatti se esaminiamo l'approccio "scientifico" proposto da Stiva e Fabrizio (e che, personalmente, sento più vicino ai miei gusti, cosa che basta a renderlo universalmente ed oggettivamente corretto) arriveremo comunque al punto che qualcosa debba essere inevitabilmente interpretato;
ok, quel Panzer II appare desaturato, ma quanto?
il fango si accumula così sulle ruote, ma come sarà stato il fango nei pressi di Leningrado?
E quante tonalità di sabbia esistono nel mondo?

Il problema, secondo me è un altro.
Finchè si tende a voler rappresentare la realtà, adottanto di volta in volta la tecnica che preferiamo, o che conosciamo meglio o che ci semrba migliore tutto bene; il punto è che spesso manca proprio l'osservazione della realtà.
Spesso molti modellisti riproducono la ruggine sulla marmitta così, o il metallo nudo sui cingoli cosà soltanto perchè lo hanno visto sulla tale rivista, o sul tal sito o sul tal modello dell'amico.
Nemmeno passa per la testa di osservare la marmitta di quel camion ed i cingoli del caterpillar del cantiere proprio sotto casa.
Questo porta a fossilizzarsi su determinate tecniche (magari validissime) che diventano quindi IL modo di fare bei modelli, e viene a mancare la domanda fondamentale e cioè:
ma nella relatà apparivano proprio così?

Saluti!

 Stiva :

22/10/2009 12:09
 Pgdm...
  E' ovvio che il modello non è il vero ma deve essere il più possibile una copia del vero  esattamete come ha detto Fabrizio.
E guarda caso, alla ricerca della tecnica che più tende al vero... io infango veramente, in quanto sciolgo terra naturale nell'acqua e ne cospargo tuto il modello, ( un amico che costruisce i mezzi statici con tutte le parti in movimento....mi ha detto perchè non preparo un bel letto di fango e poi ci facciamo rotolare i suoi mezzi e vdiamo l'effetto che fa....)...scrosto veramente in quanto faccio le scrostature col cutter, non scoloro i colori con preshading o tagliandoli con colori più chiari ma li tratto superficialmente con terre e sabbiature come se le superfici fossero esposte a polveri e abrasione da calpestio...

Un conto è un interpetazione di ciò che non si può sapere, e questa si ovvia studiando, analizzando le fonti, cercando la soluzione più prossima alla realtà, di queste soluzioni ce ne possono essere infinite almeno fino a quando non sarà raggiunta una conoscenza sufficiente,  un conto è quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e possiamo verificare e toccare con mano.

Fabrizio e Topo
vi appoggio in toto... come dicevo sopra un conto è una tesi di archeologia sperimentale, ovvero quando cerchiamo di riiprodurre un qualcosa avendo solo parte del qualcosa e cerchiamo di farlo funzionare come quel qualcosa doveva agire.
Un conto è quello che possiamo verificare e che molti, troppi si ostinano a non voler verificare perchè fa più comodo, perchè fa più figo, perchè l'ha fatto il tal maestro, perchè altrimenti non vinco la patacca al concorso.

Diciamocelo, viviamo in una società che non usa più i libri, che non legge, si documenta e studia, che non analizza foto, che non ragiona più con la logica ma con la mente degli  altri che hanno tutto l'interese a farci ragionare così!!!

Se i modellisti aprissero gli occhi sul mondo che li circonda scoprirebbero che NON esistono mezzi di pochi mesi di vita ridotti a rottami viaggianti, con superfici butterate come i crateri lunari, desaturate e scolorite come un mezzo esposto per cent'anni a chissa quali intemperie, con marmitte che stanno insieme per chissa quale coesione molecolare della ruggine...
Per non citare l'assurdità delle situazioni della stragrande maggioranza dei diorami, senza neppure andare a toccare l'aspetto del rispetto storico o del storicamente probabile....







 pgdm :

22/10/2009 12:34
 Secondo me un modello non può essere una copia del vero non fosse altro che per il semplice fatto che è n volte più piccolo. Al massimo può essere una rappresentazione del vero.
E per rappresentare il vero che ci ispira ognuno usa le sue tecniche, non c'è dubbio.
Ma la pretesa che usando la terra sotto casa ottengo il vero fango polacco di quel particolare posto della Polonia bhe... mi sembra un po' troppo. :-)
Comunque il bello di tutto ciò è che nessuno di noi credo abbia la verità in tasca, forse proprio perchè non esiste una verità vera.
Resto della mia idea della percezione soggettiva del vero e della resa soggettiva con il modello.
Quanto al fatto che i modellisti (tranne te, beninteso, Stiva) debbano aprire gli occhi, bhe' che dire? Ogni tanto un Messia che ha visto tutto ciò che gli altri non vedono e che quindi deve insegnare a vivere salta fuori, o su una rivista o su un forum.  Ma in genere non fa grandi danni :-D :-D :-D

 Stiva :

22/10/2009 12:51
 Bene, vedo che è ora di chiudere questa bella discussione perchè COME SEMPRE quando si esauriscono gli argomenti  si passa alla presa per il culo....
Grazie pgdm per avercelo ricordato.....i 33 anni li ho passati da tempo ma i roghi, come vedo bene sono sempre accesi.....
Torno al modellismo.....


 Fabrizio1966 :

22/10/2009 13:08
 Stiva, guarda che non credo Paolo volesse offenderti o prenderti in giro....   anzi... non prendiamoci troppo sul serio, ragazzi, in fondo è pur sempre e solo un hobby...

Fabrizio :-)

 pgdm :

22/10/2009 13:28
 Ma per carità, tant'è che ho risposto con ben tre faccine ridenti.
Quanto al non prendersi troppo sul serio concordo al 200%.
L'ho già detto poco tempo fa in altro post anche se, ad onor del vero, mi sono sentito rispondere "... Cosa prendere o non prendere sul serio lo decido personalmente non ho bisogno di farmelo dire da altri ...". Sic!
Buon modellismo e buon divertimento. :-)

 skorpio62 :

22/10/2009 13:53
 "... Cosa prendere o non prendere sul serio lo decido personalmente non ho bisogno di farmelo dire da altri ..."
....chi ti ha risposto così?....CICCIOLINA? :-P :-P :-P
Stefano

 pgdm :

22/10/2009 13:55
 ... quando si dice cercare rogna.... ;-) :-P :-D :-D

 Stiva :

22/10/2009 14:16
 Skorpio / Pgdm
purtroppo per voi non è stata Cicciolina...sono stato io, e lo ripeto, cosa prendere o non prendere sul serio lo decido certamente io  e me ne assumo le eventuali responsabilità,  non ho alcun bisogno di farmelo dire da altri quando questi altri lo dicono in tono  provocatorio, e dileggiante.

Se  Pgdm si sente libero di interrompere una discussione fino ad ora costruttiva per paragonare  il sottoscritto ad un messia , e poi negare solo per aver condito l'affermazione con ridicole faccine, faccia pure.....

Ha la MIA benedizione!


:-P :-P :-P :-P :-P :-P :-P :-P :-P :-P

 pgdm :

22/10/2009 15:22
 Amen
:-D :-D :-D :-D

 Topo :

22/10/2009 15:42
 ...peccato, un'altra discussione interessante che và in vacca...

 Stiva :

22/10/2009 15:51
 Topo,
se vuoi continuare la discussione per paralre di modellismo, io sono qui per questo, se vuoi aprirne altre, on titoli appositi ancora meglio, visto che questa verrà dimenticata come passano tutti i wip dopo pochi giorni nel marasma del forum...

 pgdm :

22/10/2009 16:13
 A me la discussione sulle tecniche, se a qualcuno va di proseguirla, non pare ne' chiusa ne' andata in vacca.

 Hoot :

22/10/2009 16:30
 A me la discussione interessa, anche se non sto partecipando e rilancio con quattro domandine veloci:

1 perchè profiliamo i bulloni se è proprio negli intertizi che si accumula la polvere??
2 perchè facciamo il drybrush argentato sulle armi (es tipo cal 50)??
3 perchè quando usiamo i pigmenti ne usiamo pochi per "non coprire i particolari"??
4 perchè esistiamo???

vabbuò, mi bastano le prime tre :-D

 Fabrizio1966 :

22/10/2009 17:24
 Quote:
Hoot ha scritto: A me la discussione interessa, anche se non sto partecipando e rilancio con quattro domandine veloci:

1 perchè profiliamo i bulloni se è proprio negli intertizi che si accumula la polvere??
2 perchè facciamo il drybrush argentato sulle armi (es tipo cal 50)??
3 perchè quando usiamo i pigmenti ne usiamo pochi per "non coprire i particolari"??
4 perchè esistiamo???

vabbuò, mi bastano le prime tre :-D



Risposte:

1) perchè lo fanno Vernlinden e Cocchi, così il modello in fotografia o su un tavolo da esposizione fà un figurone a milioni di anni luce di distanza..ma è una tecnica che basicamente riproduce l'esatto contrario della realtà....

2) idem come sopra. Una cal. 50 drybrushata in argento si vedeanche al buio....il prossimo passo sarà l'uso di vernici fluorescenti...io che non capisco una cippa mi limito ad una punta di grafite...

3) perchè i pigmenti non sono poi così facili da usare, vanno dosati e se non ne vari la cromia ti fanno un simpatico effetto tipo "carro messo a bagno nel cemento" ...inoltre rovinano appunto l'effetto che si ottiene con un alternanza feroce di lavaggi e pennello secco, con il risultato di dare un mezzo si più realistico, ma anche meno appariscente...

4) perchè se non esistessimo, tuttele scatoleegli accessori che abbiamo accumulato in anni e anni di fancazzismo (dis)organizzato si spargerebbero per ilmondo con grave danno per l'ambiente. Provate un attimo a pensare quanta plastica, colla, resina, vernici e carta grazie a noi è tenuta lontano da foreste, laghi, montagne, fiumi, oceani....


Fabrizio :-P :-P :-P

 Hoot :

22/10/2009 18:42
 Ooooohhhhhhh...grazie Fabrizio!
Almeno ora non mi sento più solo!!!

Nell'universo però un pò si...
:-D :-D :-D

 vittorio :

22/10/2009 18:43
  esprimo qualche mio parere, con assoluta libertà, sperando che non si degeneri.
1. mi permetto di dissentire da Stiva sul teme mimetiche, il mimetismo serve a far scomparire, a rendere meno visibile, a spezzare le sagome, anche quello con i colori più strani, come il tuo mezzo francese, risponde a questo scopo. 

in questo crusader mi pare evidente.
peraltro questo mezzo mi permette di far notare le ombre che ci sono intorno ai bulloni ed ai rivetti, sia del treno di rotolamento che dello scafo.
con questo non voglio dire che il lavaggio debba essere per forza scuro, nel mio M50 ho alternato lavaggi scuri a lavaggi chiari a seconda di come più mi aggradava e di dove stavo operando.
mi piace anche allegare un'altra foto, che credo scalderà il cuore ad Hoot :



se osserviamo questa foto vediamo, anche in un carro che opera in un ambiente polveroso, delle linee scurissime, date dalla luce. a mio avviso i lavaggi hanno la funzione di rendere questi elementi visivi. 


Ecco come l'amico Roberto Bassi ha interpretato il tutto, mi sembra in maniera ineccepibile.

Tornando alle domande:
1. profiliamo i bulloni per non farli sparire. (è indifferente farlo con il chiaro o con lo scuro);
2. il drybrush con l'argento su una mg viene fatto per far notare i dettagli, certo deve essere leggerissimo: mi cito, anche se non si dovrebbe... :-D



3. perchè tutte le tecniche vanno usate cum grano salis. i pigmenti possono essere utilissimi, ma sono anche molto difficili da controllare, quindi possono rovinare un lavoro di pittura o eliminare dettagli autocostruiti etc...
4. siamo nati per soffrire :-P 

il modellismo è una forma di interpretazione della realtà, ed in quanto interpretazione ammette delle variabili. ad es. lo schiarimento del colore in virtù della riduzione in scala o il problema del dunkelgelb tedesco o dei colori delle mimetiche.
credo che alla fine il tutto debba essere ricompreso all'interno del canone estetico, che non è oggettivo ma soggettivo e rispecchia il periodo in cui si vive.
ciao
Vittorio

 Hoot :

22/10/2009 18:51
 
Quote:
vittorio ha scritto: 
peraltro questo mezzo mi permette di far notare le ombre che ci sono intorno ai bulloni ed ai rivetti, sia del treno di rotolamento che dello scafo.


...eh, ma allora rappresentiamo la foto o il modello? Volendo esagerare il discorso non dovrei fare sul modello anche l'ombra della canna?

Ps secondo me comunque abbiamo inventato anche le pippe modellistiche...o esistevano già?
:-D :-D :-D

PPS ti posso fregare la foto del merkava? Mi hai ricordato che devo chiedere a Lagu che cosa è quella cosa sul muso

PPPS il nagmaetciù è veramente bello :nerd:

 pgdm :

22/10/2009 18:59
 Io penso che una leggera profilatura dei bulloni serva, nelle intenzioni di chi lo fa, a restituire il senso di distacco del bullone dalla carrozzeria (nel modello è un tutt'uno) e in questo senso, se ben fatto, lo trovo utile.
Per le armi anch'io preferisco la meno appariscente grafite mentre, per quanto riguarda l'uso dei pigmenti, in effetti trovo che se in eccesso diventano irrealistici ( se coprissero i particolari verrebbero a rappresentare un tale accumulo di polvere del tutto irrealistico).
Secondo me, insomma, molto dipende non tanto dalla tecnica quanto dal senso della misura nell'utilizzare questa o quella tecnica.
Vedo citato molto Cocchi insiema a Verlinden. Io non ho mai visto un modello di Cocchi per cui non posso dare un giudizio (ammesso che abbia la competenza per farlo). Certo però, se fossi Cocchi, mi darebbe fastidio essere ripetutamente tirato in ballo in una discussione alla quale non partecipo e con la velata idea di essere una sorta di cattivo maestro.
Peraltro trovo anche ingiusto affermare che se io (ad esempio) profilo un bullone lo faccio perchè lo fa Cocchi, come se io non fossi in grado di autodeterminarmi e scegliere, ma solo di copiare, trovando la mia sicurezza solo nell'operato degli altri.
Io credo che la discussione migliorerebbe molto se si evitassero giudizi diretti o indiretti sulla motivazione dell'altrui attività, (soprattutto se si tratta di affermazioni basate unicamente sulle convinzioni personali) e ci si limitasse ad esporre ognuno il suo operato rispettando, anche se non condividendo, quello degli altri e senza indicare la via maestra per raggiungere la verità. 
Un semplice scambio di opinioni, insomma.

Sull'esistenza proprio non saprei. Per poter mangiare tante buone cose? :-D :-D
Ecco, a proposito: per esempio qui a Genova amano molto lo stoccafisso: a me non piace, ma proprio per niente. Mi disgusta il solo odore.
Mi sentirei di affermare che secondo me è più buona la trippa alla romana (che a mia moglie, per esempio, fa letteralmente schifo) ma eviterei di affermare che chi non ama la trippa è uno che sbaglia, magari perchè si fa condizionare dal tale cuoco o peggio che se non ama la trippa allora è ora che apra gli occhi ecc. ecc. 
Mi limiterei a dire quali sono secondo me i difetti dello stoccafisso e i pregi della trippa. Poi il perchè uno preferisca lo stocco resta questione strettamente personale di gusto non criticabile ne' tanto meno esecrabile. Semplicemente non condivisibile.
Spero, con trippa e baccalà, di aver chiarito la mia posizione circa il modo di discutere  :-D :-D

 Hoot :

22/10/2009 19:04
 Avvocà ho le prove!!
:-D :-D :-D

Ps per il discorso della trippa sfondi una porta aperta: pensa che fino a poco tempo fa non mi piaceva, ora impazzisco!!!
Domani...boh



 Fabrizio1966 :

22/10/2009 19:40
 

Quote:
Hoot ha scritto:


...eh, ma allora rappresentiamo la foto o il modello? Volendo esagerare il discorso non dovrei fare sul modello anche l'ombra della canna?




E secondo te a cosa serve la tecnica della modulazione del colore? ;-) ;-) ;-)

Fabrizio

 Hoot :

22/10/2009 19:53
 
Quote:
Fabrizio1966 ha scritto:

E secondo te a cosa serve la tecnica della modulazione del colore? ;-) ;-) ;-)

Fabrizio


...per far "prendere" meglio le antenne del carro??????
:-D :-D :-D

parlando seriamente secondo me è un discorso talmente soggettivo...e per me varia pure da carro a carro!

 Stiva :

22/10/2009 20:09
 Vittorio,
io NON ho detto che la mimetica NON serve a far "scomparire" ho detto che la cosa è discutibile perchè non è sempre vero, non è sempre efficace, non per niente sono stati tentati innumerevoli schemi mimetici e alla fine le maggiori potenze hanno dato un colore unico ai carri, come già avevano fatto i tedeschi nel 1940. Lo scuro serviva per nascondere i carri nell'ombra dalla vista aerea, tentativo innocente visto che i segni del cingoli sul terreno sono sempre stati un elemento chiave per stanare i mezzi, ma non serviva in mezzo alle gialle o verdi pianure russe, meglio avere un carro giallo sabbia o con tre toni mimetici ma contro una supremazia aerea non serve comunque a nulla, allora mimetiche o no i mezzi diventavano cespugli viaggianti, forse l'unica mimetica convincente...
Certe mimetiche in certe condizioni potevano funzionare ed essere molto efficaci,  se il tuo crusader si stagliava sull'orizzonte illuminato dalla parte di chi lo guarda, allora, la mimetica era efficace perche le parti chiare sparivano nel cielo e si veda solo un contorno ondeggiantescuro che potevano essere rocce. Ma se aveva illuminazione dai lati o da dietro allora qualunque mimetica non lo avrebbe salvato e si sarebbe vista solamente una sagoma oscura e bum.....
Poi con qualunque mimetica un carro sporco di terra cambia del tutto, tanto è vero che nelle foto non riusciamo non solo a distinguere i contorni dei vari colori ma neppure a valutare quale sia il colore di fondo.....
Ci sono infiite situazioni e condizioni ed è vero il tutto ed il contrario di tutto.

La foto dello squallido carro moderno mostra un colore unico sporco di terra, le ombre sono quelle della foto e della luce di quel momento quindi non esistono nella realtà assoluta ma nella realtà di quel momento....dobbbiamo dipingere le ombre? allora dobbiamo piazzare i nostri modelli sempre e solamente sotto una luce che generi quelle ombre, quindi non basta ambientarlo in un teatro ed in un epoca ma anche ad un ora ben precisa?

Il nagmaqualcos è bellissimo ma ha un sacco di profilature nerastre che poco hanno a che fare con l'ambiente desertico in cui opera....vabbe che il nero può venire dalle case bruciate di gaza e li qualcosa brucia sempre....ma la cenere è bianca.....

Il drybrush argento sul metallo brunito è una assurdità contro la natura stessa del metallo.

Le terre sono molto facili da usare, come tutte le altre tecniche vanno dosate q.b.







 Fabrizio1966 :

22/10/2009 20:12
 Quote:
pgdm ha scritto:
Vedo citato molto Cocchi insiema a Verlinden. Io non ho mai visto un modello di Cocchi per cui non posso dare un giudizio (ammesso che abbia la competenza per farlo). Certo però, se fossi Cocchi, mi darebbe fastidio essere ripetutamente tirato in ballo in una discussione alla quale non partecipo e con la velata idea di essere una sorta di cattivo maestro.
Peraltro trovo anche ingiusto affermare che se io (ad esempio) profilo un bullone lo faccio perchè lo fa Cocchi, come se io non fossi in grado di autodeterminarmi e scegliere, ma solo di copiare, trovando la mia sicurezza solo nell'operato degli altri.


Paolo, Cocchi  non interviene mai nei forum ma si limita a rovesciargli addosso notevoli contumelie nei  suoi editoriali, dove non incorre nel rischio di una replica.... personalmente si, lo considero, modellisticamente, un "cattivo maestro", nel senso che non condivido minimamente il suo approccio tecnico, a mio parere ripetitivo e non corretto, ma è, ribadisco,  una mia personalissima opinione di cui non ho mai fatto mistero... Peraltro,gli riconosco la convinzione sincera delle proprie idee e il coraggio di sostenere  sempre e comunque le sue opinioni ed il suo stile...
Sfortunatamente, avendo avuto non poche discussioni modellistiche con orde di suoi fans sfegatati, posso assicurarti che il detto "più realisti del re" ha un suo tragico preciso fondamento. Che posso pensare di modellisti che,messi di fronte all'evidenza di una foto  rispondono: "no, non mi interessa, il Cocchi lo ha fatto così e quindi và fatto così..." ? Nulla, semplicemente  risparmaire fiato, tempo e neuroni ( anzi, neurone, uno me ne è rimasto...)...pertanto l'ipotesi che ben più di un tizio faccia così perchè lo fà caio, credimi, è concretissima...
dissento sul discorso di trippa e canone estetico.  Un carro è un carro, non è un piatto di trippa che a me può piacere a te no, il colore è quello, poi puoi scegliere come renderlo, ma quello resta, il weathering puoi farglielo o no,ma se lo fai ricordati che la polvere non stà in bilico sugli spigoli, e non è un fatto soggettivo, è fisica.... poi ovviamente ognuno avrà i suoi metodi... e qui si, èovvio, ci sarà  un certo grado di soggettività .....ma,se iniziamo a far passare l'idea che alla base di tutto ci sia innanzitutto un soggettivo canone estetico, allora l'aspetto storico/tecnologico rischia a mio  parere di andare a farsi friggere... E questo ame non piace... idea personale,s'intende...

Fabrizio :-)

 Stiva :

22/10/2009 20:15
 Pgdm,
certo non è politically correct chiamare in causa le persone assenti senza che possano replicare, ma le persone citate e molte altre non citate sono quelle che si espongono maggiormente su riviste, alle mostre in ogni media che tratti di modellismo, finiscono dunque per diventare degli esempi per la massa di modellisti anonimi.
Se tu sei in grado di essere del tutto autonomo nelle tue decisioni, tanto di cappello, io ti seguo a ruota essendo uno dei più anticonformisti del modellismo mondiale, ma contiamoci......
......e per parafrasare una frase di un più famoso Messia, da messia di serie Y, dico:
chi non ha mai copiato una tecnica anche se sbagliata anche se irreale ma di moda al momento, scagli la prima pietra.....

 Stiva :

22/10/2009 20:18
 Hoot
nonostante mostri uno scatolone moderno il mezzo impolverato è spettacolare, alla faccia di lavaggi e profilature....e mi fa venire voglia di fare qualcosa del genere....e poi ditemi pure che ho ammazzato il mezzo e non l'ho messo in luce....bellisimo.....non il mezzo ma la realtà della situazione si intende...

 Hoot :

22/10/2009 20:36
 Io vorrei farlo sul serio...
:nerd: :nerd: :nerd:

 Fabio :

22/10/2009 20:50
 Discussione interessante, che spero si vada a riassestare nei canoni di un sereno scambio di opinioni. Innanzi tutto i miei complimenti a Stiva per la parte costruttiva, che mi sembra davvero eccellente e senza alcuna sbavatura.
Venendo alla colorazione, vedendo le immagini mi sembra che forse difetti un po' di tridimensionalità problema che sui mezzi veri solitamente non si nota il quanto luci ed ombre si distribuiscono da sole conferendogliene a iosa. I modelli essendo molto più piccoli, secondo me, hanno bisogno di qualche aiutino in questo senso poichè da soli con sistemi naturali non ce la fanno   ;-).
Credo che l'utilità di un forum sia proprio quella di confrontarsi con dei punti di vista diversi per trarre degli spunti che potrebbero comunque essere interessanti.
La mimetica mi sembra molto ben fatta ed accattivante e molto oltre le mie possibilità, mentre personalmente utilizzo poco terre e pigmenti perchè trovo che in genere appiattiscano più che esaltare i volumi dei mezzi e la stessa sensazione l'ho avuta guardando le sospensioni del carro di Stiva. Se fosse mio le sfumerei con dei pigmenti/terre più scure.    
Non dispongo di alcun senso artistico ma la cosa mi preoccupa poco in quanto in quarant'anni di contatti assai frequenti con dei mezzi blindo-corazzati in scala 1:1, nonostante il grande interesse "scientifico" che nutro nei loro confronti non mi pare di aver mai trovato nulla di artistico in nessuno di loro :-?, limitandomi a cercare per quanto più possibile una riproduzione storicamente corretta e per quanto più possibile verosimile.
Volevo precisare che, a meno di interpretazioni "artistiche" della dottrina militare dell'ultimissima ora, l'unico scopo della mimetica è solo di spezzare le linee di un manufatto affinchè questo sia più difficilmente identificabile come tale.
Ciao
Fabio 

 Stiva :

22/10/2009 21:01
 Hoot,

se lo fai te lo appoggio da subito.....AHO NON EQUIVOCHIAMO EH!!!

 meglio chiarire...

Io APPOGGIO l'intenzione di Hoot di fare quel modello con quella polvere....

 pgdm :

22/10/2009 21:08
 Sicuramente siamo tutti debitori ad altri, nei secoli, della creazione e dell'affinamento di tecniche di riproduzione dal vero.
L'autonomia sta nella scelta, anche di ispirarsi all'altrui tecnica, non necessariamente nell'invenzione.
Scelta operata perchè quella tecnica piace, piacciono i risultati che consente e non perchè la usa Tizio.
Quanto all'anticonformismo, per buttarla sul sorridere, ricordo anch' io quanto eravamo anticonformisti alla fine degli anni '60, tutti rigorosamente con l'eskimo e i jeans perchè altrimenti saremmo stati conformisti.
Solo più tardi abbiamo scoperto, i miei coetanei ed io , che esiste un coinformismo dell'anticonformismo che più condizionante del conformismo d.o.c. :-)

 Stiva :

22/10/2009 21:12
 Grazie all'esimio webmaster per il suo intervento.
Grazie per i complimenti espressi.
Le terre, intese come polvere appiattiscono è vero, ma credo possano essere uno dei migliori strumenti per simulare la polvere di terra.
Le terre scure possono esaltare i dettagli e rendere più tridimensionale un mezzo esattamente come un lavaggio. Penso che in questo caso si noti poco, ed è proprio quello che non soddisfa neppure il sottoscritto, solamente perchè il carro è tondeggiante e pressochè privo di giunte ed interstizi da mettere in risalto, effetto come detto ulteriormente ridotto in foto...

Mi riprometto di proporre in prosimo futuro qualcosa relaizzato con le stesse tecniche ma potenzialmente più riuscito e accattivante o "caliente" come preferirebbe Pgdm...

Una domanda, come si gustificherebbe l'uso di terre di diverso colore sul treno di rotolamento? Non è il fango di una data zona geografica tutto dello stesso colore?

Si potrebbe forse bagnarlo con della vernice trasparente lucida per simulare fango non ancora del tutto diseccato....

Apprezzo infine moltissimo la considerazione circa i mezzi reali data da uno che li conosce molto bene...

 Hoot :

22/10/2009 21:18
 Fabio, la vuoi pure tu la maglietta????
:-D :-D :-D

Ps...non so quando ma è deciso, il carro si fa

 Fabio :

22/10/2009 21:30
 Quote:
Una domanda, come si gustificherebbe l'uso di terre di diverso colore sul treno di rotolamento? Non è il fango di una data zona geografica tutto dello stesso colore?

Forse non mi sono spiegato bene, sfumando con una terra leggermente più scura, un po' come fanno i pupazzettari, cercare di replicare un'ombra scurendo leggermente il pigmento sottostante...
Ciao
Fabio

P.S.: grazie per l'esimio webmaster, ma quando si chiacchiera piacevolmente non di cose istituzionali, mi piaceresse esserebbere considerato né più né meno di un normalissimo Utente  ;-) ;-) ;-)

 vittorio :

23/10/2009 07:43
  Evidentemente non avevo compreso il senso della tua frase
"Il fatto che il mimetismo serva a far sparire qualcosa è abbastanza discutibile"
ti chiedo scusa.
sarebbe bello in ogni caso evitare di urlare.
ciao
Vittorio

 Stiva :

23/10/2009 09:29
 Vittorio,
non c'è proprio nulla da scusarsi...
Siamo qui per cercare di capirci, discutendo e portando esempi, si chiarisce il significato delle parole che scrivendo di getto magari usiamo impropriamente, io soprattutto, che non bado al significato da vocabolario di quello che scrivo, ma alla sostanza di quello che voglio dire, non ho una padronanza della lingua così fine da riuscire a scrivere esattamente quello che penso.



 t-28 :

23/10/2009 11:29
 caspita me lo stavo perdendo...bellissimo a mio parere...complimenti..

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