Forum : W.I.P. Navi & C.

Soggetto : R.N. "Zara" 1/350 - Trumpeter

 DavideV :

29/7/2021 17:55
  Avevo iniziato a scrivere un papiello che non finiva più, poi si è spenta la luce e ...zac!   Sunto del discorso: torno al modellismo dopo tanti anni, inizio coi piedi di piombo e mi dico "faccio il kit da scatola seguendo pedissequamente le istruzioni". Inizio fissando i ponti allo scafo e assemblando il torrione principale... inizio a dare il colore e mi rendo conto che così non va bene, perché tanto per cominciare i colori, pur seguendo le istruzioni, non corrispondono nemmeno a quelli del foglietto. Così inizio la ricerca, e più ricerco più mi rendo conto che il fare da scatola non renderebbe assolutamente giustizia al mezzo reale... ora ho acquistato i colori della Lifecolor dedicati alla Regia Marina, sverniciato il torrione (a tempo debito toccherà la stessa sorte allo scafo) e ho iniziato una serie di migliorie attratto, principalmente, dal motto della nave ("TENACEMENTE") presente sulla parte di dritta della torretta di poppa. Ho provato a riprodurlo tagliando le lettere manualmente ma il risultato è troppo incerto...



  Stavo per scartare questa modifica ma, come suggeritomi da mia moglie, probabilmente taglierò la scritta in un pezzo intero dopo averla stampata su carta e inciderò semplicemente gli spazi tra una lettera e l'altra, dando l'illusione della tridimensionalità. Alla fine la scritta è lunga 8mm e difficilmente si noterà... allo stato attuale ho passato il trasparente sulla carta ove ho stampato la scritta.   Mentre mi concentravo sulla torretta mi sono accorto che la forma dei telemetri che sporgono dalle casematte è un po' approssimativa. Plasticard, lima e un po' di pazienza, credo di averli portati a una forma più rispondente. Ho poi aggiunto la flangia di collegamento alla casamatta e le due barre (suppongo siano delle guide di scorrimento della finestra del telemetro??)  
Questi i singoli pezzi prima e dopo


 


Questi i telemetri incollati alla casamatta.

 
Prossimo lavoro saranno le finestre frontali lateralmente ai cannoni, che hanno forma trapezoidale anziché rettangolare. Dovrò prima però procurarmi delle punte da modellismo perché ne sono sprovvisto e sicuramente, come avrete capito, l'intenzione non è assolutamente più quella di fare lo Zara "da kit", anche se avendo già incollato lo scafo al ponte sono un po' limitato nelle modifiche.

In ogni caso se ne parlerà al rientro dalle ferie!

Un saluto a tutti, a presto.

  [ Modificato da Michele Raus il 4/8/2021 14:36 ]

 Maurizio Maggi :

1/8/2021 07:35
 Finalmente un modello di una nave della Regia Marina ! Davide ho visto che hai dato una occhiata al mio modello dello Zara, grazie. Prima di tanti particolari ti segnalo le cose veramente importanti da modificare e anche autocostruire. Da prua verso poppa: 1)  sul ponte di castello vanno modificati ( forma e misure ) i portelloni dell'hangar, quelli stampati da Trumpeter erano gli originali ma quando fu imbarcato il RO 43 vennero modificati 2) gli sgusci che raccordano il ponte di castello al ponte di coperta sono stati fatti diritti erroraccio erano concavi 3) ci sono alcune inesattezze sul torrione ma principalmente manca la plancia Ammiraglio che va realizzata assolutamente 4) Trumpeter ha predisposto per i fumaioli una parte da incollare all'interno all'altezza dell'unghia del fumaiolo dove si vedono aperture circolari che fanno pensare a tubi. Non va usata, nei fumaioli c'erano le " casse a fumo " 5) le tughe presenti sul ponte di coperta prosecuzione del ponte di castello all'altezza del fuso principale dell'albero di maestra sono staccate. Altro errore, erano continue, sotto c'era un corridoio che permetteva all'equipaggio di spostarsi agevolmente da un lato all'altro. 6) la forma delle piazzole delle armi AA Breda binate da 37/54 è sbagliata . Questi i principali e più importanti difetti dl modello. Ora sono al mare e sono andato a memoria ma se vuoi a Settembre ti potrò dare la documentazione che ti consentirà di realizzare un modello abbastanza fedele. Ciao e buone vacanze

 DavideV :

1/8/2021 13:09
 Purtroppo ho peccato di inesperienza e avevo iniziato il modello seguendo le istruzioni senza documentarmi. Allo stato ho già incollato i ponti allo scafo quindi non posso incavare gli sgusci laterali più di tanto, ma comunque lo farò perché in effetti si nota abbastanza. Idem per le casse a fumo dei fumaioli, perché quello a proravia l'ho già fatto. Le piattaforme AA avevo già notato, sia quelle sulla tuga a poppa che quelle sul ponte alle estremità laterali dello scafo, e il passaggio coperto tra le tughe lo avevo scoperto da un tuo articolo su un sito :)


Il resto dei dettagli se ne parla a settembre, ora anche io sono al mare con la famiglia... ma intanto ti ringrazio per la tua disponibilità.


Un saluto, a presto!




 

 DavideV :

30/8/2021 11:46
 Allora, cari colleghi modellisti, come va? Finite le ferie? Io da un pezzo, ma nonostante tutto il lavoro sul modello è andato avanti molto a rilento, complice un caldo asfissiante che mi toglieva ogni velleità! Adesso fortunatamente è tornato il freschetto, anche se tra qualche giorno ricominciano le scuole e le attività sportive dei figli, e quindi ci saranno le energie ma non ci sarà abbastanza tempo.

L'importante però è che non se ne vada la voglia, e quindi eccomi con un piccolo aggiornamento che riguarda il motto dell'unità, presente sul fianco sinistro dell'ultima torretta a poppa. Ho provato diverse tecniche e diversi materiali, alla fine quella più soddisfacente (ma anche la più complicata da portare a termine) è stata il ritaglio manuale lettera per lettera. Ho ricreato la scritta sulla falsa riga di una foto e ne ho stampato diverse copie in scala su un normale foglio di carta A4, sul quale ho dapprima passato una mano di trasparente in bomboletta del brico e, una volta asciugato, un velo di cianoacrilica sulle lettere che andavo via via a ritagliare. Ciò mi ha permesso di avere un materiale (la carta) sottile ma anche resistente che sono riuscito a ritagliare con relativa facilità - se non fosse stato per le dimensioni estremamente ridotte. Le "E" e la "A" non sono ritagliate con precisione perché alcune forme mi risultavano impossibili e quindi sono andato per qualcosa che gli somigliasse il più possibile... alla fine dal vivo è talmente piccola che accanirmici non avrebbe portato miglioramenti significativi. Inoltre, alcune lettere sono nere perché quella è la parte stampata, ci penseranno primer e colore a uniformare il tutto. L'uso della lente d'ingradimento è stato obbligatorio e a volte anche prolungato e non nascondo che ho terminato alcune sessioni con dei problemi di vista che hanno richiesto anche una buona oretta di assestamento per tornare alla normalità (ahi gioventù, che piano piano ti allontani!)

 


Sto combattendo con la foto ma non riesco a caricarla dritta... mi tocca lasciarla così!  

Nel frattempo sto modificando anche le forme dei telemetri delle altre torrette, poi quando avrà finito credo che metterò un po' di ordine ai lavori e inizierò dalla prua verso la poppa cercando di essere metodico, altrimenti non ne esco più... magari chi è abituato a fare navi inorridirà a vedermi iniziare dalle torrette, ma abbiate pietà sono alla seconda nave in assoluto :)

A presto!








 

 GP1964FG :

30/8/2021 12:35
 Le navi non sono il mio settore modellistico, ma mi piace guardare e imparare....domani magari una nave provo a farla anch'io.
Per quanto riguarda il "vizio" di modificare e cercare di riprodurre al meglio un modello, beh, a me succede tutte le volte...giuro di montare un kit solo da scatola, per fare un lavoro veloce e rispettare i tempi (ad esempio di una Campagna), ma poi non resisto e via di cutter e plasticard.
Mi sembra che tu stia facendo un ottimo lavoro, anche se questa è la tua seconda nave. Si vede che comunque hai una buona esperienza pregressa, e poi la buona volontà aiuta moltissimo.

Buon lavoro
Gianfranco Pesola

 DavideV :

30/8/2021 18:57
 Grazie Gianfranco!

In realtà modificare e autocostruire mi è sempre piaciuto parecchio, e tendo a valutare questo aspetto più di ogni altra cosa. Solo che mi è già capitato in passato di "saturarmi" e mollare, per questo ci andavo coi piedi di piombo, ma è più forte di me - soprattutto se ci metti che qui girano certi lavori da capogiro!

Saluti!

 dj :

30/8/2021 23:45
 Ciao Davide un ritorno al Modellismo impegnativo con la RN Zara una delle navi più conosciute della nostra Regia. E da amante della RM non farò altro che seguire il tuo lavoro ... “Tenacemente” ... Giuseppe 





 

 jEnrique61 :

31/8/2021 00:28
  Ciao Davide, sono un modellista "carro armataro" ma apprezzo molto le navi e quando vedo un lavoro di fino lo seguo, stai facendo un bel lavoro, stupenda la scritta "Tenacemente" e la soluzione che hai adottato per farla. E sono d'accordo con Gianfranco sul fatto che uno vuol iniziare un nuovo modello e faro come da scatola ma poi no ci riesce a metterci le migliorie varie. Facci vedere come prosegui.

Saluti

 

 DavideV :

15/9/2021 17:19
 Le casematte dei quattro pezzi di artiglieria principale sono completate. Ora, finita questa parte, preferisco andare a capo e iniziare a lavorare con ordine, partendo dallo scafo per poi passare al ponte e alle sovrastrutture da prua verso poppa. Nel corso di questo periodo di tempo mi sono documentato e ho fatto una lista di massima (per ora mentale, ma le devo mettere nero su bianco) dei lavori da fare, che sono piuttosto estesi anche se riguardano principalmente il dettaglio piuttosto che la correzione di errori nel kit, che fortunatamente sono pochi e nulla di stravolgente - ma che vanno obbligatoriamente affrontati.

 Maurizio Maggi :

17/9/2021 23:24
  Ciao Davide , i lavori importanti non sono così pochi e alcuni sono errori gravi. 1) bisogna rifare i portelloni di accesso all' hangar a prua, nel kit sono gli originali ma quando imbarcarono i RO 43 furono modificati in forma e misure  2) è necessario rendere concavi gli sgusci laterali che sono stati fatti diritti  3) bisogna modificare e ricostruire la plancia ammiraglio che manca completamente 4) la lunga tuga che correva sul ponte di castello si interrompe all'altezza all'altezza del fuso principale dell'albero, non c'era interruzione ma sotto si apriva un tunnel che consentiva all'equipaggio un agevole passaggio da una parte all'altra del ponte di coperta 5) bisogna modificare e rifare le piazzole delle 37/54 binate, quelle del kit sono sbagliate.  Insomma non è poco,poi anche altre piccole cose. Daje ! Buon lavoro   Dimenticavo i fumaioli, il tondo con due tubi va eliminato, tuttalpiù bisogna ricostruire le casse a fumo ma i fumaioli non avevano tubi di scarico se non piccoli " tronbini " ( li chiamavano così ) all'interno e sull' unghia



 

 DavideV :

19/9/2021 08:32
 Ciao Maurizio,

ho deciso di rappresentare lo Zara così come uscito dagli ultimi lavori di ammodernamento nell’inverno del 1940, quindi l’elenco dei lavori di massima - grazie anche a un tuo vecchio post su Facebook che riprende questa lista - dovrebbe essere questo, anche se non è esaustivo e ad esempio manca quello sulle casse a fumo:



Le murate di raccordo e le piazzole sporgenti dei due complessi binati da 100/47 sul ponte di coperta li ho già sistemati. Non fate caso al colore, avevo provato a dare una base per vedere se riuscivo a rifarlo adeguatamente poi alla fine ho desistito e ho acquistato il set dedicato della Lifecolor, quindi dopo aver finito tutte le modifiche provvederò a sverniciare





Infine volevo chiedere un’ultima cosa: il ponte presenta il dettaglio in positivo delle piastre di corazzatura: ma è giusto o errato? Perché ho visto che ad esempio Maurizio ha rappresentato i ponti sia del Roma che dello Zara lisci, però ad esempio sulla tavola di Elio Andò sono rappresentate (anche se lì l’ultima piazzola AA sulla tuga verso poppa è errata)… con tutti i lavori da fare temo che quel dettaglio lo perderò comunque, ma almeno sapere cosa dover fare mi posso mettere l’anima in pace e piallare tutto o almeno cercare di salvare il salvabile e poi cercare di correggere.

 Maurizio Maggi :

20/9/2021 19:15
  Le giunzioni delle lastre poggiate sui bagli sono difficili da vedere anche sulle foto ravvicinate del ponte, quel filo creato dalle saldature tra le lastre veniva passato con il frollino ed il ponte era abbastanza liscio, nei punti dove serviva venivano creati dei camminamenti antiscivolo con la saldatura di piccoli inserti in metallo. In assoluto può anche essere di effetto la giunzione in positivo, ma è in scala ? Credo sia una scelta personale, nel caso bisogna prestare la massima attenzione che sia uguale su tutto il ponte. Il guaio è se ci dobbiamo lavorare e parte sparisce. Ti serviranno anche delle parti di dettaglio. I carley floats sono sbagliati nelle forme e nelle misure, le mitragliere da 13.2 del kit...sorvolo , nel caso puoi trovare questi pezzi da Thetis Ship Model di Valerio Gai che li fatti in 3D

 DavideV :

20/9/2021 20:47
 Eh, allora mi sa che il ponte subirà una piallata generale. Potrei avere in mente un metodo per fare l’antiscivolo, ma intanto andiamo per ordine e facciamo i lavori che ho già messo in conto. Per quanto riguarda i Carley li autocostruirò, le Breda credo farò un ordine unico mettendoci dentro anche i pezzi da 203.

Ah, e credo di aver avuto un colpo di fortuna sulla documentazione: stavo per spendere 16 euro su ebay per prendere due DVD di orizzonte mare, quello vecchio del 1977 (che a dirla tutta non credo neanche sia legale rivenderseli in formato digitale!) quando fortunatamente ho trovato una libreria che dovrebbe avere una copia avanzata del briefing sugli incrociatori pesanti classe Zara di Storia Militare! Domani li chiamo, se ce l’hanno non me lo faccio scappare visto che è completamente esaurito anche presso l’editore!!

 DavideV :

22/9/2021 10:15
 Prima di parlare della modifica che ho iniziato, è doveroso fare una premessa e mostrare un grossolano errore che ho commesso nelle fasi iniziali. Quando ho montato la tuga prodiera al ponte di coperta non ho fatto le necessarie prove a secco e mi sono trovato con questo bruttissimo gap tra il ponte di castello e il suo prolungamento sulla tuga:



A peggiorare il tutto c’è stata la mia inesperienza, a causa della quale ho stuccato malamente senza mascherare. Il risultato è stato che la successiva carteggiatura mia ha causato la perdita del dettaglio su un’area piuttosto estesa:



Ho cercato di riprendere quantomeno le linee delle piastre di corazzatura, ma con scarsi risultati, e ho perso definitivamente la corsia antisdrucciolo:



Data questa premessa, veniamo al punto: nel momento in cui si trattava di andare a eliminare i paraonde (modifica di cui al punto n. 3), avrei creato un altro punto di perdita del dettaglio, quindi nonostante la decisione sia stata sofferta, ho deciso di ascoltare il consiglio di Maurizio e lisciare tutto 😱



Naturalmente questa è una prima passata, ora ho due opzioni: 1) eliminare qualsiasi altro dettaglio del ponte (boccaporti, portelli e quant'altro) e ricostruirlo poi tramite qualche tavola da cui poter prendere le misure e il collocamento di ciascun pezzo oppure 2) girare intorno ai dettagli.

La 1) mi permetterà di avere un risultato più accurato storicamente perché sono abbastanza certo del fatto che la Trumpeter abbia piazzato roba a caso, quindi penso che seguirò questo metodo. Non escludo, tuttavia, di tentare di ricostruire integralmente il dettaglio delle saldature delle piastre e della corsia antisdrucciolo in una scala più accettabile... farò delle prove, vedremo come va altrimenti lascerò tutto pulito.

Fatemi un grosso in bocca al lupo!!

EDIT: Ah, dimenticavo... non ho una tavola affidabile da cui attingere: qualcuno mi saprebbe indirizzare? Su Orizzonte Mare Immagini A4 non c'è nulla di simile, su Warship Profile 17 nemmeno (c'è un'unica tavola ma non ha il tipo di dettaglio che mi interessa e poi lì non c'è la plancia ammiraglio quindi direi di evitarla come la peste), sono in contatto con una libreria per vedere se riesco a farmi spedire una copia avanzata del briefing di Storia Militare sugli incrociatori di questa classe, purtroppo ormai introvabile, ma non so se su quel numero ci sia quello che mi serve...

 dj :

27/9/2021 20:48
 Quote:
DavideV ha scritto:    ... sono in contatto con una libreria per vedere se riesco a farmi spedire una copia avanzata del briefing di Storia Militare sugli incrociatori di questa classe, purtroppo ormai introvabile, ma non so se su quel numero ci sia quello che mi serve...

... volume sicuramente molto interessante. Da pagina 39 a 45 c'è un interessante ed esaustivo studio a firma Roberto Maggi sui torrioni degli incrociatori della classe Zara con relativi disegni e descrizioni. Fai del tutto per trovarlo ... se non riesci almeno per i torrioni dello Zara posso provvedere.
Giuseppe

 DavideV :

27/9/2021 22:01
 Quote:

dj ha scritto:

se non riesci almeno per i torrioni dello Zara posso provvedere

Grazie Giuseppe! Per ora Maurizio Maggi mi ha fornito materiale interessantissimo, per quanto riguarda il numero di SMB sono ancora in attesa della risposta della libreria, io mi chiedo certi negozianti come trattano la clientela poi magari sono gli stessi che si lamentano di Amazon e simili… mah!

 DavideV :

11/10/2021 10:23
 Eccoci qui di nuovo per un piccolo aggiornamento.

I lavori stanno andando parecchio a rilento, principalmente per colpa mia. Eravamo rimasti che avevo deciso di eliminare tutti i dettagli sui ponti di coperta e di castello, mentre quello di poppa, a causa del tavolame, ho deciso di lasciarlo indenne altrimenti diventerebbe davvero troppo complicato. Alcuni dettagli più grandi, come ad esempio il portellone hangar, non sapevo come eliminarli velocemente, allora ho acquistato una punta piatta tipo scalpello da usare con l'x-acto... il risultato è stato che i primi "colpi" sono andati bene, ma a un certo punto ho affondato troppo e mi sono ritrovato con un bel buco sul ponte:



In questa foto, lo scempio era ancora contenuto... non contento, ho fatto lo stesso errore una seconda volta! Qui ho veramente sentito la mancanza di un dremel che mi avrebbe permesso di velocizzare e avere molto più controllo... perché poi con lo scalpello non solo mi sono ritrovato con questo buco, ma anche con piccoli solchi in altri punti dove o mi scappava oppure non lo posizionavo perfettamente parallelo e quindi andavo a fare dei segni dove non dovevo. Archiviato questo strumento, ho ritagliato un pezzo di plasticard della stessa forma del buco e poi ho colato la cianoacrilica a fiumi, anche lì dove avevo irrimediabilmente rovinato il ponte:



Carteggia qua e carteggia la, anche se avevo rimediato al buco, la situazione si mostrava comunque disastrosa (la luce radente amplifica le imperfezioni, ma era fatto apposta per controllare dove ci fosse ancora da lavorare):





Alla fine, dopo ulteriori sessioni di carta a grane via via più fine (240 - 600 - 1000) ho ottenuto un risultato quantomeno passabile ma non definitivo:



Adesso devo sverniciare per bene il tutto, lavarlo, e una volta pulito darò una controllata ulteriore per vedere dove ci sarà da ritoccare.

 Maurizio Maggi :

12/10/2021 09:28
  Ciao, ti dovesse ricapitare di dover fare dei lavori così, purtroppo con il kit dello Zara sono necessari, conviene lavorare sul ponte prima di incollarlo allo scafo. In modo da poter incollare , quando necessari, nella parte inferiore, dei rinforzi in plasticard. Alrimenti c'è il rischio che il ponte possa divenire troppo sottile . Usa anche il primer Tamiya grigio chiaro con ugello fine o anche un primer grigio chiaro del ferramenta, costa tanto di meno ! Quando è asciutto passaci le dita, non ti far vedere da tua moglie altrimenti chiama il medico, avanti e dietro , sentirai sotto i polpastrelli tutte le magagne presenti così da intervenire. Per lisciare bene procurati dei scarti di perspex quadrati o rettangolari piccoli, tipo saponetta, e con il nastro bi-adesivo  ci attacchi la carta. Il perspex non flette e ti fa andare parallelo. Comprati anche uno stucco epossidico da carrozziere, in tubo, quando è ben asciutto diviene durissimo, molto meglio dei normali stucchi da modellismo che vanno bene per lavoretti leggeri e poi...........olio di gomito ! Con il trapano o vai a bassa, più bassa è meglio è, velocita o meglio fare a mano  . Se riesci aumenta un poco la curvatura degli sgusci, sembrano ancora troppo diritti ciao

 

 DavideV :

12/10/2021 09:40
 Eh sì Maurizio, purtroppo ti devo dare ragione su molti punti, ho incollato il ponte quando ancora pensavo che avrei fatto il modello da scatola, ma poi in corso d'opera mi sono pentito.

Ottima l'idea del perspex (per chi legge, è uno dei nomi commerciali del polimetacrilato, più conosciuto con il nome di plexiglass), non ci avevo pensato. Di solito, anche se solo per lavori di fino, uso le limette da unghie di mia moglie... :-D

Sul fatto che sia troppo sottile temo di essere già abbastanza vicino alla soglia perché sento che flette più di prima, stesso motivo per il quale non me la sento di aumentare la curvatura degli sgusci perché ho paura di bucare anche lì.

 DavideV :

12/10/2021 22:24
 Mentre lavoro di fino per rendere la base del lavoro il più omogenea possibile, cerco di portarmi avanti anche con la parte per così dire "progettuale"... cerco insomma di capire dove andare a mettere le mani dopo aver riportato tutto a zero come si deve, e mi è caduto l'occhio sulle corazzature dello scafo.

Secondo le foto in mio possesso, lo scafo si componeva di tre rinforzi orizzontali sull'opera morta, di cui due lungo tutto lo scafo più una terza che partiva dallo sguscio sul ponte di coperta verso la prua.

I miei dubbi sono questi: da questo blog e dal Warship Profile #17 leggo che la cinta corazzata era di 150 mm nel punto di maggiore spessore e di 100 mm in quello di minore spessore. Ciò porterebbe quindi a uno scalino di 50 mm, che in scala sarebbero 0,15 mm arrotondati in eccesso. Ora, reperire fogli di plastica di quello spessore non è un problema, e anzi se rovisto bene nella spazzatura sono sicuro già di averne 😂

Piuttosto devo capire come posizionarli perché, osservando bene la foto qui sotto, si vede abbastanza chiaramente, in corrispondenza dei tre uomini sulla scialuppa al centro della foto, che la "bombatura" al centro della nave poco sopra la linea di galleggiamento (e ripresa anche nel modello), non sembra essere come pensavo io la cinta di corazzatura, perché quella parte da prua e gli passa appena sopra, proseguendo poi ininterrotta verso poppa.


(immagine allo scopo di discussione modellistica. Link a una versione più grande)

Dalla stessa foto, inoltre, si può ben vedere che questa "bombatura" (ha un nome specifico?) corre al di sotto del portello di accesso dell'equipaggio, mentre nel kit si sovrappone e quindi già so che se devo intervenire dovrò correggere anche questo errore.



Poi però, osservando la tavola di Elio Andò, noto che lì dove inizia la bombatura (dalla parte di prua), la cinta corazzata fa uno "strano movimento", che però non riesco a capire bene e, comunque, in quel punto la differenza di spessore è evidentemente maggiore rispetto alle due cinte superiori, tanto che è visibile anche da foto in lontananza, mentre le due superiori si vedono solo sotto particolari condizioni di luce.

Qualcuno è in grado di aiutarmi a gettare lumi?

 DavideV :

19/10/2021 10:12
 Scusate se riporto su questo thread senza aggiornamenti, ma l'ultima volta mi ero posto dei dubbi che forse sono andati persi nella miriade di aggiornamenti sulle campagne che stanno volgendo al termine...

C'è qualche anima pia che mi aiuta a capire l'andamento delle piastre corazzate?

Grazie!

 dj :

19/10/2021 12:55
 Ciao Davide
ti riporto quanto descritto a pag 14 del volume 5/II della collana Orizzonte Mare, opera già citata nel Briefing n.12 dedicato agli incrociatori pesanti classe Zara :  "A murata, per lato, erano fissate 15 piastre di acciaio cementato lunghe ognuna 6 metri e di 150 mm di spessore : erano rastremate a 100 mm sotto la linea di galleggiamento e limitate superiormente al ponte di batteria: tra questo ed il ponte di coperta la corazzatura continuava con 10 piastre lunghe 9 metri ognuna e spesse 30 mm ..." . Quando torno a casa metterò anche qualche disegno.
Quanto sopra descritto è comunque a titolo informativo dato che la foto che hai pubblicato mi sembra più che sufficiente per elaborare dal punto di vista modellistico lo scafo. Quella che tu chiami "bombatura" sono proprio le piastre di corazza da 150 mm che sporgono in quanto le piastre superiori sono di minore spessore (30 mm).
Tieni comunque presente che le piastre corazzate non andavano da poppa a prua ma erano limitate alla parte centrale della nave ed erano collegate tra murata di dritta e di sinistra da ulteriori piastre corazzate trasversali in modo così da formare una cintura a protezione delle parti più delicate della nave (sala macchine, riservette ecc.).
Ovviamente per dare allo scafo una linea idrodinamica il fasciame raccordava il tutto.
N.B. Sul Briefing 12 sopra citato a pag 25 paragrafo "2.2 - Protezione" ci sono delle piccole imprecisioni proprio a riguardo del numero e dello spessore delle stesse che non corrispondono ai disegni di cantiere riportati. Penso che la giusta descrizione sia quella riportata sul volume 5/II di Orizzonte Mare.
Giuseppe

 DavideV :

19/10/2021 13:39
 Allora mi sa che ho fatto un po' di confusione perché quello che mi dici fa più o meno coppia con quello che sta scritto sul blog "con la pelle appesa a un chiodo", che qui riporto nella parte relativa alla corazzatura, per una migliore lettura:

"...La protezione prevedeva due fasce di corazzatura anziché una (più precisamente, un ponte corazzato ed una cintura corazzata "secondari" al di sotto del ponte corazzato e della cintura principale) [...] La cintura corazzata, composta da quindici piastre in acciaio cementato lunghe 6 metri ciascuna, su ogni murata, era spessa 150 mm, spessore che scendeva a 100 mm nel margine inferiore e che poggiava direttamente sulla corazzatura del ponte (piastre corazzate in acciaio al nichel-cromo spesse 70 mm) nel suo margine superiore. Tale cintura si estendeva all'altezza dell'estremità prodiera della prima torre da 203 all'estremità poppiera dell'ultima, ed era chiusa alle estremità da traverse spesse 120 mm (otto piastre) così formando un ridotto corazzato (protetto da corazze di 150 mm sui lati e di 90 mm alle estremità, e coperto da un ponte corazzato di 70 mm sopra il quale ve n'era un altro di 20 mm) che racchiudeva e proteggeva torri, depositi munizioni ed apparato motore.
Sopra il ponte corazzato principale vi era un ponte corazzato "secondario" di 20 mm per protezione dalle schegge e per smorzare l'impatto dei proiettili in arrivo, mentre sopra la cintura vi era un'ulteriore striscia di corazzatura spessa 30 mm (dieci piastre lunghe 9 metri ciascuna), che si spingeva fino al ponte superiore. La cintura proteggeva anche i depositi munizioni; l'apparato motore era invece protetto da paratie trasversali spesse 10mm nel punto di maggior spessore e 90 mm ai margini, situate alle estremità delle cinture."


Ma il ponte di coperta è il ponte corazzato secondario da 20mm? E se la bombatura centrale è l'effetto della corazzatura principale, allora quelle piastre in rilievo che corrono lungo tutta la lunghezza della nave, cosa sono?

 Maurizio Maggi :

20/10/2021 08:47
  Secondo me ti crei un problema che non esiste data la scala. Chi realizza un modello scala 1/100 deve badare a certi particolari in quanto visibili e riproducibili, ma in scala 1/350 , dal mio punto di vista, non è apprezzabile anzi si rischia facilmente di aggiungere qualcosa fuori scala

 DavideV :

20/10/2021 08:56
 In effetti diciamo che tendo spesso a complicare le cose più del necessario, ed eliminare del tutto questa modifica mi toglie parecchie castagne dal fuoco.

Ma ora, pourparler: cosa sono quelle piastre? Un po' di cultura navale non guasta mai!

 dj :

20/10/2021 10:10
 Quote:
DavideV ha scritto: In effetti diciamo che tendo spesso a complicare le cose più del necessario, ed eliminare del tutto questa modifica mi toglie parecchie castagne dal fuoco. Ma ora, pourparler: cosa sono quelle piastre? Un po' di cultura navale non guasta mai!

credo che sia il rivestimento che forma il fasciame che per una questione costruttiva viene posizionato in quel modo. Quello che si vede potrebbe essere il filo di saldatura delle piastre colpito dalla luce naturale come nella foto che segue.



Come giustamente dice Maurizio Maggi nella scala 1:350 questo particolare potrebbe essere poco apprezzabile se non addirittura irreale se esagerato. In ogni caso per la riproduzione di questo "effetto" alcuni si limitano a dare un maggiore spessore di vernice mascherando non nastro la vernice di fondo oppure disegnando sottili righe. Quello che segue è l'effetto che ho tentato di ricreare sullo scafo della RN Papa.



Come vedi si tratta di disegnare un effetto senza sovrapposizione di alcuno spessore.
Ciao Giuseppe

 DavideV :

20/10/2021 11:21
 Grazie Giuseppe,

credo che lascerò tutto così com'è, a seconda di come andrà la realizzazione vedrò se sarà il caso di tentare di riprodurre l'effetto in fase di pittura.

Un saluto!

 DavideV :

15/3/2022 18:13
 Piccolo aggiornamento con richiesta di aiuto.

Dopo aver completamente piallato tutto il ponte principale a centro nave e il ponte di castello, mi tocca ricostruire quello che ho eliminato. Intanto ho rifatto i portelloni dell'hangar, i binari della catapulta e le scarpe di avvitamento delle catene



Intanto sto continuando a consultare la documentazione per capire cosa mettere in questa stessa sezione e ho bisogno di una mano a capire questa tavola, principalmente le due cose che ho segnato:



In blu: sembra abbastanza facile, un corda che avvolge il bittone delle ancore e va al passacavi prodiero a cosa serviva?

In rosso: sembrerebbe una bozza a scocco che va dalla bitta di ormeggio al passacavi prodiero, ma non capisco (e l'ho segnato con un punto interrogativo) poi vista lateralmente quella catena dove va a finire? E che scopo ha?

PS. la forma diversa della scarpa di avvolgimento catene è dovuta al fatto che quando l'ho realizzata l'ho fatto sulla base di una tavola (quella di Elio Andò), che però a prua non mi sembra così ben dettagliata come questa tavola che si rifà ai piani di costruzione originali, anche se sono sorte alcune modifiche rispetto poi alla versione del 1941 che è quella che sto facendo io. Se ci riesco, penso che la rifilerò un po' anche perché i bordi dovrebbero essere paralleli alle catene e la differenza tra la direzione di quest'ultime verso gli occhi di cubia sarebbe troppa e si noterebbe subito.

 Maurizio Maggi :

15/3/2022 19:58
  Il disegno mostra delle sistemazioni a prua particolari che nel modello non ci interessano. In rosso : la catena che si vede è quella che andava al corpo morto quando la nave si ancorava in rada al corpo morto, il passacavi dove va la catena è quello specifico per corpo morto. In blu : è un cavo d'acciaio messo in trazione, poteva servire, utilizzando il bittone, a vari scopi ma normalmente non era in opera. Invece dal bittone dell'ancora, così era denominato, potevano partire catene dette bozze utili a tenere ben ferma l'ancora. Nello stesso disegno di cui hai pubblicato una parte si vedono le sitemazioni del picco di carico per movimentare l'aereo e altri cavi utilizzati per il paramine. Se sei riuscito ad acquistare il briefing puoi vedere le sistemazioni standard sui disegni delle navi " gemelle ". Anche se esistevano differenze estetiche e di attrezzatura il progetto di base era lo stesso

 

 DavideV :

15/3/2022 20:58
 Maurizio, sei insostituibile!

Sì, sono riuscito a mettere le mani su quell'introvabile Briefing dedicato agli Zara, e anche se mi sono cancellato da Facebook ho salvato le foto che mi avevi mandato.

Sul discorso navi gemelle sono un po' restio a usare le tavole di altre navi perché mi sono accorto che comunque alcuni dettagli non corrispondono sempre, come ad esempio quelle botole subito a proravia dei portelloni degli hangar, che mi sembrano essere diversi su ciascuna nave della stessa classe. Io li farò come li vedo nella stessa tavola da cui ho estratto la foto poco prima, che a sua volta è diversa dalla tavola di Elio Andò... insomma, mi pare di capire che comunque 100% di esattezza sia una chimera!

 Maurizio Maggi :

15/3/2022 21:46
  Si alcune sistemazioni sono diverse ma la componente " marinaresca " era uguale su tutte le unità. Le ancore una volta in cubia nella loro sede, venivano bloccate con le bozze ed era la stessa tecnica su tutte le unità, non solo sugli Zara. La cosa migliore che puoi fare è armarti di pazienza e fare una bella ricerca in rete. Di foto degli Zara ne trovi tante e anche della prua dove puoi ben vedere i dettagli, conviene sempre integrare i disegni con le foto per cercare di minimazzare al massimo i dubbi.

 DavideV :

26/3/2022 18:45
 Ecco un altro po' di aggiornamenti. La costruzione procede a passo piuttosto lento, ma procede.

Ho rifatto gli occhi di cubia, che devo giusto rifilare un pochino ma la forma generale è fatta.



Poi ho fatto anche i vari boccaporti sulla base di una tavola trovata sempre su SMB





Adesso dovrei fare i vari passacavi al trinchetto e le bitte di ormeggio presenti un po' lungo tutta la nave, ma preferisco prima comprarmi il materiale che mi permetterà di farne uno solo per tipo e poi copiarli, quindi sono passato alla tuga poppiera portando la forma della piazzola poppiera delle Breda 37/54 alla forma giusta.



Qui ho un po' di dubbi perché sulla tavola di Andò che mi ha gentilmente passato Maurizio Maggi è riportata un'indicazione circa la corretta forma



che però è leggermente diversa da quella che ho trovato su una foto, dalla quale si vede che la piazzola termina a filo con la parete della tuga e non c'è nessuna scala che porta dal cielo della tuga al ponte di coperta:


Immagine al solo scopo di discussione modellistica. Link alta risoluzione qui.

Forse solo il lato di dritta era così? Qualcuno ha trovato altre foto che invece corroborano le note alla tavola? Per ora sono dell'idea di tagliare e fare come nella foto, ma prima voglio assicurarmi di non essere smentito da qualche prova fotografica.

 Maurizio Maggi :

26/3/2022 19:40
  La scala non c'era , quello era un appunto di quando stavo cercando la forma esatta delle piazzole. La foto lo dimostra ed è molto chiara per tanti particolari. La foto , che fa parte di un gruppo di tre, è dell'estate 1940. Si vedono anche parecchi carley sul ponte spostati dalle usuali sedi. E' probabile che stessero facendo manutenzione agli stessi per poi riposizionarli .

 DavideV :

13/4/2022 18:11
 Piccolissimo aggiornamento.

Ho finito il grosso dei lavori sul ponte e ho deciso di primerizzare tutto nonostante manchino alcune cosette a prua. Ho considerando che quella zona sarà soggetta a una mascheratura piuttosto invadente a causa delle bande bianche e rosse di riconoscimento, e avere tanti piccoli oggetti sporgenti avrebbe causato non pochi problemi; ho visto moltissimi lavori in rete con le bande venute malissimo e incerte, e dopo averci pensato un po' su ho deciso che preferisco aggiungere i pezzi dopo e lavorare poi su quelli per amalgamarli bene al ponte piuttosto che cercare di riprendere a mano una striscia che doveva essere dritta e invece è venuta tutta sbavata.



Per quanto riguarda il ponte di collegamento tra le due tughe, ho ritagliato due pezzi di plasticard a misura e la forma è perfetta, ora devo scartavetrare per eliminare i segni (magari riempiendo prima con del putty) e poi incollare il tutto.



Però qui si presenta un problema, cioè che sarebbe poi difficile colorare bene in quel passaggio tra le due tughe, allora ho iniziato a colorare le pareti verticali utilizzando il Grigio Chiaro Cenerino della Lifecolor, colore acrilico appartenente al set dedicato alla Regia Marina, poi passerò il Grigio Piombo (colore dei ponti) sotto il passaggio e, quando avrò definitivamente incollato, lo passerò su tutto il resto dei ponti (nella foto sottostante la tuga poppiera è solo poggiata)



Venendo al colore, le istruzioni dicono di usare il thinner dedicato oppure semplice acqua... non avendo il thinner dedicato ho usato comune acqua di rubinetto filtrata. Con diluizione al 70% e una duse da 0.5 i problemi di intoppo sono limitati anche se l'acqua, meno volatile di un solvente, chiede una maggiore accortezza in fase di stesura altrimenti è un attimo che il colore si accumula (si chiama overspray, giusto?). Inoltre il colore mi sembra molto molto poco coprente, sarà che è un colore chiaro ma a occhio nudo mi sembra ancora di vedere il primer sotto. Lo lascio asciugare bene, poi alla prossima sessione gli do prima una passatina leggera con carta molto fine bagnata per togliere polvere e vediamo se con un'altra mano migliora.

 DavideV :

29/6/2022 14:15
 Salve a tutti!

Mi sto accingendo a dipingere le bande rosse di prua, ma mi sorge un dubbio: ho acquistato il set di colori della Lifecolor dedicato alla Regia Marina, ma il rosso lì mi pare sia quello per lo scafo e non per le bande, che invece mi sembra un rosso primario o al massimo che viri appena appena verso il rosso mattone. Che miscela mi consigliate di usare?

 dj :

1/7/2022 14:29
 ciao Davide
personalmente le navi le stampo già colorate, bande comprese ... quindi ho una "miscela" da stampante e non da modello in plastica. Però  il rosso, appunto, mattone UA616 del set Lifecolor mi sembra corretto, anche se non l'ho mai utilizzato. Per eventuali ritocchi ho un set di acrilici in tubetto dove all'occorrenza miscelo insieme rosso e piccole parti di marrone.
Tieni presente poi che il colore della parte viva dello scafo delle navi della Regia Marina non era MAI rosso ma verde scuro antivegetativo (riferimento lifecolor UA617). Quindi quel rosso mattone UA616 non può che essere riferito al rosso delle bande di riconoscimento aereo. Considera poi che con gli agenti atmosferici, sporcizia ed altro vedrei quel rosso tendere a schiarirsi più verso una tonalità appunto marrone e non sul rosa.
In alternativa prova a dare un'occhiata nell'indice delle Marina Italiana ... ci sono tanti modelli già realizzati, oppure qui nel wip RN Roma dove Maurizio Maggi utilizza colori a smalto Humbrol (153 scurito con 170).
Giuseppe

 DavideV :

1/7/2022 21:24
 Grazie Giuseppe. Che poi, come un pollo, mi bastava riprendere in mano la scatola del set Lifecolor che dietro c’è scritto chiaro “rosso mattone bande di identificazione”. 😂

Non so perché, ero convinto che in certi periodi la Regia avesse utilizzato entrambi i colori per l’opera viva, sia verde che rosso. Grazie per il chiarimento!

 Maurizio Maggi :

2/7/2022 06:25
  Ciao Davide, in quanto autore del misfatto , ho dato io i toni di colore alla Lifecolor parecchi anni fa, che Benedetto Iezzi ( quanto ci manca ) verificò con il Comandante Bagnasco ( ci manca molto anche lui ) e con Giancarlo Barbieri. Unica cosa , il grigio cenerino è forse venuto leggermente troppo chiaro e non ti consiglio di diluirlo troppo. Ti confermo che le bande a prua erano di un color rosso mattone, ci sono poche foto a colori originali che ce le mostrano ma si vede bene il tono di colore. L'opera viva era verde, la composizione chimica dell'antivegetativa la produceva verde. Ci sono delle tavole, anche pubblicate dall' Uff. Storico MMI , che mostrano la carena dipinta in rosso e ci sono anche testimonianze di chi, a suo tempo vide le navi in bacino. L'equivoco nasce in base al lavoro che veniva fatto sulla carena. Se si evidenziava che era sufficiente la sola pulizia e seguente verniciatura con l'antivegetativa avremmo visto la carena sempre e solo verde. Altre volte si rendeva necessaria la totale sverniciatura per riportare l'acciaio al suo stato originale, una volta pulita, stuccata e resa liscia venivano passate diverse mani di vernice protettiva per il metallo, e questa era rosso minio. Infine veniva data l'antivegetativa verde. Questa era la regola generale applicata con certezza nei due principali arsenali .

 DavideV :

2/7/2022 17:48
 Ecco svelato l'arcano della questione rosso/verde... grazie Maurizio!

Alla fine sono andato con il rosso UA616 e dopo le mascherature con nastro Tamiya e patafix il risultato è questo:





Qualche piccola sbavatura qua e là ma nulla che non possa essere ripreso a mano. So che probabilmente, a rigor di logica, nella verniciatura di tutto il ponte era meglio se questo fosse stato l'ultimo passaggio anziché il primo, ma sto andando un po' a rilento e fare le bande di prua mi ha dato un po' di motivazione in più. Alla prossima!

 stephaneT :

5/7/2022 20:13
 Dalle foto direi che il risultato è ottimo!! Ho lo stesso kit quindi ti seguo con interesse. ;-)

 DavideV :

6/7/2022 13:44
 Quote:

stephaneT ha scritto:

Dalle foto direi che il risultato è ottimo!! Ho lo stesso kit quindi ti seguo con interesse. ;-)

Grazie Stephane, allora mi aspetto di vedere la tua sul banco prossimamente ;)

© 2004-2018 www.modellismopiu.it
https://www.modellismopiu.it

URL di questa discussione
https://www.modellismopiu.it/modules/newbb_plus/viewtopic.php?topic_id=143071&forum=53