Forum : Aerei ed elicotteri

Soggetto : Tamiya F-16C Barak in 48 per Andrea

 Paolomaglio :

14/10/2019 07:04
 

Dunque su rischiesta di Alessandro apro questo topic per discutere sui Barak israeliani, le foto riguardano un modello che ho realizzato 11-12 anni or sono con le info e i materiali allora esistenti



Inizio col dire che i Block 40 della IDF presentano molte singolarità, quella immediatamente evidente è la mancanza dell'HUD grand'angola di tipo WARD, ciò mi ha consentito di partire dal Tamiya Block 50, l'unico kit che esisteva a quel tempo di Tamiya

 Paolomaglio :

14/10/2019 07:49
 

la seconda modifica molto evidente riguardava 4 larghe antenne grige a forma di "piramide ad un solo piano" o, per meglio dire, un quadrato con i lati smussati, ai lati della fusoliera posteriore, queste antenne durarono solo pochi anni, poi furono rimosse ma rimase la loro base sotto forme di una placca leggermente spessotrata che ho simulato con 4 pezzi di plastcard. In questa foto si nota anche lo scarico in resina che mal combacia col terminale di fusoliera, purtroppo, come accennato sopra, all'epoca la Tamiya faceva solo il Block 50 con scarico P&W mentre qui ci vuole un General Electric.

 Paolomaglio :

14/10/2019 07:52
 

nella parte anteriore troviamo i caratteristici blister a goccia degli F-16 sostituiti da antenne più larghe a forma trapezioidale



anche le luci di posizione sulla presa d'aria sono differenti montate più distaccate dalla fusoliera per lasciare spazio ad altre antenne alla loro base.

 Paolomaglio :

14/10/2019 07:58
 

All'epoca l'uso del pod Litening era appena agli inzi e riserbato ai Barak biposto, sui monoposto si trovava più spesso il Pave Penny, io l'ho cannibalizato da un A-10, oggi mi pare che non sia più in uso.

La differnza è sostanziale: il Penny è motlo più leggero e piccolo e offre una resistenza aerodinamica minima, però vede solo dove punta un laser attivato da un soldato a terra o da un altro velivolo, il Litening invece può designare a sua volta e offre anche una dettagliata immagine in cabina di quanto viene puntato.



L'dea di fare il Barak nacque da due serbatoi da 600 galloni avanzati da un kit di Mitsubishi F-2B della Hasegawa, la IDF infatti usa molto spesso questi serbatoi giganti che non si trovano mai nelle scatole di F-16.

 Paolomaglio :

14/10/2019 08:03
 

la configurazione con 4 AIM-9M era abbastanza tipica all'epoca quando gli AIM-120 erano riservati sopratutto agli F-15 e comunque pmi pare di ricordare che i Block 40 all'inizio non fossero ottimizzati per l'impiego di questi missili.



sul mio modello mancano le placche di rinforzo strutturale sul dorso, non so dire se questi Barak dovevano ancora essere sottoposti al programma Falcon Up o se, siccome erano pitturati di fresco, le placche non si vedevano, sta di fatto che non trovando riscontri in foto non le misi.

 Paolomaglio :

14/10/2019 08:12
 

le JDAM le ho aggiunte perchè non necessitano di un designatore laser



sotto la presa d'aria ci va un altra antenna mentre la deriva necessita dell'allungamento della coda con ulteriore avionica al posto del paracadute freno, tutte queste aggiunte provenivano, se non ricordo male, da un set in resina della Wolfpack, una ditta che non considero più perchè gran parte dei pezzi risultano sottodimensionati, come se la resina si ritirasse :-x Attenzione poi alla resina Wolfpack, si scioglie a contatto con alcool e non c'è modo di farla tornare solida, diventa come un elastico moscio...



sotto la fusoliera bisogna aprire 6 vani per chaff e flare, mi pare di ricordare che il kit Tamiya ne ha solo 4



sul lato sinistro della fusoliera inferiore, a sinistra dell'APU va aggiunto uno scambiatore di calore per il raffrenddamento di tutta l'avionica aggiunta dagli istraeliani, ul Block 40 della IDF pesa 7 mila chili in più di uno dell'USAF!

Le ruote sono ovviamente quelle larghe e i portelloni del carrello quelli bombati.

In conclusione posso dire che prima di affrontare un F-16 IDF bisogna documentarsi bene, reperire gli aftermarket necessari, scegliere una foto e una data precisa perchè sono stati agigornati di continuo. ;-)

 matte :

14/10/2019 08:51
 Al solito, modello ottimo e spiegazione non da meno, bravo Paolo . Non ho però capito dove sono i "residui" delle antenne in coda.......

 Paolomaglio :

14/10/2019 08:56
 Quote:
Non ho però capito dove sono i "residui" delle antenne in coda.....


Se guardi bene le foto che mostrano lo scarico, subito prima della fascia nera in fibra di carbonio si notano dei quadrati spessorati, rimosse le antenne rimasero mimetici come il resto ma un poco di spessore lo fanno. Son 2 sopra e 2 sotto.

 Andrea66 :

14/10/2019 10:16
 Grazie Paolo, bellissimo lavoro!!!!
Questo fine settimana mi sono regalato un F-15I della GWH.
Naturalmente è subito finito a fare compagnia agli altri nella stanza degli orrori.
Ma prima o poi.........

 ABC :

14/10/2019 10:51
 Modello stupendo, non posso che ammirarne pulizia e perfezione di esecuzione.

Alessandro :-) :-) :-)

 Andrea66 :

14/10/2019 11:01
 Scusa Paolo per gli F-16 Sufa (così come per gli F-15) mi sembra che siano standard gli aim-120, mentre entrambi i componenti dell'equipaggio montano gli HMCS. E' corretto?

 Paolomaglio :

14/10/2019 11:15
 Sì, mi pare proprio che gli AIM-120 si siano cominciati a vedere sugli F16 israeliani proprio con il Sufa che li portano alle tip di solito solo 2.
Stesso discorso per gli F-15 che li hanno avuti prima ma anche loro quasi sempre ne montano solo due, l'altro pilone sotto le ali di solito monta uno Shafrir 3 o come cavolo si chiamano, il casco HCMS serve proprio a guidare i missili di concezione israeliana con l'iride dell'occhio dominante.

 matte :

14/10/2019 14:24
  Quote:
Paolomaglio ha scritto: Non ho però capito dove sono i "residui" delle antenne in coda..... Se guardi bene le foto che mostrano lo scarico, subito prima della fascia nera in fibra di carbonio si notano dei quadrati spessorati, rimosse le antenne rimasero mimetici come il resto ma un poco di spessore lo fanno. Son 2 sopra e 2 sotto.

Ah, allora li avevo visti solo che non pensavo fossero loro, grassie mille 

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