Forum : W.I.P. Aerei ed elicotteri

Soggetto : FINITO il Learjet 24 in scala 1/72 !

 Oberst_Streib :

3/9/2016 18:58
 
Dato che sono scatenato coi Learjet, che considero tra i piu' begli aerei mai reaiizzati e sicuramente i piu' glamour dei biz-jets, ho tirato fuori anche il kit Mach 2 che dovrebbe riprodurre un Model 35 ma che e' farcito di errori, di imprecisioni e di rozzezza varia (come da standard di Mach 2).

Il primo errore, il piu' evidente, e' la lunghezza della fusoliera. Siamo circa un cm sotto quella che dovrebbe essere la lunghezza di un Model 35, il che e' abbastanza visibile in un modello di circa 20 cm (fosse stato il Concorde, che e' lungo 1 metro, non si sarebbe notato....).
La forma del naso e' dubbia, e come tale anche la forma del parabrezza, ma forse ce li teniamo.
Sicuramente errati sono anche i finestrini, che non sono a spigoli vivi e la cui posizione non e' del tutto corretta.

E quindi, perche' non provare una bella conversione a un model 23 o 24A/B?
Il model 23 era il primo modello prodotto del Learjet e insieme al gemello model 24 A (e B) e' stato il capostipite della famiglia.
Il model 35, in pratica, e' una versione: 1) con fusoliera allungata 2) con ali con una estensione in apertura 3) con motori turbofan.
Quindi, a parte il problema non irrilevante di dover ricostruire ex-novo le gondole motori, per ottenere un 23/24 da un 35 bisogna tagliare via le estensioni.... fattibile.









Un 3-viste anche se un po' approssimativo del 23 mi da idea di dove amputare.
L'attrezzo dedicato e' sulla destra.....


Due tagli effettuati e gia' siamo sulla buona strada.



La fusoliera amputata e quella originale a confronto.
Intanto ho incollato i finestrini per fare da base alle stuccature che dovro' fare e ho segnato i tagli e la posizione dei "finestroni".
Come si vede nella fusoliera amèputata, avevo anche sbagliato la posizione del taglio e ho dovuto mettere una pezza per riallungare parzialmente la parte posteriore di fusoliera.



I pezzi base dell'abitacolo. Come avrebbe detto il compianto Doktor Frankenstin (E' Cacca!).
Infatti e' evidente come il pianale NON possa essere cosi' in alto nella piccola fusoliera: i piloti difficilmente entrerebbero in meno di un metro di altezza, benche' seduti....
Il pianale sull'aereo vero e' molto piu' in basso, e pertanto provvederemo.



Si parte con le stuccature.
Ho assemblato le ali, che abbondano di ritiri e sbavature.
Ma tanto ci sara' da lavorare: oltre a rimuovere le estensioni (le parti rettilinee esterne) ci sono da rimuovere i fences e i diruttori.



Ecco l'insieme grossolano dei pezzi, motori esclusi.
Le due semifusoliere accorciate e con i nuovi finestroni gia' scavati.
Le due semiali accorciate e in parte lavorate (ma ancora da rifinire alle estremita e sulla superficie).
I due serbatori d'estremita, gia' piu' o meno corretti.
La cabina, con il pianale abbassato e ovviamente rimpicciolito (avendo cura di far collimare il vano carrello, che e' soto, con il foro nella fusoliera....)






 matte :

3/9/2016 23:20
  Ho quel kit ma mi sa che lo costruirò così com'è, non ho coraggio nè capacità per fare tutte le modifiche stai facendo te :-) . Ottimo lavoro finora, può essere che sia il lear che c'è anche in capricorn one (se hai visto quel film)?

 Michele Raus :

4/9/2016 01:17
 Bel kit, mi piacciono i civili!

 Oberst_Streib :

9/4/2017 23:52
 
Gia' che c'ero ho ripreso a lavorare sui Learjet.
Rimangno dubbi e problemi da risolvere, tra cui i piu' grossi sono come fare i motori del Model 23/24 e i parabrezza che nel kit Mach2 sono parecchio sbagliati...

Vabbe', ecco creato un abitacolo per il Model 23/24 usando i pezzi del kit, con aggiunte le varie console da pezzi spare.
Poco dettaglio e poca cura, ma poco si vedra' alla fine.



A questo punto, incollato il tutto, ho chiuso la fusoliera e incollato anche le ali.
Abbondante stucco sulla giunzione delle semifusoliere, dato che sono parecchio imprecise.



Il model 23/24 ex-Mach2 a destra e' in compagnia del model 35 Rareplane in corso di restauro.
Ho rimesso dentro i sedili, i volantini, risistemato l'abitacolo, ripulito e reincollato i turbofan e il timone.
C'e' ancora molto lavoro.

Si vedono pero' le somiglianze e le differenze dei model 23 rispetto al 35.
Il secondo ha le ali allungate ma la pianta di base e i serbatoi sono gli stessi.
Ha gli oblo' piccoli invece di quelli ovali grandi.
E' ovviamente pure piu' lungo e manca del rostro sulla deriva (che sul modello e' appena abbozzato, ancora da rifinire).


:-)

 Oberst_Streib :

10/4/2017 09:04
  Ah gia'!
Per rispondere al Matteucci, si, è proprio l'aereo con cui i protagonisti scappano nel deserto. :-)

 euro :

10/4/2017 20:17
 bellissima conversione:-o :-o

 Corvo :

11/4/2017 00:40
 Che spettacolo il Lear. Bellissimo lavoro, seguo con approrpiata bavetta.

 matte :

11/4/2017 01:42
  Bravo Ale, sono contento che tu abbia ripreso i lavori (e grazie per la conferma "filmica") :-) . Prima o poi passerò a romperti le scatole così vedo tutti i modelli recenti dal vivo ;-)

 Oberst_Streib :

2/5/2017 10:24
 
Ok,  qualche piccolo avanzamento, visto che in questi ponti mi e' toccato di nuovo un cimurro globale che mi ha costretto tra le mura domestiche.

Ho incollato ad entrambi i velivoli il parabrezza e in entrambi i casi il fit era a dir poco pessimo.
Per cui dosi abbondanti di stucco, addirittura bicomponente Tamiya nel caso del 35 per riempire e consolidare le mille fessure intorno.
Per il 23 e' bastato lo stucco classico e quello acrilico.



Ecco la situazione dopo aver lisciato e lucidato le aree interessate con carta abrasiva bagnata prima e con paglietta poi.
Sui trasparenti ci ho dato di carta (carta) e di gomito per rilucidarli un po' dato che avevano perso ovviamente trasparenza dandoci di carta abrasiva sopra (per farli collimare piu' o meno con la fusoliera...)
Chiaramente nelle operazioni persi dettagli e incisioni che andranno rifatte.



Ulteriori stuccature necessarie, ma nel frattempo ho creato le mascherine per i parabrezza (identiche, clonando una sull'altra, con nastro Tesa Rosa).
Come si vede aguzzando la vista, sul modello Rareplane del 35 le proporzioni del muso sono piuttosto buone, mentre sul modello Mach2 del 23 il muso e' alquanto errato, con il parabrezza troppo in alto e una forma a salire del naso che convince poco.
Ma modificarlo era veramente troppo, dato che voleva dire ricostruire tutto il muso e pure la palpebra del cruscotto, e ho lasciato perdere.





 Oberst_Streib :

2/5/2017 10:35
 
Intanto, specie grazie ai preziosi suggerimenti di Fabrizio (_1960), mi sono messo a disegnare le gondole motori con FreeCAD.
Ecco un primo esperimento, di cui pero' non sono ancora soddisfatto come risultato.


 Oberst_Streib :

8/5/2017 22:59
 

Nessun passo avanti per ora, ma ho disegnato le decals del Learjet piu' piccolo, che avra' (a meno di ripensamenti) i colori del N878W, un Learjet 24 privato americano degli anni '70.
Il foglio, come gia' detto per il Pilatus, comprende le decals per 4 velivoli diversi.




 Oberst_Streib :

15/5/2017 15:19
 
I due Learjet sottoposti ad una prima spruzzata di primer per evidenziare le schifezze. Ce ne sono e quindi stuccature a iosa nei posti necessari.



Dopo ulteriore levigatura delle aree sospette con carta abrasiva fine e acqua, ho montato gli stabilizzatori/elevatori. Ad entrambi gli aerei ho autocostruito con plasticard sottilissimo le piastre trapezoidali , tipiche del Learjet, su cui sono installati gli stabilizzatori.



Ed ecco i due aerei dopo un giro di primer Gunze Mr.Surfacer 1000 dato ad aerografo dopo averlo abbondantemente diluito in nitro. Ancora magagne visibili, ci sara da lisciare ancora e da ritoccare



Ovviamente al piu' piccolo, il Model 24, mancano ancora i motori, che devo finire di disegnare...... 

:nerd:

 enrico63 :

15/5/2017 16:36
 Che carini che sono tutti belli grigini:-D :-D

Ma che programma usi per disegnare?
Dalla foto ho capito che oltre ad essere su mac il programma dovrebbe essere "canvas"??
Ho cercato in rete ma trovo solo canva, senza s finale e per poter accedere al sito bisogna pure registrarsi:-? :-?
Ma com'è? vale la pena? Ed è solo per mac o anche per win?

 Oberst_Streib :

15/5/2017 17:50
  
Belli eh tutti grigini, come due topolini, anzi diciamo pure due pantegane...?  :-D :-D :-D
Vabbe' siamo seri.
Almeno tutti grigi uniformi si capisce che forma abbiano, prima non si capiva na ceppa con tutte le pezze fatte.

Disegno: si' , io uso un iMac 24" con Canvas X versione boh non mi ricordo quale, ma in ogni caso parecchio bacata.
Pero' con Canvas, che ho iniziato ad usare 25 anni fa, praticamente quando i Macintosh erano in bianco e nero, mi trovo molto bene, perche' e' un programma con cui si fa vettoriale, raster, testo, elaborazione di immagini, ecc e si mischia il tutto con una certa facilita'.

Per cui, tanto per fare un esempio, la pin-up e' stata presa da foto d'epoca, distorcendo l'immagine per correggere la prospettiva, e poi ridisegnandola sopra la foto "raddrizzata" usando gli strumenti di painting e quindi creando una figurina raster. 
Al contrario, insegne americane e bande colorate sono fatte con tool vettoriali.
Molte delle scritte sono banalmente fatte con font appropriati trovati in rete (e poi convertite in oggetti vettoriali quando complete)
Altre sono disegnate a mano libera sempre con tool vettoriali.

Inoltre, gli strumenti di allineamento automatico e di colorazione, insieme al fatto che ovviamente si lavora per layers, consentono di creare facilmente uno strato duplicato (sotto) di colore diverso (in questo caso, il Bianco, per tutte le decals che devono andare su base non-bianca)

Insomma un po' di bestemmie e un numero imprecisato di prove e correzioni, ma si arriva in fondo a un lavoro del genere in tempi ragionevoli e lo strumento e' abbastanza facile da usare.
Qui sotto il foglio decals stampato da Fides Grafica di Verona.



Il sito si chiama Canvasgfx.com ma ormai Canvas e' un prodotto quasi-solo-windows.
E neanche economico.

Ovviamente in MP ti posso passare.... ulteriori consigli..... 
:-D :-D :-D :-D :-D

 matte :

16/5/2017 20:19
  Mi sembra venuto bene il foglio......... :-)

 Oberst_Streib :

7/3/2018 11:21
  
Ripresi in mano i due Learjet.
Il piccolo ancora non ha i motori, ma ho intanto provveduto a ripulirli dalle mille magagne e a iniziare la verniciatura.

Come gia' fatto in casi simili, prima due/tre mani di Tamiya White Primer, prodotto favoloso.
Ovviamente dato ad aerografo, ultradiluito con nitro e a bassa pressione.
Dopo ogni mano, verifica delle magagne, correzione e lucidatura con paglietta.

Come si vede il piu' piccolo, il Model 24, e' ancora in questa fase: ha ancora bisogno di correzioni.

Il piu' grande invece, il Model 35, e' gia' passato al reparto finitura finale: e' stato verniciato in piu' mani leggere di Tamiya TS-26 Pure White, di nuovo ad aerografo a bassa pressione. Essendo una vernice a base nitro, diventa molto resistente e mantiene la lucentezza richiesta.

Il prossimo passo, oltre a portare il Model 24 a verniciatura finale, sara' verniciare con i colori Kcolors metallici tutte le parti in Natural Metal, cioe' bordi d'attacco, prese d'aria delle gondole, ventole motori, telai dei parabrezza...



 Freccia154 :

7/3/2018 11:32
 Bel lavoro Alessandro. .
Una domanda..
Il primer che hai dato può fungere anche come colorazione vera e propria?lo vedo belli lucido..
O dopo gli dai comunque una mano di vernice Bianca?
Ciao Roby

 Oberst_Streib :

7/3/2018 13:36
 Ciao Roby
si, teoricamente il primer Tamiya potrebbe fungere anche da colore finale, dopo avergli dato una bella lucidata magari con paglietta o altro abrasivo ultrafine e poi una bella mano di trasparente lucido.

Ho fatto una cosa analoga anche col primer grigio Tamiya su un altro modello, che era cosi' bello come tonalita' finale che sopra NON ho messo alcun colore finale.

Nel Learjet a sinistra, il 35, ho dato sopra un paio di mani leggerissime di bianco Tamiya TS-26 e faro' cosa analoga anche sull'altro Learjet.

 

 matte :

7/3/2018 15:08
  Bel lavoro, Ale.

 Freccia154 :

8/3/2018 07:25
 Grazie per la risposta Alessandro. ..
Ciao Roby :-D

 Oberst_Streib :

11/3/2018 00:15
 
Ho verniciato con il bianco lucido anche l'ultimo Learjet, il Model 24.
Ci sono piccole imperfezioni e non sono soddisfattissimo, ma tenuto conto che il kit e' il Mach2 modificato e stramodificato puo' andarmi bene lo stesso.

Voi direte: e i motori?
Non li ho ancora fatti... ma tanto avrei preferito procedere in questo modo comunque, come avevo fatto con il Model 55, cioe' verniciare l'intera cellula senza i motori e poi aggiungerli alla fine, per semplificare il lavoro di verniciatura.



Adesso appunto viene una fase complicata: mascheratura di precisione e verniciatura delle parti in acciaio lucidato.


 Oberst_Streib :

15/3/2018 16:39
  
Eccoci perlappunto alla fase di mascheratura per le parti in acciaio lucido.
Ho usato prevalentemente del nastro Tesa rosa depotenziato semplicemente incollando il nastro su una mano prima di metterlo sui velivoli.

Ho dovuto affrontare due difficolta':
- mascheratura del bordo del parabrezza
- mascheratura della bocca dei turbofan

Per la prima, ho proceduto cosi:
- applicato il nastro su un semiparabrezza di uno dei modelli, ho segnato a matita il perimetro del bordo (circa 1 mm all'esterno della parte trasparente) 
- ho messo un secondo pezzo di nastro depotenziato sul primo pezzo segnato
- ho ritagliato con un taglierino affilato lungo la traccia segnata, asportando la parte ritagliata e ottenendo due "negativi" 
- ho ripetuto il taglio con altri due pezzi di nastro ma in modo speculare, sempre utilizzando come master il primo pezzo
Cosi' ho ottenuto 4 pezzi di nastro identici, ma speculari a due a due, con "finestre" corrispondenti alle aree da verniciare.
La cosa e' stata possibile per il fatto che i parabrezza dei due Learjet sono identici (devono esserlo) e che ovviamente il pannello destro e' simmetrico al sinistro. 
Nella foto si nota a sx della mia mano il pezzo "positivo"  fatto a mezzaluna di un semiparabrezza.



Per le bocche delle gondole motori ho dovuto ragionarci un po'.
Ero partito dal metodo ovvio, cioe' una sottile striscia di nastro Tamiya a fare da cornice interna.
Ma non funzionava, perche' la curvatura spinta della gondola impedisce al nastro di adagiarsi parallelamente alla bocca.
Dopo una serie di parolacce inenarrabili ho avuto l'illuminazione, in guisa di novello Buddha.

Ho misurato col calibro il diametro esterno della bocca stessa, ho cercato sul cerchiometro la misura piu' vicina e ho ritagliato col taglierino il tondo corrispondente.
Nella foto sopra sto tagliando il foro del diametro corretto.
A quel punto avevo una mascherina con un foro perfettamente circolare e di diametro leggermente inferiore al necessario.
Inserita frontalmente sulla gondola, forzandola il giusto per farla aderire bene, e ripiegandola allindietro a coprire parte della gondola, ho ottenuto quello che volevo abbastanza facilmente, come si vede nella foto sotto sul Model 35.



La mascheratura dei bordi d'attacco delle superfici alari e' stata decisamente piu' semplice, ovvio.
Piu' o meno diritte, le mascherature hanno avuto bisogno solo di attenzione nel posizionarle, non essendoci riferimenti precisi.

Come si vede ho iniziato a mascherare anche il secondo esemplare, ma poi ho pensato che potevo riciclare facilmente le mascherature del primo.
Per cui procedero' con la verniciatura del Model 35 prima e del Model 24 successivamente.




 enrico63 :

15/3/2018 19:41
 Gran lavoro di mascheratura, ma...forse non ho capito bene la mascheratura delle gondole.
Applicando il nastro forato come descritto da te, non crea delle grinze per adattarsi al pezzo? E in queste poi passa il colore?

 Fabio :

15/3/2018 21:11
  Quote:
enrico63 ha scritto: Gran lavoro di mascheratura, ma...forse non ho capito bene la mascheratura delle gondole.
Applicando il nastro forato come descritto da te, non crea delle grinze per adattarsi al pezzo? E in queste poi passa il colore?

@enrico63: Se li fai giusti di diametro no 

@oberst_streib: complimentoni  !

Ciao
Fabio

 Oberst_Streib :

15/3/2018 22:13
 
Quote:
Fabio ha scritto:   enrico63 ha scritto: Gran lavoro di mascheratura, ma...forse non ho capito bene la mascheratura delle gondole.
Applicando il nastro forato come descritto da te, non crea delle grinze per adattarsi al pezzo? E in queste poi passa il colore?

@enrico63: Se li fai giusti di diametro no 

@oberst_streib: complimentoni  !

Ciao
Fabio


Grazie Fabio che mi dai una mano con questi iscritti piuttosto scarsoni e pure un po' duretti di comprendonio. 
Per questi "rookies" provvedero' a fare una guida passo-passo "for dummies"...

 matte :

16/3/2018 03:16
  Ganza l'idea per le gondole motore, te la ruberò........

 Oberst_Streib :

17/3/2018 21:31
 Partiamo con la verniciatura delle parti metalliche.

Per prima cosa, ho ricoperto tutto il modello del Model 35 con pellicola trasparente da cucina fermata col nastro di carta.
La base per il color metallo e' il Chrome Primer di Kcolors.
Va dato non diluito ad aerografo ad alta pressione , 2-2,5 bar, il che mi ha costretto appunto a coprire tutto il modello (lavorando a bassa pressione avrei invece evitato un copertura cosi' integrale, dato il miglior controllo del getto, ma in questo caso e' richiesta altissima pressione)



Ecco il nero dato dal fido e vecchio aerografo Fengda.



Seguito dal color metallo, sempre ad aerografo e sempre ad alta pressione.
In particolare Chrome Aluminium sui motori e Chrome Dark sul resto, sempre di Kcolors.
Qui sotto ho gia' cominciato a togliere la mascheratura sul muso: pare tutto piu' o meno a posto.



Rimosse tutte le maschere, fatti alcuni piccoli ritocchi, acco il modello pronto per il prossimo passaggio.



Poi sono passato al Model 23 e ho ripetuto il procedimento: qui alla mascheratura.



Arrivato in fondo e rimosse le mascherature ecco gli inghippi!
il nastro ha rimosso parte della vernice bianca in un paio di punti: qui sotto il punto piu' critico!!
A dimostrazione che la cautela non e' mai troppa con mascherature e colori....



Piu' piccola e meno critica la buca sul serbatoio...



E sulla deriva la mascheratura era fatta male e del colore spray e' passato: per fortuna e' facile rimuoverlo con un fazzolettino bagnato con l'alcool, dato che i colori Kcolors sono a base alcolica mentr eil bianco sotto era un Tamiya lacquer.



E qui, nel miglior stile del carrozziere che deve riparare la vernice dell'auto graffiata, ho gia' carteggiato con abrasiva sottile e acqua nella zona da ridipingere.
Ora dovro' ripartire dal primer bianco (quello grigio di base non sara' necessario) e poi di nuovo bianco lucido, ovviamente mascherando con molta attenzione la cornice metallica sopra.... )



Vi basta come Work In Progress ?

 ThunderboltII :

18/3/2018 02:51
  Alessandro intanto i miei complimenti per il coraggio di affrontare ben due kit Mach2  Una sfida Erculea. Il risultato fin quì è davvero buono, vabbè qualche rogna nella colorazione ci stà. spece con finiture lucide, sono sempre le più rognose.

Però vorrei capire meglio la tecnica per la mascheratura.... Mi sembrava lo stesso sistema che usa Tiziana per farsi la tintura ai capelli... che siano mica un pò frufru i quei modelli 






 Oberst_Streib :

18/3/2018 19:23
 
Eh in effetti Sergeij sembra un po' la cuffietta del colore per capelli.... ... che poi me li dovrei colorare io, oramai ce li ho tutti grigi...

Ma torniamo seri, serissimi.
Applicate le decals al Model 35 (che non e' un kit Mach2, bensi il restauro di un antichissimo Rareplane in vacuform da me costruito circa 30 anni fa).
Le decals sono invece quelle del kit Mach 2.
Sono palesemente state stampate con una Alps e sono effettivamente sottilissime, ma anche fragilissime (mi si sono rotte in piu' punti!!  ), nonostante la preparazione con vernice trasparente sopra.

Sono anche abbastanza sprecise, a essere onesti avrei dovuto ridisegnarle e farle stampare, ma non avevo voglia di spendere troopo tempo in questo modello che in fin dei conti e' appunto un semplice restauro di un vecchio modello dismesso (questa cosa in fondo in fondo mi piace perche' rispecchia le vera vita' degli aerei, che dopo un po' di anni finiscono dal rigattiere oppure se piu' fortunati vengono ricondizionati o restaurati...)



La sigla sui motori e' palesemente troppo grande e le bande rosse sulla fusoliera e sui serbatoi sono poco "appuntite". Ma va bene lo stesso.
Sono stati necessari anche alcuni ritocchi a pennello.



Nonostante il mio Model 35 sia un restauro di un modello di per se gia' non perfetto, sta comunque venendo meglio del Model 24 derivato dal kit Mach 2.
Qui sotto il Model 24 pronto per il montaggio dei motori (che non ho ancora costruito... )
Ho riverniciato le aree danneggiate e ho dipinto anche il naso e l'antiriflesso.
Le approssimazioni nella forma si vedono tutte.








 matte :

19/3/2018 02:28
  Te la stai cavando alla grande 

 Oberst_Streib :

30/3/2018 19:17
 
Beh uno dei due l'ho finito:

"Gates Learjet 35A, c/n 35-068 (1976), Swiss Air Force T-781, Lugano, Svizzera 2006"


Restauro di un vecchio kit vacuform di Rareplane realizzato 25 o 30 anni fa nei colori civili della Abelag Aviation, poi destinato allo Scrap Yard, salvato successivamente e ricondizionato nei colori delle Forze Aeree Svizzere, con decals del kit Mach 2.
Che dire? il kit ha le sue brave approssimazioni, ma non era malaccio per i tempi.
Il restauro e' venuto quello che e' ma mi accontento, pero' e' una collezione di schifezze approssimazioni ed errori.
Anche le decals di Mach 2 sono lungi dall'essere corrette: sono molto approssimative pure loro.

Parabrezza adattato da Mach 2, finestrini in Synthaglass, antenne recuperate e autocostruite, pezze varie aggiunte come avete visto durante le fasi di costruzione.










 Oberst_Streib :

30/3/2018 19:23
 Due Learjet a confronto: il Model 35 e il Model 55.
Benche' il family feeling si veda, i due aerei sono dimensionalmente ben diversi.
In comune hanno la pianta alare (ma il 55 ha le estremita' allungate con le winglets, cioe' l'ala gia' usata sul Model 28), i motori TFE731 (ma il 55 ha anche gli inversori di spinta), il carrello, (ma il 55 ha gambe e ruote rinforzate).
Per il resto il 55 sembra un po' il fratello ma pantografato piu' in grande.







 matte :

31/3/2018 03:06
  Bellini esagerati, Ale, mi piacciono assai...... 

 adlertag :

31/3/2018 13:08
  Belli! Mi faresti quasi venire la voglia ma la vita e' troppo breve per permettermi una deviazione dai temi consueti.
Ciao
Riccardo

 Oberst_Streib :

31/3/2018 15:10
 
Grazie Ragazzi, ora vediamo se riesco a superare l'ostacolo dei motori disegnati al CAD 3D e stampati in 3D per finire anche il terzo modello...
Sarebbe un bel successo, mica per i modelli che sono quaqquaraqqua', specie quello da finire, ma perche' riuscire a produrre qualcosa in 3D sarebbe un bel passo verso le autocostruzioni con tecnica digitale.

 Undicesimo :

31/3/2018 15:49
 Bellissimi entrambi .... due kit stupendi .... 

 Lu_Be :

31/3/2018 16:10
  Molto belli. Complimenti.

 Oberst_Streib :

31/3/2018 23:57
 
Intanto ho messo le poche decals al Model 24.
Non sono molto soddisfatto, dato che la lunga striscia mi ha dato non poche rogne nonostante i liquidi ammorbidenti Gunze.
Eppure non ci sono curvature particolari, ma un po' di grinze e microbolle sono comparse comunque.
Tra l'altro anche il colore non mi convince del tutto, dato che me lo aspettavo un po' piu' saturo come azzurro.

Vabbe', mi accontento, dato che il modello e' una trasformazione di un kit tragico, che ha molte approssimazioni comunque e che il punto clou sara' la realizzazione dei motori in stampa 3D....



 matte :

1/4/2018 02:39
  Ti sei preso una stampante 3D o "deleghi" a qualche ditta specifica su disegno tuo?

 CR.42 :

1/4/2018 09:52
 Sono bellissimi! Complimenti.

Ermanno

 MG42 :

1/4/2018 12:27
 Kit sempre originali e ben fatti

Enrico

 Freccia154 :

1/4/2018 13:23
 Bello come è venuto... Mi piace...
Ciao Roby :-D

 Pierpaolo :

2/4/2018 13:13
 Molto belli entrambi!
Il 55 non lo ricordo, di quando è?

 enrico63 :

2/4/2018 14:22
 E vai con la moderna tecnologia!!!
Ormai anche il modellismo fa i conti con le nuove tecnologie e rifiutarle o relegarle a un "troppo facile, così non è più modellismo" è come mettere la test asotto la sabbia. Assurdo!!!
Anche perchè oggi nessun modellista si lamente delle decals o delle fotoincisioni.....e allora io mi chiedo che differenza c'è fra queste e un pezzo realizzato con la stampa 3D!!??

Aspetto di vedere il frutto della tua progettazione al cad. Che poi da bravo modellista, pulirai, sistemerai, applicherai e vernicerai!!
Ciao

 Oberst_Streib :

2/4/2018 21:57
 
Quote:
enrico63 ha scritto: E vai con la moderna tecnologia!!!
Ormai anche il modellismo fa i conti con le nuove tecnologie e rifiutarle o relegarle a un "troppo facile, così non è più modellismo" è come mettere la test asotto la sabbia. Assurdo!!!
Anche perchè oggi nessun modellista si lamente delle decals o delle fotoincisioni.....e allora io mi chiedo che differenza c'è fra queste e un pezzo realizzato con la stampa 3D!!??

Aspetto di vedere il frutto della tua progettazione al cad. Che poi da bravo modellista, pulirai, sistemerai, applicherai e vernicerai!!
Ciao


Bravo, il punto e' proprio quello.
Realizzare un modello in stampa 3D e' sicuramente un passo avanti nel futuro, ma non e' affatto un passo semplice.
O meglio, per ora non lo e'.
E' progettare, lavorare con un software 3D che non e' certo facile per un dilettante, produrre pezzi che poi andranno sicuramente rifiniti o rifatti se venuti 'na schifezza.
Per ora vi assicuro che trovo piu' facile autocostruire con plasticard e stucco un pezzo che farlo in cad 3D.
L'idea della stampa 3D e' che posso ottenere i due motori, speculari, teoricamente con una semplice operazione al computer, anziche impazzire a cercare di riprodurre a mano due pezzi simili.
Oppure di ottenere 10 pezzi identici con una sola progettazione.

Sono tentato di comprarmi la prima stampante 3D, cinese ovvio e di bassa qualita'.....

 euro :

4/4/2018 23:19
 complimenti Ale, sempre belli i tuoi modelli!!

 ThunderboltII :

6/4/2018 14:52
 Belli Alessandro resi davvero bene con signor lavoro di restiling.  ottima la colorazione che con quelle tinte lucide è sempre un incognita. Bravo Ale 

Concordo a pieno con la teoria del 3D. Anche io un paro di anni fa forse tre mi ero scimmiato con la stampa tridimensionale, poi ho abbandonato per via delle mie inesistenti capacità di lavorare sui software di disegno 3D, senza le quali non si inizia nemmeno a parlare di additive manufacturing. Poi per i costi. 
Sono tentato di comprarmi la prima stampante 3D, cinese ovvio e di bassa qualita'.....  "

Per questo mi sento di sconsigliarti l' acquisto. Il livello minimo di dettaglio di cui abbiamo necessità per poter lavorare un pezzo e renderlo compatibile con quella di un kit non è fruibile da una printer di fascia entry. In più tali printer quasi sempre non lavorano media compatibili con le tecniche e materiali di lavorazione da noi usate per la loro modifica (stuccature carteggiature coloriture ecc. quanto alle colle poi il rischio è ancora più alto). 
Purtroppo come in ogni cosa se si vuole qualità bisogna spende vaini e le macchine che a mio avviso possono soddisfare le nostre (mie) aspettative costano uno stonfo. Diciamo un 2000 € complete di media di stampa uggelli e supporti alla stampa vari, che purtroppo sono strumenti indispensabili per poter operare in modo funzionale, sennò e come comprarsi l' aerografo e usare le bombolette di propano al posto del compressore. "Almeno a mio avviso".

Però anche questo settore come tutti più o meno dovrà livellare i valori di investimento verso il basso con un improrogabile processo di deregulation. Fra 5/6 anni probabilmente potremo discutere di acquisti di qualità a poche centinaia di Euro. 

Io continuo a sperare 

 Oberst_Streib :

7/4/2018 12:52
 
Quote:
ThunderboltII ha scritto: Per questo mi sento di sconsigliarti l' acquisto. Il livello minimo di dettaglio di cui abbiamo necessità per poter lavorare un pezzo e renderlo compatibile con quella di un kit non è fruibile da una printer di fascia entry. In più tali printer quasi sempre non lavorano media compatibili con le tecniche e materiali di lavorazione da noi usate per la loro modifica (stuccature carteggiature coloriture ecc. quanto alle colle poi il rischio è ancora più alto).

Si Sergio, hai ragione, una stampante cinese da 200 euro probabilmente e' una ciofeca.
Pero' mi consentirebbe di fare degli esperimenti e di fare delle stampe di prova, dato che sono nella fase di apprendimento della tecnica.

Poi in ufficio abbiamo una megastampante da 20000 euro e forse posso utilizzare quella per fare i pezzi definitivi.

Sul materiale, ovviamente non va d'accordo con il polistirene e le colle da polistirene, ma abituato ad usare materiali vari non vedo grossi problemi.
L'ABS alla fine si incolla con colle epossidiche e cianoacriliche.
E anche lo stucco epossidico si puo' utilizzare, per cui in qualche modo faccio.

Il problema piu'grande rimane la progettazione, che non e' affatto semplice almeno per me.
Eppure ho una certa confidenza con i mezzi informatici e con il cad 2D, ma il 3D e' un'altra cosa........

 matte :

7/4/2018 15:19
  Qualche ora su proengineer o simili (catia per esempio) e sei pronto 

 Oberst_Streib :

7/4/2018 17:13
 Quote:
matte ha scritto:  Qualche ora su proengineer o simili (catia per esempio) e sei pronto 


O' Paolo, mi stai perculando o parli sul serio?
Che e' 'sto proengineer??

No, mi stai perculando, ho verificato....
Poi ricordami che vengo a metterti una testa di cavallo morto sullo zerbino di casa eh?

 ThunderboltII :

7/4/2018 19:09
  Quote:
  Poi in ufficio abbiamo una megastampante da 20000 euro e forse posso utilizzare quella per fare i pezzi definitivi. 

Oberst_Streib ha scritto: matte ha scritto:  Qualche ora su proengineer o simili (catia per esempio) e sei pronto 

O' Paolo, mi stai perculando o parli sul serio?
Che e' 'sto proengineer??

No, mi stai perculando, ho verificato....
Poi ricordami che vengo a metterti una testa di cavallo morto sullo zerbino di casa eh?



Abbè Ale se la metti giù così mi arrendo, Anzi ti propongo una collaborazione, mi serve il meccanismo per ripiegare le ali dell' Intruder, se esce bene quello sei a cavallo .  Comunque a mio avviso la cinesata da 2/300 euri resto della mia idea .... Degustibus non sputazzandum est.... Perseverare est Bronchite 



..... a metterti una tezta di cavallo sullo zerbinoi!    Alessandro occhio che sò Pisani e la testa la mettano ner' brodo alla faccia di chi gliela regala  

 matte :

8/4/2018 01:33
  Quote:
Oberst_Streib ha scritto: matte ha scritto:  Qualche ora su proengineer o simili (catia per esempio) e sei pronto 

O' Paolo, mi stai perculando o parli sul serio?
Che e' 'sto proengineer??

No, mi stai perculando, ho verificato....
Poi ricordami che vengo a metterti una testa di cavallo morto sullo zerbino di casa eh?


Anvedi questo, lo perculavo? Ma quando mai.... 


PS: li usavo ad ingegneria, mi sono serviti per diversi esami (proengineer, per la precisione), ci si prende la mano abbastanza velocemente usando qualche tutorial e per il 3D sono ottimi 

 Oberst_Streib :

2/11/2018 23:38
 Insomma, picchia che ti ripicchia sono riuscito ad imparare qualcosa e, trovato un po di tempo nella mia vita frenetica, pesante, ho disegnato e stampato in 3d i motori del Learjet 24.
A sinistra il motore "ripulito", a destra ancora sulla sua base di stampa.
Molto rozzi come oggetti, ma stiamo anche parlando di circa 35 x 11 x 14 mm... 
Di buono c'e' che disegnato il primo ho potuto stampare anche il secondo immediatamente semplicemente facendo il "mirroring" del primo oggetto. 





Fatta una prova di montaggio sul mio Lear 24 e tanto brutti non sembrano.
Ora vediamo come "trattarli" per renderli papabili.
Sicuramente ci vorra un bel po' di stucco liquido.



Per i piu' nerd:
  • disegnato con Freecad 0.17
  • preparato per la stampa con slicer Cura 15.04.6
  • stampato con PLA su stampante Anycubic i3+


 gizpo :

3/11/2018 10:08
 Bravo Alessandro, non avevo seguito dal principio questo post ma una volta scoperto che stai sperimentando in 3D me lo sono "pappato" tutto d'un fiato......

Se non sbaglio ci sono anche ditte che come per le decals offrono servizio di stampa di pezzi in 3D, magari prima o poi un tentativo andrebbe fatto per vedere la qualitá, al momento resto fedele al mio plotterino, una stampante 3D é un sogno, ma per una seria c'é da spendere come per comprarsi la macchina....

 matte :

3/11/2018 23:22
 In realtà per una veramente seria ci vuole quasi quanto per un appartamentino. Io, a mò di beta test, entro breve vorrei ciappare una di quelle "cinesi" da 130/150 eurissss . Al limite avrò buttato pochi rubli.

 Oberst_Streib :

4/11/2018 09:17
  Quote:
matte ha scritto: In realtà per una veramente seria ci vuole quasi quanto per un appartamentino. Io, a mò di beta test, entro breve vorrei ciappare una di quelle "cinesi" da 130/150 eurissss . Al limite avrò buttato pochi rubli.


Perlappunto Paolo, la mia e' una di quelle, ciappata proprio per capire se come quando si puo' stampare in 3d.
La qualita' e' bassa assai, ma per 190 euri non si puo' pretendere molto...
In ogni caso vedrete che ha gia' fatto il suo dovere, producendomi dei pezzi per i miei modelli che a manina non avrei saputo fare!!
Sehr gut!

 Pierantonio :

4/11/2018 11:34
 Acquistare una stampante 3D da 150 euro e pensare di farci qualcosa di buono per il modellismo è un sogno.
Attualmente stampanti decenti costano sui 5.000 US$ senza contare il costo del materiale e della gestione che non sono per niente indifferenti.
Io mi servo da tempo presso Shapeways che è forse il server di stampa più noto al mondo. Ho stampato dei miei progetti ma ho anche acquistato dai singoli rivenditori che vengono da loro ospitati.
Andate sulla loro pagina e cercate 1/35 per vedere cosa già si trova nei negozi autogestiti dai modellisti.
Deve essere però chiaro che un minimo di lavorazione è necessaria prima di poter incollare i pezzi perché i piani di stampa un po' si vedono comunque.
Il Italia avevo notizia della ditta Machina Septima e avevo anche visto delle loro stampe ma non so se ancora operano.
A parte il fatto che ormai tantissimi produttori di resine passano per una prototipazione con stampa 3D ed effettuano solo la produzione con iniezione di resina sottovuoto, per farvi un'idea delle capacità di certe stampanti date un'occhiata al sito della Reedoak http://reedoak.com/
Ciao
Pierantonio

 markino :

4/11/2018 18:59
 Alessandro interessante questa cosa della stampa 3D per i particolari. Ravanando sulla rete ho trovato questa, Anycubic 3D i3 Mega (https://www.amazon.it/Anycubic-Stampante-Screen-Pollici-Guscio/dp/B06XGGN8D2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1541350589&sr=8-1&keywords=anycubic+3d+i3+mega).

Potrebbe essere valida?

Ciao!

Marco

 Oberst_Streib :

4/11/2018 20:45
  
Un po' di risposte e opinioni

Quote:
Pierantonio ha scritto: Acquistare una stampante 3D da 150 euro e pensare di farci qualcosa di buono per il modellismo è un sogno. Attualmente stampanti decenti costano sui 5.000 US$ senza contare il costo del materiale e della gestione che non sono per niente indifferenti.


Ovviamente il "qualcosa di buono" e' del tutto soggettivo, per cui non posso essere che d'accordo, o in disaccordo.
Se qualcuno pensa di poter ottenere qualcosa di anche minimamente comparabile a quanto prodotto attualmente tramite iniezione di PS dalle grandi firme e' completamente fuori strada.
Anche i buoni prodotti in resina hanno qualita' immensamente superiore.
E poi rimane il fatto che i pezzi bisogna disegnarseli in 3d, dettaglio non da poco.

Se invece si pensa di prodursi qualcosa in bassa qualita' da poi lavorare e finire a manina, la cosa e' fattibile.
E, come vedrete, c'e' anche un altro non irrilevante vantaggio....

(Nota: in ufficio c'e una stampante 3d costata circa 30.000 euro. La qualita' di stampa non si avvicina minimamente a quella della stampa industriale ad iniezione. Purtroppo, o per fortuna, la stampa 3d rimane lontana come finitura da quallo che si ottiene con buoni stampi in acciaio)




Quote:
Io mi servo da tempo presso Shapeways che è forse il server di stampa più noto al mondo. Ho stampato dei miei progetti ma ho anche acquistato dai singoli rivenditori che vengono da loro ospitati. Andate sulla loro pagina e cercate 1/35 per vedere cosa già si trova nei negozi autogestiti dai modellisti. Deve essere però chiaro che un minimo di lavorazione è necessaria prima di poter incollare i pezzi perché i piani di stampa un po' si vedono comunque.


Mi sono perlappunto fatto stampare un modello da Shapeways.
Efficienti, in pochi giorni ho ricevuto a casa il modello.
Costoso, pero', e come detto in altro topic ben lontano dalla qualita' della stampa ad iniezione.
Io sono rimasto sulla "qualita' media", spendendo una 30ina di euro e ottenendo un modello in nylon di finitura decente.
Con una 70ina di euro potevo avere un modello stampato in Fine Detail Plastic, che loro dichiarano di elevata finitura superficiale: dovrei provare per vedere cosa viene fuori.
Pierantonio, tu l'hai provato? com'e'?

 Quote:
markino ha scritto: Alessandro interessante questa cosa della stampa 3D per i particolari. Ravanando sulla rete ho trovato questa, Anycubic 3D i3 Mega (https://www.amazon.it/Anycubic-Stampante-Screen-Pollici-Guscio/dp/B06XGGN8D2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1541350589&sr=8-1&keywords=anycubic+3d+i3+mega).


Markino, questa e' la versione di lusso di quella che ho io.
E' sicuramente meglio, per cui non posso che dirti che puo' essere un buon acquisto.
Ma ovviamente non ti aspettare miracoli, come detto sopra la stampante 3d non sostituisce il prodotto di uno stampo.


 Pierantonio :

4/11/2018 23:03
 Uso solo il Fine Detail Plastic. Gli altri materiali non consentono definizioni adeguate. Il costo è notevole ma si tratta di produrre pezzi che non avrei saputo come realizzare con altrettanta precisione e per di più in svariati esemplari tutti uguali.
Diciamo che l'utilizzo di questi materiali richiede un progetto a monte che tenga conto dei limiti degli stessi e, come detto, che poi bisogna comunque lavorarli un po'.

Personalmente non ritengo corretto il paragone con stampi ed altri prodotti industriali perché qui parliamo di riprodurre parti che altrimenti non esistono.
Resta il fatto che ormai molte aziende (es. Eduard) creano il master delle resine con la stampa 3D.
Per quanto riguarda il fatto di dover imparare un programma CAD, si tratta solo di avere buona volontà. Ai tempi che furono portai i primi esempi al club ed il solito pioniere del passato mi disse che un nostro socio (luisì vero genio dell'autocostruzione) quei pezzi li faceva in cinque minuti al tornio.
Risposi che primo io non ero quel socio e secondo che non avevo nessuna intenzione di acquistare un tornio ed imparare ad usarlo. Ero invece capace di usare un computer.
Quello della stampa 3D che bisogna capire è che porterà, anzi sta già portando, nel modellismo una vera rivoluzione, che consiste principalmente nella smaterializzazione del progetto. Ovvero, a parte forse una finitura finale, per molti oggetti non utilizzeremo più strumenti a noi abituali ma staremo solo davanti allo schermo di un PC per progettarli e inviare il file ad un server e questa non è cosa che avverrà tra cento anni, sta già accadendo. Inoltre potremmo comperare e scambiare file e non oggetti materiali, cosa che ad esempio ho già fatto.
Certo, già sento quelli che dicono che la cosa non fa per loro, che rimarranno per sempre a lavorare plasticard e via discorrendo. Per carità! Contenti loro ma il mondo non resta certo fermo.
Ciao
Pierantonio

 ziochicchi :

5/11/2018 07:51
 Macchinetta interessante ma troppo cara per le mie tasche….per ora mi accontento di vedere i vostri capolavori

 Oberst_Streib :

6/11/2018 14:10
  


Come vedete, dopo una rapida carteggiata e 4 mani di Primer Tamiya (prima grigio, poi bianco) date a pennello, i motori cominciano ad avere un loro perche'.
Ora rifinitura fine e poi verniciatura in bianco e cromo.
Vedro' di tracciare anche due pannellature, dove le gondole sono apribili.

Ho anche stampato in 3D due piccoli frontali dei compressori, quei due piccoli cerchietti grigi che vedete davanti all'aereo.
Sono semplificati, dato che dovrebbero avere 15 statori invece dei 6, ma sono cosi' piccoli (5 mm di diametro) che con tutte quelle alette veniva uno schifo.
ora vanno incollati dentro le bocche delle gondole.

 gizpo :

6/11/2018 15:14
 Sempre meglio, adesso mi hai fatto venire voglia di imparare a disegnare in 3D.....

 enrico63 :

6/11/2018 15:28
 Certo che a manina due pezzi simmetrici non si riuscirebbe a farli perfetti!!
Ma devi ancora rifinire nel punto di giunzione alla fusoliera vero?

 Oberst_Streib :

6/11/2018 19:37
  Quote:
enrico63 ha scritto: Certo che a manina due pezzi simmetrici non si riuscirebbe a farli perfetti!!


Questo e' il benefit di questo giochetto, Enrichetto..... 




 Quote:
 
Ma devi ancora rifinire nel punto di giunzione alla fusoliera vero?


No, i due motori sono semplicemente innestati per prova nella fusoliera (perche' il bello e' che ho stampato pure gli innesti della misura giusta!), non sono incollati.

Ora li rifinisco, li vernicio, e poi li incollo e rifinisco le giunzioni.
Ovviamente il solco deve sparire...

 Franz11 :

6/11/2018 23:13
 Buongiorno Alessandro,
una domanda da spettatore e da uno che ha provato a farsi dei pezzi in resina: ma alla fine il risultato migliore non sarebbe fare la base di un master in stampa 3D a basso costo e con risoluzione appena passabile, rifinirlo a stucco e abrasivi e poi farne la/le copie necessarie in resina? In fondo il silicone e le resine costano un po meno di una stampa accurata vedendo i costi che citi.

Ciao

Carlo

 Oberst_Streib :

6/11/2018 23:32
 Aspetta Carlo, forse ci stiamo fraintendendo.
Se faccio stampare i pezzi da una ditta specializzata, i costi possono essere alti.
Se stampo in casa i costi sono alquanto bassi: fai conto che 1 kg di PLA o di PS costa circa 20-25 euro, ma per stampare i motori del modello ne ho usato circa 10 grammi.... mettiamo 30 grammi, incluse prove ed esperimenti.
Quindi il costo e' molto basso. Anche se consideri l'energia elettrica spesa.
Certo c'e' il costo della stampante, ma in effetti quello della mia e' molto molto basso.

Certo che dovendo fare N copie di un oggetto finito, puo' aver senso quello che dici: ne faccio un esemplare in stampa 3d, lo rifinisco e completo, e poi lo clono in resina.
Se sono bravo a usare la resina, la qualita' e' costante e migliore della stampa 3d, che (sembra strano) ma ha un certo coefficiente di fallimenti e una quantita' di variabili....

Diverso il discorso qui da me: io non potevo clonare il pezzo, perche' i due motori sono diversi, speculari tra loro!
E quindi il clone in resina non funziona. 

 Franz11 :

6/11/2018 23:55
 Ok capito, grazie.
Uno dei progetti che ho ma che non ho mai realizzato sarebbe fare una conversione del Do X nella versione italiana con motori Isotta Fraschini. Sono cinque motori e dieci eliche, farsi un master preciso di un motore è al di la delle mie capacità. Ma se ne stampassi uno anche grossolano e un'elica, una volta rifiniti ......
E posso accedere ad un FabLab da queste parti.

 fabrizio_1960 :

7/11/2018 08:39
  Ciao Alessandro, complimenti per il lavoro fatto e lo spirito d'iniziativa! (e scusa l' O.T.)
 Postato da Franz11 il 6/11/2018 21:55:07 Ok capito, grazie. Uno dei progetti che ho ma che non ho mai realizzato sarebbe fare una conversione del Do X nella versione italiana con motori Isotta Fraschini. Sono cinque motori e dieci eliche, farsi un master preciso di un motore è al di la delle mie capacità. Ma se ne stampassi uno anche grossolano e un'elica, una volta rifiniti ...... E posso accedere ad un FabLab da queste parti.

@Carlo:
I Motori dei Do-X itaniani erano dei Fiat A-22R. Presumo che tu stia parlando di scala 1/144, detto questo, la stampa a risoluzione adeguata presso il service cui mi rivolgo io costerebbe all'incirca una ventina di euro al pezzo se si esclude il "piede".
Il disegno 3D, per cui servono disegni quotati e foto mi sembra un lavoro piuttosto lungo, più superfici curve ci sono e più c'è da lavorare.
Ciao.

 Oberst_Streib :

7/11/2018 10:33
  Quote:
fabrizio_1960 ha scritto:  Ciao Alessandro, complimenti per il lavoro fatto e lo spirito d'iniziativa! (e scusa l' O.T.)

@Carlo:
I Motori dei Do-X itaniani erano dei Fiat A-22R. Presumo che tu stia parlando di scala 1/144, detto questo, la stampa a risoluzione adeguata presso il service cui mi rivolgo io costerebbe all'incirca una ventina di euro al pezzo se si esclude il "piede".
Il disegno 3D, per cui servono disegni quotati e foto mi sembra un lavoro piuttosto lungo, più superfici curve ci sono e più c'è da lavorare.
Ciao.


Ci mancherebbe Fabrizio, anzi benvenuto nella discussione visto che l'argomento stampa 3d sta aprendo scenari interessanti.
(tra l'altro, ricordo male o avevi disegnato e fatto stampare la fusoliera di un aereo raro? che fine ha fatto?)

Sono d'accordo, il disegnare la gondola motore col A.22R puo' essere complesso, ma se dotati di disegni decenti si puo' fare ed e' probabilmente meglio andarci di CAD che fare un master a mano.
Poi, dato che le gondole sono 6 e tutte uguali, farle stampare da un servizio di stampa 3d valido puo' essere la soluzione, ma mi pare di capire che non e' proprio economico...
In alternativa, ottenuto 1 motore in stampa 3D, e rifinito accuratamente, lo si puo' clonare in resina.

Per eliche e tralicci la cosa e' appena piu' delicata, ma forse analogamente fattibile.

 Oberst_Streib :

7/11/2018 20:14
  
Ed ecco i motori dopo l'ennesima levigatura e dopo aver tracciato con un cutter le linee dei pannelli principali.
Ora si passa alla verniciatura definitiva e poi si installano sul velivolo.


 gizpo :

7/11/2018 21:01
 Ottimo, per certi lavoretti hai proprio ragione, si può giá usare tranquillamente....

 Oberst_Streib :

9/11/2018 23:50
 Massa di infedeli! Adoratori del diabolico San Eduardo della Fotoincisione!
Mirate!
Mirate il miracolo della produzione (e riproduzione) dei motori del Learjet con stampante 3d!



Okkei, non sono proprio perfetti, ma se tenete conto che sono lunghi 35 millimetri non va cosi' male.
Bianco Tamiya TS-26 e parti metalliche in Chrome K-colors (due tonalita' diverse per presa d'aria e scarico).
Domani li incollo sull'aereo.


 gizpo :

10/11/2018 09:05
 Beddi !!!

 fabrizio_1960 :

10/11/2018 09:31
  Complimenti Oberst! Sono venuti proprio bene e comunque... vuoi mettere la soddisfazione??! 

Mi chiedevi dell'aereo di cui ho disegnato e fatto stampare in 3D la fusoliera e che sto (ancora) realizzando. Per il momento è fermo ma solo perché superato da altri soggetti più "urgenti". 
Dato che era per me una prima prova, ne ho richiesto la stampa in un materiale simile al nylon, economico e resistente ma una vera rogna da incidere e impossibile da incollare. Visto che il fine è quello di farne un master da riprodurre in resina l'incollaggio non è un gran problema, ma l'incisione si.
Adesso, dopo un po' di prove su materiali diversi, mi trovo bene con un materiale che viene chiamato resina e che in effetti ne ha tutte le caratteristiche, si può incollare, verniciare, incidere o carteggiare a piacimento. Purtoppo costa almeno il doppio e ha delle limitazioni nelle dimensioni massime.
Presto farò qualche foto per aprire una discussione dedicata.

 Oberst_Streib :

10/11/2018 10:13
 Grazie del supporto Ragazzi, ma c'e' stato subito un problema! 

La verniciatura cromata con i K-colors non ha funzionato e stamattina, presi in mano i motori, mi e' rimasta sulla dita la vernice metallica!
GRrrrrrrrrrrrrrrrr...... 

Rifaro' con Alclad.  Mai demordere.... 

 gizpo :

10/11/2018 10:25
 Peccato per la verniciatura, quella anteriore era spettacolare.....In ogni caso sono sicuro che rimedierai alla grande !

 Oberst_Streib :

10/11/2018 11:39
 Si, come sai non mollo l'osso facilmente.
Ci sto gia' riprovando.... 

 matte :

10/11/2018 14:47
 Grande Ale 

 Oberst_Streib :

11/11/2018 10:50
 Assolutamente non disposto a cedere alla ribellione degli elementi, ho ripreso e ripetuto la verniciatura: stavolta ha funzionato ma non so perche'.
Sempre Kcolors, stavolta stanno li'. Boh.

Montate le gondole con colla ciano e stuccata la giunzione con primer liquido Tamiya, attendo asciugatura e poi dovro' riprendere con attenzione e cura la giunzione stessa e le gondole con del bianco Pure White Tamiya.
Intanto ho aggiunto la maniglia a scomparsa di apertura del portello.




 Oberst_Streib :

12/11/2018 14:44
 Sono quindi passato alla rifinitura delle giunzioni, con carte abrasive sottili e altre mani di primer liquido Tamiya.
Poi, fatte due mascherine con carta (di spartiti!) ho ripreso ad aerografo a bassa pressione le giunzioni suddette e qualche schifezza fatta nella lavorazione.
Ovvio usando sempre il bianco Pure White Tamiya.



Dopo una mano di trasparente lucido Tamiya diluito con X-20, sono passato al montaggio dei carrelli.
Tutto molto triste e approssimativo (i pezzi del kit Mach 2 non si distinguono per precisione e qualita'), ma accettabile.

Ovviamente ho fatto un errore, che dovro' correggere.
Ho montato la gamba anteriore cosi' com'e', ma era di lunghezza giusta per il vano carrello nella posizione originale e io ho abbassato il pianale dell'abitacolo di qualche mm, per cui si e' abbassato pure il vano carrello.
Dovro' togliere la gamba e accorciarla, altrimenti l'aereo sta a naso in su e cio' non e' bello.....




 
Tra l'altro la forma del naso e' parecchio errata e si vede.
Ma poco ci potevo fare, per cui me la tengo.




 Oberst_Streib :

13/11/2018 18:13
 Rimosse le mascherature, fatta qualche piccola correzione, rimossa, accorciata e reincollata la gamba anteriore, il Learjet 24 in 1/72 comincia a vedere la fine del tunnel.
I grossi oblo' della cabina non sono perfetti, ma possono andare (per essere autocostruiti con la plastica della scatola di un CD...) 
La forma del parabrezza e ancora piu' del nasone e' decisamente scarsa e ora si nota abbastanza.
Dei motori invece sono molto orgoglioso.
Adesso gli ultimi dettagli, antenne, luci.







Quantomeno non sono a conoscenza di modelli in 1/72 del Learjet Model 23 o 24, per cui sono gia' molto soddisfatto.

 matte :

13/11/2018 18:26
 Caro Ale, a mio modo di vedere è un gioiellino...... 

 Oberst_Streib :

13/11/2018 18:41
  
Grazie Matteuccio, so che poi lo apprezzerai di piu' quando lo parcheggero' accanto al Model 35 e al Model 55. 
Ora dovrei trovare un Model 70-75 per fare un Learjet molto piu' moderno.... 

 gizpo :

13/11/2018 18:46
 Una vera bellezza !!!

Penso che tu debba essere orgoglioso per il risultato ottenuto, oltre al debutto della tua stampante anche il resto è venuto bene, ovviamente il kit non ti ha aiutato ma credo che tu te la sia cavata alla stragrande....

Bravo Alessandro...

 Oberst_Streib :

14/11/2018 14:49
 Grazie Luca, mi fa piacere piu' che altro che piacciano a qualcuno soggetti cosi' alternativi!

E quindi ho fatto altre piccole aggiunte: antenne e luci.
E poi ho messo sulle gondole i "baffi" celesti previsti dalla livrea.
Mi rimangono da aggiungere i pitot, da sistemare qualche imperfezione e poi decidere se fare un minimo di trattamento sulle giunture delle superfici mobili, giusto per evidenziarle.
Anche se la qualita' delle incisioni e' cosi' bassa che rischio di fare un trojaio.... 





Via, stasera lo finiamo.... 

 Oberst_Streib :

15/11/2018 21:37
 Finito, anche se e' venuto un po' ciofeca, ma mi autogiustifico dicendo che il kit di partenza tale era e che piu' di tanto... 

" Gates Learjet 24B, c/n 24-207 (1969), N878W di proprieta’ della L.R. French Drilling Company, USA 1971 "

Il kit e' il 
Mach2 in 1/72 pesantemente trasformato, dato che e' passato da essere un improbabile Model 35 ad un un-po'-piu' probabile Model 24.
Il modello e' piccoletto, non piu' di una 15ina di cm di lunghezza.

Sono molto orgoglioso e soddisfatto dei motori, che benche' lungi dall'essere perfetti, sono la prima autocostruzione in stampa 3d che ho fatto (e forse la prima di tutto il club??)
Altre cose sono rimaste bruttarelle, ma meglio gnun sapevo fa'.

In ogni caso, verniciatura con primer Tamiya bianco e lacquer Tamiya bianco, parti cromate in Kcolors Chrome.
Decals disegnate in casa e stampate da Fides-grafica.

Anch'esse non perfette, ma poteva essere peggio.

Finestrini ovali in policarbonato da scatola di CD; quelle ombre dietro sono le tendine dipinte in color crema.













 

 Oberst_Streib :

15/11/2018 21:43
  
Ok, e poi le foto di rito in compagnia.









Un Model 24B, un Model 35A, un Model 55. Tutti Learjet, pero'.   


 Zailan :

15/11/2018 22:21
 Se vai sul sito yeggi e digiti Learjet troverai un modello .stl del Learjet 75 pronto da stampare...
Sulla sua fedelta' non garantisco...
L'altra soluzione e' disegnarti tu il modello.
Se hai disegnato le gondole, non dovresti aver problemi nel design integrale.

 Oberst_Streib :

15/11/2018 22:51
  
Questo qui Zailan ? --> http://3dmag.org/en/market/item/1920/ 
Se e' lui, mi pare un bel modello, ben disegnato, ma non e' un Learjet ahime'... e' un Dassault Falcon 200, non so perche' e' stato etichettato Learjet.

In compenso qui c'e' davvero un Learjet 75 in 1/72, ma oltre al costo non mi convince la qualita' di stampa:  https://www.shapeways.com/product/4HVBW77ES/bombardier-learjet-75?optionId=66752099
P
ero' sembra molto ben disegnato.


 Zailan :

15/11/2018 23:51
  Si, era quello...

Scusa, in campo aeronautico civile sono totalmente ignorante.

Tuttavia ti ripeto, visto che non hai problemi a disegnare carrelli e gondole, disegnalo tu, i blueprint sono facilmente ottenibili...
e la soddisfazione e' enorme...

 Zailan :

15/11/2018 23:53
  In generale dovresti metterci un mesetto se, come me, non sei mai soddisfatto della forma e puoi dedicarci solo qualche ora a settimana.

 enrico63 :

16/11/2018 00:11
 Gran bel lavoro Alessandro, e mi immagino la tua soddisfazione per i "TUOI" motori!!

 Zailan :

16/11/2018 23:36
  Dimenticavo, c'e' un'altra soluzione.

Puoi scaricare un modello gratuito da Flight Simulator, ad esempio da Flightsim.com, e poi convertire i file .mtl con ModelConverterX_130 in 3ds o .obj.

Io ho fatto cosi' per gli aerei della Coppa Scheneider. Ovviamente sono da modificare perche' non sono stampabili subito (molte forme non sono chiuse e non vengono viste da programmi come Cura).

Buona fortuna!

 gizpo :

17/11/2018 10:08
 Bravo Alessandro, sei riuscito a fare un modello notevole, stante il kit iniziale fosse un po' ostico....

Adesso immagino che ti stiano venendo in mente mille modi per usare la stampante ed io sarò qui a vederli.....

Complimenti.

 Righettone :

17/11/2018 15:50
 Ciao Ale, seguito sin qui il wip senza fiatare non capendo nulla di volatili civili, ma nonostante le difficoltà da te enunciate il risultato  appare appagante ai miei occhi. Molto bello il trio Learjet, complimenti.
Spero di vedere ancora  tuoi lavori su soggetti di questo settore particolare.

Enrico

 matte :

18/11/2018 00:27
 Bravo Ale, complimentoni 

 Oberst_Streib :

18/11/2018 10:30
 Grazie a tutti ragazzi, confortante sapere che nonostante la scarsa qualita' e' apprezzato lo sforzo immane 

Quote:
gizpo ha scritto: .... stante il kit iniziale fosse un po' ostico.... 


come appunto diceva Gizpo... 

E ora sarei tentato da questo:  https://www.shapeways.com/product/69JENHTCE/bombardier-learjet-75-empty-inside?optionId=75873845&li=marketplace
m
a sono dubbioso dato che non e' facile lavorare con un modello in nylon prestampato... 

 adlertag :

19/11/2018 10:51
 Veramente un magnifico terzetto. Complimenti!
Mi resta solo da capire perchè hai usato lo spartito della Canzone dei Puffi per fare la mascheratura.....
Ciao
Riccardo

 Michele Raus :

19/11/2018 15:37
 Mi unisco al coro dei complimenti, meritatissimi.
I soggetti civili come questi necessitano di una grande precisione, soprattutto in questa scala. Il risutlato è eccezionale e devi essere molto soddisfatto per come sei riuscito a domare questi kit.
Complimenti!

 ABC :

19/11/2018 20:39
 Mi unisco anche io agli altri amici forumisti: complimenti!

Alessandro/ABC :-) :-) :-)

 CR.42 :

20/11/2018 09:10
 Complimenti anche da parte mia.
Bella collezione!

Ermanno Bonafin

 Oberst_Streib :

20/11/2018 18:33
 Grazie a tutti e ben vengano critiche e suggerimenti, anche su come incrementare il parterre dei miei Bizjets!

In merito allo spartito della Canzone dei Puffi,
 Quote:
adlertag ha scritto:
Mi resta solo da capire perchè hai usato lo spartito della Canzone dei Puffi per fare la mascheratura.....
Ciao
Riccardo


la canzone non la cantava la Cristina d'Avena?





 adlertag :

21/11/2018 10:38
 Capisco..... Ma allora dillo che sei appassionato di dirigibili che neanche Umberto Nobile! 

 Oberst_Streib :

2/12/2018 23:23
 Riccardo, in effetti i dirigibili rosa mi interessano molto, sempre in scala eh, s'intende, scala 1:1.....  
... diciamo che sono fortunato e la vita mi ha premiato in tal senso. 


E poi, che musica dei Puffi e musica dei Puffi !!
Quella dello spartito era musica seria, credo il Tancredi di Rossini (e' la portatrice di dirigibili rosa che e' anche suonatrice di flauto traverso.... )


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