Forum : Veicoli militari

Soggetto : Museo della Cecchignola: brutta esperienza

 Lupo :

8/5/2016 01:40
 E' sempre spiacevole non parlare bene di un museo, in particolar modo se di proprietà e gestito dalle nostre forze armate; ma ritengo che sia inutile nascondersi dietro un dito, e credo che sia giusto condividere le esperienze di questo tipo con gli altri appassionati. Sono appena rientrato da Roma (viaggio di lavoro). Ho pensato di approfittarne per una cosa che desideravo fare da anni: una visita al Museo storico della motorizzazione militare della Cecchignola. Premetto una cosa: il museo in questione, come saprete non è propriamente agevolissimo da raggiungere: chi lo fa è per forza interessato all'argomento e motivato. Arrivo all'entrata alle 10 del mattino, mi viene dato il "passi", e mi viene detto che dovrò seguire un soldato, che mi guiderà nella visita. Che strano modo di visitare un museo, mi dico... ok, siamo in una struttura militare, ma a Vigna di Valle (militare pure quella) i visitatori sono "liberi" di girare come gli pare... Vabbè, non importa. Passiamo un primo cortile, tenuto benissimo: da lontano, in un altro spiazzo, si vedono pezzi d'artiglieria , un carro M comando... Mi frego le mani, ma il soldato mi porta da un'altra parte: mi dico: evidentemente di là passeremo dopo. Giriamo un angolo e... lo scenario cambia. Gli spazi cominciano ad essere maltenuti; superiamo un capannone del museo, ma il militare dice che questo è chiuso e non visitabile: potremo vedere gli altri 3. Andiamo bene. Nel raggiungerli vedo di sfuggita (il soldato va veloce e non parla molto) un lungo cortile, molto trascurato , tra due capannoni: ammassati sotto due tettoie, o in mezzo ad erbacce alte un metro, ci sono Sherman, M36, M 75/18, più lontano il P40... di tutto! Ma si continua. Arriviamo al primo capannone, dove vengo "aggregato" all'UNICO altro visitatore del museo (del resto il soldato mi dice che di norma non si superano i 10 visitatori a settimana: e ti credo, dico io, già raggiungere il museo è un'impresa, aggiungiamoci che è aperto solo il sabato, per 3 ore...); il capannone è in ordine, ed ospita una bellissima collezione di auto d'epoca e di rappresentanza: dalle "Topolino" alla Flaminia presidenziale usata nella parata del 2 giugno, passando per molte, splendide, Alfa Romeo (io sono un alfista...). Bello. Il militare ci porta agli altri due padiglioni: questi sono decisamente messi peggio, per non dire trasandati: ed è un peccato, perché ospitano molti camion, motociclette, trattori, auto ed altro, in molti casi pezzi piuttosto rari: tra l'altro una bellissima Kettenkrad con la targa del Regio Esercito (ma le avevamo anche noi?); tutto però senza un filo logico storico, buttato lì alla rinfusa; l'unico carro è un L3/38, peraltro in una colorazione improbabile e mal fatta; a fianco un trattore Morris inspiegabilmente coperto per una buona parte da un telo mimetico e da un muretto di sacchetti di sabbia, in un incomprensibile (per non dire ridicolo) tentativo di diorama; a terra, qua e là, qualche "sghito" di piccione... delle bacheche con delle divise sono lasciate mezze aperte, senza che a nessuno venga in mente che ciò non dà una grande idea di cura ed ordine... per non parlare di due pannelli del soffitto caduti in terra, in un angolo vicino all'entrata: neanche in questo caso a nessuno è passato per la mente di pigliare una scopa o una pala per eliminare le macerie: e non sono appena cadute; sopra ci stanno altri "ricordini" piccioneschi ben stagionati. In fondo al capannone ci sono diverse bacheche di armi, sia pesanti che leggere: non c'entrano molto con la motorizzazione, ma sono sicuramente interessanti: peccato che siano letteralmente e semplicemente scaraventate dentro alle bacheche, tutte assieme, in mucchio: come sono cadute così sono rimaste. Armi italiane, tedesche, russe; tra i '91 c'è un Thompson, e, tra gli altri fucili WW2, un bel FAL. Qualche mortaio buttato in terra; un TOW didattico e, di fronte, una ricostruzione di una trincea della Grande Guerra. Modellini di navi (!). Mah. Comunque il materiale è interessante, anche se la sua gestione... vabbè, non sottilizziamo. Va bene lo stesso. Andiamo finalmente, dunque, a vedere questi benedetti carri, quello per cui sia io sia l'altro visitatore-highlander siamo giunti fino qua! Ma... il soldato, invece, ci dice che la visita è finita! Tre secondi di silenzio, e poi, all'unisono, esclamiamo: "Prego!? veramente ci sono i carri, dobbiamo fare qualche foto!" Non se ne parla, non si può. Insistiamo, gentilmente, dico che ho degli amici a cui le ho promesse: niente da fare. Lo prego di lasciarmi fare almeno UNA foto all'M36, era il carro di mio padre e gli farei una bellissima sorpresa: di nuovo no. Gli diciamo allora, almeno, di farci vedere i mezzi da vicino, senza fare foto, con lui presente: negativo. Ma diamine, E PERCHE'????? La spiegazione ci lascia basiti: il piazzale è "zona operativa". Nientemeno! Cari amici, credetemi: il piazzale in questione è visibilmente abbandonato da anni, verosimilmente frequentato solo da alcuni gatti tipicamente romani (ce n'era uno rosso, bellissimo); i carri, peraltro maltenuti, ruggini, sporchi, non vengono sicuramente spostati da chissà quanto, e l'unica ragione per non farci avvicinare ad essi, al limite, sarebbe stato il timore che le tettoie ci cascassero in testa; ma in questo caso non mi spiego come lascino entrare la gente nel capannone di cui sopra, con parte del soffitto caduto e macerie per terra, senza l'ombra di una transenna. Il militare fa per accompagnarci all'uscita per la via più corta, che non passa nemmeno davanti alla zona "operativa"; a quel punto sbotto "beh, almeno ci accompagni da quella parte, li guarderemo da 50 metri, senza uscire dal viale" (non sia mai che la zona al di fuori sia minata). Lui fa per fermarmi, ma io e l'altro siamo già partiti: ma dopo 3 secondi che siamo lì fermi a tirare il collo per vedere meglio, ci raggiunge e ci fa: "per favore, andiamo, E' VIETATO SOSTARE SUL VIALETTO". Dopo aver sentito questa, al sottoscritto cadono definitivamente le braccia, e lo seguo senza dire altro. Ecco. Vi ho raccontato questo solo per farvi capire lo stato del patrimonio storico del nostro esercito che è, lo ricordo, di tutti i cittadini. Non mi si tiri fuori la storia dei fondi: anche Vigna di Valle ha pochi soldi, ma andate a vedere come è gestito il museo dell'Aeronautica e come è messo questo, che di museo ha solo la targa all'entrata. A questo punto, secondo me, tanto varrebbe chiudere la baracca del tutto: si eviterebbe di far spendere soldi ai cittadini per raggiungere il museo (ci sono dovuto andare in taxi, ero lontano dalla metro...) e ci si risparmierebbero brutte figure negli inevitabili raffronti che gli appassionati finiscono per fare con altre strutture museali, non solo all'estero. Cari amici, un consiglio: se siete proprio nei paraggi bene, altrimenti a Roma ci sono tantissime altre cose da vedere...

 Pierantonio :

8/5/2016 09:08
 Tutto vero ed è esattamente quanto è accaduto a me trent'anni fa quando era nella vecchia sede (visita con scorta armata perché eravamo in zona militare ma almeno quella volta il "naione" ci lasciava in pace perché per lui la scorta era una specie di esenzione dai servizi) e vent'anni e passa dopo durante una visita organizzata quando il direttore in persona mi riprese perché ero andato sotto una tettoia a fotografare lo Sherman M4A1 che hanno. Secondo lui non ero autorizzato ad uscire dalle zona concesse per la visita. Peccato che le zone non fossero per nulla segnalate e che in ogni caso, tra le decine di musei militari che ho visitato in tutta Europa, quelle fosse la prima volta che la visita era preclusa se non con la solita scorta e solo nelle zone che loro intendevano. Il bello è che un paio di idioti che erano con me gli hanno dato pure ragione invece di chiedere come mai la struttura versasse in quelle condizioni e che il compito di un direttore è proprio quella di renderla visitabile. Purtroppo chi nasce pecora, pecora resta a vita.
E' vero che parte dell'area assegnata al museo è usata anche per non ricordo quale scuola per cui la zona è "operativa" ma ho l'impressione che il tutto sia una via di comodo per trattare il cittadino che paga con le sue tasse tutta la baracca, come un suddito al quale è sempre più facile vietare che dare spiegazioni.
Io penso che il Museo della Motorizzazione sia una delle peggiori vergogne esistenti dell'Esercito Italiano, il quale è sempre pronto a riempirci la testa di inutili retorici e a volte risibili ricordi del passato ma non fa nulla per preservare tale passato e valorizzarlo come in altre nazioni sanno fare. Per carità di patria non faccio paragoni con Vigna di Valle altrimenti diventa come sparare sulla croce rossa.
In ogni caso mettevi bene in testa che gente come noi per loro è solo un fastidio perché abbiamo la bruttissima abitudine di non accontentarci delle solite chiacchiere ma di voler guardare e fotografare quello che per loro è sempre un segreto militare da custodire a sprezzo del ridicolo.
Sarei anche curioso di sapere se la situazione del museo possa essere di interesse da parte della magistratura (ovvio che non accade nulla ma la curiosità resta).
Ciao
Pierantonio

 mkobau :

8/5/2016 19:37
 ciao io fatto 6 mesi di naja a Roma tra il 1981 e il 1982 e divenni matto a vedere il museo, consolati che esiste un altro museo dei corazzati!, a Bracciano nella locale caserma. L'ho scoperto per caso lo scorso aprile mentre "gozzovigliavo" in zona dopo Vigna di Valle e in attesa di tornare in aeroporto con un gruppo di amici. Visto che la zona mostrava solo un castello, ci siamo inerpicati, e arrivati alla reception ci hanno candidamente detto "ah ma c'e' un museo nella caserma (a 1km). Visto che eravamo tutti appassionati militari abbiamo chiesto notizie, risposta? "sappiamo che esiste ma non vi possiamo aiutare!", ho fatto un giro di telefonate e il museo esiste basta chiedere di poter accedere. Un altro museo "nascosto" l'ho visto a Bellinzago Novarese, c'erano viali pieni di mezzi e cannoni, e che fine ha fatto l'L6/40 che vedevo spesso nella caserma di Legnano?. marco

 Pierantonio :

8/5/2016 20:28
 Testimonianza diretta di persona che mi ha contattato in proposito: se uno chiama Bellinzago gli rispondono che non ci sono più mezzi (non è vero perché li hanno solo spostati sotto un capannone).

 mkobau :

8/5/2016 22:01
 quando c'era la mostra di modellismo all'interno della caserma di Bellinzago, nel percorso obbligato c'era parecchio materiale esposto "dove non potevi andare!", da cannoni a Sherman e non solo, sotto un capannone bello grande?, o demoliti?. marco

 Lupo :

9/5/2016 01:12
 Quello che dite non fa altro che confermare che, come dice Pierantonio, per un certo mondo militare il "civile" altro non è visto che come una seccatura; l'appassionato deve esser tenuto lontano non tanto, a mio avviso, per troppo zelo: anche chi non brilla d'intelligenza non può, credo, pensare che fotografare uno Sherrman arrugginito sotto una tettoia che casca a pezzi costituisca un possibile pericolo per la sicurezza del dispositivo militare: questa è solo una scusa! La vera motivazione, secondo me, sta nel cercare di evitare che qualcuno, ficchi il naso in qualsiasi modo, per pura e semplice diffidenza (unita ad una certa dose di ottusità): non si sa mai che una qualsiasi interferenza vada a alterare il perfetto equilibrio di un mondo che, per qualcuno, funziona benissimo così! Questo è quello che succede quando non c'è necessità di fare le cose con intelligenza, perché in un certo mondo militare questa non è necessaria, per far passare la giornata: basta poter dire che si fa così e basta. Che bisogno c'è di usare il cervello? Infatti, a riprova di ciò, sta il fatto che dove c'è qualche persona più intelligente le cose non vanno così. Qualche tempo fa ho avuto l'occasione di entrare in una VERA base operativa dell'esercito, sede di Mangusta: io e i pochi altri seccatori civili siamo stati accolti con cordialità, gli interlocutori hanno risposto alle nostre domande senza fare storie, l'ufficiale che era con noi ci ACCOMPAGNAVA, non CONTROLLAVA. E qui si svolgeva un'attività reale, a pochi metri da noi gli specialisti facevano il loro lavoro sui velivoli tranquillamente; alla Cecchignola qualcuno pretende di far passare come "zona operativa" un piazzale con dei ferrivecchi, dove l'unico a svolgere attività operativa era il gatto rosso di cui sopra, che andava a caccia di topi. Ancora: la scorsa domenica, qui a Pordenone, si è svolta la fiera di collezionismo e militaria, di cui parlava Wanderer; ebbene, l'Esercito aveva portato alla fiera un M15/42 (non gli ho fatto foto perché tanto la settimana dopo sarei andato alla Cecchignola...) e un Centauro: erano lì. a disposizione di tutti, senza tante storie, forse perché a nessun colonnello è passato per la testa che qualcuno potesse rubarsi il Centauro e con esso marciare sul centro di Pordenone...ed è una consuetudine che si ripete spesso in occasioni simili, evidentemente qualcuno si rende conto che cose come queste non sono una minaccia per l'esercito, ma un'opportunità per farsi conoscere ed amare dai cittadini. Ma la cosa che dà più fastidio è questa: voi, che tutto potete, avete stabilito che dei carri di 70 anni fa, coperti di ragnatele, sono ancora delle armi segrete che non devono essere fotografate, per non svelare i nostri assi nella manica?! E sia. Allora mi volete spiegare perché in rete si trovano senza difficoltà fotografie scattate da privati in quello stesso piazzale, e a quelli stessi mezzi? Allora fare le foto si può!!! O, più probabilmente, può fare le foto solo chi conosce questo o quel maresciallo, che graziosamente ti concede di avvicinarti al catorcio in questione: in fondo anche questo, in una certa mentalità, è un piccolo modo di ristabilire, parafrasando Lussu (Un anno sull'altipiano), "la supremazia dell'autorità militare su quella civile (sia pure provvisoriamente)". Ancora: passiamo oltre anche a questo. Al museo ti viene detto che, appunto, il museo è costituito solo dai padiglioni coperti con quello che c'è dentro; il piazzale con i carri no, quello, appunto, è zona operativa, con quello che ci sta sopra, che non è guardabile né avvicinabile. E allora qualcuno mi vuole spiegare perché sulla pagina web ufficiale dedicata al Museo storico della motorizzazione militare c'è scritto che "il Museo annovera pezzi di grande valore ed importanza storica, nonché due aerei leggeri Piper L 18 e L 21 B, un carro M 15-42 e un carro P 40, una rarissima autoblinda Lancia Astura Lince del 1942", quando questi mezzi non sono assolutamente visibili? E ancora, perché vi si parla di "sei padiglioni espositivi", quando ce ne sono solo tre, visto che un capannone è chiuso da anni e Dio solo sa come e quando sarà riaperto (secondo me è più probabile che ne vengano chiusi altri, se i soffitti continuano a sgretolarsi...) e il quinto e il sesto non si capisce quali siano (immagino che si tratti del "piazzale operativo" e del prato che si intravvede dall'ingresso, a cui non ti fanno nemmeno avvicinare...)???

 gidesa :

9/5/2016 10:46
 Io ho visitato il museo della Motorizzazione Militare il 4 novembre di una decina di anni fa. Non ci fu nessun accompagnatore, fui libero di fare parecchie foto (se vi interessa qualche soggetto speciale posso vedere se l'ho fotografato).
Ricordo che era tutto mezzo deserto (ma a me in verità la folla non piace :-). I veicoli erano in vario stato.
Tutto sommato fu una bella visita, in una bella giornata di sole.
E' vero, il museo non è proprio accessibile con i mezzi pubblici (a parte i terrificanti bus romani, da scartare per definizione :-).
Lupo e Pierantonio, mi dispiace che invece le vostre visite siano state funestate da "presenze" fastidiose. Può essere che i comportamenti dipendano da chi attualmente dirige il museo, oltre ovviamente al fatto che stiamo in una situazione di allarme generale ben nota. E' vero che "buttare la bomba" dentro ad un capannone abbandonato e deserto non appare propriamente probabile, ma è anche vero che c'è almeno quello con le auto di rappresentanza che è relativamente frequentato da personale vario per riesumare ogni tanto la Flaminia, se non ho capito male (cosa che dovrebbe avvenire tra pochi giorni per il 2 giugno). Quindi magari una precauzione eccessiva, tuttavia....
Aggiungo un episodio: davanti all'entrata delle sede centrale dell'Aeronautica, sempre a Roma (vicino all'Università la Sapienza) è esposto un bel caccia della serie 2000 (non saprei quale esattamente). Però si trova entro il cortile. Un anno fa chiesi se potevo entrare nel cortile per fotografarlo da vicino, ma mi fu risposto di no. Qui la cosa magari è più comprensibile, perchè ovviamente il palazzo è pieno di gente, nel centro di Roma, quindi un vero obiettivo. Magari sono in vigore norme di sicurezza generali,  che valgono per il caccia dentro alla sede centrale come per il capannone sperduto.

 Lupo :

9/5/2016 11:21
 Veramente dentro alla caserma, oltre a me, l'altro visitatore, il soldato che ci accompagnava e il gatto, non c'era manco un cane. In effetti all'entrata c'era un foglio di carta con su scritto "livello d'allarme bravo plus". All'entrata di Viale dell'Esercito, c'è una garitta con la sbarra, che controlla l'accesso alla città militare. Arrivo lì, "buongiorno, vorrei visitare il museo". "Ah, si, sta in fondo alla via, mi pare". Silenzio. "Ma io posso andare allora?" "Si, come no, vada". Allora vado. Colto da un dubbio, dopo tre passi, mi giro e faccio: "ma siete sicuri che possa proseguire così, senza niente?""Si, vada, vada pure". Mah. allora vado. Faccio qualche altro passo, il militare esce dalla garitta e mi fa "Ma scusi, lei è un militare, vero?" "Io?!? Ma no, quando mai!" "ah, allora torni qua, dobbiamo prendere i suoi dati". Eccovi il vostro livello Bravo plus. In compenso il gatto sembrava fare ottima guardia. Non nascondiamoci dietro ad un dito: se in una caserma in un'altra parte d'Italia mi viene concesso senza problemi di salire su un Mangusta e farmi fare una foto ai comandi del giocattolo (e sia chiaro che non conoscevo nessuno nella caserma!) e in un museo mi si impedisce di guardare le cose che vi sono custodite (peraltro malissimo), e si intuisce che chi ti sta accompagnando non vede l'ora di liberarsi di te (sorvolo sul fatto che non sapeva nulla dei mezzi esposti), c'è qualcosa che non va. Se si decide di aprire e gestire un museo, bisogna aver quanto meno una minima voglia di considerare il museo come un museo, e i visitatori come delle persone che hanno il pieno diritto di goderselo.

 gidesa :

9/5/2016 12:01
 Non so di preciso cosa altro ci sia nelle caserme dove c'è anche il museo "incriminato". Preciso anche che non sono neppure io militare, però all'epoca potei girare il museo liberamente.
Lasciami però fare due considerazioni: il fatto che la sicurezza in qualche caso sia presa sottogamba (in questo caso solo alla garitta, non dall'accompagnatore :-) non è che mi sembri un buon motivo per rilassarla ovunque (vedi Lancia Flaminia usata dal presidente della repubblica).
Poi è vero che mettere un museo dentro un'area operativa non è il massimo per facilitarne la fruizione. Vigna di Valle mi pare molto meglio messa da questo punto di vista.
Quanto alle foto al Mangusta, penso che ci fosse chi ti sorvegliava da vicino anche lì. La differenza è che la guardia nel museo è stata più "ottusa" di quell'altra. Magari perchè non ha fatto lo sforzo di interpretare il regolamento che certamente non specifica pignolescamente che il capannone A si può fotografare, il B no, il C forse...(poi si dice la burocrazia).
Ma forse sono così "buonista" perchè a suo tempo mi hanno fatto fare il comodo mio :-)

 Pierantonio :

9/5/2016 20:29
 Io ho da anni la granitica convinzione che quello italiano sia un popolo di pecoroni sempre pronto a scattare sull'attenti quando il capobastone di turno comincia a dare ordini e di conseguenza c'è sempre un motivo per cui l'autorità ha ragione. Oggi sono questioni di sicurezza (quali non si dice mai), domani saranno quelle della presenza di zone non agibili, dopodomani "manca la superiore autorizzazione" e così all'infinito tanto una motivazione si trova sempre per non lavorare.
Certo che se poi c'è la Lancia Flaminia dell'inquilino di turno del Quirinale all'interno allora capisco che si tema un attentato nucleare batteriologico (alla macchina eh! o al capofficina, mica all'inquilino) e che la gente debba essere tenuta lontana. Come si dice a Roma: me cojoni!
Invece io penso che i cittadini che mantengono tutta la baracca con i loro soldi abbiano diritto al rispetto da parte degli impiegati pubblici dato che tali sono i militari (sono un impiegato pubblico pure io, tanto per dire).
La verità è che è scandaloso che un museo sia all'interno di una base militare in zona definita operativa perché questo è un modo premeditato per costruire un impedimento alla visita. Io ho visitato musei siti all'interno di basi militari all'estero (anche Bovington, ad esempio, lo è)e mai ho avuto problemi perché sono in zone separate e al massimo ho fornito le generalità. Mai sono stato scortato o mi è stato contestato il movimento all'interno. Ad esempio al museo di Coblenza, il militare alla cassa, capendo che ero straniero, si è pure scusato che mi chiedeva i documenti ma dovevo comprendere che mi trovavo all'interno di una struttura militare e che ciò era la prassi. Non so se mi spiego!
Una volta pensavo si trattasse di problemi di sicurezza fisica dei visitatori ma all'epoca il direttore in persona disse che la zona del museo era condivisa con una scuola della NATO per cui era proprio vietato andare sotto i capannoni perché non si capiva dove finiva la scuola e dove iniziava il museo.
Tralasciamo poi il fatto che il museo riceve i reperti in buone condizioni e poi lo lascia alla pioggia (vedi Honest John).
A questo punto meglio chiudere tutto, mettere i mezzi in uno dei tanti capannoni vuoti e mandare il personale a lavorare.

 gidesa :

10/5/2016 10:18
 Pierantonio, capisco il fastidio e la delusione tua e di chi si aspettava molto di più dalla visita (e di chi ha pure pagato apposta un taxi). D'altra parte ho riportato la mia esperienza che si è svolta senza quei fastidiosi vincoli di sicurezza (ribadisco che ci andai da privato cittadino, senza conoscere chicchessia, e non sono mai stato direttore del museo, impiegato del museo, o parente fino al 10 grado :-). Quindi, alla luce di 3 diverse esperiente in 30 anni, mi pare proprio che posizioni estremiste su un generico "sfascio italiano" non hanno motivo di esistere. Sarebbe molto interessante se qualcun altro visitatore del museo aggiungesse la sua esperienza.
Sono d'accordo però che il museo dovrebbe essere molto meglio organizzato, che lo stato dei mezzi già 10 anni fa non era certo esemplare, ecc.
Personalmente non me ne frega niente di avere una guida che mi rimbabisca di nozioni, preferisco girare per i fatti miei in tutti i tipi di museo, ma è una preferenza personale. Comunque, se si devono proprio mettere guide, da cittadino che li paga per ben altre cose spero proprio che non siano soldati, devono fare il mestiere loro, non la guida turistica. Per questo non mi sarei aspettato niente di diverso dal disinteresse del  "marmittone" scocciato (o forse era un ufficiale?).
Riguardo all'estero, ho visitato anch'io musei, anche in Russia, dove in quanto a "ottusità" e sicurezza non scherzano, e come te non ho avuto problemi con scorte varie (in verità a Vienna mi hanno chiesto di pagare il ticket per le foto, non so se anche l'italico "cittadino che paga le tasse" sarebbe disposto a farlo senza battere ciglio... :-).
E poi la Flaminia: solo a me viene in mente che un'auto che verrà usata in mezzo alla fitta folla tra pochi giorni, di fronte a decine di autorità alte e piccole, potrebbe essere manomessa opportunamente (opportunamente per i terroristi), e non mi far scrivere di più?
Alla fine, spero che tu e tutti quelli che hanno avuto una cattiva esperienza, oltre a lamentarsi giustamente qui sul forum, abbiate preso carta, penna, e scritto una bella lettera di lamentele e suggerimenti alla direzione. Od, ancora meglio, spero che abbiate fatto la lamentela al direttore subito, sul posto.

 Lupo :

10/5/2016 11:45
 veramente la Flaminia era fotografabile senza problemi (a questo punto non mi fido a postarne le foto su un forum pubblico, non si sa mai che poi venga incriminato per diffusione di immagini di strutture militari. Scherzo, ma non più di tanto). Dirò di più, non è neanche transennata e si può toccare senza problemi, tanto che mi è persino balenata per un secondo l'idea di lasciare all'interno un bigliettino di saluto per il presidente. Manometterla no, a questa non ci ho pensato, sono un cittadino leale, non un terrorista...Sono sicuro che il 2 giugno l'avrebbe trovato, il bigliettino, anche perchè in quel momento la "guida" era tranquilla a prendere il sole sulla porta del capannone.

 Lupo :

10/5/2016 12:13
 

Il direttore in realtà l'ho anche cercato: il suo ufficio era sbarrato.

 gidesa :

10/5/2016 13:43
 Lupo, tutto questo però potevi dirlo prima, che ci risparmiavamo la discussione. Che te possino.... :-))
A questo punto ovvio che concordo pienamente, a che serve questa sorveglianza del piffero?
Insisti con la protesta alla direzione, sempre se ancora hai voglia di perderci tempo.

 Lupo :

10/5/2016 13:53
 Comunque, pacatamente, mi pare che si dimentichi un fatto di fondo: tu dici "a voi due è andata male, ma la mia visita invece è stata piacevole, per cui non posso parlar male del museo". Apparentemente hai ragione. Ma, permettimi, solo apparentemente: il fatto è che quello della Cecchignola è, fino a prova contraria, appunto, un museo. E un museo deve essere accessibile e fruibile a tutti i visitatori, non solo ad alcuni! Non è pensabile che chi arriva lì pagando, come nel mio caso, 40 € di taxi tra andata e ritorno, o anche chi arriva lì a piedi, per i fatti suoi, senza spendere una lira, non possa poi vedere i mezzi esposti...così, senza una motivazione sensata: il piazzale preteso "operativo" . La famigerata "carenza di personale per accompagnare i visitatori": si, perchè il soldato come scusa ha tirato fuori pure questa. carenza di personale? E tu chi sei, allora, stavo per dirgli? Si trova il modo di assegnare un soldato al controllo di OGNI visitatore e poi mi si parla di carenza di personale? E poi non si riesce ad organizzare una corvee che falci l'erba alta un metro attorno ai carri? La carenza di personale è così grave da far sì che non si riesca a trovare un soldato che con una ramazza elimini le deiezioni dei piccioni DENTRO i capannoni e rimuova i calcinacci caduti dal soffitto? E' vero, come dici tu, che anche quando sono andato a vedere i Mangusta c'era qualcuno che mi accompagnava. Ma quello non era un museo! E ti assicuro che, nonostante si trattasse di una base operativa REALE, l'accompagnatore era molto meno invadente e cerbero di quello di Roma. Tu dirai: evidentemente era solo più pratico ed intelligente, dipende da chi ti trovi davanti: no, non è così: questo mi va bene per l'hangar dei Mangusta, ma la fruibilità di un museo non dovrebbe essere lasciata al buon cuore, all'elasticità o -come dice Pierantonio, e temo non abbia torto- alla voglia di fare del bene di chi ti accoglie. Ma si è mai visto un MUSEO dove il visitatore non è libero, ad esempio, di tornare un attimo sui suoi passi per rivedere un pezzo che gli era piaciuto particolarmente? La realtà, secondo me, è che i carri e gli altri mezzi all'esterno non vengono fatti vedere semplicemente perchè versano in condizioni PIETOSE, e nessuno, negli ultimi 20 anni, si è sognato di muovere un dito per fare qualcosa. E non mi si venga a parlare di personale e di fondi, restaurare uno Sherman non è difficile come rimettere in sesto un RO37 o un Reggiane 2002: basta fargli una sabbiatura e riverniciarlo. Quando hanno ricolorato (con una mimetica che -sarò ignorante-  a me pare di fantasia, ma questo è il meno) l'L3 esposto, non si sono neanche curati di evitare di colorare i rulli gommati: oltre alle scope e alle ramazze manca anche un rotolo di nastro da carrozziere che si compra alla Brico per 2 euro? Ripeto, il museo di per sè ha pezzi interessantissimi. Ma è tenuto in modo indegno, non si tratta di fare estremismo e di gridare allo sfascio: a me pare assolutamente scandaloso che quella che, sostanzialmente, dovrebbe essere la principale struttura museale dell'Esercito Italiano, paragonabile a quello che per l'AM è il museo (splendido) di Vigna di Valle, versi in queste miserevoli condizioni. Sbaglierò, ma ho l'impressione che a nessuno, di questo museo, gliene freghi un bel nulla. Sottoscrivo il pensiero di Pierantonio: a questo  punto chiudetelo, in attesa di tempi migliori.
Gidesa, sia chiaro: si fa per parlare tra noi, non ce l'ho mica con te :-)
Però la tua idea della lettera in effetti è buona; però non saprei dove spedirla! A proposito, se tu, fortunello, avessi tra le tue foto anche qualche immagine dell'M36 e dell'M32... :-D

 gidesa :

10/5/2016 14:25
 Attenzione, non mi pare di aver detto che va tutto bene (almeno 10 anni fa, oggi come dici è ancora peggio). Solo non mi hanno rotto le scatole con la guardia.
Vorrei aggiungere che, comunque,  in tutti i musei militari stranieri che ho visitato si paga il biglietto di ingresso.
Lo so, mi smonteresti dicendo che in Italia si "magnerebbero" pure quei soldi :-)
Sul fatto di usare regolarmente militari professionisti (credo che oggi siano tutti tali) come inservienti, guardiani, restauratori o guide non sono proprio d'accordo. Eventualmente si prendano militari in congedo, o volontari di varia provenienza. (in un museo ad Istambul c'era alla cassa un invalido). L'accompagnatore al Mangusta è stato più intelligente e comprensivo, magari era un pilota o meccanico che lavora ogni giorno al velivolo. Non credo che un generico guardiano del Louvre, ad esempio, sarebbe meno annoiato del soldato-guardia.
Semmai mi dovresti dire: gestire con competenza e cortesia sarebbe forse più costoso, ma sarebbe un ottimo marketing per l'Esercito, in questi tempi mediatici. E su, dimmelo... :-)
Per le foto: ci guardo oggi stesso.


 Lupo :

10/5/2016 15:36
 Hai pienamente ragione, infatti il Centauro e l'M15/42, alla fiera di Pordenone, di cui ti parlavo sopra, erano illustrati ai visitatori da un signore, membro di un'associazione d'arma; però vedi che, volendo, le soluzioni si potrebbero trovare: figurati se a Rma non si riuscirebbero a trovare una trentina di volontari ex-militari per tenere il museo aperto 3 ore (TRE ORE) alla settimana! e lo stesso dicasi per la pulizia  e il decoro dei carri, non servirebbe mica un tecnico specializzato! Per esempio, ricordo che a Vigna di Valle da tempo dei volontari stanno lavorando alla ricostruzione del RO41, utilizzando gli spazi (militari) e le attrezzature del museo. Vedi che volendo si può combinare. Però bisogna aver voglia di pensare e di fare, e mi pare che, in certi ambienti militari, queste non siano cose che si trovano così facilmente: chi me lo fa fare? Per fortuna non è sempre così. Per quanto riguarda il biglietto d'ingresso, in realtà io sarei d'accordo con te: la stessa cosa, per esempio. è stata proposta da molti per Vigna di Valle, ma la risposta è sempre stata che la Forza Armata, per scelta, non fa pagare il biglietto nè accetta "offerte libere".  Io il biglietto lo pagherei volentierissimo, se sapessi che questi soldi servirebbero al decoro del museo! però... se a Vigna di valle rifiutano il biglietto con cui si potrebbero finanziare i recuperi di altri mezzi, ma poi mi propongono una struttura che comunque è un gioiello, mi levo il cappello e gli faccio i complimenti; se dall'altra parte si sentono autorizzati, con la scusa che l'ingresso è aggratis, a fregarsene bellamente dei visitatori e a lasciare andare tutto in malora...beh...
L'ultima cosa che hai scritto... certo che te la dico! :-D

 gidesa :

10/5/2016 19:27
 Lupo, pienamente d'accordo con te che Vigna di Valle è un gioiello. Anche io una volta ho incontrato gli appassionati che stavano piallando un qualche pezzo del Ro! :-) I motivi di tutte queste differenze non li so. Posso dire che anche nella bella e ricca Austria il cortile in "retrobottega" del museo delle forze armate era pieno di veicoli accatastati e malmessi, in attesa di restauro. Il quale restauro ci sarà, non ci sarà? Boh, speriamo.

Tornando a noi, dagli archivi polverosi ecco qualche foto in galleria:
Galleria museo motorizzazione

Scusate per le foto di bassa qualità. Purtroppo una delle più scadenti è proprio una dell'M36, mi spiace :-(
L'M32 dovrebbe essere lo Sherman recupero, di cui ci sono 3 foto discrete.
Nei prossimi giorni caricherò le altre.
Cercando su internet ho trovato il sito dell'Associazione Autieri:
http://www.autieri.it/museo-motorizzazione.html
con un'email presunta del museo.

Di più nin zo!
Saluti a tutti


 Garand76 :

10/5/2016 19:57
 Sono stato varie volte al museo della Cecchignola e confermo la sensazione di abbandono che traspare nel girare all'interno del museo anzi ogni volta avevo la sensazione di peggioramento rispetto alla volta precedente. Prima c'erano gli allievi ufficiali di complemento ad accompagnarti (che forse erano un filino meno menefreghisti) poi mi è capitato di essere lasciato solo, libero di girare ed è stato molto bello.
Il museo vanta dei pezzi di assoluto valore come il p40 o le splendide carrozze tra le quali quelle usate dai senatori del Regno.
I problemi sono tanti e non sono tutti riconducibili alla cronica mancanza di fondi (che erano scarsi prima figuriamoci ora):
-innanzitutto uno scarso anzi scarsissimo interesse da parte del "pubblico" che è lo specchio del lo scarso interesse dei militari stessi cosa che traspare da ogni metro quadrato del museo.
-La fine della leva, oggi i militari sono professionisti come ce la metti in mano ad un un professionista la ramazza o un tosaerba?
-Gli spazi sono inadeguati tenere i mezzi sotto quelle tettoie è penalizzante sia per il mezzo perché in pratica riceve pochissima protezione sia per il visitatore che ne ha una "visuale" ristretta e vincolata.
Solo con la passione (dei militari) ci fai ben poco solo con i fondi pure perché appunto succede che rivernici i rulli in gomma o sbagli totalmente la tonalità della vernice.
Sulla collocazione onestamente non penso si possa pretendere che uno spazio del genere si possa trovare al centro di Roma.
Fare un paragone con Vigna è impensabile ed anche ingiusto, innanzitutto c'è un interesse ben diverso, io sono andato a Vigna la prima volta in quarta elementare con la scuola, del resto quando organizzavano le giornate dell'aria a Pratica di Mare puntualmente ci andavano trecento-quattrocentomila persone e non credo fossero tutti appassionati; a Vigna si ragiona in termini di migliaia di frequentatori l'anno e i collegamenti semplicemente non ci sono e non ci puoi certi arrivare in taxi da Roma.
Poi secondo me il carro armato o trasporto truppe non sta all'Esercito come l'aereo sta all'Aeronautica l'Esercito c'era ben prima dell'avvento del carro armato, l'Aeronautica invece non 'cera prima dell'aereo che è alla fine il motivo dell'esistenza stessa dell'Aeronautica e questo i militari lo percepiscono.
Gli aerei di Vigna sono un fiore all'occhiello un qualcosa di cui andare fieri per l'Aeronautica, i mezzi della cecchignola invece per la Esercito sono più una seccatura.
Proprio per questo io alla Cecchignola ci sono andato non più di tre o quattro volte mentre a Vigna ho perso il conto intorno alla settima-ottava.
Dimenticavo riguardo alla visita di Lupo tutte quelle fisime del fantaccino che lo ha accompagnato sono tutte minchi....te non è vero niente è semplicemente un problema di fondoschiena pesante, prima finiva la visita prima ritornava a farsi gli affari suoi.
Altra cosa se a Roma volete visitare un museo decente andate a quello della fanteria si trova vicino San Giovanni, ben collegato e abbastanza ben tenuto in una struttura che per collocazione (vicino le mura romane) e stato (non ci sono calcinacci per terra) è veramente notevole; fuori ci sono in mostra un m47, uno sherman, un l3 e un m 13/40 e per gli appassionati di armi e uniformi è veramente il posto ideale.

 Pierantonio :

10/5/2016 20:29
 Non mi è chiaro perché con 3.5 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione un museo debba essere gestito da militari che forse dovrebbero fare altro. Un museo del genere deve essere gestito da civili perché è per i civili.
La verità è quella ben detta da altri: di quel museo non gliene frega niente a nessuno e quindi nessuno lo finanzia o lo controlla.
Per favore non mi si dica che non verrebbe visitato. Esistono realtà private che funzionano e comunque la funzione del museo pubblico è istituzionale non commerciale.
Per la storia della Flaminia siamo a quel che ho detto: L'idea alla base di tutto è che è il cittadino ad essere potenzialmente pericoloso e quindi è lui in colpa e da tener ben lontano, non eventualmente la macchina da mettere sotto vetro per proteggerla perché, al contrario è il cittadino a pagarne manutenzione ed utilizzo. Ce lo vedo il terrorista a minare il nobile e glorioso catorcio. Ma per favore!!!

 Garand76 :

10/5/2016 20:54
 Scusa ma tu ce lo vedi un ex dipendente della provincia o del comune gestire o lavorare in un museo del genere?
Sul fatto che non gliene frega niente a nessuno hai ragione e quello è il problema.
Ogni Forza Armata che si rispetti ha il suo museo "istituzionale" ed ai civili non dovrebbe far fare molto di più oltre alle pulizie, manutenzione o qualche collaborazione.
Chi presta servizio nel museo della propria Forza Armata dovrebbe esserne orgoglioso e fare il possibile (e anche di più) per renderlo il più bello e interessante possibile e questo perché il museo rappresenta le proprie origini e la propria storia.
Parlo della Forza Armata che conosco meglio, nel museo dell'Arma sono custoditi cimeli che rappresentano la storia e il sacrificio come la prima bandiera, le regie patenti ossia il documento istitutivo dell'allora Corpo dei Carabinieri Reali o alcuni effetti del Generale Dalla Chiesa.
Per l'Arma dei Carabinieri "cedere" questo patrimonio a dei civili sarebbe impensabile ed i motivi si chiamano spirito di corpo, senso d'appartenenza ed orgoglio se poi nell'Esercito questi motivi non sono sufficienti (o sono sconosciuti) allora si in effetti sarebbe meglio che lo gestiscano dei civili.

 commissario :

13/5/2016 22:36
  Vorrei narrarvi la mia esperienza.
Alcuni anni orsono fui comandato per servizio alcuni giorni alla Cecchignola.
Faccio presente che ora sono pensionato allora ero Tenente Colonnello.
Durante un intervallo volevo approfittare per una visita.
Dramma, non mi volevano far entrare per mancanza di personale.
Ricordo vagamente che dopo fatiche immani riuscii a convincere un maresciallo che mi fece visitare molto rapidamente un solo ambiente.
Rimasi male per loro, che disordine ed un senso di abbandono.
Che differenza con la visita effettuata a Londra all'Imperial War Museum e all'Army Museum e in Normandia.
Si dovrebbe dare in gestione con regolare gara a dei gestori intelligenti che potrebbero fare quello che viene fatto all'estero dove i musei, anche miltari, rendono.
Quindi quando andate in certi posti tanta pazienza ma........nessun bar dove prendere un caffè o consumare un mini-pasto e uno shop dove acquistare una scatola di montaggio ( magari di un mezzo italiano) o un gadgets o una biblioteca e una sala di lettura con dei documenti o una sala con giochi interattivi per bimbi che vi accompagnano. 

 Lupo :

14/5/2016 00:25
 Però questa storia della "mancanza di personale" a me sembra tanto una scusa. Premetto che lavoro in un ospedale e so cosa vuol dire questo problema: per esempio io ho circa 45 giorni di ferie arretrate, che aumentano sempre più. Ma si lavora lo stesso. Dunque, parlavamo della carenza di personale al museo: io ho visto un militare all'ingresso, che mi ha dato il "passi". Poi mi ha passato ad un altro militare che mi ha accompagnato fino davanti al piazzale dei carri storici (prima non l'avevo nominato per semplicità descrittiva). Qui sono stato preso in consegna dal cerbero, che stava gìà facendo da cane da guardia all'altro visitatore. Quando entrambi ci siamo messi a protestare per la piega ridicola che aveva preso la visita, è arrivato un maresciallo (anche questo non l'avevo nominato per non farla tanto lunga) che ha ripreso pure lui la tiritera della scarsità del personale. Quindi nel museo c'erano almeno quattro militari: non molti, ma... i visitatori erano due! Allora passi per l'erba alta, che sarà cresciuta rapidamente negli ultimi giorni senza dare il tempo di fare le carte bollate per dire di tagliarla; ma non vedo come questa scarsità di personale possa aver reso malauguratamente impossibile , per il militare, farci fare un giro di 50 metri più lungo, per vedere i carri; mentre stavamo uscendo siamo passati a 15 metri un M15 monumentalizzato sul piazzale d'entrata: l'altro visitatore timidamente fa: "...e non si potrebbe nemmeno dare un'occhiata almeno a quello, vero?!" "Eh no, non si può, mi dispiace, la visita è finita". A me questa storia del poco personale non torna mica tanto: mi sa che forse è più probabile l'ipotesi del deretano pesante come un macigno, proposta da Garand... Ovviamente, quando siamo usciti, non c'era nemmeno l'ombra di altri visitatori che attendevano, per cui dubito che il militare facesse in fretta perché doveva accompagnarne altri...

 Pierantonio :

14/5/2016 07:18
 Quote:

Garand76 ha scritto:

Scusa ma tu ce lo vedi un ex dipendente della provincia o del comune gestire o lavorare in un museo del genere?
Sul fatto che non gliene frega niente a nessuno hai ragione e quello è il problema.
Ogni Forza Armata che si rispetti ha il suo museo "istituzionale" ed ai civili non dovrebbe far fare molto di più oltre alle pulizie, manutenzione o qualche collaborazione.
Chi presta servizio nel museo della propria Forza Armata dovrebbe esserne orgoglioso e fare il possibile (e anche di più) per renderlo il più bello e interessante possibile e questo perché il museo rappresenta le proprie origini e la propria storia ...


Visti i risultati medi della qualità dei musei militari italiani rispetto a quelli europei mi sembra che la gestione civile sia un dovere civico più che una maledizione. In ogni caso non ho capito che differenza ci sia tra un civile ed un militare nella gestione di un reperto storico. Ragionando come ragioni tu allora le collezioni d'arte si dovrebbero dare in gestione a torme di pittori o scultori e non a tecnici delle soprintendenze.
Ben venga la gestione fatta dai CC del loro museo ma per me la priorità è la fruibilità del museo non le elucubrazioni sullo spirito di corpo e storie varie.
In ogni caso c'è poco da dire. La forza armata non ha e non ha mai avuto la volontà di valorizzare e finanziare il museo della motorizzazione militare e il risultato ineluttabile è quello che si vede compresa la demotivazione del personale, sulla cui qualità d'altra parte non mi esprimo.
Se manca la volontà dei capi, cosa si pretende dai sottoposti?
Se almeno avessero un minimo di senso del ridicolo lo chiuderebbero una volta per tutte (a proposito: il museo dell'artiglieria di Torino che fine ha fatto?) ma probabilmente contano sulla mancanza dei visitatori per poter dire che rispettano la legge sul fatto che detto museo deve esserci senza doversi preoccuparsi di che museo c'è.

 commissario :

14/5/2016 19:05
  Bravo!!! Meno gente "rompe" più si può girare per i cortili tirando le 16;30.
Ecco perchè andrebbe dato in gestione a qualcuno che lo renda gradevole e meritevole di un buon biglietto d'ingresso.

 gidesa :

14/5/2016 21:24
 Vero, nei musei esteri ho apprezzato soprattutto....  il negozio di gadgets e modellismo :-)
Quanto a valorizzare un museo militare penso sia cosa difficile in Italia. Ad esempio, quante scuole fanno o farebbero una visita di gruppo? E quanti genitori aderirebbero? Che invece penso sia una cosa diffusa e normale in molti altri paesi.

 commissario :

14/5/2016 22:37
  Ma lo sai quanti turisti calano a Roma e di questi quanti  sono appassionati di mezzi storici e non pensi che come me a Londra sarebbero felici di vedere un bel museo tematico ben fatto e organizzato?

 alinus777 :

14/5/2016 23:23
  Sarebbe interessante vedere quanto ricevono di fondi pubblici per tener aperto questo museo e confrontare il dato con il costo effettivo di mantenerlo aperto... :-D

 gidesa :

15/5/2016 00:34
 Sinceramente non vedo assolutamente lo stesso grado di interesse per la storia militare in Italia ed in Gran Bretagna. Tuttavia è vero, almeno tutti i turisti inglesi che arrivano a Roma potrebbero essere interessati :-)
In effetti a Roma c'è almeno un museo militare superaffollato:  quello dentro al milite ignoto, con il Mas ed il Maiale. Lì effettivamente ho visto tanti stranieri interessati. Stessa cosa ad una festa della Polizia a piazza del Popolo, dove erano esposte diverse auto storiche molto belle.

 MarcoChifari :

16/5/2016 14:51
  La convergenza tra fondi insufficienti e gestioni a dir poco discutibili comportano proprio il dover assistere a questi tristi spettacoli. Si tratta di uno scenario trasversale a tutte le Ff.Aa.
Solo che così si finisce di distruggere quel poco rimasto.
Mi reputo fortunato per aver potuto visitare più volte e in totale libertà (nei limiti dell'allora consentito) il museo. Era l'epoca delle mostre dei Knights.

 Fabio :

17/5/2016 12:10
 Condivido la sensazione di tristezza di chi ha visitato di recente il museo della Cecchignola, in quanto il museo meriterebbe molto di piú.
La soluzione al problema non è però così semplice, la forza armata conta oggi circa 40.000 uomini, un po' meno dei 500.000 e piú di quando è nato il museo, ed oggi i militari non possono essere piú essere impiegati, come un tempo, al di fuori dei loro incarichi che oggi sono tutti operativi. Questo significa che anche il semplice sfalcio dell'erba deve essere appaltatto all'esterno, così come l'eventuale manutenzione dei mezzi che ha costi non indifferenti. Come se non bastasse, buona parte della struttura non è in regola con le vigenti norme in materia di sicurezza. Se a questo si aggiunge la cronica carenza di fondi della forza armata il quadro non può che peggiorare. La legge finanziaria dello Stato vieta inoltre che i militari percepiscano denaro ad alcun titolo quindi anche la possibilità di far pagare un biglietto  d'ingresso al museo non è percorribile.
Agli inizi degli anni 2000 ci fu un progetto per creare tre poli museali dell'Esercito uno su Milano, uno su Roma ed uno o a Napoli o a Palermo interconnessi fra loro in modo che le relative collezioni fossero fruibili anche in via digitale. Anche in questo non fu possibile arrivare a concretizzare per problemi di bilancio.
La soluzione potrebbe essere quella di una convenzione fra dei privati e la forza armata che si espliciti in una o piú permute attraverso le quali i proventi derivanti dagli ingressi al museo tornino all'esercito sotto forma di servizi (es.: i predetti sfalcio dell'erba, manutenzione e messa a norma degli immobili, dei mezzi, o la bonifica delle deiezioni degli uccelli che richiedono personale e attrezzature specializzate).
Se quando andiamo all'estero siamo pronti a spendere una fortuna per visitare anche il nulla, quando siamo a casa nostra se i muse non sono gratis o quasi ci lamentiamo e non andiamo a visitarli, quindi anche qui quanto ci si può aspettare di incassare? Gli stranieri magari verrebbero anche a visitarlo, ma ci siamo posti il problema, nell'attuale situazione , di come si potrebbe gestire la sicurezza e la comunicazione nella presente collocazione del museo?
In conclusione per i privati non ci sarebbero margini di guadagno sufficienti a giustificare l'impresa, l'unica via sarebbe quella di trovare uno spazio dismesso dall'esercito che potesse ospitare il museo con la gestione affidata ad un gruppo di volontari che a parole sono disponibili a migliaia, ma nei fatti alla fine si contano sulle dita di una mano...
Ciao
Fabio

 ghello :

17/5/2016 14:13
  Ciao Fabio
non sono d'accordo a quanto tu affermi in merito alla disponibilità di civili volontari per gestire strutture che normalmente spetterebbero alle Forze Armate.
Qui a Rovereto ne abbiamo un esempio concreto e mi riferisco all'Ossario di Castel Dante dove riposano le spoglie di decine di migliaia di caduti non solo italiani della prima guerra mondiale.
Da un anno la struttura è gestita nei giorni festivi da iscritti alla Associazione Nazionale Alpini, sezione di Trento in modo del tutto volontario. Precedentemente la struttura rimaneva chiusa perché i due dipendenti di Onorcaduti non percepivano straordinari. Ora nei giorni festivi abbiamo una notevole affluenza di turisti non solo italiani. 
Lo stesso avviene per L'Ossario di Asiago e di altri siti.
i problemi maggiori all'inizio , sono sorti con le resistenze poste da alcuni componenti della organizzazione militare legata ancora all'attenersi a burocrazia borbonica e non al risultato finale.
per fortuna ci sono anche nelle Forze armate persone dotate di capacità e sensibilità per queste operazioni.
Dispiace solo il fatto che non vi siano fondi sufficienti per coprire i costi della normale manutenzione quando i volontari sono disponibili a fornire manodopera gratuitamente, e parliamo di qualche centinaio di Euro.
leopoldo :-)

 Lupo :

17/5/2016 15:27
  caro Fabio, francamente sono sorpreso ed amareggiato da quello che scrivi: dunque non è possibile far fare alcunché che riguardi il decoro dei luoghi in cui lavorano ai nostri soldati?  Veramente a Pordenone,  pochi mesi fa, ho visto tre o quattro soldati dell'Ariete che pitturavano il cancello dell' ingresso,  e uno di essi piantava delle viole nell' aiuola accanto all'entrata,  e non mi sembravano lamentarsi. Nell'ospedale in cui lavoro (dipendenti pubblici sindacalizzati, quindi) abbiamo una grossa carenza di OSS, che dovrebbero svolgere le funzioni di base, come portare i pappagalli e rifare i letti: se non ci sono gli addetti queste cose le fanno gli infermieri professionali,  non viene detto al paziente che non può pisciare perché al professionale spettano solo compiti operativi. Salvo che il problema sia che, dietro a questi insormontabili problemi legali che impediscono ai militari della cecchignola, ohibo',  di afferrare una scopa ed eliminare i calcinacci per terra (con loro grande dolore, che, se dipendesse da loro...) non si celi la pura e semplice voglia di grattarsi la pancia tutto il santo giorno. Non prendiamoci in giro. Perché allora mi si spieghi perché Vigna di Valle è tenuto come chi ci è stato ha potuto vedere, eppure l'erba cresce anche a Bracciano, e la gestione e il restauro di un RO43 sono sicuramente più cari di quelli di un M113. E ancora, mi si spieghi perché,  visto che in quel "museo" (dopo averlo vidto potrei chiamare così anche il piazzale di un rottamatore vicino a casa mia) non è possibile vedere metà reperti (tra cui TUTTI quelli più interessanti) sul sito internet ufficiale si magnifica questo e si incensa quello, che dopo averlo letto uno di aspetta di trovarsi un Saumur,  mentre quando ci arriva...

 GP1964FG :

17/5/2016 19:28
  Caro Lupo, io penso che la questione sia soprattutto culturale: in Italia abbiamo il 70%  e oltre del patrimonio artistico MONDIALE, eppure di musei in condizioni disastrose ce ne sono a decine, a partire da siti unici al mondo come Pompei, che crolla a pezzi. La tua sensazione la provai anni fa, visitando il museo della Scienza e della Tecnica di Milano: enormi capannoni pieni di oggetti che sono stati il vanto dell'Italia, pezzi di storia unici che altri paesi solo possono sognare....mi riferisco per esempio alle collezioni di biciclette e di motociclette (c'è la Bianchi di Fausto Coppi, le carene sperimentali da competizione per le Vespe e le Lambrette, mezzi all'avanguardia per l'epoca, con innovazioni tecniche che ad esempio i tedeschi hanno poi imitato...). Tutta questa grazia di Dio era esposta alla buona, senza un vero percorso museale, e c'era UN SOLO GUARDIANO (civile, pagato...) che si disinteressava completamente di quello che io e mio fratello facevamo. Avrei potuto uscire con la bici di Coppi che nessuno mi avrebbe fermato! E infatti quasi tutti i mezzi lamentavano delle parti mancanti, a causa di qualche scolaro in visita giudata (si fa per dire...) che si era portato via il ricordino. Questo accadeva molti anni fa, spero che sia cambiato qualcosa, ma temo che la cantilena sia sempre quella: non ci sono soldi, non c'è personale....
Io lavoro come dipendente comunale (vigile urbano) in un Comune vicino Foggia, che ha una forte vocazione turistica, soprattutto per il patrimonio storico di chiese e capolavori d'arte in esse contenuti. Ebbene, nonostante ci siano Pro Loco e Ufficio Turistico, oltre che varie associazioni culturali, pensate che uno staniero che viene apposta per vedere quello che le guide turistiche decantano come uno dei capolavori del Romanico pugliese, con il tesoro di pergamene miniate medievali, sia facilmente fruibile? Che ci sia qualcuno che vi illustri i reperti del museo cittadino? A volte, ho dovuto prendere personalmente le chiavi di riserva in ufficio e aprire il museo comunale, per far almeno vedere qualcosa allo spaesato turista di turno..... Ah, in questo PIANGENTE paesello di Puglia, è nato un certo Antonio Salandra, primo ministro del Re che dichiarò guerra all'Austria (prima guerra mondiale...). E c'è un assessore (indovinate il colore della sua parte politica....) che gli ha negato pure la corona d'alloro il 4 Novembre, e che se potesse farebbe rifondere la statua in bronzo del suo illustre concittadino.....
Se a questo aggiungi che l'ultima guerra l'abbiamo persa e pure malamente, che le bandiere le tiriamo fuori solo quando vinciamo i Mondiali di calcio, che se qualcuno si sogna di dire che bisognrebbe acquistare qualche caccia o qualche mezzo corazzato all'altezza dei tempi, così, tanto per la sicurezza nazionale e per non farci impallinare come tordi nelle missioni all'estero che ci ostiniamo a voler fare, e viene subito sepolto da fischi e urla dei benpensanti, dei pacifisti a spese degli altri, di quelli che tagliano e risparmiano da una parte per mangiare di più dall'altra....
Insomma, non c'è assolutamente da meravigliarsi se quattro carri arrugginiscono alla Cecchignola. Vigna di Valle è un caso a parte, forse perchè l'Aeronautica è sempre stata un'Arma d'elite, forse perchè ha trovato qualcuno che fa il suo lavoro e lo sa fare, forse perchè nell'immaginario collettivo un aereo che vola alto è tutto sommato bello da vedere, mentre uno sferragliante carro con un grosso cannone fa paura e poi puzza, è sporco di grasso, fa venir giù i palazzi con le vibrazioni, ecc. .
Per concludere, siamo o non siamo l'unico paese al mondo che non ha una vera festa nazionale (il 25 Aprile, il 2 Giugno, la presto abortita Festa della Bandiera, sono tante occasioni ma non un'unica festa veramente SENTITA da tutti)? 

 Lupo :

17/5/2016 20:04
 Purtroppo hai ragione da vendere. È questo conferma, secondo me, che il problema non sono le norme, ma il menefreghismo. Da te il museo non è fruibile per il personale che manca bla bla bla, ma tu hai preso le chiavi e lo hai aperto: e nessuno ti ha sbattuto in galera, per questo. Io faccio il medico, ma quando vedo una cartaccia o una garza per terra nel corridoio, le raccolgo, e non mi sono mai sognato di chiedere un aumento per questo, e devo dire che, tendenzialmente, molti fanno così. Una volta ho assistito alla riprovevole scena di un infermiere che ha rifiutato un aiuto ad un suo collega che non ce la faceva a fare una cosa da sola: l'infermiere in questione era il classico sindacalista nel senso negativo del significato, di quelli che pensano di poter (non) fare quello che vogliono, con l'eterna scusa "non è di mia competenza" : ti assicuro che sono un tipo buono come il pane, ma mi è montato il fumo e il tizio si è pentito amaramente della sua poca voglia di fare, e non ci sono stati sindacati che abbiano tenuto. E mi si viene a dire che non si può dire a dei soldatini di 20 anni di fare cose non operative? A parte il fatto che questo termine mi sembra usatissimo in quel posto, cosa fanno allora, stanno tutto il giorno a smontare motori di Ariete e ad ingrassare i fucili? Ma per favore! L'aeronautica e' un'arma di elite, certo, ma la paga che prendono gli avieri e' la stessa, come lo stato giuridico. Ripeto, se non si può o non c'è voglia di muovere un dito per rendere presentabile quel disgraziato museo, chiudetelo! Si evitano brutte figure e si eviterà di pagare per far nulla qualcuno che ci " lavora", facendolo tornare a questi benedetti ruoli operativi...     In settembre dovrò tornare a Roma, e avrei voglia di tornare là per vedere se magari, l'altra volta, sono stato sfortunato. Mai francamente buttare altri 40€ di taxi mi infastidirebbe parecchio....

 Fabio :

17/5/2016 20:16
 @Lupo: non conosco la situazione dell'aeronautica, quella dell'esercito un po' meglio: non si può utilizzare un militare se non nell'ambito del suo incarico, se si rifiuta non c'è niente da fare e se succedesse qualcosa sarebbero dolori, liberi di crederci o meno

@ghello: sono felice per voi e vi faccio i miei complimenti. Quando mi è capitato di fare qualcosa di analogo per un altro museo militare, dopo tre settimane in cui tutto è filato liscio  si sono dati tutti indisponibili per i motivi piú svariati

Ciao
Fabio

 Lupo :

17/5/2016 22:47
 Fabio, forse non ci siamo capiti. Scusa se insisto, ma da buon montanaro mi fisso un po' quando pongo un problema e non capisco la risposta. Io non sostengo certo che ai militari di stanza alla Cecchignola bisognerebbe fare ristrutturare la caserma. Ma se sono stati destinati al museo, evidentemente avrebbero il compito di assistere i visitatori e di facilitarli nella visita dello stesso. Ma non fanno nemmeno questo! Nel museo c'è un direttore: che compiti ha? Tra i suoi doveri non ci sarebbe quelli di rendere lo stesso fruibile? Se proprio è impossibile ordinare a un militare di farlo, non potrebbe provvedere lui stesso, tanto per dare un esempio (seppur non retribuito, e per questo vieppiù ammirevole) a chiudere l'anta della bacheca che custodisce una divisa da carrista della seconda guerra mondiale, per evitare che ci si infilino polvere ed insetti, o anche questo dovrebbe essere specificato sul suo contratto? E comunque mi dite che no, non è assolutamente pensabile far svolgere a soldati operativi (in realtà il primo che mi ha accompagnato, quello più gentile, era destinato alla guardia al Quirinale; l'altro faceva parte di una banda militare) compiti non previsti, nemmeno se si tratta di chiudere una porta. E sia, ne prendo atto. Ma allora, Fabio, mi si può spiegare perché l'Esercito tiene in piedi e pubblicizza una struttura museale...senza aver nessuno che la può gestire, visto che i militari sono tutti operativi??! LA struttura non è a norma?! Certo, ci credo, del resto almeno il 90% degli edifici pubblici non lo sono. Neanche il mio ospedale; ma se una struttura non è a norma e si decide di non correre il rischio di utilizzarla, la si chiude. Non ci si fa arrivare la gente dicendole poi che comunque non si può visitare perché non è a norma. E comunque: se si pensa che le tettoie dei carri non siano sicure, e non si può falciare l'erba che cresce sotto di esse, rendendo inavvicinabili i carri, si è pensato ad una possibile soluzione a costo zero, per esempio... di spostarli semplicemente nel piazzale principale dietro l'entrata? Sarebbero esposti alle intemperie, certo; né più né meno, tuttavia, di tutti i pezzi d'artiglieria e dei carri che si trovano sul retro. E comunque, anche sotto la non copiosa pioggia romana, non potrebbero ridursi molto peggio di come sono conciati ora. La manutenzione è cara, dici? Scusami, Fabio, ma di quale manutenzione stiamo parlando? Quei carri non hanno visto un barattolo di vernice da almeno 25 anni. E comunque, come ha detto qualcuno più sopra, a Roma ci sono altri musei dell'Esercito che, invece, sono tenuti bene. Non sarà che il problema sia FORSE anche il personale addetto, che non è lo stesso? Ti faccio un altro esempio, qui in Friuli: il Colle di Sant'Elia, a Redipuglia, e il museo del Monte San Michele, entrambi a gestione militare: ospitano molti pezzi d'artiglieria, all'aperto: fino a pochi anni fa versavano in condizioni miserevoli. Negli ultimi anni sono stati tutti restaurati con cura dall'officina di non mi ricordo quale unità militare, con risultati mirabili: si potrebbe fare lo stesso per i carri della Cecchignola, che non sono poi tantissimi: però bisognerebbe volerlo. E comunque, Fabio, pur con tutte le motivazioni che sicuramente ci saranno e che faranno di questi miei dubbi solo le fantasie di un pedante: resta il fatto che sul sito ufficiale dell'Esercito c'è una pagina dedicata al museo, in cui c'è scritto testualmente che vi si possono ammirare pezzi rarissimi, dal P40, alla Lince Astura, M15 e compagnia bella, mentre NESSUNO di questi è visibile; né, diciamoci la verità, Fabio, probabilmente mai lo sarà. Qui, Fabio, non c'entrano fondi e soldati che possono unicamente utilizzare armi sofisticate, e non far altro: qui si tratta solo di faciloneria e menefreghismo. Menefreghismo verso il Cittadino (che, tra l'altro, con le sue tasse ha pagato quel sito internet) che arriva lì per vedere tutto quel ben di Dio abbondantemente sbandierato (e, ricordo ancora, la Cecchignola non è proprio semplicissima da raggiugere) e scopre che... non è vero niente, anzi, provveda a sbrigarsi a vedere quel poco che c'è (e chissà per quanto sarà ancora visibile) e si tolga dai piedi. Soldi e tempo buttati, Fabio. Magari il soldatino zelante potrebbe far causa all'esercito perché gli è stato ordinato di accogliere i visitatori. E a me i 43 euro di taxi spesi per nulla, per una promessa (perché di questo si tratta) che l'Esercito fa senza che nessuno ce lo abbia costretto, e che non è minimamente in grado di mantenere, chi me li restituisce? Invertiamo un po' le parti, Fabio. Immagina di aver bisogno di eseguire un esame medico che, da quanto hai letto sul sito UFFICIALE dell'azienda sanitaria, si fa nel mio reparto, a Pordenone. Allora tu prendi il treno, e vieni su apposta, da Roma; arrivi in segreteria, e scopri... che no, quell'esame non viene fatto assolutamente. "Ma come, io sono salito apposta da Roma!!!". In risposta, spallucce. "Ma c'è scritto sul vostro sito ufficiale che questo esame si fa!!". Spallucce. Tu come la prenderesti?

 Pierantonio :

17/5/2016 23:25
 Purtroppo devo dire che da quel che mi risulta le artiglierie del Colle Sant'Elia sono state restaurate a cura di una ditta specializzata a seguito degli stanziamenti speciali per il centenario della Grande Guerra.
Non è poi del tutto vero che i mezzi della Cecchignola non vengano restaurati perché ho prova documentale che alcuni di essi (ruotati) sono stai inviati alle varie Officine Riparazioni Motorizzazione Esercito (ex ORE) per la totale sistemazione (io ho visto alcune foto di mezzi in lavorazione a Treviso).
Il fatto è che un minimo di serietà imporrebbe alla forza armata di chiudere una tale vergogna e cercare di salvare il salvabile mettendo tutto sotto qualche capannone almeno al riparo della pioggia. Non riesco nemmeno a capire cosa vogliano dimostrare rendendo accessibile la struttura. I casi sono due: o non hanno alcun pudore o pensano che la gente si beva e sopporti qualunque cosa come tanti militari hanno sempre pensato.
La faccenda del personale mi sembra un po' difficile da sostenere se non altro perchè, lo ripeto, la pubblica amministrazione ha 3.5 milioni di dipendenti e la possibilità di spostare il personale con inquadramento ministeriale c'è.
In ogni caso i dati illustrati dall'allora capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, nel corso di una audizione sulla situazione delle forze armate italiane di fronte alla Commissione Difesa della Camera, parlavano di 39.120 marescialli e 2.813 ufficiali in esubero rispetto al modello da 190.000 unità (ora non sono tanti di meno). Possibile che le FFAA non riescano a ricollocare 10 o 20 persone con un minimo di capacità a fronte di oltre 40.000 militari da cacciare in breve periodo? A Roma poi non a Merano o Chiusaforte.
La verità è che al Museo alla forza armata non importa un bel niente e quindi nemmeno ci provano a farlo vivere. Complimenti allo SME e alle chiacchiere sulle tradizioni con le quali credono ancora di instupidirci. La tanto declamata UE spende e spande soldi per ogni stupidaggine purché ci sia un progetto minimamente serio. anche da questo punto di vista nulla. Però per il centenario della 1GM i soldi se li sono fatti dare.
Ciao
Pierantonio

 Lupo :

18/5/2016 00:06
 Pierantonio, io su uno dei cannoni del S.Elia ricordo di aver letto una targa che diceva "restaurato a cura del XXX reparto", ma questo non vuol dire che tu non abbia ragione, nel senso che forse la targa riguardava un lavoro precedente. Ma questo non cambia nulla, anzi, visto che comunque la zona è a gestione militare, e dimostra che se si vuole, evidentemente, qualcosa si può fare; tra l'altro il maresciallo che dirige il Sacrario è persona disponibilissima e gentilissima. Immagino che diversi mezzi del museo, automobili e moto, più che altro, siano stati restaurati, ma io parlavo dei carri all'esterno, e non mi sembra il loro caso. però converrai che non si arriva fino a là per ammirare la Lancia K blindata del presidente della repubblica...Per il resto sottoscrivo tutto quello che dici...

 dynah :

18/5/2016 11:40
 Discussione estremamente interessante, se non fosse che rimane purtroppo relegata a pochi...
Ho visitato due volte detto museo e purtroppo anche per me è stata una delusione la prima volta. Poi ho avuto l'idea di scrivere una email all'allora Direttore, parlo di alcuni anni or sono, e per conoscenza a quello che era l'ufficio relazioni con il pubblico protestando e preannunciando una seconda visita dopo due settimane e ......miracolo!!!! La seconda volta mi sono trovato un baldo sottufficiale che mi ha accompagnato in OGNI capannone e pure in giro per TUTTI i piazzali (fanno fede le foto che ho scattato OVUNQUE mi fosse indicato come possibile). Posso assicurare una disponibilità fuori del normale.
Ne ho tratto una morale di tipo anglosassone, lavoro in Inghilterra spesso e volentieri, la colpa è nostra che permettiamo che i nostri DIRITTI vengano calpestati perché non protestiamo, non coinvolgiamo mai le istituzioni preposte, in parole povere subiamo tutto da tutti. Se ognuno di noi da oggi iniziasse una campagna di proteste ( civili e garbate come si conviene) nei confronti di chi permette questo scempio, non subito, ma presto le cose cambierebbero.
Un saluto a tutti :-D :-D

 Lupo :

18/5/2016 23:53
 Questa mi sembra un'ottima idea! E sapete dove potrei trovare le mai di direttore e di un ufficio pubbliche relazioni?

 GP1964FG :

19/5/2016 18:57
  Prova questo

http://www.indicepa.gov.it/ricerca/n-dettaglioaoo.php?cod_amm=m_d&cod_aoo=E26264

è una pec.

Puoi cercare in fondo a questa pagina altri riferimenti

http://www.esercito.difesa.it/storia/musei/Il-Museo-Storico-della-Motorizzazione-Militare

Per riprendere il discorso, do ragione a Fabio per quanto riguarda il militare e il non-obbligo: un mio zio, in pensione col grado di generale dell'Esercito, mi diceva che un tempo, con la leva, vi era una abbondanza di personale da impiegare per i vari compiti, a basso costo. Oggi le cose sono cambiate, non è più possibile comandare qualcuno di fare qualcosa al di fuori dello stretto necessario, e spesso questo stretto necessario non si sa bene cosa sia.
Un altro esempio che mi viene in mente è quello che raccontava mia madre già diversi anni fa: maestra in una scuola elementare, si lamentava perchè il personale ausiliario (i bidelli di una volta) non facevano assolutamente nulla, dicendo che non era loro compito pulire le aule (c'era un impresa di pulizie esterna) o badare anche per un minuto ai bambini, mentre la maestra si allontanava per andare in bagno (la vigilanza degli alunni spetta solo agli insegnanti, fino all'uscita dalla scuola degli alunni). Qualcuno si prese la briga di chiedere il mansionario dei bidelli, che erano dipendenti comunali e non statali, e si scoprì che l'unico loro compito era di portare le comunicazioni dalla Direzione didattica alle maestre nelle aule! Tra la decina di bidelli che c'erano, molti erano i "socialmente in-utili", ossia gente in mobilità da altri lavori, come ad esempio ex dipendenti della ENICHEM di Manfredonia, i quali già erano incazzati per il loro destino lavorativo, figuriamoci a chiedere loro di aiutare una povera maestra alle prese con un bambino che rimette anche l'anima!!
Questo per dire che, purtroppo, se una persona non ha un interesse in quello che fa, difficilmente andrà oltre lo stretto indispensabile, anche se pagato per quel lavoro. Non ne parliamo se "volontario" .... io sono uno dei rari esempi di persona che non sopporta il far finta di niente di fronte a cose che, con un minimo di impegno, si possono fare o migliorare. Ogni tanto mi prendo anche delle lavate di testa da parte di colleghi benpensanti, che mi dicono "ma chi te lo fa fare....vuoi fare il comandante? vuoi salvare il mondo? nessuno ti dirà mai grazie....". Però io sono fatto così di carattere, e il carattere non si può cambiare facilmente....allora prendo il cacciavite e mi riparo da solo quello che non funziona, e che con la burocrazia e la cronica mancanza di fondi è destinato a morire lì. Sarà perchè sono un modellista...
Chiudo ricordando il caso della Reggia di Caserta e del suo nuovo direttore, che qualche mese fa è finito addirittura in televisione, semplicemente perchè è un raro esempio di persona dedita al proprio lavoro, e che, proprio per questo, da fastidio a chi è abituato a non far nulla. Io ho tentato varie volte di visitare la Reggia, e sono più le volte che non ci sono riuscito, a causa di "riunioni sindacali" improvvise e sospette del personale addetto alla vigilanza....ricordo un gruppo di bresciani che bestemmiava in dialetto davanti al portone inesorabilmente chiuso! Auguro al nuovo direttore ogni fortuna, e di riuscire a convincere qualcuno dei suoi dipendenti (non obbligare, per carità....) a lavorare un po' di più.

Ciao
Gianfranco  :-D

 gidesa :

19/5/2016 19:53
 Quote:
E sapete dove potrei trovare le mai di direttore e di un ufficio pubbliche relazioni?


Hai provato a scrivere alla email che avevo indicato?
Mi auto-cito :-)

"Cercando su internet ho trovato il sito dell'Associazione Autieri:
http://www.autieri.it/museo-motorizzazione.html
con un'email presunta del museo."

 Lupo :

19/5/2016 23:27
 Grazie ad entrambi! Gidesa, le tue informazioni mi erano sfuggite... nei prossimi giorni scriverò sia alla mail del museo sia a quella della redazione della pagina web: non spero molto in una risposta, ma... vediamo.
Per quanto riguarda i compiti e doveri, per carità, quello che dite è sicuramente vero. ma ripeto, non pretendo certo che i soldati si mettano a fare i muratori; ma perlomeno chiudere le porte, direi di sì! Inoltre tutto sta a vedere anche che esempio danno i superiori: per esempio, se il maresciallo dicesse "Rossi, visto che non ci sono visitatori, voglio chiudere questa porta, od innaffiare il vaso di gerani che c'è davanti all'ingresso del museo; dammi una mano, per favore, che così dopo ci beviamo un caffè", io dico che magari il soldato Rossi risponderà che lui non muove un dito, ma magari il soldato Bianchi lo farà. Certo se si ostenta menefreghismo a tutti i livelli... Inoltre, la questione non è solo quella di tagliare l'erba: i dipendenti degli enti pubblici hanno anche un codice comportamentale da mantenere: lo so perché anche io lo sono, e non è vero che io ho il puro e semplice dovere di fare la gastroscopia al paziente, e nulla più: ho anche il dovere di mantenere un decoro e di evitare qualsiasi azione che getti discredito sull'ente da cui dipendo. Non posso, per esempio, fare la gastroscopia al "cliente" ed essere maleducato con lui: vi assicuro che se lo faccio, e il paziente poi scrive una lettera di lamentele all'ufficio relazioni con il pubblico, lamentandosi del fatto che non mi sono dimostrato professionale (che non vuol dire solo che ho eseguito l'esame bene tecnicamente) il giorno dopo vengo convocato in direzione. Che poi la gente, spesso, si lasci calpestare o le direzioni se ne freghino delle lamentele, perché hanno la coda di paglia, è un altro discorso.

 gidesa :

20/5/2016 10:01
 Lupo, io penso che sei troppo pessimista. Sono convinto che troverai almeno un singolo membro dell'Associazione Autieri (od altra) che voglia prendersi a cuore la tua lamentela e predisporti una degna visita.


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