Forum : Winter White Frost

Soggetto : Nave da esplorazione Stella Polare 1899, autocostruz 1:350

 marcellodandrea :

22/2/2019 13:26
 ciao a tutti

dopo un periodo travagliato provo finalmente a fare qualcosa di modellistico :-) Ho scelto una nave e la mia solita scala in 1:350. La storia della Stella Polare, già baleniera norvegese Jason (1881) , è ampiamente raccontata nella monografia scritta da Luigi Amedeo di Savoia dopo il suo tentativo - non riuscito - di raggiungere il Polo Nord nel 1899-1900. Nella monografia si trova un disegno della nave, questo:


(cliccate sulle immagini per ingrandirle)


che però mi ha dato subito diversi problemi, perché lunghezza e larghezza avevano poco a che fare con le dimensioni riportate nel medesimo libro. Sempre nella monografia, c'è un disegno in pianta che illustra la disposizione delle mine inserite nel pak per liberare la nave alla fine dell'inverno:




che, paradossalmente, torna quasi meglio nel calcolo della larghezza, ma è palesemente diverso, come del resto il primo disegno citato, dalle foto storiche della nave (numerose in rete, non sto a metterle qui a meno che non servano in seguito). La ditta Hachette, pochi anni fa, ha pubblicato un modello della Stella Polare con linee di scafo più corrette e simili alle foto. Non sono riuscito da nessuna parte a reperire i piani della Hachette, ma data la somiglianza con le foto ho utilizzato il seguente disegno, tratto da "Modellistica Navi"  n.11 del novembre 1983 (in pratica un supplemento per modellismo statico di una rivista che si occupava primariamente di modellismo dinamico) che comunque, pure questo, mostra un certo grado di approssimazione con le misure del libro o altre (sob... diverse) trovate in rete in riferimento a questa nave. Il problema è che se non si specifica cosa è esattamente che si sta misurando (lunghezza fuori tutto, lunghezza del ponte, lunghezza della chiglia, lunghezza della linea di galleggiamento e via discorrendo), poi succedono queste cose. Potete notare da voi che sia il profilo che la pianta dello scafo sono sensibilmente diversi rispetto a quelli riportati nella monografia di Amedeo di Savoia, ma sono anche - in realtà - molto più simili alle foto storiche della nave.




Se riesco a finire tutto in tempo, ho due alternative per ambientare la nave, illustrate dalle due immagini seguenti:

la Stella Polare imprigionata nel pack, con lo scafo sfondato dal ghiaccio - sarà riparata e liberata nella successiva primavera



la Stella Polare in navigazione fra i ghiacci artici: si tratta in questo caso di un acquarello, come dice la didascalia e quindi si tratta di una situazione plausibile, pur se di fantasia (ma esistono foto della nave con grossi icebergs accanto, fatte probabilmente scendendo momentaneamente sul ghiaccio, oppure su una barca).



Ho iniziato lo scafo ritagliando come al solito le sagome della pianta da compensato a media densità.
(cliccare sulle foto per ingrandire, come al solito). Per riscalare il disegno ho fatto riferimento alla larghezza della nave che, tra 4 o 5 misure diverse a seconda della fonte (monografia, Wikipedia, altri testi) oscilla - in scala - tra 2,5 e 2,65 cm. Ho assunto una larghezza (più o meno salomonica) di 2,6 cm, di conseguenza lo scafo viene lungo poco più di 13 cm.
Riguardo i dettagli dello scafo e dei ponti, le foto storiche sono largamente insufficienti per documentare la nave (a parte pochi dettagli che via via vedremo). mi riferirò, perciò, salvo correzioni dalle foto quando possibile, ai modelli Hachette o ad altri modelli costruiti le cui foto si trovano in rete abbastanza numerose.




Ho "seguito" le linee dello scafo un po' al di sotto della linea di galleggiamento, perché non so ancora quale sarà l'ambientazione e la nave imprigionata dal pak emerge per un po' oltre la linea d'acqua.






I ponti sono in plasticard da 0,25 mm, fissato con attak.




Per ora è tutto, ciao alla prossima :-)

Link alla galleria

 Alvise86 :

22/2/2019 13:39
  Stupenda storia e stupendo inizio. Seguo con vivo interesse.

 wazovski :

22/2/2019 14:54
  Lavoro interessante e soggetto molto intrigante come storia 



 ziochicchi :

22/2/2019 18:57
 Benvenuto in questa campagna - un'altra meraviglia come il Leone - seguo

 yago :

22/2/2019 21:03
 Ciao Marcello :-) !
Aspettavo un tuo modello da "gustare" ...certo delle due ambientazioni spero che sceglierai quella in navigazione tra gli iceberg. vista la tua bravura a dare profondità al mare, oltre allo spettacolo del modello sarà anche uno spettacolo paesaggistico :-)

Ciao
Gianfranco :-)

 enrico63 :

22/2/2019 23:10
 Ci sono anch'io a seguirti!!!

 marcellodandrea :

22/2/2019 23:27
 Grazie del benvenuto :-)  ma come al solito andiamo cauti, fare il ghiaccio e i ghiacciai è difficile. Anche a me attira di più la nave in navigazione, ma più che altro perché a vedere una nave stritolata e in panne mi piange il cuore... E' la prima volta che provo una ambientazione del genere, quindi è una scoperta anche per me. Comunque, sto sperimentando a parte alcuni metodi per riprodurre i ghiacciai, poi vi farò vedere. Anche in rete si trova qualche indicazione in merito.

 dj :

23/2/2019 13:01
 Ciao Marcello
che bello rivedere i tuoi wip ! Soggetto molto interessante ed intrigante ... anche io preferisco la seconda versione con navigazione nei ghiacci ma qualsiasi soluzione adotterai sono sicuro che sarà un bel lavoro.
Ora mi sento meno solo come ... "marinaio"
Giuseppe

 marcellodandrea :

24/2/2019 16:09
 Grazie Giuseppe, eccoci "a mollo" tutti e due allora :-)

Ho rivestito lo scafo con varie striscioline di plasticard da 0,5 mm, incollate con attak. Le strisce non hanno nulla a che vedere con il fatto che loscafo fosse in legno (sarebbero troppo grosse), ma solo con la mia disponibilità di pezzi di plasticard di varie lunghezze e con la necessità di seguire al meglio le curve dello scafo. Poi dovrò stuccare tutto e lisciare facendo sparire ogni giunzione.





link alla galleria

 marcellodandrea :

27/2/2019 23:36
 Ho sistemato il tagliamare a prua e il dritto di poppa che sostiene il timone.

(cliccare sulle foto per ingrandirle)






Ho poi messo i capodibanda sulla piattaforma di poppa e sul cassero, e fatto i fori per gli alberi (non sono ancora del diametro giusto)




A prua, subito dietro il castello, ci sono due casotti che potrebbero essere le latrine per l'equipaggio, uno per parte




Dopo le latrine ho messo il trincarino, piuttosto largo e spesso come mostrano alcune delle poche foto prese a bordo della nave vera, e al di sopra gli scalmi verticali (il numero degli scalmi non compare nel disegno, ho fatto riferimento al modello Hachette, ma non ho idea a che cosa abbiano fatto riferimento loro).




Il grosso trincarino ai lati del ponte di coperta (dietro si vede il cassero, guardando verso poppa) in un dettaglio di foto trovato in rete. Una seconda foto che illustra chiaramente il grosso trincarino è nella monografia di Amedeo, e mostra i cani superstiti al ritorno dalla spedizione, accovacciati sul ponte e sul trincarino, appunto, dietro la latrina di dritta, guardando verso prua. Una terza foto, sulla raccolta gettyimages, mostra ugualmente il ponte di coperta al momento della cessione della Stella Polare alla Regia marina, dopo la spedizione.




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 frank1959 :

27/2/2019 23:50
  Grande lavoro seguo con attenzione.
Francesco e

 marcellodandrea :

3/3/2019 19:15
 
Ho completato le latrine, salvo le porte che devo ancora sistemare, e messo i capodibanda sopra la murata della nave fino a prua.

(per ingrandire le foto cliccarci sopra)





La baleniera Jason fu riconvertita al suo nuovo ruolo di esploratore polare con diversi lavori per rinforzare lo scafo. Presumo sia da interpretare così la "fasciatura" della parte alta della murata, da prua fino a centro nave, qui in un dettaglio dalla monografia




che io ho simulato con numerosi segmenti di sprue stirato (più giallino).
Dietro lo sperone si nota l'occhio di cubia con orlo metallico, fatto col solito sistema (avvolgendo un filo metallico attorno ad un tondino, qui di 2 mm).







Il quadro di poppa, il dritto (l'incisione alloggia l'elica, come ho già detto sono andato un bel po' al di sotto della linea di galleggiamento perché non ho ancora deciso come mostrare la nave nel suo diorama) e il foro per la testa del timone. Le cerniere sono fatte con una strisciolina di carta.




Il timone (sempre di plastica) in posto.




Una prima vista d'insieme dello scafo.




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 enrico63 :

3/3/2019 19:17
 Non dico niente perchè nopn sarei d'aiuto....ma ti seguo sempre con ammirazione!!!
Ciao

 marcellodandrea :

8/3/2019 00:14
 Grazie Enrico, è una piccola cosa, ma speriamo sia carina alla fine :-)

Dunque, mi sono dedicato a qualche dettaglio dei ponti e a terminare le strutture principali della nave. devo ancora sistemare i parasartie esterni, ma poi potrò finalmente dare il primer e sistemare la decal del tavolato dei ponti, che devo mettere prima di ogni altro dettaglio. La decal è sempre quella che feci fare tre o quattro anni fa a Kicco64 per il Vespucci e che poi ho usato sul trabaccolo insieme all'Audace e la goletta insieme al Leone (prima o poi la userò anche sul Vespucci). E' abbastanza trasparente e qui sarà molto necessario, perché i tavolati di questa nave sono piuttosto scuri (così appare dalle foto e la questione "colore", da decifrare con tanta neve bianchissima intorno nelle foto e su una pellicola di fine '800 con - immagino - pochissima tolleranza, è una faccenda delicata; ma riguardo i ponti, viste altre foto, direi che sono abbastanza sicuro su un colore un po' scuretto - poi se è più marrone o più grigio... boh, va a sapere...).

Ho sistemato i bordi rialzati sul capodibanda, in particolare a prua, e aperto i due fori (uno per parte) che si notano subito a poppavia delle latrine. A cosa servissero non lo so, sui disegni (e dunque sui modelli che ho visto in giro) non ci sono, ma nelle foto della nave invece sono del tutto evidenti (vedi foto successiva).


(cliccare sulle foto per ingrandire)




Qui il foro (non è un oblò, forse un ombrinale, vedi la foto successiva) sul lato sinistro




qui sul lato destro visto dall'interno della murata (il casottino in fondo è la latrina di destra) , in una foto che mostra i (pochi) cani superstiti della spedizione al ritorno. Come si vede non è un oblò, ma ignoro la sua funzione.




Ho corretto il margine posteriore del castello che non è angolato come nei disegni (e quindi nei vari modelli), bensì arrotondato. Ho tracciato a lapis il percorso delle gru di capone. Si notano i due ombrinali (?) illustrati sopra.




In questo dettaglio di foto si notano molte attrezzature della prua della nave, ma mi era sfuggita la forma arrotondata del margine posteriore del castello (a destra della scaletta). Disegni e modelli davano una forma angolata e così non ci ho pensato, ma invece bisogna stare attenti: modelli a parte, spesso proprio i disegni sono imprecisi.




La parte centrale della nave. Il cassero fu rifatto di sana pianta (la Jason era diversa a centro nave, come è spiegato nella monografia). Ho messo le porte anteriori e la sovrastruttura rialzata centrale.




La stessa vista da dietro. La passerella posteriore della sovrastruttura va a connettersi all'albero di mezzana, la piattaforma circolare ospita la chiesuola di una bussola, credo. A poppa c'è la piattaforma rialzata (rispetto al ponte di coperta) della timoneria, ho sistemato la porta di accesso e segnato sui bordi la posizione delle colonnine che reggono la balaustra. Anche qui diversi modelli riportano quantità e posizioni diverse delle colonnine, ma dalle foto della nave si ricavano con un minimo di sicurezza.




Ora sto aspettando che un amico mi porti dalla fiera di Verona una busta di listelli in plastica sottili (0,5 x 1)per fare i parasartie esterni con un minimo di precisione, poi potrò andare avanti :-)

link alla galleria

 Icepol :

8/3/2019 09:27
  E' sempre un piacere vedere i tuoi lavori di autocostruzione, nonostante le dimensioni microbiche del modello riesci ad aggiungere tantissimo dettaglio con una precisione invidiabile....
Seguo 

 yago :

8/3/2019 11:10
 Ciao Marcello ! :-)
Le tue "piccole cose" non sono mai semplicemente carine ... ma sempre spettacolari!
Per quei fori a prua , chissà.... la particolarità tra l altro e che sono situati su dei rinforzi tra gli scalmotti come se dovessero sostenere dei notevoli sforzi... magari servivano per un ormeggio passate dalle due murate o per trainare la nave ... oppure boh
Splendido lavoro fin qui

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

8/3/2019 13:16
 Grazie a tutti :-)

Purtroppo il Jason aveva le fiancate dipinte di scuro e dalle uniche tre foto che ho trovato di questa nave non si vede assolutamente se il "foro" fosse solo sulla Stella Polare oppure no (cioè, se fosse qualcosa legato alla ristrutturazione per le esplorazioni artiche oppure no). Può darsi che, incidentalmente, nella biografia si parli a proposito di un suo eventuale uso, ma non l'ho ancora trovato :-)

 alcione :

8/3/2019 19:11
 Ciao marinaio d'acqua dolce :-D ..buon vento e attento agli
iceberg ;-) non so se complimentarti più per la parte storica/didascalica che per il modello ;-) ...opto per entrambi :-D
saluti,
Francesco :-)

 dj :

8/3/2019 19:54
 seguo in religioso silenzio ...  
Giuseppe 

 marcellodandrea :

13/3/2019 16:50
 Un po' di dettagli prima di sistemare il tavolato del ponte, quelli che sono certi foto alla mano (ce ne sono altri sempre da foto, ma dopo il tavolato). Per il resto, dovrò far riferimento ai modelli e disegni, nella speranza che siano più o meno attendibili.

(per ingrandire, cliccare sulle foto)

Ho messo due passacavi aperti sul bordo rialzato del castello, e aperto le incisioni dove sistemare le gru di capone. I passacavi si vedono nella stessa posizione nella foto della prua, pochi post sopra.




A centro nave ci sono, in pratica, due fori nella murata con una carrucola interna per una manovra dell'albero a proravia (devo ancora capire quale, forse la scotta della vela di trinchetto) che presentano un rinforzo sia interno che esterno. Ho aggiunto cerniere e maniglie a tutti i portelli, nelle posizioni visibili dalle foto.



Eccolo qui in un dettaglio di foto che mostra la cerimonia di cessione della nave alla Regia Marina nel 1901, dopo la spedizione.  Se si guarda nella pagina precedente la foto della murata, si nota la posizione esterna, nella foto proprio tra i parasartie di trinchetto (avanti) e la passerella (molto scura) che scende a terra (dietro).




Ho messo poi la copertura del portello di poppa e ho cominciato a sistemare le colonnine della balaustra della piattaforma per la timoneria.




Per finire ho messo i parasartie, piuttosto stretti (nei modelli sono sensibilmente più larghi) e arrotondati alle estremità. Le landre sono abbastanza lunghe, vanno dal capodibanda al primo parasartie, poi al secondo e infine all'incintone più in basso, vicino alla linea di galleggiamento.




Conosco solo due-tre foto con i parasartie un po' visibili, questa è la più chiara (la nave qui è incagliata), si nota sia che sono molto stretti, sia che hanno le estremità arrotondate.




Ora è quasi tempo di dare il primer e sistemare il tavolato del ponte, altrimenti non potrò mettere più niente al di sopra. E perciò è anche tempo di decidere come ambientare la nave e cominciare a preparare la basetta, perché a seconda dell'ambientazione cambia anche l'attrezzatura a bordo.

link alla galleria

 marcellodandrea :

17/3/2019 12:13
 Ho aggiunto il tronco di bompresso (è corto ovviamente; quella lunga è l'asta di fiocco, al di sopra che devo ancora mettere), con un tondino di metallo.





A questo punto ho dipinto i ponti con un color bruno medio e una mano di satinato per la successiva decal (eventuali sporcature saranno al di sopra della decal del tavolato) e rifinito il bianco interno (in realtà un grigio molto chiaro). Devo dipingere le porte e qualche altro dettaglio, poi metterò la decal.




link alla galleria

 stephaneT :

17/3/2019 12:30
  Sta venendo fuori un gran bel lavoro !! 

 Fabio :

17/3/2019 13:11
 Marcello,
soggetto interessante e inconsueto e, come sempre, ottima realizzazione.
Complimenti
Ciao
Fabio

 wazovski :

17/3/2019 15:21
  

 marcellodandrea :

17/3/2019 23:49
 Grazie, vado avanti piano sempre con il tempo contato, ma insomma procedo :-)

Ho messo le decals del tavolato del ponte che, essendo semitrasparenti come dicevo in precedenza, rendono più o meno in modo simile al ponte scuro che si vede nelle foto. Non le ho ancora messe sulla piattaforma sopraelevata sopra il cassero. Le mascherine di carta in scala, ritagliate dal disegno della nave, sono necessarie per tagliare le decals nella forma corretta.



Si intende, il tavolato è giustapposto in forma generica. Purtroppo non ho alcuna notizia su quale fosse la giustapposizione delle tavole sul ponte vero (nei vascelli le giunzioni delle tavole potevano essere ogni 4, oppure ogni 5 ad esempio - cioè, due tavole ritornavano a congiungersi ogni 4 oppure 5 file parallele di tavole). Qui sono ogni 2 (ogni 2 tavole parallele c'è una giunzione), che è appunto una sistemazione molto generica.




link alla galleria

 marcellodandrea :

18/3/2019 12:52
 Sto facendo i lucernari, coperti per forza di cose (come nella realtà del resto) da assi di legno trasversali. Ogni asse ha ai suoi estremi un anello metallico, simulato con la verniciatura date le minime dimensioni. Avevo valutato di fare le tavole utilizzando la trasparenza della decal del tavolato, ma su fondo bianco dà una resa leggermente grigio-gialla (come le avevo chieste io a suo tempo comunque) quindi ho preferito disegnarle con una matita a punta fine su grigio chiaro, per poi dipingere la cornice intorno in bianco puro.

(cliccare per ingrandire)



link alla galleria

 Oberst_Streib :

18/3/2019 13:16
 Bella l'idea del tavolato fatto con decal trasparente!  
E pure realistica in questa mini-scala!
L'hai fatta tu?
disegnata e stampata?

Comunque come sempre la nave sta venendo uno spettacolo assoluto.... 

 frank1959 :

18/3/2019 13:22
  Spettacolo assoluto sono le parole che stavo cercando.... davvero bella. 
Francesco 

 marcellodandrea :

18/3/2019 20:19
 La decal mi è stata fatta tre o quattro anni fa da kicco64 quando ancora le faceva... :-)  per il Vespucci, che però giace ancora nella sua scatola e che prima o poi farò (qui, ovviamente). Siccome è un foglio A4, ne ho a sufficienza per fare anche altre navi :-)

**************

Approfitto di questo post e senza farne uno nuovo aggiungo le ultime foto.

Ho sistemato le gru di capone (per la manovra delle ancore) e messo i boccaporti sul ponte di coperta.

(cliccare sulla foto per ingrandire)




Ho messo la decal sulla piattaforma sopraelevata. Le frecce indicano la futura posizione di quelli che sono invece veri e propri lucernari dei compartimenti sottostanti. Nella ricostruzione per la missione polare infatti, tutti gli eventuali oblò furono soppressi per mantenere un migliore isolamento dei locali che quindi prendevano luce solo dall'alto.



link alla galleria

 marcellodandrea :

21/3/2019 22:24
 Ho cominciato a fare il fumaiolo, con la solita tecnica (imparata facendo modellini in carta) della carta, appunto, avvolta attorno ad un tondino (qui di legno) di dimensioni adeguate, lasciando in alto abbastanza spazio per simulare un tubo cavo all'interno. La carta è incollata passo passo con attack e poi lisciata, stuccata e ancora lisciata. Altri dettagli sono in plastica.

(per ingrandire cliccare sulle foto)





Per il bordo nero in alto ho usato una decal nera per avere un bordo netto, poi ridipinta sopra a pennello. Infine una mano di satinato trasparente.




Per fortuna, ho potuto vedere (prima mi era sfuggito... sob) una foto dello sperone di prua della nave, conservato al Museo della Scienza di Milano. Ho così finalmente capito qualcosa della forma, che nel disegno era confusa. Ho aggiustato il mio togliendo l'eccedenza orizzontale (cfr. le foto precedenti) e sistemando un pezzettino più adeguato (ancora bianco nella foto qui sotto), stuccato e lisciato.




Dettaglio di foto dal Museo della Scienza e Tecnica di Milano, sperone di prua della Stella Polare.

Si noti l'andamento dello sperone del tutto adiacente al tronco di bompresso (appunto la parte che ho corretto) e le decorazioni in color oro scuro (dovremo riparlarne a proposito di quelle di poppa).



link alla galleria

 wazovski :

22/3/2019 11:49
  

 marcellodandrea :

24/3/2019 13:08
 


Ho sistemato alcuni dettagli sul ponte. I lucernari del cassero, la cavigliera a pie d'albero di trinchetto e le maniche a vento intorno al fumaiolo. Sono tutti in plasticard e preparati e verniciati a parte, altrimenti poi sul modello è impossibile.

I lucernari (cliccare sulla foto per ingrandire)





La cavigliera è formata da 4 minuscole striscioline giustapposte fra loro (peluzzo della foto a parte)




Qualche vista d'insieme con questi dettagli in posto:







Le maniche a vento intorno al fumaiolo sono tondini di plastica piegati a caldo e tagliati a misura



Sto studiando il diorama. Alla fine penso che farò la Stella Polare in navigazione, o nel viaggio di andata o in quello di ritorno. Sulla banchisa stretta dai ghiacci era molto interessante, ma per avere una scena che desse il senso della situazione (con le scogliere dietro, il pack intorno, l'accampamento distanziato a prua etc.) ci voleva un po' troppo spazio.. All'andata (autunno 1899) la nave era stracolma di attrezzature (slitte, imbarcazioni, canili, casse di viveri etc.) ma aveva tutta la velatura in ordine, ci sono alcune foto che la ritraggono mentre galleggia accanto ai primi iceberg e in mezzo ai ghiacci, mentre al ritorno (primavera 1900)  le attrezzature non c'erano più ovviamente e la maggior parte dei pennoni delle vele era sparita (utilizzata negli accampamenti) perciò immagino procedesse a vapore.

link alla galleria

 yago :

24/3/2019 20:32
 Ciao Marcello bellissimo lavoro come sempre!
Sono contento che la farai in navigazione... magari al ritorno con qualche pezzo di ghiaccio che galleggia sul mare...

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

24/3/2019 22:20
 Qualcosa del genere ?


Domenica del Corriere, agosto 1899  (la foto in fondo alla pagina, anche se viene visualizzata piccola, in realtà è a grande formato se la salvate).

foto della nave vicino ad un iceberg nell'autunno 1899


 yago :

25/3/2019 20:05
 Esatto Marcello!
Se poi la fai al ritorno , in primavera , che presumo sia un periodo in cui i blocchi di ghiaccio si staccano dal pack potresti fare dei blocchi più piccoli ( per ovviare a problemi di spazio)... anche se la situazione presentata nella foto è assai intrigante...
Comunque sia sono sicuro vista la tua maestria nel rendere i riflessi e il senso di profondità del mare sarà comunque uno spettacolo!
Ciao e buon proseguo di divertimento
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

25/3/2019 23:53
 grazie Gianfranco, vedremo... questo tipo di ambientazione (il pack, gli icebergs etc.) non li ho mai fatti prima, speriamo vengano almeno gradevoli, come dico sempre.


Due bitte (troppo alte, le ho abbassate prima di sistemarle sulla nave), l'argano orizzontale e, in primo piano, l'argano verticale.




Tutti questi elementi sono presenti in questa foto di fine 1899, che avevo inserito già in un post precedente (la freccia verde qui non c'entra niente, ma non volevo caricare un'altra foto uguale a questa). L'argano orizzontale è comunque proprio al di sotto della freccia verde, l'argano verticale poco sopra il punto di convergenza delle due gru di capone, le bitte sono poco avanti. Si noti anche la scaletta di accesso al castello.

 

Nella foto sopra si vedono solo le due parti laterali dell'argano orizzontale, mentre nella foto qui sotto si vede completo.

(dettaglio di foto, cerimonia di consegna della Stella Polare alla Regia Marina dopo la spedizione polare).




Gli stessi dettagli verniciati e una catenina di ottone per le ancore che mi ha fatto un amico orafo.




Il tutto montato. C'è anche la scaletta, un po' nascosta dall'argano. E' un residuo di un foglio di  fotoincisioni, ma non ricordo di quale marca.




link alla galleria

 frank1959 :

26/3/2019 13:38
  Davvero un grande lavoro, mi piace moltissimo. Aspetto con ansia di vedere l'ambientazione . 
Francesco  

 marcellodandrea :

26/3/2019 22:20
 Grazie :-) Ecco l'ambientazione (forse).

Facendo riferimento alla foto del mio post del 24 marzo, la nave ferma accanto ad un iceberg di poppa. A destra, lo scalandrone abbassato ed una lancia accostata. Intorno sempre a destra, lastre di ghiaccio e neve e qualche omino sulla loro superficie. Ho approfittato per montare l'asta di fiocco sul bompresso. La base al momento è forex nudo e crudo, scavato per alloggiare lo scafo. Dovrò rivestirlo di compensato e poi lucidarlo, inserire sotto una basetta poco più larga e infine fare la bacheca in vetro, come al solito.





L'iceberg è una corteccia di sughero raccolta in un uliveto, immersa in diluente nitro per farla disidratare (adesso è dura come pietra). Sarà poi rivestita in vari modi, li sto studiando ora, come il resto delle lastre di ghiaccio.




La prua con la scaletta più visibile che non in precedenza. Oltre l'asta di fiocco ho montato anche il blocco su cui era inchiavardata alla base (l'ho modellato da un cubettino di resina, residuo di qualche figurino).




Una mano di grigio cinerino chiarissimo e una lumeggiatura con il bianco sopra. A questo punto ho dato una mano di satinato trasparente su tutto il ponte, compresi i dettagli che ho montato, così da fissare definitivamente la decal e far sparire eventuali macchioline di colle varie.



Ora, in parallelo all'ambientazione, mi dedico all'attrezzatura della timoneria di poppa, che ha qualche complicazione, perché non ho più foto dove si vede chiaramente e dovrò fare riferimento ai disegni (poco chiari) e ai modelli (dove ho già visto che mancano diverse cose).

link alla galleria

 Cesko :

27/3/2019 21:54
 Ciao Marcello eccoti di nuovo allopera su uno dei tuoi ovetti alla Fabergè. A parte i sempre meritati coomplimenti volevo chiederti come hai fatto a piegare il tondino in plasticard dal quale hai ottenuto le maniche a vento ai lati del fumaiolo. Ciao 

 marcellodandrea :

28/3/2019 00:29
 Quote:
Cesko ha scritto:  come hai fatto a piegare il tondino in plasticard dal quale hai ottenuto le maniche a vento ai lati del fumaiolo.


Tenendolo con la mano sinistra, l'ho passato un attimo sopra la fiamma di un accendino, poi con la mano destra ho  "tirato" una parte verso il basso, creando una curva molto stretta. Ho tagliato in modo da avere l'apertura della manica ad angolo retto, ho lisciato un pochino i bordi con carta abrasiva 600.

 marcellodandrea :

30/3/2019 12:05
 Vediamo ora qualcosa su cui la documentazione fotografica comincia ad essere lacunosa, la piattaforma della timoneria a poppa.

Cominciamo appunto con le foto, poi vedremo i modelli on line (Hachette e qualche altro).

La prima foto (cliccare per ingrandire) mostra con le frecce gialle la struttura principale della timoneria, cioè il timone. A sinistra la ruota è coperta con un telo. A destra il rullo, su cui erano avvolti i cavi che manovravano la barra, è sostenuto da una singola asta verticale, con un piccolo sostegno (presumo metallico) diretto verso prua (messo per chiglia come si dice).  Sono sorpreso che lo sforzo dei cavi che manovrano la barra del timone (i cavi vanno alla murata, danno volta a dei bozzelli e tornano al centro, dove è la barra che ruota sopra il tavolato del ponte, anche se qui non si vede) sia sostenuto da un singolo sostegno così sottile e nessun rinforzo che contrasti la trazione laterale, ma tanto è.

Quelli che sembrano altri due sostegni verticali più grossi ai lati del rullo sono, in realtà (a meno di mie sviste), due colonnine del parapetto.

C'è poi, subito dietro la ruota del timone, un sostegno (deve esserci per forza) che sembra fatto a x, in modo più convenzionale (rispetto a quello verticale a poppa).

(dettaglio di foto del giugno 1899 )





Nella foto seguente le frecce gialle indicano il timone e le strutture associate. La freccia verde invece indica una cosa nuova, una "ruota" orientata sempre per chiglia e sostenuta da una attrezzatura appena visibile, di funzione sconosciuta ma, probabilmente, una sorta di verricello.
(dettaglio di foto dell'autunno 1899)





Idem. Qui la nave è nell'inverno 1899-1900 prigioniera dei ghiacci. Si notano le stesse cose, per quanto più confuse, e anche, al di sotto del rullo della timoneria, delle strutture rialzate, simili a grosse scatole, che potrebbero essere degli osteriggi o qualcosa di simile.




Questo, per finire, è il dettaglio di una foto che mi ha gentilmente inviato il patron di RegiamarinaMas. Mostra la Stella Polare a Fiumicino una volta diventata museo galleggiante. La freccia mostra il solito timone e strutture associate, ma il verricello (o quello che è) non c'è più. Lo scafo è diventato tutto scuro (prima era bianco o grigio molto chiaro) ma non saprei dire quale tonalità di colore esattamente.



link alla galleria

Ora scappo che ho da fare, continuo più tardi :-)

 corale :

31/3/2019 11:40
 Premetto che di navi non capisco niente, ma quando vedo la tua firma ad un WIP non posso non aprirlo e rimanere attratto dalla tua manualità e ingegnosità. 

 syerra :

31/3/2019 12:29
 ti seguo...come sempre! ;-)

 marcellodandrea :

1/4/2019 01:19
 Grazie a tutti e se avete osservazioni o suggerimenti fateli perché anche io faccio errori ovviamente...

La seconda puntata, diciamo così, riguarda alcuni modelli che ho trovato in rete (ho chiesto, in questo forum come in altri, se c'era qualcuno che aveva costruito il modello Hachette, nella speranza che quei piani fossero migliori, ma nessuno ha risposto, così mi sono dovuto arrangiare...)


Nei seguenti modelli la freccia gialla indica la parte terminale del rullo del timone (come nel post precedente). Si noti che il sostegno è diverso rispetto alle foto della nave vera. La freccia verde indica qualcosa che qui non c'è, la "ruota" del presunto verricello.  Notate il colore dei salvagente, bianco e rosso, e confrontatelo con quello delle foto della nave vera, uniformemente bianco (o forse grigio chiaro). Notate anche, e confrontate con le foto della nave, il colore dello scudetto in mezzo al fregio (blu con croce rossa qui nei modelli, ma sicuramente con croce bianca o chiarissima nella nave vera - presumo fosse, nella realtà, lo stemma sabaudo, salvo smentite).
Per finire confrontate anche la targhetta con il nome della nave, solo nel primo modello rispecchia quella della nave vera, con il bordo e le lettere del medesimo colore molto scuro.



Qui il sostegno posteriore del timone è più complicato ma non saprei dire se quei sostegni laterali siano possibili oppure no. Nelle foto non si vede niente del genere.













Comunque sia, anche se non ho visto i disegni, immagino che i modelli siano coerenti con i disegni, per cui c'è effettivamente qualcosa che non va in molti dettagli. Il mio modellino in 1:350 è troppo piccolo per rispettare la presenza di ogni singolo dettaglio, ma almeno quelli ben visibili nelle foto della nave vera dovrebbero essere riprodotti in modo ragionevolmente corretto. Sono un po' sorpreso perciò di queste imprecisioni, perché le foto sono piuttosto chiare.

P.S. Mancano anche, nei modelli, le due luci di posizione laterali presenti nella nave sopra dei piccoli buttafuori simili a mensole e coperti di solito da un telo (si noti il marinaio in piedi accanto al parapetto, nel mio post precedente e una delle lanterne proprio davanti). Di contro, ci sono troppe caviglie sui lati, o almeno questo è quello che mi sembra guardando le foto (quelle del post precedente e qualcun altra) dove, al massimo (se non è un effetto ottico), di caviglie ne vedo una sola per parte. Per parare un'ultima eventuale obiezione, è vero che in foto prcedenti o successive alla spedizione alcuni di questi dettagli (il verricello come le lanterne) sono assenti, ma i modelli (e quindi i disegni relativi presumo) rappresentano la nave durante la spedizione, col pieno carico di attrezzature per il polo (barche, masserizie, slitte, cajaki, canili etc.) e quindi quei dettagli dovrebbero esserci.

 marcellodandrea :

4/4/2019 00:44
 L'anno scorso avevo cominciato ad interessarmi ad un diorama che comprendeva alcune attrezzature portuali di Genova e gli esploratori Racchia e Riboty. Le navi erano facili, ma la gru che mi interessava riprodurre non aveva disegni disponibili. Trovai però un bel modello al museo marittimo di Chiavari, con il quale sono in contatto ed è perciò probabile che in seguito mi metta a lavorarci. Tramite il direttore del museo di Chiavari, ho saputo solo qualche giorno fa che il direttore del museo navale di Tortona aveva fatto un modello della Stella Polare con dei piani editi da Navimodel (che credo sia abbastanza famosa da non doverla presentare). Così l'ho contattato e lui gentilmente mi ha mandato alcuni disegni che riproducono la timoneria della nave. Qui sotto riporto una piccola parte che mostra la struttura del timone, che infatti ha, correttamente, un sostegno singolo verticale a poppa, dietro il tamburo, come si vede nelle foto. Nel disegno manca l'osteriggio che ricopre la testa del timone (che però si vede bene in una foto della nave nel pack e che quindi, probabilmente, si poteva montare oppure rimuovere). La parete del cassero subito davanti al timone manca di un oblò a sinistra (in azzurro) che ugualmente si vede bene in alcune foto (per esempio la prima di questa pagina, la nave a Christiania nell'estate 1899), mentre è disegnato un oblò sul portello di cui non ho immagini.

Nel disegno qui sotto ho lasciato in basso a sinistra anche lo schema delle luci di posizione (rossa e verde) ai due lati della prora, che dovrò mettere in seguito e così c'è già qui senza caricare un'altra immagine.

(dettaglio di piani di costruzione, ed. Navimodel)





Nei disegni Navimodel lo scudetto sullo specchio di poppa è (in b/n) nero con croce bianca (insomma la croce bianca non me la sono sognata, anche la Navimodel l'ha vista) e questo mi rafforza nell'idea che si tratti dello stemma sabaudo. Purtroppo l'unico disegno a colori coevo della nave è il seguente (cliccate sulla foto e ingrandite) e lo scudetto è uniformemente macchiato di rosso (in vista piccola sembra bianco con croce rossa addirittura, ma ingrandito si vede che il rosso è molto più ampio). Ma insomma, tutto considerato, credo che rosso con croce bianca sia del tutto plausibile. Purtroppo l'autore non ha inserito i salvagente e così non sapremo mai se erano bianchi oppure no, ma pazienza.

(dettaglio di foto, copertina della Domenica del Corriere, 6 agosto 1899)

 frank1959 :

4/4/2019 09:42
  Ciao 
non so se possa servire ma ho lavorato un po' su una foto della poppa della stella polare e direi che lo stemma posteriore è sicuramente dotato di una croce bianca, impossibile stabilire il colore dei quarti attorno alla croce, tuttavia essendo stata acquisita direttamente da un membro della famiglia Savoia-Aosta ritengo sia altamente probabile che i quarti siano rossi come da stemma familiare. Mi resta solo un dubbio sul rilievo che si vede sopra lo stemma. Qualora fossa la corona ducale l'attribuzione sarebbe certa, ma anche così mi sembra quasi sicuro. 
Ancora un ragionamento sulla bandiera a poppa, visto le dimensioni ed il posizionamento dello stemma sabaudo è sicuramente una bandiera della marina mercantile, coerente con l'iscrizione della goletta nei ruoli del naviglio mercantile. Mi sembra che il tono del rosso sulla bandiera sia abbastanza compatibile con quello dello stemma. Spero ti sia utile 
Ottimo lavoro per il resto, ti seguo molto interessato. 
Francesco 





Immagini postate a scopo di discussione modellistica

 marcellodandrea :

4/4/2019 16:48
 Certo che è utile, non solo a me, fa parte della ricerca storica e sono felice che ci sia questa collaborazione. :-)

 marcellodandrea :

5/4/2019 00:09
 

Ho montato la timoneria di poppa, facendo prima a parte gli osteriggi e le coppie di bitte laterali con plasticard e tondini fissati su nastro biadesivo con una mano di primer (cliccare sulle foto per ingrandire)




poi dipinti ad acrilico




Purtroppo mi sono dimenticato di fare una foto del verricello prima di colorarlo, la struttura è di plastica, la ruota invece è ricavata dalla fotoincisione di un grosso avvolgicavi in scala 1:240. La struttura del timone è composita: il tamburo è un tondino metallico con filo da cucire avvolto intorno fino ad ottenere il diametro giusto, i cavi che manovrano la barra del timone sono di sprue stirato, la ruota del timone è una vecchia fotoincisione del timone del Lusitania in scala 1:350 (residuo del foglio con cui feci il Titanic molti anni fa) che mi sembrava di dimensioni adeguate (era molto grande) stando alle foto e ai disegni, poi dipinto ad acrilico.




Ho inserito l'oblò di cui parlavo in precedenza sul lato sinistro della parete posteriore del cassero.
Già che c'ero ho messo anche i salvagente a ciambella, dipinti di bianco. Non sono sicuro che fossero bianchi, potevano essere grigio chiaro per esempio, o addirittura arancione chiaro (molto chiaro). purtroppo le uniche immagini colorate (le copertine delle riviste illustrate) non mostrano i salvagente. Certamente non erano a settori bianchi e rossi come sui modelli in rete, sulle foto storiche sono di un uniforme colore chiarissimo. 




Ho dipinto anche l'opera viva (in verde acrilico, poi ripassato tutto con una mano di satinato trasparente). Purtroppo (freccia gialla) non mi sono accorto di una gocciolina di colore verde finita sul fumaiolo, l'ho vista solo nella foto. La correggerò, ma è una seccatura.




link alla galleria

 frank1959 :

5/4/2019 14:54
 Ho provato a rilavorare un po' la foto per vedere se era più leggibile. 
Ciao 
Francesco 

 marcellodandrea :

5/4/2019 20:07
 Grazie :-)    Si noti come è bassa sull'acqua, a causa del carico di materiali per la spedizione polare. Tutte le masserizie sopra sono poco leggibili perché erano comunque coperte da teli vari. L'alberatura e tutto il carico sono le prossime cose da fare nel modello, ne parleremo perché ora volevo dedicare qualche giorno a valutare la basetta.

 marcellodandrea :

7/4/2019 16:58
 Ho fatto l'argano a motore con il solito mix di plasticard e tondini. La lunga basetta in carta serve a maneggiarlo, poi la taglio ovviamente.




Ed eccolo verniciato in grigio e sistemato (freccia verde).  Ho anche tolto la macchiolina di vernice verde sul fumaiolo (freccia gialla) e modificato il colore interno delle maniche a vento da nero a rosso (freccia rossa).





Ho messo il rosso sulle maniche a vento perché è saltata fuori (da internet) questa copertina della rivista "La Tribuna illustrata". La risoluzione era molto bassa e quindi è sfuocata, ingrandendola, ma è anche l'unica riproduzione a colori coeva (dovrebbe essere del 1900 o del 1901, purtroppo non c'era la data - le riproduzioni a colori che conosco sono quattro in tutto, della tribuna illustrata e della Domenica del Corriere) in cui si vedono le maniche a vento e queste sono evidentemente rosse all'interno.

Per inciso, si vedono anche i salvagente e sono bianchi.



link alla galleria

 marcellodandrea :

16/4/2019 13:11
 

Procedo iniziando l'alberatura. Gli alberi sono in tondino metallico, ritagliati sui disegni in scala, incollati
con attack e fascette di carta bagnate in attack e lisciate.
E' necessario impostare l'alberatura ora, prima di sistemare tutte le masserizie sui ponti, perché non posso rischiare che gli ingombri intralcino il corretto andamento a scendere delle sartie e degli stragli.




PS sto leggendo un po' per volta il diario della spedizione (che è linkato all'inizio di questo topic) , perché ogni tanto ci sono utili informazioni a decifrare qualche struttura della nave. E' comunque interessante di per sé rendersi conto di come l'esplorazione dei poli fosse, alla fine del XIX secolo, difficile quasi quanto sbarcare sulla Luna (in febbraio si scendeva a - 47 gradi centigradi). Devo dire, semmai, che mi scontro con la mentalità dell'epoca, evidentemente abituata a considerare gli animali (cani, orsi bianchi, foche, trichechi, uccelli vari) come oggetti di nessuna importanza e funzionali solo allo scopo che si voleva ottenere (più di 120 cani morti considerando anche i cuccioli nati nel frattempo, 37 orsi bianchi uccisi comprese molte femmine con cuccioli, più un numero imprecisato di altra fauna).


link alla galleria
 

 wazovski :

16/4/2019 19:34
 Ottimo lavoro, davvero un lavorone eseguito fin qui, bravo. Per il discorso "animali" le cose non sono cambiate molto da allora, e allevamenti di ogni tipo, zoo, stabulari, parchi acquatici e feste/sagre, caccia/pesca e chi più ne ha più ne metta, sono lì a ricordarcelo ogni giorno, purtroppo

 yago :

16/4/2019 21:36
 Ciao Marcello :-)
Il lavoro procede alla grande e sempre ben "organizzato" ;-)
Concordo in pieno con Waz a cui aggiungerei anche tutti quelli che rimangono indifferenti a tutto ciò... ma purtroppo moltissime persone ormai vivono in un mondo del tutto artificiale che non va al di la del display del loro cell o pc tanto da dimenticare come sia quello vero...

Ciao
Gianfranco :-)

 frank1959 :

17/4/2019 08:42
  Quoto appieno quanto detto nei 2 post precedenti. Ottimo lavoro, si prospetta un risultato spettacolare. 
Ciao 

 matteo44 :

18/4/2019 09:23
 Gran bel lavoro... complimenti!

Concordo anch'io su quanto detto per la questione degli animali... purtroppo una parte della razza umana ha preso una direzione disumana e cattiva... come diceva anche Einstein; "l'uomo ha inventato la Bomba atomica ma nessun topo costuirebbe una trappola per topi"

Quote:
yago ha scritto: ...aggiungerei anche tutti quelli che rimangono indifferenti a tutto ciò...

Queste sono le persone peggiori! Ancor più di chi ha compiuto l'azione...

 marcellodandrea :

18/4/2019 13:15
 Visto che ora ci sono alcuni giorni di vacanza per la Pasqua, permettetemi di "propinarvi" un piccolo indovinello. Osservate bene questa foto, considerate poi che è una cartolina in vendita e infine ditemi, se volete, le vostre considerazioni. Prometto che non la tiro troppo lunga, vi chiarirò il "mistero" rapidamente
:-)

 yago :

18/4/2019 21:07
 Ciao Marcello , a me sembra che lo stemma al centro del tricolore non sia Sabaudo....

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

18/4/2019 21:13
 Ottimo inizio yago !!!  :-) :-) :-)     ma non è tutto qui (è solo un gioco eh, ma carino e istruttivo).

 yago :

18/4/2019 23:22
 :roll: ...un paio di maniche a vento di troppo?
Poi , ma magari ci potrebbe pure stare , l ancora non mi convince ; la nave è ormeggiata alla banchina a prua, e l ancora non è ne affondata( magari per evitare che in caso di ghiaccio rimanga intrappolata) ne caponata al suo posto...ne si vede fumo dal comignolo che lascia presupporre che sia stata scattata proprio durante la salpata dell ancora per una manovra....
Mah per ora mi arrendo c' ho sonno :-D :-D

Ciao
Gianfranco :-)

 frank1959 :

19/4/2019 08:36
  Secondo me non è scattata durante la spedizione al polo, forse durante la spedizione di Nansen in Groenlandia, o prima ancora. La Nave è norvegese. 

 matteo44 :

19/4/2019 08:49
 A me sinceramente, non convince molto l'ultima scialuppa... rispetto alle altre (sopratutto se la confrontiamo con la prima) ha dei riflessi di luce troppo strani e precisi... 

 marcellodandrea :

19/4/2019 12:42
 Come si dice, ogni gioco è bello finché dura poco. Ecco dunque svelato il mistero. La foto in questione ("rara stampa estratta da rivista d'epoca 1899" come recita la dicitura di vendita) è in realtà un fotomontaggio.

La foto "vera", con bandiera norvegese a poppa, è questa (cliccare per ingrandire)

(FOTO INSERITA A SOLO SCOPO DI DISCUSSIONE MODELLISTICA - La baleniera Jason nel 1892-93, durante la spedizione al Polo Sud di Carl Anton Larsen)




Tutte le "stranezze" che avete notato nei messaggi sopra sono giuste, a cominciare dallo stemma pseudo-sabaudo a colori invertiti. Quando ho visto per la prima volta la foto della stampa in vendita, ho notato anche io, per prima cosa, lo stemma sulla bandiera, così sono andato a vedere le altre foto che ho raccolto sia della Stella Polare che del Jason e ho trovato subito l'originale. In effetti, anche lo scafo è diverso, la disposizione delle scialuppe è diversa, così come quella delle maniche a vento etc. Tutte cose che poi furono modificate sulla Stella Polare.

Considerato il piccolo prezzo della stampa, se fosse davvero un "falso d'epoca", cioè tratto da una rivista del 1899 con quella dicitura stampata sotto "La Stella Polare dove è imbarcato il Duca degli Abruzzi" (notate il tempo presente, è imbarcato), a mio parere varrebbe un po' di più del prezzo richiesto.

Non è la prima volta che mi imbatto in fotomontaggi di navi, a fine anni '30 per esempio si trovano molte foto di cacciatorpediniere modificate per farli sembrare in alto mare, oppure con i codici letterali diversi per rappresentare altre navi della medesima classe (ad esempio nei "Dardo" è frequente). Con qualche confronto si riconoscono.

Insomma, attenzione non solo ai disegni, ma - purtroppo - anche alle foto "d'epoca": non si sa mai... :-) :-) :-)














 marcellodandrea :

1/5/2019 22:32
 Allora riprendiamo il via, un passo alla volta...

Le coffe sono del tipo semicircolare, tipiche della fine dell'800. Sulla Stella Polare la coffa di trinchetto è completa senza alcun dubbio, si vede nelle foto e anche sui disegni e i modelli è ugualmente riprodotta sempre completa (cioè, a coprire tutta la crocetta, avanti e dietro il colombiere - una volta tanto sono tutti d'accordo). Si prendono le misure sui disegni come al solito... (ho fatto la piattaforma di 3 strati di carta incollati con attack, date le dimensioni; la crocetta è in plasticard).




Si aggiungono le barre traverse...




Poi si monta sopra le maschette del trinchetto. Ho messo le maschette anche agli altri alberi, sempre in plasticard. Intorno alla coffa ho aggiunto una fasciatura (in metallo nella coffa vera, qui una strisciolina di plasticard).







L'albero di trinchetto qui è  mostrato in posto ma ovviamente non incollato. Ho messo la strisciolina di plastica in basso come zeppa per farlo stare in posizione e fotografarlo. Si noti che la maggior parte della piattaforma si sviluppa posteriormente all'albero. Il buco del gatto era molto stretto (probabilmente serviva solo per il passaggio di alcune manovre) ma comunque presente, ben visibile nelle foto storiche.




Per le coffe di maestra e mezzana la situazione non è così chiara e ne riparleremo. Ciao alla prossima :-)

link alla galleria

 wazovski :

2/5/2019 11:29
  Che lavorone, complimenti! 



 frank1959 :

2/5/2019 11:46
  Sempre meglio, avanti tutta !!!! 

 marcellodandrea :

2/5/2019 23:37
 Quote:
frank1959 ha scritto:  ... avanti tutta !!!! 


In mezzo agli icebergs? Scherziamo? Avanti adagissimo, meglio quasi fermi...  :-)

E dunque ecco qua un altro passo.  Sui disegni Navimodel (e, penso , su altri, credo anche su quelli Hachette), tanto che alcuni modelli che ho trovato in rete così le presentano, le coffe di maestra (1) e mezzana (2) hanno la piattaforma solo sulla parte anteriore della crocetta, come nel modello qui sotto (dettaglio di foto, campionato italiano 2011)




Nelle foto storiche della nave vera, però, così non è. Le coffe di maestra (1) e mezzana (2) sono intere e hanno la piattaforma anche nella parte posteriore della crocetta. Nella foto qui sotto

(dettaglio di foto tratta da rivista tedesca d'epoca , la Stella Polare a Tromso al ritorno dalla spedizione, 1900)


le coffe sono chiaramente intere, e così sono anche in altre cinque o sei foto diverse che ho, riprese in vari momenti della spedizione. Comunque, in rete ho trovato anche qualche modello con le coffe intere, come nelle foto storiche.

Penso che non ci siano dubbi sul fatto che le coffe fossero intere e quindi procedo a farle così :-)

 frank1959 :

3/5/2019 09:13
 In mezzo agli icebergs? Scherziamo? Avanti adagissimo, meglio quasi fermi...  <img src=" style="border: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgb(231, 231, 231);" />


 dj :

4/5/2019 12:32
 Mi hai sempre detto che se le foto sono ben datate e contestualizzate non mentono mai ... e sono pienamente d'accordo (visti i trascorsi) ... quindi avanti così  
Sto facendo delle prove per il mare con gel trasparente e bicarbonato che forse potrebbero tornare utili anche a te per questo soggetto visti i primi risultati ... a presto dire ...
Giuseppe 

 marcellodandrea :

4/5/2019 20:35
 C'è tempo per il mare nel mio modello, quindi aspetto senz'altro le tue prove , grazie :-)

 marcellodandrea :

4/5/2019 22:30
 Giusto per eliminare ogni dubbio, aggiungo un altro paio di immagini delle coffe complete della Stella Polare (per ingrandire, cliccare sulle foto).


(dettaglio di foto, Stella Polare a Christiania, prima della partenza per il polo, estate 1899)


Già che ci siete, date un'occhiata anche al colore dell'alberatura qui sopra ...

e infine questa, relativa alla sola coffa di mezzana:

(dettaglio di foto tratta dalla monografia di Amedeo di Savoia, la Stella Polare tra i ghiacci, inizi 1900)





Nel frattempo ho completato gli alberi, in tondino metallico. Le fascette sono di carta indurita in attack e lisciata, le coffe hanno la piattaforma in tre strati di carta incollata con attack e lisciata, le crocette sono in plasticard (mi accorgo ora, guardando la foto, che la barra traversa anteriore della crocetta di gabbia di trinchetto, la prima a destra, è sollevata; deve essersi storta maneggiandola, d'altra parte è sottilissima; poco male, la raddrizzo oppure la sostituisco).







link alla galleria

 marcellodandrea :

6/5/2019 00:03
 Fatti gli alberi, viene ora il problema di come colorarli.

Sui modelli che ho trovato in rete (Hachette, modelli di musei, modelli di campionati italiani) il bompresso è bianco con l’asta di fiocco in legno naturale (o bianca); ugualmente l’alberatura è in legno naturale con crocette, coffe e colombieri bianchi. Aggiungo, perché è importante, su questi modelli lo scafo della nave è bianco e i fregi di prua e di poppa dorati.

Fino ad oggi ero di fronte a quella che sembrava una prova incontrovertibile del fatto che i modelli fossero giusti: ovvero l’esistenza di parte dello sperone di prua e del bompresso della Stella Polare, conservato al Museo della scienza di Milano. In quel reperto sperone e bompresso sono bianchi, e i fregi dorati.

(foto inserita a scopo di discussione modellistica - per ingrandire cliccare sulla foto)



Ora, tempo fa, il patron di RegiamarinaMas (che distribuisce accessori per navi, suoi e di molte altre ditte) mi ha gentilmente inviato un’immagine della Stella Polare vista di poppa tratta dalla pagina facebook della Proloco di Fiumicino: nel 1911 la Stella Polare fu donata al comune di Roma che allestì un museo ormeggiando la nave a Fiumicino fino al 1921.

(dettaglio di foto)



Dopodiché la nave fu trasferita a La Spezia, dove fu distrutta da un incendio. A quel punto, alcuni reperti furono recuperati, tra cui il pezzo di prua conservato a Milano. Sulla base di quell’immagine poi ho potuto datare e collocare un’altra foto, trovata in rete, che mostra la nave nella stessa condizione ma vista di prua.

(foto inserita a scopo discussione modellistica)



Ho avuto davanti agli occhi queste due foto della Stella Polare a Fiumicino per oltre un mese, SENZA RENDERMI CONTO DI UNA COSA OVVIA. E cioè, che la nave - che durante la spedizione polare era in un colore molto chiaro - a Fiumicino era stata TUTTA verniciata in un colore molto scuro (forse nero) e , successivamente, era pure bruciata. E, QUINDI, che qualunque reperto fosse sopravvissuto, era stato per forza di cose restaurato e, soprattutto, RIVERNICIATO. Nella fattispecie, lo sperone di prua e il bompresso conservati al Museo di Milano NON mostrano i colori originali della nave nel 1899-1900 (durante la spedizione polare), ma quelli applicati dai restauratori sulla base… di che? Non lo so. Beh, in teoria, applicati sulla base delle foto storiche.

MA le foto storiche a me dicono che la nave è grigia (io ho fatto il mio modellino grigio chiaro, comunque), dicono che i fregi sono bianchi (o dello stesso colore grigio della nave), che tutta l’alberatura, bompresso compreso, è scura (probabilmente in legno naturale).

Perciò, ho appena scritto al Museo della scienza di Milano, al Museo tecnico navale di La Spezia e alla Proloco di Fiumicino, chiedendo lumi su questa vicenda. E’ possibile che io mi sbagli (teniamo presente che una foto del 1899 era fatta su supporti che non avevano certo la tolleranza ai chiaro/scuri di quelle attuali e che quindi, a diaframma completamente chiuso per “leggere” la neve, qualsiasi colore, anche un bianco opaco, poteva facilmente diventare scurissimo o nero sulla stampa – cioè, sia le foto che l’ambiente polare erano pessimi per interpretare i colori dei soggetti) e che mi vengano fornite spiegazioni convincenti a sostegno della colorazione bianca e dorata.

Può  anche darsi, però, che non ci siano spiegazioni al riguardo. Nel qual caso, credo che ignorerò tranquillamente la consolidata consuetudine di disegni, modelli e campionati vari, e farò i colori per come li interpreto io nelle foto: scafo grigio chiaro (lo è già), fregi bianchi o grigi (sarà un problema evidenziarli…), alberatura tutta in legno naturale (questo è più facile…).

La farò, per inciso, nei medesimi colori riportati su una illustrazione di copertina (un disegno colorato) de "La Domenica del Corriere" del 6 agosto 1899 (scafo e fregi di poppa grigio chiaro,, alberi marrone scuro) e su un'altra de "La Tribuna Illustrata" del 10 febbraio 1901 (scafo grigio, fregi non visibili, alberatura tutta scura) :-)


PS - Solo tra parentesi, il Fram restaurato nel suo museo a Oslo (ci sono molte foto in rete) mostra l’alberatura completamente in legno naturale e assomiglia tremendamente all’impressione che mi fa la Stella Polare nelle foto d’epoca.

PPS - una curiosità trovata per caso. La "Edizioni Grinta giochi" pubblicava tanti anni fa una serie di album di trasferelli, uno dei quali dedicato proprio alla Stella Polare. Si trova facilmente in rete l'immagine della copertina digitando "Stella Polare edizioni grinta giochi". Non so di che anno sia (credo di parecchi anni fa ma ignoro quando - se qualcuno lo sa mi fa piacere se me lo comunica qui nel topic) , però, guarda caso, il disegnatore ha fatto il bompresso e il resto dell'alberatura tutta marrone scuro: avrà tirato a indovinare o ha visto anche lui le foto della nave? :-)

 wazovski :

6/5/2019 08:04
  Considerata la mancanza di informazioni certe,, secondo me puoi tranquillamente farla come ti pare 

 frank1959 :

6/5/2019 09:18
 Il tuo ragionamento mi sembra che fili perferttamente quindi procederei con scafo grigio ed alberatura legno naturale. Per i fregi, se applichi un lavaggio allo scafo dovrebbero evidenziarsi, in ogni caso puoi profilarli con un grigio leggermente più scuro. 
Grande lavoro, anche di scavo storico. Mi piace !!! 
Francesco 

 marcellodandrea :

7/5/2019 22:29
 Nel frattempo, in attesa di una risposta dai vari musei che può anche darsi che non arrivi, procedo montando l'alberatura.

Incollo prima i due alberi più distanti, a prua e poppa, così è più facile allinearli. Quello in mezzo poi sarà ugualmente più facile da allineare con gli altri due.




Ed ecco messo anche il terzo. Ho poi dato due mani di un mix di marrone ombra, marrone dorato e smoke (tutti Vallejo) all'alberatura, compreso il bompresso, per ottenere un legno naturale scuro. Le fascette e le teste di moro non sono ancora dipinte in grigio ferro.  Naturalmente, se arrivassero notizie di qualche tipo sulla colorazione del bompresso (bianca? - il bompresso è quello corto sotto; l'asta di fiocco è quella più lunga sopra) farei presto a correggere. 

Per sistemare gli alberi correttamente (oltre che prendere le misure sui disegni, come ho già mostrato in precedenza, bisogna anche sistemarli in modo che la coffa di maestra sia appena più alta di quelle ai lati, mentre l'altezza degli alberi deve diminuire da prua a poppa) ho fatto semplicemente degli alloggi nello scafo un po' più profondi, poi ho inserito dei riempimenti di plastica per riportare ogni albero all'altezza corretta.







restiamo in attesa di notizie :-)

link alla galleria

 marcellodandrea :

8/5/2019 13:10
 Quote:
marcellodandrea ha scritto: Nel frattempo, in attesa di una risposta dai vari musei che può anche darsi che non arrivi...



Mi rimangio subito quello che ho scritto. La risposta è arrivata (da MIlano) e anche con molta disponibilità. Per il momento, mi hanno spiegato che il pezzo di prua della Stella Polare presente al Museo della scienza di Milano era stato originariamente preso in carico, dopo l'incendio del 1921, dal Civico Museo Navale Didattico di Milano, che ora non esiste più e le cui collezioni sono passate al Museo della scienza. Per quanto mi dicono, non sono ancora "arrivati" ad archiviare i dati di un secolo fa, ma dovrei avere a breve un colloquio con un curatore a proposito di questo restauro. Vi farò sapere tutte le novità :-) :-) :-)

 frank1959 :

8/5/2019 14:03
 Ottimo, a volte le cose funzionano !
Facci sapere !!
Grazie 
Francesco  

 yago :

8/5/2019 14:07
 Lavoro d eccellenza come solito e molto interessante la ricerca dello storico , il dubbio e il ragionamento relativo ... 8-)
Aspetto curioso sviluppi ...

Ciao
Gianfranco :-)

 ziochicchi :

8/5/2019 20:32
 Lavoro magnificamente incredibile  come al solito....è un piacere seguirti

 marcellodandrea :

8/5/2019 22:25
 Grazie, in realtà il modellino è minuscolo come sapete, ma la ricerca è divertente :-)


Comunque, altra novità. Nel pomeriggio ho parlato con uno dei curatori della sezione storica del Museo. Mi ha detto, intanto, che i reperti sopravvissuti all'incendio della Stella Polare a La Spezia nel 1921 furono presi in carico dal Civico Museo Navale Didattico di Milano. Una volta chiuso questo museo, tutto passò all'attuale Museo della Scienza.  La prua della Stella Polare, in particolare, fu restaurata di nuovo nel 2002/2003. Prima di riverniciare, effettuarono una indagine stratigrafica sui residui sottostanti trovando in superficie gli stessi colori (bianco e oro). Al di sotto, che lui sappia, non c'erano strati carbonizzati  (ma è possibile che questa parte non sia bruciata affatto).e neppure altri strati di colore. Per il resto, non hanno idea di quali fonti possano aver consultato circa un secolo fa, ormai, per il restauro iniziale e quindi per applicare la colorazione bianca e quella oro. Mi ha detto tra l'altro che ignoravano che la nave fosse "passata" da Fiumicino e ivi riverniciata in nero (comunque di scuro, date le foto - è impensabile, infatti, che il colore scurissimo dello scafo fosse legno naturale, non possono averla sverniciata tutta, non avrebbe senso - MA POTREBBERO aver sverniciato dal nero e da tutto il resto il pezzo di prua al momento del restauro al museo milanese, per poi riverniciarlo con bianco e oro). 

Questo lascia la questione aperta come potete capire.

Mi ha consigliato, cosa che ho fatto stasera ma devo riprovare domani perché c'era solo il custode, di chiamare il Museo Nazionale della montagna Duca degli Abruzzi a Torino perché lì hanno tutta la documentazione fotografica della spedizione polare, e tutta digitalizzata.

Cioè hanno le medesime foto della nave che ho io, ma ad alta definizione e molto probabilmente un certo numero di più che non ho ancora visto. Quindi è opportuno che cerchi di capire se posso visionarle in qualche modo senza andare di persona a Torino. O se uno dei curatori di quel museo può visionarle per me in merito alla questione dei colori, per me sarebbe (quasi) lo stesso (se dovessi scrivere un libro andrei di persona, ma così mi potrei accontentare... :-)  ).

Vi farò sapere presto, spero :-) :-) :-)

 marcellodandrea :

9/5/2019 23:33
 Una novità ed una aggiunta alla documentazione.

Intanto ho parlato con un responsabile della fototeca del Museo della Montagna "Duca degli Abruzzi" di Torino. Potrò avere la possibilità di dare un'occhiata alle loro foto ad alta risoluzione della nave. Vedremo, spero, più chiaramente se i miei dubbi su certi colori (e relative ricostruzioni) hanno fondamento oppure no.

Nel frattempo, vi presento anche una foto che da un pezzo per un verso o l'altro mi dimentico sempre di segnalare. Si tratta della prova che l'accesso al cassero dal ponte di coperta avveniva con una sola scaletta sul lato destro della nave (come ho fatto nel mio modellino e che comunque vedo anche su diversi altri) e non con due (su entrambi ii lati,  come nel modello Hachette - forse gli sembrava più scenografico...) .  Come si può facilmente notare, nella posizione indicata dalla freccia rossa non c'è alcuna scaletta di accesso dal ponte al cassero. L'unica in quel settore è sull'altro lato della nave.


(dettaglio di foto aggiunta a scopo di discussione modellistica - parte dello stato maggiore della spedizione, 1899)


 marcellodandrea :

11/5/2019 00:05
 Il responsabile della fototeca del Museo della montagna a Torino è stato rapido e mi ha inviato le (a dir la verità poche) foto ad alta risoluzione che avevano dove poteva esserci qualche possibilità di capire qualcosa dei colori dell'alberatura. In una di queste, però, a mio parere si vedono bene alcune parti bianche (dell'alberatura).

Ho confrontato con il resto delle mie foto e l'impressione mi sembra giusta. Non posso pubblicare le foto ad alta risoluzione senza autorizzazione, ma posso evidenziare per voi alcuni dettagli almeno di un paio di foto su internet a bassa risoluzione.

Dunque, per il momento, secondo me, l'alberatura - nel 1899 - aveva SOLO le seguenti parti in bianco: il boma a poppa, la parte terminale degli alberi (in alto) e la punta dell'asta di fiocco a prua.



Escludo che coffe e colombieri bassi fossero bianchi. Ho un dubbio in merito al colombiere di gabbia di trinchetto, ma potrebbe essere un semplice gioco di luci (da verificare meglio, se possibile).


In questa foto tratta da internet, scattata nel luglio 1899, è visibile la poppa della nave mentre attraversa i primi ghiacci. La freccia rossa indica il boma, chiaramente bianco. La freccia gialla indica la coffa ed il colombiere di mezzana, molto scuri e certo non bianchi.

(foto inserita a scopo di discussione modellistica)





Qui sotto, in questo dettaglio di un'altra foto presente su gettyimages.it, le frecce rosse indicano la parte terminale degli alberi, che a me sembra chiaramente bianca. Questa è una delle foto che ho ricevuto anche ad alta risoluzione (la foto è completa e mostra tutta la nave ovviamente)  e a pieno ingrandimento l'impressione del bianco è davvero molto netta.

Il punto interrogativo riguarda, appunto, il colombiere di gabbia di trinchetto: sarà bianco o no? Non lo so: su questa foto presa da gettyimages non ero sicuro (cambiando i contrasti etc. l'impressione di bianco tendeva a sparire) , ma in quella ad alta risoluzione la zona rimane sensibilmente più chiara anche cambiando i livelli di luminosità...  ma perché il colombiere di gabbia sarebbe stato bianco e tutti quelli bassi sono (chiaramente) scuri ? Boh...

Per inciso anche il "barile" di osservazione, tipico delle baleniere, è bianco.




Per ora è tutto. Ma lunedì devo contattare un funzionario dell'Istituto Idrografico della Marina che potrebbe avere informazioni al riguardo. :-)

 yago :

11/5/2019 20:54
 Ciao Marcello ! :-)
Tanto per aumentarti i dubbi invece di aiutarti;
l idea del bianco o comunque dell colore più chiaro rispetto al resto dell alberatura tutto sommato potrebbe starci secondo me , infatti non solo il colombiere e coffa sono più chiari , ma lo sono anche pennone e la noce dell albero sotto la coffa ... legno diverso per il pennone potrebbe pure essere ma non per le parti dell alberatura che sono in pezzo unico....la tonalità in foto è la stessa per tutti gli elementi " incriminati" quindi al limite sono tutti dello stesso colore.....
Aspetto ulteriori tuoi sviluppi investigativi :-D

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

13/5/2019 23:16
 Tranquillo Gianfranco, non mi complichi niente di più di quanto lo sia già... :-)

Comunque ho ricevuto altre foto, sia dal Museo Duca degli Abruzzi di Torino, sia dal Museo tecnico Navale di La Spezia, e mi sono fatto un'idea che comincia a sembrarmi logica di tutta la faccenda. Ho chiesto un paio di precisazioni, poi tireremo le conclusioni. Nel frattempo, giusto per avere qualche informazione accessoria, vorrei scrivere anche al museo del Fram, perché ho saputo che l'architetto che ha costruito il Fram, tale Colin Archer, uno dei più famosi di fine '800, è lo stesso che ha riadattato la Stella Polare.



Nel frattempo, ecco la basetta. Dal momento che la nave sarà in navigazione tra i ghiacci e con un iceberg a poppa, ho dovuto fare un alloggiamento nel legno. Non avendo strumenti adatti, ho fatto tagliare due strati di 4 mm di spessore e li ho sovrapposti, ritagliando l'alloggio per la nave. Lo strato inferiore, di 19 mm, completa la basetta principale. Poi ho incollato tutto.


(cliccare sulle foto per ingrandire)



Ho rivestito la basetta di una sfoglia di betulla da pochi decimi di spessore.




Ecco una approssimazione della scena finale. La basetta mostra anche il ripiano più largo dove appoggerà la bacheca in vetro. La nave è nel suo alloggiamento con un grosso iceberg a poppa.




link alla galleria

 wazovski :

14/5/2019 08:39
  Verrà fuori uno spettacolo, già me lo sento 

 yago :

14/5/2019 21:13
 Sarà sicuramente uno spettacolo Waz..
Marcello aspetto curioso le conclusioni di queste ricerche storiche interessantissime , questo è modellismo completo!

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

15/5/2019 09:27
 Aspetto una risposta dal museo del Fram, e ho chiesto un paio di ulteriori dettagli al Museo Tecnico navale di La Spezia. La colorazione della Stella Polare nel 1899 ora è abbastanza chiara, ma a breve vi faccio uno schema di tutto quello che so della vita della nave dal varo a oggi :-)

 marcellodandrea :

19/5/2019 23:43
 Allora, ecco le conclusioni (sempre perfettibili, si intende). Cominciamo con la baleniera "Jason".


Jason 1888, spedizione in Groenlandia – link FOTO 1
Opera morta: legno naturale scuro o nero
  Alberatura: legno naturale (presumibile)
  Dettagli: fumaiolo grigio scuro con parte terminale nera e due bande chiare (bianche?) a metà altezza; coronamento di prua e di poppa chiaro (bianco, grigio chiaro o giallo); maniche a vento non definibili

    Jason 1892, spedizione in Antartide – link FOTO 2 (e FOTO 3: fotomontaggio della foto 2 su rivista ignota italiana d’epoca con bandiere italiane a simulare la Stella Polare, l'ho inserita pochi post al di sopra)
  Opera morta: legno naturale scuro o nero
  Alberatura: legno naturale (presumibile)
  Dettagli: fumaiolo chiaro (bianco o grigio chiaro) con parte terminale nera; maniche a vento chiare come il fumaiolo; coronamento di prua e di poppa chiaro (bianco, grigio chiaro o giallo)  

  NOTE: Il seguente museo norvegese
  https://vestfoldmuseene.no/en/hvalfangstmuseet/ ha un modello della Jason (datato 1881).
 
Le immagini sono discrete e salvandole ingrandite si vedono molti dettagli, a questo indirizzo:
  https://digitaltmuseum.no/021026607300/modell Non saprei dire perché il modello sia stato dipinto come la Stella Polare (scafo bianco e opera viva verde), dal momento che le uniche foto conosciute della Jason sono quelle citate sopra.

In un quadretto a questo indirizzo
  https://digitaltmuseum.no/021176794901/jason-1881 lo scafo della nave è dipinto correttamente.  
  Ho dato un’occhiata anche all’articolo
  Larsen, C.A. "The Voyage of the "Jason" to the Antarctic Regions." The Geographical Journal, Vol. 4, No. 4. (Oct., 1894), pp. 333–344 sperando che contenesse informazioni sulla nave, ma è solo una (interessantissima, di per sé) relazione di tipo geografico e ambientale del viaggio.


Nel prossimo messaggio - appena ho un po' di tempo - completo con le notizie relative alla Stella Polare propriamente detta.


PS - oggi ero a Siena al concorso di modellismo del locale club, con un paio di diorami delle mie navine. Mi hanno detto che doveva essere presente anche Fabio (il nostro webmaster) ma che purtroppo all'ultimo momento non è potuto venire. Peccato, lo avrei conosciuto volentieri di persona... :-)

 grimdall :

20/5/2019 00:43
 Marcello c'eri anche tu qui a Siena? O che cavolo.... aspetta... ma eri te che a un certo punto mi hai detto "Questo lo conosco anche io" indicando la mia "targhetta" M+ sul gilet????? Ma te guarda.... allora sono ancora più contento di averti conosciuto, se capivo che eri tu mi sarei inchinato come omaggio alla maestria!!!!!
Ah... gente, quelli che lui chiama "dioramini con le mie navine" sono due vere e proprie opere d'arte navali, altro che!!!!!


 marcellodandrea :

20/5/2019 13:11
 Sì infatti ero io. Piacere di averti conosciuto :-)   Posso chiederti come hai fatto fare il logo di M+ sul gilet? Voglio farlo anche io... così almeno ci si riconosce.

Purtroppo hanno spostato l'orario della premiazione anticipandolo di un'ora, e io perciò sono arrivato con un'ora di ritardo. MI dispiace, lo so che alla premiazione ci sono, o ci dovrebbero essere, tutti ed è il posto più facile dove conoscersi. Comunque col logo sul gilet perlomeno "ci vediamo" comunque. :-)

 frank1959 :

20/5/2019 13:48
 Un grandissimo lavoro di ricerca, molto molto interessante e ti ringrazio molto di averlo condiviso. Sono certo anch'io che verrà uno spettacolo !!!! Fuochi d'artificio sul pack !
Francesco 

 grimdall :

20/5/2019 14:25
 L'ho fatto quando lavoravo in una ditta in cui si stampavano le magliette delle squadre di calcio, l'ho disegnato, tagliato e stampato da solo.... se dalle tue parti c'è un negozio dove stampano magliette ci vuole 5 minuti....

 marcellodandrea :

20/5/2019 19:52
 La seconda parte (c'è pure una terza) è quella più interessante dal mio punto di vista e riguarda la spedizione polare.


Stella Polare 1899, spedizione al Polo Nord (agosto 1899 - settembre 1900)
  link alla foto 4 A;  foto 4 B;  foto 4 C;  
    Opera morta: bianco o grigio chiaro

  Opera viva: verde medio (da illustrazione su Domenica del Corriere 1899, disponibile ad alta definizione presso il museo della montagna di Torino) 

  Alberatura: legno naturale, con boma (FOTO 4 A, B) e parte terminale di tutti gli alberi bianca (non è chiaro se l’asta di fiocco avesse la parte terminale bianca) (questa colorazione è presente anche sull'illustrazione della Domenica del Corriere citata sopra)


(cliccare sulla foto per ingrandire - queste foto sono disponibili sul web ma, se si desidera, si possono consultare anche ad alta definizione presso il Museo della Montagna di Torino)


foto 4A





foto 4 B (idem come sopra)




  Dettagli: fumaiolo dello stesso colore della nave con parte terminale nera, maniche a vento e fregi dello stesso colore della nave; interno delle maniche a vento rossa (FOTO 4C); salvagenti a ciambella interamente bianchi (FOTO A, B, C); scudo sabaudo a poppa (FOTO A, B: rosso con croce bianca); targhetta e nome della nave scuri (oro scuro?)


foto 4 C
   





  Stella Polare 1901 ritorno
  link alla foto 5 A (inizio pagina web) in sosta a Barcellona il 14 gennaio 1901, proveniente da Lisbona e diretta a La Spezia

foto 5 B; foto 5 C (salvare, schiarire e ingrandire) a La Spezia poco tempo dopo
    NOTA: la nave si direbbe colorata nello stesso modo che alla partenza (abbastanza ovviamente), ma il fumaiolo sembra nettamente più  scuro (grigio? oppure molto sporco) con parte terminale nera. Qui si situano i due cortometraggi di Vittorio Calcina del 1901: "La nave Stella Polare del Duca degli Abruzzi" e "L'arrivo della Stella Polare a Spezia", ognuno lungo poco più di 1 minuto, che però sembrano introvabili. Il museo "Duca degli Abruzzi" di Torino non ce li ha, né la Cineteca nazionale e neppure il Luce ovviamente (ma continuo le ricerche).


Nell'ultima parte gli sviluppi fino ad oggi (salvo aggiornamenti sempre possibili, si intende :-)  )

 yago :

20/5/2019 20:33
 Ciao Marcello! :-)
La tua perseveranza nella ricerca è ammirevole , benissimo e grazie per condividere con noi!
Sto colombiere però non ce lo vogliono proprio dire di che colore era :-D :-D ... tra l altro anche il picco dalla foto sembra avere la parte terminale bianca....metti tu l ultima parola che sarà sicuramente quella giusta!

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

20/5/2019 21:20
 Il colombiere di gabbia di trinchetto è color legno, lì in certe foto riflette solo la luce un po' di più.


In quanto alla parte terminale del pennone di randa sì è bianca. Sob... grazie mille di averlo fatto notare !!!  :-) (come dico sempre, è il bello dei forum)


Ricordo, lo vedremo nell'ultima "puntata" che probabilmente anche la punta dell'asta di fiocco è bianca, ma nelle foto dell'inverno 1899-1900 non si vede (nel senso che non è inquadrata bene e non è comprensibile il colore), mentre è visibile in quelle successive.

Tutte queste punte bianche - una specie di "corona" che incornicia la nave - potrebbero essere un sistema per aumentare la visibilità, oppure avere a che fare con le proprietà chimiche della vernice bianca, ma in realtà non ne ho idea (l'avevo chiesto al museo del Fram ma non mi hanno risposto).


Vi metto un dettaglio ingrandito della parte poppiera, con le frecce che indicano vari dettagli (boma bianco, salvagente bianchi, fregi dello stesso colore della nave, scudetto sabaudo, cornice e nome della nave molto scuri, forse oro scuro?). Ripeto che il motivo per cui insisto su questi dettagli, così come sull'alberatura, è che nei modelli che vedo in giro in rete, nei musei e infine in quello Hachette, questi colori non mi sembrano corretti.


 marcellodandrea :

22/5/2019 17:15
 Completando il lavoro, ecco le ultime note.


Stella polare post 1901 - 1911 (servizio nella Regia Marina)


Opera morta: bianco o grigio chiaro

  Alberatura: apparentemente tutto legno naturale; nella FOTO 6 E la parte terminale di tutti gli alberi (qui compresa l’asta di fiocco) è bianca

  Dettagli: fumaiolo grigio scuro con parte terminale nera; maniche a vento stesso colore del fumaiolo; fregi e targhetta con il nome della nave scuri (tutto oro scuro?); si notano salvagente a ciambella a volte bianchi, a volte scuri (arancio chiaro?)  
Nella foto sotto , la Stella Polare in porto a La Spezia in una data post 1901.Si noti la punta del trinchetto chiara, il fumaiolo e le maniche a vento scuri, i fregi molti scuri (stesso colore della cornice del nome?)

Foto 6 A




link alla foto 6 B

link alla foto 6 C

link alla foto 6 D

link alla foto 6 E

Le foto 6 D e 6 E le ho datate io, sulla base della colorazione del fumaiolo e maniche a vento e - nella foto 6 E - della presenza della battagliola della piattaforma sopraelevata fasciata in canapa.



Stella polare, 1991 (forse aprile) - 1922 circa
(dono al comune di Roma-Fiumicino)

La nave, disalberata e ancorata su un canale, è completamente verniciata in nero.

link alla foto 7 A

link alla foto 7 B (dettaglio)


Stella Polare, poppa e prua, anni post 1925 - 1945 circa (reperti conservati al Museo di La Spezia)

Qui ho una sola foto, che non metto tanto non aggiunge niente, che mostra la poppa della nave conservata al museo, completamente dipinta di nero. Molto probabilmente anche la prua, ugualmente qui conservata, era dipinta in nero (come a Fiumicino). La poppa fu poi distrutta dai bombardamenti durante la guerra. La prua invece fu trasferita a Milano.


Stella Polare, sperone e bompresso, anni post 1945 - 1952 (presso Civico Museo Navale e Didattico Milano) e post 1952-2019 (Museo della Scienza, Milano)

Qui arriviamo a due foto, una del 1973, l'altra più o meno contemporanea, che mostrano lo sperone e il bompresso dipinti in bianco, e i fregi in oro.

link alla foto 8 A


Come mi hanno gentilmente comunicato dal museo di Milano, hanno restaurato lo sperone nel 2002/2003, facendo una stratigrafia che ha evidenziato, al di sotto, solo il colore bianco e niente altro. Siccome è indubbio che la nave sia stata dipinta prima in nero (Jason), poi in bianco e di nuovo nero, è inevitabile pensare che, dopo la guerra, sperone e bompresso siano stati sverniciati e ripuliti completamente prima di essere restaurati e dipinti con i colori odierni.

*********************************

Bene, qui finisce questa lunga storia. Il film di Vittorio Calcina (fotografo ufficiale di casa Savoia) del 1901: "La nave Stella Polare del Duca degli Abruzzi" è quasi sicuramente andato perduto (non risulta né alla cineteca nazionale, né al Luce, né al Museo della montagna di Torino. Peccato.

Ma insomma credo ormai di essere abbastanza sicuro che, almeno a grandi linee, la nave nel 1899 fosse
così verniciata:

scafo bianco (o grigio chiaro) con opera viva verde
fumaiolo e maniche a vento stesso colore dello scafo
fregi stesso colore dello scafo
scudetto a poppa con colori sabaudi
cornice e nome della nave in un tono molto scuro, "forse" oro scuro
alberatura tutta in legno naturale, con l'estremità di tutti gli alberi, della randa e tutto il boma in bianco
salvagente tutti bianchi

**********************************

Infine un ringraziamento ufficiale, diciamo così, ai funzionari (in ordine di contatto) del Museo della Scienza di Milano, del Museo della Montagna di Torino, dell'Istituto Idrografico della Marina e infine del Museo Tecnico Navale di La Spezia che sono stati tutti gentilissimi e mi hanno mandato informazioni e foto aiutandomi a capire qualcosa di questo guazzabuglio. Grazie sincere a tutti.


***********************************


E ora finalmente torniamo a costruire il modello ...........   :-)



PS poi, se notate qualche incongruenza o errore o volete aggiungere qualcosa, siete tutti bene accetti lo sapete, mi piace il lavoro in equipe :-)

 yago :

22/5/2019 20:53
 Ciao Marcello, grazie per l ultimo fascicolo de " vicissitudini cromatiche di una nave"...scherzi a parte , interessantissimo inserto del tuo lavoro modellistico ; adesso come hai detto torna al lavoro! :-D

P.S.
nome della nave a poppa in bronzo come la vedi?

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

22/5/2019 23:34
 In quel caso ogni ipotesi è possibile, ma certo alcune sono più verosimili di altre. In alcuni modelli ho visto il nome dipinto di blu. Ma penso anche io che un bronzo dorato o un oro piuttosto scuro sia il più verosimile.

 marcellodandrea :

29/5/2019 00:02
 Ecco qualche aggiornamento. Non ci sono fotoincisioni dedicate ovviamente per le scalette (a cui ho tolto i corrimano perché sono diversi) e le battagliole, così ho utilizzato quelle che gli assomigliavano di più (il foglio RegiamarinaMas AF 038). (per ingrandire cliccare sulle foto).




Poi ho preparato le gru delle imbarcazioni ai lati del cassero con semplice filo metallico (sono tutte uguali; quelle ai lati dell'albero di trinchetto le metto in seguito).



e un po' di anellini per i salvagente a ciambella...




Infine ho montato tutto. Ho deciso di dipingere le battagliole in grigio medio, perché nelle poche foto dove si vedono da vicino mi sembra che siano grigie (sono più scure del colore dello scafo al di sotto) e infine perché nelle immagini "staccano" parecchio dai salvagente, che sono sicuramente bianchi.






Le fercce indicano a destra la chiesuola della campana, a sinistra i corrimano delle scalette. Nei modelli sono di metallo (rigidi e sagomati quindi), ma nella nave vera erano composti da una semplice corda tesa tra il candeliere a basso e la battagliola superiore.



La foto sotto è un dettaglio preso da una rivista tedesca d'epoca, al ritorno della nave dal Polo. Di quelle che conosco è la più chiara nel mostrare il corrimano delle scalette, fatto appunto da una semplice corda. E' una di tre o quattro, invece, che mostra chiaramente come ci fosse una sola scaletta che saliva al cassero dalla coperta, e non due.

(dettaglio di foto da rivista d'epoca - Stella Polare estate 1900, a Tromso, al ritorno dalla spedizione)




Lo stesso per le scalette a poppa. Sulla coffa di mezzana ho cominciato a montare la battagliola. Devo studiare meglio le foto, ma sembra proprio che una battagliola a due fili circondasse completamente le tre coffe (vedrò meglio).




Ho cominciato a rifinire la basetta con l'impregnante. A questo punto, prima di lucidare definitivamente e cominciare a fare il mare, gli icebergs etc., , devo portarla dal vetraio per farmi fare la bacheca.




link alla galleria

 marcellodandrea :

31/5/2019 23:47
 Ho aggiunto anche le gruette per le imbarcazioni a centro nave, sempre in filo metallico. La gruetta a lato del trinchetto è situata subito dopo la 4a sartia dell'albero. Ho dipinto anche le estremità degli alberi in bianco e messo in posto il "barile" d'osservazione (bianco pure lui stando alle foto) in cima alla maestra.





Per sistemare la prima gruetta correttamente (dopo la 4a sartia) ho riportato con il lapis la posizione delle bigotte (delle sartie) di trinchetto sui parasartie anteriori.







A questo punto, viene il difficile. Bisogna sistemare sui ponti (almeno un po' del)le attrezzature che portavano per la spedizione al Polo (complessivamente c'erano 10 imbarcazioni, tutte quelle della Jason, quindi sui ponti ci sono altre 4 scialuppe, poi i canili, le slitte, i cajaki, le casse di viveri etc. etc. ), senza che queste intralcino l'andamento delle sartie basse e dei paterazzi ai parasartie laterali e mettere pure le manovre interne dei pennoni (che dopo non sarebbe più possibile mettere). In un modello di dimensioni maggiori metterei prima le sartie, i paterazzi e gli stragli, poi le masserizie sui ponti e infine i pennoni con le loro manovre, ma qui dovrò procedere a rovescio, dall'interno (le manovre dei pennoni) verso l'esterno (per ultime le sartie, ma dovrò sistemare una sartia di riferimento per ogni albero altrimenti rischio di debordare con le attrezzature sui ponti). Beh, faccio prima a farvelo vedere passo passo... :-)

link alla galleria

 dj :

1/6/2019 15:55
  Quote:
marcellodandrea ha scritto: ... sistemare sui ponti (almeno un po' del)le attrezzature che portavano per la spedizione al Polo (complessivamente c'erano 10 imbarcazioni, tutte quelle della Jason, quindi sui ponti ci sono altre 4 scialuppe, poi i canili, le slitte, i cajaki, le casse di viveri etc. etc. ), senza che queste intralcino l'andamento delle sartie basse e dei paterazzi ai parasartie laterali e mettere pure le manovre interne dei pennoni ...

... auguri !!  ... bel lavoro ... sarà spettacolare seguire ...
Giuseppe 

 Andrea :

2/6/2019 20:34
 ... e non ti dimenticare i cani, chè sono importantissimi per la resa finale!
P.S. non ho potuto di fare a meno di notare IL LAPIS! Era un secolo che non sentivo più questa parola...

 marcellodandrea :

2/6/2019 21:43
 Ogni volta che andavo all'università passavo davanti alla FILA (Fabbrica Italiana Lapis & Affini - quello facevano all'inizio, era in periferia a Firenze, dalle parti di Campo Marte). Io l'ho sempre chiamato lapis. Le matite erano quelle colorate :-)

 frank1959 :

3/6/2019 09:40
  Mi sto gustando ogni singolo step del tuo lavoro, meticoloso all'inverosimile. Davvero l'essenza del modellismo. 
Francesco 

 marcellodandrea :

6/6/2019 20:29
 Conservo le varie materozze di resina di numerosi figurini dipinti anni fa, sono tutti a sezione quadrata o rettangolare, si lavorano facilmente e sono comodi per fare di tutto. In questo caso ho rivestito un pezzettino di plastica per montare un casottino che copre il primo boccaporto del ponte di coperta della nave. Lì sotto c'è una scala che va sottocoperta e una copertura poteva essere logica.





Che questo casottino ci fosse va dedotto da una singola foto esistente che lo mostra. La foto è questa ed è tratta dal diario del viaggio ma su questo sito è visibile (quasi) ad alta risoluzione. Si noti in basso, proprio davanti l'albero, ilcasottino in questione. Si noti anche che è aperto sul lato posteriore (verso poppavia). Non si notano portelli di chiusura (quello aperto a destra è una specie di mezzo portello e non so come spiegarlo. Tuttavia mi sembra logico che sia aperto dietro e che ci fossero dei portelli a chiusura. Nei modelli questo casottino non c'è, salvo in uno dove il portello è situato lateralmente, sul fianco destro: ma la foto mostra l'apertura dietro e così io l'ho messo dietro.




Lungo l'albero di trinchetto ho cominciato a mettere la parte basa delle manovre correnti del trinchetto, appunto. Come dicevo, devo metterle ora o poi non sarà più possibile. ma devo trovare il modo di simulare l'accumulo di cordami sulla cavigliera, in questa scala è piuttosto complicato ma vedo di inventarmi qualcosa (spero).




Per finire ho messo alcune false sartie. Mi servono per trovare le misure degli ingombri sui ponti del materiale per la spedizione (cioè per non mettere troppa roba che vada a interferire con le sartie). Poi le toglierò e metterò quelle definitive. Queste sono fissate con una puntina microscopica di vinavil.




E ora veniamo ad un altro problema ostico. La presenza - o l'assenza? - delle pale eoliche (una specie di mulino, che dava energia alle pompe di sentina e forse a qualche altra cosa immagino) situate proprio davanti all'albero di maestra. La nave è ambientata nel viaggio di andata, nell'estate del 1899, e mi sono accorto che il problema si pone purtroppo. Anche se in tutti i modelli (sempre ambientati nel viaggio di andata, quindi con il pieno carico di attrezzature) ) il mulino c'è, io non sono tanto convinto che fosse montato durante il viaggio di andata. Magari mi sbaglio, vedo meglio... :-)

link alla galleria

 marcellodandrea :

8/6/2019 00:14
 Qui cerco di farla più breve, per quanto possibile.

Dunque, il "mulino " nel viaggio di andata verso il Polo, c'era o no?

Si tratta della struttura indicata dalla freccia qui sotto (per ingrandire cliccare sulla foto).




E' un aggeggio piuttosto grosso, con 4 pale altrettanto grosse. Lo vedete qui nella nave vera, dopo il ritorno dal Polo.

Qui le pale sono indicate dalle frecce su un grosso modello, il dettaglio è tratto da questo sito e il modello è grande, lungo circa 2 metri (modello che a mio parere ha alcuni errori evidenti, il colore dei salvagente, lo scalandrone sul lato sinistro, coffe e colombieri bianchi, per dirne tre evidenti). Ma vi indico questa foto perché poi ci serve per decifrare una foto storica.



Allora, in ordine cronologico per quanto posso sapere, ci sono due foto della nave nel giugno 1899 a Christiania (cioè Oslo e prima di caricare l'attrezzatura per la spedizione) dove il "mulino" è chiaramente assente. Una è questa, è piccola, va salvata e ingrandita per vedere bene. L'altra non la ritrovo in rete, vi metto questo dettaglio che ho già usato qui.





Mi sembra chiaro che il "mulino" non ci fosse. Però qui la nave è ancora senza le attrezzature per la spedizione, insomma poteva essere ancora in corso di allestimento anche per altre cose, quindi la mancanza del mulino è poco significativa. Nel diario del Duca, a pg 28 del capitolo II c'è una stampa tratta dalle medesime foto, e ugualmente il mulino non c'è.

Un'altra foto riferibile all'inizio, diciamo così, è questa, con l'equipaggio della Stella Polare prima della partenza e la nave ancora senza le attrezzature per la spedizione. Il mulino ovviamente non c'è.

Passando al diario del duca degli Abruzzi, vediamo, in ordine di successione, questa foto, su Wikipedia in grande formato, dove il mulino chiaramente non c'è (c'è, pressappoco nella stessa posizione apparente, un picco di carico, una gru insomma, che parte dalla base della maestra e si sporge in avanti, da non confondere con il mulino). Qui la nave è completamente attrezzata ed è in viaggio. Nel diario è stampata nel capitolo II, tra le pagine 24 e 25.

A pg 31 del diario c'è un'altra foto, presa questa volta a Tromso prima della partenza. Anche qui il mulino non c'è.

Ritroviamo una stampa della nave alla pg. 62 del capitolo IV, e ugualmente non c'è il mulino. Stando al diario, è il 1 agosto 1899.

A pg 66 del cap. IV c'è un'immagine   di uno degli orsi bianchi uccisi durante la spedizione (praticamente sparavano a tutto quello che si muoveva, orsi, foche, trichechi, uccelli, senza il minimo scrupolo, questa almeno la sensazione che ho leggendo il diario) . La stampa è interessante perché a sinistra, proprio sul bordo, c'è una struttura verticale che potrebbe essere uno dei piloni del mulino. Stando al diario, è il 4 agosto 1899.

Tra pg 68 e pg 69 del cap. IV c'è una foto grande, con la Stella Polare inclinata sul fianco destro e stretta per la prima volta tra i ghiacci. Se ingrandite l'immagine, si nota una pala del mulino proprio nella medesima posizione che vi ho indicato nella foto del modello di 2 metri, all'inizio di questo post (ecco perché ci aiutava a decifrare una foto). La data è il 5 agosto, credo.

Proprio alla fine del cap IV, o immediatamente prima del cap. V, c'è una tavola grande, con la nave ferma mentre viene scaricata dai materiali. Non vedo il mulino, mentre si vede bene il picco di carico (ma attenzione, potrebbe esserci, dietro l'albero di maestra, però SENZA le pale - poi INTENDIAMOCI, a me sembra proprio che NON ci sia...   solo che è un po' strano: prima c'è, poi non c'è, poi c'è di nuovo.... come potevano montare e smontare e poi rimontare nel giro di pochi giorni? Ecco perché mi "inchino" alla possibilità che ci sia e sia nascosto dalla maestra).

A pg 84 del cap V, finalmente, il mulino si vede molto bene e, da qui in poi (qui per esempio durante l'inverno) , è sempre presente in tutte le foto, comprese quelle del ritorno a casa. In quest'ultima che metto, sempre tratta dal diario e riferita al momento della partenza per il ritorno a casa nell'agosto 1900, il mulino c'è, ma mancano le pale, appunto (pg 250 del cap. XV).


Allora, concludendo, non so se durante il viaggio di andata verso il Polo, nel luglio 1899 quando voglio ambientare il mio modellino (con i primi ghiacci e icebergs),  il mulino era montato oppure no    :-) :-) :-)

Prima di partire non c'era. A cominciare dalle foto dell'agosto 1899, c'è, o con le pale o senza, ma c'è (anche quando non si vede perché mancano le pale oppure - probabilmente - è nascosto dall'albero di maestra come dicevo prima).

Tuttavia, la foto a cui faccio riferimento per il mio modello (a parte la questione di metterci intorno il ghiaccio e gli icebergs)  è sostanzialmente questa. E qui il mulino sicuramente non c'è.

La nave ha incontrato i primi ghiacci sul mare nel luglio 1899. E dall'agosto compare il mulino nelle foto.

A mio parere, perciò, mettere o non mettere il mulino nel luglio 1899 (con i ghiacci intorno alla nave ANCORA in navigazione) diventa una questione di testa o croce. E' antipatico arrivare a questa conclusione ma non ho altri elementi per decidere. Ho cercato sul diario ma non si fa cenno ad un eventuale montaggio del mulino nel periodo luglio-agosto.

Penso di poter dire con certezza che il mulino alla partenza (giugno) non era montato e forse neppure in luglio, ma lo era in agosto, quando la nave viene bloccata per la PRIMA volta dal ghiaccio e da lì in poi rimane montato. Il mulino è un elemento "decorativo", modellisticamente parlando, carino da vedere. Ma se poi durante la navigazione del luglio 1899 non c'era è semplicemente sbagliato.

Ok, ci penso su un altro giorno e magari chiedo lumi a qualcuno che potrebbe saperne più di me di storia e architettura navale. Vediamo che consigli possono darmi.

 wazovski :

8/6/2019 16:01
  Madò che lavorone, sotto ogni aspetto. Complimentoni 

 marcellodandrea :

8/6/2019 16:25
 Quote:
wazovski ha scritto:  Madò che lavorone,  



sob... non ho la vocazione al martirio, ti assicuro che se lo avessi immaginato avrei lasciato perdere subito... :-)  ma ormai sono in ballo.


Allora, intanto che aspetto qualche parere più qualificato, due cosette per andare avanti.


Intanto questo:




Un'altra cosa in cui mi sono fidato troppo dei modelli on line (sempre colpa mia...). I boccaporti sul onte di coperta non sono bianchi, ma color legno, come il ponte. Me ne ero accorto qualche tempo fa, ma uff... poi non ho resistito e l'ho modificati.

Ecco la versione giusta in una foto della nave appena tornata a Tromso nell'estate 1900. La foto l'ho utilizzata poco indietro per mostrare i corrimano delle scalette (freccia gialla). Lasciate perdere la freccia e guardate i boccaporti sul ponti che, ovviamente, non sono bianchi.




Ho cominciato, poi, a fare i canili sistemati ai lati della coperta. Erano strutture a due piani, con un numero imprecisato di gabbie circa quadrate (nelle stampe sul diario non sembrano uguali una all'altra, ma erano una costruzione fatta "sul campo" per coì dire - così le ho messe a distanza simile ma a occhio, lasciando un minimo di imprecisione). Ogni gabbia conteneva 4 cani legati alla catena ai 4 angoli. Ogni piano era alto 1 metro, (in scala poco meno di 3 mm). Complessivamente sono alti perciò circa 6 mm. Intanto ho fatto una parete, devo farne altre tre, poi sistemare i ripiani etc. Tutto in striscioline di plasticard.




link alla galleria

 dj :

8/6/2019 19:42
 Questione mulino: non conosco la storia e l'archietettura navale più di te però viste le conclusioni della ottima spiegazione e ricostruzione storica (quanto mi piace !!) che hai fatto mi sembra che tu stesso abbia già dato la risposta : se vuoi mettere il mulino perchè rende il modello più accattivante o "decorativo" allora dovrai di conseguenza realizzare un diverso diorama rispetto alla situazione "no mulino". In ogni caso mi sembra di capire che questa decisione condizionerà l'ambientazione del diorama.
Io sarei per il mulino proprio per la particolarità stessa ... di conseguenza ... diorama con ghiaccio.
Ovviamente a te l'ultima parola ... tanto sarà un successo lo stesso ... non ho dubbi 
Giuseppe 

 marcellodandrea :

8/6/2019 20:39
 caro Giuseppe, in linea di principio hai ragione, ma io vorrei fare la nave sì in mezzo ai ghiacci e con un iceberg vicino MA  in navigazione, cioè ancora galleggiante. A partire da quando viene stretta per la prima volta dai ghiacci (inclinazione a destra), il mulino c'è, ma lì la nave è già bloccata. Comunque farla in questa ultima situazione è l'unica alternativa possibile eventualmente (lì il mulino c'è senz'altro).

 enrico63 :

8/6/2019 23:14
 Siiii, io voto per "Bloccata nel Ghiaccio" ...una figata.
Per il resto i soliti noiosissimi complimnenti. Bravo su tutta la linea.

 marcellodandrea :

10/6/2019 23:59
 Grazie di seguire il wip :-)


Due passettini avanti, in questi giorni ho pochissimo tempo...

Sto completando i due canili posti ai lati del ponte di coperta. I canili sono rappresentati in alcune immagini nel diario, per esempio queste due. Come si nota erano strutture fatte sul campo e, essendo alte poco più di due metri (ricordo che il diario parla di due piani, ognuno di 1 metro di altezza), sporgevano un po' sopra la murata. Non riesco assolutamente a capire se avevano un tetto di legno rigido o erano coperte da semplici teli. il diario dice che i cani si lamentavano tantissimo quando gli arrivavano addosso le ondate di acqua gelata (ma vah... ?), ma i canili erano aperti anche lungo tutte le pareti come si vede.

Una domanda che mi faccio è come diavolo avevano fatto per mantenere il controllo delle manovre che scendevano lungo le sartie fino alle caviglie sul capodibanda (se guardate la foto destra, a pg. 39, si vedono bene una serie di golfari, cioè semplici anelli, entro cui scorrevano le manovre che scendevano alle caviglie laterali - lo stesso sistema, comune nelle navi a vela del 7-800, è usato anche per gli altri due alberi). Nei modelli queste manovre non le vedo, ma nella stampa del diario ci sono.


Comunque, ecco qua: Ho sistenmato due piani su una delle pareti fatte in precedenza e una serie di divisori interni che le sostengono. Alcuni divisori sono più spessi ma tanto poi lo spessore non si vede e così la struttura è più robusta e lavorabile.




Si rifila tutto, si liscia tutto, non ho badato in modo rigido alla precisione perché le avevano costruite sul momento, poi si applica l'altra parete laterale e le barre a X alle estremità.




Qui i due canili (frecce rosse) sono appoggiati alle murate, per mostrare le dimensioni. La freccia gialla indica la parte bassa delle manovre che scendono a piè d'albero, devo metterle subito come già detto se no poi non potrò più montarle.



Nei modelli sul web che hanno l'attrezzatura completa e i canili, questi sono dipinti di bianco. Però io non sono molto d'accordo, erano una struttura montata sul campo e hanno un aspetto di legno naturale. Credo perciò che li dipingerò più o meno in un color legno grigio/bruno chiaro (anche sporchino, all'interno...).

link alla galleria

 marcellodandrea :

13/6/2019 23:41
 Ho dipinto i canili in un color legno "sporco", come dicevo, e li ho coperti con un telo (pellicola da cucina e vinavil), che per altro è visibile nelle foto.




Eccoli montati, facendo fede a quello che si riesce a vedere nelle (tre) foto del diario dove sono visibili, appunto.




Nel frattempo mi hanno fatto la bacheca di vetro. Qui è sistemato tutto assieme (basetta con cartoncino Fabriano artistico a grana grossa, quello che uso sempre; iceberg, nave e bacheca).




Ho cominciato poi a montare i sostegni (listelli di plasticard) del carico sistemato sopra i canili (c'erano slitte, cajaki, 4 scialuppe etc.). Non sapevo come dipingerli, li ho fatti con un color legno più rifinito, diciamo così... relativamente ai sostegni non ho praticamente nulla nelle fotografie originali.



Vedo ora che sulla sinistra dell'albero di maestra la falsa sartia (che ho messo per prendere le misure degli ingombri) è staccata in alto, ma ovviamente non ha importanza tanto poi va sostituita.



link alla galleria

 frank1959 :

14/6/2019 10:02
 Un capolavoro, poi considerate le dimensioni un capolavoro da gioielliere. 
Francesco

 marcellodandrea :

14/6/2019 10:22
 Grazie ma come dico sempre non esageriamo, i capolavori sono ben altri. Solo per limitare un po' le imprecisioni e gli errori, ogni modellino dovrebbe essere sempre rifatto due volte, almeno.

Approfitto per dire che il colore dei sostegni - marrone vivo - non mi piace per niente. Penso di aver ceduto un po' all'aspetto lindo e da museo dei modelli in rete. Non ha senso che fossero in quel colore, ma piuttosto che avessero lo stesso tono "legno sporco" dei canili. Quindi li ridipingerò prima di andare avanti :-)

 frank1959 :

14/6/2019 10:35
 Dal mio punto di vista un capolavoro non è fatto solo dal prodotto finito ma anche dalla ricerca che c'è dietro e dalla capacità di trovare soluzioni agli ostacoli che nascono durante la realizzazione. A volte capita di vedere modelli perfetti formalmente ma con marchiani errori storici o con descrizioni che evidenziano che il brillante autore del lavoro ignora totalmente cosa rappresenti ciò che ha cosi "ben condotto". 
Ecco, di questi non penserò mai che sono capolavori. 
Quindi insisto e seguo il procedere del tutto. 
Francesco  

 wazovski :

14/6/2019 14:56
  

 dj :

14/6/2019 16:54
 Quote:
marcellodandrea ha scritto: ...Approfitto per dire che il colore dei sostegni - marrone vivo - non mi piace per niente. Penso di aver ceduto un po' all'aspetto lindo e da museo dei modelli in rete. Non ha senso che fossero in quel colore, ma piuttosto che avessero lo stesso tono "legno sporco" dei canili. Quindi li ridipingerò prima di andare avanti :-)

Te lo stavo suggerendo ma hai fatto prima tu ... così quel marrone "spara" troppo  Bellissimi i canili ... sembra di sentirli ululare AAAAUUUUUU
Giuseppe 

 marcellodandrea :

14/6/2019 19:26
 Contenevano poveri animali (commento mio) educati a bastonate (nota del diario del duca). L'aspetto relativo ai cani preferisco ignorarlo, da qui in poi, altrimenti mi viene voglia di buttare via tutto.

PS Non è tanto per i cani come tali, sono un biologo e mi sento vicino a qualsiasi forma di vita.... :-)

 yago :

14/6/2019 21:53
 ...meglio di una puntata di " passaggio a nord ovest" di Alberto Angela....
Grande Marcello :-)

Ciao
Gianfranco :-)

 enrico63 :

14/6/2019 23:36
 Sarà pure come dici tu.....però è bella come un capolavoro

 marcellodandrea :

15/6/2019 00:25
 Comunque, ecco i sostegni ridipinti in "legno sporco"... :-)





Sopra quei sostegni c'è una quantità di roba che, però, non è possibile sapere come era disposta, perché nelle varie foto (ma anche in questa) si vede tutto coperto da grossi teli (grigio medio nelle foto) probabilmente cerati e impermeabili. Si intuisce (e d'altra parte è scritto nel diario) che dovevano esserci le altre 4 scialuppe (di 10 totali del Jason, tutte conservate sulla Stella Polare; ma 6 sono appese all'esterno alle gruette, quindi ne restano 4) e una poppa di queste imbarcazioni (ribaltata, con la chiglia in alto e non con la chiglia sotto come in alcuni modelli) si vede in una foto dei canili di quelle che ho linkato sopra. Poi... vattelappesca, si vedono molte assi di legno sovrapposte ma dovevano esserci anche le slitte, i cajaki e cosette simili. Ma a mio parere nessuno sa come erano disposte in dettaglio; quelle che si vedono in vista sui modelli, a parte le 4 imbarcazioni, sono disposizioni ipotetiche (credo). Al di sotto, sul ponte, ci saranno state pure varie casse di dimensioni diverse, e lì dovrò fare un po' a fantasia.

Per amore di verità, ci sono alcune foto  (ma vd. anche quella con lo stato maggiore) nel diario dove si vedono strutture di sostegno ulteriori un poco più a poppavia, a ridosso del cassero. Ma si vedono solo in quelle due foto lì, sono diverse tra loro (le hanno cambiate nel tempo intercorso tra le due foto)  e io non ho la più pallida idea di come fossero e cosa portassero. Neppure nei modelli ci sono.

Quindi mi limiterò a riprodurre i volumi delle 4 scialuppe e altri volumi senza dettagli particolari, per poi ricoprire tutto con la solita pellicola da cucina. Di che colore saranno stati i teli cerati? Boh... Su un paio di modelli li vedo in grigio medio, appunto. Ma proverò a chiedere ai vari musei con i quali ero entrato in contatto, forse me lo sanno dire.

link alla galleria

 marcellodandrea :

19/6/2019 00:10
 Sul ponte sotto i sostegni delle imbarcazioni ho aggiunto un po' di masserizie (casse in legno di varie dimensioni - in realtà cubetti di plasticard). Penso che nessuno abbia idea di come fossero disposti, così li ho messi un po' a ridosso dei sostegni centrali per lasciare lo spazio di passare lungo i canili. Probabilmente aggiungerò altre cose, ma l'effetto caotico è meglio ottenerlo un po' per volta, senza esagerare. Il barattolino di vernice ricorda la scala della nave.




Alla fine ho deciso di inserire il mulino, per ora senza pale. Ho messo il mulino perché, seppure nelle foto fino al giugno 1899 questo non fosse presente, lo era senz'altro dai primi di agosto, quando la nave era quasi alla fine del viaggio verso la baia di Teplitz. Ho pensato che fosse un aggeggio troppo grosso da montare così facilmente in navigazione, e quindi forse lo hanno montato al momento di muovere sul serio verso il nord.




Il mulino è fatto tutto di plasticard e sprue stirato. Riguardo la sua colorazione, ho fatto riferimento ad una foto posta, nel diario, in corrispondenza del 4 agosto, Qui sotto un ingrandimento di un dettaglio preso da una copia in rete, probabilmente dall'originale ad alta definizione. La foto mostra l'imbarco del primo delle decine di orsi bianchi uccisi durante la spedizione. Si noti anche l'impalcatura sotto i piedi dei marinai: è un sostegno di qualche tipo, ma questa è l'unica foto dove lo vedo e non ho idea di come fosse fatto , se era solo lì oppure arrivava all'altro lato del ponte...

La freccia verde indica la bussola tipo Magnaghi a liquido (è scritto nel diario), regolamentare nella Marina italiana: l'ho già fatta in plastica ma non ancora verniciata, devo capire di che colore era tutto l'aggeggio.

Le frecce rosse indicano il mulino: si noti in basso la parte di colore distintamente più chiaro della parte alta (cliccare sulla foto per ingrandire); ho dedotto plausibilmente che il mulino fosse in legno naturale, con il bordo esterno basso in bianco o grigio chiaro. I meccanismi in alto che reggono le pale li ho fatti in grigio ferro.








Una foto d'insieme giusto per vedere l'effetto che fa...



Altra questione è mettere le pale. Quella era roba leggera e potevano benissimo toglierle e rimetterle facilmente (ci sono foto con e senza pale). Vedremo...

Ora vado qualche giorno al mare in vacanza, o almeno spero :-) Ci risentiamo ai primi di luglio. ciao a tutti

link alla galleria

 alberto66 :

19/6/2019 10:47
  Ciao Marcello....c'è poco da dire....Bravissimo !!!

Ciao Alberto

 marcellodandrea :

4/7/2019 23:23
 Purtroppo le vacanze sono finite dopo soli quattro giorni perché abbiamo dovuto ricoverare mia mamma. Ora è tornata a casa e io la assisto ed è curioso che la situazione sia identica a quella dell'anno scorso, quando nei pochi minuti liberi al giorno feci pian piano il minuscolo vascello spagnolo della campagna 2018. Anche ora dedico pochi minuti ogni tanto alla Stella Polare, ma la prospettiva questa volta è triste perché sarò sicuramente costretto a mettere un'assistenza fissa alla mamma e l'unico posto libero dove poterla ospitare è la stanza dove faccio ora modellini, la mia vecchia camera prima di sposarmi (purtroppo a casa mia, al piano di sopra, non ho un posto dove lavorare, almeno per ora).

Comunque sia, ammesso che riesca a finire questo modellino, ecco un piccolo aggiornamento.

Una prima bozza del pack ancora non irrigidito intorno. Il ghiaccio è ricavato da una sfoglia di das, qui ancora un po' troppo spesso. La scena così è un po' bloccata, ma la foto andava fatta anche per capire l'effetto che fa, come si dice.






Una versione migliore della stessa situazione, con i pezzi molto assottigliati e più frammentati. La nave è ferma accanto alla punta di un iceberg e si trova un uno stretto corridoio ancora parzialmente navigabile. Nessun pezzo è incollato sulla superficie del mare. Sul fianco destro ci sarà lo scalandrone abbassato e una lancia a mare, come vari "omini" affaccendati sul pack.







Beh, per ora è tutto qui. Ciao a tutti :-)


link alla galleria

 frank1959 :

5/7/2019 09:33
 Anche a me piace molto di più la seconda versione. Spero tu riesca a trovare una quadra in modo da poter proseguire il lavoro, d'altra parte questo tipo di esigenze sono assolutamente prioritarie e sconvolgono la routine della nostra vita. 
Aspetto fiducioso il proseguimento di questo bellissimo progetto. 
Francesco 

 wazovski :

5/7/2019 23:07
  Noooooo, non lo vorrai mica mollare così adesso!   Ma che stiamo a scherzà davero davero.
Forza e coraggio, ancora qualche sforzo e ce l'avrai fatta, tieni duro 

 B.P. :

6/7/2019 18:05
  E' davvero bella. Bravo.

 marcellodandrea :

13/7/2019 23:32
 

Beh, piano piano vado avanti, mi faccio vivo per non farvi pensare male... anche se la situazione è abbastanza pesante. Tra qualche giorno vi posto un aggiornamento, ho aggiunto tutti i carichi (ma li avevo già fatti prima, erano solo da colorare) e le attrezzature sui ponti per la spedizione polare della nave (almeno, quelli che ho potuto capire - poi su come fossero disposti ci sono poche informazioni, giusto le foto di pochi dettagli, il resto è fantasia). Ho lavorato anche al diorama e al ghiaccio (tutto con metodi molto tradizionali).

 yago :

14/7/2019 09:58
 Splendido lavoro !
So che è difficile, ma tieni duro su tutto...

Ciao Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

16/7/2019 00:10
 Ci provo... :-)


Ecco gli aggiornamenti di cui parlavo.

Le 4 scialuppe imbarcate sui ponti erano sistemate con la chiglia in alto, come mostrato (freccia gialla) dalla stampa sul diario (le stampe del libro sono tutte tratte da foto ovviamente) e non con la chiglia in basso come mostrano invece molti modelli a grande scala (per ingrandire cliccare sulle foto). Ho aggiunto tre slitte tratte da fotoincisioni di recupero e un certo numero di volumi non meglio dettagliati perché, comunque, saranno coperti dai teli cerati. (come mostrano molte foto che ora non sto qui a mettere)







I teli cerati sono fatti col solito sistema della pellicola da cucina incollata con vinavil.




I teli sono poi verniciati in grigio medio con qualche lavaggio marrone e una passata a pennello secco di grigio chiaro (tutto acrilico).









Una prova sul diorama...




Le foto sul diario mostrano poi una grossa bussola (a forma di ghianda) (freccia rossa) e un carico di tavole di legname sul lato posteriore del cassero (freccia gialla), accanto alla scaletta che scende alla timoneria. La disposizione delle casse e dei cajaki a poppa è ipotetica, non si vede niente nelle foto anche perché pure quelli sono coperti da teli (comunque, nel solito modello del campionato italiano i cajaki erano disposti così e mi sembrava ragionevole)




Ed ecco le foto. La prima l'avevo già utilizzata in precedenza, la grossa bussola è indicata da una freccia verde.




La seconda è un dettaglio di una foto inviatami dal museo navale di La Spezia. Mostra la timoneria di poppa e  le tavole ammucchiate sul lato destro del cassero (freccia verde). La foto mostra anche i due verricelli a poppa (freccia gialla), che però sono quasi sempre fotografati coperti da un sacchetto di tela (e così li ho fatti io nel modello, vedi oltre) e la singola caviglia (freccia azzurra) che si trova sulla parte laterale della balaustra della timoneria (nei modelli in questo settore ne vengono montate due o anche di più, di nuovo stranamente perché si vede comunque bene in diverse foto che ce n'è una sola). Ufficiali a parte, il tizio con la barba bianca e la bombetta in abiti civili a mio parere potrebbe essere l'architetto navale Colin Archer (che costruì la Fram e ricostruì la Stella Polare a partire dal Jason) (beh, per lo meno gli somiglia parecchio...). La foto è un ritratto ufficiale fatto chiaramente prima della partenza.




Qui li vediamo nel modello: i verricelli coperti dai sacchetti di telo (freccia gialla), le caviglie (freccia verde). La freccia rossa indica una banderuola posta sul lato sinistro della piattaforma rialzata (si vede in una singola foto ma c'è).




Per finire una "pila" di cajaki montati proprio davanti al fumaiolo (frecce gialle), dettaglio di una foto ad alta definizione che si trova in rete, ripresa prima della partenza probabilmente in Svezia.




Qui i cajaki sono indicati dalla freccia gialla (la freccia verde indica la solita bussola). Per sistemare i cajaki ho leggermente modificato la disposizione (più o meno ipotetica, in effetti seguendo quella mostrata dal solito modello del campionato italiano, dove i cajaki però non ci sono) delle casse che avevo messo in precedenza.




Per ora è tutto... alla prossima e ciao a tutti  :-)

link alla galleria

 Cesko :

16/7/2019 00:45
 Questo modello ti vale come una tesi di laurea in storia della marineria e delle esplorazioni navali. Straordinario come riesci a farci stare tutto in così poco spazio.
Ti auguro che i problemi di cui ci hai accennato possano evolversi in positivo a breve. 

 Oberst_Streib :

16/7/2019 16:14
 
Quote:
Cesko ha scritto: 
Straordinario come riesci a farci stare tutto in così poco spazio.



Si, il problema con Marcello non e' quello che fa e quello che scopre di dover fare, bensi' in che dimensione lo fa e con che dettaglio. 
A volte mi chiedo se non sia capace di rimpicciolirsi e ingrandirsi a piacimento.... 

 Barbarigo :

16/7/2019 16:38
  Quote:
Cesko ha scritto: Questo modello ti vale come una tesi di laurea in storia della marineria e delle esplorazioni navali. Straordinario come riesci a farci stare tutto in così poco spazio.


Non posso che quotare tutto quello detto da Cesko per farti i miei più vivi complimenti.

Paolino

 marcellodandrea :

20/7/2019 23:36
 Secondo me esagerate ma comunque grazie... :-)


Una novità. Sono stato contattato dal sign. Francesco Fazio, pronipote di Simone Canepa, uno dei membri dell'equipaggio della Stella Polare che partecipò anche alla spedizione con le slitte dell'allora cap. Cagni verso il Polo. Il sign. Fazio mi ha scritto che si è iscritto a questo forum proprio per potermi contattare e scambiare informazioni con me a proposito del mio modellino, cosa di cui lo ringrazio tantissimo anche qui.

Spero anzi che se mi legge voglia intervenire direttamente in questa discussione.

Tornando al materiale che ho ricevuto, si tratta primariamente di una foto inedita della Stella Polare proveniente dalla Biblioteca nazionale di Oslo. Il sign. Fazio mi informa che secondo la curatrice della Biblioteca la foto, scattata dal famoso fotografo norvegese Narve Skarpmoen, mostra la nave probabilmente nel maggio 1899 nel cantiere di Larvik in uno stato di parziale approntamento per la spedizione, dopo la trasformazione dalla baleniera Jason. La foto è ad alta definizione ed è difficile inserirla qui tutta intera. L'ho divisa perciò in due parti un po' ridotte ma comunque sufficienti per una disamina.

(cliccare sulle foto per ingrandire)







Le frecce sono mie e sottolineano le mie considerazioni delle quali ho reso partecipe anche il sign. Fazio, che ha scritto a Oslo per il momento senza avere risposta, ma immagino che ne avrà una a breve termine.

Nel frattempo vi illustro le mie impressioni sulla foto.

A mio parere la foto NON mostra la nave nel maggio 1899, bensì nel settembre 1900 e non a Larvik (dove non tornò dopo gli ammodernamenti), ma in un porto norvegese che potrebbe essere Hammerfest a capo Nord o qualche altro sulla via del ritorno.

foto 01 - l'aspetto generale della nave è molto usurato (quasi da demolizione, altro che ricostruzione...) e non nuovo come dovrebbe essere dopo un riammodernamento (la Jason era nera, la vernice chiara dovrebbe essere nuova perciò) , la vernice è usurata e grattata via, il fianco sinistro (freccia azzurra)  è fortemente usurato proprio in corrispondenza delle lastre di ghiaccio che avevano serrato la nave a Teplitz. A poppa è presente il grosso verricello già trattato in questa discussione (freccia rossa) mezzo scassato (è il caso di dire così) e una slitta proprio sopra sul cassero. Fumaiolo e maniche a vento sono scure come erano al ritorno della spedizione (perché fossero scure è un mistero visto che alla partenza erano chiare, ma sono così in tute le foto che ho, forse erano semplicemente sporche). E' presente il mulino a vento, che nella nave "nuova" e alla partenza non era ancora montato come abbiamo visto. Si noti a prua l'interessante particolare dei due cannoncini (sulla Jason servivano per le fiocine) a lato delle gru di capone (frecce gialle): sapevo che ce n'era almeno uno (è citato nel diario) , invece sono due. 

Si noti a proposito dei colori l'impressione dei fregi e delle scritte a poppa: i fregi sono sicuramente del medesimo colore della nave (non dorati), lo scudetto è palesemente con la croce chiara (è quello sabaudo al 99,99 % direi) mentre il nome e la cornice sono molto scuri (forse oro scuro o bronzo? boh... beh, qui non si può dire di più).


foto 02 - l'alberatura mostra innanzi tutto il solo pennone maggiore di trinchetto, proprio la sola attrezzatura rimasta dopo la spedizione.  In conclusione, ripeto, la foto a mio parere è del settembre 1900.

A proposito dell'alberatura, torno un momento sull'annosa questione del colore dei colombieri (& annessi, coffe, maschette etc.) dell'albero di trinchetto e in generale di tutta l'alberatura. Le frecce azzurre indicano queste parti. Come si nota, i colombieri di trinchetto sembrano leggermente più chiari dei tronchi degli alberi e dei colombieri di maestra e mezzana.

Ora si noti il colore del bompresso/asta di fiocco, che è bianco in cima, grigio medio dietro: dunque, bompresso e asta di fiocco sono color legno illuminato dal sole.

Si noti poi il colore del pennone di trinchetto, chiaro sopra e simile a quello del bompresso, quasi nero sotto come il resto dell'alberatura: dunque, le variazioni dipendono dall'incidenza della luce solare.

Si noti infine come cambia, scurendo gradualmente, il colore delle maschette e coffe da trinchetto a maestra a mezzana: è altamente improbabile che solo la coffa (& annessi) di trinchetto fosse bianca e le altre invece no: dunque, sono tutte color legno, cambia solo l'illuminazione solare.

Intendiamoci, ammetto che su questo ho, ancora, qualche minimo dubbio, ma tutto sommato credo che sia lecito ammettere che colombieri e annessi fossero tutti color legno.

****************************


COLORE DELLO SCAFO

Inserisco qui a parte una notizia molto carina che sempre il sign. Fazio mi ha gentilmente comunicato. Si tratta di una descrizione del colore della nave in un articolo de L’illustrazione italiana N° 37 del 16 settembre 1900 (periodico che purtroppo, fino a poco tempo fa, era disponibile digitalizzato in rete (assieme a molti altri d'epoca) ma che ora non lo è più e che non ho potuto consultare in questa ricerca.

Ecco il testo (evidenziato in giallo) così come me lo ha girato in sign. Fazio:

...nell’articolo “il ritorno del Duca degli Abruzzi” a pag. 195 si legge: …Il suo scafo è di quel legno solido, ma pur elastico che chiaman greenhart…Rimessa a nuovo, dipinta di grigio con lo stemma bianco e rosso dei Savoja a poppa… La sistemazione interna della nave era molto comoda. Alle pareti, tinte pure di vernice grigia, pendevano i ritratti di Re Umberto e della Regina Margherita.” e a pag. 198: …Il 31 agosto la Stella Polare lasciò il Capo Flora e proseguì per Hammerfest, dove, in quella rada, incontrò  la nave caccia-foche  Hertha: i due italiani che erano a bordo di essa, conte Tarsis e cav. Silvestri, abbordarono il brigantino e recarono al duca la luttuosa notizia dell’assassinio del Re d’Italia.(..) Il brigantino issò subito la bandiera a mezz’asta ed è con questo segno di lutto che farà il suo ingresso nei porti della Norvegia, a Trondjem e forse anche a Christiania…” Che sia proprio questo il motivo della presenza dell’asta, sistemata sopra lo specchio poppiero in modo posticcio, per collocare la bandiera tricolore abbrunata?
Concludo perciò questo intervento con due note: 1) il colore dello scafo era proprio grigio chiaro (e non bianco) e meno male perciò che salomonicamente l'ho fatto pure io grigio chiaro usando il bianco solo per le lumeggiature; 2) nella prima foto qui inserita si noti infine l'asta della bandiera all'estrema poppa, che compare solo qui in questa foto e mai in nessun'altra della Stella Polare ed è una stranezza: dal momento che il picco di mezzana non c'era più, fu sicuramente il modo più semplice per mostrare la bandiera italiana al ritorno e forse, proprio come dice il sign. Fazio, per mostrarla anche abbrunata alla notizia della morte di Umberto I.

Nel frattempo ho cominciato a montare qualche pennone, appena ho un attimo metto le foto.

ciao a tutti :-)

 yago :

21/7/2019 15:36
 Ciao Marcello :-)
uesto WIP si fa sempre più interessante oltre per la tua maestria anche per la mole di nozioni che continuano a venire fuori....però solo per stuzzicarti e alimentare il tuoi piccoli dubbi sui colombieri & co se fossero color legno il resto dell alberatura ( più scuro sarebbe verniciato) non credo sia possibile l uso di una diversità di legno in un pezzo come l albero maggiore... credo che se una sezione è dipinta l altra può essere color legno e viceversa...ripeto solo per un indurti ad una riflessione alimentando il tuo dubbio sotto sotto perchè anche tu non mi sembri del tutto convinto :-)

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

21/7/2019 16:57
 Non mi basta come prova :-)     Il fatto è che questi dubbi ce li ho solo per il trinchetto, mentre gli altri due alberi sono indubbiamente tutti scuri. Il che non è possibile o perlomeno sarebbe oltremodo strano che solo un albero sia verniciato e gli altri no. E poi, quando il bianco è davvero bianco, cioè nelle punte degli alberi, si vede benissimo come tale e senza alcun dubbio. Tutto questo nella nave durante la spedizione, perché nelle poche foto che ho della nave in servizio nella Regia marina è tutto scuro senza dubbio.


Aggiungo già che ci sono una curiosità non indifferente che mi ha segnalato il sign. Fazio a proposito dello stemma sabaudo a poppa. Se si osserva il suo contorno nella foto riportata qui sopra (la prima) si nota che è a sezioni chiare e scure. IL sign. Fazio mi informa che queste sezioni chiare e scure dovrebbero essere rispettivamente oro e blu e riproducono esattamente lo stemma proprio del duca degli Abruzzi come si può vedere a questo link. Il che ci porta a considerare quasi certo che i colori dello scudetto siano quelli sabaudi e non i (misteriosi) colori proposti nei modelli commerciali.

 yago :

21/7/2019 23:16
 E sia Marcello! :-)
Il mio era solo uno spunto di riflessione... hai fatto le tue giuste considerazioni che ti hanno portato a una conclusione , si rispettano e non si discutono! :-)
Vai così

Ciao e buon divertimento
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

21/7/2019 23:22
 Ho messo le decals, fattemi da un amico tempo fa. Intanto, il nome della nave e i fregi di poppa:

(cliccare sulle foto per ingrandire)



L'effetto è buono e rispecchia l'apparenza delle foto, compresa l'ultima che ho messo poco sopra. I fregi sono dello stesso colore della nave (qui grigio chiaro bordati di grigio scuro per dargli un minimo di volume). lo scudetto è quello sabaudo, la targhetta con il nome della nave è molto scura (qui bronzo dorato).  Tenete presente che il tutto è largo 12 mm, quindi dobbiamo accontentarci della resa :-)
 

Poi i fregi di prua, sullo sperone:



Ugualmente i fregi sono chiari, mentre a prua compare il solito scudetto sabaudo (purtroppo non esiste alcuna foto ravvicinata della prua e questa perciò - la presenza dello scudetto sabaudo - è solo un'ipotesi e può darsi che alla fine lo tolga: sullo sperone conservato a MIlano, che però è stato abbondantemente restaurato e ridipinto, non c'è alcun scudetto; su una decorazione simile conservata a Spezia di cui mi ha parlato il sign. Fazio, riferita sempre alla Stella Polare, lo scudetto c'è ma non è detto che sia stato montato - diciamo che sarebbe logico che ci fosse, ma forse è meglio se lo tolgo :-)   ).

Hop aggiunto poi la scaletta di accesso allo scalandrone laterale (a destra), che sarà abbassato perché nella scenetta la nave è ferma con una scialuppa a mare.




Ho aggiunto il boma (tutto bianco) e i picchi di mezzana (punta bianca) e di maestra 8legno) con le relative vele (pellicola da cucina incollata con vinavil).



Ho dipinto poi le vele in beige molto chiaro, lavandole con marrone e lumeggiandole con bianco. Le vele ammucchiate sopra le coffe sono vele di straglio. Lo so che è strano vederle montate prima degli stragli, ma qui, date le dimensioni minuscole, devo lavorare a rovescio di come farei su un modello di grandi dimensioni (dove si procede nel medesimo ordine delle navi vere): se mettessi prima le sartie, poi gli stragli e infine le vele, finirei per strappare via tutto nel tentativo di sistemare le vele più interne.




Ho preparato anche i due cannoncini di prua, seguendo l'evidenza della foto inserita poco sopra: Questi sono proprio piccini, giusto 3 mm circa. La culatta è fatta con una goccia di vinavil.



link alla galleria

 dj :

22/7/2019 09:58
 Ciao Marcello
come di solito i tuoi lavori sono sempre ben documentati e rappresentano, almeno per me, un riferimento su come realizzare ed inquadrare un modello in un determinato periodo storico ... tutto molto interessante e ben fatto. Seguo sempre anche se non commento ... non avendo nulla da dire 
Ciao Giuseppe 

 marcellodandrea :

22/7/2019 22:51
 Grazie Giuseppe, ma ti assicuro che non me li scelgo apposta così incasinati... :-)  a saperlo prima cambierei sicuramente soggetto !!! :-) :-) :-)  (comunque è pur vero che a scoprire tutte queste cose mi diverto un po', ammetto...)

Come risulta dall'ultima foto che ho messo (la nave nel settembre 1900, presumibilmente) ho sistemato i due cannoncini a prua a proravia delle gru di capone.




link alla galleria

 marcellodandrea :

26/7/2019 23:51
 La fase finale della costruzione del modellino consiste nel mettere in posto le manovre e le vele. Qui, a causa delle dimensioni minuscole, la filosofia non è più di mettere tutto quello che c'è, ma di far sembrare che ci siano tutte le manovre, anche se in realtà l'attrezzatura sarà molto semplificata (perché è proprio impossibile mettere tutto). Ho scelto di fare le manovre dormienti nere (impeciate) come nella marineria classica e beige quelle correnti (ma non lo so proprio e forse ci vorrebbe un'altra ricerca ... In teoria è possibile che fossero in varie tonalità di color corda più o meno scuro; ma nelle foto in effetti almeno le sartie sembrano nere o molto scure).

Procedo un po' a logica di "comodità" di montaggio, nel senso che non seguo affatto la logica navale di cominciare dal bompresso e procedere verso poppa montando sartie, stragli e poi vele e manovre relative. Al contrario, comincio dalle manovre più interne e procedo verso l'esterno, in modo da poter inserire la maggior quantità di manovre, anche le più interne (ma sempre poche a confronto con quelle che c'erano davvero). Qui, oltre le vele di straglio e la randa, ho messo gli stragli bassi e quelli di gabbia, oltre che le sartie di mezzana e maestra (tutte in sprue stirato a caldo di colore nero e beige). Mancano comunque le landre delle sartie, che corrono in basso lungo la fiancata: lì è dove maneggio il modello e dunque quelle è meglio metterle alla fine. Mancano anche le bigotte, che simulerò con una goccia di vinavil dipinto, ma sono questi dettagli per le rifiniture.




Le manovre correnti delle vele di tutti gli alberi correvano lungo la parte interna delle sartie e finivano alle murate (sul trinchetto una parte finiva anche a piede d'albero, ma quelle le avevo già messe all'inizio).






Ho aggiunto le drizze delle vele di straglio (le manovre beige sotto gli stragli di gabbia) con qualche manovra della randa e gli stragli di velaccio (non ancora quelli al bompresso, perché quella parte è troppo esposta ai miei... diti, così quelle le metterò tutte per ultime).




link alla galleria

 frank1959 :

27/7/2019 12:44
 Stai facendo la parte che, per me, è la più "rognosa" di un modello navale, il sartiame, difficoltoso anche in scale decisamente maggiori lo stai realizzando davvero bene. Attendo con grande curiosità il prosieguo del cordame. 
Francesco

 marcellodandrea :

27/7/2019 20:36
 In passato ho fatto molti velieri in legno a grande scala (li trovi nel mio link in basso) e in realtà non è difficile sistemare il sartiame, basta seguire la medesima logica che utilizzavano sulle navi vere, perché quella logica era frutto di secoli di esperienza ed era, quindi, la più razionale :-)


E infatti qui sto seguendo il procedimento più irrazionale di tutti, sistemando le manovre in un ordine opposto, dall'interno verso l'esterno... ma come ho detto si tratta di adattarsi alle dimensioni.

 yago :

27/7/2019 21:33
 Dai dai Marcello dillo che ti diverti di più di " un po" :-D ...fare ricerca e risolvere i problemi che si presentano sono il sale di questa attività...per il sistema che stai usando , in un modello così minuto non c è logica che tenga ... ci vorrebbe la bacchetta magica :-P
Complimenti

Ciao
Gianfranco :-)

 cisketto :

27/7/2019 22:25
 Buonasera a tutti,
sono Francesco Fazio, come ha già scritto il sig. Marcello D'Andrea, mi sono iscritto a questo forum per poter comunicare con lui e fargli avere l'interessante immagine inedita della gloriosa nave Stella Polare inviatami dalla curatrice della biblioteca nazionale di Oslo Lisbeth Sophie Hansen, avendo visto qui il suo lavoro di ricerca così approfondito e preciso, come del resto lo è l'opera che sta realizzando con cura meticolosa, dunque con vero piacere ho cercato di dare il mio modesto contributo.

 marcellodandrea :

27/7/2019 23:36
 caro Francesco, benvenuto nel forum :-)   A questo punto, visto che sei qui presente, ti pregherei di aggiornarci tu stesso anche sulla precisa datazione e locazione di quella foto, in seguito alle ricerche ulteriori della curatrice della Biblioteca di Oslo (prendiamoci pure noi un po' di merito, ricerche ulteriori che ha fatto a seguito delle nostre osservazioni :-)   ).

 cisketto :

28/7/2019 21:31
 Ciao Marcello, ecco la news dalla Norvegia, la curatrice della biblioteca nazionale di Oslo è andata in ferie(beata lei!) e dunque in questo periodo non può darci una mano,
ma...oggi ho fatto delle ricerche approfondite per capire a quale chiesa appartenesse quel campanile che si nota sulla destra della fotografia, e l'ho individuato!
Si tratta della torre campanaria della chiesa di Sandar, una costruzione in legno del 1792, conosciuta come "la chiesa bianca" dal colore del suo esterno, in origine il campanile aveva una copertura a cupola emisferica, ma nel 1868 è stata sostituita da una guglia in stile neogotico che è rimasto immutata fino ai giorni nostri (per fortuna) . Così ora sappiamo che la Stella Polare, era attraccata all'anello numero 6 della sponda destra nella baia di Sandefjord, la città nota per i suoi cantieri navali specializzati in baleniere che le diede i natali nel 1881 col nome iniziale di Jason.
Con questa scoperta conosciamo ora anche il periodo in cui venne scattata la foto, vale a dire dal 4 ottobre 1900, giorno in cui giunse a Sandefjord, a qualche giorno dopo, considerando che il 12 ottobre sarà a Larvik (mia prima ipostesi).
Che ne dici Marcello?

 marcellodandrea :

29/7/2019 12:57
 Dico che è un ottimo lavoro di squadra nella ricerca storica-modellistica :-)

Metti tu le foto o le metto io?


Comunque, intanto metto il dettaglio della foto grande dove si vede la chiesa (nella foto che avevo messo sopra avevo ritagliato solo la nave). Eccola qua:

(cliccare sulla foto per ingrandire)



ciao e mille grazie :-)

 cisketto :

29/7/2019 20:13
  

 cisketto :

29/7/2019 20:15
 ecco la foto della chiesa di Sandar a Sandefjord, in una immagine attuale a colori

 cisketto :

29/7/2019 20:19
  

 yago :

29/7/2019 20:20
 Ciao Cisketto non so se sia solo un mio problema , ma la foto non si vede...

Ciao
Gianfranco :-)

 yago :

29/7/2019 20:22
 ...Annullo post precedente ... ora si vede tutto, scusa!

Ciao
Gianfranco :-)

 cisketto :

29/7/2019 20:26
 e questa una cartolina in b/n dei primi '900, dove appare la medesima chiesa e si vede la baia di Sandefjord al tempo in cui venne scattata la foto della Stella Polare che era infatti attraccata sul promontorio dietro al campanile, in una visione dunque esattamente opposta

 cisketto :

29/7/2019 20:30
 ciao Gianfranco, sono un neofita e devo ancora prendere confidenza col forum ;)...
ma leggo che si riesce a vedere ...
che ne dici ?

 cisketto :

29/7/2019 21:03
  E ciao Marcello, vorrei tornare un attimo sul discorso tagliamare e serpa del bompresso della Stella Polare,
il primo custodito al Museo di Scienze Tecnologiche di Milano e la seconda al Museo Tecnico Navale di La Spezia;     
                                                                                                                                                                              sul tagliamare dipinto di bianco e decorato da fregi in oro (dopo i recenti restauri) appare lo stemma della Norvegia, vale a dire un leone rampante visto di profilo che regge sulle zampe anteriori un'ascia, scolpito direttamente nel legno sulla parte terminale del dritto di prua.
La nave in origine si chiamava Jason, era stata costruita nel 1881 a Sndefjord ed era una nave baleniera e quindi ovviamente riportava lo stemma della nazione.

sulla serpa del bompresso, sempre a fondo biancom con decori floreali in oro, appare invece uno scudo crociato sempre scolpito nel legno che attualmente riporta i colori fondo bianco con croce rossa, al modo dello scudo di san Giorgio, come lo stemma di Genova, ma la colorazione è certmante frutto di un rimaneggiamento, infatti se si guarda attentamente lo scudo appare una evidente rigatura verticale che in araldica significa rosso, e la croce si presenta invece piana e liscia, vale a dire bianco (argento) con il sistema detto di Pietrasanta, cioè utilizzare un metodo a rilievo con un codice preciso per ciascun colore o smalto quando ad esempio viene realizzato su pietra al naturale o su un metallo sempre al naturale.
Dunque in origine detto scudo riportava lo stemma dei Savoia: croce bianca su fondo rosso, e forse venne mutato nel momento in cui la Stella Polare fu donata dal Duca degli Abruzzi alla Regia Marina per significare che non apparteneva più ad un membro di casa Savoia.

Quello però che mi sono sempre chesto è se effettivamente la serpa fu montata davvero sulla Stella Polare, come viene riportato nelle guide del Museo Navale di La Spezia che dice testualmente : "il fregio montato sulla serpa del bompresso della Stella Polare, unità con la quale il Duca degli Abruzzi effettuò la spedizione Polare Artica nel 1899-1900".

 yago :

29/7/2019 23:03
 Si si Francesco si vedono benissimo , scusa ancora ma il mio computer va a pedali e a volte è moolto lento :bored:
Grazie per i tuoi interessantissimi interventi!

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

29/7/2019 23:05
 In nessuna delle foto in mio possesso si riesce a distinguere un qualsiasi fregio sulla prua della nave, anche se ne esiste almeno una, presente nel diario, che nel suo originale ad alta definizione forse potrebbe dirci qualcosa. Quindi non posso proprio dire se a prua c'erano fregi e stemmi. In questo caso mi sono basato sulla semplice esistenza di questi reperti e ho inserito i fregi come elemento probabile, niente di più :-)



PS per cisketto: quando inserisci una foto, prima fai un po' di spazio con "invio" nella finestra del messaggio e scrivi il testo, poi al di sotto aggiungi la foto (o viceversa) così foto e messaggio ti compaiono nel medesimo post :-)



 cisketto :

30/7/2019 00:50
 Grazie Gianfranco!
Eh si Marcello ho notato...ma devo prendere dimestichezza col forum...
Per quanto riguarda tagliamare e serpa purtroppo neppure io ho una immagine ben definita dove si veda nel dettaglio la parte prodiera; ho ben presenti ciascuno dei due elementi che ho visto di persona almeno un paio di volte, e a livello dimensionale potrebbe essere, anche lo stile decorativo della serpa è analogo a quello del fregio dello specchio di poppa....

 frank1959 :

30/7/2019 09:16
 Sto seguendo con la massima attenzione i vostri post, anche se OT ho pensato di postare questa tabella con il cosidetto sistema di Pietrasanta che magari può essere utile a qualcuno .  
Sommariamente il sistema consente di rappresentare i colori attraverso il tratteggio delle partizioni araldiche ed è usato in tutte quelle situazioni dove non è possibile o utile riprodurre il colore (sigilli, intarsi, vecchi manoscritti, ecc..) 
Francesco


 marcellodandrea :

30/7/2019 11:35
 Sì è il sistema comunemente usato nei libri di araldica in b/n. Me ne sono occupato un po' quando dipingevo figurini medievali con una certa continuità, oltre che fare qualche nave :-) Grazie di aver inserito lo schema, è molto chiaro.

 marcellodandrea :

30/7/2019 23:15
 Qualche aggiornamento.

Ho cominciato a mettere le sartie di mezzana e maestra (come dicevo prima, a rovescio, quelle sono le ultime che si dovrebbero montare) e un po' di manovre dei picchi e del boma.




Poi quelle di trinchetto e le sartie di gabbia. Ho sistemato, intorno alle coffe, delle battagliole posticce qui in sprue stirato. Nella nave vera sono di corda ed hanno il medesimo aspetto,. circondano le coffe e sembrano piuttosto precarie.




Le vele quadre di trinchetto sono nella solita pellicola da cucina, incollata con vinavil su pennoni in sprue stirato, rastremati alle estremità.




Eccoli incollati sull'albero. Poi comincerò a sistemare le manovre dei pennoni.



Qui ho messo gli amantigli dei pennoni , sia quelli correnti (beige) che quelli fissi (neri). Gli amantigli fissi di fatto bloccano il pennone in posizione, immagino che per spiegare le vele dovessero pure togliere l'amantiglio fisso. Ad ogni vela di straglio ho aggiunto la sua drizza (i filini beige che corrono sotto gli stragli). Tutti i simil-bozzelli che si vedono sono gocce di vinavil dipinte in nero.







link alla galleria

 enrico63 :

31/7/2019 10:29
 Più impressionante del quanto è piccola è quanto riesci a farci stare
Fai bene a mettere ogni tanto il barattolino perchè dopo un po' di foto senza non te le ricordi mica le reali dimensioni!!
Fantastica!!

 Andrea :

31/7/2019 12:11
 Santo cielo, il vasetto dell'Humbrol... ma fare i modelli un pò più grandi no? Che vivi in una casa a dimensione di giapponese?

 marcellodandrea :

31/7/2019 12:50
 Metto il barattolino per ricordarvi che se il modellino è carente, è solo perché è lillipuziano...    (e non scherzo tanto, mancano un sacco di cose o sono solo simulate come impressione, ma con la lente sarebbero bruttissime da vedere e così via - come dicevo, deve "sembrare" come nella realtà, perché più di tanto non si può fare, o almeno io non ci riesco).

Non è solo una questione di casa piccola, ma anche di scelta per trovare i dettagli fotoincisi e di uniformità di scala. Ho cominciato a suo tempo a fare modellini in 1:350 perché c'era una certa abbondanza di dettagli fotoincisi, soprattutto per le navi militari. D'altra parte, il Titanic in 1:350 è lungo 60 cm... e dunque non è così piccolo. La Stella Polare nella medesima scala 1:350 entra tutta nella prua del Titanic e avanza, ma perché era piccola lei. Però, in fondo è giusto, così ogni modellino è comparabile agli altri.

Va beh dai, ormai è quasi finito, tra poco la sistemo sul diorama e rifinisco la scena :-)

 cisketto :

31/7/2019 22:13
  Ciao Marcello, inutile dire che stai facendo una vera opera d'arte in miniatura!
Aspettiamo di vedere il diorama terminato!!!

 yago :

31/7/2019 22:29
 IL barattolino Molak è più grande dell Humbrol!! :-P :-P :-P :-P :-P :-P
Ovviamente scherzo :-) non mi stancherò mai di complimentarmi per lo splendido lavoro ( come del resto pienamente in linea con lo standard degli altri tuoi capolavori), adesso che la stai " vestendo " con le manovre sta diventando veramente bella bella

P.S. OT per Frank, interessante e utile il codice grazie


Ciao
Gianfranco :-)

 enrico63 :

31/7/2019 22:34
 
Quote:
yago ha scritto: IL barattolino Molak è più grande dell Humbrol!! :-P :-P :-P :-P :-P :-P ,,,,,,,,,,


E' verooooo, non mi ero accorto che barava spudoratamente

 cisketto :

31/7/2019 22:45
 Anche se ormai il tuo lavoro è giunto quasi al termine torno sull'argomento delle maniche a vento della Stella Polare, dalle tua analisi delle fotografie al termine della spedizione, ed in special modo dall'immagine inedita della nave a Sandefjord, hai giustamente notato che esse sono in una condizione pessima ed io te ne posso dare la motivazione:
durante lo sverno a Baia Teplitz i canili ove erano ricoverati i cani siberiani erano stati sommersi dall'abbondante neve caduta e per arieggiare questi si usò l'espediente di utilizzare proprio le maniche a vento che vennero smontate e portate a terra sistemandole come sulla coperta della nave per convogliare aria nelle parti sottostanti. Questo utilizzo lo si può notare nella foto che allego tratta dal volume "LA STELLA POLARE NEL MARE ARTICO" ed. Hoepli 1903 ove appare la Stella Polare ormai liberata dai ghiacci che la imprigionavano e quasi pronta alla partenza per il viaggio di ritorno, dico quasi perchè se si osserva attentamente la "tuga"accanto al fumaiolo sono assenti per l'appunto le maniche a vento, e guardando nella stessa foto in basso a destra si nota un canile ormai in disuso ma che ha ancora al suo interno una delle maniche a vento.
Nei vari diari dei componenti della spedizione è raccontato come fosse difficile tenere i cani rinchiusi nei canili, quando erano dentro volevano uscire e quando erano all'aperto volevano tornare al chiuso, le porte in legno erano state rosicchiate per fuoriuscire e quindi si dovettero rivestire in lamiera, ma nonostante ciò i cani trovarono il sistema di uscire arrampicandosi uno sull'altro fino a sbucare dalle maniche a vento !
Allego di seguito la foto di cui sopra.

 marcellodandrea :

31/7/2019 22:49
 Sì è vero, non avevo mai notato, fino ad ora, la manica a vento che spunta fuori dal tetto del canile, in basso a destra della foto qui sopra.  Ottima osservazione ! Questo spiega pienamente perché, al ritorno, le maniche a vento fossero apparentemente colorate di scuro (mentre alla partenza erano grigio chiaro), in realtà erano molto sporche e con la vernice scrostata.

Però non spiega perché il fumaiolo fosse ugualmente scuro (alla partenza di nuovo grigio chiaro). La ricerca continua... :-)

 cisketto :

1/8/2019 14:41
  Ciao Marcello,
per quanto riguarda il fumaiolo esso era dipinto di grigio chiaro tranne l'ultima parte terminale che era invece nera per circa un'ottantina di centimetri dall'alto come hai giustamente riprodotto in miniatura nel tuo modello in scala, il fatto che si sia annerito è plausibile perchè l'utilizzo della nave era continuato, anche da ferma imprigionata dai ghiacci e nonostante l'inclinazione di 20°,  il cuoco Igino Gini scrive  nel suo diario:
Oggi ho fatto di nuovo il bucato a tovaglie e tovaglioli e stracci in quantità, poi li ho messi ad asciugare a bordo della nave nel quadrato degli ufficiali, accendendo la stufa, si chiudono le imposte e si lascia che si asciughi la biancheria perchè dentro al capannone è impossibile farla asciugare.
Si può dunque facilmente immaginare dove finisse il fumo di questa stufa!

 cisketto :

1/8/2019 15:12
  Riguardo alle ancore della Stella Polare e di che tipo fossero, in tutti i modelli sono presentate quelle del tipo "ammiragliato" cioè con ceppo diritto da un lato e piegato ad elle dall'altro, ma se si osserva la foto, della nave nel viaggio verso nord ad Arcangelo, tratta dal libro "Notizie sul viaggio della Stella Polare" di Emilio Salgari ed. Donath - Genova 1901, si nota in evidenza l'ancora di sinistra che ha il ceppo diritto e non ad elle.
E nella medesima foto guardando il dritto di prua si può notare che nella parte terminale del tagliamare lo sperone decorato da fregi corrisponde a com'è quello attualmente al Museo di Scienze Tecnologiche di Milano, voglio dire senza ulteriori aggiunte, e dunque la serpa del bompresso custodita al Museo Tecnico Navale di La Spezia non fu mai montata sulla Stella Polare. Allego di seguito la foto.

 marcellodandrea :

1/8/2019 23:33
 Meglio usare un ingrandimento per evidenziare i dettagli. Dunque, la parte relativa all'ancora sembra abbastanza chiara:

(cliccare sulla foto per ingrandire)




In effetti il ceppo sembra diritto e non conformato ad "L" . La stampa, purtroppo, è di scarsa qualità e più di tanto non si vede.

In quest'altra foto, tratta dal diario di viaggio del duca, ugualmente il ceppo (segnato in giallo) sembra diritto (lasciate perdere la freccia rossa, me ne sono accorto dopo che avevo caricato questa foto e non l'altra senza freccia).



Ho chiesto al museo di La Spezia quali potevano essere, per quanto se ne può sapere, a quell'epoca, le ragioni per cui un veliero poteva montare i ceppi diritti oppure ad L, ma non mi hanno ancora risposto. Io non lo so purtroppo, saperlo potrebbe aiutare a valutare meglio la cosa. E' un fatto che i disegni e i modelli riportano tutti l'ancora con il ceppo ad L.

Insomma basandosi su queste due foto è ragionevole supporre che il ceppo fosse diritto e non ad L.

Ma, grunf..., il FRAM, conservato nell'omonimo museo, nave quasi coeva del Jason poi Stella Polare e costruita dal medesimo architetto nel medesimo cantiere norvegese, fa bella mostra di due ancore ammiragliato con il ceppo ad "L".

E a-ri-grunf... il modello del JASON (poi Stella Polare) conservato al Hvalfangsmuseum di Sandefjord fa ugualmente bella mostra di - sob - due ancore ammiragliato con ceppo conformato ad L.

Il problema è che se ci fosse una tacca nello scafo dove andava ad alloggiare il braccio corto della "L" per bloccare l'ancora, questa nasconderebbe la forma reale del ceppo.

Ok, prendiamoci un po' di tempo per decidere... :-)



Ora veniamo alle dolenti note. Vediamo quest'altro dettaglio della medesima stampa:



Si confronti il colore della coffa e colombiere di mezzana, sempre indubitabilmente scuri, come in ogni altra foto nota, con quelli di maestra e trinchetto. Come si può vedere, il dubbio che questi ultimi fossero dipinti di grigio chiaro o bianco permane. Ho pensato che a quell'altezza stavano le vele di straglio ammainate, e questo poteva contribuire a schiarire l'aspetto generale, ma le maschette al di sotto sembrano chiare.

Ma perché - ribadisco di nuovo - le coffe davanti dovrebbero essere chiare e quella di mezzana (qui e in ogni altra foto) certissimamente scura? Boh. Avevano finito la vernice??No, scherzo è ovvio, ma non mi viene in mente nessuna altra ragione per spiegare - se mai fosse così - perché quelle davanti sono chiare e quella dietro scura.

Ormai è tardi per riverniciare, se mai fosse davvero stato così, le coffe del modello. Posso solo dire che questo dettaglio - il colore delle coffe di trinchetto e maestra con gli annessi - è l'unico che rimane sostanzialmente con un 50% di dubbio sulla sua reale consistenza.


Torniamo perciò al modello :-)

Ho sistemato le drizze delle vele di straglio (i filini beige indicati dalle frecce gialle - lo stesso in quella di mezzana) e due caliornie (paranchi di carico) a prua del trinchetto, uno per lato.

(cliccare sulla foto per ingrandire)




La scala di corda che rendeva accessibili il barile in cima alla maestra (freccia gialla) è una fotoincisione della Gold Medal Models (Extra Ladders: un foglietto di scale e scalette di varie misure) dipinta in un grigio medio bruno (un color corda sporco, direi). Dal momento che la scaletta arriva sotto il barile e non sopra, presumo che ci fosse un foro di accesso al di sotto.




Le drizze dei fiocchi sono indicate dalle frecce gialle. Le frecce verdi indicano ilsolo importante cambiamento che ho fatto qui, sostituendo lo straglio singolo di trinchetto (sbagliato) con uno straglio doppio che arriva nel medesimo punto ai due lati dell'asta di fiocco. Lo straglio singolo era un mio errore, poi mi sono accorto che su un modello c'era uno straglio doppio, ho verificato e ho trovato conferma in alcune foto (non in tutte si vede, ma in alcune comunque si vede chiaramente). Per finire, le varie frecce rosse sono briglie, venti e controventi vari del bompresso. La briglia grossa che scende sul tagliamare e il vento (laterale) , sempre grosso, che arriva sopra l'occhio di cubia a sinistra nella realtà erano catene, qui troppo minuscole per simularle in qualche modo: notate comunque nella prima foto di questo post che queste catene sono dipinte in grigio chiaro o bianco, quindi dovrò dipingerle così anche nel modello.



Sulla nave, a questo punto, mancano pochi dettagli: i cavi di sostegno del fumaiolo, le luci di posizione a prua, le ancore.

Dico subito che non ho idea se sia il caso di mettere le bandiere. Nelle foto ufficiali sono tutte in bella mostra certo, ma perché avrebbero dovuto esserlo nei ghiacci del polo?

Una volta sistemata la nave sul diorama, inserirò lo scalandrone sul fianco destro.

E, per finire, sei scialuppe, di cui un paio a mare e un po' di equipaggio. Le scialuppe saranno piuttosto difficili da fare bene...




Uno sguardo al diorama, Il ghiaccio per ora è opaco, dipinto in celeste con sfumature verdi, rosa e azzurre e ripreso in bianco puro in alto. Il tutto, compreso in parte l'acqua tra i pezzi più fitti di pack, sarà poi coperta di neve. Ho portato avanti un po' il lavoro di pittura per ridurre la minimo gli interventi una volta inserita la nave. Lì dovrò riempire di gel gli spazi laterali per "connetterla" al mare e dipingere quella zona, ma appunto il grosso del lavoro sarà già stato fatto e il rischio di macchiare il modello ridotto al minimo.



link alla galleria

 cisketto :

1/8/2019 23:46
  Ciao Marcello,
dubbi a posteriori a parte, il modello sta venendo benissimo ed il diorama in cui lo inserirai è davvero di grande effetto e si capisce già che sarè il completamento ideale della tua perfetta opera di ricostruzione!

 dj :

2/8/2019 15:42
  Quote:
cisketto ha scritto:  Riguardo alle ancore della Stella Polare e di che tipo fossero, in tutti i modelli sono presentate quelle del tipo "ammiragliato" cioè con ceppo diritto da un lato e piegato ad ...

A Marcello certo che ti sei scelto un ottimo consulente ... complimenti ad entrambi 
Giuseppe 

 marcellodandrea :

2/8/2019 17:02
 Quote:
dj ha scritto:  certo che ti sei scelto un ottimo consulente ... Giuseppe 



veramente è lui che ha trovato me... e certo ha portato un ottimo contributo alla "decifrazione" di questa nave :-)


Tornando un momento all'ancora, questa è l'ultima foto che conosco dove il ceppo si vede, presumo, per intero. Mostra la nave l'8 agosto 1900 mentre si sta raddrizzando dopo essere stata liberata dai ghiacci, nella baia di Teplitz (si riconosce che è dopo l'inverno perché sono spariti tutti i pennoni salvo il trevo di trinchetto, utilizzati per costruire le capanne a terra).

(cliccare sulla foto per ingrandire)




Anche qui il ceppo sembra proprio diritto. Che vi devo dire...  lo farò diritto, salvo illuminazioni dell'ultimo minuto.

E infine, giusto per continuare a farci del male "co sta' storia" delle coffe, date un'occhiata a queste e ditemi, anche se l'illuminazione e parzialmente in controluce, se le due anteriori vi sembrano bianche rispetto agli alberi ...


 frank1959 :

2/8/2019 18:05
 Secondo me no, direi che è un effetto della luce. Ho provato a colorare artificialmente l'immagine senza però ottenere grandi risultati 

 
Oh, parere personale eh ! 
Ciao 
Francesco 

 yago :

2/8/2019 21:24
 Ciao Marcello! :-)
Lo sai che questo dubbio mi "intriga "" :-) particolarmente e vorrei esporre un mio modesto parere::
al di la della foto postata da Francesco ( cisketto) in cui la differenza è ben netta, osservando e ragionando sulla tua ultima foto vorrei fare delle considerazioni, posto la tua stessa foto su cui ho fatto dei riferimenti collegati alla spiegazione ( la foto purtroppo non sono riuscito a farla più grande col computer sono una pippa però i riferimenti si dovrebbero vedere bene è traslandoli sulla tua foto dovrebbero fare il loro lavoro)


Allora le frecce nere stanno a indicare una ipotetica direzione di provenienza di luce è ipotetica in quanto potrebbe essere dalla perpendicolare all orizzontale , le coffe non credo che possano essere prese in considerazione in quanto si vede la parte inferiore delle stesse e quindi in ombra cioè scuro, spostando la attenzione sul colombiere si vede in alto sulla destra un bagliore a indicare la luce che lo colpisce,(cerchio giallo) in basso sotto le maschette e la noce la luce colpirebbe l albero allo stesso modo del colombiere però li è più scuro..( cerchio rosso) e non poterebbe essere perchè in ombra del pennone o meglio non cosi in basso ; nei cerchi celesti si nota non molto ma il punto di demarcazione tra il chiaro e lo scuro, ( in realtà meno che sull albero di trinchetto probabilmente perchè in secondo piano...)
Ribadisco quanto già scrittoti in precedenza : totale rispetto del tuo punto di vista però a mio modestissimo parere la vedo così e lo espongo solo per il piacere di arricchire questo interessantissimo e stimolante WIP con una opinione in più
Ancora complimenti ( mai troppi) per il lavoro fatto fin ora ( a lavoro finito ne arriveranno sicuramente molti altri :-D :-D)

Ciao
Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

2/8/2019 23:25
 caro Gianfranco e tutti quanti collaborano a questo topic, come dicevo, ormai ho scelto la soluzione "scura" per il colore dei colombieri anteriori. 

Tuttavia, se dovessi dare una percentuale di probabilità alle due versioni, "chiara" e "scura", direi che è il 50% per ognuna di esse.  Quindi, a mio parere, al momento, un modellista che decidesse di fare coffe e colombieri di trinchetto e maestra grigio chiaro o bianco, darebbe una interpretazione accettabile quanto l'altra (scura).

Questo però, solo per le coffe anteriori, perché quella di mezzana, senza alcun dubbio, è scura. Lo ribadisco inserendo di nuovo qui una foto che avevo messo in precedenza. Qualunque sia la direzione della luce, la foto è troppo ravvicinata per lasciare adito a qualche dubbio: questa coffa con maschette e colombiere (freccia gialla) è scura, probabilmente color legno come il resto ma certo non bianca come invece è il boma là sotto (freccia rossa).

Temo che, per ora, di più non si possa dire. Poi, si capisce, sono un cultore di quella "sana cultura del dubbio" che è l'essenza di ogni ricerca e conoscenza :-)


(cliccare sulla foto per ingrandire)

(tratta dal diario del duca: la Stella Polare incontra i primi ghiacci, luglio 1899)

 yago :

3/8/2019 08:22
 Ciao Marcello! :-)
Ma certo, è solo per il piacere di fare una chiaccherata tra appassionati esattamente come la faremmo di persona amichevolmente seduti ad un tavolino davanti a una bibita fresca,ognuno di noi considera, valuta e trae delle conclusioni che porta avanti... giusta la cultura del dubbio , il colore esatto lo sa chi ne è stato testimone oculare in prima persona come qualche membro dell equipaggio ma dovrebbe venire in sogno per dirlo e ti confesso che in quel caso piuttosto che il colore dei colombieri preferirei mi desse sei numeri di quelli buoni da giocare al superenalotto :-D
Per quel che riguarda l albero di mezzana mai avuto incertezze sin dall inizio , non ci piove anzi, nevica :-) che sia tutto scuro

Ciao e buon proseguimento che aspettiamo di vederla finita e imbasettata
Gianfranco :-)

 cisketto :

3/8/2019 15:05
  Ciao Marcello e ciao a tutti gli amici interessati a questo forum.
Torno ancora al discorso delle ancore della Stella Polare perchè mi sono ricordato che tempo fa l'amico "salgariano" Felice Pozzo, studioso e autore di molti saggi sul famoso scrittore di romanzi d'avventura, e si è occupato più volre della Spedizione Artica del Duca degli Abruzzi, mi fece avere copia di due cartoline che fanno parte della sua collezione privata e ritraggono la Stella Polare quando transitò nella vecchia darsena di Genova il 25 gennaio 1901, prima di raggiungere la tappa finale del viaggio di ritorno a La Spezia il giorno seguente.26 gennaio.
Bisogna considerare che nel frattempo la nave è stata nuovamente sistemata per affrontare il ritorno in patria,e chi se ne occupò fu sempre Colin Archer di Larvik, e se alcune parti di essa sono state logicamente sostituite, ad esempio i pennoni dell'albero di trinchetto o le maniche a vento che sono di foggia totalmente diversa da quelle precedenti,  le ancore a mio parere sono invece le medesime e nella foto dal vero, quella di destra applicata su caroncino e completata di scritte a mano con penna ad inchiostro, si notano benissimo, specie quella di destra che è per così dire in primo piano.
Nel frattempo osservando la zona prodiera invito ad osservare per bene il dettaglio del tagliamare e del fregio che sta sulla parte terminale dello sperone del dritto di prua, ebbene qua si vede perfettamente che è assolutamente aderente a come ancora si può vedere a Milano al museo di Scienze Tecnogloiche, unica differenza lo scudo norvegese che forse era dipinto coi colori originali cioè fondo rosso e leone rampante con ascia  tra le zampe anteriori in oro (mentre oggi si presenta con fondo bianco e leone oro). 
Non so se questa immagine potrà fugare i tuoi dubbi Marcello, ma è pur sempre una immagine poco conosciuta del vascello che mi fa piacere inserire in questo forum.
Allego di seguito la copia delle due cartoline eseguite a poca distanza temporale una dall'altra, ringraziando ancora Felice Pozzo che mi ha permesso di utilizzarla.

 marcellodandrea :

3/8/2019 17:13
 Riguardo le "cartoline storiche" in linea di principio è bene avere sempre un minimo di prudenza nel valutarle perché non di rado queste venivano usate più o meno ritoccate e modificate fino, addirittura, ad utilizzare la stessa immagine sostituendo i codici per rappresentare diverse navi di una stessa classe. Io stesso ne ho trovate molte di questo tipo, apparentemente foto diverse di unità diverse o della stessa unità, ma ad un esame più attento solo modifiche su un'unica foto di partenza. Sono note le varie "versioni" del ct Prestinari ad es., oppure quelle dei cctt classe Poeti o Maestrale.

Tenendo presente questo, poi si possono certamente utilizzare le cartoline storiche come utile strumento per arricchire le conoscenze su una nave.


Le cartoline qui sopra sono perciò interessanti anche se un po' piccoline... ad esempio non riesco a distinguere a questo ingrandimento lo stemma di prua ma ci sta senz'altro che fosse rimasto quello norvegese, anche perché metà della spedizione era norvegese essa stessa (la nave, le basi logistiche, metà dell'equipaggio). 

I fregi sono scuri e visibili e a questa data non è strano.  Effettivamente, sulle foto che ho io del ritorno della nave, sia a Barcellona che a La Spezia, questi sono scuri. Dal momento che in ogni altra foto precedente i fregi di prua sono invisibili e quelli di poppa risultano chiaramente dello stesso colore della nave, ci sta che qui i fregi siano stati ridipinti in oro (insieme alla messa in opera di una nuova attrezzatura) in occasione del viaggio di ritorno.

In quanto all'ancora, sembra proprio a ceppo diritto.

Noto che anche in queste immagini i colombieri e le coffe di trinchetto e maestra sono scuri, così come il bompresso e l'asta di fiocco (salvo la punta - è un dettaglio carino questo, perché potrebbe voler dire che ciò che era bianco è rimasto o è stato ripristinato bianco, e quindi tutto ciò che è scuro era così anche prima).

La seconda foto (di destra) è presa da una angolazione leggermente diversa rispetto alla prima e i dettagli intorno (le posizioni relative delle altre navi rispetto ai palazzi etc.). sembrano coerenti.

Noto infine che la nave è molto alta sull'acqua perché evidentemente non ha più i carico di masserizie che portava alla partenza. Con il bordo così alto si vede bene che tutta la parte che era stata corrosa dal ghiaccio è stata ridipinta in... grigio chiaro? bianco? chi lo sa :-)

Grazie Francesco dell'ottimo contributo. :-)

 yago :

3/8/2019 20:41
 Bene Marcello queste ultime foto propendono indiscutibilmente per il tuo 50%... io però sempre molto amichevolmente continuo a propendere per l altro 50% facendo fede alla foto postata da cisketto qualche post fa, visto il suo autore e la buona risoluzione....alla fine della fiera credo che venga confermata la tua giusta posizione del 50 e 50 e tutto sotto l imperante " ragionevole dubbio" :-D

Ciao
Amichevolmente, Gianfranco :-)

 marcellodandrea :

3/8/2019 21:18
 caro Gianfranco, sarebbe veramente di grande soddisfazione per questa ricerca se infine saltasse fuori una foto bella, chiara e indiscutibile che sciogliesse ogni dubbio. Poi, bianchi o scuri che fossero i colombieri, sarei sinceramente ugualmente contento :-)

Aggiungo, comunque le foto e le notizie fornite da Francesco hanno dato un grosso contributo alla "decifrazione" di questa vecchia nave.

 frank1959 :

3/8/2019 23:33
 Tread come questo sono una goduria, grazie mille a tutti.
Francesco

 marcellodandrea :

4/8/2019 00:40
 

Avendo a disposizione foto di buona qualità, come è stato il caso di questa nave, sia quelle del museo della Montagna di Torino , sia quella fornita da Francesco, si  possono fare osservazioni molto interessanti, non c'è dubbio.

Giusto per non perdere il vizio, ne faccio un'altra. Francesco ci ha fatto notare che le maniche a vento erano state montate sul tetto dei canili nella base a terra di Teplitz, nell'inverno 1899-1900. E io avevo suggerito che questo spiegava il colore scuro (= probabilmente vernice malridotta o sporca) delle stesse al ritorno.

Tuttavia, mi ricordavo di aver notato una cosa su un'altra foto e così sono tornato a cercare. Allora, in effetti, almeno a quanto posso capire da questa foto, SOLO la parte superiore delle maniche a vento fu usata per areare i canili (il che, se ci pensate, è anche logico, a che pro montare tutto il tubo sotto se serviva solo la parte alta per areare?).


(dettaglio di foto, la nave appoggiata sul fianco sinistro dopo essere stata bloccata definitivamente dai ghiacci nella baia di Teplitz - cliccare sulla foto per ingrandire)




Avevamo già visto questa foto a proposito della presenza delle pale del mulino a vento regolarmente montate a questo punto del viaggio. Ma se osservate le frecce rosse, queste indicano la parte basale delle maniche a vento, come vedete manca solo la parte alta.


Ora, se andate a rivedere la foto della nave fornita da Francesco, ancorata a Sandefjord nell'ottobre 1900, e ingrandite per bene l'immagine, noterete che SOLO la parte alta delle maniche a vento (quella montata nei canili a terra)  mostra la vernice grattata via (una bella "tecnica del sale" , se fosse un modello :-)  ... )  mentre la parte sotto no, è scura e basta, ma non è sciupata. E' scura come il fumaiolo. Può darsi, dunque, che la vernice della parte bassa sia solo sporca per la medesima ragione per cui si era cotta e sporcata la vernice del fumaiolo, l'uso intensivo della caldaia durante l'inverno, come riporta Francesco dal diario del viaggio.

Questo non aggiunge nulla al modello evidentemente, ma mi sembrava comunque un dettaglio interessante :-)

deve essere l'ora, ma ne ho appena notato un altro, anche questo senza alcun effetto, ma ugualmente curioso. Notate, nella foto sopra, il disegno delle modanature interne del portello aperto, a poppa. Sono rettangolari.

Notate poi, nella foto di Francesco a Sandefjord, dopo il ritorno della nave, le modanature della stessa porta. Qui sono quelle esterne, è vero, ma sono arrotondate. Domanda da maniaci: saranno state diverse nella stessa porta, oppure durante l'inverno avranno cambiato la porta ??? Ah ah ah, ok era solo per divertimento, non mi prendete troppo sul serio (ma in effetti sono diverse)... :-)


 

 yago :

4/8/2019 09:13
 ...meglio di "aguzzate la vista" della "settimana enigmistica"... :-D , ci vorrebbe il suddetto membro dell equipaggio con gli annessi sei numeri....
Sulla scia della curiosità per la porta del tambuccio, nella tua foto si nota sotto la maniglia la toppa della serratura(??) bisognerebbe cercare di vedere se sulla foto di Francesco ingrandendo ( io non ho la possibilità ne soprattutto la capacità :-D di farlo) ci sono eventuali differenze riguardo questi particolari che potrebbero far pensare a una sostituzione durante il viaggio dato che non fu una gitarella fuori porta di una settimana :-P :-P ...mah :-?

Ciao
Gianfranco :-)

 cisketto :

4/8/2019 09:30
  ehehheehe! ciao Gianfranco!
Giusto per continuare questo gioco ti dico che per me la porta è sempre la medesima perchè maniglia e toppa della serratura sono al medesimo posto e nella foto al porto di Sandefjord si vede addirittura il gancetto con relativo occhiello per tenere bloccata la porta spalancata. La porta del tambuccio a poppavia è secondo me semplicemente con modanature curve all'esterno e diritte all'interno

 yago :

4/8/2019 10:30
 Ciao Francesco! :-)
E' probabile che tale differenza delle modanature tra interno ed esterno non sia dovuta ad un fattore estetico ma pratico... il tondo lascia scorrere e raccoglie meno...?

Ciao
Gianfranco :-)

 cisketto :

4/8/2019 11:11
 Ciao Marcello,
...e per continuare il gioco "aguzzate la vista" come ha suggerito Gianfranco, a conferma di quanto ho detto riguardo ala porta del tambuccio di poppavia, basta guardare la foto che hai postato nella pagina 10 del presente, quella della rivista tedesca dove si vede il ponte di batteria, ebbene in questa immagine si possono notare le due porte di accesso ai locali, una chiusa e l'altra aperta e rispettivamente modanata a curve la prima e diritta la seconda!

Nel frattempo voglio far notare un particolare riguardante invece la campana che appare nella foto di cui parlo sopra (quella del giornale tedesco) fissata con due mensole al fianco destro della porta accanto alla scala di accesso al ponte superiore, se si confronta con la foto che hai postato alla pagina 1, quella di Narve Skarpmoen dove l'equipaggio è disposto sulla scala e parte sul  verricello a vapore, ebbene in essa la campana non c'è, quindi essa venne collocata in una fase posteriore alla partenza.
Quest'ultima foto è stata scattata a Christiania e ti aggiungo un particolare curioso, sulla soglia della porta c'è un personaggio con grembiule, ebbene egli non è un componente della spedizione o meglio doveva esserlo inizialmente ma non lo fu!

Si tratta del cuoco norvegese che il Duca ingaggiò, ma viste le forti lamentele dell'equipaggio italiano, poco avezzo alla gastronomia norvegese, venne furbamente sostituito da Luigi di Savoia col romano Igino Gini di Acquapendente(LT), cuoco che vantava la credenziale di essere stato alle dipendenze addirittura del Papa! Dunque il bravo chef se ne partì in tutta fretta da La Spezia e raggiunse via treno la spedizione, arrivando giusto in tempo per diventare il cambusiere della Stella Polare.
Questo avvenimento fa datare con precisione la foto suddetta al 12 giugno 1899.

 marcellodandrea :

4/8/2019 11:21
 Pure il cuoco !  E' incredibile quali vie si possano seguire per collocare correttamente dei documenti storici... :-)



Stamani Francesco mi ha inviato la versione a risoluzione piena della cartolina. Nella foto di destra, la più chiara, si notano altre due cose interessanti (lasciando perdere ovviamente la porta uguale o diversa...).

La struttura dello scalandrone è diversa dal solito, sotto gli scalini corrono 4 assi longitudinali, invece dei soliti due. Se possibile, li aggiungerò con sprue stirato.


Poi alla fine del bompresso, in posizione del tutto standard, è issato un jack  (una piccola asta di bandiera con bandierina che cala giù senza vento). Immagino che il jack fosse la croce sabauda come al solito. Non so se a questa altezza del secolo fosse già obbligo issare il jack sabaudo (oggi il jack è quello con le 4 repubbliche marinare) sulla prua delle navi (militari o civili che fossero) ormeggiate in porto, comunque qui si vede.

Non vedo altro di notevole, salvo che lo straglio di trinchetto sembra essere tornato singolo. Ma penso sia tempo di finire di perdersi dietro a tutti questi cambiamenti, dal momento che in mezzo c'è stato (oggi diremmo) un "upgrading " sostanziale della nave dopo l'inverno polare.


Le prossime foto del modello saranno con la nave incollata alla basetta :-)

 wazovski :

4/8/2019 19:22
  Quote:
marcellodandrea ha scritto:





Le prossime foto del modello saranno con la nave incollata alla basetta :-)




E noi saremo qui ad accoglierle a braccia aperte 

 cisketto :

4/8/2019 21:21
  siamo davvero curiosi di vedere la Stella Polare incollata alla base: inserita nel suo "habitat" farà certamente un ottimo effetto!

 cisketto :

4/8/2019 21:31
  ..e per tornare alle porte, in riferimento a ciò che ha scritto Gianfranco, concordo con la sua ipotesi che fosse un motivo pratico ad aver fatto optare per le linee curve all'esterno...ma qua stiamo davvero spaccando il capello in quattro!!!
ehehehehehe!

 cisketto :

5/8/2019 09:39
  Ciao Marcello e ciao a tutti,
cerco di dare il mio modesto contributo a questa "piccola" GRANDE impresa...

Caro Marcello oggi ti sottopongo un altro particolare che potresti aggiungere al tuo modellino, si tratta della seconda bussola in dotazione alla Stella Polare, perchè due erano le bussole, una a liquido e l'altra a secco,
una l'hai già inserita ed è quella sistemata sul ponte di comando (e veniva spostata con la sua chiesuola), ma la seconda era invece collocata a poppavia esattamente a fianco della scala che scendeva al pozzetto del timone e il tambuccio con la ormai "famosa" porta, se osservi infatti la foto scattata a Sandefjord noterai la chiesuola dietro alla ruota del timone, a differenza dell'altra questa era priva del piedistallo e stava posata direttamente sul ponte superiore, quello della tuga.

E ora un'altro dettaglio, che non deve comportare modifiche al tuo modello ormai quasi terminato, nella foto della rivista tedesca che hai postato a pag. 10 ti invito a guardare a destra della scena quello strano aggeggio che somiglia ad una stufa, è invece una piccola calderina Field con annessa una doppia pompa e che avrebbe dovuto servire alla formazione del gas idrogeno per gonfiare due palloni frenati che il Duca e Cagni volevano utilizzare durrante la spedizione verso il Polo Nord sospendendo in aria una slitta carica e pesante oltre trecento chilogrammi, sovrapponendola ad un'altra slitta in modo da dimezzare il carico e avere una sola slitta col problema delle asperità del ghiaccio del pack,
Sulla Stella Polare erano infatti stati caricati oltre ai due palloni costruiti a Parigi dalla ditta Godard e Surcouf sistemati in una gabbia in legno in coperta, una quantità enorme di limatura di ferro e diversi ettolitri di acido solforico che dovette essere messo in una cassa metallica onde evitare la corrosione del legno della nave,
In realtà i dubbi iniziali sull'efficacia del servirsi di questo strano metodo diventarono certezza quando si capì che era davvero complicato utilizzarli in quelle situazioni disagevoli e perchè la tela gommata con cui erano confezionati i palloni stessi aveva patito le basse temperature.
La presenza però di quella calderina con doppia pompa fu davvero provvidenziale perchè dopo la pressione della notte tra l'otto e il nove settembre 1899 fu adoperata per togliere l'acqua che aveva invaso le parti interne della nave e ad essa si deve il salvataggio della Stella Polare poichè permise di tenere asciutta la sentina per il tempo di aggiustare le falle dovute allo schiacciamento dello scafo.

Mi sono andato a rileggere tutti i tuoi vecchi post e rispondo ad una domanda che ponevi riguardo ai trasferelli della Grinta (Gillette) che dedicarono una cartellina pieghevole alla Stella Polare, ebbene l'anno in cui vennero pubblicati è il 1978.






 marcellodandrea :

5/8/2019 14:37
 Sapevo che c'erano due bussole perché ne parla il diario. In alcuni modelli oltre a quella sulla parte anteriore della tuga se ne vede un'altra identica sulla piattaforma circolare sopraelevata davanti all'albero di mezzana. C'è anche nella foto di Sandefjord.

Vuol dire che in realtà quella sulla piattaforma circolare e quella sul davanti della tuga erano la medesima bussola spostata in altra posizione?


E quindi la seconda bussola era davanti al timone e non poteva essere spostata?

 cisketto :

5/8/2019 22:30
  Ciao Marcello,
è esattamente come dici, quella sulla piattaforma tonda era spostabile e noterai in alcune foto che c'è ed in altre non c'è in quel punto ma è spostata altrove, mentre quella davanti al timone era fissa e supportata da due mensoline in legno.
Avevo una foto su una pubblicazione dove si notava benissimo questo particolare a poppavia, ma finora non l'ho trovata,ho tanti libri e devo scartabellarli uno ad uno, ma sono certo vi sia, ne avevo anche fatto un disegno proprio perchè non l'avevo mai vista prima di allora e mi sembrava un particolare interessante, come lo scandaglio sempre a poppa montato su una mensola a sbalzo dalla murata con due supporti metallici a "volpe", la posterò non appena riuscirò a trovarla.

 marcellodandrea :

5/8/2019 23:35
 Capisco. Allora dovrò togliere la bussola dalla piattaforma rialzata dietro. Lo farò, ma in queste foto c'è ancora. In quanto alla seconda bussola davanti al timone, c'è già, avevo messo la chiesuola senza sapere che cosa fosse.

E ora qualche aggiornamento al modello:

Ho aggiunto questa specie di rete al di sotto dell'asta di fiocco, così come si vede bene nella foto della nave a Sandefjord inviatami da Francesco (qualche post al di sopra di questo - non sto ad aggiungere un'altra foto, già lì si vede benissimo).

(cliccare sulle foto per ingrandire)



I 4 cavi di sostegno del fumaiolo. La loro posizione è ricavata dalle foto ma anche, devo dire, dai modelli dove si vedeva molto meglio. Comunque modelli e foto in questo caso mi sembrano coerenti.




Ho sporcato un po' lo scafo in corrispondenza dei boccaporti o delle gruette, senza esagerare a questo punto del viaggio.




Le luci di posizione a prua sono di carta, con i sostegni in fotoincisioni di recupero (pezzettini di battagliole).










Le ancore sono in sprue stirato nero, le punte in carta, l'anello è filo di rame.




La posizione e i cavi di sostegno delle ancore sono ricavati pari pari dalle foto. La catena (in ottone) è un regalo di un amico che si occupa di oreficeria.




Noterete qui sotto la briglia del bompresso rotta vicino al tagliamare. Me ne accorgo dalla foto. Sono cose che succedono con queste dimensioni e con lo sprue. Domani aggiungo una goccia di attack e rimetto tutto a posto :-)




Qui la nave è incollata alla basetta ma naturalmente manca tutta la "connessione" al mare intorno, che farò presto, spero.




link alla galleria

 wazovski :

5/8/2019 23:37
  Ma guarda che gioiellino che sta venendo fuori  

 cisketto :

5/8/2019 23:55
  dico solo: SPETTACOLO!

 marcellodandrea :

6/8/2019 23:44
 Oggi una mezz'ora disponibile, così ho fatto un po' di lavoro di pittura.  Nelle foto ora ho il medesimo problema che ebbero a suo tempo i fotografi della nave: tutto quel bianco finisce per far sottoesporre le strutture della nave, o viceversa la nave è visibile e il ghiaccio è sovraesposto.

(clicca sulle immagini per ingrandire)










Francesco mi informa che le slitte conservate in vari musei sono tutte in legno naturale, non bianche. Non so perché le ho fatte bianche, devo aver visto qualcosa che mi ha convinto a farle così. Ma ho cercato e non ho trovato niente, forse è solo perché anche nei modelli a grande scala erano dipinte in bianco. Comunque le ho ridipinte in un tono marrone chiaro grigiastro. D'altra parte, in effetti, sono scure anche sulla foto della nave a Sandefjord al ritorno dal viaggio.




Ho tolto anche la bussola sulla piattaforma sopraelevata, dal momento che c'è già accanto alla maestra. La chiesuola della seconda bussola, come dicevo, sta davanti al timone, l'avevo messa senza sapere cosa fosse.




Dal momento che sul lato della basetta ho simulato, dipingendola, la profondità del mare, ho ugualmente simulato anche le parti sommerse del pack sul bordo.










Sto preparando lo scalandrone e le scialuppe: queste saranno difficiline da fare bene, comunque vediamo...  :-)

Una volta inserite anche le due scialuppe a mare, provvederò a dare il vernidas sul "mare" e infine a mettere la neve (al momento è tutto assolutamente opaco, tutti i colori sono acrilici Vallejo o di altre marche da Belle Arti - vanno tutti bene, basta che si mischino assieme...).


link alla galleria

 grimdall :

7/8/2019 00:48
 Marcello, tutto il post è una goduria da leggere anche per chi, come me, non è un "marino",... il modello poi è uno spettacolo puro... avendo visto dal vero altri tuoi modelli qui a Siena alla mostra credo di avere un termine di paragone più ampio di altri.... ragazzi vi assicuro che deve essere uno SPETTACOLO DI LIVELLO STRATOSFERICO!!!!!
Marcello, se fra due anni rifacciamo la mostra (sperem...) questa la voglio vedere!!!!!!

 frank1959 :

7/8/2019 08:59
 Assolutamente fantastica, un piccolo capolavoro degno di stare in un museo. La simulazione della profondità poi è geniale. Chapeau
Francesco

 e_pieranto :

7/8/2019 10:40
 Una meraviglia.
Le navi non sono il mio settore d'interesse ma quello che riesci a tirar fuori tu da materiali, oltretutto, "poveri" è di prima grandezza e non si può che restare ammirati per tanto talento.
Bravobravobravo.

 Cesko :

7/8/2019 14:01
 Ciao Marcello, modello straordinario e di grande effetto. Tutto amplificato dal fatto che grazie al wip anche noi adesso conosciamo molto riguardo alla nave. Però questa volta una osservazione te la faccio: i bordi della basetta.... secondo me per quanto l'idea sia ottima (e magari dal vivo funziona alla grande) in foto mi sembra che finiscano per fare confusione. Se guardi le foto dall'alto l'occhio si concentra sulla scena che ha il suo centro nella nave. Ma se guardi di tre quarti e di lato l'occhio viene attratto molto di più dal bordo della base che dal soggetto stesso e questo crea confusione. Forse se i bordi fossero in un semplice blu molto, molto, molto scuro andrebbe meglio. 
Naturalmente trattasi di mia opinione e gusto personale. Il rimanente e cioè il 99,85% del modello è straordinario. 😍

 marcellodandrea :

7/8/2019 16:53
 Grazie a tutti ma state esagerando, non sono così bravo, cerco solo di fare in modo che i modelli siano gradevoli e magari la pittura aiuta un po'. In quanto alla "profondità" del mare, l'ho già usata l'anno scorso con il minuscolo vascello spagnolo (ex bustina Airfix, ricorderete), ma non è una mia idea: l'ho solo ripresa pari pari da un modellista coreano bravissimo  che ho visto su modelwarships.com. Pensavo si trattasse di resina perché l'idea di trasparenza era forte, ma invece era solo dipinto e lucidato. Io non sono ancora riuscito ad ottenere lo stesso effetto, forse dovrei usare l'aerografo invece di velare con il pennello, magari la prossima volta...

 wazovski :

7/8/2019 18:17
  Sottoesposta o sovraesposta qua non ci sono ca**i che tengano: il modello è bellissimo, stop 

 marcellodandrea :

7/8/2019 23:38
 
Francesco mi ha inviato una foto della sua collezione che mostra la Stella Polare a Genova nel periodo 21-25 gennaio 1901. Deduco perciò che la foto mostra la nave ormeggiata alla stessa banchina delle due cartoline che Francesco ha inserito pochi post addietro. L'ho "ritagliata" ed ho segnato in giallo tutto ciò che a mio parere appare scuro e in verde tutto ciò che appare bianco. Come avevo detto per le due cartoline di poco sopra, la nave è rimessa a nuovo, riverniciata e riattrezzata (pensate a come era ridotta nella foto a Sandefjord), quindi forse un margine di dubbio può rimanere (nel senso che potrebbero aver cambiato il colore dei colombieri) , ma qui a Genova, nel gennaio 1901, a mio parere tutto ciò che è indicato dalle frecce gialle è senz'altro scuro.


Stando sempre a quanto mi dice Francesco sulla base dei numerosi documenti che ha raccolto, la nave fu donata ufficialmente alla Regia marina il 15 ottobre 1900. Purtroppo sulla bandiera a poppa non si vede se sopra lo scudo sabaudo c'è la corona (a indicare una nave militare), ma probabilmente era presente.

(cliccare per ingrandire)

 dj :

8/8/2019 13:33
  Quote:
marcellodandrea ha scritto: ... Pensavo si trattasse di resina perché l'idea di trasparenza era forte, ma invece era solo dipinto e lucidato. Io non sono ancora riuscito ad ottenere lo stesso effetto, forse dovrei usare l'aerografo invece di velare con il pennello, magari la prossima volta...

... magari prova su un pezzo di cartoncino preparato a parte con lo stesso effetto delle parti sommerse. Poi prova a dargli più mani di gel acrilico trasparente leggermente diluito ...
Giuseppe  

 yago :

8/8/2019 13:49
 Ciao Marcello! :-D
Qui a Genova mi trovi pienamente concorde! :-)
Anche se ancora non l hai finita , è un opera d arte già così, punto
.... per accendere la miccia dei fuochi d artificio aspetto il post con la parolina FINITA....

Ciao
Gianfranco :-)

 Cesko :

8/8/2019 14:03
 Guardando il wip con le foto della nave sul pak mi è venuto da pensare che forse se lo stesso viaggio si tentasse oggi forse la Stella Polare non rimarrebbe imprigionata nel ghiaccio. O quantomeno farebbe molta, ma molta più strada prima di arrivare ad incagliarsi. Ghiaccio da quelle parti inizia ad essercene poco infatti. Scusate per l'osservazione "climatica".

 marcellodandrea :

8/8/2019 16:55
 Quote:
dj ha scritto:   marcellodandrea ha scritto: ... Pensavo si trattasse di resina perché l'idea di trasparenza era forte, ma invece era solo dipinto e lucidato. Io non sono ancora riuscito ad ottenere lo stesso effetto, forse dovrei usare l'aerografo invece di velare con il pennello, magari la prossima volta...
... magari prova su un pezzo di cartoncino preparato a parte con lo stesso effetto delle parti sommerse. Poi prova a dargli più mani di gel acrilico trasparente leggermente diluito ...
Giuseppe  



perché no... provo :-)





Aggiungo un dettaglio di una vista di poppa della nave sempre fotografata a Genova il 22 gennaio 1901, un po' di tempo dopo essere stata presa in carico dalla Marina Militare. Si tratta della stessa occasione dell'ultima foto "ritagliata" con riguardo ai colori dell'alberatura e alle due cartoline con vista di prua aggiunte da Francesco qualche post indietro. Anche questa è una cartolina postale che mi ha mandata Francesco (ha una collezione davvero incredibile...), era molto sbiadita e con un viraggio rosso-arancio, l'ho desaturata e ravvivata un po' ed ora si vede meglio.

(clicca per ingrandire)




E' solo un dettaglio, la foto è più grande e comprende tutta la nave. Ma volevo mettere bene in evidenza che non avevo visto male, in passato, quando avevo detto che i fregi di poppa (e anche di prua, evidentemente) erano stati ridipinti (in oro, forse) dopo la presa in carico della Regia marina. Si confrontino questi fregi scuri con quelli della nave a Sandefjord dopo il ritorno dal polo (diversi post indietro a pg 14), con queste due immagini così ravvicinate della poppa la differenza si nota subito e senza alcun dubbio.

 marcellodandrea :

8/8/2019 23:31
 Aggiungo una cosa a distanza di qualche ora di cui mi sono accorto nella foto del post precedente. Lo stemma sabaudo non ha più la cornice a settori oro e blu (chiaro e scuro in b/n) che aveva prima a indicare, come aveva notato Francesco, lo stemma del duca degli Abruzzi. Ora sembra avere una cornice in tinta unita (forse il classico azzurro), un ulteriore indizio che la nave non appartiene più al duca ma alla Regia marina.

Si noti anche il colore dei salvagente a ciambella, scuro. In precedenza erano bianchi o molto chiari. Dopo il passaggio alla Regia, i salvagente potrebbero essere stati color arancio (più o meno smorto, presumo), come in uso nelle navi militari.

 marcellodandrea :

10/8/2019 23:16
 Ho sistemato lo scalandrone, al momento senza sostegni di sorta, perché devo prima vedere se mi riesce termoformare un paio di scialuppe in modo che siano vuote all'interno e sistemare quindi tutte le imbarcazioni, 4 sollevate e 2 in acqua. Le scialuppe piene (= coperte da un telo cerato) le sto facendo ora e vengono benino, quindi proverò con quelle vuote. Lo scalandrone sarà sostenuto da un paranco che va alla prima gruetta della tuga (la prima della scialuppa centrale).

Lo scalandrone è una fotoincisione RegiamarinaMas (AF 038) un po' riadattata (la piattaforma è accorciata). Lo scalandrone abbassato si vede in pochissime foto, una sul diario e sembra tutto scuro, un'altra dopo la cessione alla Regia marina e sembra che i sostegni lo0ngitudinali siano chiari. Mah, per il momento l'ho fatto in un color legno medio.






Prossimamente le scialuppe, spero :-)   poi finirò anche di attrezzare lo scalandrone. Infine l'equipaggio.

link alla galleria

 frank1959 :

12/8/2019 16:41
 A conferma di quanto scritto da Marcello (che non ne ha bisogno, ma tant'è mi piace partecipare) la corona che sovrasta lo stemma sabaudo non è sicuramente una corona ducale ma piuttosto reale, quindi lo stemma si riferisce sicuramente ad un mezzo non più nella disponibilità del Duca. 
Francesco 
 

 enrico63 :

12/8/2019 18:24
 Son proprio curioso di vedere le scialuppe. Ma non quelle facilitate col telo di copertura....quelle con gli interni!!!!

 cisketto :

12/8/2019 21:50
  wow Francesco che tripudio di stemma reale!
Un vero trionfo di Casa Savoia! 

Marcello, aspettiamo di vedere realizzate le scialuppe...
Ciao a tutti
Francesco

 merki41 :

12/8/2019 22:53
 ah boh! Non ho parole, signori, qui su M+ è un capolavoro dietro l'altro, io non posto più nulla, vergogna totale!
Questo considerate le dimensioni è più che puro spettacolo, è...non ho un termine adatto
Lucio

 marcellodandrea :

14/8/2019 23:36
 Come dicevo, ho cominciato a fare le scialuppe. Prima quelle piene, perché comunque erano coperte da un telo cerato. Nei modelli a grande scala il telo non c'è mai, ma nelle foto della nave nel viaggio di andata si vede. Ho preparato un listello (composito) di plasticard lunghetto, in modo da maneggiarlo comodamente mentre lavoro la parte terminale (cioè ogni singola scialuppa, che poi taglio via e rifinisco).





Ho fatto la sellatura centrale, poi aggiunto la chiglia. Il dritto di poppa non è diritto e quindi angolato come di solito nelle imbarcazioni, ma molto arrotondato verso l'avanti.





Si notino i teli a copertura delle scialuppe (frecce rosse) e la chiglia stondata a poppa (frecce azzurre) in questo dettaglio di foto della nave in navigazione nel giugno 1899, a inizio spedizione.  La foto si trova facilmente online in grande formato.





Le schifezze in basso sono le due scialuppe vuote all'interno, termoformate. Le altre sono coperte da un telo di pellicola da cucina incollata con vinavil. Avevo dell'acetato e ho preferito usare quello invece di sciupare il poco plasticard che ho a disposizione.




Qui è un po' meglio. Ho incollato la chiglia e i bordi (sprue stirato): Il dettaglio anteriore è in carta.




Tutte le panche in posto, di carta. Non ho alcuna immagine diretta dell'interno delle scialuppe, quindi non ho prove dirette che le panche fossero solo tre, anche se così sono sui disegni e sui modelli in grande scala.




Questa stampa da foto sul diario del viaggio mostra tutte le mie conoscenze sicure sulle scialuppe. Si vedono tre scalmi (frecce rosse) e, guardando dove sono in piedi i due uomini a destra, si direbbe ci siano due panche. Per cui a prora potrebbe essercene un'altra in corrispondenza del primo scalmo. E' ovvio che ignoro se TUTTE le imbarcazioni fossero uguali oppure ce ne fossero altre diverse, con più panche per intenderci. C'è un'altra foto in cui si vede da lontano una imbarcazione e lì sembra che ci siano più scalmi (sono sincero) ma questa qui sopra è la più chiara.










Ho messo due imbarcazioni in acqua, come avevo detto. Una vicino allo scalandrone, l'altra vicino ad un lastrone di ghiaccio, dove ci saranno degli "omini" intenti a fotografare la nave. I remi sono di sprue stirato. Li ho fatti color legno chiaro, non so se erano grigio chiaro come la nave. Sul ghiaccio manca ancora la neve, ma devo metterla per ultima dopo aver dato ina seconda mano di vernidas.













Il sostegno dello scalandrone è un paranco singolo con una stampella curva. Il paranco va alla prima gruetta della tuga. Si vede bene in questa foto che non ci sono altre gruette supplementari per il sostegno dello scalandrone (si osservi a sinistra che lo scalandrone è in posto, si vedono le battagliole della piattaforma e il corrimano verso il basso della scaletta). Lo specifico perché di nuovo in alcuni modelli vedo montata una gruetta supplementare a sostegno della scala sul capodibanda immediatamente a proravia della tuga. Ma non ne ho trovato traccia nelle foto.







Ho cominciato anche a montare le altre scialuppe. Qui la prima con solo un pezzettino di sprue che la sostiene. Devo completare e dipingere i paranchi e diverse altre cose che le tenevano in posto.






Per l'equipaggio penso di utilizzare un gruppetto di figurini in resina de l'Arsenal, residui di altre cose. Francesco (cisketto, nel forum) mi ha fornito alcune foto a colori degli indumenti conservati nei musei, perciò potrò fare qualcosa di più realistico.

link alla galleria

 cisketto :

15/8/2019 12:04
  Ciao Marcello e a chi segue questo forum.
Le scialuppe sono venute benissimo, d'alttra parte come tutto il resto!
Lo scenario poi nella ricostruzione del tuo diorama è veramente spettacoltare!
Ancora l'ultimo sforzo per i personaggi e la tua opera sarà finita!

Buon ferragosto a tutti!

 marcellodandrea :

15/8/2019 16:44
 Nel frattempo dai miei trabattoli fotoincisi è saltato fuori questo:

(cliccare per ingrandire)





Sono remi in scala 1:350 di un vecchio foglio GMM per la Yamato. Sono un pelino troppo lunghi, ma li accorcio e li utilizzo. Ecco qua, l'effetto è un pelino meglio:









link alla galleria

 marcellodandrea :

16/8/2019 11:46
 A proposito di quella faccenda sul numero di panche delle scialuppe, mi è venuto in mente che secondo il diario del viaggio le imbarcazioni della Stella Polare erano pari pari le 10 presenti sulla Jason. Quindi sono andato a vedere le foto di un modello della Jason (dalle pochissime foto non si vede nulla) che si trova a questo indirizzo. Effettivamente le imbarcazioni hanno tutte tre panche. Non è gran che come prova, ma meglio di niente... :-)

 cisketto :

17/8/2019 02:34
  Ciao Marcello,
mi spiace smentire quello che affermi rispetto alle scialuppe e al numero delle loro panche, tu hai giustamente osservato quelle che compaiono nel modellino del Jason  ne presentano tre, ma se vai a guardare la fotografia a pagina 81 del libro "La Stella Polare nel mare Artico", quella che nella didascalia recita "fine della caccia", noterai che la scialuppa che stanno utilizzando i due membri dell'equipaggio ha quattro panche.
Non ho modo di allegare la foto al momento altimenti la inserirei

 marcellodandrea :

17/8/2019 09:19
 E' vero, confermo. Allora dobbiamo ammettere che c'è un errore nel testo del diario. Infatti il diario dice che le scialuppe del Jason (10) furono conservate tutte.

La foto che ho postato io qualche messaggio sopra mostra una lancia con tre scalmi (e quindi 3 panche a logica), ma purtroppo non si vede quanti ne ha (di scalmi) quella citata da cisketto. Se ne avesse ugualmente tre, allora sarebbe il modello del Jason ad essere sbagliato, se invece ne avesse 4 allora  non era vero che avevano conservato tutte le scialuppe del Jason.

D'altra parte, la lancia con 3 scalmi è quasi sicuramente della Stella Polare perché il disegno della poppa è identico, con quella chiglia molto stondata in avanti.

Mettendo assieme le due foto, posso ipotizzare che ci fossero scialuppe di due diversi tipi.

Ma come per quella annosa faccenda del colore dei colombieri, sono aperto a prove del contrario ovviamente :-)


 cisketto :

17/8/2019 09:47
  Eh si Marcello, questa potrebbe essere una ipotesi valida e se leggo la spiegazione del Duca a pag.15:

" Si tennero le 10 imbarcazioni del Jason lunghe m. 6 e m. 6,60. Quantunque non sufficientemente grandi per una lunga navigazione, per la loro leggerezza, non pesando che 700 chilogrammi senza attrezzi, erano le più adatte per essere trascinate sul ghiaccio."

Questa differenza di misure spiegherebbe le due tipologie di scialuppe, quelle di 6 m. a tre panche e quelle di 6,60 m. a quattro panche; credo che possa essere stato così, che ne pensi?

 marcellodandrea :

17/8/2019 12:42
 Sono di passaggio davanti al computer e leggo. Non ricordavo il passo del diario e purtroppo per motivi familiari annosi non sono nella condizione di dedicare troppo tempo a tutto questo. Perciò... penso che meriti un monumento !!!  :-) :-) :-)

 marcellodandrea :

17/8/2019 23:04
 La questione scialuppe mi preoccupava un po', ma pare che cisketto l'abbia risolta : W i forum anche per la possibilità di collaborazione tra noi.

Nel frattempo ho finito di montare le scialuppe coperte, sulle fiancate della nave.

(cliccare per ingrandire)














Dopo una mano di vernidas lucido a tutto quanto, ho dato una passata di trasparente satinato (schermando la nave con un foglietto) per smorzare la lucentezza del ghiaccio, ma in certe zone (per esempio le parti azzurre dell'iceberg) ho preferito ridare lucentezza con cera Future a pennello. Ho cominciato a distribuire un po' di neve sopra l'iceberg e sul pack. Credo che darò un'ulteriore mano di Future al mare, un'altra spolverata di neve dove necessario e poi con il diorama avrò finito.

A quel punto resterà solo l'equipaggio (come dicevo, un po' di figurini L'Arsenal, codice AC 350 25) e, forse, le bandiere.

link alla galleria

 marcellodandrea :

18/8/2019 23:22
 Il primo filmato del National Geographic, dedicato ad una spedizione polare di appena un anno posteriore a quella della Stella Polare, merita di essere notato e citato qui. 

Tra le curiosità, il comportamento un po' grottesco dei personaggi (a mio modo di vedere forse più esibizionista per le riprese filmate che reale - almeno spero...), e anche che il tentativo successivo, dopo il fallimento del primo, andò a fare base proprio nella Terra di Francesco Giuseppe (la baia di Teplitz con il campo base della Stella Polare era ugualmente lì).

 frank1959 :

19/8/2019 09:03
 Ciao, grazie per aver condiviso il filmato, effettivamente il comportamento ricorda molto Chaplin ( www.youtube.com/watch   ) davanti alla cinepresa. Le scialuppe hanno aggiunto un tocco in più al diorama, molto ben riuscite. Uno spettacolo. 
Francesco 

 cisketto :

19/8/2019 11:29
  In effetti hai ragione Francesco, sembrano tutti personaggi comici invece che esploratori polari!
Credo e spero, come dice Marcello, che sia solo frutto di una scenetta goliardica!
A parte quello è comunque un documento storico di notevole interesse anche per gli addentellati con la spedizione del Duca che aveva già sperimentato quella vita sui ghiacci del pack.

 marcellodandrea :

19/8/2019 23:08
 A proposito delle bandiere, sospetto che in condizioni normali non ci fossero e che venissero eventualmente mostrate solo in occasione delle foto ufficiali (o in porto). Comunque, questa volta, per evitare un altro dubbio senza soluzione, dal momento che la scena illustra una foto "ufficiale" con tanto di troupe sul pack che effettua le riprese, metterò tutte le bandiere, sia quella nazionale a poppa che quella d'onore (norvegese, perché la nave era in origine norvegese, e norvegesi pure il cantiere di rifacimento, l'architetto e parte dell'equipaggio oltre che i porti di partenza).

Un dubbio, comunque, ce l'ho. In questa foto, che utilizzo come riferimento per mettere le bandiere, che bandiera è quella proprio sopra la bandiera norvegese?  ((croce bianca in campo scuro, bandiera quadrata).   Assomiglia ad una bandiera  danese ma potrebbe essere un jack sabaudo anche se non ha alcun bordo di altro colore (eventualmente, nel jack sabaudo, sarebbe azzurro).

Forse cisketto lo sa e può aiutarci. C'erano marinai o collaboratori danesi a bordo? Oppure era davvero una bandiera sabauda?

D'altra parte, posso semplicemente evitare di mettere quest'ultima bandiera.






 grimdall :

19/8/2019 23:38
 Per quello che può servire.... non ho trovato tracce di bandiere svedesi quadrate, e in effetti una bandiera nazionale quadrata in Europa non mi pare esista, in tutte le rappresentazioni che ho visto TUTTE le bandiere nazionali sono rettangolari (ovviamente però non ho la verità infusa....). I guidoni sabaudi erano sì quadrati, ma per quello che ne so (dai miei pochi studi per il wargame), erano usati solo dai reparti di fanteria, artiglieria e cavalleria, e comunque avevano, come hai giustamente detto, un bordo di colore di solito abbastanza contrastante col campo.... al limite, ma proprio al limite, potrebbe essere il guidone del Regg. Marina, che era rosso e verde con la croce bianca, e aveva un bordo bianco ma molto molto fine (che magari nella foto si è "perso"), anche se in tutta franchezza non capisco cosa diavolo c'entrerebbe con la situazione..... a meno che qualche "pezzo grosso" di bordo non provenisse da quel Reggimento.....

 marcellodandrea :

20/8/2019 00:34
 Come dicevo, quella bandiera è poco chiara e d'altra parte compare in quell'unica foto, per quanto mi ricordo. Sì in effetti ho detto "danese" ma poteva essere anche svedese. Oppure, appunto, sabauda in onore del duca a bordo.

Lascio perdere e metto solo la nostra e quella norvegese.

Comunque se ci sono altre notizie su quella bandiera quadrata sono benvenute :-)

PS ho pensato ad una bandiera di segnalazione, ma l'unica che gli somiglia è la "R" (Romeo), croce gialla in campo rosso. Non saprei che cosa potesse significare in quella occasione, ma poteva anche essere un segnale convenuto.

 cisketto :

20/8/2019 03:41
 I nove membri dell'equipaggio, oltre agli undici italiani, erano norvegesi:
tre di Larvik, tre di Sandefjord, uno di Tromso, uno di Cristiania e uno di Tonsberg.
Quindi è da escludere vi fosse presente una bandiera di altra nazionalità, all'infuori di Italia e Norvegia ovviamente.
 Il libro della Hoepli a pag. 36 riporta queste parole del Duca:
"Verso sera, colla bandiera nazionale e colla norvegese in testa all'albero, la Stella Polare lasciava gli ormeggi, e rimorchiata da due vaporini, scendeva la Dwina"
Emilio Salgari invece scrive così sul suo libro a pag. 28:
"E'il momento di salpare. La bandiera italiana, senza corona reale, sventola a poppa; la fiamma norvegese è spiegata sull'albero di maestra, e quella italiana sul trinchetto"
e, sempre sul libro di Salgari nelle tre foto di pag.17 (la Stella Polare lascia Christiania), di pag.56 (la Stella Polare in Arcangelo)che ritrae la nave con il gran pavese, e di pag.80 (la Stella Polare ad Arcangelo), le bandiere ci sono in ciascun albero, oltrechè sul picco di poppa, sono dunque addirittura quattro in tutto! 
A mio giudizio la foto su cui ti basi tu Marcello, riporta accanto alla bandiera nazionale norvegese un vessillo di Casa Savoia senza particolari riferimenti, cioè nè dei duchi d'Aosta (con bordatura giallo/azzurra a rettangoli, come ricorderai nello stemma di poppa) ma neppure dei sovrani regnanti (con bordatura azzurra uniforme), è praticamente come il vessillo della regione di Savoia in Francia.

Spero di non aver creato ancora più confusione.
Ciao!


 frank1959 :

20/8/2019 09:52
 Tanto per aumentare la confusione, nella mia ignoranza in materia, faccio queste riflessioni.
L'unica bandiera quadrata presente sulle navi, salvo quelle di segnalazione, è il jack di bompresso che qui sarebbe fuori posto. Per la posizione dovrebbe essere una bandiera d'onore, al pari di quella norvegese, e potrebbe essere riferita al paese a cui appartengono le acque o il porto della foto in questione, ma la forma quadrata non si accorda con questa lettura. 
Infine, tanto per aggiungere carico, Salgari parla di fiamma norvegese, ma la fiamma , che giustamente va sull'albero di maestra, è triangolare mentre quella mostrata è la classica bandiera rettangolare. 
Personalmente propenderei per un segnale ma, sempre secondo me, se la ometti non sbagli. 
Francesco  

 marcellodandrea :

20/8/2019 17:10
 Questa è l'unica altra foto di tutte le mie dove si vede la bandiera quadrata con la croce chiara. L'ho tagliata perché viene dall'archivio gettyimages e voglio evitare il copyright.

La freccia rossa indica la bandiera quadrata, la freccia gialla indica la corona sopra lo stemma sabaudo. La foto è del 1901 ed è stata ripresa al momento dell'arrivo a La Spezia , la bandiera è già quella della Marina militare. L'unico problema, per quanto ne so, è che il duca a questo punto non era più a bordo essendo tornato in Italia per i funerali di Umberto I.  Quindi la bandiera quadrata potrebbe non indicare necessariamente la presenza a bordo di un membro della famiglia reale, ma essere solo un segnale d'onore verso i savoia?  O fiorse c'era a bordo qualcun altro della famiglia nel viaggio di ritorno? Io non lo so, ma forse cisketto può chiarirci la cosa.

(cliccare sulla foto per ingrandire)


 cisketto :

21/8/2019 00:23
  Il Duca degli Abruzzi giunge a Spezia la notte del 25 gennaio 1901, mentre la Stella Polare arriverà nella città ligure al mattino del 26. Quindi il principe sabaudo era ad attendere l'arrivo della sua ex nave che fa il suo ingresso nel golfo spezzino poco dopo mezzogiorno, scortata dalle RR.navi Messaggero ed Aretusa. Le navi ancorate nel porto alzano il pavese di gala e le artiglierie dei forti hanno fatto una salva di 12 colpi.
A bordo della Stella Polare erano presenti tre membri della spedizione: il cuoco Igino Gini, il nocchiero Giacomo Cardenti e il marinaio Simone Canepa, al comando del Tenente Lubelli di Rurrano, che aveva preso la nave in consegna a Cristiania per condurla in Italia.
Il Duca procede poi con la cerimonia di consegna ufficiale della Stella Polare alla Regia Marina nella persona dell' ammiraglio Magnaghi al quale rivolgerà un solenne discorso dicendo, tra le altre parole:
"...la nave non ha valore che come ricordo della spedizione compiuta, la prima spedizione italiana che nel mare artico si sia spinta in latitudine così elevata...
... la vecchia, ma storica nave, non può meglio finire la sua laboriosa esistenza che nelle calme acque della darsena di questo arsenale...."

 Questo non scioglie alcun dubbio sulla presenza di quella bandiera quadrata sull'albero di maestra, che anche per me è come dici tu Marcello, un segno d'onore alla casa Savoia, non ai reali, ma semplicemente alla famiglia sabauda di cui Luigi Amedeo era membro. 

 grimdall :

21/8/2019 00:34
 Si sa in che occasione è stata presa la prima foto con la bandiera "misteriosa" che hai postato? Se, come pare, è durante il rientro in Italia direi che potrebbe, giustappunto, essere una specie di omaggio alla casa reale, apposta per l'occasione. Oltretutto in quella foto, ingrandendola, se si osserva bene la bandiera pare che nel braccio orizzontale della croce ci siano dei simboli (non sono ombre di pieghe), il che escluderebbe a priori la bandiera da segnalazione "R" (che oltretutto con l'entrata in porto non credo c'entri niente...). Quindi secondo me se sul modello metti solo le bandiere nazionali sei nel giusto....

 marcellodandrea :

21/8/2019 08:38
 Sì certamente metto solo la bandiera nazionale e quella norvegese.

Comunque la prima foto mostra la nave nuova, con i fregi di poppa grigi, la bandiera civile e a pieno carico di attrezzature, cioè con tutta evidenza all'inizio della spedizione, probabilmente appena uscita da qualche porto (la foto deve essere stata fatta da un'altra nave).

 grimdall :

21/8/2019 13:35
 Scartabellando in giro oltretutto ho scoperto che la bandiera marinara R, cioè la sola che potrebbe essere nelle foto (fondo rosso con croce gialla, dato il colore scuro con la croce chiara) da sola non ha praticamente nessun significato nel codice dei segnali, viene sempre accompagnata da altre che specificano delle indicazioni di rotta o distanza.... quindi issare quella sola bandiera non servirebbe assolutamente a niente, nemmeno in entrata o uscita da un porto.... boh... mistero misterioso.....

 marcellodandrea :

21/8/2019 16:56
 ma no penso che non ci sia nessun mistero a questo punto: come dice anche cisketto, quasi sicuramente la bandiera mostra semplicemente lo stemma sabaudo, una volta all'inizio della spedizione (prima foto), e la seconda all'arrivo a La Spezia.

 frank1959 :

21/8/2019 17:54
 Posso buttare li un'ipotesi? Bandiera degli Ospitalieri (cavalieri di Malta) di cui il duca era cavaliere di devozione, eguale a quella Savoia senza bordo azzurro. Sarebbe coerente con la posizione all'albero di maestra (bandiera d'onore)  e non ha nessuna implicazione o connotazione nazionale, per cui è indipendente dal porto o dalle acque in cui la nave si trova. Peraltro la tradizione di legami fra ospitalieri e casa Savoia è lunga. 
Francesco  

 marcellodandrea :

21/8/2019 23:27
 Ho dato una nuova mano completa a pennello di cera Future sul "mare" e sui bordi delle lastre di ghiaccio, spargendo via via la neve Prochima sulla Future fresca nelle zone periferiche. Così si crea un certo contrasto tra le parti più bianche e opache (neve) e quelle più lucide e azzurrine (ghiaccio). E' tutto molto empirico ed è la prima volta che lo faccio, perciò procedo gradualmente, un po' per volta senza esagerare, eventualmente ripetendo il processo.

(cliccare sulle foto per ingrandire)








Ho messo una spolverata di neve anche sui teloni e sulle coperture delle scialuppe.




Credo sia giusto anche inquadrare temporalmente la scenetta. Leggendo il diario, si direbbe che i primi problemi davvero seri con il ghiaccio li abbiano avuti verso la fine del mese di luglio 1899, quando erano già nell'arcipelago di Francesco Giuseppe vicino all'isola di Bruce (nel cosiddetto Canale Britannico : in pratica l'accesso, da ovest, all'arcipelago)  e procedevano verso la baia di Teplitz (nell'isola del Principe Rodolfo, la più a nord a poco meno di 82° N) dove poi rimarranno bloccati. E' questa perciò la targhetta sintetica che probabilmente metterò sul diorama:


Nave da esplorazione Stella Polare
Mare Artico nei pressi dell'isola di Bruce (80°09′30″N, 49°57′27″E)
Terra di Francesco Giuseppe, fine luglio 1899
 
In quanto alla probabilità che un iceberg così grosso si trovasse nelle vicinanze della nave, credo ugualmente sia giusto documentarlo con questa foto. E' ripresa durante il ritorno, ma comunque mostra una situazione simile.

link alla galleria

 frank1959 :

21/8/2019 23:35
 Ma che meraviglia, senza barattolo si direbbe almeno 10 volte più grande sulla base dei dettagli che hai inserito. 
Fantastica.
Francesco 

 cisketto :

22/8/2019 00:58
  Ciao Marcello, l'effetto neve aggiunge realismo alla scena, ottimo!
Se dovessi dire il giorno di luglio che tu non hai precisato nella tua didascalia propenderei per il 31 luglio, quando la guida alpina di Courmayeur Joseph Petigax sul suo diario scrive:
" Sono trascorsi due anni da quando eravamo al St. Elia in Alaska, sull'altro versante del Polo.  Sempre al medesimo posto (80mo e 25° di lat.) Temp.+ 2°, nebbia umida e tempo mite.
Al pomeriggio messi in libertà 50 cani...(...) ...passeggiata sul ghiaccio dopo cena.."


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