Forum : W.I.P. Regia Aeronautica

Soggetto : Ansaldo AC 2 ...FINITO e imbasettato!!!

 Righettone :

23/8/2018 00:04
 

Ciao a tutti, eccomi in procinto di dare inizio a un nuovo wip

E' da tempo che mi propongo la realizzazione del modello di questo soggetto più volte ammirato visitando il Museo di vigna di Valle pur sapendo che il kit è introvabile o di difficile reperimento essendo stato stampato molto tempo fa dalle ormai scomparse ditte  Dujiin, e  Kp Models in 1:72.  Non molto tempo addietro consultando il sito della Choroszy Modelbud ho scoperto l'esistenza del kit del Dewoitine D 1 bis, nientemeno che con decals nipponiche, il che lo aveva sottratto alla mia attenzione, l'ho subito acquistato per realizzare appunto l'Ansaldo AC 2, versione italiana su licenza del velivolo francese, provvedendo a far stampare le decals.  Le informazioni in mio possesso  che lo riguardano, a differenza della versione AC 3 più diffusa e più documentata, le ho trovate contenute nel paragrafo del bel volumetto di Roberto Gentilli  Ed.A.I. s.r.l.  L'AVIAZIONE DA CACCIA ITALIANA 1918-1939 " intitolato "Gli Ansaldo Dewoitine" ( riguardante anche le versioni AC 3 e AC 4) nel quale in uno stralcio  recita:

     Pochi mesi dopo l'ordine del Ni. 29, nella primavera del 1924, giungeva a Montecelio assieme a un bombardiere Farman Goliath e a un ricognitore Breguet XIX il caccia francese Dewoitine D 1 ter. n° 10.  L'anno precedente una missione italiana si era recata in Francia ed aveva sassistito alla presentazione del nuovo e rivoluzionario monoplano francese effettuata dal collaudatore Doret nel corso della quale, oltre alle prestazioni ottime, aveva destato impressione il fatto che un incendio causato da un ritorno di fiamma al motore non aveva causato alcun serio danno all'aereo, dotato di ordinata parafiamma metallica.  Il Dewoitine fu valutato a Montecelio con un motore Hispano installato in Italia, confermando le sue ottime qualità (ma sulle prime la stampa riferì che "aveva dato prove insoddisfacenti" ) e fu deciso l'acquisto della licenza di costruzione per l'Ansaldo.  In altre parole per i caccia il salto alle nuove tecnologie del metallo sarebbe stato guidato  dai francesi non dai tedeschi                                                                                                                                                                                                                                                                Nel corso dell'anno l'Ansaldo si preparò alla costruzione del nuovo aereo acquistando in Francia presso la SECM le macchine utensili necessarie alla lavorazione del duralluminio.  Già nella primavera del 1925, con un notevole sforzo di addestramento delle maestranze e di acquisisizione di nuove tecniche di lavorazione, sotto la guida dell'ing. Brezzi, volavano gli AC 2, primi di 112 esemplari con matricole da 1160 a 1271 consegnati nel corso del 1926 per equipaggiare il nuovo VIII Gruppo a Mirafiori.   Con l'AC 2 il salto qualitativo compiuto dalla nostra industria era rilevantissimo: un solo aereo riuniva le qualità del monoplano di fusoliera capace, a sezione ovale, di ottima penetrazione, con quelle della costruzione a guscio in duralluminio.  La caratteristica fondamentale di questo genere di costruzioni non era solo di offrire strutture leggere, in cui ogni elemento di forma come il rivestimento non era un aggravio di peso ma contribuiva alla resistenza, ma anche di comportare elementi costruttivi ripetibili all'infinito e montabili con un sistema estremamente semplice, quello dei ribattini. In altre parole la costruzione in duralluminio richiedeva notevoli investimenti di capitale, per l'acquisto dei trafilati e delle lastre per i forni e per la tempera, per le presse e i rulli che formano i pezzi, per i trapani meccanici e snodati che preparano le sedi per i ribattini e infine per le rivettatrici.   Ma una volta organizzata la catena produttiva questa aveva le potenzialità di lavorare a ritmi elavatissimi, con pezzi formati e affidati non più a carpentieri, lattonieri e saldatori altamente specializzati ma ad una mano d'opera generica, come le migliaia di donne "Rosie the riveter" che nella guerra avrebbero riempito le sterminate officine americane.   I tecnici aeronautici italiani compresero  perfettamente che con l'AC 2 si passava dall'artigianato all'industria aeronautica ma la costruzione mista o lignea continuò ad avere i suoi assertori per un altro quindicennio e soprattutto molte industrie non ritenevano indispensabile un grande investimento di capitale con scopi innovativi da quando gli ordinativi ministeriali cominciarono a giungere in grande quantità, convenientemente distribuiti in maniera salomonica e con la concorrenza straniera bloccata alle frontiere.  Lo sfortunato AC 2 era un parasol con apertura di m. 10,80 con due semiali che si riunivano centralmente rette da una cabane a V rovesciata.  I due longheroni erano formati come due elementi scatolati, con due fiancate formate da strisce di duralluminio collegate da una lamiera piegata a serpentina  e con solette formate da altre strisce di dural sovrapposte, e inchiodate con cantonali.  I due longheroni erano collegati da puntoni in tubo di duralluminio e crociere.  Le centine erano formate da tubi in duralluminio collegati da attacchi in lamierino, e gli alettoni erano anch'essi metallici in tubo. La pianta dell'ala era rettangolare al centro e si rastremava in un trapezio alle estremità, passando da una corda di 230 cm. ad una di 155.                    Le due semiali erano rette da due coppie di montanti regolabili, l'anteriore in tubo d'acciaio e la posteriore in dural, carenati con lamiera, attaccati mediante pipe d'acciaio a piastre rinforzate ai longheroni e alla fusoliera.                Furono proprio dei cedimenti agli attacchi fra i montanti e la fusoliera a portare alla rapida scomparsa dell'AC 2.  Il rivestimento delle ali e degli impennaggi era in tela di lino.  La fusoliera era formata da 6 ordinate principali e altrettante secondarie su cui erano fissati quattro longheroni principali di profilato di dural con sezione ad U e correntini in dural e su tutto erno chiodate lamiere di dural di 20 x 100 cm. che formavano una struttura a guscio leggera e semplice.   Il motore Hispano Suiza 42 era montato su un castello di metallo, alimentato da un serbatoio principale in fusoliera, davanti al pilota, sganciabile in volo in caso d'incendio, e da una nourrice alare e raffreddato da 2 radiatori Lamblin tipo 1924 a persiana con parzializzatori, situati sulle gambe del carrello.  L'armamento era composto da 2 Vickers nella posizione tradizionale, semiaffogate sul dorso anteriore della fusoliera.        I piani fissi orizzontali erano regolabili in volo con un volantino, il carrello con 2 V di metallo collegate da un assale coperto da una carenatura portante, era ammortizzato con spire d'elastico mentre in coda vi era un pattino metallico a balestra. Se la tragica e rapida scomparsa degli AC 2 avvenuta all'inizio del 1929 dopo una serie di cedimenti in volo ha lasciato a questo aereo una fama sinistra, la carriera dell'AC 3 dimostra invece la validità della sua costruzione metallica che rimase in servizio operativo in reparto per oltre un decennio, ma questa fu un'altra storia di un'altro aereo.

A presto     Enrico

L'esemplare esposto al MUSAM di Vigna

Il kit e la sua box

Qualche foto d'epoca

Interessante questa foto che lo ritrae con l'effige del 1° ST.(?) su fascia tricolore


L'interno dell'abitacolo

 ABC :

23/8/2018 21:16
 Ciao Enrico

Un' altro bel tributo alla Regia da seguire con massimo interesse.

Alessandro :-) :-) :-)

 AndRoby :

24/8/2018 00:41
 Ecco,
mi accomodo sul divano assieme ad Alessandro (e un paio di birre).
Siamo in due a seguirti!
Roby

 Franz11 :

24/8/2018 09:22
 Una birra e uno spettatore supplementare.

 Righettone :

24/8/2018 11:49
 Benvenuti, spero che la platea faccia il tutto esaurito

Sono consapevole che il settore che riguarda i velivoli della Regia nel periodo tra le due guerre susciti scarso interesse, malgrado esso sia denso di avvenimenti, di esperimenti e di numerosi soggetti anche molto belli esteticamente, ma che non si fregiarono di numerose e accattivanti mimetiche e delle azioni di quelli della ww 2  più affascinanti, ciononostante  le opportunità modellistiche che lo riguardano mi intrigano abbastanza da voler avere in collezione questi soggetti italiani molto poco trattati e riprodotti in massima parte da ditte dell'est europeo soprattutto in resina, kit spesso di qualità non eccelsa, ma comunque da averne nella scorta diverse scatole per continuare anche se saltuariamente a realizzarli.

Ordunque.....Ho ripulito dalle bave di stampa  i pezzi, invero non molti, per esaminarli meglio  in cerca di errori o mancanze da rivedere, e qualcosa è emerso, ma nulla di rilevante, in sintesi si tratta come prima cosa di aggiungere perché inesistente alle spalle dell'abitacolo l'anticappottata completo di poggiatesta, allungamento di 3 mm. del poppino, il frangivento da fare in acetato, alcuni dettagli da incidere sul muso come due griglie, suppongo per raffreddamento, altri elementi come i montanti alari, il pattino di coda, gli scarichi e altre piccolezze che vanno rifatti ex novo perché troppo fragili. I montanti alari, sia quelli piccoli della cabane che quelli principali vanno sostituiti con altri in tubo di rame, i primi da 0,5 mm. i secondi da 0,8 mm. ovalizzati tutti e dotati di perni metallici, da notare che sul modello giapponese, oltre alla mancanza dell'anticappottata, al posto dei montanti della cabane c'è un unico pilone pieno che va eliminato,  quanto al carrello, le ruote  sono non a raggi come sull'esemplare di Vigna, e non avendole  siffatte a disposizione le monterò così come sono,  del resto risulta anche da più foto. Per gli interni ritengo sufficiente quanto offre la casa. Gli alettoni e gli equilibratori vanno evidenziati incidendoli ulteriormente. Tutto ciò non prima di aver effettuato un controllo delle misure d'ingombro sul disegno quotato, fatto con esito soddisfacente. Un premontaggio a secco di verifica non ha evidenziato nulla di anomalo, salvo il fatto che la fusoliera abbisogna di riscontri e timoni e carrelli di perni metallici. Tutto quà, niente di più....per ora.

Ciao   Enrico



INTERVENTI PRELIMINARI

 gizpo :

24/8/2018 16:01
 Ti seguo con piacere Enrico !

 yago :

24/8/2018 22:01
 Ciao Enrico :-) :-) , un altra interessante puntata su un protagonista degli inizi dell aeronautica italiana.... sei l' Alberto Angela dell aviazione :-D Ti seguo , ciao Gianfranco :-)

 AndRoby :

25/8/2018 18:18
 ...e invece, come puoi immaginare, il periodo Regia tra le due guerre a me piace più di quello WW2!
Mi stai tentando all'acquisto del kit Choroszy...
Ciao!
Roby

 Patrizio :

26/8/2018 20:18
 Caro il mio Comandante, esaustivo come sempre, ottima introduzione di piacevole lettura, che contestualizza il modello che ti accingi a fare.
Riguardo le tue preplessità sul carrello e le ruote a raggi, non mi farei troppi problemi, saranno state sostituite per chissà quale oscura ragione che non sapremo mai e comunque nella seconda foto che ritrae il medesimo soggetto le ruote sono a cerchine pieno, quindi sei giustificato. Quello che c'è da notare è come nell'aereo di Vigna, ed appare evidente in entrambe le foto, il pattino di coda sia stato montato al contrario, stile aratro... ma... perchè fanno queste cose ??
Tu visto che devi riprodurre l'aereo di Vigna, lo metterai al contrario??

Non credo !

Buon Lavoro

Pat
 

 Franz11 :

26/8/2018 22:20
 Concordo con Roby, il periodo tra le due guerre è il più interessante. E questo non solo in Italia (personalmente mi interesso anche al Giappone). Il problema, almeno per me, è trovare materiale, in particolare fotografico: poche pubblicazioni, difficili da reperire e quando esce qualcosa quasi tutte le foto sono sempre le stesse. E la parte bella sempre al mondo anglosassone.

Suggerimenti ?

 DREAM :

26/8/2018 22:23
 Patrizio, che fai il diavoletto tentatore???
Non sia mai che il Comandante si abbassi a simili compromessi pur di farlo simile al mezzo di Vigna.
però meno male che c'è gente che nota i particolari. Io al rientro dalle minuscole ferie mi metterò comodo, perchè un sigaro brutto come questo non me lo perdo di certo.
Buon lavoro  Enrico.  Teutonici saluti. Mario

 adlertag :

27/8/2018 13:01
 Mi hai tolto il.... modello di bocca ! Dopo aver fatto l' AC 3 mi era venuta voglia di AC 2, ma ho rinviato a tempi migliori, per cui posso limitarmi a osservare con piacere il tuo lavoro..... che faccio meno fatica
Suppongo tu abbia tutti e due i volumi del Gentilli, se no fammi un fischio.

Buon lavoro
Riccardo

 AndRoby :

27/8/2018 15:01
 Patrizio! Che occhio!
Davvero: perché fanno queste "cose"?
Ehm....io proverei a fare quello col tricolore che gira intorno alla fusoliera....
Ciao!
Roby

 Righettone :

8/9/2018 23:24
 

Salve giovinotti, ho dato fuoco alle polveri

Ho iniziato con l'addomesticare gli elementi principali che necessitavano di alcuni dettagli e altre facezie come si vede nelle foto dopodiché sono passato all'abitacolo. Tra l'altro  dovrò rifare tutti i montanti come avevo pronosticato poiché oltre quelli della cabane, quelli principali già troppo fragili, sono anche più corti di circa 3 mm. ora provvederò ad unire le semifusoliere, a prolungare di 3 mm. il poppino e ad aggiungere l'anticappottata. Nell'esaminare le numerose foto del walk around sul web, mi sono sorti un paio di dubbi sulle fattezze della parte anteriore superiore tra il frangivento e il muso, della quale non si vedono bene le fattezze, inoltre il foro circolare che si trova al di sopra del mozzo dell'elica non si capisce se è vuoto, vetrato o retinato (?) Al che Sabato 1 Settembre  sono andato a visitare per l'ennesima volta il museo di Vigna a visionare l'AC 2 vero per accertarmi su alcuni particolari a me poco chiari, facendo alcuni scatti di particolari poco visibili da riprodurre fin dove la scala mi consente, particolarmente la parte superiore citata della fusoliera al disotto dell'ala.  Non mi sono recato in solitaria però, in quanto ho avuto il piacere di essere in compagnia niente meno che del nostro sempresialodatowebcoso Fabio, che risaputa la sua idiosincrasia verso gli avioplani (così li chiama lui) ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte, ogni tanto l'ho fatto tornare in se quando  nauseato e delirando andava in cerca di cingolati e autocarrette peraltro inesistenti nel luogo, nella foto se ne nota infatti l'aria turbata e smarrita.

Infine grazie all'amico Riccardo (Adlertag) che mi  ha inviato insieme ad altro materiale,  una foto d'epoca del velivolo che sto riproducendo, la quale mi ha tolto il dubbio sulla fedeltà di quello esposto, come già verificatosi ad esempio per il Ro 37, e mi ha confermato con mio disappunto che montava realmente ruote raggiate, quindi mi sono visto costretto a provvedere in tal senso e a procurarmele.    La foto è di pessima qualità ma sufficente, ed è tratta dal 1° volume di R. Gentilli  L'AVIAZIONE DA CACCIA ITALIANA 1918-1939 Ed. A.I. s.r.l.

Ciao   Enrico

La foto rivelatrice ......


........e quelle fatte al museo



Dopodichè










Per ora è tutto, alla prossima

 Righettone :

10/9/2018 12:31
 

Ciao giovinotti

Finito l'abitacolo ho provveduto alla chiusura della fusoliera senza difficoltà particolari, ho poi fissato il timone dotandolo degli attuatori e i piani di coda, a questi ultimi ho prima praticato una piccola correzione, ho poi aggiunto l'anticappottata hand made, ho fissato il carrello, praticando sul pianetto lo scasso assente sul bordo d'uscita, ho quindi allungato il poppino di 3 mm. aggiungendovi il foro dal quale si scorge il comando degli equilibratori, questo ne ha determinato l'arretramento dei 3 mm. A compimento di tutto ciò, prima di fissare il carrelo ho provveduto alla stuccatura ove necessitava con stucco grigio Tamiya, una volta lisciato a umido, ho lavato con alcool rosa tutte le superfici, compresa l'ala, alla quale avevo già messo gli attuatori e di seguito ho dato il primer. Ora devo, devo realizzare i tubi di scarico, i montanti alari in rame, e le ruote raggiate in fotoincisione della Part, tre belle rogne, che spero di assolvere quanto prima per poter dare l'alluminio dopo aver dipinto i tricolori caudali.

Non lo dico mai, ma è sott'inteso che critiche, osservazioni, domande, consigli e dritte sono sempre e comunque graditi. 

Enrico















 

 DREAM :

10/9/2018 14:53
 Ciao Enrico, ottimo inizio, molto interessante la nuova foto del mezzo di Vigna, per non dire dell'accoppiata certo che  Web Fabio lo fai scomparire al tuo fianco, non potevi ritoccare la foto e mettergli un paio di pantaloni lunghi? sarebbe sembrato un po' piu' umano
Scherzi a parte, voi due siete formidabili ed insostituibili. Grazie per il lavoro e l'impegno che profondete per tenere vivo M+.
Saluti . Mario

 Righettone :

10/9/2018 19:27
 Piccolo incidente di percorso.  Al momento di colorare la timoneria mi sono accorto di essermi dimenticato che gli equilibratori andavano anche accorciati in lunghezza di ben 6 mm. (?) malgrado già montati..... zac !!   Ipso facto!

Ariciao   Enrico








 MARCO062 :

11/9/2018 14:55
  Esimio, è sempre un bel vedere rimirarti al lavoro !

 Rimane un dubbio (e te ne ho già parlato in "diretta") sul pattino di coda che si vede dalle foto di Vigna...
L'esame dei disegni tecnici non è molto... Ehm... convincente...

Continuo a seguire il tuo bel lavoro !

 Righettone :

11/9/2018 16:04
 
Quote:
MARCO062 ha scritto: 

 Rimane un dubbio (e te ne ho già parlato in "diretta") sul pattino di coda che si vede dalle foto di Vigna...
L'esame dei disegni tecnici non è molto... Ehm... convincente...

Continuo a seguire il tuo bel lavoro !


Cavaliere carissimo, grazie

Sfatiamo questo qui pro quo, sul famigerato "pattino" oggetto di discussione,  io ritengo che quello installato sull'esemplare di vigna sia montato nel modo giusto, in quanto,  quello che taglia la testa al toro è costituito dalla funzione che detto pattino aveva in fase di atterraggio, cioè quella di ammortizzare l'impatto con il terreno e allo stesso tempo di dare tramite l'aderenza una sorta di rallentamento alla corsa che avveniva , non certamente su piste preparate ma sulla terra battuta o su manto erboso, con "aratura" del terreno, l'altro aspetto di carattere tecnico/meccanico dimostra che la conformazione a balestra, in fase di trazione doveva necessariamente avvenire nel modo descritto, viceversa ne avrebbe comportato, scivolando, l'inefficacia frenante senza oscillazione dovuta alla leggerezza caudale del velivolo.  Questa la mia convinzione, ma solo tale, suffragata anche dall'immagine sul nomenclatore e dalle foto anche se non di qualità. Convincetemi del contrario.

Ciao  Enrico

Dal nomenclatore


 

 Paolo11 :

11/9/2018 19:26
 Troppo bello Righettò !!!! vai alla grande

Ciao

Paolo

 AndRoby :

11/9/2018 21:08
 Ebbbbbravo Enrico!
Bello il tuo lavoro fino qua, la foto dal soggetto di Vigna (e quella col Webcoso!) sono utili...
Per il pattino...in realtà nessuno dei pattini degli aerei che non avevano una ruota sotto la coda serviva per frenare, ma semplicemente "adagiavano" la coda a terra, la parte fatta a balestra serviva per ammortizzare. La parte di fusoliera davanti alla coda di solito era anche molto fragile e tendeva a spezzarsi, quindi il pattino accompagnava l'atterraggio. Era la prima cosa che si staccava da terra e l'ultima a posarsi. Quindi il dubbio di Patrizio mi era sembrato legittimo, l'avevo proprio "sposato" senza dare un'occhiata al nomenclatore.
Visto così, anche per l'onda contraria del terminale del pattino al rostro, hai ragione tu, anche se mi sembra davvero una soluzione estrema e pericolosa per l'incolumità della cellula stessa...
Diciamo che chi l'ha progettata ha voluto rischiare un po'...
Buon proseguimento! Alla fine farai proprio l'esemplare di Vigna?
Per le ruote a raggi non è difficile, procurati in un negozio di idraulica/ferramenta delle guarnizioni O-ring che faranno da pneumatico et voilà! Il gioco è fatto. Se vuoi ti scrivo come faccio io...
Ciao!
Roby

 Righettone :

11/9/2018 23:11
 Ciao Roby, ebbene, fammi edotto sul come realizzare gli pneumi, gli o -ring li ho, i raggi pure, quelli della Part, che comunque non riproducono esattamente la raggiatura come anche quelli di altre marche, ma bisogna contentarsi a sto mondo, ammeno di non avere la grande manualità del grande e compianto Steby.  Soprattutto se la circonferenza di gomma non fa esattamente scopa con quella del fotoinciso, e i raggi sono piatti invece che convessi sull'asse. Ho una mia teoria in merito ma vorrei conoscere la tua.

Ti ringrazio e ti saluto con deferenza 
CIao  Enrico

PS Nun me risponne tra un mese però

 Cesko :

12/9/2018 18:11
  Gran lavoro di finezza.

 AndRoby :

12/9/2018 20:21
 Ciao!
No, non devi aspettà un mese... :-P :-D
Però facciamo che ci sentiamo al telefono! Mi sa che facciamo prima! Cavolo...mi hai ricordato Stebi....sono stato promosso "scassanieuport" proprio dopo che avevo discusso con lui per le ruote a raggi del suo Nieuport autocostruito...
Cominciamo dall'inizio però: il tuo set Part è il 72-212?
Ciao!
Roby

 AndRoby :

12/9/2018 20:54
 Per te e per tutti un bel LINK
Ciao!

 Righettone :

14/9/2018 00:21
 

Ciao giovinotti, un little big progress

Apportata la modifica dimenticata agli equilibratori, ho proceduto con l'installazione degli scarichi fatti con tubicino di rame da 0,8 mm., poi ho dipinto i tricolori caudali e una volta mascherati ho dato l'alluminiata, ho dipinto l'elica in marrone scurissimo lucido con le protezioni delle pale in bronzo, ho fatto il poggiatesta in cuoio nero con una goccia di Vinavil, e infine procuratomi i cerchioni a raggi della Part ( S72 212 ) ho realizzato gli pneumatici con  due o - ring  che ho dovuto ridurre leggermente e chirurgicamente di diametro, i raggi andranno in seguito colorati di nero, ho aggiunto anche le sospensioni "elastiche" ai mozzi, anche l'ala ha ricevuto l'alluminiata ed è pronta per essere collocata, appena  terminati i montanti in tubo di rame: Praticamente mancano ammenicoli tipo, il frangivento, il traguardo di puntamento, il pattino di coda, qualche tirante e naturalmente le decals. Sembra poco, ma non lo è.                                                                                                                       Ah, dimenticavo, l'areatore  tondo e retinato a prua, l'ho realizzato semplicemente ad hoc con carta zigrinata argentata da pacchetto di sigarette

Alla prossima   Enrico











 

 AndRoby :

14/9/2018 21:29
 Ciao!
Alla fine per le ruote hai seguito il tuo sistema, un ottimo risultato direi!
Bravo Comandante!
Roby

 Righettone :

17/9/2018 12:08
 Ciao gioventù
Grazie per le approvazioni.
Con il montaggio della velatura e l'installazione dei montanti, la cellula è completa, poco altro manca ancora, per dar luogo alla decalizzazione del sigaro volante italofranzuso..... et le jeux sont  faits!

Alla conclusione   Enrico














 C4RL0 :

18/9/2018 10:57
 Vabbè...

Regalo tutto.
Scatole nuove ed iniziate, colori ed attrezzatura varia praticamente mai usata, libri... tutto!... e mi dedico alla collezione delle bustine di zucchero.
Molte meno frustrazioni...

Grandissima realizzazione!
Ciao.

 Righettone :

26/9/2018 15:41
 In attesa mi arrivino le decals per completarlo, interrompo qui il wip, il finale con ambientazione prossimamente.
Nel frattempo darò inizio ad altro wip che posterò appena terminati alcuni  lavori in casa.

Ciao   Enrico


Quote:
C4RL0 ha scritto: Vabbè...

Regalo tutto.
Scatole nuove ed iniziate, colori ed attrezzatura varia praticamente mai usata, libri... tutto!... e mi dedico alla collezione delle bustine di zucchero.
Molte meno frustrazioni...

Grandissima realizzazione!
Ciao.


Grazie Carlo, ma non esageriamo 





 G55 :

27/9/2018 22:34
 Causa poco tempo a disposizione, questo wip interessantissimo me l'ero perso...
Certo che a vedere voi sembra tutto così facile...

Comunque grazie davvero, fai sempre Regi kit "strani" e intriganti !!

 DREAM :

29/9/2018 15:22
 Ciao, mi piace questo sigaro argentato.  Ti è venuto davvero bene il "mostriciattolo". In attesa delle decal per completarlo restiamo in attesa del prossimo soggetto.
Vai Comandante, sei una forza !!!
Ciao   Mario

 Righettone :

10/10/2018 13:47
 

Ciao giovinotti

Alcuni lavori in casa hanno stoppato il wip, ma comunque ho ripreso e ci siamo, anche il modello dell'arcaico volatile italofrancese l'ho portato a termine, come sempre conscio che non sia  esente da difetti e replica perfetta dell'originale non avendo pure il kit catturato bene la sua silouette, alcuni dettagli complice la scala e i miei limiti non hanno centrato l'obiettivo in pieno come auspico ogni qualvolta do inizio a un wip. Mi rimetto quindi alla clemenza della Corte, e spero almeno che sia di gradimento. 

Enrico


















 gizpo :

10/10/2018 16:08
 Enrico, per me e' molto bello e di difetti non ne vedo....
Hai aggiunto un'altra bellezza alla tua bacheca, complimenti.

 Icepol :

10/10/2018 16:10
  Ciao Righettone! 
Data la mia cronica assenza da M+ mi son gustato or ora questo tuo ennesimo lavoro strepitoso tutto d'un fiato....hai creato un gioiellino,veramente!

Ma ti voglio dire anche che ho apprezzato altrettanto la quaità del tuo wippe...moto meglio di tante pubblicazioni: competo, esauriente, esplicativo e soprattutto sempice.

Grazie

 AndRoby :

10/10/2018 21:40
 Mi accodo ai complimenti!
Hai una tecnica molto semplice ma molto efficace e superi grandi difficoltà in maniera che sembra....facile!
Un altro piccolo gioiellino da mettere in bacheca..
Bravo!
Roby

 yago :

10/10/2018 22:17
 Oh eccolo finalmente ambientato e "decalato" :-D
Enrico sempre un gran bel lavoro!
Mi raccomando se la bacheca ha il vetro davanti , ricordati di aprire il vetro se no il pilota non lo vede e fa i danni :-D :-D :-D

Ciao
Gianfranco :-)

 CR.42 :

11/10/2018 10:41
 Bel modello, soprattutto non facile da fare.
Mi è piaciuto moltissimo come hai dettagliato le fasi di costruzione.

Ermanno Bonafin

 adlertag :

11/10/2018 14:41
 Ciao Enrico
Per prima cosa ti (ri)faccio i complimenti per l' ottima realizzazione tirata fuori da un kit non proprio fantastico.
In merito alla silouette trovo che nelle foto di tre quarti tutto vada bene mentre in quelle laterali a 90° ci sia un qualcosa di "botticelloso". Guarda che ti riguarda mi sono convinto che il tutto dipenda dal fatto che il dorso della fusoliera sembra avere un andamento arcuato in senso longitudinale a poppavia del supporto del poggiatesta mentre l' aereo reale mi pare rettilineo; il tutto rilevato ad occhio per cui potrei anche sbagliarmi. In ogni caso la correzione di una simile forma in modo simmetrico e regolare almeno per le mie capacità comporterebbe rischi inaccettabili per cui cui meglio non farne niente.

Riccardo

 Righettone :

11/10/2018 16:17
 Grazie a tutti per i commenti positivi 


Quote:
adlertag ha scritto: Ciao Enrico
Per prima cosa ti (ri)faccio i complimenti per l' ottima realizzazione tirata fuori da un kit non proprio fantastico.
In merito alla silouette trovo che nelle foto di tre quarti tutto vada bene mentre in quelle laterali a 90° ci sia un qualcosa di "botticelloso". Guarda che ti riguarda mi sono convinto che il tutto dipenda dal fatto che il dorso della fusoliera sembra avere un andamento arcuato in senso longitudinale a poppavia del supporto del poggiatesta mentre l' aereo reale mi pare rettilineo; il tutto rilevato ad occhio per cui potrei anche sbagliarmi. In ogni caso la correzione di una simile forma in modo simmetrico e regolare almeno per le mie capacità comporterebbe rischi inaccettabili per cui cui meglio non farne niente.

Riccardo


La tua impressione collima con la mia, intendevo proprio quello, anche se dal vero è meno percettibile.

 ABC :

11/10/2018 18:10
 Bellissimo!

Alessandro :-) :-) :-)

 Righettone :

12/10/2018 18:51
  Ciao giovinotti


Provvisto di basetta " Home made" 

Enrico




 Patrizio :

13/10/2018 15:25
 IL COMANDANTE COLPISCE ANCORA! 
Grande Enrico, come sempre un’altra chicca italica unica! Sei ormai l’uomo dei modelli mai visti prima e trovo tutto realizzato in modo esemplare. Come già ti ho detto lascia da parte dubbi sulla realizzazione perchè hai tirato fuori un altro gioiello pronto per il  Roma Model Show della prossima settimana. 
Onori al nostro Comandante !

Patrizio 

 Mario Bentivoglio :

13/10/2018 16:03
 Splendida e superba realizzazione Enrico !!!!
:-)
Complimenti !!!
un salutone
ciao
mario
:-)

 Oberst_Streib :

13/10/2018 16:46
 Comandante Righetto'!
Complimenti, bellissimo anche questo e piu' che altro originalissimo come nei tuoi standard!!
Anche solo per quelle ruote a raggi e per il pilotino che consulta la mappa.... 

Se c'e' una cosa che mi piace meno, ma non fartene un cruccio, e' la finitura granulosa della vernice alluminata, che mi aspetterei piu' liscia e omogenea.
Ma c'e' da dire che si fa alla svelta a dire cosi' su una foto molto ingrandita di un modello in 1/72, immagino che a occhio nudo non si veda......

Ma comunque bellissimo!  

 Maurizio Maggi :

22/10/2018 11:55
  I modelli di Enrico vanno visti dal vivo, non ho dubbi. Al Roma Model Show i suoi quattro modelli avevano un'altra luce. Io non sono un esperto di aerei,anzi ! Ma la scelta dei soggetti, la qualità altissima della realizzazione apparentemente semplice, la competenza tecnico-storica mi avrebbe portato ad assegnare quattro Ori ad Enrico. Non so se i suoi lavori sono stati premiati perché a un certo punto sono dovuto andare via, ma spero proprio di si . Bravissimo Enrico ! Li vicino c'era anche l' S79 di Patrizio, che ve lo dico a fare ! Anche quello è un modello da vedere dal vivo. Stupendo ! un saluto a tutti


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