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Le operazioni aeree in Grecia (1940-41)
Argomento: Storia : Moderna Data: 4/12/2004
Questo vuole essere un breve approfondimento sulle operazioni aeree durante la Campagna di Grecia del 1940/41. Sono interessanti, un paio di documenti riportati nel testo.


Il 28 Ottobre 1940, inizio delle operazioni in territorio Greco, il Comando Aeronautico Albania della Regia Aeronautica di base a Tirana, poteva contare sul 38° Stormo da bombardamento a Valona su SM81, sul 105° Gruppo da bombardamento a Tirana con SM79, sul 160° Gruppo caccia, due squadriglie su Fiat CR32 a Drenova e sul 72° Gruppo osservazione aerea su IMAM Ro37 composto dalle squadriglie 25°, 42° e 120° di base a Coriza, Valona e Argirocastro. Entro il 5 Novembre, queste esigue forze furono aumentate dal 104° Gruppo da bombardamento a Tirana su SM79, dal 24° e 154° Gruppo caccia, ognuno su due squadriglie su FIAT G50 a Berati, dal 150° gruppo caccia con tre squadriglie, 363°, 364° e 365° su FIAT CR42 a Tirana, Valona e Argirocastro.
In tutto al 5 Novembre, per appoggiare i movimenti dell'esercito si avevano a disposizione, in Albania:31 SM79, 24 SM81, 47 Fiat G50, 46 FIAT CR42, 14 FIAT CR32 e 25 IMAM Ro37.

Andavano aggiunte anche le forze in dotazione alla 4° Zona aerea territoriale in Puglia, che poi diventerà la 4° Squadra Aerea, con il 35° Stormo da bombardamento marittimo su Cant Z506 a Brindisi, il 37° Stormo da Bombardamento su SM81 e FIAT BR20 a Lecce, il 47° Stormo da bombardamento di Grottaglie su CANT Z1007 bis, i famosi "Picchiatelli" del 96° Gruppo bombardameto a tuffo a Lecce su Junkers Ju87B-R2, il 2° Gruppo Caccia su Fiat G50 e FIAT CR42 su due squadriglie, la 150 e la 152 a Grottaglie e Bari, sul 41° Gruppo da bombardamento su CANT Z1007 Bis, sulla 372 Squadriglia caccia su Macchi MC200 a Brindisi.
In Puglia erano quindi disponibili per le operazioni sul territorio Greco, 60 CANT Z1007bis, 23 CANT Z506, 20 JU87B-R2, 12 Macchi MC200, 33 FIAT G50 e 9 FIAT CR32.

In totale, 135 bombardieri, 151 caccia e 25 ricognitori.

La Grecia non poteva opporre una forza aerea altrettanto consistente. La caccia disponeva di 36 PZL P24F di fabbricazione Polacca, divisi in tre Squadroni il 21°, 22° e 23° con una decina di macchine efficenti ognuno, cui era affidata la difesa di Salonicco, Kastoria, Kozane e Larisa, 9 Bloch MB151 di fabbricazione francese della 31° Squadriglia a protezione di Atene. Come forze da bombardamento, vi erano 9 moderni Potez 633 Francesi della 31°, 12 Bristol Blenheim Mk I della 32° e 10 Fairey Battle Mk I della 33°. L'osservazione poteva contare su 16 Henschel Hs126a tedeschi, la marina disponeva di 10 Avro Anson e di 9 obsoleti biplani da caccia Fairey IIIF.

Sulla carta la disparità era notevole, sia in fatto di mezzi che di qualità delle macchine, e c'e da tener presente che i Potez e i Bloch, erano presenti fisicamente ma non essendoci disponibilità di ricambi ne di piloti che avessero già effetuato il passaggio, erano di fatto bloccati a terra. La Regia avrebbe dovuto spazzare via l'aviazione Greca in massimo 5 giorni ed appoggiare indisturbata l'esercito, ma cio' non avvenne, e fino all'intervento Tedesco, i Greci e gli Inglesi diedero filo da torcere.

Come ho già spiegato nel precedente articolo sulla campagna di Grecia ( https://www.modellismopiu.it/modules/news/article.php?storyid=25 ) , Aviazione e Marina erano state tenute al di fuori della pianificazione delle operazioni, di consequenza giungevano a Superaereo, richieste “enigmatiche”, come questa lettera di Benini Sottosegretario di Stato per gli affari Albanesi al Gen. Pricolo Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, datata 6 Settembre 1940:
"6 Settembre 1940 - n. 195520/2784 - Caro Pricolo, nel programma che si và preparando per essere pronti in ogni eventualità , a svolgere la nota azione contro le regioni albanesi soggette alla Grecia (sottolineo il "nota azione" n.d.r.) sono stati compresi i seguenti punti:
a) approntare dei paracadute per lasciar cadere in Ciamuria, in località convenienti. armi e munizioni.
b) Far studiare dal R.Ministero dell'Aeronautica la possibilità di approntare un reparto di paracadutisti destinato ad operare eventualmente in Ciamuria. A tale proposito si suggerisce di costituire un rapido corso d'addestramento per Albanesi che desiderassero unirsi a tale azione.
In linea di massima l'Ecc. Ciano ha approvato tali proposte, sempre che esse siano ritenute attuabili dal R.Ministero dell'aeronautica. Mi fò premura perciò d'informartene e ti sarò grato se vorrai farmi conoscere il tuo pensiero al riguardo.- Affez.mo Benini."

A tale strana lettera, e purtroppo sotto certi versi comica, Pricolo risponde di sapere solo per vie indirette dell'azione contro la Grecia, e che mentre ritiene attuabile il piano di aviolancio di armi e munizioni, esprime forti dubbi sull'azione dei paracadusti, fortunatamente non se ne fece nulla, e non venne sciupato tempo e denaro. Solo il 9 Settembre Superesercito prese contatti ufficiali con Supermarina e Superaereo per concordare l'azione verso l'Epiro e le isole Joniche, e il 12 Settembre viene trasmesso il seguente foglio:
...... 1 - OPERAZIONI CONTRO LA JUGOSLAVIA (Emergenza "E")
La situazione politica Jugoslava è tale da far pronosticare al Duce una rivoluzione a breve scadenza. Perciò per la fine di Ottobre deve essere ultimato lo schieramento, in modo da essere in grado di approffitare di un eventuale sconvolgimento interno.
2- OPERAZIONI CONTRO LA GRECIA (Emergenza "G")
Deve considerare l'ipotesi di un nostro intervento armato, per occupare la Ciammuria. l'Epiro e le isole Joniche. Linee generali dell'operazione: quelle previste dalle direttive date per le operazioni in Albania, diramate dall'Esercito con n.2100 di protocollo. Il trasporto oltremare delle truppe occorrenti deve essere effettuato per la fine di Settembre........."

In pratica le manovre politiche e le gelosie fra le tre armi, avevano vinto la loro prima campagna, l'Esercito voleva fare in modo che Aereonautica e Marina avessero una parte marginale in quella che si profilava una grande vittoria, e aveva informato i due Stati Maggiori rivali, solo all'ultimo minuto.
A metà ottobre 1940 a parte il campo di Tirana, la situazione era deficente per quanto riguardava gli altri campi, ad esempio a Valona, Durazzo ed Argirocastro non esisteva la possibilità di alloggio e ricovero per il personale, esisteva nella maggior parte dei casi solo qualche baracca che veniva pomposamente chiamata "aerostazione". Le riserve di carburante ammontavano a 1500 fusti a Tirana, i ricambi erano scarsi, le munizioni ammontavano a 2500 tonnellate, nulle le scorte di vestiario, pochi gli automezzi, una sola squadra di motoristi a Tirana. Fra i campi non esistevano comunicazione telegrafiche o telefoniche, quindi gli ordini dovevano essere passati via radio in cifra, oppure via corriere aereo. Le assistenze radiometriche facevano affidamento su quelle presenti a Brindisi, in Italia. Inoltre gli sforzi di invio di materiale dalla madrepatria, vennero vanificati dall'affondamento da parte di sommergibili inglesi dei piroscafi Chisone, Hermada ed Olympia, carichi di stazioni radio, carburante e ricambi.

La scelta della data di inizio delle operazioni, alle porte dell'inverno, fu infelice, avvantaggiava chi si difendeva: Fino al 1/11 infatti il tempo fu talmente cattivo da rendere impossibile qualsiasi tipo di attività di volo, il giorno 2/11 con tempo non splendido ed i campi albanesi ridotti a pantani e quindi non praticabili, bombardieri e tuffatori provenienti dalla Puglia si alternarono su obbiettivi importanti, il canale di Corinto, lo scalo ferroviario di Salonicco e i porti di Corfù Kastoria e Gianina, ma senza risultati apprezzabili, anzi facendo vittime fra i civili, il 3/11 gli "obbiettivi strategici" dovettero essere abbandonati, e i nostri bombardieri furono impiegati alla spicciolata su bersagli puntiformi nel tentativo di arginare la controffensiva Greca, l'impegno dei piloti fu notevole, secondo fonti diverse, dalle 200 alle 400 sortite solo nella giornata del 3 ma con risultati scarsi, ma pretendere di far centro con paio di aerei da alta quota sulla piazzola di un mortaio, in mezzo a una gola montuosa, è difficile anche oggi, figuriamoci con i sistemi di puntamento ottico del 1940! Proprio considerata la natura dei bersagli, e non disponendo di aerei da assalto e appoggio tattico, furono dirottati sul fronte Greco tutti gli JU87 disponibili, distogliendoli dal preziosissimo compito antinave e scorta convogli verso la Libia, compito in cui si erano dimostrati particolarmente adatti. Gli SM79 e i CANT Z1007 potevano poco, non avendo veri bersagli da battere.,tra l'altro il 2/11 si fece viva la caccia Greca, quando un SM81 fu abbattuto da un P24F a nord di Giannina. Nei giorni successivi, i bombardieri italiani venivano attaccati spesso e scorta caccia o no, si persero 2 Cant Z1007bis, un SM79 ed un CR42, contro un P24F abbatuto. Il 15 novembre tutte le missioni vennero concentrate nel settore del Corciano dove le cose si mettevano male. I pochi bombardieri Greci non fecero molto, vista anche la scarsità di forze ma trovarono il coraggio di spingersi anche fino a Bari, subendo perdite. Arrivarono su Valona anche degli ospiti inattesi, 6 Vickers Wellington della RAF, attaccarono di giorno e senza scorta, intercettati dai G50, persero però quattro aerei, due abbattuti e due costretti all'atterraggio. Dalla parte dei Greci era arrivata la RAF, che con grande disappunto di Wavell, impegnato in Libia contro Graziani, dovette cedere al fronte Greco il 33° Squadron da caccia su Gloster Gladiator ed il 30° Bomber Squadron su Bristol Blenheim. Alla fine del mese giunsero in Grecia anche i Blenheim dell' 84° e del 211 Squadron e i Gladiator dell'80° e del 112°.
Le condizioni meteo diventavano sempre piu' inclementi, all'inizio di Dicembre i pochi SM81 rimasti vennero finalmente trasferiti a Lecce, e vennero convertiti in trasporti per cercare di alleviare la situazione rifornimenti che stava diventando drammatica, gli altri aerei vennero o ritrasferiti sugli aeroporti pugliesi o concentrati nei campi di volo Albanesi di Berati, Devoli, Argirocastro e Tirana, mentre in Puglia arrivavano 23 Macchi MC200 della 373° e 374° direttamente dal Veneto a Bari, 27 SM 79 del 42° Stormo a Grottaglie e a Lecce 14 JU87B del 97° grippo tuffatori, a Foggia 8 MC 200 della 370°. Il 95° Stormo veniva trasformato in reparto terrestre abbandonando i suoi CANT Z506 per i CANT Z1007, mentre venivano traferiti in Libia 12 SM79 e 21 Fiat G50.
Il primo scontro diretto fra la Regia e la RAF si ebbe il 19 Novembre, quando 20 Gladiator dell'80°Sqd. attaccarono 5 Fiat CR42 abbattendone 4. Il 27 Novembre altri 7 Gladiator attaccavano 3 CR42 abbattentendo uno, il giorno dopo, altro duello con quattro Gladiator abbattuti contro 3 CR42. I combattimenti che avvennero fino alla fine del mese erano piuttosto violenti, con anche 20 o 30 caccia per parte, prima della forzata pausa di Dicembre.
E' da sottolineare l'abnegazione e il sacrificio dei piloti e degli specialisti dei tuffatori, che come spiegato prima, erano le uniche armi aeree veramente valide e temute dal nemico, che nelle rare giornate dicembrine in cui era possibile prendere il volo non si risparmiarono mai nel portare appoggio alle truppe di terra ovunque fosse richiesto, gli aerei e i piloti del 97° ad esempio, il 9 dicembre arrivarono ad effettuare ben 23, e sottolineo 23, missioni giornaliere per equipaggio, per un totale di circa 150 sortite complessive, senza subire perdite, ed arrestando tutte le volte l'offensiva Greca, dando respiro ai nostri fanti, dall’altra ormai il fronte si trovava a meno di venti minuti di volo dal campo………..

A febbraio del 1941 con un miglioramento del tempo, ricominciarono i duelli fra RAF e Regia, il 9 Febbraio, 24 CR42 di scorta ad alcuni BR20, si scontravano con una formazione mista di Gladiator e PZL, entrambe le parti persero due caccia. Il 13 Febbraio, 12 Blenheim in missione si Tepeleni. venivano attaccati da 12 G50 subendo cinque perdite. Il 20 Febbraio arrivano anche i primi Hurricane, il 27 la caccia Italiana non riusciva ad impedire il bombardamento del porto di Valona. Agli inizi di Marzo gli SM81 del 38° Stormo lasciavano il posto ai BR20 e i CR42 del 150° Gruppo ai MC200, arrivavano altri 12 JU87B e a Valona 32 Macchi MC200 e 8 Ro37.
Il 4 marzo, 11 CR42 attaccavano una formazione di Blenheim protetti dagli Hurricane, nello scontro furono perduti due caccia italiani e uno inglese. Fra il 9 ed il 14 le perdite furono di 2 MC200, un Gladiator ed un Hurricane Il 16 gli inglesi perdevano 2 Wellington su Tirana, mentre i nostri caccia erano sempre piu' impegnati in missioni a bassa quota, il 22 marzo veniva attaccato di sorpresa l'aereoporto Greco di Paramythia, vennero distrutti al suolo due Blenheim ed un Wellington. In vista dell'intervento verso la Jugoslavia, il 2 aprile arrivano a Tirana altri 9 Ju87B della 208° Squadriglia, 9 Caproni CA311 della 87 Squadriglia osservazione aerea e in ugual numero i RO37 della 35°.

Il 6 Aprile iniziava l'intervento Tedesco nei Balcani, il VIII FliegerKorps della Luftflotte 4 fu mobilitato in Bulgaria per attaccare la Grecia e la Jugoslavia, c'erano gli JU87B del I e III StG, i caccia Messerschmitt ME 109E del II e III Jg27 e i ME 110C del II/ZG26, i ricognitori HS126 e Storch del I(H)/4, i trasporti JU52 del IV/KGzbVI. Erano pronte altre unità in Austria, Ungheria e in Sicilia. La scarna aviazione Jugoslava venne fatta letteralmente a pezzi in 48 ore, alla Grecia non andò meglio, complice anche un colpo fortunato su una nave carica di 250 tonnellate di esplosivo, uno JU87 devastò il porto di Atene affondando 10 navi con una sola bomba, il 9 Aprile i tedeschi erano a Salonicco e dopo altri 5 giorni, l'aviazione Greca aveva cessato di esistere, il 113° Squadron della RAF veniva annientato a terra, stessa sorte toccò ad altri aeroporti inglesi, alla sera del 14 la RAF contava solo 35 aerei in grado di volare, le perdite tredesche erano di soli due caccia! Il 6 Aprile i CANT Z1007 avevano attaccato il porto di Mostar in Jugoslavia perdendo un aereo e abbattendone due, su Spalato venne perso uno JU87B. Il 13 Aprile 300 fra caccia e bombardieri della Regia si avventavano su Mostar e sull'arsenale del Cattaro, perdendo solo uno JU87B. Il 26 la perdita degli ultimi 13 Hurricane a causa di un attacco al suolo portato da alcuni ME110, faceva cessare di esistere la RAF in Grecia, il giorno dopo veniva firmato l'armistizio, adesso per la Regia finiva il compito strategico e cominciava quello altrettanto duro della controguerriglia.

Suppongo che sia interessante una piccola analisi statistica delle operazioni svolte durante la campagna, cominciando dai giorni disponibili per le missioni in relazione al tempo atmosferico:
Novembre, 17 giorni su 31, Dicembre 14 su 31, Gennaio 10 su 31, Febbraio 9 su 28, Marzo 25 su 31, Aprile 11 su 22.
Anche quando non pioveva, il tetto di nubi rimaneva molto basso, cio' rendeva impossibile per i bombardieri in quota individuare gli obbiettivi e di conseguenza agire. I reparti da caccia e quelli da assalto risentivano meno della copertura delle nubi e finirono per accollarsi il maggior numero di missioni. Ciò riduceva di piu' della metà gli aerei effettivamente impiegabili in azioni di un qualche valore bellico.
Un'idea delle condizioni degli aereoporti albanesi, lo dà questo rapporto datato 28 Ottobre 1940:
"Tirana: ridotto 700X200 molle. - Scutari nuovo: VIETATO. - Drenova: VIETATO. - Coritza: ridotto 500X300, allagato, VIETATO PESANTI. Valona: ridotto 900X300 molle, solo atterrabile. - BERAT: VIETATO. - Devoli VIETATO."


Utilizzabile quindi un campo su sette, ed il giorno dell’attacco! E’ curioso notare come Papagos parla nel suo libro “La Grecia in Guerra”, di centinaia di aerei italiani che il 28 Ottobre 1940, appoggiavano le fanterie, vorrei sapere da dove fossero decollati!

Vennero svolte in tutto 7777 missioni di bombardamento di cui ben 5560 di appoggio tattico, con un totale complessivo di bombe sganciate di 4547 tonnellate, di queste 3539 furono effettuate dai soli Ju 87.

Le attività di trasporto e rifornimento furono estremamente importanti, sopratutto quelle di aviolancio di rifornimenti a truppe altrimenti non raggiungibili, furono lanciate oltre 200 tonnellate di rifornimenti vari, spesso con velivoli antiquati i cui equipaggi accettavano missioni anche senza scorta caccia e con meteo proibitive. Avrebbero potuto ripiegare le nostre truppe senza trasformare la ritirata in rotta se non si fosse attuato l'invio di armi e viveri a ridosso delle linee?

Vi era anche una completa mancanza di concezione di quella che poteva essere la cooperazione fra Esercito e Aviazione, basta leggere questa lettera del 15 Gennaio 1941 indirizzata a Roma:
"Lettera 021202 dal Comando superiore FFAA Albania e p.c. al Comando Aeronautico Albania:
Nota la situazione generale e particolare delle truppe operanti nostre e del nemico, ritengo opportuno richiamare in modo particolare l'attenzione sui seguenti fattori negativi:
1) impossibilità di contrapporre validamente agli sforzi notevoli e tenaci del nemico truppe riposate ed in piena efficienza, impossibilità derivante dalla mancata disponibilità di riserve sia nel campo delle P.U. che in quello della G.U. in prima schiera.
2) deficienza della disponibilità delle artiglierie di medio calibro ed assenza quasi completa di quelle a lunga gittata.
3) grave deficienza dei mezzi di trasporto che per lungo tempo ha reso problematico od impossibile il rifornimento per le truppe dislocate a grande distanza dalle rotabili di alta quota.
4) condizioni materiali dei Reparti combattenti da lunghi mesi, troppo note per essere ancora poste in evidenza, e che hanno serie ripercussioni sul morale.
Tutto ciò mi ha indotto a chiedere all'Arma Aerea tutto il concorso di cui è capace.
Tale concorso è stato concesso in misura piu' larga e condotto con il massimo spirito di sacrificio e di dedizione alla causa comune; ma i risultati ottenuti rare volte sono stai quelli desiderati e che forse avrebbero potuto essere raggiunti.
Ciò si deve:
a) alla mancanza di tempestività dell'intervento.
b) alla mancanza di aderenza alle necessità operative in atto.

La prima causa è facilmente intuibile, conoscendo la procedura da osservarsi per la richiesta di intervento.
Nei riguardi della seconda dirò invece che l'aderenza alle necessità operative è un risultato al quale si può pervenire solo attraverso uno studio particolareggiato ed ad una esatta valutazione della situazione nostra e del nemico; in tale valutazione entrano in gioco la conoscenza perfetta dell'ambiente particolare della lotta e quella materiale del personale impiegato.
Ora io credo che l'intervento dell'aviazione in stretta ed intima cooperazione con le forze terrestri non può condurre ai risultati voluti, pure attraverso i sacrifici dei camerati dell'aria se mancano tali condizioni.
Per ottenere ciò è a mio avviso, indispensabile che il Comandante delle Forze Aeree destinate a concorrere in campo tattico, risieda al fianco di chi conduce l'azione.
Non vi è dubbio che il Comandante delle Forze Aeree destinate a concorrere in campo tattico, acquisterebbe in tal guisa un perfetto spirito di comprensione, potendo constatare di persona le molteplici pressanti necessità delle truppe di terra e che la realizzazione del concorso dell'Arma Aerea ne riuscirebbe notevolmente avvantaggiata per tempestività d'intervento e risultati.
Si riuscirebbe a portare con sicurezza l'offesa nei punti vitali del nemico nel momento opportuno, con economie di forze nei riguardi del materiale e del personale.
Allo scopo di giungere a questa ancora piu' intima cooperazione, rappresento l'opportunità:
a) che siano messe a disposizione diretta dell'Armata le seguenti unità da dislocarsi nei campi vicini alla sede del Comando di Armata: una squadriglia di Junkers ed un gruppo di G50.
b) che il comandante di questo complesso di forze risieda del Comando d'Armata a mia diretta disposizione."


Dunque,bisognava che il Comando Aeronautico e non quello terrestre acquisisse la perfetta conoscenza del terreno. Il comandante Aereo doveva essere sempre presente, e se l'azione si fosse sviluppata in due luoghi diversi? All'Aeronautica spettava il compito di attaccare e distruggere il nemico, l'esercito doveva stabilire dove. Cosi' facendo l'aeronautica avrebbe rimediato alle deficienze di mancanza di truppe fresche, di rifornimenti, di cannoni di medio e piccolo calibro e sollevato il morale delle truppe.
Inutile fare altri commenti.

Ma i torti non sono da una parte sola, anche il Comando aeronautico non fece mai nulla per assicurare una valida rete di comunicazione con le altre forza armate.
Bibliografia:
AA.VV. - MACH1 Enciclopedia dell'aviazione Vol.4 - Ed. EDIPEM
Giuseppe Santoro - L'Aeronautica Italiana nella Seconda Guerra Mondiale - Ed.Danesi 1960
Alberto Borgiotti, Cesare Gori - 97° Gruppo Autonomo Bombardamento a tuffo 1940-1941 - Ed. dell'Ateneo & Bizzarri 1980

Giulio Gobbi

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