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    Da AFV Interiors : T17E1 (M6) "Staghound"
    Inviato da Wanderer il 7/6/2006 22:33:20 (3367 letture)

    Da AFV Interiors
    Nonostante fosse stata prodotta dalla Chevrolet, divisione dell’americana General Motors, la Staghound fu costruita per essere utilizzata dai britannici nella seconda guerra mondiale, e fu in servizio dal 1943 con le unità corazzate inglesi, canadesi e neozelandesi.


    Il numero finale prodotto superò le 2800 unità ed esse furono largamente utilizzate in Italia e nella campagna europea. Questa è una foto di fonte americana che è stata spesso pubblicata a rovescio. Da notare che benché gli inglesi abbiano la guida a destra sui loro veicoli, la Staghound aveva la guida a sinistra stile americano con una MG montata sul lato destro dello scafo. Questa immagine ci sarà molto utile in seguito quando esamineremo lo scafo e la torretta.


    La T17, fu sviluppata su specifica richiesta dell'esercito britannico in quanto quest'ultimo aveva necessità di un mzzo che potesse efficacemente opporsi alle AB41 italiane che avevano facile gioco sui carri leggeri ed i veicoli blindati alleati nei deserti dell'Africa Settentrionale. Al termine del conflitto molte Staghound entrarono in servizio con il ricostituito Esercito Italiano, dapprima con le Scuole ed i reparti di Cavalleria, che dopo poco tempo le cedettero a Carabinieri e Polizia. Il motivo principale di questa "dismissione" fu che questa blindo mal si adattava alle strade spesso strette disponibili all'epoca nel nostro paese (a dire il vero il problema fu già riscontrato dagli alleati durante la guerra). Alcune di queste vennero demilitarizzate ed il pezzo da 37mm in torretta venne sostituito da due mitragliatrici Breda da 8 mm in configurazione abbinata.
    La Staghound è un’autoblinda a trazione integrale di 13.7 t progettata come robusto e potente veicolo da ricognizione. Lo schema costruttivo generale comprende pilota e mitragliere posti frontalmente nello scafo, torretta centrale, e motore e trasmissione posti posteriormente: Questo disegno proveniente dal manuale tecnico mostra lo schema generale del veicolo base, con i due motori posizionati posteriormente (a sinistra) ed il pilota nel sedile frontale sinistro, tipica soluzione americana. Notate come gli alberi di trasmissione di entrambi i motori entrano in un scatola ad ingranaggi centrale a due velocità da dove escono in due differenziali per le ruote anteriori e posteriori. Diverse unità corazzate (tra cui la 2nd New Zealand Divisional Cavalry) eliminarono la postazione del mitragliere frontale ritenendo questo spazio più utile per stivarvi dell’equipaggiamento. In questo caso la MG dello scafo veniva eliminata e la relativa feritoia chiusa con una piastra.

    La parte interna frontale dell’autoblinda contiene il sedile del pilota a sinistra e quello del mitragliere a destra. Questa immagine proviene dal manuale tecnico (TM9-741), ed illustra i componenti base della parte frontale dello scafo. Il volante è davanti al pilota e davanti ad esso c’è il pannello degli strumenti. Sul tetto sono sistemati due iposcopi M6 ed un parabrezza anteriore equipaggiato con un portello corazzato incernierato. A destra del pilota c’è la postazione del mitragliere, equipaggiato di una MG Browning da 7.62 con proprio portello e iposcopio. Il cambio manuale della trasmissione è in una posizione strana, dato che pende dal lato superiore sinistro della cabina alla sinistra dell’iposcopio sinistro del pilota. La leva del differenziale è in una posizione particolarissima: è la lunga leva posta sulla parete a sinistra del sedile del pilota. Le manette per entrambi i motori sono collocate in alto sul lato sinistro dell’immagine, ed una leva del freno a mano è posta alla sinistra del cruscotto, sulla parte bassa sinistra della parete dello scafo. Benché sia difficile da vedere anche nell’immagine originale, sul pavimento davanti al sedile del pilota sono presenti due pedali per l’acceleratore e il freno, il sedile ha lo schienale abbassato. Una piccola bussola è collocata sulla piastra corazzata frontale, tra i due portelli dei parabrezza.

    Questo disegno, che proviene dagli schemi ufficiali britannici, mostra la zona frontale del pilota della Staghound. E’ presente un alto contenitore tra i due sedili che contiene scatole di munizioni raggiungibili dal lato del mitragliere. Sul lato della rastrelliera è visibile il parabrezza vetrato con attaccato il motore/tergicristallo usato quando non in azione. Inoltre compaiono anche alla sinistra del pilota dei proiettili da 37mm e altri sono posti posteriormente alla rastrelliera delle munizioni della MG.

    Dagli stessi documenti (forniti da Ron Bell) proviene questo disegno della postazione del mitragliere. Questi disegni sono tra i migliori che io abbia mai visto riguardo alla sistemazione interna dei veicoli britannici. Su questo lato sono visibili le scatole di munizioni per la MG a sinistra e sopra di esse anche in alto a sinistra la scatola dell’interfono con le prese per gli spinotti del pilota e mitragliere. Davanti al sedile è visibile il calcio della MG ed a destra lungo la parete, un vano per le munizioni per un’arma leggera, di solito un mitragliatore Sten, e una rastrelliera portarmi. In alto a destra su questa stessa parete si può notare appeso il parabrezza del mitragliere.

      L’ampio pannello strumenti comprende sia indicatori che gli interruttori elettrici per il funzionamento del veicolo. La larga apertura frontale è per l’ampia testata del sistema di servosterzo, che era collocato proprio dove i progettisti decisero di porre il pannello strumenti del pilota. Per questo il pannello fu costruito attorno ad esso. Il quadrante più grosso a sinistra è quello del tachimetro mentre a destra di esso compare una targhetta che indica le massime velocità consentite per ciascuna marcia. Gli altri tre indicatori su questo lato del pannello sono un amperometro a destra del tachimetro, indicatori della temperatura e della pressione dell’olio (in basso a sinistra e a destra). L’interruttore collocato in mezzo a questi due indicatori è quello dell’accensione mentre il pulsante è quello dello starter. Gli strumenti sul lato destro del pannello che sono nella stessa posizione di quelli posti sul lato sinistro, sono indicatori per il secondo motore (amperometro, temperatura e pressione olio). Inoltre sono presenti l’interruttore di accensione e lo starter per questo secondo motore. Sopra di essi ci sono due indicatori diversi, quello sinistro per il carburante e il secondo un amperometro per entrambi i generatori.

    Questa immagine e la successiva provengono da una Staghound che appartiene all’Armoured Museum di Puckapunyal, Australia. Entrambe le immagini ci sono state prestate da Haydn Neal che ci informa che l’interno del veicolo è dipinto con un color alluminio (argento). Tale veicolo fu probabilmente utilizzato dalla RAAC nel dopoguerra, ma la sua sistemazione interna è analoga a quella osservata finora. Stiamo guardando dalla porta del pilota al volante e al cruscotto scatolato. Ben visibile la caratteristica apertura nel pannello per la testata del sistema di servosterzo e i diversi indicatori, la cui funzione si può identificare usando il disegno qui sopra riprodotto. La feritoia della MG è stata tappata e la MG non risulta quindi montata all’estrema destra.

    Nella seconda foto messa a disposizione da Haydn Neal vediamo la postazione del pilota vista da destra. La rastrelliera vuota delle munizioni della MG situata tra i due sedili è a sinistra mentre l’affusto tappato per la MG è a destra. I numerosi cavi elettrici che corrono al cruscotto comandi sembrano tutti attaccarsi su questo lato. Il dorso del sedile è nella parte inferiore di questa immagine. Da notare che senza il bagliore del flash della macchina fotografica l’impugnatura del volante è nera e solo il mozzo centrale e l’albero sono color argento. La scatola metallica (vedi foto precedente) montata sulla gobba tra i due sedili e davanti alla rastrelliera precedentemente descritta contiene due iposcopi di riserva. Grazie ad Haydn per permetterci l’uso di queste immagini.

    Questa immagine, proveniente dalla Special Collection Branch del US Army Military History Institute di Carlisle, Pennsylvania, ci è stata spedita da un frequentatore abituale del sito AFV Interiors, Jon Hornbostel. La foto è una splendida illustrazione della Staghound nella sua originale colorazione bianca. Benché questa foto non sia datata, l’abbigliamento del pilota la fa datare all’inizio della guerra. Dovreste essere in grado di identificare la maggior parte dell’equipaggiamento interno in base alle precedenti illustrazioni e descrizioni. La foto dà una chiara idea delle ampie dimensioni degli interni di questa grossa autoblinda. Da notare il parabrezza rimovibile con il tergicristallo integrato e relativo motore nel telaio interno inferiore. A destra è visibile la grossa leva nera che apre il portello corazzato. Questo veicolo non ha la rastrelliera verticale che separa il pilota dal mitragliere. Questo conclude la prima parte. Nel seguito esploreremo il resto dello scafo.

    Questa è la seconda parte della nostra serie tripartita sull’autoblinda di produzione americana ed utilizzo britannico Staghound. Questa illustrazione e quella seguente provengono dal manuale tecnico che tratta dell’armamento e dello stivaggio delle munizioni. La versione più numerosa di questo mezzo corazzato, la Staghound Mk. I montava il cannone americano da 37mm ed una MG coassiale in una torretta completamente rotante, simile nella forma a quella di produzione americana del carro M3 Grant. Dell’equipaggio di 5, tre persone occupavano la torretta: artigliere, servente e capocarro. L’artigliere è posto a sinistra del cannone, il capocarro dietro di lui, ed il servente a destra. Il disegno mostra la parte posteriore sinistra della torretta e dello scafo. All’estrema sinistra è visibile il sedile dell’artigliere con i colpi AP da 37mm alla sua sinistra. Sul lato opposto del portello di accesso al cesto della torretta è presente il sedile del capocarro con le bandiere di segnalazione collocate verticali tra l’apertura e il sedile stesso. Alla sua sinistra ci sono altre rastrelliere per le munizioni e in basso a sinistra nel disegno c’è una grossa scatola per la radio SCR 510. In alto sull’anello della torretta all’estrema sinistra ci sono la radio SCR 506 o 508 ed un episcopio M6, visibile nel portello del capocarro nella parte centrale alta dell’immagine. A destra sono stivati dei prismi, borracce o carte topografiche.

    Qui è visibile il lato destro della torretta e dello scafo, con il sedile del servente centrale nell’immagine. All’estremità sinistra del disegno è visibile l’altro portello di accesso laterale, mentre in alto sono stati disegnati alcuni dei comandi del cannone, incluso il volantino dell’alzo. Il cannone da 37mm non è disegnato integralmente e questo rende visibile l’estremità della torretta, compreso lo spazio sull’anello della torretta per le scatole di munizioni da 7.62 ed un altro episcopio M6 per il servente posto in alto sul portello della torretta. La sacca appesa che contiene i bossoli della MG coassiale è visibile nella parte centrale del disegno, mentre sulla parete della torre c’è una scatola che contiene un episcopio di ricambio e sotto di essa il set cuffia-microfono del servente assieme alla scatola di collegamento dell’interfono a sinistra. La radio è ben visibile a destra in alto nel disegno, e a sinistra della radio si vedono i terminali di alcuni fumogeni collocati in una rastrelliera. Il sedile dell’artigliere domina la parte inferiore del disegno mentre quello del comandante è visibile a destra. Secondo la legenda del disegno, tutti i colpi da 37mm stivati sulla parete in fondo erano del tipo M63 HE.

    Questo disegno mostra il lato destro dello scafo, dal sedile del mitragliere alla paratia posteriore del motore. Anteriormente sono visibili i parabrezza con relativi portelli corazzati di protezione ed è visibile il piccolo visore laterale. Tra i sedili del pilota e del mitragliere pendono i loro interfoni e le cuffie. Nella parte centrale compare il portello destro dello scafo. Dietro il portello laterale è presente una scatola di collegamento elettrica e altri proiettili AP da 37mm. Uno dei due filtri aria del motore è collocato all’estremità superiore posteriore del vano di combattimento, mentre ulteriori munizioni da 37mm sono poste dentro delle clip sulla paratia del motore. Nel vano ricavato sulla paratia posteriore sono presenti dei materiali dell’equipaggio e un estintore.

    L’ultimo disegno degli interni dello scafo mostra il lato sinistro con il sedile del pilota a destra ed il cruscotto degli strumenti e la scatola dell’amplificatore interfonico BC 667 a destra del sedile. Dietro e a destra del sedile del pilota c’è un’alta rastrelliera (che va dal pavimento al cielo) per poter stivare munizioni MB da 7.62 con degli agganci per ulteriori colpi da 37mm sul supporto posteriore della rastrelliera. Centralmente compare il portello sinistro dello scafo mentre a sinistra sono presenti file di colpi da 37mm che rivestono la parete laterale. Ancora una volta si vede in alto a sinistra il secondo filtro aria con effetti personali dell’equipaggio visibili sulla parete posteriore. Le batterie del veicolo sono collocate in una scatola posta sotto il cesto della torretta, mentre altre scatole di munizioni da 7.62 sono fissate davanti alle batterie ed un altro estintore rosso si trova dietro al sedile del mitragliere vicino a chi guarda.

    Una delle foto di Jon proveniente dalla Special Collection Branch del US Army Military History Institute, mostra l’area della paratia antifuoco nella parte posteriore dello scafo. I due filtri aria scuri del tipo a bagno d’olio sono montati alle due estremità posteriori e i due alberi di trasmissione dei due motori entrano in questa zona per essere accoppiati in un albero singolo che aziona le ruote. Sotto ciascun filtro aria è presente un compressore aria, mentre nell’apertura della paratia sono presenti centralmente due estintori a Co2.

    Con i suoi due motori accoppiati da 6 cilindri GMC da 97 CV alimentati a benzina, la Staghound raggiungeva una velocità massima di 90 Kmh con un’autonomia di 720 km, grazie ai 450 litri nei serbatoi. I motori erano due GMC 270, in linea, raffreddati a liquido, alimentati a benzina, con valvole poste superiormente. I motori potevano essere azionati separatamente o assieme e le due trasmissioni accoppiate sono del tipo automatico Hydromatic a quattro velocità prodotte dalla GM Detroit Transmission. Il raggio operativo totale dipendeva anche dall’eventuale impiego di serbatoi sganciabili, i 720 km si ottenevano senza tali serbatoi. In questa immagine i motori sono accoppiati alle rispettive scatole ad ingranaggi. Benché la maggior parte delle Staghounds fu utilizzata nella 2GM dai britannici, australiani, canadesi, indiani e neozelandesi (NdT: l’autore dimentica i reparti polacchi), un discreto numero fu fornito dopo la guerra ad alcuni paesi membri della NATO. Staghounds furono anche utilizzate per un certo periodo anche negli arsenali di Israele, Libano, Arabia Saudita, Sudan, Rodesia, Sudafrica, India, Australia e paesi latinoamericani quali Cuba, Honduras e Nicaragua.

    Un’altra immagine dalla Special Collection Branch del US Army Military History Institute (utilizzata anche nel manuale tecnico) che fornisce una ottima vista dei due motori. Il gruppo motore doppio si incastrava veramente a fatica nel vano motore. Dal lato sinistro in alto è chiaramente visibile l’entrata dell’aria pulita che arriva dai filtri aria e che si collega al carburatore sul motore sinistro, mentre l’entrata aria del motore destro è visibile all’estremità destra, ma qui è scollegata al relativo carburatore. I coprivalvole sono ben visibili su entrambi i motori come pure gli alimentatori olio su questi coperchi. Entrambi i radiatori sono visibili in alto nella foto con i relativi tappi di riempimento, nel punto più basso della foto compaiono le ventole di raffreddamento.

    Ecco una vista migliore della parte posteriore del motore, mentre viene sollevato per essere installato o rimosso. Il generatore azionato a cinghia è ben visibile, come pure la ventola in alto a destra. I due motori potevano essere rimossi separatamente per essere sottoposti a manutenzione. La Staghound era un veicolo assai veloce. Poteva succedere che i prigionieri delle ruote si strappassero e si poteva arrivare ad averne solo 6 prima di doverli sostituire.

    Per divertirci un po’ abbiamo voluto inserire una foto del manuale tecnico che illustra il tipico assortimento di attrezzi forniti con una Staghound nuova di fabbrica. Nella foto è presente la cassetta attrezzi e la maggior parte degli attrezzi che conteneva. Qui compaiono anche attrezzi presenti all’esterno del veicolo, incluso il cric in alto a destra e le relative leve per il sollevamento. L’oliatore poteva essere tenuto in torretta o montato sulla parte frontale dello scafo. C’erano altre tre altre varianti della Staghound fornite e modificate dai britannici. Una era la Staghound Mk. II con un obice da 77mm al posto del cannone da 37mm, un’altra era la Mk. III che montava la torretta del carro Crusader con un cannone da 75mm e una MG coassiale Besa da 7.92 mm. C’era anche una versione antiaerea, la T17E2, che montava due MG Browning da 7.62mm in una torretta completamente girevole. Tutte le tre versioni dimostrarono la versatilità del progetto base della Staghound che fu modificato per assolvere a diversi compiti oltre a quelli di ricognizione per i quali era stata creata. Questo conclude la seconda parte. La terza parte esplorerà la torretta da 37mm ed esaminerà brevemente la torretta antiaerea della versioneT17E2.

    Salendo sulla torretta della Staghound con questa immagine inizieremo ad orientarci in questa piccola area di lavoro del capocarro e dell’artigliere. Stiamo osservando la parte frontale del cesto della torretta con alcuni dei comandi dell’artigliere collocati sulla parte superiore sinistra del bordo. I comandi visibili comprendono i motori per la rotazione idraulica, gli ingranaggi e le leve della torretta. Come per molti mezzi corazzati americani la torretta era azionata mediante un motore idraulico e controllata mediante un’impugnatura nera attaccata al motore idraulico al centro dell’anello di rotazione della torretta. A sinistra è anche visibile una manopola manuale di emergenza. La scatola posta sulla parete è il serbatoio dell’olio idraulico. Sul fondo del cesto è collocato centralmente il tamburo che ospita i collegamenti elettrici della torretta ed alla sua sinistra si scorge appena il motore elettrico (sotto il sedile) usato per mettere in pressione il sistema idraulico. Tutti i servocomandi idraulici sui carri americani della 2GM richiedevano un potente motore elettrico per caricare i sistemi che era abitualmente collocato in stretta prossimità della torretta in questo tipo di veicoli e nei carri leggeri e medi. Sul pavimento a destra è visibile l’interruttore di sparo a pedale per il cannone e la MG coassiale – un pulsante per ciascuna delle armi. In una Staghound erano stivati fino a 103 colpi da 37mm e più di 5200 proiettili per la MG.

    Il cannone principale era molto simile a quello montato sul carro medio M3, ma fu denominato cannone da 37mm M24A1. Per il puntamento veniva utilizzato un iposcopio M2 con telescopio interno, posto alla sinistra del cannone, e la culatta era del tipo semiautomatico a caduta verticale. L’alzo si otteneva solo con un volantino manuale posto sul lato sinistro dell’affusto M24, analogamente quindi all’M3. Il munizionamento era fisso e del tipo a percussione, e comprendeva AP, HE (91 colpi) e fumogeni M2 (10 colpi). La velocità del proiettile AP M74 era di 870 m/sec mentre per l’HE M63 era di 780 m/sec. Dopo la fine della guerra molte Staghound furono fornite all’Italia, dove, ad esempio il battaglione mobile dei Carabinieri le utilizzò fino alla fine degli anni 50.

    Ecco una vista ravvicinata dell’affusto del cannone da 37mm (senza le armi), incluso il volantino dell’alzo posto in basso, che non era visibile nell’immagine precedente. Il volantino manuale aziona un albero a camme che passa sotto l’arma, tale albero agisce su di una vite senza fine e l’ingranaggio di alzo del cannone è qui visibile esposto sulla parte inferiore destra dell’affusto. Benché la MG coassiale M1919A4 da 7.62 si trovasse a destra del cannone da 37mm, il supporto della relativa scatola di munizioni si trovava a sinistra, rendendo necessario un alimentatore guida nastro che andava dalla scatola alla Browning, passando sopra la cannone, ma che qui non è visibile. L’iposcopio è stato rimosso, ma sarebbe appeso sotto la protezione per la testa di colore marrone/nero visibile nella parte in basso a sinistra dell’affusto. Il cannone aveva un alzo che andava da +40 a -12 gradi. Un’altra MG da 7.62 poteva essere collocata sul tetto del veicolo. Douglas Greville ritiene che il colore degli interni di un veicolo nuovo fosse per la maggior parte bianco, mentre i componenti di provenienza automobilistica, quali i generatori, erano neri. Tutto ciò che era stato prodotto in base ad un contratto militare, come componenti del cannone, affusti, ecc. era di colore verde. E tutto quanto veniva fornito dalla GM, inclusi i componenti interni, portamunizioni, ecc. sarebbe stato verniciato di bianco. E’ anche possibile che alcune parti metalliche non fossero niente affatto dipinte (come gli alberi a camme di bronzo dell’alzo) e fossero quindi nei loro colori naturali. Procedendo con le sostituzioni o riparazioni dei componenti interni, talvolta tutto riceveva una mano di vernice a spruzzo bianca, così perdendo i colori originali. Questa teoria potrebbe valere anche per i veicoli di altri paesi, a seconda del loro normale colore interno. Fatemi sapere se avete altre informazioni in merito e le aggiungeremo alla banca del comune sapere.

    In questo bellissimo disegno degli interni proveniente dal manuale tecnico, vediamo il lato interno destro della torretta. In alto a sinistra, attaccato al cielo della torretta, appare il lanciabombe, aperto alla giunzione della canna pronto per essere caricato. Le bombe sono collocate in rastrelliere ad entrambi i lati della radio montata sullo sbalzo (qui coperta da un telo protettivo). Il lanciabombe non poteva essere ruotato e quindi tutta la torretta doveva essere girata. In basso a destra è visibile il sedile del capocarro, mentre appeso all’estremità destra compare il suo interfono (con la sua caratteristica lunga maniglia a stelo) e la sua scatola di connessione alla radio. Particolarmente ben disegnata è la culatta del cannone da 37mm, con la piastra di blocco dei proiettili esplosi e la sacca contenitrice sotto di essa. Le bottiglie di aria compressa nella parte posteriore dello scafo facevano parte del sistema antincendio del vano motore e contenevano Co2.

    Ecco il lato sinistro della torretta dai disegni degli interni. All’estremità sinistra della parete della torretta ci sono delle cuffie e una pistola di segnalazione. Chiaramente visibile è anche la sistemazione della scatola portamunizioni della MG coassiale a sinistra del cannone da 37mm, assieme allo scivolo di alimentazione delle munizioni che scavalca il cannone per raggiungere la MG posta a destra. Questi due disegni, assieme agli schizzi precedenti, dovrebbero dare una buona impressione degli spazi ristretti della torretta e della quantità di materiale tipicamente contenuta in una torretta biposto del tempo. Questa illustrazione, come pure le immagini 5 e 17, ci è stata fornita da Harry Bentley che fece parte dell’equipaggio delle Staghound del 1st Kings Dragoon Guards come marconista/artigliere in Palestina settentrionale.

    Ora esaminiamo un’altra torretta usata sullo scafo della Staghound. Ecco una vista dall’alto della versione antiaerea della Staghound (T17E2) che ci fornisce alcune caratteristiche del progetto di questa torretta. Progettata dall’inglese Frazer-Nash, la torretta a cielo aperto conteneva 2 MG Browning da 12.7, azionate da un solo armiere che sedeva tra le due armi. La torretta ad azionamento idraulico aveva un brandeggio completo a 360° e le MG avevano un alzo che andava da +75 a -10. L’alimentazione delle munizioni avveniva attraverso scatole di munizioni fissate tra le MG mentre il mirino pendeva da una barra di collegamento che traversava il retro della torretta. In questa foto dell’esercito britannico, la parte superiore della torretta è particolarmente ben visibile, e consente di osservare interamente i due iposcopi del pilota e quello del cannoniere sul lato destro dello scafo. Da notare che la MG e il rigonfiamento sulla piastra frontale sono state eliminate sulla T17E2. Le pareti anteriori dello scafo sono leggermente più strette del resto dello scafo e l’antenna radio è montata a sul lato destro superiore. La torretta è di forma semplificata con pareti curve ed una semplice apertura per l’affusto delle MG.

    Questa foto e quella successiva ci sono state prestate da Jon Hornbostel e provengono dalla Special Collection Branch del US Army Military History Institute di Carlisle, Pennsylvania. Questa foto fu scattata nella fabbrica di produzione delle torrette in Inghilterra e mostra alcuni dettagli dell’equipaggiamento interno. Le mitragliatrici e i contenitori delle munizioni erano montate su di un sistema di sostegni incrociati, che ruotava su cuscinetti a sfera su ambo i lati della torretta. Il mirino era montato su prolunghe che si collegavano con un’altra barra trasversale che tiene in posizione il mirino davanti all’artigliere. Da notare le barre oscillanti di allineamento che mantengono il mirino in linea con le mitragliatrici in tutte le posizioni. Non sembra esserci spazio sulle pareti della torretta per stivare scatole di munizione pronto uso, ma suppongo che ci fosse spazio a volontà per le munizioni nello scafo inferiore. L’equipaggio pare fosse stato di quattro unità: capocarro, artigliere, pilota e servente.

    La vista dall’altro lato della torretta con le mitragliatrici verso l’alto mostra un po’ più chiaramente gli affusti delle Browning e il sistema di puntamento. Sembrerebbe che l’artigliere utilizzasse delle impugnature per comandare il brandeggio e l’alzo, in modo similare a quello dell’affusto quadrinato di progettazione americana per le MG da 12.7. Come per la torretta con il cannone da 37mm della T17E1, il motore idraulico doveva essere montato sull’anello della torretta con un serbatoio di olio idraulico e un motore elettrico di caricamento nelle vicinanze. 1000 di questi veicoli furono prodotti durante la guerra. Se avete maggiori informazioni su questa versione AA della Stag, mi interesserebbe poter contare su maggiori informazioni sulla torretta e la sistemazione interna dello scafo. Molte delle illustrazioni in questa pagina furono fornite da Douglas Greville. La home page di Doug, Heavy Metal, contiene molte immagini di mezzi corazzati e merita sicuramente una visita. E ancora grazie al mio amico Ron Bell per l’uso delle sue copie dei disegni ufficiali del veicolo dal British Office del Director of Tank Design. Alcune delle migliori illustrazioni di queste pagine provengono dalla collezione di Jon Hornbostel dalla Special Collection Branch del US Army Military History Institute di Carlisle, Pennsylvania e ringrazio Jon per il suo sostegno per AFV Interiors. Queste pagine sono un altro risultato di uno sforzo di squadra di AFV Interiors ed i miei ringraziamenti vanno a Harry, Ron, Doug; Haydn e Jon per aver messo a disposizione la loro documentazione sugli interni al sito web così da consentire ad altri di approfittare dei loro documenti e della loro conoscenza




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    Questo articolo è una traduzione della versione originale pubblicata su AFV INTERIORS di Enzo Valentini, ed è stato cortesemente concesso per la pubblicazione su Modellismo Più da Mike Kendall ed AFV INTERIORS Web Magazine. This article is a translation of the original English version from AFV INTERIORS, and is provided only by permission of Mike Kendall and AFV INTERIORS Web Magazine.

     

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