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    Da AFV Interiors : PzH 2000
    Inviato da Paolo il 12/3/2006 14:28:08 (4287 letture)

    Da AFV Interiors
    Il PanzerHaubitze 2000, sviluppato e prodotto dalla Wegmann Co GmbH (ora Krauss-Maffei Wegmann o KMW) è un prodotto seguito all’insuccesso, datato 1986, del progetto congiunto tra Italia, Gran Bretagna e Germania per lo sviluppo di un semovente di artiglieria comune, noto come SP70.


    Dopo lo scioglimento del consorzio, la Wegmann continuò a sviluppare in autonomia il progetto; il lavoro ha portato alla realizzazione di4 prototipi che furono approntati per le prove vaultative nel 1991.Nel 1996 i test furono conclusi con esito positivo e fu firmato un contratto con la Forza Armata tedesca per la produzione in serie. Nel 1998, i primi veicoli di un lotto iniziale di 186 esemplari, furono consegnati uficialmente alla Bundeswehr il cui completamento è avvenuto nel 2002. Al momento sono previsti 594 PzH 2000 per la Germania e 70 sono stati acquistati dall'Italia dove saranno costruiti su licenza dalla Oto Melara.


    L’equipaggio del semovente può variare da tre a cinque uomini. L’esercito Tedesco ha optato per un equipaggio composto da cinque membri: un pilota (alloggiato nella parte anteriore dello scafo), un cannoniere (posizionato anteriormente sul lato destro della torre), un comandante (alle spalle del cannoniere), e due serventi al pezzo (caricatori/addetti alle munizioni che occupano lo spazio che rimane disponibile in torre e nello scafo).
    Lo scafo e la torre del PzH 2000 sono in acciao balistico a piastre saldate, con il posto conducente di fronte a destra, il motore alla sua sinistra (sempre anteriormente). Questa foto promozionale dalla MaK Systemgesellschaft GmbH mostra lo scafo, saldato dalla Blohm + Voss, mentre vengono installati tutti i componenti interni durante le fasi simali dell’assemblaggiopresso la fabbrica della MaK a Kiel. Il compartimento integrato motore/trasmissione è imponente, con il conducente che occupa solo la piccola are cubica, sotto al portello di apertura, anteriormante sulla destra. Uno degli operai si trova nel compartimento del motore, e sta lavorando su un manicotto di un filtro, mentre un altro controlla un paranco che tiene un seggiolino con un elaborato rinforzo di supporto prima del suo inserimento nello scafo. Credo che la foto si riferisca ad uno dei quattro prototipi, poiché una serie di dettagli e la posizione dei vari portelli di accesso sono differenti rispetto alla versione di produzione, ma non ne sono sicuro. Le feritoie presenti sulla parte sinistra dello scafo sono le fughe dello scarico per il motore e per il sistema di raffreddamento, mentre le prese d’aria si trovano sulla piastra superiore non ancora installata. La copertura isolante grigio/argento installata intorno all’interno del compatimento motore dipinto di bianco. Le coperture aiutano anche a ridurre il rumore del gruppo motopropulsore all’interno del compartimento pilota e della camera di combattimento. Notare come la motrice anteriore, la ruota di rinvio posteriore e ed i rulli di supporto del cingolo già stati installati, mentre i coni delle barre di torsione delle sospensioni ed i mozzi delle ruote devono ancora essere inseriti nello scafo. La torretta scura in secondo piano sembra essere quella aggiornata di un Leopard 2A5 della Wegmann. Questo programma di aggiornamento è anche supervisionato dalla Krauss-Maffei (ora Krauss-Maffei Wegmann) ma anche la MaK esegue in appalto alcune delle lavorazioni relative a questo progetto.

    Un disegno pubblicitario dello scafo del PzH 2000 mostra la disposizione dei maggiori componenti. Lo scafo è sostanzialmente basato su quello del Leopard 1, anche se vi sono più rulli, il motore è stato riposizionato sulla fronte dello scafo ed è differente, ed il vano del pilota è stata riposizionato. Notare il sistema NBC e APU disposto nell’angolo posteriore dello scafo. Vi sono almeno tre serbatoi per il carburante, due sulla sinistra e uno sulla destra.

    Se guardiamo in basso dentro al portello aperto del compartimento pilota di un veicolo assemblato, avremo questa vista sull'equipaggiamento ed i controlli del mezzo. Restando in piedi vicino alla torretta e guardando avanti in questa fotografia proveniente dalla Wegmann, i controlli pilota appaiono somiglianti a quelli del Leopard 2. Questi includono una piccola e nera leva di direzione con indicatori della velocità e dei giri motore costruiti nel punto centrale. La piccola leva di azionamento del cambio automatico è visibile in basso a destra, e due grandi pedali uno per l'acceleratore e l'altro per il freno sono chiaramente visibili sul pavimento di fronte al seggiolino. Il piccolo pedale forato visibile al centro è chiamato nel manuale tecnico “silenziatore”; non ho idea a che cosa serva ma appare nella stessa posizione anche nel Leopard 2. Il seggiolino del pilota è regolabile in altezza tramite la maniglia nera che potete vedere sulla sinistra, e avanti/indietro tramite la maniglia posta anteriormente sotto il sedile. Sulla destra del pilota c’è un pannello digitale per il controllo del motore e i sistemi dello scafo, es include anche un self test per il controllo dell’elettronica di bordo. La maggioranza degli interruttori e delle manopole di controllo del pilota sono montati su questo pannello. La scatola verde scuro del sistema radio e dell'interfono è visibile più avanti sulla sinistra più avanti, appena al di sotto del bordo di apertura della botola del pilota. In azione e in combattimento, il pilota ha la visione esterna garantita da due periscopi montati sul portello di generose dimensioni; quello che guarda frontalmente è sostituibile con un visore passivo notturno. La maggior parte del colore utilizzato per gli interni è il bianco avorio, per la sede degli ammortizzatori ed il pannello di controllo è il nero, mentre l’interno dei portelli è colorato con la stessa tinta primaria dello schema mimeti co esterno. Il compartimento motore sull’altra parte del pannello anti incendio (sulla nostra sinistra) è protetto da un sitema automatico di rilevazione e spegnimento degli incendi che può anche essere attivato dal pilota a mezzo di una leva. Ci sono anche due pompe di sentina per rimuovere l’acqua dai compartimenti dell'equipaggio equipaggio e del motore nel caso di infiltrazioni d’acqua durante le operazioni di guado profondo.

    Ancora una foto proveniente dalla Wegmann che riguarda lo spazio a disposizione del pilota. Ci fornisce una vista leggermente differente dello stesso equipaggiamento visto in precedenza. Sulla destra c’è ancora il pannello del sistema digitale di elaborazione dei dati con i suoi video verdi e gialli, in questo momento i controlli sono leggermente rivisti rispetto al pannello visto nell'immagine precedente. I pannelli digitali di questo tipo per i piloti/meccanici sono diventati molto popolari nei costosissimi mezzi corazzati, specialmente negli ultimi anni (M1A2 Abrams, etc.). Questo poiché lo spazio richiesto per fornire un quadro informativo completo circa il propulsore ed i sistemi meccanici combinandone la visione su un solo schermo è minimo. In questo caso, i principali interruttori elettrici sono piazzati lungo la parte alta del pannello e sono coperti da una protezione rossa che ruotata verso l’alto libera l'accesso agli interruttori sottostanti. Il cambio è montato sulla piccola scatola bianca alla destra del sedile del pilota. La leva selettrice del cambio è quella piccola e nera al di sopra della scatola, chiaramente visibile nella foto. E' da notare come la leva di guida del pilota sia montata su un supporto regloabile in altezza, che può essere alzato quando il pilota alza il seggiolino per guidare con la testa fuori dal portello. Tra la leva di guida ed il pannello dati è appena visibile la leva del freno di parcheggio, la maniglia consta di una sfera nera montata sopra alla piccola scatola bianca. Alla sinistra della leva di guida c’è la scatola di test e controllo del sistema antincendio di bordo. Un veicolo di queste caratteristiche richiede un'elevata erogazione di potenza elettrica, e dispone di un generatore autonomo montato al di sopra dell'ultimo rullo posteriore sinistro che fornisce l’elettricità addizionale necessaria. Il vano del pilota non è isolato dal resto della camera di combattimento. Nel caso il portello del pilota non possa essere aperto, ad esempio quando la posizione della torre ne bloccasse il movimento, il pilota può abbattere il seggiolino all’indietro e scivolare fuori da una botola posta sotto i suoi piedi o può essere estratto da uno degli altri membri dell dell’equipaggio nel caso sia ferito. I primi PzH 2000 sono stati forniti alla Scuola di Artiglieria Tedesca presso Idar-Oberstein e all’adiacente Scuola di Artiglieria Campale (SP) al 345° Battaglione di supporto (PzArtBtl 345) a Kusel per l’addestramento e la stesura della dottrina d'impiego del nuovo sistema d'arma in seno Artiglieria Tedesca. Sebbene la Wegmann Co GmbH, la Kassel e la Kraus-Maffei Wehrtechnik GmbH di Monaco abbiano fuso le loro operazioni nel 1998, il programma PzH 2000 non è stato lottizzato e le catene di montaggio sono in grado di produrre 40 nuovi esemplari all'anno.

      Questo è un primo piano ricavato da una foto Bundeswehr/Wegmann riguardante il vano del pilota che ricordiamo essere posizionato nell aprte anteriore del mezzo. Il largo portello è aperto e bloccato posteriormente e sono chiaramente visibili entrambi i periscopi e il fermo di bloccaggio sulla superficie interna del portello. Il meccanismo di bloccaggio/sbloccaggio del portello è assistito da una molla che ne facilita le operazini di sblocco. Notare ancora come il colore della superficie interna del portello sia lo stesso di quello primario sulla superficie esterna del veicolo. Ovviamente il portello deve essere chiuso quando la torre è in brandeggio, poiché non c’è spazio sufficiente a completare tale operazione in sicurezza tra il portello e laparte anteriore della torre. Questo veicolo monta i perni di fissaggio per le corazzature reattive sul lato esterno del cielo della torre, ed altri sono presenti anche anteriormente attorno al vano del pilota anteriormente. I pannelli delle corazzature reattive sono disegnati per esplodere all’impatto di un proiettile con l’obiettivo di deviarne la traiettoria ed al contempo di diminuire l’energia chimica e cinetica specie dei proiettili a carica cava, facendo in modo che la loro "lingua di fuoco" non riesca a perforare la corazzatura primaria. A causa del recente sviluppo di proiettili per attacco dall’alto sia tramite tiro di artiglieria (proiettili a rilascio di cariche esplosive) che di cariche anticarro (STAFF), molti dei recenti mezzi corazzati vengono dotati di corazze sia passive che e attive sulle superfici corazzate superiore per migliorarne la protezion. Sebbene il comandante indossi il suo elmetto in kevlar, il pilota porta il casco imbottito con le cuffie Lederhelm. Questi sono tipicamente neri e sono simili per alcuni aspetti a quelli ben conosciuti di progettazione russa in uso con il Patto di Varsavia, eccetto per le cinque nervature che sono più larghe ed estese sia verso la fronte che in alto nella parte posteriore a protezione della nuca. E' visibile anche il tradizionale berretto da carrista, ma il pilota (e tutto l’equipaggio) preferiscono il casco imbottito che ofre una protezione superiore.

    Le comunicazioni all’interno del PzH 2000 avvengono attraverso un complessivo cufffia/microfono inseriti nel casco, come si può vedere dalla foto. L'olandese Signall Communication è uno dei principali produttori di fornitori della Bundeswehr per quanto riguarda sistemi interfonici ed apparati radio tattici per veicoli militari. Ci sono scatole di distribuzione (del tipo rappresentato qui in questa foto pubblicitaria della Signall) in corrispondenza di ognuna delle cinque posizioni dei membri dell’equipaggio. Il sistema radio utilizza la tecnlogia SOTAS per il miglioramento del segnale radio. Trattandosi di un sitema digitale, dovrebbe provvede a migliorare la qualità delle comunicazioni fonia/dati sia all'interno che all'esterno del mezzo. I prodotti della Signall Communication sono diretti concorrenti del vecchio programma VIC-1 statunitense (pre-SINGARS) cha ha dominato il mercato in questo settore per molti anni.

    Il motore del PzH 2000 è un MTU MT 881 Ka-500. E’ un ( cilindri a V di 90 gradi ad iniezione di carburante, sovralimentato a ciclo Diesel ed è connesso ad un cambio con trasmissione a 4 velocità in avanti ed altrettante in retromarcia HSWL 284C di produzione Renk. Il cambio può essere utilizzato sia in modalità semiautomatica che completamente automatica, a seconda dalla velocità richiesta. La guida del mezzo avviene tramite un convertitore di coppia (in torsione) e un volantino a variazione continua grazie ad un sistema di guida idrostatico/idrodinamico. Con un pieno di carburante di 1000 litri, il PzH 2000 ha un’autonomia di circa 420 Km. La maggior parte dei componenti delle sospensioni sono presi direttamente dal Leopard e consistono in barre di torsione, ammortzzatori lineari, freni di fine corsa idraulici e doppia ruota con regolatore di tensione per ogni lato dello scafo. In questa foto fornita dalla MTU, il motore diesel è sulla destra con il gruppo cambio/trasmissione sulla sinistra. All’interno del mezzo la trasmissione è collocata anteriormante al motore, quindi nella foto lo stiamo guardando al contrario. L’aria per la combustione ed il raffreddamento è guidata attraverso i radiatori dell’olio e della trasmissione montati superiormente, per venire poi espulsa attraverso lo scarico verso l’esterno dalla fuga vista in precedenza. L’apertura laterale che si vede qui è allineata con la griglia sulla sinistra della parte frontale dello scafo (anche questa vista precedentemente). Il motore è comaptto e potente e permette di far raggiungere al veicolo una velocità di oltre 60 Km/h su strada e di 45 km/h fuori. La potenza è di circa 13,4 KW/ton. Per il mezzo in ordine di combattimento la potenza totale disponibile è paragonabile a quella di molti degli attuali carri armati. Vi è stato inoltre un considerevole sforzo degli ingegneri della MTU per ridurre le dimensioni generali del gruppo motore/trasmissione. Come già fatto con successo sulla versione tropicalizzata dell’Euro Power Pack montato sul carro Francese Leclerc e un certo numero di altri moderni gruppi motopropulsori. Come si può vedere, la MTU colora i componenti primari dei propri motori in verde scuro (o almeno quello in quest'immagine), mentre le guarnizioni dell’aria attorno ai condotti della ventola e dello scarico sono nel tipico rosa o rosso già visto sui carri Leopard. Non lasciatevi ingannare dall’apparente piccola dimensione del gruppo motore/trasmissione della foto. Nonostante la combinazione sia stata studiata per occupare il minimo spazio possibile, questo sistema motore/trasmissione è ancora un po' strettino nell'enorme compartimento che abbiamo visto nella parte frontale del veicolo. I motori dei carri sembrare piccoli, fino a quando non gli si è vicini e si realizzi che sono più larghi e lunghi di un letto da "King size".

    Questa foto è presa dal portello posteriore. Osservando verso la fronte si vede la culatta del cannone da 155mm L5 sviluppato dalla Rheinmetall e colorata in verde. Il pezzo ha una canna al bicromato di potassio cromata per ridurre l’usura e qui è visibile con l'otturatore aperto. La superficie interna così rifinita offre un'eccellente combinazione di proprietà fisiche e meccaniche, un basso coefficiente di attrito, un'alta durezza, una buona resistenza alla corrosione, un' alta resistenza al calore e buone proprietà anti corrosione. Infatti, il bicromato di potassio ha un coefficiente di attrito che è approssimativamente la metà di quello dell’acciaio. L’elevazione del pezzo va da –2,5 a +65 gradi e la torre può ruotare e sparare in qualsiasi direzione. La maggior parte dei moderni semoventi non richiede più i vomeri di supporto, riducendo sensibilmente i tempi di messa in batteria. Il mezzo è costruito attorno al lungo cannone da 155mm, e ogni componente è stato scelto per complementarne l’efficacia. La torre è posta molto indietro sullo scafo, im modo da minimizzare la sporgenza anteriore del lungo pezzo. Le munizioni sono in due pezzi, proietto e carica, stivate in vassoi a cremagliera sul pavimento dello scafo e in degli scomparti nel retro della torre. I proiettili sono raggruppati in numero di 4 per vassoio. I vassoi sono posizionati tutto intorno al pavimento della torretta in posizione stazionaria. Un meccanismo di presa, su una rotaia al centro del pavimento aggancia il colpo, lo dispone in piano e, sempre sotto al pavimento, lo pone su di un convogliatore che lo prende e lo porge sul supporto davanti alla culatta. La gru del supporto inserisce il colpo nella parte posteriore della culatta ed un pistone elettro-pneumatico lo spinge al in posizione. Le cariche stivate in torre possono essere sia le nuove Modular Charge System (chiamate MTLS) che quelle convenzionali (tipo a sacchetto). Il sistema MTLS permette di caricare fino a sei cartocci identici per ogni proietto. Le cariche sono sistemate in rastrelliere all'imnterno di uno scomparto a prova di deflagrazione posto nel retro della torretta, e premendo un interruttore si apre automaticamente un porta che permette l’accesso alle cariche. Il servente quindi carica manualmente i cartocci posteriormente al proietto a chiude la culatta. Il magazzino principale contiene 32 colpi standard e, una volta che sono state impostate il numero delle MTLS per un particolare tiro o serie di tiri, viene rifornito in automatico all'atto del caricamento dell’ultimo cartoccio. Sono possibili tutti i tipi di caricamento (automatico, semi automatico e manuale) e la riservetta può essere caricata automaticamente da un veicolo di supporto attraverso la parte posteriore del mezzo o manualmente dall’equipaggio. In questa foto, la maggior parte dei contenitori dei proiettili appare vuota. Sulla destra sono visibili il sedile e i controlli del cannoniere, mentre la posizione del comandante è appena dietro. E' visibile anche il pistone di carica esteso verso il basso sul retro della culatta, in quento dovrebbe dovrebbe ricevere un altro colpo da caricare. La parte interna del portello del servente è parzialmente visibile nella parte alta a sinistra della fotografia. Questa foto sono state concesse ad AFV Interiors da Gerard van Oosbree of Mildata Defense Images. La sua collaborazione è stata molto apprezzata.

    Un'altra delle foto di Gerard ci fornisce una vista in primo piano della culatta e di altri particolari dell’equipaggiamento dal lato opposto. La maggior parte dei nuovi semoventi d’artiglieria, inclusi quelli attualmente in fase di sviluppo, sono progettati per mettere più artiglieria possibile sull’obiettivo nel minor tempo possibile. Il mezzo si sposta quindi rapidamente su di un'altra posizione per evitare il fuoco di contro batteria e poter battere nuovamente l'obiettivo. Per poterlo fare, l’equipaggio deve sapere precisamente dove sia il proprio veicolo e dove l'obiettivo obiettivo da battere, di che tipo di missione si tratti e come sfruttare al massimo la celerità di tiro. Nel caso del PzH 2000, il sistema automatico è capace di sparare 12 colpi in un minuto e 20 colpi in 1 minuto e 47 secondi; una prestazione da record!

    Questa è la parte 2 di una serie di tre che esamina lo spazio interno del PzH 2000. Questa vista del pavimento della torre mostra, in basso al centro, il pistone di spinta ed i contenitori delle munizioni nella loro posizione fissa intorno al perimetro per lo più vuoti. E’ anche visibile la locazione della guida del pistone (in basso al centro del pavimento) parzialmente coperto da piastre d’acciaio. Il gruppo del pistone di spinta è imperniato su due bracci fissati ai lati della culatta; ruotando in basso per ricevere il colpo dal collettore posizionato sul pavimento e poi posteriormente verso l’alto, parallelamente alla culatta, e quindi spinge il colpo nella culatta. Più oltre sulla sinistra ci sono i sedili per i due serventi addetti alle munizioni, quello avanti in posizione più elevata (con un supporto per i piedi) per meglio permettergli di sorvegliare i controlli elettro pneumatici ed il quadrante del sistema automatico di caricamento nella parte anteriore della torre. Il posizionamento del sedile dell’altro servente collocato in posizione più bassa permette un veloce accesso all’equipaggiamento di caricamento, al raccoglitore posto sul pavimento ed il magazzino delle cariche (cartocci) sul retro della torre. Il gruppo del pistone di caricamento porta i segni lasciati dalla vernice blu dei proietti per addestramento, una coppia dei quali è visibile alloggiata negli appositi supporti rispettivamente a destra e a sinistra sullo sfondo. L’intero sistema di caricamento è guidato da un motore elettrico servo assistito e privo di spazzole prodotto dalla MOOG; all’interno del compartimento di combattimento non sono installati sistemi idraulici. Altre caratteristiche di sicurezza comprendono uno scafo ed una torre corazzatati con piastre d’acciaio balistico saldate, la superficie interna della camera di combattimento adattata con rivestimenti balistici e un sistema di aerazione anti NBC. Attualmente i veicoli costruiti utilizzano un servo motore elettrico da 24 Volt per il caricamento automatico e la movimentazione dei colpi, ma gli annunciati tempi più rapidi di caricamento si avranno solo con il più recente e potente sistema da 48 Volt.

    La foto fornita della Wegmann mostra l’acquisizione proietti dal raccoglitore al vassoio del pistone, prima della fase finale di caricamento. La maggior parte di questi senza spoletta ed ancora con gli anelli di sollevamento installati. In realtà in questa posizione si può trovare un solo proietto alla volta, mentre gli altri vi si trovano per esigenze diciamo “scenografiche”. Il pistone di caricamento è ruotato verso l’alto per caricare un proietto e non è visibile nella foto. La zona sulla destra (distante nella parte in ombra) è il comparto del pilota e sono visibili alcuni dei suoi strumenti alla destra del suo sedile, incluso il pannello strumenti/dati. Le esigenze di gittata poste dall’esercito tedesco sono almeno di 30 kmper le munizioni standard NATO (come il tipo del L15A2) e vicino ai 40 km per quanto riguarda il munizionamento assistito, il cui impiego è possibile grazie allo sviluppo completamente nuovo del pezzo da 155/52 ed al nuovo sistema modulare di cariche MTLS. Comunque i vecchi cartocci possono essere ancora impiegati. I supporti per i proietti sul pavimento della torretta possono contenere un massimo di 60 colpi e quelli nel retro della torre possono contenere fino a 288 cariche modulari MTLS. Il magazzino nella parte posteriore della torre è completamente chiuso, è l’equipaggio può accedervi attraverso porte antiesplosione. E’ anche equipaggiato con pannelli ad esplosione verso l’esterno nella corazzatura della torre, nel caso le cariche siano innescate da eventuali colpi ricevuti. I proietti sono caricati con le spolette già montate e configurate per lo scoppio ritardato o altri tipi d’impiego tramite un sistema ad induzione nel meccanismo di alimentazione dei colpi. Non è necessario abbassare il pezzo per poter procedere al caricamento, al contrario di quanto avviene per la maggior parte di altri cannoni a caricamento automatico, e la torre durante questa fase può anche essere brandeggiata senza limitazioni, poiché il sistema di alimentazione è solidale al pavimento della torre e quindi segue continuamente il movimento della culatta. Un sistema radar montato sopra alla canna del cannone indica la velocità di uscita del proietto per ogni colpo sparato per al fine di calcolarne accuratamente la traiettoria.

    Uno dei molti tipi di munizionamento da 155mm che possono essere sparati dal PzH 2000 (e probabilmente il tipo “meno” interessante per gli equipaggi dei carri e veicoli corazzati ) è il Cargo, ossia un proietto che contiene altre cariche esplosive. Questo in particolare è il Rheinmetall Rh49, conosciuto nell’esercito Tedesco come DM652 (in ambito NATO come Extended Range Bomblet Shell – ERBS - 155 mm.). Alcuni di questi Cargo seminano mine anti uomo, anti veicoli o altre piccole cariche esplosive. La munizione ERBS consiste di un corpo in acciaio con da un lato un motore di scarico e dall’altra le spolette ritardate e le cariche di espulsione. Il restante spazio è caricato con 49 sub-munizioni. Quando dopo lo sparo il previsto tempo di ritardo della spoletta è scaduto, vengono innescate le cariche di espulsione ad un’altezza di circa 400 metri e così le sub-munizioni vengono disperse (agevolati dal moto rotatorio del loro contenitore) sopra l’area dell’obiettivo. Ogni bomba consta di una carica esplosiva di 290 grammi, con una spoletta ad impatto. Quando la bomba colpisce un obiettivo solido, la carica viene innescata si comporta come una normale carica cava in grado di trapassare la sottile corazza superiore di qualsiasi AFV (Top Attack). Le bombe non sono guidate e quindi è richiesta una buona combinazione di precisione e di fortuna per colpire con efficacia obiettivi sparsi in una data zona, ma su un’area ad alta densità di obiettivi il proiettile può avere effetti devastanti. Il motore di scarico delle bombe estende il raggio d’azione del proiettile, ma senza di questo può essere trasportato un numero maggiore di bombe. Un altro proietto similare sempre prodotto dalla Rheinmetall senza il motore (DM642), ha abbastanza spazio all’interno per contenere 63 sub-munizioni. Un meccanismo di autodistruzione presente in ognuna di queste fa detonare la carica anche in caso di mancato funzionamento della spoletta all’impatto con superfici morbide (tipicamente il terreno) fornendo una certa sicurezza alle proprie truppe che dovessero avanzare successivamente attraverso l’area dell’obiettivo. La carica richiesta per lanciare questo proietto è la stessa di quella per il proietto ad alto esplosivo, e può essere sia la nuova MTLS che il tipo a cartoccio.

    Ogni MTLS (contenitore modulare della carica di lancio) è costruita simmetricamente attorno all’ asse in modo che non ci sia un particolare orientamento per il caricamento; ognuna di queste è sistemata sopra alla precedente. E’ possibile innescarla da entrambe le estremità e l’accensione passa da modulo a modulo in maniera uniforme. La carica minima consiste di un solo modulo e la massima può contarne sei. I singoli moduli sono a perdita integrale, il che significa che dopo lo sparo non vi è alcun residuo da smaltire. L’unica parte che £sopravvive”allo sparo è la protezione metallica dell’innesco che è caricata separatamente attraverso il blocco della culatta e che viene espulso al momento del ritorno in batteria del pezzo. Poiché ogni modulo di lancio è identico all’altro, la catena logistica è semplificata e le scatole metalliche possono essere immaganizzate impilate, come lo sono sul PzH 2000, indifferentemente in supporti verticali o orizzontali.. Questo stesso sistema modulare può essere utilizzato in tutti gli attuali sistemi di artiglieria da 155 mm. Ad esempio, 5 moduli MTLS sparerebbero un proiettile NATO L15A1 alla stessa distanza di 8 cariche a cartoccio. Le scatole metalliche dell’MTLS appaiono impilate sulla destra in questa foto promozionale della Rheinmetall, mentre le più tradizionali cariche a cartoccio sono visibili sulla sinistra.

    Il cannone da 155 mm può sparare automaticamente per mezzo di un collegamento dati radio ad un sistema di comando e controllo esterno o tramite le funzionalità di controllo del fuoco di un sistema interno al veicolo. L’interfaccia del computer di controllo del fuoco è del tipo MICMOS, fornita dalla Daimler-Chrysler Aerospace AG. Il sistema ottico di backup consiste in un dispositivo di mira a vista, di uno a mira diretta e di un periscopio panoramico (a disposizione del comandante). Il dispositivo a vista è a disposizione del cannoniere (visibile nella foto) e proietta l’immagine attraverso un portello sul tetto, mentre il dispositivo diretto è montato in un alloggiamento corazzato nella parte destra dello scafo. Il comandante ha un grande periscopio panoramico, un PERI-RTNL 80 della Leica, equipaggiato con entrambi i canali di visione, diurno e notturno, ed un telemetro laser. Anche il dispositivo di mira diretto è prodotto della Leica, un PzF TN 80, anche questo con visione diurna e notturna (la cui porzione interna è anche visibile nella parte destra dell’immagine). E’ anche visibile la lunga scatola bianca con l’anello oculare nero. Gli attuali sistemi di visione diurna della Leica hanno un doppio ingrandimento, 2x o 6x, mentre i sistemi notturni si basano sull’intensificazione dell’immagine e normalmente usano un ingrandimento si 8x. Se si spara su obiettivi terrestri vicini al veicolo, utilizzando il sistema semi automatico, la distanza dell’obiettivo è determinata dal comandante tramite il telemetro laser e quindi ripetuta al cannoniere. Quasti digita i dati nel computer di tiro, seleziona il tipo di munizioni richieste, che procede al caricamento automatico del pezzo, ed all’impostazione del puntamento sull’obiettivo. I volantini di backup sono anch’essi visibili in questa foto della Wegmann in basso sulla sinistra e più lontano in basso sulla destra; il volantino nero sulla sinistra è per ruotare la manovella color ottone sulla destra e per l’elevazione. Anche con sistemi d’arma allo stato dell’arte come questo, rimane necessario fornire al sistema i parametri di tiro in maniera manuale in caso di avaria dei sistemi. Notare entrambi gli indicatori di elevazione ed azimutale rispettivamente al centro e vicino alla parte posteriore della foto. L’indicatore dell’azimut visualizza la posizione della torretta in relazione a quella dello scafo, così come avviene sui mezzi corazzati. La maggior parte sono graduati in mils (o strich in Germania), ci sono 6440 mils in un angolo di 360 gradi.

    Ecco un’altra foto della Wegmann che mostra il posto del comandante, direttamente dietro a quello del cannoniere. Direttamente di fronte al suo sedile ci sono la console di controllo con tastiera del sistema di tiro automatico ed il sistema di navigazione. Il sistema determina automaticamente il puntamento del pezzo e la posizione relativa rispetto all’obiettivo. Un ricevitore del sistema satellitare GPS (Global Positioning System) è parte integrante del sistema e provvede le necessarie informazioni di navigazione per calcolare la direzione dell’obiettivo. In questa foto sono visibili anche il sistema radio del comandante installato sui supporti dietro al suo sedile, i controlli del GPS alla sua destra. Lo schermo video e la tastiera sono montati su un basamento girevole. Non è visibile il periscopio panoramico del comandante, installato sul cielo della torre in corrispondenza dello schermo video. La piccola tastiera di controllo sotto alla feritoia dovrebbe essere il sistema di lancio dei lancia fumogeni montati esternamente, su entrambi i lati del mezzo. Notare i rivestimenti antischegge ed i loro attacchi sulla parete ed il cielo della torre.

    Questa foto mostra un po’ più chiaramente la relazione tra i posti del cannoniere e del comandante. Notare la scatola del visore panoramico del comandante sporgente dal cielo della torre direttamente di fronte al suo portello. Questo periscopio PERI-RTNL 80 è un 2 assi, girostabilizzato, digitale panoramico a 360 gradi per osservazione, identificazione ed inseguimento dell’obiettivo e fuoco su obiettivi terrestri stazionari o in movimento. Notare anche il pannello in plexigas fumée che separa il cannoniere dal cannone, che agisce come scudo per proteggerne braccia e gambe dal rinculo della culatta e dalle altre componenti meccaniche in movimento del sistema di carica. Sono visibili anche i controlli dei sedili sotto entrambi i posti del cannoniere e del comandante, così come un supporto rialzato per i piedi del comandante (nella parte bassa sinistra della foto). Il PzH 2000 utilizza sistema di posizionamento e di puntamento modificato Bodenseewerk GPA 2000. Questa “scatola nera” dall’elettronica avanzata fornisce le informazioni per la navigazione terrestre, i dati di riferimento sul posizionamento del pezzo, e del puntamento (azimuth, elevazione e angolo di inclinazione) per il puntamento del cannone. Il sistema consiste di un Heading and Attitude Reference Unit (HARU) un ricevitore PLGR GPS, una Fire Control Unit (FCU) con una tastiera programmabile e uno schermo illuminato LCD ad alto contrasto (che si vede sulla sinistra) e una Distance Trasmit Unit (DTU). Secondo il materiale promozionale fornito della Wegmann, ci vogliono 30 secondi per sparare il primo colpo dopo l’arrivo in posizione di sparo del cannone (quando è in modo automatico).

    Questa foto mostra un po’ più chiaramente la relazione tra i posti del cannoniere e del comandante. Notare la scatola del visore panoramico del comandante sporgente dal cielo della torre direttamente di fronte al suo portello. Questo periscopio PERI-RTNL 80 è un 2 assi, girostabilizzato, digitale panoramico a 360 gradi per osservazione, identificazione ed inseguimento dell’obiettivo e fuoco su obiettivi terrestri stazionari o in movimento. Notare anche il pannello in plexigas fumée che separa il cannoniere dal cannone, che agisce come scudo per proteggerne braccia e gambe dal rinculo della culatta e dalle altre componenti meccaniche in movimento del sistema di carica. Sono visibili anche i controlli dei sedili sotto entrambi i posti del cannoniere e del comandante, così come un supporto rialzato per i piedi del comandante (nella parte bassa sinistra della foto). Il PzH 2000 utilizza sistema di posizionamento e di puntamento modificato Bodenseewerk GPA 2000. Questa “scatola nera” dall’elettronica avanzata fornisce le informazioni per la navigazione terrestre, i dati di riferimento sul posizionamento del pezzo, e del puntamento (azimuth, elevazione e angolo di inclinazione) per il puntamento del cannone. Il sistema consiste di un Heading and Attitude Reference Unit (HARU) un ricevitore PLGR GPS, una Fire Control Unit (FCU) con una tastiera programmabile e uno schermo illuminato LCD ad alto contrasto (che si vede sulla sinistra) e una Distance Trasmit Unit (DTU). Secondo il materiale promozionale fornito della Wegmann, ci vogliono 30 secondi per sparare il primo colpo dopo l’arrivo in posizione di sparo del cannone (quando è in modo automatico). Foto 8 Questa è una foto proveniente dalla Wegmann riguardante uno dei primi prototipi. Alcuni degli equipaggiamenti mostrati non sono gli stessi dei veicoli di serie, ed alcuni particolari sono stati rimossi per scattare la foto, per vedere meglio la sistemazione dei due membri dell’equipaggio. La maggior parte dell’equipaggiamento è comunque corretta e la presenza del cannoniere e comandante danno il senso delle dimensioni, i posti a sedere interni appaiono più piccoli e stretti quando si aggiunge un membro dell’equipaggio. Per esempio, le ginocchia del comandante toccano appena il retro del sedile del cannoniere. Anche se la spaziatura è corretta, questi sedili sono solo dei prototipi. I sedili attualmente utilizzati sono più larghi e meglio imbottiti. Questi sedili, così come quelli nel veicolo di serie, hanno le cinture di sicurezza per tenere l’equipaggio in posizione durante gli spostamenti ed il tiro. Notare come lo scudo di protezione di plexigas del cannoniere sia stato rimosso dal suo supporto. Questo non è il periscopio installato nei veicoli di produzione, ma uno simile per dimensioni e posizionamento. La porta anti esplosione tra il comparto di combattimento ed il magazzino delle cariche è appena visibile sulla destra, e il portello del comandante compare nella parte alta della foto. La culatta è alla nostra sinistra e il cannone appare essere elevato a circa 45 gradi.

    In questo primo piano sempre di provenienza Wegmann, si vede la parte posteriore esterna della torre. I tre portelli sul retro della torretta sono per l’accesso al magazzino delle cariche o per lo sfogo del sistema di auto esplosione che disperde l’energia di un’eventuale esplosione verso l’esterno e quindi lontano dall’equipaggio. Dovrebbero esserci dei portelli simili anche sull’esterno del cielo della torre, ma la maggior parte delle foto che ho visto della parte superiore del veicolo li mostrano coperti con le corazzature reattive aggiuntive. Probabilmente l’esercito tedesco è il primo al mondo a schierare un semovente di artiglieria da 155 mm. L/52, e si tratta senz’altro di un notevole investimento. Come detto prima, anche l’Italia ha acquisito 70 PzH 2000 costruiti su licenza dalla Oto Melara. Quest’ultima insieme alla Wegmann, MaK e la Rheinmetall è attualmente impegnata nella costruzione di alcune componenti per la prima serie di 185 PzH 2000, la principale delle quali è il magazzino delle cariche ed i suoi componenti. Notare sul tetto un supporto per una mitragliatrice anti aerea MG3 da 7,62 mm. montata vicino al portello del servente sulla sinistra della torre. Questa MG spara a cicli di 700-1300 colpi al minuto (rpm) con una gittata di circa 1000 m.

    Le foto che seguono sono state riprese da Jan-Willem de Boer all’interno di un veicolo in mostra statica al Grafenwohr Open Day in Germania. Jan Willem ha una pagina web A World of military Modelling che merita una visita. Questa è la vista del veicolo visto in quel giorno, con i portelli aperti e varie persone che ne esplorano l’interno. Il veicolo appartiene al Self-Propelled Gun Batterie/PzArtBtl 115 (batteria semoventi del Panzer Artillery Battalion 115), se ho correttamente interpretato le scritte sul fronte del veicolo in un’altra fotografia.

    Una vista del cielo della torre mostra i due portelli principali dell’equipaggio, la parte frontale del veicolo è a sinistra ed il portello più vicino a noi è quello del servente. Questo dispone della ralla per la MG3 da 7,62 mm che invece non è presente su quello del comandante dove è però visibile il sistema ottico che abbiamo precedentemente citato. Notare i punti di attacco per le corazzature reattive che possono essere applicate sulle superfici superiori orizzontali sia della torre che dello scafo per aumentare la protezione contro gli attacchi dall’alto di missili e razzi.

    Ecco una vista dall’interno dello scafo e della torre guardando in alto verso la posizione del cannoniere, sull’angolo anteriore destro della torretta. C’è uno scudo di plexigas tra la culatta alla nostra sinistra e il sedile destra. Anche il comandante è seduto qui, lontano sulla nostra destra dietro al cannoniere. Lo scudo di plastica protegge l’equipaggio da eventuali ritorni di fiamma che potrebbero fuoriuscire dalla culatta durante la fase di tiro.

    Guardando i controlli a disposizione del cannoniere si può vedere l’impugnatura del comando elettrico di controllo della torre (in basso sulla destra) ed il volantino manuale dell’elevazione (questo di backup) un po’ più avanti. Sono anche visibili il suo visore principale, il puntatore a vista (per impiego sia diurno che notturno) Leica PzF TN 80 per il puntamento diretto del cannone.

    Qui è visibile il posto del comandante assieme al posto del cannoniere. C’è il visore utilizzato dal comandante, un visore panoramico montato sul cielo della torre con capacità diurna e notturna che include un telemetro laser che permette al comandante l’opzione del controllo diretto durante le operazioni d’ingaggio del bersaglio. Il visore diurno è quello con il largo anello di gomma protettivo intorno, mentre il visore notturno è alla sua destra ed appare parzialmente coperto. Il visore notturno ha anche un tappo di protezione. Alcune parti dell’equipaggiamento radio del comandante sono sulla parete lontana, inclusi una scatola di controllo verde e un microfono esterno.

    Una vista in primo piano del visore panoramico del comandante (Leica) mostra alcuni dei suoi controlli. Il visore è un PERI-RTNL 80 panoramico, che è generalmente usato durante le operazioni a portelli chiusi e per la designazione del bersaglio durante il tiro diretto; il comandante può designare un bersaglio per il cannoniere che quindi lo ingaggia. Il PERI-RTNL 80 del comandante ha i canali di visione diurna e notturna e il telemetro laser.

    L’equipaggiamento visibile sulla destra del comandante include alcuni dei sitemi radio. Il sistema di navigazione computerizzato è prodotto dalla Honeywell ed è simile al MAPS (Modular Azimuth Position system) usato sul semovente M109A6 Paladin e su alcuni veicoli Britannici, di un sistema inerziale di navigazione completamente autonomo. Impostando solo la posizione iniziale, il MAPS con le sue tre girobussole laser e tre accellerometri per calcolare accuratamente la posizione, calcola l’orientamento angolare e la velocità in tempo reale. I dati relativi alla posizione ed all’orientamento che vengono forniti dal MAPS sono resi disponibili al computer VME. Il MAPS usa gli aggiornamenti in tempo reale, così come i dati provenienti dell’odometro, per bilanciare gli errori di velocità che causano problemi nell’accuratezza del calcolo della posizione con il passare del tempo. Lo scostamento massimo è così contenuto intorno ai 2 metri nei primi 4 minuti di movimento continuo, dopo di che si riduce attrono agli 0,6 metri. Tutto viene fatto automaticamente e coordinato con il GPS tramite uno schermo di controllo.

    Gli apparati radio sono ora visibili dietro al posto del comandante. Possiamo vedere anche la protezione esterna del visore ruotata verso l’alto e l’esterno. Notare la tastiera del suo computer in basso sulla sinistra. Il magazzino delle cariche della Otobreda sul retro della torre appare sulla destra. Come nella magigor parte dei moderni SPG, i dati per il puntamento dell’arma sul bersaglio possono essere trasmessi dal posto comando di batteria al PzH 2000 tramite il sistema radiofonico digitale dati. Questi stessi dati possono essere trasmessi via voce o possono essere calcolati dall’equipaggio del PzH 2000 usando il sistema di controllo del fuoco di bordo. Qui possiamo vedere due altoparlanti montati sulla parete della torre con i loro cavi di alimentazione.

    La parte posteriore della culatta del pezzo Rheinmetall 155 mm L52 è ben visibile nella foto, con il pistone abbassato per fornire una vista chiara dell’anello e del blocco al suo interno. Ricordimao che la bocca sa fuoco è connessa al meccanismo della culatta da un dado filettato che permette una veloce rimozione della stessa dall’esterno del semovente, senza dover smontare l’intero sistema d’arma. La disposizione a cuneo permette sia lo sparo in automatico che quello manuale.

    Il pistone di spinta è stato abbassato in posizione di caricamento, pronto per ricevere un altro colpo. Una volta che questo è stato “accettato” dal carrello di alimentazione, viene alzato orizzontalmente dietro alla culatta e quest’ultima è momentaneamente aperta con il colpo inserito in posizione. Nella maggior parte dei casi la carica di lancio viene presa manualmente dal magazzino sul retro della torre e viene piazzata nella culatta, con l’innesco primario inserito automaticamente nella carica, poi la culatta viene chiusa, pronta per il fuoco. Ricordiamo che tutto questo può accadere con il pezzo in qualsiasi posizione di elevazione.

    Nello spazio in torre a sinistra della culatta è alloggiato il sedile del servente, in fondo sulla sinistra di questa foto. Più avanti si vede una parte del sistema automatico di caricamento della Wegmann ed il relativo magazzino. Ancora più avanti c’è la paratia antifuoco del compartimento motore che ricordiamo essere collocato in un vano sulla sinistra del posto pilota. Il sistema di caricamento permette il caricamento e lo scaricamento automatico e manuale delle munizioni, il caricamento automatico/semi automatico/manuale dal magazzino, o il caricamento delle munizioni automatico/manuale dal retro del veicolo.

    Una vista più ravvicinata vicina della stessa porzione dello scafo anteriore ci mostra maggiori dettagli. Ricordiamo che il contenitore per il caricamento automatico delle munizioni del PzH 2000 può gestire 60 colpi da 155 mm. Il contenitore viene preso ed alzato da dietro al veicolo durante il caricamento e stivato automaticamente nel magazzino dei proiettili posto al centro del telaio, come possiamo vedere qui.

    Questo è l’angolo sinistro della torre, che mostra quelli che dovrebbero essere i controlli per l’azionamento del sistema ad aria compressa usato per permettere il funzionamento del pistone di caricamento. Notare il lampeggiatore per la marcia in colonna stivato nel suo alloggiamento. Questo è montato normalmente esternamente nella parte posteriore destra della torre quando il veicolo è in marcia sulla rete viaria pubblica.

    I miei ringraziamenti vanno in particolare a Jan Willem de Boer che ha concesso in uso queste immagini che ci hanno aiutato a chiarire alcuni dettagli. Il sito web di Jan Willem de Boer A world of military modelling ha un gran numero di articoli e di immagini interessanti di vari veicoli militari. Per delle immagini di dimensioni maggiori potete visitare il sito di Paul Owen, Track Link, e sono contenute in una delle sue gallerie fotografiche, sotto Modern German Vehicles.


    Web Magazine
    Questo articolo è una traduzione della versione originale pubblicata su AFV INTERIORS di Paolo Capitanio, ed è stato cortesemente concesso per la pubblicazione su Modellismo Più da Mike Kendall ed AFV INTERIORS Web Magazine. This article is a translation of the original English version from AFV INTERIORS, and is provided only by permission of Mike Kendall and AFV INTERIORS Web Magazine.

     

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