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    Storia : Moderna : Gruppo di Combattimento Friuli
    Inviato da Vito Zita il 18/6/2006 20:46:49 (1334 letture)

    Storia : Moderna
    Storia del Gruppo di Combattimento Friuli.
    Si tratta della parte iniziale - come citato nella fonte bibliografica si va da pag. 153 a pag. 164 - del contenuto del libro dell'USSME dedicato a questo Gruppo. E' stato tralasciato la parte dedicata alle situazioni di combattimento affrontate dal Gruppo Friuli ma presenti nel libro citato.


    Precedenti: la Divisione Friuli dopo l'armistizio

    Nel settembre del 1943, al momento dell'armistizio, la situazione della divisione «Friuli» era analoga a quella della divisione «Cremona». Dislocate entrambe in Corsica sin dal novembre 1942, le due divisioni costituivano insieme la massa mobile destinata a sostenere la difesa fissa, la quale era affidata alle divisioni costiere. La divisione «Friuli», schierata nella parte settentrionale dell'isola e dipendente dal comando delle forze armate della Corsica, era così costituita:
    - comando (con 2 sezioni carabinieri);
    - 87° Rgt. fanteria, su 3 Btg. e 1 batteria di accompagnamento da 65/17;
    - 88° Rgt. fanteria, anch'esso su 3 Btg. e 1 batteria d'accompagnamento da 65/17;
    - 88a Legione CC.NN., su 2 Btg. e 1 compagnia mitraglieri ;
    - 35° Rgt. artiglieria per divisione di fanteria, su 1 gruppo da 100/17 di 3 batterie, 1 gruppo da 75/27 su 3 batterie, 2 gruppi da 75/18 pure su 3 batterie ciascuno, e 2 batterie da 20;
    - XX Btg. mortai da 81 divisionale (su 3 compagnie);
    - XX Btg. semoventi da 47/32 (su 2 compagnie semoventi e 1 compagnia fuciloni);
    - 12a compagnia lanciafiamme e un plotone nebbiogeni;
    - CXX Btg. misto del genio con 1 compagnia artieri, 1 compagnia marconisti e 1 sezione fotoelettricisti;
    - servizi (1 sezione di sanità e 2 ospedali da campo, 1 sezione di sussistenza con squadra panettieri, 1 gruppo mototricicli, 1 sezione autocarrette, 1 autosezione pesante).
    La divisione «Friuli» aveva alle sue dipendenze extraorganico, quali elementi di rinforzo: 1 Btg. T. M., 2 compagnie mitraglieri da posizione, 1 batteria da 149/35, 2 ospedali da campo, 1 nucleo chirurgico, 1 ambulanza radiologica.
    Comandava la divisione il generale di divisione Ettore Cotronei.
    Come è stato detto a proposito della divisione «Cremona», le truppe germaniche presenti in Corsica ammontavano a circa 5.000 uomini molto bene armati ed erano comandate dal generale von Senger. Costituite da una brigata motocorazzata (la «Reichsfuehrer S.S.»), 2 Btg. motorizzati, nonché da artiglieria d'assalto, contraerea e controcarro, erano state dislocate nella zona di Sartene quale massa di manovra.
    La notte sul 9 settembre, era stata comunicata da poche ore la notizia dell'armistizio, quando repartì della divisione «Friuli» (III Btg. dell '88° fanteria e XX Btg. semoventi) furono chiamati ad intervenire per ristabilire la situazione nel porto di Bastia, dove i Tedeschi avevano, nella notte stessa, tentato Un colpo di mano. Verso le ore 7 del 9 la situazione veniva ristabilita con forti perdite per l'avversario.
    In seguito a tale attacco proditorio da parte tedesca, il comandante delle forze armate della Corsica ribadì la disposizione di rispondere al fuoco col fuoco. E poiché l'u settembre pervenne dallo S.M.R.E. l'ordine di «considerare truppe germaniche come truppe nemiche e agire in conseguenza», la divisione «Friuli» iniziò una serie di movimenti per raccogliersi nella zona Teghime-Bastia-Casamozza, al fine di tenersi pronta, secondo le disposizioni superiori, ad attaccare da nord le unità tedesche esistenti in quella zona. La divisione si articolò in quattro gruppi tattici e progettò di attaccare per il mattino del 13.
    Senonchè i Tedeschi, rinforzati notevolmente dalle unità della 90a Divisione corazzata germanica in affluenza dalla Sardegna, la sera del 12 settembre, mentre erano ancora in corso i movimenti dei vari gruppi tattici della «Friuli», attaccavano di sorpresa le posizioni dell'importante caposaldo di Casamozza e, dopo aspra lotta, le espugnavano. L'indomani, 13, una forte colonna motocorazzata tedesca, superata la resistenza delle nostre unità, occupava Bastia, Sicché la divisione «Friuli», di fronte alla nuova situazione, dovette raccogliersi su nuove posizioni difensive arretrate nella zona collinosa attorno a Bastia, per impedire al nemico di dilagare sia nella parte occidentale dell'isola, sia nel solco centrale dove si trovavano dislocati i nostri magazzini e lo stesso comando delle forze armate della Corsica.
    11 periodo dal 14 al 24 settembre venne impiegato dalla divisione, oltre che per mantenere le posizioni difensive occupate, anche per riordinare le truppe fortemente provate nelle azioni dei giorni precedenti.
    Il 21 settembre assunse il comando della divisione il generale di brigata Ugo De Lorenzis.
    Nel frattempo cominciarono a sbarcare in Corsica, ad Ajaccio, truppe francesi col compito di collaborare con le nostre truppe alla cacciata dei Tedeschi dall'isola. Dapprima sbarcò un contingente limitato (il mattino del 13, all'aeroporto, una quarantina di soldati francesi e l'indomani, 14 settembre, nel porto di Ajaccio, un Btg. paracadutisti francese di circa 700 uomini con qualche sezione anticarro e alcuni automezzi leggeri); successivamente sbarcarono altri contingenti pari a 3 Btg. ed alcune batterie.
    In attesa che si potesse, nella seconda metà di settembre, riprendere l'offensiva contro i Tedeschi, furono impartiti ordini perché i reparti della divisione « Friuli » mantenessero intanto il contatto col nemico a mezzo di pattuglie, le quali dovevano mantenere un atteggiamento spiccatamente aggressivo. Ne seguirono scontri più o meno vivaci.
    Così, per es., al bivio di Nonza le posizioni vennero, il 25 settembre, conquistate dai nostri e perdute a sera per l'intervento di preponderanti forze tedesche. Altri nostri elementi, superata di forza la resistenza nemica, riuscivano però, contemporaneamente, ad occupare l'abitato di Vallecalle.
    Frattanto il comando delle forze armate italiane concordava con quello francese il piano per la cacciata dei Tedeschi dalla Corsica e la riconquista di Bastia.
    Il piano prevedeva un'azione diretta sulla città di Bastia, con avvolgimento da nord a sud, affidata ad un gruppo tattico misto formato di truppe italiane e francesi agli ordini del generale Louchet, comandante della fanteria divisionale della 4a divisione marocchina; ed un'azione indiretta, per la valle del Colo, col compito di impedire l'afflusso di rinforzi verso nord, affidata solo a truppe italiane. Per l'azione diretta su Bastia venne stabilito che la divisione «Friuli» vi concorresse fornendo, oltre a taluni reparti extraorganici, le truppe seguenti:
    - 2 Btg. dell'88° Rgt. fanteria, rinforzati dal XX Btg. mortai da 81;
    - 1 Btg. semoventi da 47/32;
    - 1 Btg. misto del genio;
    - 1 compagnia lanciafiamme;
    - 2 gruppi del 35° Rgt. artiglieria (1 gruppo da 100/17 e i gruppo da 75/18);
    - 1 batteria da 20 c. a.;
    - servizi (sanitario e trasporti).
    Tutta l'organizzazione logistica della divisione fu messa a disposizione delle unità francesi, e così pure furono tenuti pronti gli altri gruppi del 35° Rgt. artiglieria.
    Il 26 settembre ebbe inizio la vera e propria cooperazione tra le truppe italiane e quelle francesi, costituite queste ultime da 4 Btg. della 4a Divisione marocchina, elementi di un «bataillon de choc» ed un Btg. «goumiers».
    Dei due Btg. dell'880 Rgt. fanteria:
    - il III Btg. doveva, da S. Fiorenzo, sferrare l'attacco per il possesso del bivio di Nonza;
    - il II Btg. doveva mantenere le posizioni di Monte Cupio, spingere elementi lungo le provenienze da Oletta a S. Pietro di Tenda e occupare il ponte sul rio Poggio e quello sul rio Le Guardelle, allo scopo di evitare puntate nemiche contro il nostro schieramento d'artiglieria.
    In conseguenza della stretta cooperazione stabilita fra truppe della divisione «Friuli» e truppe francesi, il 27 settembre la 52a compagnia artieri, della divisione, iniziava il gittamento di un ponte sul fiume Aliso. Il gittamento però veniva seriamente ostacolato dal tiro delle artiglierie germaniche. A sera si disponeva di soprassedere al gittamento del ponte e di provvedere invece al riattamento di una mulattiera che, partendo dai pressi di Monte Cupio, portava alla rotabile di Oletta.
    Il mattino del 29 settembre, il III Btg. dell'88° fanteria, appoggiato dal tiro delle artiglierie, sferrò l'attacco per impossessarsi del bivio di Nonza, allo scopo di consentire alle truppe francesi - destinate all'attacco avvolgente da nord - di raggiungere agevolmente la zona di S. Leonardo. Malgrado la forte reazione nemica, effettuata anche con carri armati, e malgrado il terreno fosse largamente minato, una compagnia del Btg. (la 11a) riuscì a raggiungere le posizioni di Ficaia, operando così una breccia nel dispositivo avversario attraverso la quale il battaglione, avanzando su Stazzona e lottando strenuamente anche l'indomani, 30, costrinse i tedeschi a retrocedere verso Barbaggio, facilitando in tal modo l'avanzata delle truppe francesi sul colle del Teghime.
    Le truppe italiane, nella giornata del 30, cooperarono inoltre con quelle francesi nell'azione per il possesso della dorsale S. Stefano-Teghime-S. Leonardo, occupando con elementi del II Btg. dell'88° Rgt. fanteria Oletta ed Olmeta di Tuda.
    L'importante posizione del Teghime, attaccata da tutte le parti e violentemente battuta dalle nostre artiglierie, la sera del 2 ottobre, dopo lotta tenace, veniva conquistata. L'indomani 3, alle ore 12, il III Btg. dell'88° Rgt. fanteria ne assumeva la difesa, mentre insistente continuava la reazione tedesca con tiri di artiglieria e spezzonamenti eseguiti dagli aerei.
    Il 4 ottobre, con la conquista di Bastia da parte delle truppe francesi, avevano termine le operazioni in Corsica contro i Tedeschi.
    I comandi francesi apprezzarono molto l'aiuto dato dai reparti italiani per la liberazione della Corsica.
    Il generale Martin, comandante del I corpo d'armata, tenne ad esprimere, mentre ancora duravano i combattimenti, «il suo compiacimento per l'azione svolta dalle unità della «Friuli», e di fanteria e di artiglieria, e ringraziare per l'importante apporto dato dalle truppe italiane nella operazione tendente alla cattura e cacciata dei Tedeschi dall'isola...».
    Anche i generali Giraud e Mollard, e il generale inglese Peake, vollero sottolineare il loro apprezzamento per la collaborazione delle truppe italiane, particolarmente del III Btg. dell'88° Rgt. fanteria e delle artiglierie.
    Ma ancor più caloroso fu il riconoscimento espresso dal generale Louchet, comandante della fanteria divisionale della 4a Divisione marocchina, in una lettera indirizzata al comandante della divisione «Friuli»: «... Io ho apprezzato particolarmente - scriveva - la collaborazione efficace che mi è stata data, senza riserve, dalle truppe della vostra divisione, non solo nella organizzazione delle comunicazioni e dei trasporti, ma anche nella loro diretta partecipazione al combattimento.
    «Le unità che il comando italiano aveva tenuto a mettere ai miei ordini diretti, con un gesto che ho particolarmente apprezzato, si sono distinte per il loro coraggio e per il loro ardore. Esse hanno sostenuto una dura lotta, di cui testimoniano le perdite subite. L'artiglieria divisionale e di corpo d'armata agli ordini del colonnello Brunelli, che è stato per me un collaboratore prezioso, ha mostrato tutto il suo valore militare e tecnico. La mia fanteria ha reso un omaggio unanime all'azione precisa e costante delle batterie italiane, che hanno appoggiato il più vicino possibile i nostri attacchi, malgrado la reazione nemica.
    «Sono dunque felice di esprimervi tutta la mia riconoscenza per il vostro aiuto intero e generoso....».
    Il sangue di 97 morti e di 198 feriti della «Friuli» aveva dato intanto la misura dello slancio con cui la divisione aveva operato nella lotta contro i Tedeschi per la liberazione della Corsica.
    Terminate le operazioni, il 18 ottobre la divisione iniziò i movimenti per spostarsi a sud, e ai primi di novembre cominciò ad imbarcarsi per trasferirsi in Sardegna, lasciando in Corsica, a disposizione dei comandi francesi, secondo gli ordini ricevuti, armi di reparto, artiglierie, pressoché tutti gli automezzi in dotazione, tutti i quadrupedi, i magazzini viveri ed equipaggiamento al completo, nonché un intero Btg. lavoratori e due compagnie artieri per i lavori di riattamento stradale, bonifica campi minati, ecc.
    Il 24 novembre, la 88a legione della milizia si trasformò in terzo Rgt. di fanteria della divisione, assumendo la denominazione di 387° Rgt. fanteria.
    In Sardegna, si provvide poi ad un primo riordinamento delle unità della divisione. Così per es.:
    - sotto la data del 10 dicembre 1943 vennero sciolti il gruppo mototricicli e 2 compagnie mitraglieri da posizione, mentre il XX Btg. semoventi si contrasse e si trasformò in Btg. quadro;
    - sotto la data del 31 gennaio 1944 fu sciolta la 24a sezione fotoelettricisti;
    - in data 10 marzo 1944 furono sciolti i terzi Btg. dell'87° e dell'88° Rgt. fanteria in modo da avere nella divisione 3 reggimenti di fanteria (87°, 88° e 387°), tutti su 2 battaglioni con organici di guerra o presso a poco;
    - in data 1° maggio 1944 il 35° Rgt. artiglieria fu costituito su 3 anziché su 4 gruppi e la terza batteria di ogni gruppo fu mantenuta solo come batteria quadro.
    Durante la sua permanenza in Sardegna, la divisione «Friuli» disimpegnò compiti vari di presidio, di sicurezza e di vigilanza lungo le linee ferroviarie. Molti militari inoltre (circa 6.000) furono inviati nel Foggiano per sopperire alla mancanza di mano d'opera nei lavori agricoli. Senza contare infine che autisti e personale specializzato del genio e dell'artiglieria furono messi a disposizione degli Alleati; cosichè la divisione finì col depauperarsi e ridursi ad una forza di circa 3.000 uomini.
    Sotto la data del 3 febbraio 1944, intanto, assumeva il comando della divisione il generale di brigata Bartolomeo Pedrotti.
    Ai primi di luglio, pervenne alla divisione l'ordine di tenersi pronta per trasferirsi in continente, lasciando nell'isola tutte le artiglierie e gli automezzi, di cui ancora disponeva. Verso la metà dello stesso mese sbarcò infatti a Napoli e si dislocò, prima nella zona di Afragola e poi nel Sannio, precisamente nella zona di S. Giorgio del Sannio (Benevento).

    TRASFORMAZIONE DELLA DIVISIONE IN GRUPPO DI COMBATTIMENTO «FRIULI».
    In continente, la divisione ebbe il compito di riordinarsi, eseguendo anche «ordini ... impartiti comando alleato», e, in vista della sua trasformazione organica per nuovi compiti operativi, affrontò un triplice ordine di lavori per:
    - rimettere in piena efficienza organica i dipendenti reparti e servizi;
    - addestrare quadri e truppa all'impiego delle nuove armi e dei nuovi mezzi;
    - elevare lo spirito della truppa e il tono morale della massa. Il problema più grave, ed anche più urgente, era quello di raggiungere gli organici previsti, in quanto la divisione era al di sotto di essi di alcune migliaia di unità e doveva essere approntata al più presto. A ridare efficienza ai reparti fu quindi disposto, tra l'altro :
    a) che, nella prima decade di agosto, venisse iniziato il rientro ai corpi di tutti quei militari della divisione ch'erano stati inviati nel Foggiano per lavori agricoli;
    b) che venissero assegnati, il 19 e 20 agosto, 2 Btg. granatieri, i quali dovevano costituire i terzi Btg. dell'87° e dell'88° Rgt. fanteria;
    c) che, ai primi di settembre, fossero assegnate 2 compagnie artieri, e in più anche una compagnia artieri d'arresto per poter fornire plotoni d'arresto alle prime due compagnie;
    d) che, sotto la data del 4 settembre, fosse sciolto il 387° Rgt. fanteria, impiegando il relativo personale, selezionato e delle classi più giovani, per completare gli organici della divisione, la quale così, da quel momento, venne ad assumere una formazione binaria;
    e) che, il 6 settembre, il CVII Btg. mitraglieri, la 12a compagnia lanciafiamme e il XX plotone nebbiogeni fossero sciolti, e, col relativo personale, fossero completati gli altri reparti della «Friuli»;
    f) che, il 16 settembre, avesse inizio l'affluenza dei. complementi assegnati ai reparti per il completamento degli organici.
    Molto importante era pure cominciare a predisporre al più presto nuclei di ufficiali, sottufficiali e militari di truppa che avessero conoscenza sull'uso e sull'impiego delle armi, artiglierie, materiali del genio e del servizio commissariato in dotazione alle forze anglo-americane, dato che anche le unità della «Friuli» avrebbero dovuto essere dotate di tali armi e di tali mezzi. A ciò si provvide inviando, sin dal 14 agosto, quadri e truppa a frequentare, presso scuole d'istruzione alleate, una serie di corsi di addestramento, con lo scopo precipuo di formare nuclei di istruttori che sapessero rapidamente diffondere le varie cognizioni teoriche e pratiche, acquisite nei corsi, in mezzo ai reparti. E così vi furono:
    - corsi di addestramento sui materiali di artiglieria, genio e commissariato, presso la scuola anglo-americana di Pontecagnano;
    - corsi sul materiale di collegamento anglo-americano, presso la scuola di istruzione di Lauro di Noia;
    - corsi per operai specializzati di artiglieria, presso la scuola inglese di Scafati;
    - corsi sulle armi di fanteria inglesi (armi di plotone e mortai da 3 pollici), a Benevento;
    - corsi sulle munizioni inglesi e sui cannoni da 6, da 17 e da 25 libbre e da 40 mm., a Colleferro;
    - corsi sul materiale automobilistico inglese, a Tor Sapienza;
    - corsi per genio, presso la scuola inglese di Capua;
    - corsi per conduttori mezzi cingolati, nei pressi di S. Giorgio del Sannio;
    - corsi per carabinieri sul controllo del traffico, presso il deposito della polizia militare inglese di Ottaviano;
    - corsi per la compagnia trasporti e rifornimenti, presso il deposito inglese di Noia;
    - corsi sul servizio di sanità.
    In tanto fervore di preparazione organica e addestrativa non si poteva, né si doveva, trascurare la preparazione morale dei soldati, cui gravava nel cuore il peso di tante sofferenze patite.
    Si trattava di ridare una fede agli uomini che l'avevano completamente perduta in seguito al susseguirsi continuo di amare e tristi vicende e di situazioni umilianti. Si trattava di dare una veste militare a giovani che, come quelli ch'erano già stati inviati nel foggiano per lavori agricoli ed erano ora rientrati, si erano trovati a vivere per lunghi mesi presso famiglie di contadini, lavorando duramente, mal vestiti, spesso anche scarsamente nutriti, e che avevano dimenticato quasi del tutto la forma disciplinare e che avevano invece imparato ad inveire contro tutto e contro tutti. Si trattava di riprendere tutta questa gente, con tatto e con fermezza, di farla vibrare, di riplasmarla, non soltanto secondo le nuove dottrine, ma anche, e soprattutto, alla luce di quell'idea che è cemento e forza degli eserciti: il dovere.
    Gradatamente, mercé l'opportuno impiego della sanzione e dell'assistenza, la situazione morale migliorò. Furono curate le calzature, il vestiario, il vettovagliamento, e alle esercitazioni di carattere addestrativo, si accompagnarono anche svaghi ricreativi. Sotto la data del 5 dicembre fu pure costituita una sezione assistenza e propaganda, la quale ebbe per finalità quella di curare e promuovere con ogni mezzo il benessere dei soldati.
    Frattanto, il io settembre 1944, la divisione, in seguito alle nuove formazioni organiche stabilite dallo S.M.R.E., assumeva la denominazione di Gruppo di combattimento «Friuli», costituendosi sulla base seguente:
    - comando (con 2 sezioni miste di carabinieri e un nucleo inglese di collegamento tra comando Gruppo di combattimento e comando inglese);
    - 87° e 88° Rgt. fanteria, formato ciascuno da 1 compagnia comando di Rgt., 3 Btg. (di cui 2 di fanteria e 1 di granatieri), 1 compagnia mortai da 76 e 1 compagnia cannoni da 6 libbre (cal. 57 mm.);
    - 35° Rgt. artiglieria su 4 gruppi da 25 libbre (87 mm.), 1 gruppo controcarro da 17 libbre (76 mm.) e 1 gruppo contraerei da 40 mm.; ciascun gruppo su 2 batterie;
    - 1 Btg. misto del genio su 2 compagnie artieri e 1 compagnia teleradio;
    - servizi (servizio sanitario con sezione di sanità e 2 ospedali da campo; compagnia trasporti e rifornimenti; deposito mobile materiali artiglieria e genio; officine meccaniche).
    Il comando del Gruppo di combattimento fu assunto in un primo tempo dallo stesso comandante della divisione, generale Pedrotti; successivamente, in data 21 ottobre 1944, dal generale di brigata Arturo Scattini.
    Per poter assumere gli organici previsti, i reparti dovettero affrontare non poche né lievi difficoltà d'ogni genere. Ne conseguì un lavoro intenso e faticoso, ma con buona volontà le difficoltà vennero superate, e la compagine del Gruppo di combattimento potè in tal modo essere curata dal punto di vista della qualità, oltre che della quantità.
    D'altro canto i soldati ben presto si sentirono attratti dalla novità, sia del vestiario che delle armi date loro in distribuzione, e questo contribuì ad accrescere in loro l'interesse. All'interesse si unì la passione, e con la passione cominciò così a ridestarsi e diffondersi un sano senso di fiducia.
    Pur non essendo, almeno nei primi tempi, completata la distribuzione, da parte alleata, delle armi e del vestiario, si cercò nondimeno di dare un razionale impulso alle istruzioni per poter così tenere occupati i soldati e stimolarli a far sempre meglio nei nuovi orientamenti addestrativi.
    Si cercò pure di completare i servizi del Gruppo di combattimento con:
    - l'assegnazione di 2 ospedali da campo (il 960° e il 519°), di una ambulanza odontoiatrica (113a), di un nucleo chirurgico (130°), di una autoambulanza radiologica (133a), per il servizio sanitario;
    - l'assegnazione di 1 squadra panettieri (316a), per il servizio commissariato;
    - la costituzione di 2 compagnie parco campale del genio, per il servizio del genio;
    - l'assegnazione di una officina autocarreggiata (13a), per poterla riorganizzare come sezione tecnica di collegamento (i8ia);
    - l'assegnazione di una sezione carabinieri (316a), ausiliaria, per completare il servizio di polizia;
    - l'assegnazione di officine meccaniche e di un deposito mobile.

    ATTIVITÀ ADDESTRATIVA.
    La trasformazione della divisione in Gruppo di combattimento incise, naturalmente, non soltanto nel campo organico, ma anche in quello della preparazione dottrinale. Dovendo essere impiegati a fianco di truppe alleate, con armi ed equipaggiamenti degli Alleati, era logico che anche i reparti del Gruppo venissero orientati all'impiego dei procedimenti tecnici e tattici adottati dai reparti alleati. Venne così svolta una intensa attività addestrativa allo scopo di approfondire sempre più la conoscenza e l'impiego sia dei nuovi materiali in dotazione, sia dei procedimenti di azione in uso presso gli eserciti anglo-americani.
    Ben presto si diede impulso alle esercitazioni d'insieme di reparto e di cooperazione tra fanteria e artiglieria. Alle esercitazioni venivano frequentemente ad assistere ufficiali alleati di grado anche elevato (1).
    Nel novembre, tutto il programma addestrativo potè, nelle sue linee fondamentali, ritenersi pressoché ultimato, anche se mancavano ancora taluni materiali.

    MOVIMENTI VERSO LA ZONA D'IMPIEGO.
    A fine novembre, il Gruppo di combattimento si trasferì dalla zona di S. Giorgio del Sannio alla zona di Radda in Chianti. Il movimento venne compiuto su tre colonne autocarrate denominate: «Roma», «A» e «B».
    Partì per prima, il 22 novembre, la «colonna Roma», composta di una rappresentanza delle varie armi e servizi del Gruppo con compito di propaganda, la quale, nei suoi spostamenti per raggiungere a tappe la nuova zona, sfilò, il 24 novembre, per le vie di Roma, accolta dalla popolazione con imponenti manifestazioni di simpatia.
    Seguirono poi, nel movimento di trasferimento, anche le altre due colonne, «A» e «B».
    Alla fine di novembre tutto il Gruppo di combattimento si trovò raccolto nella zona di Radda in Chianti, dove subito si diede a perfezionare il suo addestramento di reparto effettuando anche esercitazioni d'assieme di particolare rilievo con manovre a fuoco.
    Verso la fine del gennaio 1945, il Gruppo fece un altro sbalzo più a nord portandosi a pochi chilometri dal fronte nella zona tra Bertinoro e Farli, affrettandosi, nella nuova zona, a prendere contatto con la 5a divisione polacca «Kresowa», destinata, secondo gli ordini del comando V corpo d'armata britannico (2), ad essere sostituita.
    Il 5 febbraio, infatti, il comandante del Gruppo «Friuli» emanò l'ordine per la sostituzione delle truppe della 5a divisione polacca; in conseguenza di che i reparti del Gruppo, l'8 e il 9 febbraio, poterono schierarsi in linea sulle posizioni difensive a sud del Senio nel settore di Brisighella, alle dipendenze del V Corpo britannico e, qualche giorno dopo, del II Corpo polacco.



    NOTE
    (1) L'11 novembre, il Gruppo «Friuli» venne visitato dal gen. Alexander, comandante del XV gruppo di armate alleate, il quale, dopo aver compiuta una ispezione minuziosa per rendersi conto del grado di addestramento raggiunto dai reparti del Gruppo, dichiarò di esser rimasto soddisfatto e di aver riportato una impressione ottima, specialmente sul conto dei granatieri, soggiungendo di essere a conoscenza di quanto ancora mancava al Gruppo per il suo completamento e che però, una volta nella zona d'impiego, tutti i Gruppi di combattimento avrebbero avuto lo stesso trattamento delle altre truppe ai suoi ordini.
    (2) Il 4 febbraio, i reparti del Gruppo «Friuli» furono passati in rivista, a Forlì, dal comandante del V corpo d'armata britannico.


    FONTE
    "I Gruppi di Combattimento (1944-1945)", USSME, Roma, 1951, pagg. 153-164.

    Vito Zita

     

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