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       /  Ricognitori, Esploratori & Scout
    /  Regio esploratore "Leone" 1924-25, autocostr 1:350
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    marcellodandrea Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Ammiraglio di divisione




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    Sì metto l'equipaggio, così come sul Leone (i soliti figurini l'Arsenal). Ma ancora è presto, prima devo fare la basetta, la bacheca, il mare etc. etc. E anche mettere un po' di masserizie sul ponte del veliero.

    Domanda: la bandiera può andare bene secondo te? Voglio dire, così senza scudo sabaudo.

    A proposito Maurizio, quando hai la possibilità ti sarei grato se potessi darmi qualche immagine dei lanciasiluri trinati presenti sui Leone, come mi avevi detto tempo addietro :-)



    --
    ciao
    Marcello

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    » 9/6/2017 20:55 Profilo


    Maurizio Maggi Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Secondo capo




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     Marcello io penso che lo scudo sabaudo ci voglia , era la bandiera della marina mercantile di quegli anni e naturalmente una unità come quella da raffigurata sarebbe stata iscritta nei registri.
    In questo periodi mi sono trasferito al mare e scrivo da un portatile ma ho tutto a Roma , se ritorno qualche giorno a casa ti mando tutto subito
    Ah , dimenticavo . Ci sono dei figurini fantastici  in 3D scala 1/350 della Preisler, prova a cercarli in rete e a vederli , sono tanto più belli di quelli dell ' Arsenal.
    ciao Maurizio
    » 10/6/2017 09:46 Profilo


    marcellodandrea Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Ammiraglio di divisione




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    Ma sì, in fondo era il mio dubbio, e certamente una nave di quelle dimensioni era iscritta. Vada per lo scudo sabaudo (ovviamente senza corona).


    I figurini Preiser li conosco, e quelli in 1:350 sono questi qui presumo. Certo sono belli, ma in confronto a quelli Arsenal hanno prezzi proibitivi (forse perché sono già dipinti, ma non credo esistano bianchi, da dipingere).



    --
    ciao
    Marcello

    Navi
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    » 10/6/2017 11:02 Profilo


    marcellodandrea Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Ammiraglio di divisione




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    Allora, per il momento torniamo al Leone...

    Ho dato una mano di primer




    Poi ho verniciato il modello come al solito, con gli acrilici Tamiya ad aerografo. Il grigio chiaro è bianco con qualche goccia di nero e grigio oceano e infine schiarito un po' verso l'alto con bianco diluito e a bassa pressione. Il grigio ferro del ponte è dipinto a pennello, un po' più chiaro perché poi la decal dell'antisdrucciolo lo avrebbe scurito abbastanza.
    Ho messo le decals (fattemi a suo tempo da kikko64) dello stesso disegno di antisdrucciolo che usai per Schiaffino e Insidioso. Su superfici grandi è meglio utilizzare pezzi più piccoli, tagliati a misura con l'ausilio di mascherine ricavate dai disegni scalati della nave. Le decals vanno messe ora, prima di sistemare sui ponti tutti i vari dettagli e anche prima di mettere le battagliole in fotoincisione, altrimenti si rischia di smontare tutto.




    La nave ora è a questo punto. Ho completato le fiancate mettendo le le bande nere (dipinte) alla linea di galleggiamento, le decals del nome a poppa, le aste di posta, tutte le piccole striscette nere (una per ogni scarico acqua) sulla fiancata destra e sinistra (sono diverse, vanno controllate sulle foto e sono presenti solo negli anni in questione, poi con la verniciatura grigio scuro non si vedono più e negli anni '30 mi sembra che non siano più state messe, nelle foto non le vedo più). Ho dipinto i ponti delle sovrastrtture in color legno e le fasciature delle battagliole in un canapa grigio bruno. Anche gli alberi sono dipinti come da foto d'epoca, ma mancano ancora i pennoni. Ho cominciato a mettere i vari dettagli sui ponti, prima di mettere le battagliole tanto vale evitare la maggior parte possibile di maneggìo dopo... Ho dipinto le griglie di areazione nere, non credo che avrei potuto fare altro. Sulle finestrature metterò poi una goccia di attak per lucidarle, ma ancora è presto, la nave deve ricevere un'altra mano di satin dopo la messa in opera delle battagliole.










    Un dettaglio che qui si vede benino sono le colonnine che sorreggono la plancia, aggiunte ora. Si nota il lavoro che ho fatto a prua per differenziare lo spazio per la movimentazione ancore dal resto, ricoperto dalle lastre dell'antisdrucciolo. Anche in questo caso ho usato delle mascherine per ritagliare per benino le decals. Però il colore di bitte e argani non mi piace, in effetti dovrebbe essere grigio molto scuro (non chiaro) e lo correggerò.




    Le colonnine si vedono anche qui. In più si notano i due armadietti per le munizioni a proravia della sovrastruttura, così come i chiarovisori circolari (suppongo siano chiarovisori, sono ben visibili in quelle due -tre foto ravvicinate che esistono del Leone in questo periodo) sul casottino della controplancia. IL modello del museo di Venezia non ha nulla lì davanti, solo finestrature uguali a quelle laterali, ma è sbagliato.











    link alla galleria

    --
    ciao
    Marcello

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    » 14/6/2017 20:05 Profilo


    Maurizio Maggi Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Secondo capo




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     Marcello devo confessarti che l'effetto delle decals sul ponte non mi piace molto. Dato che le piccole traverse saldate sul ponte erano ovviamente in positivo a forza di camminare schiarivano , invece vedo tutto nero rispetto al ponte . Non lo so ma non mi convince.  Attenzione : è una mia sensazione non certo una verità assoluta. Sui ponti in acciaio , dopo il lavaggio usuale , venivano strofinati dei pani di piombo , la cosidetta " piombaggine " che conferiva loro il tipico aspetto metallico, e poi il ponte deve essere assolutamente opaco , ma penso che gli darai un trasparente opaco. Leggevo di come fai il colore , è perfetto mettere goccie di nero nel bianco , il grigio cenerino era fatto proprio così , senza l'aggiunta di altri pigmenti e fino al 1940 veniva aggiunto alla vernice dell'olio di lino che la rendeva satinata quasi semilucida- Una delle prime direttive dell ' Ammiraglio Campioni fu di rendere assolutamente opaca la vernice delle navi perchè nelle notti di luna piena risplendevano, in ogni caso un gran lavoro come tua abitudine
    ciao maurizio
    » 15/6/2017 22:31 Profilo


    marcellodandrea Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Ammiraglio di divisione




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    Dunque, le domande di Maurizio mi consentono di spiegare un po' del mio modo di pensare, quindi approfitto per dare qualche lume in più e nel contempo scambiare opinioni con voi.

    Avere le tacche dell'antisdrucciolo a rilievo avrebbe dato un effetto più realistico indubbiamente, ma non avrei minimamente saputo come farle così piccole e così ordinate (forse in futuro, stampando i ponti in 3D, si potrà fare, perché no). Tuttavia, nelle foto che ho dove si vedono, come le tre qui sotto ma anche tutte le altre






    Pantera 1924 o 1925, immagine tratta dalla rivista inglese "The engineer" del 29 maggio 1925, pg 600)




    Pantera 1938




    le tacche sono visibili soprattutto tramite l'ombra scura che fa il loro rilievo, altrimenti (in altre foto) risultano invisibili. Ora, dal vero probabilmente non sarà stato così, si sarà vista anche la superficie superiore schiarita, o per il calpestìo o per l'incidenza della luce, ma insomma fare delle tacche più scure rispetto al ponte non mi sembrava poi così irreale riguardo l'effetto finale. Farle grigie più chiare del ponte implicava un effetto che non mi piace molto, cioè quello di una superficie grigio scuro con elementi in rilievo grigio chiaro, tipo drybrush, che però mi dà spesso l'impressione di una superficie pietrificata (come vedo a volte in modelli di carri o di navi tutti scuri con drybrush chiari, appunto, tipo navi giapponesi - è anche il motivo per cui ho evitato sul Leone di adottare la livrea integrale grigio scuro). Le dimensioni dovrebbero essere vicine a quelle reali, feci a suo tempo (con Insidioso e Schiaffino) dei conti tra le dimensioni delle tacche e l'altezza media dei marinai e in scala venivano grosse circa 1mm.

    Riguardo il tono satinato è identico a quello del resto della nave perché in questo momento la sto trattando tutta assieme dato che, come dice giustamente Maurizio, le vernici ante II GM erano mischiate con olio di lino. Il ponte forse era meno lucente, ma a dir la verità anche qui ho fatto delle considerazioni più di effetto modellistico - e di pulizia della resa finale - che altro.

    In teoria potrei ridipingere in trasparente opaco i ponti usando un pennello (con l'aerografo, per ragioni di pulizia del lavoro come dicevo prima,  mi sembra impossibile farlo bene con tutte le sovrastrutture in mezzo; però ve la immaginate una superficie ampia ridipinta in opaco a pennello? la mia paura è che diventi tutto una schifezza), ma sono convinto che pure una nave del periodo della II GM, dipinta tutta con vernici opache come da manuale diciamo così, se fatta "alla lettera", avrebbe un aspetto irrealistico. Questo lo vedo spesso e volentieri nei carri e negli aerei, dove superfici assolutamente "flat" non sembrano metalliche e quindi - a mio parere - risultano meno realistiche di quelle almeno leggermente satinate.

    Riguardo il mio grigio cinerino "casalingo" (e non acquistato già pronto come nei set Lifecolor) , ugualmente approfitto e spiego anche per altri che ci leggono, si consideri che poi lo schiarisco (oggi si dice "modulo", ma prima che qualcuno definisse - non inventasse - la tecnica della "modulazione" del colore, questa veniva già applicata tranquillamente nei figurini e in altri modelli da molte persone), quindi lo lavo, lo correggo con toni di grigio diversi su piccole superfici, lo filtro con grigio payne e bruno van dyck (poco), se necessario aggiungo qualche leggero alone di ruggine, infine non disdegno di metterci una goccia anche di grigio oceano, perché giù in basso sulle fiancate, vicino all'acqua, un leggerissimo riflesso bluastro del grigio "ci sta" (dovuto, appunto, all'acqua).

    Detto questo, se mai mi capiterà di fare un'altra nave con antisdrucciolo così grosso, non disdegnerò affatto di provare anche dei toni di grigio più chiari (ci sono due alternative, ovviamente: grigio scuro delle tacche su grigio medio dei ponti, oppure le tacche in grigio chiaro più dei ponti; però ho già spiegato prima le mie perplessità su questa "abbinata" di colori). 

    Grazie di intervenire, così parliamo un po' di questi aspetti del modellismo, che evidentemente sono un pochino più "personali" rispetto alla nuda realtà dei fatti sul campo. :-)

    --
    ciao
    Marcello

    Navi
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    » 16/6/2017 13:03 Profilo


    fabrizio_1960 Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1






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     Ciao Marcello, complimenti per il lavoro, come sempre bellissimo da seguire e da vedere.
    Volevo segnalarti, se non lo sai già, che le decalcomanie possono essere stampate anche con un rilievo più o meno marcato.
    Io ho intenzione di disegnarle e provarle nel mio modello del Pola per simulare le saldature (almeno penso si tratti di questo) sul ponte, come si vede in questa foto.





    --
    Fabrizio



    » 16/6/2017 22:52 Profilo


    marcellodandrea Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

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    Ah però, notizia interessante...  sto seguendo la costruzione, voglio vedere l'effetto, grazie :-)

    --
    ciao
    Marcello

    Navi
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    » 16/6/2017 23:45 Profilo


    Maurizio Maggi Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Secondo capo




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    Fabrizio il ponte era composto da piastre d'acciaio saldate tra di loro e poi spianate ma si curamente il punto di contatto era visibile. Forse il risultato migliore si potrebbe ottenere con le fotoincisioni , sicuramente in scala 1/350 verrebbero bene. 
    Marcello io sono molto più  " talebano " di te. Tendo sempre a cercare di riprodurre il modello per come era nella realtà. Nel periodo di guerra le vernici erano opacizzate al massimo, si dipingevano dello stesso colore delle superfici verticali anche tutti i sottosquadri corrispondenti per evitare , per chi osservava da lontano , difformità di colore. I ponti , sottoposti a continui lavaggi per eliminare tracce di sporco e via dicendo , erano del tutto opachi.Come abbiamo detto fino al Giugn 1940 il grigio cenerino era satinato ma poi era rigidamente opaco e scarsamente riflettente- Io non amo particolarmente invecchiare i modelli . Le nostre erano sempre molto curate e guai al Comandante che avesse trascurato la propria unità. In periodo di guerra solo le piccole unità, che poi erano quelle che stavano sempre in mare, apparivano molto usurate , non avevano proprio il tempo di stare a  dipingere. Ma le unità maggiori erano sempre in eccellenti condizioni , anche perchè stavano sempre in porto ! Prima cosa che si faceva dopo un uscita era il " raddobbo " e tutto tornava lindo e pinto. Questo vale anche per le unità cosidette " sottili " nel periodo di pace. Naturalmente è lil mio modo di vedere le cose e non certo la verità assoluta !
    ciao Maurizio
    » 18/6/2017 09:24 Profilo


    ModellismoBrocchini Re: Regio esploratore classe "Leone" 1924, autocostruzione 1

    Generale di brigata




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    Giuseppe

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    » 19/6/2017 13:33 Profilo Visita il sito Web

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